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16 Nuovi Talenti

Articolo di Taymoor Rehman, Jeremy Crawford, Ben Petrisor, Dan Dillon e Ari Levitch - 13 Luglio 2020
L'Arcani Rivelati di oggi presenta una selezione di nuovi Talenti per Dungeons & Dragons. Ogni Talento offre un modo per diventare migliori in qualcosa o per ottenere una capacità del tutto nuova. Potete trovare questi talenti nel PDF disponibile più in basso.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
arcani rivelati: 16 nuovi talenti
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/feats
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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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MadLuke

Quantità e livello dei personaggi del gruppo

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Ciao a tutti,
    qualcuno ha mai fatto considerazioni sul numero ottimale di personaggi in un gruppo, tenendo conto anche del loro livello?
In soldoni: quando il gruppo era ai primi livelli, c'erano 8-10 PG (e un PnG livello simile). E questo gli imponeva di mettersi d'impegno per sgominare un covo di coboldi o una banda di hobgoblin.
Ora che sono mediamente di 15° sono 3 PG (+1 PnG).
Loro vorrebbero che consentissi l'ingresso di ancora 1 o 2 PG... Ma la verità è che già così in combattimento sono piuttosto inarrestabili (discorso diverso negli altri campi dell'umano agire, abilità, logistica, socialità, ecc. dove non coprono tutti i ruoli), e se ne aggiungessi altri due farebbero sfaceli... E io non è che posso piazzare una banda di giganti, o incorporei cattivissimi, a ogni pie' sospinto, solo per tenere alta la tensione, non sarebbe plausibile (vorrebbe dire che fino a cinque minuti prima, i suddetti mostri stavano comandando il mondo!).

Allora sto cercando di farmi un'idea se possibile: quanti livelli deve avere un gruppo per affrontare in maniera variegata gli scontri (anche come semplice routine ogni tanto, ma senza rinunciare ai combattimenti mortali), 30, 50, 100?

Forse è impossibile organizzarsi in questo senso?

Ciao, MadLuke.

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Dipende dall'ambientazione. L'esistenza di posti come i piani esterni o Sigil serve proprio a proporre sfide adeguate a PG di alto livello senza inflazionare l'intero mondo. Se nell'ambientazione che usi stai facendo già fatica con 3 PG di livello 15, aggiungerne altri non è possibile. A meno di sacrificare la coerenza narrativa.

Potresti proporre un po' di retcon e mettere un cap al livello 11, per esempio. I giocatori accettano di ridimensionare i PG in modo da fare spazio nel party. Altrimenti l'unica (e abusata) soluzione è trasportarli da qualche altra parte attraverso un portale, in un mondo con sfide di livello più alto.

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5 ore fa, Ji ji ha scritto:

Potresti proporre un po' di retcon e mettere un cap al livello 11

Eh?

Comunque io non ho chiesto consigli su come risolvere la mia situazione personale (me la sbrigo da me). Ho chiesto solo se qualcuno si è mai posto il problema in linea generale, se ha mai provato a individuare delle linee guida che legassero il livello medio del gruppo al numero di PG più auspicabile.

Edited by MadLuke

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7 ore fa, MadLuke ha scritto:

qualcuno ha mai fatto considerazioni sul numero ottimale di personaggi in un gruppo, tenendo conto anche del loro livello?

A mio avviso il numero migliore di giocatori è 5, a prescindere dal livello. Semplicemente poi saranno loro a cercare pericoli sempre più grandi da affrontare.

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1 minuto fa, KlunK ha scritto:

il numero migliore di giocatori è 5, a prescindere dal livello

Stai implicitamente dicendo che tu sei un sostenitore del modello: i personaggi del primo livello "causalmente" incontrano solo bande di coboldi, invece quando arrivano ai livelli alti "causalmente" incontrano bande di giganti delle tempeste. Proprio quello che io vorrei evitare.

Io inseguo il modello: nel mondo sono sempre presenti sia giganti delle tempeste che coboldi. Ai livelli bassi dobbiamo metterci in dieci per sconfiggerne un gigante. Mentre ai livelli alti, essendo pochi anche un covo di coboldi risulta impegnativo.
Questo non in termini assoluti ovviamente (il margine di "variabilità dell'impegno" mica lo voglio davvero ridurre a 0).

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3 ore fa, MadLuke ha scritto:

Stai implicitamente dicendo che tu sei un sostenitore del modello: i personaggi del primo livello "causalmente" incontrano solo bande di coboldi, invece quando arrivano ai livelli alti "causalmente" incontrano bande di giganti delle tempeste. Proprio quello che io vorrei evitare.

