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La Mano Rossa ha vinto... per ora!


Zaorn

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Sono passati 20 anni ormai da quando la Mano Rossa si è impadronita della vallata.

Spoiler

COLLOCAZIONE DELLA VALLATA NELLA MAPPA DEI FORGOTTEN REALMS:

ElsirValeFRLocation.jpg

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Tutte le città tra le montagne Wyrmsmoke, Wivernwatch, Giantshield, sono occupate da orde della Mano Rossa.

La città di Rhest, invece, è abbandonata già da prima dell'invasione e si trova in mezzo ad una palude, ma quasi nessuno la visitava.

Dopo la conquista dei territori intervennero le popolazioni di Halruaa, le quali riuscirono ad arginare la crescita e l'avanzamento della Mano Rossa verso la loro regione.

Voi però, scampato il pericolo, vi siete ritirati con i superstiti alle sorgenti più ad Est, tra le montagne.

Nessuno vi è mai venuto a cercare, sia perchè probabilmente è una zona che non interessa, sia perchè ora le pianure di Elsir Vale sono in mezzo alle nebbie ed a un inquietante odore di morte e sventura che per fortuna non raggiunge il vostro villaggio.

A Nord vi sono poche cose interessanti, Lo Shaar non è il luogo più ospitale per degli umani ed elfi, principalmente.

La vostra comunità è composta da circa 1000 persone, che vivono in armonia e serenità.

Il vostro compito è sempre stato quello di difendere il villaggio da bestie feroci, esplorazioni e caccia, assieme ad i vostri giovani compari di gilda, una gilda che conta circa 30 persone.

Purtroppo dove vivete non gira più il denaro, quello che conta è il baratto.

Ogni persona nel villaggio ha un compito diverso e contribuisce alla sua maniera alla sussistenza degli altri.

Le coltivazioni tra le montagne sono difficili, vi sono molti muretti a secco per creare delle zone in piano.

Altri si dedicano all'allevamento ad alta quota.

Quasi un'isola felice, ma adesso che i problemi sono finiti è forse giunto il momento di uscire dalla propria tana per vedere cosa ne è tra le nebbie, vecchia dimora dalla quale siete stati estirpati da molto giovani o quando ancora avevate da nascere.

La comunità e la gilda hanno scelto alcuni volontari tra gli abitanti ed ora è la vigilia della partenza, vi trovate in una casetta che fa da taverna e luogo riparato di ritrovo, voi e del buon vino.

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Kurt Helborg

Erano passati vent anni da quella notte maledetta. Kurt era solo un bambino allora ma tutto era ancora inciso a fuoco nella sua memoria, la notte in cui "i mostri" arrivarono e si presero la sua casa e tutti i suoi giocattoli.

'Dobbiamo scappare, dei mostri cattivi stanno venendo a prenderti'

le parole con cui la madre lo aveva svegliato 

ricordava che tutto insonnolito l aveva seguita fino alla piazza dove tutte le mattine erano soliti andare a comprare la roba da mangiare, tutto il villaggio era li, chi con carri chi con muli altri con pesanti pacchi sulle spalle, le donne urlavano i bambini piangevano attaccati al collo dei propri genitori ma non lui, era sempre stato un bambino piu' coraggioso degli altri. 

Mentre la lunga colonna di fuggiaschi si era incamminata verso le montagne Kurt si era ricordato  che non aveva preso la sua spada, come avrebbe potuto difendere la madre ed il padre dai mostri senza la sua spada? Con l aiuto del buio era sgattaiolato via ed era corso fino al magazzino dove il padre teneva i suoi attrezzi da falegname, li in una cesta c era la sua spada di legno.

Grida ed esplosioni lo avevano fatto trasalire, i mostri erano arrivati. Era uscito in strada, che l attacco era appena iniziato, le prime case date alle fiamme illuminavano il cielo di bagliori rosso aranciati, ricordava le lacrime rigargli il viso ed il calore dell urina che scendeva tra le sue gambe inzuppandogli le braghe.  Aveva iniziato a correre con tutte le forze che aveva, corse fin quando i rumori divennero solo un eco lontana nella valle. Lo trovarono il mattino dopo che vagava senza meta stanco e sconvolto.

