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D&D è Meglio di Facebook, Questo Secondo Il New York Times

Articolo di J.R. Zambrano del 15 Aprile 2019

D&D è dovunque in questo periodo, persino sul New York Times, che considera il gioco di ruolo come un modo migliore di socializzare rispetto alla maggior parte dei social media. L'esperienza individuale potrebbe variare.
D&D è molte cose, per molte persone. Un gioco d’avventura pieno d’azione, tesori e mostri; un simulatore di intrighi pieno di piccoli gesti, cenni d’intesa, e incanti sussurrati; una distrazione dall’invadente sensazione che tutti coloro che vi circondano siano segretamente una colonia di ragni che stanno manipolando dei burattini composti dalle carni delle persone che conoscevate. E per un autore in particolare, è uno dei modi migliori per socializzare con i vostri amici. Viviamo davvero in un’età dell’oro per i giochi di ruolo. Diamo un’occhiata.
Estratto dal New York Times

Annalee Newitz, giornalista scientifica, fondatrice di io9 e scrittrice ci racconta:
E per Newitz, D&D è stato un viaggio fatto di scoperte ed emozioni. Per riconnettersi con la “sensazione di pura meraviglia” che il gioco riesce a evocare in chiunque, che si abbiano 11 o 111 anni.

E tra le avventure contro il Culto del Drago di Tiamat, la Newitz ha scoperto che la vera essenza di Dungeons and Dragons erano gli amici conosciuti lungo la strada - come afferma lei stessa - specie quando si confrontano giochi come D&D con giochi online come World of Warcraft:
E, come può dirvi chiunque abbia avuto a che fare faccia a faccia con le persone, c’è qualcosa di diverso nell’avere i vostri amici dentro la stanza con voi. Questo è il motivo per cui il multiplayer a schermo condiviso è uno degli ultimi bastioni della società civile nei giochi per console: se il vostro amico inizia a insultarvi, potete dargli un pugno nel braccio.

Mancando l’anonimato di internet, la presenza fisica di un’altra persona rende più facile entrare in empatia. Oltre a ciò, state tutti (almeno teoricamente) lavorando insieme per raggiungere un qualsivoglia obiettivo. La maggior parte delle campagne non prevede il combattimento giocatore contro giocatore, e l’interazione su scala ridotta della maggior parte dei gruppi di D&D comporta che si evitino alcuni dei peggiori lati dei social media.
Dubito che D&D sostituirà i social media nel futuro; però se ci proverete, vi prego di avvisare i vostri amici prima di mostrare loro le foto del vostro cane/bambino/gli ultimi sette pasti che avete mangiato. Tuttavia la Newitz solleva un punto interessante: invece di osservare semplici scorci della vita di altre persone, giochi come D&D ci permettono di sperimentare altre vite direttamente e questo è uno strumento potente. Potete leggere qui l’intero articolo del New York Times.
Buone Avventure!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2019/04/dd-is-better-than-facebook-according-to-the-new-york-times.html
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5 (Non Molto) Sinistri Segreti del Successo di Saltmarsh

