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  2. I Mondi del Design #100: Siete Coerenti? (trovate i link agli articoli precedenti di questa serie nell'articolo #100) I Mondi del Design #101: Difficili da Trasporre I Mondi del Design #102: Spelljammer 2.0 I Mondi del Design #103: Quanto é Vasto Il Vostro Esercito? I Mondi del Design #104: Costruire Una Struttura Portante I Mondi del Design #105: Le Regole Auree dei GdR I Mondi del Design #106: Il Costo dell'Avanzamento I Mondi del Design #107: Livellare vs Allenarsi I Mondi del Design #108: La Perduta Arte di Perdersi I Mondi del Design #109: Tattiche di Combattimento I Mondi del Design #110: Qual'è Il Vostro Obiettivo? I Mondi del Design #111: Troppi Dadi? I Mondi del Design #112: Come Far Funzionare Le Meccaniche I Mondi del Design #113: Partite con Obiettivi I Mondi del Design #114: La Vostra Base I Mondi del Design #115: Modus Operandi Articolo di Lewis Pulsipher del 21 Luglio 2023 Come game designer, quando avete bisogno di una soluzione a un problema di design fate delle ricerche per trovare delle meccaniche che risolvano il problema o provate a farvene venire una in mente da soli? Credo che molti designer cerchino su internet. Io no, e proverò a spiegare il perché. Meccanica: DefinizioneNel caso in cui non abbiate familiarità con il termine, “meccanica” (abbreviazione di meccanismo) è un’idea sorprendentemente sfuggente, ma nel mio libro Game Design: How to Create Video and Tabletop Games, Start to Finish (Mcfarland 2012) li chiamo “metodi con cui il gioco va avanti... Ad esempio, lanciare due dadi e muovere la propria pedina sul tabellone in base alla somma del risultato è una meccanica di gioco (Monopoly)”. Nessunissima MeccanicaSono più o meno d'accordo con Greg Costikyan, che ha affermato che un gioco senza sfide è un gioco morto. Dovrei sottolineare che la prima soluzione dovrebbe essere quella di semplificare il gioco in un modo che risolva anche il problema. Ma è difficile da realizzare. Naturalmente, più semplice è la meccanica, più semplice è il gioco, il che è sempre desiderabile. E il numero di meccaniche semplici nel mondo è probabilmente inferiore al numero di meccaniche complesse. Ho letto che il famoso designer di giochi da tavolo (e videogiochi) Reiner Knizia non vuole saperne molto di altri giochi perché vuole creare soluzioni proprie: dubito che faccia una ricerca sulle meccaniche. Neanch'io ricerco altre meccaniche. Non sono contrario a usare una meccanica di cui ho sentito parlare, non c'è problema, perché è molto improbabile che si creino meccaniche originali che nessuno abbia mai inventato. Se la meccanica funziona, ciò che conta è la qualità del gioco. Altre Fonti di MeccanicheCi sono meccaniche che ho imparato da altri giochi, ma che non ho (ancora) utilizzato. Ad esempio, da un gioco chiamato Feudal ho imparato l'idea di poter imporre un numero limitato di opportunità di negoziazione. Ogni giocatore ha tre segnalini, e deve spendenderne uno per avere un'opportunità di negoziazione. Questo consente di negoziare in segreto senza trasformare il gioco in una lunga sessione di negoziazione (come in Diplomacy). Mi sono chiesto: perché non ci avevo pensato? Un altro meccanismo è il Vantaggio/Svantaggio che ho imparato da Dungeons & Dragons (quinta edizione), anche se ho il sospetto che esistesse da prima. Si tirano due dadi invece di uno solo per determinare qualcosa, di solito due d20 per un certo tiro, e se il GM dice che si ha un Vantaggio, si conta il migliore dei due tiri. Se si ha uno Svantaggio, si conta il peggiore dei due tiri. Un'altra novità della quinta edizione (per quanto ne so) è la sintonizzazione personale con gli oggetti magici principali, che ne limita considerevolmente l'utilizzo. Ci si deve sintonizzare con l'oggetto magico (il che richiede molto tempo) prima