Ricordava il giorno i cui i genitori, per ringraziare gli dei per avergli salvato la vita, lo affidarono al vecchio prete di Helm Diederick Kastern e di come quell uomo fece di lui un guerriero.

Di una cosa Kurt era sempre stato certo...non avrebbe mai dimenticato

Come ogni giorno si era svegliato all alba e, dopo aver terminato le orazioni del mattino e pulito l ampia baracca che fungeva da tempio per la piccola comunita', aveva consumato il suo pasto. Era nervoso, non era un giorno come tutti gli altri, da li a poche ore si sarebbe incontrato con i suoi compagni di viaggio ed avrebbero iniziato a pianificare l esplorazione della zona proibita. Sentiva il peso della responsabilita' dell incarico che gli era stato assegnato e non voleva fallire, conosceva i suoi fratelli di gilda da molto tempo ormai, si fidava di loro ciecamente ed era certo che non vi fosse nessuno migliore di loro adatto a ricoprire quell incarico.

Avevano perso tutto quella notte maledetta, affetti, beni materiali, le loro radici, quello sarebbe stato il giorno in cui avrebbero fatto il primo passo per riappropriarsi del loro passato.

Quando finalmente fu giunta l ora si lego' il cinturone con la spada alla vita ed usci in strada raggiungendo in poco tempo la taverna al centro del piccolo villaggio Durante tutto il tragitto si senti gli occhi di tutta la comunita' su di lui e la sensazione non cambio' una volta entrato nella sala comune. 

Si guardo' attorno, era il primo, lentamente raggiunse un tavolo e si sedette, l ambiente era permeato di un forte odore di fumo cipolle e vino.

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Khorgar Ironfist

Quella mattina si era svegliato allo stesso modo di sempre. Cioe' como si svegliava da circa vent'anni ogni mattina. Bevendo una pinta di forte birra nanica. L'alchol era stato il rifugio che un giovane Khorgar aveva trovato per proteggersi dagli incubi che lo venivano a trovare ogni notte dopo il massacro della sua gente e della sua citta'. Aveva deciso che era meglio svenire in preda ai fumi dell'alchol per non avere brutti sogni. E non gli importava se la mattina dopo si svegliava con la testa piu' pesante di una forgia! Era probabilmente destinato a una morte prematura, accoltellato in qualche vicolo puzzolente di qualche citta' malfamata, se non fosse stato per Jharkail , il suo maestro, il suo mentore, un secondo padre per lui. Lo trovo' che vagava senza meta per la foresta.  Lo prese sotta la sua ala protettora e lo addestro' in una antica arte di combattimento. Non provo' a cambiarlo e non gli chiese neanche di smettere di bere, come Khorgar si aspettava. Gli insegno' invece a canalizzare la sua rabba, le sue paure, l'ebrezza dell'alchol...tutte forze convogliate in una sorta di disciplina e in una indiscutibile forza e tecnica. Dopo anni di lezioni, lo porto' infine nella comunita' che era diventata la sua casa, composta, come lui, da sopravvissuti all'invasione della Mano Rossa. Ora era stato scelto, insieme ad altri, di andare a dare un'occhiata a quello che era rimasto della loro patria distrutta...

Fini' di bere la sua birra, raccolse le sue poche cose, indosso' una leggera tunica e usci' dalla sua casetta per raggiungere la locanda dove avrebbe incontrato gli altri della spedizione. Una locanda...luogo perfetto per iniziare una avventura...ah!

Con un sorriso sulle labbra varco' l'entrata e si guardo' intorno. Era gia' presente uno del gruppo, per cui si diresse verso il tavolo, mentre gridava al locandiere di servirgli una pinta della sua birra migliore. Salute a te! Pronto per il grande viaggio?

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Lynrainn Shalandra

"Che cosa ci faccio qui?", non potè fare a meno di chiedersi la Mezzelfa, guardandosi attorno, dubbiosa. Non è che non sapesse proprio difendersi, ma essere scelta per quello, beh... lo trovava inusuale.

