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La luna crescente

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Zarath, barbaro tiefling

Prendo in mano la boccetta, in una mossa quasi istintiva. Aggrotto le sopracciglia e osservo attraverso, osservando il liquido nella boccetta, tenendola tra il pollice e l'indice. A quanto pare quindi dobbiamo affrettarci. Dico, senza guardare nessuno in particolare.

Ragiono tra la boccetta che ho davanti e l'amuleto che ci ha dato l'alchimista, ma mi tengo bene dal mostrarlo in giro. Questa boccetta serve anche a noi? È riproducibile?

Sento già puzza di fregatura. Sapere che c'è una alternativa può essere utile.

Modificato da Daimadoshi85

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Fiore Della Giungla

Sul fortunati avrei da ridire Dico con un sospiro Se fosse fortunata a quest'ora starei già alla mia quinta fetta di torta matrimoniale, anziché stare qui a farmi ricoprire di cenere. Comunque se è discrezione quella che serve sono alquanto brava in quello. Consegneremo questi sali alla nostra guida. Però a questo punto una domanda mi sorge spontanea. Se ne ha bisogno così spesso quelli della boccetta gli basteranno per tutto il viaggio? E nel caso come possiamo crearne altri? Dico a Valeria, guardando il mio robusto compagno Tiefling prendere la boccetta.

Devras

Osservo la boccetta e poi di nuovo Valeria Grazie, sei gentile ad aiutarci dico sorridendole appena

SELYRA - Bardo Drow

Sorrido all'affermazione di Valeria.

Il sapere dove mettere o non mettere i piedi mi ha salvato la vita in molte occasioni.

Nonostante le parole sinistre del Monaco, questa volta l'oste ci dà informazioni chiare.

Trovo addirittura in esse una sorta di romanticismo: affidarci a un reietto per trovare la giusta via sarebbe una sorta di rivincita per quelle persone messe ai margini della società, solo perché nate in un certo modo oppure perché hanno commesso un errore nella vita.

Un po' come guardarmi allo specchio.

"Tutto questo meriterebbe di essere cantato in una ballata! Polvere di zolfo da respirare, per condurre gli eroi fino al mare. L'ancora di ferro li attende, per usar il catalizzatore di Vesper..."

Ma le parole dei miei compagni mi destano dal fantasticare; sono domande pratiche ed utili.

Guardo Valeria per ascoltare la sua risposta, ma il cilindro freme come a volerci esortare ad agire quanto prima.

  • Autore

Valeria osserva Zarath studiare la boccetta alla luce ambrata, poi sposta lo sguardo su Fiore e Selyra, ignorando il tentativo di ballata del bardo con un leggero scuotimento di capo. Il ronzio del cilindro al vostro fianco si fa più profondo, quasi volesse masticare il silenzio della locanda.

Quella boccetta basta a tenerlo in vita e lucido per un mese intero, non di più risponde Valeria, asciugandosi le mani ruvide sul grembiule di cuoio scuro. È un distillato concentrato. Gli darà abbastanza fiato per portarvi al Porto di Scoria e farvi superare le prime lande desolate, ma una volta esaurito, i fumi del Nord ricominceranno a consumarlo dall'interno. E no, non serve a voi. I vostri polmoni sono ancora sani, per ora. Se la beveste, lo zolfo purificato vi brucerebbe lo stomaco come acido di drago. Per riprodurla serve un alchimista dell'Anello Interno, o un miracolo. Quindi vedete di non romperla durante la strada, perché non ne troverete un'altra prima di essere usciti da questo inferno.

Fa un piccolo cenno col capo verso Devras, accettando il ringraziamento con una freddezza che nasconde una punta di rispetto. Poi torna a farsi seria, appoggiando i palmi sul legno scuro del bancone e sporgendosi in avanti.