Articolo di J.R. Zambrano del 12 Aprile 2019
L'avventura Sinister Secret of Saltmarsh è fra quelle incluse nel manuale di D&D Ghosts of Saltmarsh di prossima uscita. Come Tales from the Yawning Portal prima di esso, Ghosts of Saltmarsh raccoglie vari moduli classici di D&D (questa volta con un tema acquatico) e li aggiorna e rivitalizza per la 5E. Per celebrare l'imminente uscita daremo uno sguardo con voi ad alcune di queste avventure e oggi parleremo del perché Sinister Secret of Saltmarsh funziona così bene.
Come potrete immaginare ci sono molti spoiler a seguire quindi ne approfitto e vi avviso della cosa fin da subito. Se volete giocare alla serie di avventure di Saltmarsh senza rovinarvi la sorpresa smettete subito di leggere. Normalmente non mi preoccupo molto degli spoiler, ma questa avventura è davvero uno dei migliori moduli in circolazione, quindi vale la pena trattenere la vostra curiosità del momento se pensate che avrete modo di giocarvi.
Siete ancora qui? Beh allora prendete i vostri fidi d20 e tuffiamoci in questa avventura.
Agganci di avventura a chilometri zero
Uno degli aspetti più rilevanti di Sinister Secret of Saltmarsh è che la cittadina sembra proprio viva, dandovi un senso della vita comune e delle attività locali. La premessa dell'avventura sembra qualcosa che capiterebbe comunque anche se non fossero presenti dei PG interessati a seguire la trama della storia. In questo modulo si nota il lavoro che gli autori hanno già svolto per voi, ma anche ciò che esso richiede da voi giocatori. Il modulo spinge attivamente i DM a prendere possesso dell'avventura.
Tutto questo viene lasciato al DM. Salvo due eccezioni non ci sono linee guida specifiche per la città, non troverete una lista di PNG da scorrere. Questo modulo vuole che ci lavoriate dietro (concetto che vedrete ripetuto spesso) e questo rende il tutto migliore. Vuole che il posto dove si svolge l'avventura appaia come un luogo vero e proprio da poter esplorare, aspetto davvero importante per far davvero funzionare l'avventura.
Era davvero tutta una messinscena
Prendendo spunto dai classici di Hanna-Barbera si scopre che la casa infestata era in realtà una elaborata facciata imbastita da dei criminali travestiti, che se la sarebbero cavata se non fosse stato per quei ragazzi impiccioni e il loro cane intermittente.

Come gestire al meglio il ritmo
Detto questo, l'avventura è davvero ben scritta e presenta un ottimo ritmo. Riesce davvero bene a generare interesse e segue delle linee guida a sette passi per fa crescere la tensione, mettere in risalto i membri del gruppo e condurli all'azione in maniera organica:
Il gruppo arriva, sentendo voce che ci sono possibili avventure in attesa. Girovagano per la città incontrando dei PNG. NON sentono parlare della Casa Infestata per un giorno o due. Fanno acquisti, incontrano dei PNG e poi in una conversazione casuale (forse con l'oste) vengono a sapere della Casa Infestata (se pare appropriato). Degli ubriaconi o matti locali raccontano loro della Casa Infestata (se pare appropriato). Una volta che decidono di andarci allora tutto si mette in moto. L'oste, che dovrebbe essere amichevole, li introduce ad un membro del Concilio Cittadino, che forse promette loro delle ricompense (cosa che però al contempo permette agli alleati dei contrabbandieri di preparare un'imboscata). Si dirigono alla Casa Infestata e inizia la grande baraonda. Tutto questo presenta gli aspetti giusti per un grande inizio di avventura. E, di nuovo, pone l'enfasi su quello che i giocatori decidono di voler fare.
Narrare una storia attraverso l'esplorazione
Questo è ciò che davvero fa spiccare quest'avventura. Saltmarsh presenta la sua storia lasciando che siano i giocatori a scoprirla. Non vi tiene la mano, ma vuole che vi impegniate per arrivare in fondo.
Questo viene messo in pratica inserendo degli antagonisti con delle chiare motivazioni: ci sono dei contrabbandieri che stanno vendendo armi ai lucertoloidi, ci sono dei lucertolodi che forse stanno pianificando un attacco a Saltmarsh. Essi nascondono le proprie operazioni dietro la facciata di una casa infestata che un tempo apparteneva ad un potente alchimista.
E ogni aspetto dei siti dell'avventura promuove questo aspetto. Per esempio tramite il fatto che un mercante che lavora con i contrabbandieri ha ideato un bizzarro piano per impedire ai personaggi di scoprire la verità, che consiste nel far trovare loro un assassino tenuto prigioniero al piano superiore della Casa.

Egli si unirà al gruppo e causerà problemi, magari anche attaccando quando la farsa verrà scoperta. Ma il DM viene cautelato dal non rendere la cosa troppo ovvia. Questo modulo vuole che si mantengano i segreti.