"Qualcuno deve essersi certamente sbagliato".

Lynrainn era una dei sopravvissuti e, fin da quando era bambino, le era sempre stato detto che c'era qualcosa di speciale in lei. Che era per quello che sua madre aveva scelto quell'uomo. Che nel sangue di quel fragile mortale c'era più di quanto apparisse. Ma il tempo aveva cancellato molto e Lynrainn nemmeno conosceva il volto di suo padre, forse morto nel massacro, forse disperso, forse scappato prima dell'arrivo dei bastardi.

Sua madre la aveva allevata da sola. Sua madre, una donna senza paura, senza alcun pari. Sua madre, che le aveva sempre spinta a cercare quel qualcosa in più.

Era tutta merito suo - "No! Era tutta colpa sua" - se adesso Lynrainn era lì, spersa, a guardarsi attorno. "ma cosa accidenti pensano che io possa combinare? Gli altri... gli altri sono capaci di spaccare teste e infilzare nemici senza battere ciglio. Io... io so solo far divertire la gente... far girare qualche testa... e utilizzare qualche trucchetto magico da quattro soldi!" .

Non era sempre così. Era sempre il dubbio ad attanagliarla, prima di ogni viaggio. Sembrava perdersi d'animo. Poi, la sensazione di vuoto spariva e restava solo l'Emozione ed il Pericolo. Perchè Lynrainn viveva di quello. Da quando gli Dei non li avevano soccorsi aveva quasi dimenticato come si pregasse. E credeva soprattutto al Fato. E a se stessa. Ed a una buona canzone. E a sua madre, ovviamente. 

Dovunque lei fosse, ora.

 

Adesso Lynrainn capiva: "Non c'è più niente per me, qui. Loro lo sanno".

 

Alzò di nuoov lo sguardo e li vide. Il campione corazzato e lo scavaterra ubriacone. Il primo aveva fede anche per lei. Il secondo puzzava di pessimo alcol da morire, ma aveva coraggio da vendere.

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Oggi la birra ed il vino sono illimitati per voi, il villaggio ha deciso di lasciarla tutta a vostra disposizione, è la vostra ultima sera qui e domani dovrete essere rilassati per la partenza, nonchè preparati, avete già deciso dove dirigervi?

L'oste sapete bene che di solito raziona gli alcolici proprio perchè la coltivazione e la lavorazione dell'alcol non sono una priorità da quelle parti... ad ogni modo vi serve tutto ciò che gli chiedete.

Dicono che dopo due giorni di cammino vi sia solo nebbia e disperazione... troverete un briciolo di luce là in mezzo?

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Torann Tornquist

Aveva appena aperto gli occhi dopo il pisolino pomeridiano e la prima cosa che pensò fu una imprecazione. Era tardi. Anche oggi sarebbe arrivato in ritardo. E si che non era una giornata come le altre. Era la vigilia della partenza. Finalmente avrebbero fatto qualcosa per riprendersi ciò che era loro. 

Ma lui sarebbe arrivato comunque tardi. 

Una rapida lavata, si vestì in fretta, poi si cambiò perché non trovava che i vestiti fossero abbastanza adatti all'occasione. Questa sera andava festeggiata. Mise dei pantaloni comodi in pelle marroni, una camicia azzurra e sopra una giacca di pelle con le frange. Gli piaceva che si agitassero ogni volta che si muoveva. E si muoveva un sacco. Torann non era fatto per stare fermo, o in silenzio. Anche adesso mentre si cambiava canticchiava tra se o parlava da solo.

Non riusciva a trovare gli stivali però. I suoi bellissimi stivali nuovi. Non ricordava proprio dove potessero essere. 

"Mà! Sai dove sono i miei stivali nuovi?" Urlò rivolto a sua mamma, probabilmente nella stanza accanto della casa. Qualche secondo di attesa e nessuna risposta arrivava. Andò allora a vedere se la madre era in casa.

La trovò sulla sua sedia preferita, davanti alla finestra, immobile a guardare fuori. "Oggi non è uno dei giorni buoni.".