No, solitamente nelle mie campagne le avventure non "capitano casualmente" ai PG.
Semplicemente quando sono di basso livello vengono assoldati e/o vanno alla ricerca e/o indagano su obbiettivi di basso livello, mentre col crescere dei livelli andranno ad affrontare sfide più impegnative.
La mia ambientazione è modellata anche sulle scelte dei giocatori (a volte anche di avventure passate), ma non è che cambia a seconda dei livello dei PG.
Es. se la palude Malpheggi è infestata da una tribù di lucertoloidi servitori del dragone Zalkor, non è che siccome i PG sono di 2° livello andando nella palude incontreranno solo coboldi e altri nemici alla loro portata. Eh sì, questo vuole anche dire che può capitare che il bulletto umano razzista che cercherà con la sua cricca di pestare il PG mezz'orco di 15°, verrà sgominato senza fatica da quest'ultimo.

Ti assicuro che è un modello sostenibile, basta un po' di lungimiranza e anche vecchi nemici che cercano vendetta possono diventare una sfida 5 livelli dopo senza ritocchi di livello (per quanto anch'essi possano guadagnare livelli). E lo scrivo perché ho fatto con successo una cosa del genere.

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Ma non ti sembra inverosimile anche quello che hai appena scritto??

15 minuti fa, KlunK ha scritto:

quando sono di basso livello vengono assoldati e/o vanno alla ricerca e/o indagano su obbiettivi di basso livello

Non esiste. Che il gruppo si trovi in città o nelle terre selvagge, chi controlla il territorio farà sempre parte di un'organizzazione gerarchica piramidale, con a capo un orco di 15° e lo stuolo di tirapiedi a scendere fino a quelli più numerosi di 1°.
Per cui non esiste che il sindaco incarichi i PG si sgominare una solo una banda di delinquentelli di 2° o solo di goblin sulle colline. Perché entrambi saranno già stati assogettati (o uccisi se si fossero rifiutati) a un mostro di 15°. Le piccole oasi felici non esistono, neanche per i nemici.

Allora ripeto: premesso che l'orco di 15° non lo affronti neanche se siete in dieci di 1°, se ai primi livelli siete in 10, almeno gli ufficiali di 10°, presi uno per volta nelle condizioni più favorevoli, i PG possono sconfiggerlo. Mentre quando i PG sono di 15° un orco di 10° per essere avvincente deve essere affrontato da solo e magari in ambiente con scarsa visibilità (e lui scurovisione).

Sta cosa del 5 PG  di 1° fanno scontri avvincenti e vincono. 5 PG di 15°... faccio ancora scontri avvincenti e vincono, non è coerente.
Può succedere ogni tanto, per carità. Ma quando 5 PG di 1° da soli sconfiggevano i loro nemici, dov'erano quelli che sarebbe stati impegnativi poi al 15°, dormivano quel giorno?

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6 ore fa, MadLuke ha scritto:

Ma non ti sembra inverosimile anche quello che hai appena scritto??

Non esiste. Che il gruppo si trovi in città o nelle terre selvagge, chi controlla il territorio farà sempre parte di un'organizzazione gerarchica piramidale, con a capo un orco di 15° e lo stuolo di tirapiedi a scendere fino a quelli più numerosi di 1°.
Per cui non esiste che il sindaco incarichi i PG si sgominare una solo una banda di delinquentelli di 2° o solo di goblin sulle colline. Perché entrambi saranno già stati assogettati (o uccisi se si fossero rifiutati) a un mostro di 15°. Le piccole oasi felici non esistono, neanche per i nemici.

Allora ripeto: premesso che l'orco di 15° non lo affronti neanche se siete in dieci di 1°, se ai primi livelli siete in 10, almeno gli ufficiali di 10°, presi uno per volta nelle condizioni più favorevoli, i PG possono sconfiggerlo. Mentre quando i PG sono di 15° un orco di 10° per essere avvincente deve essere affrontato da solo e magari in ambiente con scarsa visibilità (e lui scurovisione).

Sta cosa del 5 PG  di 1° fanno scontri avvincenti e vincono. 5 PG di 15°... faccio ancora scontri avvincenti e vincono, non è coerente.
Può succedere ogni tanto, per carità. Ma quando 5 PG di 1° da soli sconfiggevano i loro nemici, dov'erano quelli che sarebbe stati impegnativi poi al 15°, dormivano quel giorno?

Secondo il tuo ragionamento, ogni campagna dovrebbe finire dopo due ore, con il party di livello 1 massacrato da un drago antico o un suo sottoposto di lv15.

In realtà i mondi di gioco di solito sono estesi, e non esistono mezzi concreti per controllarne interamente ogni metro quadrato. Anche un antagonista molto potente può avere difficoltà a controllare il 100% del suo territorio. E pensa a dove sono spesso ambientate le prime avventure dei personaggi: fogne di piccole cittadine, bassifondi delle stesse, terre di frontiera, foreste popolate da pochi umanoidi...tutti luoghi distanti dai centri di potere, luoghi in cui le "isole felici" esistono eccome. Io le paragono alle "nicchie ecologiche" per semplificare: in una foresta vera, del nostro mondo, un dato insetto verrebbe predato da numerosissimi animali. Ma vivendo sotto un sasso o immerso nella lettiera ha più possibilità di passare inosservato.