Parlando di segreti, ce n'è uno nascosto che i giocatori potrebbero non scoprire mai. Il fatto che questa casa fosse un tempo dimora di un alchimista è qualcosa che i giocatori possono scoprire. Dietro una porta sbarrata con scritto PERICOLO si possono trovare degli scheletri che sorvegliano uno stanza dove si trova un alchimista morto da tempo, il quale pare aver scoperto il segreto della Pietra Filosofale. Sulla tavola di fronte allo scheletro ci sono vari oggetti che sono stati trasformati in oro, un segreto che nessuno aveva scoperto prima e che nessuno potrebbe scoprire a meno che i PG non ci incappino.
Momenti come questo forniscono un grande peso alle azioni e alle scelte dei giocatori.
Per ogni azione....
L'altra cosa che questo modulo fa davvero bene è incoraggiare il DM a pensare a come reagirebbero i nemici. Il testo del modulo torna per non meno di tre volte a rivolgersi al DM ricordandogli di "considerare come reagirebbero i nemici" che sono astuti criminali di successo. Sanno di dover scappare quando sono scoperti, sanno di dover sfruttare il vantaggio numerico e di dover preparare delle imboscate se sono stati allertati di possibili problemi.

Nella seconda parte dell'avventura, quando i PG sono costretti a salire a bordo della nave dei contrabbandieri si applicano le stesse regole. Un combattimento che parte al momento sbagliato può fare sì che l'intera nave vada in allerta e tutti i presenti si uniscano alla lotta. Questo modulo non si trattiene con le conseguenze delle scelte dei giocatori e spicca anche per questo.
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2019/04/dd-5-not-so-sinister-secrets-to-saltmarshs-success.html
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Critical Role raggiunge cifre da record per i Kickstarter di GdR/Animazione

Articolo di J.R. Zambrano del 12 Aprile 2019
Ormai giunto praticamente alla fine, il Kickstarter per la serie animata basata su Critical Role raccoglierà probabilmente qualcosa come dieci milioni di dollari, che saranno usati per animare parti della campagna del suddetto gruppo, una cifra che lo rende uno dei Kickstarter legati ai GdR di maggior successo di sempre.
Lo speciale animato The Legend of Vox Machine era stato lanciato verso fine Marzo, ottenendo fin da subito un incredibile successo e raccogliendo svariati milioni di dollari in un solo giorno. Nelle settimane seguenti la campagna Kickstarter si è evoluta intorno all'idea di non creare semplicemente uno speciale animato, ma un'intera serie di dieci episodi. Ogni episodio dovrebbe durare circa 22 minuti, il che implica che nel 2020 avremo a disposizione circa 4 ore di un cartone basato su Critical Role. Una cosa incredibile a cui pensare.
Eccoci nel 2019 e un cartone basato su D&D sta raccogliendo dieci milioni di dollari, e questo perché la gente vuole davvero questo genere di contenuti. Al momento in cui scriviamo più di 70,000 persone hanno contribuito a questo Kickstarter, il che mostra davvero la forza della comunità di fan di Critical Role. Da considerare che ci sono stati delle donazioni di calibro elevato come parte di questa campagna. 5 persone (o gruppi di persone) hanno donato ciascuna 25,000$ per poter avere accesso a delle ricompense esclusive di alto livello. Ad ogni modo la donazione media per questa campagna si attesta sui 120 $.