di poterlo usare, e se ne può sintonizzare solo un numero limitato alla volta. Nessun altro può entrarci in sintonia finché è sintonizzato su di te, se non ricordo male. In questo caso, una volta che si ha l'idea di base della sintonia, si possono impostare i parametri a proprio piacimento. Non ho usato nessuna di queste meccaniche, ma le ammiro tutte e tre. Prendere in Prestito MeccanicheTenete presente che non possono brevettare le idee nei giochi, quindi, per quanto ne so, nel vostro gioco potete tranquillamente usare una meccanica ideata da qualcun altro. Non c'è niente di male nella ricerca delle meccaniche, è solo una terza possibilità (dopo la semplificazione e la successiva elaborazione di una meccanica da usare voi stessi). C'è persino un libro recente che descrive in dettaglio una serie di meccaniche dei giochi da tavolo moderni (Building Blocks of Tabletop Game Design: An Encyclopedia of Mechanisms 2nd Edition di Geoffrey Engelstein, Isaac Shalev). Non conosco un libro di meccaniche specifico per i giochi di ruolo. Ma Che Ne È Stato dell'Essere Innovativi?L'innovazione è ampiamente sopravvalutata. La maggior parte delle "innovazioni" nei giochi sono già state utilizzate, semplicemente non ne siete a conoscenza. E non è che la maggior parte dei giocatori sia nteressata all'innovazione: vogliono soltanto giocare e lasciarsi sorprendere da ciò che accade. L'innovazione è solo un mezzo limotato per sorprendere le persone. Tocca a Voi: qual è il vostro metodo per risolvere un problema di design, con o senza nuove meccaniche?Link all'articolo originale https://www.enworld.org/threads/worlds-of-design-searching-for-mechanics.698143/
  3. Come game designer, quando avete bisogno di una soluzione a un problema fate delle ricerche (su internet, RPGgeek, enworld?) per trovare delle meccaniche che risolvano il problema? I Mondi del Design #100: Siete Coerenti? (trovate i link agli articoli precedenti di questa serie nell'articolo #100) I Mondi del Design #101: Difficili da Trasporre I Mondi del Design #102: Spelljammer 2.0 I Mondi del Design #103: Quanto é Vasto Il Vostro Esercito? I Mondi del Design #104: Costruire Una Struttura Portante I Mondi del Design #105: Le Regole Auree dei GdR I Mondi del Design #106: Il Costo dell'Avanzamento I Mondi del Design #107: Livellare vs Allenarsi I Mondi del Design #108: La Perduta Arte di Perdersi I Mondi del Design #109: Tattiche di Combattimento I Mondi del Design #110: Qual'è Il Vostro Obiettivo? I Mondi del Design #111: Troppi Dadi? I Mondi del Design #112: Come Far Funzionare Le Meccaniche I Mondi del Design #113: Partite con Obiettivi I Mondi del Design #114: La Vostra Base I Mondi del Design #115: Modus Operandi Articolo di Lewis Pulsipher del 21 Luglio 2023 Come game designer, quando avete bisogno di una soluzione a un problema di design fate delle ricerche per trovare delle meccaniche che risolvano il problema o provate a farvene venire una in mente da soli? Credo che molti designer cerchino su internet. Io no, e proverò a spiegare il perché. Meccanica: DefinizioneNel caso in cui non abbiate familiarità con il termine, “meccanica” (abbreviazione di meccanismo) è un’idea sorprendentemente sfuggente, ma nel mio libro Game Design: How to Create Video and Tabletop Games, Start to Finish (Mcfarland 2012) li chiamo “metodi con cui il gioco va avanti... Ad esempio, lanciare due dadi e muovere la propria pedina sul tabellone in base alla somma del risultato è una meccanica di gioco (Monopoly)”. Nessunissima MeccanicaSono più o meno d'accordo con Greg Costikyan, che ha affermato che un gioco senza sfide è un gioco morto. Dovrei sottolineare che la prima soluzione dovrebbe essere quella di semplificare il gioco in un modo che risolva anche il problema. Ma è difficile da realizzare. Naturalmente, più semplice è la meccanica, più