Allo stesso tempo una banda di briganti può scamparla lavorando indipendentemente dal grande signore del male del territorio.

Sul perché i personaggi di livello basso affrontino nemici di livello basso, e non intervengano png più potenti...ci sono molte spiegazioni plausibili. Dipende dalle motivazioni alla base delle avventure.

Vicino al villaggio X un orsogufo attacca i contadini. Come capovillagio alssoldo degli avventurieri: per me potrebbe essere impossibile permettermi i servizi del Cacciatore di Mostri di lv15, che pure risolve il problema in un'oretta. Viceversa 5 scappati di casa di lv2 mi costeranno molto meno.

Allo stesso tempo, 5pg eroici di lv15 non possono perdere due giorni a rintracciare e abbattere una banda di brigantelli, quando hanno da poco trovato il modo di sconfiggere il lich.

10 ore fa, MadLuke ha scritto:

Stai implicitamente dicendo che tu sei un sostenitore del modello: i personaggi del primo livello "causalmente" incontrano solo bande di coboldi, invece quando arrivano ai livelli alti "causalmente" incontrano bande di giganti delle tempeste. Proprio quello che io vorrei evitare.

Io inseguo il modello: nel mondo sono sempre presenti sia giganti delle tempeste che coboldi. Ai livelli bassi dobbiamo metterci in dieci per sconfiggerne un gigante. Mentre ai livelli alti, essendo pochi anche un covo di coboldi risulta impegnativo.
Questo non in termini assoluti ovviamente (il margine di "variabilità dell'impegno" mica lo voglio davvero ridurre a 0).

Se parliamo di D&D a prescindere dall'edizione, questo modello è inapplicabile. Il regolamento stesso lo rende estremamente difficile e improduttivo. Vero, per esempio nella 5a edizione tanti piccoli nemici possono dare filo da torcere anche ad un gruppo di livello alto. Per un round o due, poi vengono tutti spazzati via. Ai livelli alti i personaggi devono affrontare mostri (o png) di livello alto o al limite molti mostri di livello medio.

 

Tornando alla tua domanda (non l'ho dimenticata!) per me il numero ottimale è 4. Hai modo di interagire con tutti senza difficoltà, ciascuno ha modo di ritagliarsi il proprio spazio tecnico e narrativo, e siccome sono solo 4 è un poco più facile metterli in difficoltà. 

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Secondo me hai ragione. Poco fa in bacheca lessi che il designer originale di 3.0 (e quindi anche indirettamente di 3.5 e Pathfinder) venne chiamato a scriverla mentre stava pensando ad un gioco supereroistico. In un fumetto, un film o in un gdr supereroistico, ci sono due tipi di nemici: le orde di minion che si ammazzano come nulla, e i villain o gli scagnozzi potenti dei villain. Insomma c'è una estrema polarizzazione. Se nel mondo esistessero eroi potenti come un personaggio anche solo di 8°, questa sarebbe una soluzione più realistica rispetto a quella per cui ogni incontro è proporzionato ai personaggi. Tanto è vero che le soluzioni più spinte sulla stessa linea delle soluzioni proposte da Jiji e da Pippomister, ossia quelle dei videogiochi in cui il mondo è diviso in cluster di livello (esempio: World of Warcraft), sono ancora più irrealistiche. Che poi nelle storie supereroistiche rimane comunque il fatto che ogni villain è sempre abbastanza sopra i protagonisti da spaventarli ma mai abbastanza da sconfiggerli, o che i villain incontrati sono progressivamente più forti (esempio ben chiaro: Dragonball) è comunque un tipo di irrealisticità inferiore rispetto ad un mondo in cui pg di 8° incontrano orde di mostri di 8°, pg di 15° orde di mostri di 15° etc.

In 3.P i personaggi sono supereroi a tutti gli effetti, ed andrebbero trattati come tali, ossia: orde di nemici da ammazzare come niente (tipo gli agenti scemi coi fucili laser o gli scagnozzi dei nemici dei Power Rangers) e poi chiaramente il villain o gli scagnozzi di alto livello. Il che imporrebbe comunque nel mondo orde di mostri di chessò 10°, e il problema non è risolvibile se non cambiando il design della 3.P.

 

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2 hours ago, Kalieuros said:

Tanto è vero che le soluzioni più spinte sulla stessa linea delle soluzioni proposte da Jiji e da Pippomister, ossia quelle dei videogiochi in cui il mondo è diviso in cluster di livello (esempio: World of Warcraft), sono ancora più irrealistiche.