Tutto questo ci spinge a porci delle domande interessanti sulla natura di questo show, sul gioco che ne sta alla base e sull'industria circostante. Se questo campagna raggiungerà i 10 milioni di dollari si tratterà di una porzione significativa delle rendite del settore dei giochi di ruolo da tavolo. I giochi di ruolo sono da sempre stati la fetta più piccola del mercato dell'hobbystica. Le stime attuali pongono il mercato intorno ai 55 milioni di dollari annui, il che significa che questa campagna di Kickstarter renderà più in tre settimane di quanto molte case editrici di GdR incassano in un anno. Certo, bisogna considerare che in questo caso non parliamo di un gioco di ruolo: le persone che stanno finanziando questo Kickstarter stanno pagando per vedere uno speciale animato, il che richiede delle capacità completamente differenti.
Ma rimane il fatto che Critical Role si basa su quel mondo. Dopo tutto è grazie a D&D - il leviatano sul cui dorso si fonda l'intera industria dei GdR - che così tante persone hanno seguito quello show. E sulla base del successo di questo Kickstarter e dell'afflusso di persone garantito da Critical Role, è bello vedere che le persone al centro di questo progetto stanno usando la loro posizione e i loro privilegi per aiutare alcuni dei settori più piccoli e in difficoltà dell'industria ludica.
Se avete supportato i Kickstarter di Swordsfall e Humblewood e avete notato quanto successo hanno avuto, è anche in parte grazie alla visibilità che persone come Matt Mercer hanno fornito a questi progetti.
Il che non vuole dire che i creatori di quei progetti non abbiano lavorato duramente, non si siano impegnati sacrificando per il proprio successo tempo, denaro e sangue umano su altari oscuri duranti notti senza luna. Ma man mano che ci avviciniamo al 2020 non si può negare che il mercato dei GdR sia uno in cui sempre più persone vogliono entrare. Come reagirà l'industria a questo afflusso? D&D rimarrà per sempre il fondamento di questo settore? Sviluppatori più piccoli e indipendenti riusciranno mai ad avere successo in un mercato ostile? Sono domande fondamentali per il futuro di questa industria e della comunità ludica.
Quali che siano le risposte, questo pare essere un punto di svolta importante per i GdR. Cosa pensate ne conseguirà? Fatecelo sapere nei commenti e buone avventure!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2019/04/dd-critical-role-hits-new-heights-for-rpg-animation-kickstarters.html
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In arrivo due nuovi mazzi di D&D Monster Cards

La Gale Force Nine ha annunciato due nuovi mazzi che si aggiungeranno alla sua linea di Dungeons & Dragons Monster Cards: parliamo dei set Volo’s Guide to Monsters e Mordenkainen’s Tome of Foes, in arrivo nel terzo trimestre di quest’anno.
Scendendo nel dettaglio, il set Volo’s Guide to Monster Cards sarà composto da 81 carte, che comprenderanno creature con grado sfida che andrà da 1 a 16. Il mazzo conterrà 44 carte regolari e 50 carte doppie (con dimensioni equivalenti a quelle di due carte regolari), e sarà venduto al prezzo di 20$.

Il set Mordenkainen’s Tome of Foes Cards porterà sulle nostre tavole 109 nemici direttamente presi dal manuale omonimo, che includeranno creature di grado sfida da 1 a 16. Tra queste carte ve ne saranno 38 di dimensioni regolari e 71 doppie, il tutto venduto a 25$.

I due mazzi sono ispirati rispettivamente ai manuali Volo's Guide to Monsters e Mordenkainen's Tome of Foes. Volo, diminutivo di Volothamp, è un personaggio immaginario dei Forgotten Realms di Dungeons & Dragons, famoso per essere una sorta di enciclopedia vivente di creature, popolazioni e luoghi del mondo. La sua Guida ai Mostri è un manuale contenente informazioni superficiali su una grande quantità di mostri, tutti quanti inseribili in qualsiasi gioco di Dungeons & Dragons. Mordenkainen è, invece, un potente mago proveniente dal mondo di Greyhawk: nel suo Tomo l'arcimago ci presenta la sua visione personale dei vari conflitti in atto tra i diversi piani d’esistenza di D&D, dalla Guerra Sanguinosa fino alle battaglie tra fazioni di Sigil. Questo manuale di 256 pagine comprende anche nuove razze giocabili e blocchi di statistiche di decine e decine di nuovi mostri, tutti utilizzabili in qualunque campagna di Dungeons & Dragons. Le carte di questi due manuali aiuteranno i giocatori ad avere a portata di mano le informazioni basilari per utilizzare queste informazioni.
Link all'articolo originale: https://www.phdgames.com/new-dd-monster-cards-gf9/
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Cura Ferite è l'incantesimo più usato di D&D!