Se volete muovervi con discrezione, evitate la Strada del Mercurio Ribollente. I flussi bioluminescenti proiettano troppe ombre, e le ombre qui si staccano dai muri quando Vermilia è alta. Passate invece per il Vicolo del Vetriolo fino all'Anello Esterno, poi tagliate dentro i depositi di carbone. Lì la fuliggine spegne la luce scarlatta, ma tenete gli occhi aperti: i disperati ci si nascondono dentro per non farsi trovare dalle ronde della Porta del Ferro. Se vi vedono, non faranno domande. Vi scambieranno per ladri o disertori, e le lame dei cacciatori si muovono prima delle loro bocche.

Mentre Valeria parla, il monaco cieco nell'angolo si accascia improvvisamente sulla sedia, esalando un lungo sospiro grigiastro che puzza di cenere vecchia. Il calore bianco che emanava dalle sue ferite si spegne di colpo, lasciando la locanda nuovamente immersa nel freddo umido della città. Le sue labbra smettono di tremare e l'uomo torna nel suo stato di catatonia immobile, come se il contatto spirituale con il vostro artefatto lo avesse prosciugato di ogni energia residua.

Il cilindro di ferro al vostro fianco dà un ultimo, violento strattone contro la cinghia del mantello. Le sue rune cremisi brillano con un'intensità quasi dolorosa, indicando una direzione precisa: Nord, verso le mura, vibrando a ogni battito del vostro cuore.

@ Tutti

A voi .

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Fiore Della Giungla

Beh, più tempo di quanto mi aspettassi. Almeno una buona notizia. Dico a Zarath mentre ascolto con attenzione le sue istruzioni. Quando il monaco cade a terra la guardo dubbiosa, incerta sul da farsi. Dovremmo aiutarlo o...è normale? Dico con tono incerto. Normalmente di fronte a una cosa del genere mi sarei già affrettata a curarlo, ma in un posto come questo le mie reazioni normali potrebbero anche fare solo danni.

Zarath

Faccio una smorfia soddisfatta verso Fiore in risposta. Dopo la reazione del monaco però le rispondo secondo me non gli piace sto coso, meglio che ce ne andiamo. Magari poi si riprende.

E poi ci manca solo che smette di funzionare ora perché distrugge qualcosa. Bella ciofeca.

Modificato da Daimadoshi85

Shamàsh

Gli enigmi del monaco prendono forma grazie alla praticità di Valeria. Verso di lei rivolgo un sentito cenno di ringraziamento rimanendo sempre in silenzio. La ascolto. Parla di pericoli al limite della nostra portata, o anche fuori portata. Non ci conosce. Ma non intendo sottovalutare nemmeno un granello di cenere.
'Vicolo del Vetriolo fino all'Anello Esterno, poi tagliate dentro i depositi di carbone per arrivare al Vicolo della cenere Fredda' annoto a mente. Osservo il monaco accasciarsi sulla sedia. Stremato. Per istinto mi avvicino con l'intenzione di aiutarlo. Mi sembra però sia stato solo prosciugato delle sue energie. Ho la sensazione che la sua speranza sia riposta in noi. Ha rischiato molto per indicarci la via. Lascio che sia Valeria in caso a occuparsi di lui.

Ringrazio ancora "E dunque giunto il momento." dico rivolgendomi ai compagni per poi riposare lo sguardo su Valeria "Se dovessimo riuscire nell'impresa e dovesse questo luogo necessitare di tempo per rimarginare le proprie ferite. Vorrei prodigarmi per trovare il modo di farti visitare il nostro mondo."

SELYRA - Bardo Drow

"Un ultima domanda Valeria. Deve bere l'intera fiala oppure possiamo darla a lui un pò per volta?" guardo gli altri, nelle mie parole c'è un implicita cautela per dire che se gli diamo tutta la fiala in una sola volta potrebbe abbandonarci nel nulla, mentre se gliela diamo un pò per volta potremmo tenerlo al nostro servizio senza che faccia brutti scherzi.

Quel che succede al Monaco mi turba ma ci indica una direzione.

Con sguardo addolorato rispondo io a Fiore della Giungla.

"Dubito ci sia qualcosa di davvero normale qui!"

  • Autore

Valeria risponde all'ultima domanda di Selyra con uno sguardo freddo che non ammette repliche, ignorando la promessa di Shamàsh come se fosse il delirio di un sognatore.