D&D è costruito per giocare in mondi letteralmente divisi in cluster: i livelli dei dungeon, con sfide graduate a salire. Si consigliava esplicitamente di costruire i dungeon in quel modo. Il regolamento è strutturato su questo concetto, soprattutto l'idea che i PG aumentino di livello.

Non è un gioco fatto per creare storie epiche. Soprattutto, non è un gioco fatto per creare storie realistiche.

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52 minutes ago, Ji ji said:

D&D è costruito per giocare in mondi letteralmente divisi in cluster: i livelli dei dungeon, con sfide graduate a salire. Si consigliava esplicitamente di costruire i dungeon in quel modo. Il regolamento è strutturato su questo concetto, soprattutto l'idea che i PG aumentino di livello.

Non è un gioco fatto per creare storie epiche. Soprattutto, non è un gioco fatto per creare storie realistiche.

Chiaro, e MadLuke a quanto ho capito ne lamentava l'irrealisticità. Io ho solamente supportato la sua visione 🙂

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Se vuoi realismo (cosa che traspare dai tuoi messaggi) non puoi limitare il numero di PG Se vogliono essere un gruppo di 100 PG e formare una banda non puoi impedirlo. Ma credo che il regolamento della 5a poco si adatti alle tue esigenze:

1) la progressione dei PG a livelli alti è troppo veloce. é impensabile che vi sia un gruppo formato da tanti eroi tutti a livelli altissimi. Piuttosto se muoiono ripartono dal primo livello. Così hai un gruppo misto. sbilanciatissimo ma realistico.

2) le vecchie edizioni di D&D a mio avviso sono più realistiche... ad esempio nella guida alle terre selvagge le tabelle di incontri non sono divise per livello come nella 5a (la XGTE per citarne una fra tutte). Quindi a prescindere dal tuo livello magari incontri dei draghi antichi.

13 hours ago, KlunK said:

No, solitamente nelle mie campagne le avventure non "capitano casualmente" ai PG.
Semplicemente quando sono di basso livello vengono assoldati e/o vanno alla ricerca e/o indagano su obbiettivi di basso livello, mentre col crescere dei livelli andranno ad affrontare sfide più impegnative.
La mia ambientazione è modellata anche sulle scelte dei giocatori (a volte anche di avventure passate), ma non è che cambia a seconda dei livello dei PG.
Es. se la palude Malpheggi è infestata da una tribù di lucertoloidi servitori del dragone Zalkor, non è che siccome i PG sono di 2° livello andando nella palude incontreranno solo coboldi e altri nemici alla loro portata. Eh sì, questo vuole anche dire che può capitare che il bulletto umano razzista che cercherà con la sua cricca di pestare il PG mezz'orco di 15°, verrà sgominato senza fatica da quest'ultimo.

Ti assicuro che è un modello sostenibile, basta un po' di lungimiranza e anche vecchi nemici che cercano vendetta possono diventare una sfida 5 livelli dopo senza ritocchi di livello (per quanto anch'essi possano guadagnare livelli). E lo scrivo perché ho fatto con successo una cosa del genere.

Giusto.

6 hours ago, Pippomaster92 said:

Secondo il tuo ragionamento, ogni campagna dovrebbe finire dopo due ore, con il party di livello 1 massacrato da un drago antico o un suo sottoposto di lv15.

In realtà i mondi di gioco di solito sono estesi, e non esistono mezzi concreti per controllarne interamente ogni metro quadrato. Anche un antagonista molto potente può avere difficoltà a controllare il 100% del suo territorio. E pensa a dove sono spesso ambientate le prime avventure dei personaggi: fogne di piccole cittadine, bassifondi delle stesse, terre di frontiera, foreste popolate da pochi umanoidi...tutti luoghi distanti dai centri di potere, luoghi in cui le "isole felici" esistono eccome. Io le paragono alle "nicchie ecologiche" per semplificare: in una foresta vera, del nostro mondo, un dato insetto verrebbe predato da numerosissimi animali. Ma vivendo sotto un sasso o immerso nella lettiera ha più possibilità di passare inosservato.

Allo stesso tempo una banda di briganti può scamparla lavorando indipendentemente dal grande signore del male del territorio.

Sul perché i personaggi di livello basso affrontino nemici di livello basso, e non intervengano png più potenti...ci sono molte spiegazioni plausibili. Dipende dalle motivazioni alla base delle avventure.

Vicino al villaggio X un orsogufo attacca i contadini. Come capovillagio alssoldo degli avventurieri: per me potrebbe essere impossibile permettermi i servizi del Cacciatore di Mostri di lv15, che pure risolve il problema in un'oretta. Viceversa 5 scappati di casa di lv2 mi costeranno molto meno.