Articolo di Morrus del 12 aprile
È da molto tempo che non pubblichiamo un aggiornamento da D&D Beyond (avete già visto le avventure più visionate, le classi e le sottoclassi più giocate e altro). Oggi è il turno degli incantesimi: gli sviluppatori di D&D Beyond hanno rivelato quali siano i più popolari, sia globalmente che divisi per classe.

E il più popolare è risultato essere cura ferite. Gli incantesimi presenti in queste statistiche sono o scelti tra gli incantesimi conosciuti oppure inseriti tra quelli preparati . La maggior parte dei dati è legata a personaggi di basso livello, cosa che sicuramente influenza i dati, ma ciò è dovuto al fatto che i bassi livelli sono quelli a cui si gioca con maggior frequenza.

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MattoMatteo

DnD tutte le edizioni Componenti materiali: si o no?

Componenti materiali: si o no?  

18 members have voted

  1. 1. Vuoi che siano tolte le componenti materiali, dal lancio degli incantesimi?

    • Si, sempre
      1
    • Si, quasi sempre
      6
    • Si, spesso
      4
    • No, mai
      4
    • Altro
      3


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Ieri ho letto questo articolo, e mi ha attirato soprattutto questo passaggio:

Cita

Per quanto riguardava gli incantesimi, c’erano moltissimi nuovi dettagli da apprendere. Adesso gli incantesimi richiedevano componenti verbali, somatiche o materiali per essere lanciati. Molte delle componenti materiali erano scherzose o connesse a concetti moderni (come ad esempio un sottile filo di rame per un incantesimo di Messaggio), cosa che andava a intaccare la credibilità del mondo di gioco, qualunque esso fosse. Queste componenti materiali ironiche divennero presto irritanti. Anche se sembrava che fossero pensate per limitare i poteri degli incantatori, in realtà non facevano altro che trasformarli in spazzini, che andavano in giro raccattando pezzi da ogni insolito mostro fatto fuori, nella speranza che prima o poi sarebbero serviti. L’escamotage delle componenti inoltre allontanò il sistema della magia dal concetto originale, preso in prestito dal ciclo de La Terra Morente di Jack Vance, in cui la natura della magia era quasi interamente verbale.

Ispirato dalla scoperta che, almeno inizialmente, D&D non prevedeva componenti materiali per gli incantesimi, mi trovo a domandarvi: vogliamo togliere le componenti materiali, si o no?

1) si, togliamole sempre (tanto non le usavo mai nemmeno prima).
2) si, togliamole quasi sempre (solo le componenti prive di prezzo... quelle costose manteniamole, per limitare gli incantesimi più potenti).
3) si, togliamole spesso (solo per gli incantesimi con tempo di lancio inferiore o uguale al round... gli incantesimi che necessitano di più tempo non sono usati in combattimento, quindi la presenza di componenti materiali non intralcia il gioco).
4) no, manteniamole.
5) altro (spiegare cosa).

Personalmente, nonostante fossi fortemente orientato verso l'opzione 1, ho invece votato per la 3.
Mi piace l'idea di manterle, anche se solo per gli incantesimi con un lungo tempo di lancio (che non vengono usati in combattimento), perchè questi sono perfetti per rappresentare il classico "incantesimi potente" o la "pozione della strega"... e, in questo caso, l'idea del "componente materiale costoso" ci stà bene.

  • Like 2

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Io ho votato l'opzione 3 perché le componenti costose limitano appunto incantesimi che altrimenti sarebbero troppo potenti e perché fuori dal combattimento credo che non diano troppo fastidio aggiungendo quel pizzico di immedesimazione aggiuntiva che non guasta mai. Anche se l'opzione 1 può essere fattibile se si applica un qualche "sostituto" alle componenti con costo.

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Mi piacerebbe:

* diminuire il numero di componenti possibili: ridurli diciamo ad una dozzina.

* creare una sorta di micromanagement di tali componenti.