Torann non si ricordava di come era la vita prima, ne si ricordava dell'attacco. Era troppo piccolo per ricordarsi. Ma non ne aveva bisogno. Vedeva i segni di quanto era successo sui suoi genitori. Il padre era taciturno e sempre al lavoro. Sembrava che avesse paura che a fermarsi i ricordi lo avrebbero raggiunto e sopraffatto. La madre invece... dipendeva dai giorni. A volte era una normale donna di quarant'anni piena di vita. Altri giorni era catatonica e non si muoveva in tutto il giorno.

Oggi non era uno dei giorni buoni. Torann non poteva che sperare che lo fosse domani quando sarebbe andato via. Gli sarebbe dispiaciuto non riuscire a salutarla. A salutarla veramente.

Prima che potesse scendere ancora di più nel turbine dei pensieri gli stivali nuovi apparvero in un angolo della stanza. Torann con una esclamazione di gioia e soddisfazione se li infilò e dopo un rapido bacio, non ricambiato, alla madre si lancio fuori verso la locanda.

 

"Hey! Sono l'ultimo o qualcuno è riuscito ad arrivare più in ritardo di me?" Appena entrato vide subito quelli che sarebbero stati i suoi compagni di viaggio. Il  grosso Kurt, l'ubriacone Khorgar e bella Lynrainn. "Lo sai Lyn, se non ci fossi anche tu penserei che questa spedizione l'abbiano organizzata solo per disfarsi di noi. Ma nessuno potrebbe volersi separare da una cantante meravigliosa come te". Sorride alla barda e da una pacca sulle spalle a Khorgar "Amico che mi consigli da bere stasera? Dobbiamo goderci questa serata, chi lo sa quando potremo ancora stare seduti tranquilli sotto un tetto"

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Khorgar Ironfist

Birra e vino gratis?? Questo viaggio iniziava proprio bene! Ahhh, locandiere, non ti ho mai voluto tanto bene come in questo momento! Porta porta una bella caraffa della tua birra migliore! Stai pure tranquillo che non ne avanzera' neanche una goccia!

Poi si mise a pensare alla domanda dell'oste e il suo buonumore scemo' un poco: Cosa troveremo la' fuori? E chi lo sa...morte e distruzione sono sicuro. Forse un germe di speranza, un qualcosa che ci regali la forza per rompere le nostre catene e riprenderci quello che e' nostro di diritto. Chi puo' saperlo? Bevve un lungo sorso di birra e il sorriso torno' a illuminargli il volto sotto la barba scura: Pero' sicuramente sara' una storia da raccontare ai nostri nipoti se mai ne avremo! Vero barda? Scriverai una canzone su di noi? Si che lo farai, AH! E ci metteremo dentro anche il nostro serio sacerdote, vero? Ma si ma si...fara' piacere anche a lui!

Poi quando arriva Torann e gli da' una pacca sulla spalla, il sorriso si fa piu' pronunciato: Che domande stupide fai, vecchio mio? Solo la birra nanica e' degna di essere bevuta! Vieni dai, facciamo un brindisi a questa bella banda!

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Lynrainn Shalandra

Lynrainn abbozzò un vago sorriso, incerta, mentre rifiutava l'ennesimo boccale di birra.

L'alcol l'aveva già messa nei guai una volta e, da allora, aveva sempre preferito andarci molto cauta. "Certo, non sarà facile con questo Nano nei paraggi...".

Benchè avesse sentito tante storie sulle terre in cui si accingevano a fare ritorno, la Barda non aveva le idee molto chiare su dove esattamente si sarebbero andati a cacciare e su cosa avrebbero realmente potuto fare. Le sembrava ancora una missione così disperata...

Si sistemo quasi inconsciamente i capelli, che aveva agghindato in una spessa treccia centrale, tenuta ferma da una serie di spilloni, uno dei pochissimi vezzi che poteva permettersi. Quello, un filo di trucco quando si preparava ad andare in scena, uno studiato aroma di fiori selvatici, raccolti qui e là ed abilmente miscelati dall'alchimista del villaggio... Nonostante il suo amore per l'avventura, amava concedersi qualche comodità, rubare qualche momento di vaga normalità. "Chissà se avrò mai più il tempo per queste cose?", si domandò, ancora rosa dal dubbio.