Allo stesso tempo, 5pg eroici di lv15 non possono perdere due giorni a rintracciare e abbattere una banda di brigantelli, quando hanno da poco trovato il modo di sconfiggere il lich.

Se parliamo di D&D a prescindere dall'edizione, questo modello è inapplicabile. Il regolamento stesso lo rende estremamente difficile e improduttivo. Vero, per esempio nella 5a edizione tanti piccoli nemici possono dare filo da torcere anche ad un gruppo di livello alto. Per un round o due, poi vengono tutti spazzati via. Ai livelli alti i personaggi devono affrontare mostri (o png) di livello alto o al limite molti mostri di livello medio.

 

Tornando alla tua domanda (non l'ho dimenticata!) per me il numero ottimale è 4. Hai modo di interagire con tutti senza difficoltà, ciascuno ha modo di ritagliarsi il proprio spazio tecnico e narrativo, e siccome sono solo 4 è un poco più facile metterli in difficoltà. 

Quoto in toto. E' irrealistico il tuo presupposto che vede una tribu di orchi guidata dall'orco di 15 livello con a scalare tutti i livelli. Solitamente infatti non è detto che in una tribu vi siano tutti i livelli con in testa il più grosso. Anzi nella realtà chi comanda è il più furbo/cariscmatico non il più forte. Quindi se vuoi il realismo non puoi nemmeno volere scontri epici con il boss finale che magari è una sega.

Poi quante volte è capitato che di una tribu (prendi ad esempio gli indiani) si stacchino dei giovani guerrieri per fondarne una loro? ecco lo stesso può succedere con gli ochi. ma chi lo dice che debbano essere tutti forti? oppure tutti deboli?

 

 

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D&D è un gioco a livelli. All'inizio, alcune sfide saranno impossibili. Alla fine alcune saranno noiose.
È realistico? No. È stupido? Probabilmente.
Ma non è certo una sorpresa: i manuali spiegano molto chiaramente che D&D è pensato per incontri equilibrati e per avere ranghi a cui corrispondono sfide e scenari di epicità crescente.
Che non piaccia è legittimo (nemmeno a me piace) ma funziona così e quando si sceglie di usarlo senza modifiche, come ad esempio un cap di livello, lo si accetta.

Quindi in sostanza sì, il gioco prevede che tu piazzi una banda di giganti o incorporei a ogni pié sospinto.
Puoi fare diversamente, ma il risultato sarebbe noioso (ad esempio mettere centinaia di coboldi da sconfiggere uno per uno, perdendo un sacco di tempo senza avere nessuna sfida) oppure una violazione delle premesse del gioco (ad esempio un cap di livello o tentare HR che non funzionano come i famosi cap di pf, o passare a sfide non convenzionali rendendo rarissimo il combattimento).

Non è ideale, ma è quello che capita quando si prova a piantare un chiodo con un cacciavite.

Edited by The Stroy
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2 ore fa, The Stroy ha scritto:

ad esempio mettere centinaia di coboldi da sconfiggere uno per uno, perdendo un sacco di tempo senza avere nessuna sfida

Inizia a usare la regola UA di Wound Points e Vitality, e vedrai che i giocatori staranno attenti pure ai coboldi, perché un coboldo di fare 18, 19 o 20 ha le stesse probabilità di un Gigante di Pietra. E anche se comunque difficilmente un critico da parte di un coboldo può uccidere, mentre a quello di un gigante difficilmente si sopravvive, anche solo il fatto che resteranno affaticati pure dopo lo scontro, gli da già abbastanza ragioni per stare in campana.

A monte: percepisco il solito ampiamente diffuso su questo forum (anche tra tanti utenti esperti) approccio che si riassume in "lo so che non è ottimale, ma è così... lo devi tenere così... non devi neanche provare a pensare a un'alternativa... stai perdendo tempo... tanto non ti servirà a nulla".
Va be'... continuo per la mia strada.

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1 ora fa, MadLuke ha scritto:

Inizia a usare la regola UA di Wound Points e Vitality, e vedrai che i giocatori staranno attenti pure ai coboldi

Il che è appunto una violazione delle permesse iniziali del gioco, che come idea va benissimo, tranne non che non è facile poi far quadrare il resto (infatti i VP sono una regola rotta).

1 ora fa, MadLuke ha scritto:

A monte: percepisco il solito ampiamente diffuso su questo forum (anche tra tanti utenti esperti) approccio che si riassume in "lo so che non è ottimale, ma è così... lo devi tenere così... non devi neanche provare a pensare a un'alternativa... stai perdendo tempo... tanto non ti servirà a nulla".