Tipo: hai 10 unità di componente1 (coda di rospo), 15 di conponente 2 (fiore di loto) ecc...

ogni volta che lanci un incantesimo ti segni cosa perdi: palla di fuoco sono 2 code di rospo e 3 guano di pipistrello.

E se non hai i componenti giusti?

Lanci lo stesso con una tebella di effetti randomici tanto più gravi quanti più componenti non hai.

Poi si può fare la magia improvvisata in cui mischi componenti e caso e si vede cosa succede.

Un pò come in ars magica ma invece dei vari muto, ignem, mentem ecc ci sono i componenti.

Un'idea che richiderebbe un continuo rimestare la scheda ma secondo me può essere divertente.

 

Edited by Hero81
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L'altro ieri ho letto l'articolo, e sono stato attirato da questo passaggio.

...vabbe' non c'ho voglia di citare e cancellare XD, ma ci siamo capiti. Pure io sono stato colpito da quel passaggio!

 

In generale le componenti materiali mi piacciono come flavor, ma sono un tedio insopportabile in game. 

Io leggo i manuali di 3.5 da quando ero adolescente: quando leggevo le componenti materiali degli incantesimi mi piacevano. Un annetto fa ho iniziato a giocare, e ho fatto un Mago. Non pensavo fossero una noia del genere. Ho odiato immensamente il dovermele segnare e ricordare. 

Per quanto mi piacciano trovo che il flavor non giustifichi le meccaniche tediosissime così come sono adesso. Votato la prima. 

E tu Matto?

 

 

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18 minuti fa, Lord Karsus ha scritto:

In generale le componenti materiali mi piacciono come flavor, ma sono un tedio insopportabile in game. 

Io leggo i manuali di 3.5 da quando ero adolescente: quando leggevo le componenti materiali degli incantesimi mi piacevano. Un annetto fa ho iniziato a giocare, e ho fatto un Mago. Non pensavo fossero una noia del genere. Ho odiato immensamente il dovermele segnare e ricordare. 

Per quanto mi piacciano trovo che il flavor non giustifichi le meccaniche tediosissime così come sono adesso.

Nei gruppi irl con cui ho giocato gli incantatori non hanno mai usato le componenti materiali... i master per primi non le volevano, perchè altrimenti le dovevano controllare pure loro (non tanto per i propri png, ma quanto per essere sicuri che i giocatori non barassero)!

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Forse ho capito male il topic. La 5e ha già optato per l'opzione 3, praticamente, e in un modo che, penso, non sarebbe difficile da trasporre anche nelle altre edizioni, per cui non capisco il dilemma.

Comunque ho votato Altro, e spiego. Personalmente, ritengo che per l'uso che se ne faccia, le componenti materiali non aggiungano né immedesimazione né interesse meccanico al gioco. Hai una lista pressoché illimitata di oggettini strani e sconnessi che ti servono per ottenere gli effetti più ordinari per il tuo personaggio. Lanciare una palla di fuoco è una cosa che un mago in D&D fa un giorno sì e l'altro anche, non vedo perché delle code di rospo o quel che è vada tenuta traccia singolarmente quando non si tiene traccia in modo specifico di nessun'altra spesa ordinaria come il cibo (sai solo di avere provviste per tot giorni, non è importante sapere cosa a meno che non ti serva ruolare un pasto, e in quel caso basta inventarlo al momento!) o i vestiti e tutto questo sia invece schematizzato in spese periodiche invece - come è giusto che sia.
Si fa tutto questo perché la magia non è ordinaria? Be', non direi.
Se si vuole veramente rendere unici certi effetti magici si limiti a quelli le componenti materiali, si elimini la possibilità di acquistare banalmente 8kg di scaglie di drago e si faccia in modo che prepararsi a lanciare un certo incantesimo risolutivo per una campagna sia parte della campagna stessa. SE si vuole fare. Ma in realtà io penso che fare sempre una cosa del genere sia anche noioso sulle lunghe, perché monopolizzerebbe le campagne (o al minimo intere sessioni) senza necessariamente coinvolgere tutti i giocatori e senza troppe variazioni tra una campagna e l'altra. In altre parole farlo a volte è immersivo, farlo sempre è tedioso.