semplice è il gioco, il che è sempre desiderabile. E il numero di meccaniche semplici nel mondo è probabilmente inferiore al numero di meccaniche complesse. Ho letto che il famoso designer di giochi da tavolo (e videogiochi) Reiner Knizia non vuole saperne molto di altri giochi perché vuole creare soluzioni proprie: dubito che faccia una ricerca sulle meccaniche. Neanch'io ricerco altre meccaniche. Non sono contrario a usare una meccanica di cui ho sentito parlare, non c'è problema, perché è molto improbabile che si creino meccaniche originali che nessuno abbia mai inventato. Se la meccanica funziona, ciò che conta è la qualità del gioco. Altre Fonti di MeccanicheCi sono meccaniche che ho imparato da altri giochi, ma che non ho (ancora) utilizzato. Ad esempio, da un gioco chiamato Feudal ho imparato l'idea di poter imporre un numero limitato di opportunità di negoziazione. Ogni giocatore ha tre segnalini, e deve spendenderne uno per avere un'opportunità di negoziazione. Questo consente di negoziare in segreto senza trasformare il gioco in una lunga sessione di negoziazione (come in Diplomacy). Mi sono chiesto: perché non ci avevo pensato? Un altro meccanismo è il Vantaggio/Svantaggio che ho imparato da Dungeons & Dragons (quinta edizione), anche se ho il sospetto che esistesse da prima. Si tirano due dadi invece di uno solo per determinare qualcosa, di solito due d20 per un certo tiro, e se il GM dice che si ha un Vantaggio, si conta il migliore dei due tiri. Se si ha uno Svantaggio, si conta il peggiore dei due tiri. Un'altra novità della quinta edizione (per quanto ne so) è la sintonizzazione personale con gli oggetti magici principali, che ne limita considerevolmente l'utilizzo. Ci si deve sintonizzare con l'oggetto magico (il che richiede molto tempo) prima di poterlo usare, e se ne può sintonizzare solo un numero limitato alla volta. Nessun altro può entrarci in sintonia finché è sintonizzato su di te, se non ricordo male. In questo caso, una volta che si ha l'idea di base della sintonia, si possono impostare i parametri a proprio piacimento. Non ho usato nessuna di queste meccaniche, ma le ammiro tutte e tre. Prendere in Prestito MeccanicheTenete presente che non possono brevettare le idee nei giochi, quindi, per quanto ne so, nel vostro gioco potete tranquillamente usare una meccanica ideata da qualcun altro. Non c'è niente di male nella ricerca delle meccaniche, è solo una terza possibilità (dopo la semplificazione e la successiva elaborazione di una meccanica da usare voi stessi). C'è persino un libro recente che descrive in dettaglio una serie di meccaniche dei giochi da tavolo moderni (Building Blocks of Tabletop Game Design: An Encyclopedia of Mechanisms 2nd Edition di Geoffrey Engelstein, Isaac Shalev). Non conosco un libro di meccaniche specifico per i giochi di ruolo. Ma Che Ne È Stato dell'Essere Innovativi?L'innovazione è ampiamente sopravvalutata. La maggior parte delle "innovazioni" nei giochi sono già state utilizzate, semplicemente non ne siete a conoscenza. E non è che la maggior parte dei giocatori sia nteressata all'innovazione: vogliono soltanto giocare e lasciarsi sorprendere da ciò che accade. L'innovazione è solo un mezzo limotato per sorprendere le persone. Tocca a Voi: qual è il vostro metodo per risolvere un problema di design, con o senza nuove meccaniche?Link all'articolo originale https://www.enworld.org/threads/worlds-of-design-searching-for-mechanics.698143/ Visualizza articolo completo
  4. Oggi
  5. Ha già più senso, dover sempre avere le armi e armature aggiornate, fare la spesa e via discorrendo, è una cosa assurda, sugli oggetti magici è migliore l'approccio di DND 5. Per me i vari +x hanno rotto un po' le scatole dappertutto. Condivido l'enciclopedia di regole, ma quando non sono davvero necessarie, pesano tanto sul gioco.