Se gliela date un po' per volta lo farete solo soffrire più a lungo taglia corto l'oste. Kaelen non è un cane da tenere al guinzaglio con i premi. Se capisce che state giocando con il suo fiato, vi lascerà marcire nel primo fosso di cenere. Dategli la fiala, fategli fare un respiro pulito e vedrete che farà il suo lavoro. Ora andate...

Con queste ultime parole e il monaco ormai ridotto a un guscio vuoto che respira a fatica, spingete il pesante portone dell'Ultimo Riposo e vi dirigete nel Vicolo del Vetriolo.

L'oscurità qui è totale, spezzata solo dai rari riflessi scarlatti di Vermilia che filtrano tra le lame dei tetti alti e stretti. L'aria puzza di acido e zolfo; i canali di scolo ai lati della via ribollono di un liquido verdastro che consuma la pietra. Zarath tiene la boccetta al sicuro sotto il mantello, mentre il Catalizzatore Instabile al fianco continua a vibrare, indicando il Nord.

Avanzate nell'ombra per qualche minuto, rasente ai muri di ossidiana per evitare di calpestare le pozzanghere corrosive. I ciottoli a forma di denti marci scricchiolano sotto i vostri stivali. Ben presto, l'odore acre del vetriolo cede il passo a quello secco e soffocante della polvere di carbone. Siete arrivati ai depositi dell'Anello Esterno: immense montagne di combustibile nero che assorbono la luce della Luna Rossa come spugne.

Il silenzio viene bruscamente interrotto.

Dall'oscurità di uno dei cumuli di carbone, a pochi metri da voi, sentite il rumore netto di un metallo che stride , un'armatura pesante , seguito da un sussurro concitato che non appartiene alle creature della notte.

Fermi tutti!...sibila una voce rauca dall'ombra del deposito...Non fate un altro passo. Chi siete e cosa portate sotto quei mantelli? Le pattuglie della Porta del Ferro non scherzano stanotte. Identificatevi, o il ferro parlerà per noi.

Nel buio fitto del deposito, i vostri sensi percepiscono il bagliore metallico di tre baliste pesanti portatili puntate nella vostra direzione, pronte a scattare. Le sagome appartengono a disertori o cacciatori della città rimasti intrappolati fuori dal coprifuoco, e sono chiaramente terrorizzati e pronti a tutto.

@ Tutti

A voi.

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Shamàsh

Saluto Valeria con un lieve cenno del capo. Non insisto oltre. Le sue parole sono dure, ma in questo mondo quasi tutto sembra esserlo. Forse la donna ha visto troppi uomini morire nella cenere per concedere ancora credito alla speranza. O forse sono io a conservarne più del dovuto. Prima di oltrepassare la soglia, il mio sguardo si posa per un istante sul monaco. Il suo petto si solleva appena. Ogni respiro sembra una battaglia persa in partenza.

Il Vicolo del Vetriolo ci accoglie con la solita poco cordiale ospitalità. L'oscurità è così densa da sembrare materia. I riflessi cremisi di Vermilia filtrano tra i tetti aguzzi e si spezzano sulle pietre umide, tingendo ogni cosa del colore del sangue vecchio. L'odore è peggio. Acido. Zolfo. Anche la mia natura celestiale sembra respinta da quel luogo. Avanzo in silenzio insieme agli altri, una mano vicina all'elsa della spada. Le pozzanghere verdi ribollono ai lati della strada come ferite aperte nella città. I muri di ossidiana assorbono la luce e restituiscono soltanto ombre.