E allora che dire dell'idea della "pozione della strega" o del "potente incantesimo" a la Excalibur? Dove finiscono?
D&D non fa un buon lavoro sulla resa della magia rituale in effetti, delle HR su quello personalmente le troverei interessanti, ma non sono le componenti materiali a salvare o condannare quest'aspetto. Magari si potrebbe importare qualche idea da qualche ambientazione diversa e meno magica, non saprei...

E il bilanciamento? Be', dare un limite a cose come la resurrezione dei personaggi ha un senso in fin dei conti. Il limite può essere il denaro o un espediente narrativo (preferirei la seconda, ma insomma), ma ci deve essere se si vuole che i giocatori abbiano un minimo di rispetto per la vita dei loro personaggi - o che ce l'abbiano i personaggi stessi!

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Ho risposto la 2, ossia quasi sempre, per un motivo.

In generale, trovo che la soluzione adottata dalla 5E sia ottima: focus arcano o borsa, è indifferente. Gli incantesimi li lanci e fine.

Però, per alcuni incantesimi, quelli rari, potenti e lunghi, ci stanno. Se fossimo in un sistema diverso e non in D&D, direi che per la magia rituale, ossia incantesimi che richiedono molto tempo e preparazione, sia fondamentale avere componenti materiali anche difficili da trovare. Questo perchè, di solito, i rituali possono avere effetti catastrofici sul mondo di gioco. Ho sentito parlare di un negromante (Nagash, mi pare, da Warhammer Fantasy) che ha usato un rituale, sacrificando la vita di tutti gli esseri viventi sul continente per rianimarli come non morti, creando un gigantesco esercito con cui conquistare il mondo. Con un potere simili a disposizione, se non hai una qualche forma di controllo l'intera campagna può andare a rotoli non appena al mago di turno girano.

Ovviamente in D&D non esistono rituali simili, quindi il problema non si pone, e anzi alcune componenti sono anche troppo facili da avere per l'effetto. Tipo, 5000 mo in polvere di diamanti per Resurrezione. Sembra tanto, ma a quel livello un personaggio può semplicemente usare Spostamento Planare per andare nel Piano Elementale della Terra e trovarli, o Teletrasportarsi da qualche parte. Diventa più una sessione di shopping che un'epica quest per riportare in vita il compagno caduto.

Quindi opzione 2. No per incantesimi molto comuni e immediati, si per gli incantesimi rituali.

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Io ho messo "Altro" perché a mio avviso il problema non è avere componenti materiali o meno, ma come gestirle. Siccome fanno parte del bilanciamento del gioco (almeno per esperienza in AD&D), le trovo essenziali come presenza in gioco. In gioco venivano separate in 2 tipologie: Componenti Materiali Comuni (tutte le volte che il mago entra in città, o una volta al mese insomma, cerca un erboristeria o negozio di magia dove comprarle) Componenti Materiali Speciali come gemme rare, costose bacchette d'argento, etc. quelle andavano segnate nella scheda a parte. almeno stavamo sicuri. Avendo inventato molti incantesimi con Elayne anche nuovi per AD&D, questo è stato un "paletto" da rispettare.

Questo permette una divisione magari a discrezione del master con invenzione di classi che lanciano magie come Abilità Innate senza bisogno di componenti materiali (o che ne hanno bisogno insomma customabile), oppure il classico modo di lancio della magia tradizionale che ne ha bisogno. La mia esperienza si basa su AD&D prevalentemente, ma anche su D&D 3.5 vedo che no è cambiata molto.

Addirittura ho usato le componenti materiali speciali anche per il bilanciamento delle Arti Psichiche per lo Psichico, riadattamento e riformulazione della classe Psionica per AD&D come @MattoMatteo sa, dal momento che me la ha revisionata tutta. p.s. grazie ancora per questo :D 

Edited by Dr. Randazzo

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Al di là del fatto che nella 5e le componenti materiali sono state praticamente eliminate, il problema delle componenti materiali è il fatto che la maggior parte sono comuni, non c'è pathos dietro. Per questo la differenza tra le componenti (più che la loro esistenza) è per lo più una seccatura inutile. 