Il fatto che tu abbia un sito dedicato alle regole della casa e ai ban che devi applicare per far (più o meno) funzionare D&D (più o meno) come vuoi tu, e che comunque ogni trimestre chieda aiuto qua per qualche nuovo problema sorto nel frattempo suggerisce che forse "provare a pensare a un'alternativa"  nel modo in cui lo fai tu non sia la soluzione più pratica.

Poi nulla di male, io sono notoriamente un fan delle HR, ma non puoi lamentarti se ti viene fatto notare.

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5 ore fa, The Stroy ha scritto:

che forse "provare a pensare a un'alternativa"  nel modo in cui lo fai tu non sia la soluzione più pratica

Credi che non me ne renda conto da me? E allora?
Voglio dire: capisco perfettamente che qualcuno, fosse anche tutti, non ha tempo o voglia di aiutarmi a raddrizzare quelle che io ritengo le storture minori del sistema. Qualcuno potrebbe addirittura volerlo puntualizzare rispondendo con un post del tipo "non saprei", ci mancherebbe (la prima a dirmi che mi faccio troppe pippe mentali fu la prof. di matematica in terza superiore dopo aver ascoltato la mia versione del paradosso di Zenone, per cui neanche il copyright vi rimane)!

Ma che tedio il fatto che ogni volta c'è il solito plotone di soloni, che non si limita a passare al thread successivo, non si limita a rispondere "non saprei", bensì si sente in obbligo di salire in cattedra, attacca colla solita filippica (peraltro neanche sintetica) per spiegarmi che non solo lui non ha tempo o voglia di farlo, ma che neppure io devo stare a pensarci...

Pensate che leggendo certi post io non pensi mai "questo non ha capito una mazza di D&D" (tipicamente quando leggo post di ottimizzazione del personaggio come se D&D fosse un videogame)? Eppure non è che sto a rispondere a tutti "eh no, ma guarda che stai sbagliando, D&D è un gioco di ruolo, invece di prendere 3 classi e 2 CdP dovresti pensare ad approfondire la personalità del tuo personaggio bla bla bla...". Semplicemente vado al thread successivo e quelli s'arrangino un poco come gli pare!

Spero di essermi spiegato, perché ormai sto facendo il mio personale come numero di giorni sul forum senza subire richiami per scrittura aggressiva nei confronti degli altri utenti, e mi spiacerebbe interrompere la serie.

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Premetto, a scanso di equivoci, che non ho fini polemici né provocatori, ma che la mia è sincera curiosità.

12 minuti fa, MadLuke ha scritto:

Pensate che leggendo certi post io non pensi mai "questo non ha capito una mazza di D&D" (tipicamente quando leggo post di ottimizzazione del personaggio come se D&D fosse un videogame)? Eppure non è che sto a rispondere a tutti "eh no, ma guarda che stai sbagliando, D&D è un gioco di ruolo, invece di prendere 3 classi e 2 CdP dovresti pensare ad approfondire la personalità del tuo personaggio bla bla bla...". Semplicemente vado al thread successivo e quelli s'arrangino un poco come gli pare!

Non trovi un po' ironico il fatto che sia stata proprio la terza edizione a sdoganare letteralmente questo modo di giocare che, mi sembra di capire, non apprezzi?

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No.
Di più: se la 3.x avesse sdoganato solo questo, non lo troverei ancora ironico, troverei invece che sono proprio un fesso a ostinarmici a giocare.
Invece ha sdoganato pure gli AdO, UA, e tutte le altre complesse regole che ha, che mi piacciono molto, e che non ci sono più state dalla 4 in poi.
Quello quindi è solo uno dei possibili effetti indesiderati che io sto attento a evitare.

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16 ore fa, MadLuke ha scritto:

Inizia a usare la regola UA di Wound Points e Vitality, e vedrai che i giocatori staranno attenti pure ai coboldi, perché un coboldo di fare 18, 19 o 20 ha le stesse probabilità di un Gigante di Pietra. E anche se comunque difficilmente un critico da parte di un coboldo può uccidere, mentre a quello di un gigante difficilmente si sopravvive, anche solo il fatto che resteranno affaticati pure dopo lo scontro, gli da già abbastanza ragioni per stare in campana.

A monte: percepisco il solito ampiamente diffuso su questo forum (anche tra tanti utenti esperti) approccio che si riassume in "lo so che non è ottimale, ma è così... lo devi tenere così... non devi neanche provare a pensare a un'alternativa... stai perdendo tempo... tanto non ti servirà a nulla".
Va be'... continuo per la mia strada.

In realtà dal post iniziale non è trasparita l'idea di base di rendere D&D più realistico, credo che fosse una premessa importante per discutere della cosa. Detto ciò come ti hanno fatto notare in molti è insito nelle premesse di D&D 3.X di arrivare ad avere eroi inarrestabili che spaccano il mondo. Cercare di renderlo come Cthulhu d100 dove anche un tossico con un coltello può essere una sfida mortale per un investigatore che si gioca da anni non dico che sia impossibile, ma è quantomeno difficoltoso: è come cercare di muovere una ruota quadrata, ce la fai, ma con molta più fatica di una tonda.