Si sforzò di sorridere con maggiore convinzione, ed intonò una canzone. Una canzone antica, che sapeva di tempi perduti, di lacrime dimenticate, di speranze abbandonate e di terribili tormenti. Una canzone di sangue, amore, morte e desiderio. Inevitabile come la sofferenza, imprevedibile come un sogno, indimenticabile come un arcobaleno all'alba, spaventosa come una notte senza luna.

Soffocò le lacrime mentre cantava e si mise a ballare per dare eco alla sua voce. Annegò le sue paure nell'arte e l'arte la ricambiò con affetto e dolcezza.

Alla fine, alzò gli occhi e disse: "Sono pronta".

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Va beh, spero abbiate un piano, comunque...

Lo sguardo è teso e perplesso mentre l'oste osserva cantare Lynrainn, non avendo ricevuto risposte certe di cosa andranno a fare.

Sono sicuro che ovunque andrete, Lathander sarà con voi e guiderà i vostri passi, dato che sulle canzoni c'è da migliorare...

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Kurt

Socchiuse gli occhi ascoltando la melodia di Lynrainn. Conosceva la ragazza da molto tempo, vi era stato un periodo della sua vita, quando era poco piu' che un ragazzo,  in cui aveva pensato di provare per lei qualcosa di piu' della semplice amicizia. Aveva sempre ammirato il suo saper essere allo stesso tempo delicata e gentile come una pioggerellina in primavera per poi divenire forte ed implacabile come le tormente di neve quando si esibiva. Il suo viso si induri al commento dell oste sull esibizione della ragazza.

"Quando avremo bisogno dei tuoi consigli verremo a cercarti! Temo purtroppo che qualita' come chiacchiere inutili e gozzovigliare siano poco ricercate di questi tempi!" 

Abbozzo' un sorriso ai suoi compagni evitando di incrociare lo sguardo della barda.

"E' un piacere vedervi amici miei, leggo sui vostri volti ansia mista ad eccitazione, capisco il vostro stato d animo...che e' anche il mio. Sappiamo tutti che la strada che ci aspetta li fuori sara' lastricata di fatica e dolore ma allo stesso modo so che faremo un ottimo lavoro."

fece una breve pausa

"Credo che la prima cosa da fare sia accertarsi se esistono altre comunita' di fuggiaschi che, come la nostra, sono riuscite a salvarsi e tornare ad una vita quasi normale. Abbiamo la necessita' militare di cercare degli alleati e l obbligo morale di portare il nostro aiuto ed il nostro esempio alle altre comunita' qualora esistano."

Inizio' con la domanda che lo aveva afflitto tutti quegli anni..possibile che si fossero salvati solo loro?

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Lynrainn Salandra

"Di certo, cercheremo di trovare un nuovo oste. Quello vecchio è consumato, ha le orecchie piene di pece", intervenne la Barda.

"Che piano ritieni che possiamo avere? Credi davvero che le informazioni di vent'anni fa abbiano qualche senso ancora oggi?

Raccogliere nuove informazioni, accertarci di come stanno le cose, capire chi sta dove, farci vedere il meno possibile. Non farci ammazzare. Salvare qualcuno, se ancora possiamo. 

Certo, sarà necessaria parecchia cautela. E molta fortuna. 

Riempi il boccale al Nano. Non vedi quanto è ancora sobrio? Così è inutile e straparla.

E... grazie, Kurt. Per fortuna, c'è ancora qualcuno che sa come si tratta una fanciulla, in questo posto sperduto", concluse Lyn, sorridendo. Ricordava ľimpaccio  e gli imbarazzi del Paladino di qualche anno prima e trovava rincuorante vederlo così sicuro di sé. Nessuno di loro aveva avuto un'adolesceza normale e lei stessa, in particolare, aveva dovuto fare i conti con due elementi fortemente in contrasto: la sua bellezza fiorita tanto presto, unita alla sua personalità esuberante ed al suo sottile narcisismo, contrapposta alla severa rigidità ed all'inflessibile controllo della madre onnipresente. 