Quando raggiungiamo i depositi dell'Anello Esterno, il paesaggio cambia ancora. Montagne di carbone si ergono davanti a noi come tumuli funerari. La cenere danza nell'aria e si posa sulla mia armatura argentata, spegnendone il bagliore. Sopra di noi Vermilia osserva silenziosa, enorme, sospesa come un occhio maligno nel firmamento. Che razza di mondo può prosperare sotto una luna simile? Il rumore del metallo mi strappa ai pensieri e mi fermo immediatamente. Tre baliste. Tre sagome nascoste. Tre persone terrorizzate. Non porto la mano all'arma. Invece faccio un mezzo passo avanti, abbastanza da mostrarmi alla luce rossastra della luna. L'aura luminosa dei miei occhi emerge dall'oscurità. "Prima di decidere se il ferro debba parlare..." dico con calma, "...forse potreste dirci chi siete." Lascio che il silenzio si distenda tra noi. Il mio sguardo passa da una sagoma all'altra. So bene che Zarath concederà loro molto poco tempo. "Perché tirate in ballo le Pattuglie?" Osservo la tensione nelle loro posture. Le mani serrate. Le armi puntate troppo in fretta. "Non siete uomini pronti a combattere?" La mia voce resta tranquilla. "O forse siete uomini impauriti." Inclino appena il capo verso la città alle nostre spalle. "Qualunque cosa vi stia potenzialmente cercando, non siamo noi." Poi allargo lentamente una mano in direzione delle mura lontane. "Se temete davvero le Pattuglie, vi consiglio di proseguire. Ogni istante che trascorriamo qui a discutere è un istante in più perché qualcuno ci trovi." Lascio che il vento carico di cenere passi tra noi. "Noi abbiamo una strada da percorrere." I miei occhi luminosi non abbandonano i loro. "E voi, ne sono certo, ne avete una vostra." La paura rende gli uomini pericolosi. Ma spesso basta ricordare loro che esiste una via d'uscita perché smettano di premere il grilletto. Resto immobile. In attesa di capire se davanti a noi ci sono cacciatori, disertori... o semplicemente altre anime che cercano disperatamente di sopravvivere.

Master @Dardan

Prova di persuasione +6

Devras

Seguo gli altri lungo le strade della città cercando di capire se tutto quello che stiamo vivendo ha un senso. All'improvviso ci si parano davanti degli uomini che si identificano come guardie Come ha detto il mio compagno faccio eco alle parole di Shamash non abbiamo animosità verso di voi, ne voglia di denunciarvi. Lasciateci passare e ci dimenticheremo di voi

SELYRA - Bardo Drow

Annuisco alla parole di Valeria, spero soltanto che questo Kaelen mantenga la parola.

La marcia lungo il vicolo del vetriolo è lenta e pericolosa, ma questo già lo sapevamo.

Tuttavia la minaccia che si manifesta in prossimità dei depositi dell'Anello esterno è quantomeno inaspettata.

"Sotto il mio mantello si cela soltanto il mio corpo! Non c'è motivo di far parlare il ferro, non siamo delle Pattuglie e non intendiamo ingaggiar battaglia contro di voi, potrebbe anche essere che i nostri nemici sono comuni. Stiamo solo cercando una persona! Non per fargli del male ma perchè sia il nostro faro in questa oscurità!"

Impavida avanzo e mi tolgo il cappuccio per mostrare il mio viso.

"Mi chiamo Selyra Vanyth, mostratevi così come sto facendo io e forse potremmo parlare in modo civile!".

Il tono della mia voce è gentile, quali musicale, ma allo stesso tempo deciso.

AZIONE

Persuasione +7

Fiore Della Giungla

Torno a indossare l' armatura quando mi muovo nei vicoli della città. Per quanto questo mondo possa essere folle, su una cosa potrò sempre contare: quello che creo con le mie mani, le meraviglie che ho ricostruito e la magia che ho infuso dentro ogni frammento. Ed è anche grazie all' armatura che quando veniamo sorpresi nel mezzo della strada, in piena oscurità, sono tesa ma non spaventata. Sarebbe meglio evitare che la situazione degeneri, certo, ma so di potermela cavare in ogni caso. Lascio parlare i miei compagni però, rimanendo in silenzio, le immagini sulla mia armatura che si muovono silenziose per attivare la magia dei fulmini al primo accenno di pericolo.

Zarath

Gli odori nei dintorni di vicolo del Vetriolo mi ricordano le cerchie infere. Non le ricordo con nostalgia, ma è la cosa che mi fa pensare di più al nostro mondo.