A parte questo e con tutte le premesse fatte, per rispondere alla tua domanda iniziale:

Il 27/7/2019 alle 12:25, MadLuke ha scritto:

Allora sto cercando di farmi un'idea se possibile: quanti livelli deve avere un gruppo per affrontare in maniera variegata gli scontri (anche come semplice routine ogni tanto, ma senza rinunciare ai combattimenti mortali), 30, 50, 100?

Forse è impossibile organizzarsi in questo senso?

Se vuoi mantenere gli scontri "realistici e mortali" dove anche una banda di coboldi può essere un pericolo secondo me l'unica è mettere un cap di livello tipo max 5 o 6. A quel punto i PG sono già molto più forti della media e andando oltre li si rende sovrumani.
Che poi i PG siano 4 o 6 non cambia in modo rilevante le cose: sicuramente bisognerà alzare un po' il livello degli scontri, ma mai quanto lo faresti per 4 PG di 10° rispetto a 4 di 5°.

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+1 per KlunK.

Tutte le altre soluzioni mi sembrano rotte o impraticabili.

Che è il consiglio che ti avrei dato da subito, ma siccome mi pare comunque molto scomodo "Mettiti il cuore in pace" mi è parso più utile.

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    • By LadyB
      Ciao a tutti!

      Da nabba assoluta (come potete leggere dalla mia presentazione :P) avrei bisogno di un aiuto per sviluppare il mio personaggio.
      Diamo un po' di contesto a questa domanda:
      Il personaggio in questione si inserisce in una campagna ispirata a King Maker, con qualche rivisitazione da parte del master; siamo partiti tutti da lv 1 e si prevede una conclusione a lv 15 circa.
      Nel gruppo sono presenti un guerriero, un monaco, un ladro ed un chierico.
      Stiamo giocando con la 5a edizione ed i manuali disponibili sono quello base (perdonate se non so il nome specifico) e il manuale Xanathar

      Veniamo ora al PG: la ragazza in questione è nata come ispirazione a Sherlock Holmes, con una punta di decadentismo... Ok, più di una punta XD (viene da un regno in cui c'è una forte corrente decadentista).
      Ha fatto un patto con un Grande Antico, Dendar nello specifico, per pura noia e curiosità del famoso e classico "libro mistico scritto strano". Questo un paio di mesi prima dell'inizio della campagna.
      Per sviluppare la parte "Sherlock" (mi sto basando sullo Sherlock di R. Downey Jr e su quello di B. Cumberbach) il master mi ha concesso di avere come caratteristica da incantatore (si dice così?) l'intelligenza anzichè il carisma. Ottimo. 
      L'idea di resa del PG è proprio quella di Sherlock: un intelligentone annoiato, alla perenna ricerca di uno stimolo per tacere il cervello in continua fibrillazione. Poco sociale, anzi, spesso imbarazzante ed inopportuno. Curioso, trasformista, a tratti rocambolesco, studioso ma di cose assurde, il tutto solo per evitare la noia. 
      Fatto questo doveroso preambolo, vi chiedo un aiuto per lo sviluppo a livello di incantesimi, suppliche occulte e - soprattutto- patto.
      Abbiamo appena fatto un avanzamento di livello (quindi dal 1°siamo passati al 2°) e già mi trovo in crisi XD
      "Quale patto? Famiglio di nome John (cit imbarazzante) o bravo schermidore? Sì, bella sta supplica ma l'altra dove la metto? Belli gli incantesimi di illusione ma in combattimento che fai con 2 slot?" - giusto per farvi capire le domande che mi pongo-.
      Ci tengo particolarmente al "mood" del PG più che alla sua ottimizzazione (soprattutto se all'interno del combattimento), però, chiaramente, non vorrei trovarmi con un PG totalmente inutile, ecco u.u
      Veniamo alla build.
      Umano tratti modificati (non mi ricordo MAI il nome corretto di questa cosa)
      Talento prodigy (dallo Xanathar), background studioso [astronomo]
      Competenze in natura, arcano, storia, indagare (con il bonus di prodigy), intuizione e percezione.
      Competenza nell'uso dei trucchi di cammuffamento (che ho come equip)
      Forza 10, Carisma 10, Costituzione 12, Destrezza 14, Intelligenza 15, Saggezza 14
      Trucchetti conosciuti: deflagrazione occulta ed illusione minore
      Incantesimi conosciuti: intimorire infernale e sortilegio.
       