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Lynrainn Shalandra

'L'idea più sensata è forse quella di seguire la vecchia Strada dei Nani... sempre che esista ancora. Almeno ci darebbe una vaga prospettiva della situazione e di dove ci stiamo dirigendo... anche e soprattutto se le nebbie non recedeno avanzando nella Valle. 

Può darsi che ci sia impossibile avere dei punti di riferimento. E dobbiamo essere pronti a ritirarci nella maniera più sicura possibile e senza preavviso. 

Non abbiamo la più pallida idea di chi ci troveremo davanti. Dobbiamo essere pronti al peggio. 

Dobbiamo presumere che ci aspettino solo dei nemici", spiegò Lynrainn, cupamente. 

'Ora, hai qualche altro commento interessante sulle mie canzoni, Volontario?".

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Khorgar

 

Su su ragazzi, lasciate stare il mio buon amico! Oggi tutto e' gratis, quindi potrebbe anche permettersi di criticare la barba di Moradin e chiuderei un occhio al riguardo. AH! Versa versa!

Credo che quello che dice il nostro buon sacerdote e' valido. Trovare la presenza di altri sopravvissuti. Uscire dalla foresta a ovest e vedere cosa c'e'. Avanzare con cautela fino a trovare un qualche tipo di comunita' organizzata, che sia un villaggio, una citta' o un accampamento di barbari. E li' chiedere informazioni..tanto per avere un'idea chiara della situazione! Potrebbe essere la nostra prima base provvisoria, dove organizzare i nostri futuri passi.

Poi osservo' la barda e le fece un occhiloino: Brava...tu si che sai trattare un nano per davvero! Bella canzone..la prossima pero' un po' piu' allegra eh! Dobbiamo avere il morale alto per iniziare bene! SALUTE!

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Kurt

Il paladino annui' alle parole dei suoi compagni di viaggio, avevano un approccio diverso ma a loro modo erano entrambi validi.

"Non posso che essere d'accordo con la vostra analisi, avete entrambi ragione. Abbiamo sicuramente bisogno di punti di riferimento in caso dovessimo ritirarci velocemente cosi come avremo bisogno di fonti d acqua lungo la strada che ci permettano di sopravvivere. Seguire la starda dei nani e' una buona idea ma dobbiamo considerare che le maggiori vie di comunicazione saranno sicuramente sotto il controllo della mano rossa. Hanno ...o avevano...un esercito imponente, necessitano di vie ampie per potersi spostare velocemente da un luogo all altro. Potremmo decidere di costeggiare il fiume fino a valle tenendo la foresta di Marth alla nostra sinistra, questo ci darebbe l opportunita' di avere un luogo dove rifugiarsi se le cose dovessero volgere al peggio e contemporaneamente iniziare a controllare le citta' della valle partendo da Elsircross. Non e' una grande citta' ma da qualche parte dovremo pur cominciare, inoltre e' piuttosto vicina alla foresta, cosi come i nostri genitori decisero di rifugiarsi tra le montagne, altri potrebbero aver visto nella foresta un luogo sicuro dove far perdere le proprie tracce ed avere allo stesso tempo di che sfamarsi."

bevve un sorso di dal boccale davanti a se, era un vino ambrato dolce dal forte odore di frutta matura

"Cosa ne pensate?"

 

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Non sembra un'idea troppo stupida, in effetti avete fatto venire voglia anche a me di venire.

Lunga pausa di silenzio.

Ovviamente scherzavo!

Sapete che per arrivare a Redrock o ad ElsirCross il tempo stimato di cammino sono 3 giorni utilizzando il percorso più breve. Da dove i torrenti più vicino alla vostra si uniscono in basso ci sono queste nebbie perenni. E da lì è praticamente buio e inesplorato.

Spoiler

Se anche Torann è d'accordo con la tattica partiamo con l'avventura. :naughty:

 

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