Mi assicuro che la fiala sia ben protetta, cercando di foderarla intorno a del tessuto per cercare di ridurre i rischi il più possibile.

Quando veniamo fermati, decido di tenermi in silenzio, hanno già parlato in tre di noi, meglio vedere se sarà necessario ricorrere alle armi.

  • Autore

Il silenzio torna a farsi pesante tra i cumuli di carbone, rotto solo dal sibilo del vento acido. Gli occhi luminosi di Shamàsh tagliano l'oscurità come due fari d'ambra, mentre Selyra fa scivolare il cappuccio rivelando i lineamenti drow e la sua voce melodiosa. Accanto a loro, Devras rinforza le parole di pace e Fiore della Giungla rimane immobile, con le rune dell'armatura che già vibrano invisibilmente di energia elettrica, pronta a scattare. Zarath resta un'ombra minacciosa alle loro spalle.

Le tre sagome nell'oscurità non si muovono, ma il tremolio dell'acciaio delle baliste tradisce la loro esitazione. Le parole di Shamàsh e il fascino diplomatico di Selyra colpiscono nel segno, insinuando il dubbio nella loro paura.

Si sente un respiro affannato, poi il rumore metallico di una leva che viene parzialmente allentata. La figura al centro, un uomo teso con una vistosa cicatrice da Cenere di Vuoto che gli attraversa lo zigomo, fa un passo fuori dall'ombra del cumulo di carbone. Indossa i resti di un'armatura pesante della Porta del Ferro, ma i simboli della città sono stati raschiati via con la lama.

Cercate una persona? ripete l'uomo, la voce rauca che perde un briciolo di ostilità ma non la diffidenza. In questo buco infernale chiunque cerchi qualcuno vuole solo riscuotere una taglia o tagliare una gola. Ma non avete i modi dei cacciatori di taglie. E un drow e un... qualunque cosa tu sia, senz'ali ma con occhi di fuoco... non passano inosservati tra le ronde.

Abbassa lentamente la balista verso il fango, e i suoi due compagni imitano il gesto, pur tenendo le dita vicine ai grilletti.

Siamo disertori, sì ammette l'uomo sputando a terra un grumo di saliva grigia per il carbone. Se le pattuglie ci trovano qui, finiamo appesi alle mura per i piedi a nutrire i Segugi della Luna. Stiamo solo aspettando il momento giusto per tentare la sorte oltre la Porta del Silenzio. Se non siete qui per noi, passate oltre. Il Vicolo della Cenere Fredda è dritto davanti a voi, dietro quel grande deposito di stoccaggio.

L'uomo fa un cenno con la testa verso Nord, poi però i suoi occhi cadono inevitabilmente sul fianco di uno di voi, dove il cilindro di ferro di Maestro Vesper emette un rintocco più forte, facendo brillare le rune cremisi attraverso le pieghe del mantello. I tre disertori sussultano, stringendo di nuovo le armi.

Che cos'è quel battito? domanda il capo, stringendo i denti. Sembra... sembra il rumore che fanno le piastre delle mura quando il mercurio bolle. Che diavolo state portando con voi verso l'Anello Esterno? Se quella cosa attira i Segugi o fa scattare i Bracieri a Repulsione, ci farete ammazzare tutti!

L'aria si fa d'un tratto più densa e il Catalizzatore Instabile sembra rispondere alla tensione, vibrando con un ritmo che accelera paurosamente, quasi volesse spingervi a correre.

@ Tutti

A voi.

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Fiore della Giungla

Quello non farà scattare nessun braciere e sapremo tenerlo ben nascosto Dico, tentando di tagliare corto. Posso sentire che l' aria è cambiata, quell' attimo di pace che le parole dei miei compagni avevano saputo creare è svanito come neve al sole. E in ogni caso, non vogliamo trattenerci qui. Tantomeno esservi di disturbo. Quindi, col vostro permesso, noi andremmo.

Inizio a camminare verso il Vicolo della Cenere Fredda, tenendo sempre gli occhi bene aperti, pronta a far scattare la magia racchiusa nella mia armatura al primo cenno di pericolo.

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