Le componenti materiali in teoria dovrebbero limitare il mago. Il fatto che siano messe su praticamente ogni incantesimo e il fatto che siano tutte diverse spinge la maggior parte dei giocatori e dei master (giustamente) a tralasciarle. Per renderle un po' più interessanti bisognerebbe renderle più uniche; per me ci sarebbero un paio di vie: più incantesimi con componenti materiali costose oppure meno componenti ma che funzionano per famiglie di incantesimi. La soluzione che mi piace di più è la seconda. Semplificando il problema lo si rende affrontabile dai party.

Per me la magia non dovrebbe essere esclusivamente verbale (e somatica); già i maghi sono i personaggi più forti della 3.5/Pathfinder, le limitazioni alla potenza sono sempre bene accette.

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Io ho votato la 2, che è praticamente la versione adottata dalla 5e. Trovo vada benissimo che i materiali comuni siano relegati alla borsa. Certo, la borsa va riempita di tanto in tanto, ma lo stesso problema lo hanno tutti gli arceri e balestrieri.

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4 ore fa, Il Signore dei Sogni ha scritto:

Per me la magia non dovrebbe essere esclusivamente verbale (e somatica); già i maghi sono i personaggi più forti della 3.5/Pathfinder, le limitazioni alla potenza sono sempre bene accette.

Ok, ma nelle altre edizioni (AD&D 1 e 2, Becmi, D&D 4 e 5) gli incantatori (categoria che comprende, oltra i maghi, qualunque classe che lancia incantesimi di alto livello: stregoni, chierici, druidi, eccetera) non sono così forti! In 4 e 5 sono grosso modo alla pari, In AD&D e Becmi sono addirittura meno forti dei mundane (se non ricordo male, in Becmi c'era un passaggio che diceva esplicitamente che un gruppo di 3 guerrieri aveva maggiori possibilità di sopravvivenza di un gruppo mago-chierico-ladro... a tutti i livelli).
L'edizione che ha scassato tutto è la 3/3.5/PF... se ne usi un'altra, togliere le componenti materiali (tranne che, magari, per gli incantesimi più potenti, potenzialmente rovina-campagna... oppure o anche per i rituali, che hanno un tempo di lancio di più di un round completo, e quindi non possono essere usati in combatikento) non ha nessun contro e molti pro (maggiore semplicità di gestione dei pg, e leggero potenziamento degli incantatori).

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La risposta corretta nel mio caso è: "dipende". Nel senso che in certi casi ho trovato giocatori interessati a questa componente (scusate il gioco di parole) del regolamento e allora ne abbiamo tenuto conto (introducendo anche altri elementi aggiuntivi riguardanti l'erboristeria e le piante magiche... ai tempi di AD&D 2E giravano su internet una marea di contenuti homebrew sugli argomenti più disparati), in altri casi abbiamo semplificato in modo simile a come fa oggi la 5E. Dipende da chi si ha al tavolo.

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Ho votato per "No, mai". Mi piace come tocco di stile. Mi piace che i PG aggiungano una tappa alle paludi nel loro percorso per fermarsi dal loro fornitore abituale di code di rospo. Mi piace che ci stiano attenti, anche solo in modo indicativo sapere che gli occhi di topo non sono infiniti, nel deserto. Poi come DM non me ne curo più di tanto, lascio che i PG si autogestiscano e non li bacchetto. Però mi piace sapere che la sacchettina delle componenti è al suo posto, assicurata alla cintura dell'incantatore, e se ne ho bisogno posso giocare una mossa a sorpresa dalla reazione impagabile.

"Lancio palla di fuoco!"

"Non puoi..."

"E perché no?"

"Gli escrementi di pipistrello si sono disciolti mentre attraversavi il fiume."

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