      A livello di incantesimi mi ispirano oscurità, allucinazione di forza (sono convinta al 90% di prenderla), invisibilità 
      Tutto il resto è il buio totale XD 
      Per chi se lo stesse chiedendo, sì, faccio questa domanda forse un po' presto perchè, in fondo, siamo ancora al 2lv ma ho come la sensazione che sia meglio avere le idee chiare sin da subito, sopratutto per avere un pg coerente con il mood scelto.
       
      Bene, fine del pippone
      Grazie di cuore a chi mi risponderà 😘
      Saluti


       
    • By Pelor
      Salve a tutti, sto giocando la mia prima avventura in 5e, e per la prima classe gioco un Ranger ( variante UA) basato sull'arco. La campagna e' Journey to Ragnarok, e volevo chiedere un consiglio sul personaggio riguardo il conclaves. Sono indeciso tra Gloom stalker e Deep Stalker, considerando che poi prendero' livelli da guerriero e forse ladro, avete qualche consiglio? Personalmente cio' che mi turba e' che con il gloom stalker andrei a perdere l'attacco extra, guadagnandolo con il guerriero poi, ma sarebbero 2 attacchi invece di 3 se non erro. Cosa consigliate?
    • By SamPey
      Buonasera a tutti,
      Mi servirebbe una mano per creare (o trovare se gia esiste) un oggetto magico "malefetto"
      (Se qualcuno dei miei player sta leggendo, smettete..spoiler)
      Grazie.
    • By senhull
      Ciao a tutti, vorrei un vostro parere su questo PNG che ho voluto dedicare ad un EX PG di una campagna che ho masterato anni fa. In questo momento ho solo abbozzato gli incantesimi, pertanto su quello accetto qualsiasi suggerimento, Troverete molti tratti che sono stati pensati per "farlo giocare" al DM, nel rispetto di come lo aveva interpretato il mio vecchio amico giocatore. L'ho concepito per farlo entrare come PNG in un gruppo di 5-7 giocatori di livello 12-15.
      Attendo i vostri commenti per migliorarlo.
      Grazie
      Gloibur "Braccio Grigio"    
      Questo nano di 135 anni ha un passato di avventuriero. Unitosi circa due anni fa ad un gruppo di pirati conosciuti a Porto Soglia, ha compiuto grandi imprese nelle terre orientali del Khorvaire. È uno straordinario artefice, divenuto famoso con l’appellativo di “Braccio Grigio”, a causa del suo braccio destro artificiale. 
      Gloibur e la sua compagnia riuscirono ad entrare nelle grazie del Principe Kolberkon e divennero i capitani più fidati degli Squali Crudeli. Riuscirono a sgominare un gruppo eversivo di pirati che si facevano chiamare Schiera Sanguinaria, il cui leader era un abominevole tiefling di nome Dobelair Veste Rossa. Difesero Porto Soglia da diversi attacchi e furono gli unici ad infliggere una sconfitta rovinosa all’Alto Principe Ryger, quando tentò di invadere l’isola di Questor. 
      Mentre stavano organizzando le navi per tentare un’incursione a Porto Regale, con il chiaro obiettivo di rovesciare Ryger e i Draghi Marini, furono attaccati dalla Flotta del Caos di Magwroth. Gloibur e gli altri capitani, nonché vecchi compagni di ventura, furono sconfitti e catturati.  
      Il nano dovette assistere alla tortura e omicidio dei suoi amici, e questo spezzò la sua mente cancellando dal suo cuore ogni traccia di bontà. 
      Fu legato con catene ad una grossa tavola di legno e gettato in mare, a morire lentamente, nel ricordo dei patimenti dei suoi amici. Mentre vagava tra i flutti del Mare Amaro, fu salvato da un gruppo di tritoni incuriositi dal suo strano aspetto. Con loro trascorse qualche tempo e, grazie alle sue abilità, li aiutò a sedare una rivolta di sahuagin. Per riconoscenza, oltre a riportarlo a all’isola di Questor, gli donarono una delle loro corazze magiche. Questo sottilissimo abito, gli conferisce alcune abilità se si trova in acqua, oltre che ad incrementare la sua difesa. L’aspetto è quello di una cotta di maglia fatta di squame di un colore traslucido tra il verde ed il blu. È leggerissima, molto aderente e la tiene nascosta sotto i vestiti. 
      Gloibur è ossessionato dalla vendetta e farà di tutto per uccidere Magwroth. Da mesi vaga tra i porti dei Principati di Lhazaar, facendosi ingaggiare come marinaio, nella speranza che la nave in cui si imbarcherà, venga catturata dalla Flotta del Caos e poter consumare la sua vendetta. 

    • By Tensazanghetsu
      Scusatemi sono nuovo, volevo sapere le magie con descrizione aria fulmine e acido quante ce ne sono e a che liv si prendono.
      Sono davvero nuovo nella 3.5 
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