  6. Ieri
  7. Grazie a te e buona campagna 😉
  8. Mi farebbe piacere averti nella campagna ma sfortunatamente, siccome sono alla mia prima esperienza come GM in assoluto, mi attengo al numero di PG previsti nella campagna. Ti terrò in considerazione se dovesse saltare qualcuno. Grazie dell'interessamento.
  9. Se accettate un neofita della 5e ( ed anche della 3.0, 3.5, ad&d 😁😁) mi propongo come giocatore. Sono molto presente, imparo velocemente e mi adatto ad eventuali PG già presenti.
  10. Grazie @aza per la notizia, ottimo anche l'accostamento di Malibu Stacy di @Grimorio . Continua la completa incoerenza della wot a fac rispetto ai 10 anni di DND 5, resta per me gradito, se mai giocherò a DND 5,5, l'uscita dei vari, come vengono soprannominati qui, "splat box". Tuttavia dubito che non si creeranno combinazioni assurde, vista l'incuria degli autori nel redigere i manuali. Constato io stesso, così come @CreepyDFire e @Steven Art 74 , nostalgia per vecchi manuali che in fondo, al di là del gioco, portavano ottimi spunti per le campagne. Se non altro queste uscite a macchia di leopardo fanno riscoprire il passato con vibrante fervore. Domandone: visti gli "epic boons", che numericamente mi sembrano privi di senso, potrebbe essere che faranno uscire manuali per i livelli epici?
  11. Comunque il 4% dei ragazzi e il 4% degli adulti... ossia l'8% della popolazione rimane il top!
  12. @Monkey77 giusto ieri ho cambiato idea per il personaggio e perciò farò il chierico , puoi fare tranquillamente il guerriero.
  13. Abbiamo avuto un confronto su Discord. Farò un caster, pensavo ad una stregona dragonica (non ho mai giocato questa razza e mi piacerebbe provarla) odia sia i draghi che quelli della sua razza perchè le hanno sterminato i propri cari e poi hanno cercato di manipolarla.
  14. @Fandango16 sono contento che vuoi fare il ladro è un PG che non riesce a conquistarmi. @Dardan anchio ero propenso per un guerriero (in particolare un mundane che prova astio per i caster) ma nel caso slittò di poco verso un chierico della guerra che malsopporta i caster arcani. @shadyfighter07 tu che PG preferisci?
  15. Grazie! Quando apriremo la gilda ne parleremo dettagliatamente, ma io avrei in mente di giocare un ladro.
  16. Ultima settimana
  17. Sei arruolato allora. Nei festivi e nei weekend sarò un po' più di Manica larga.😁
  18. Decisamente no. Il marchio "Gygax" appartiene a Gail Gygax, ultima moglie di Gary. Questo è un lavoro che porta la firma specifica di LUKE Gygax. L'aspetto importante è la cessazione delle ostilità tra Wizard of the Coast e il nome Gygax, che esiste sin dall'acquisizione della TSR.
  19. Aspetta! Ma stai descrivendo esattamente la 3° edizione! E 6 diviso 2 è uguale 3!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
  20. Perchè non provi ad aprire un Thread di "Ricerca Giocatori" nella Sezione Apposita del Dragonforum. . .?? E poi su quello si discute magari apertamente di Tematiche, Stile Campagna, Ambientazione, Dettagli Precisi per meglio rappresentare questo Sistema GDR. . . . .!!!
  21. All'inizio mi affascinava l'idea del mega dungeon, però una volta provati, sia da giocatore che da master, li ho trovati di una noia mortale. Adesso sto ben alla larga da questo tipo di prodotti.
  22. Sono molto contento che veda la luce questo prodotto. E sarebbe veramente bello se lo pubblicassero anche in italiano (anche se dubito fortemente che questo avvenga). Probabilmente con Luke Gygax che ha preso in mano l'eredità di famiglia (questo è quello che mi pare emerga dalla sua esposizione mediatica) e che ha un atteggiamento più conciliante (magari anche affaristico) nei confronti degli editori più importanti di riferimento ( WotC e TLG ) si potrebbe realmente concretizzare, non un vero e proprio ritorno alle origini (che difficilmente credo possa concretizzarsi), ma un'armonizzazione delle future regole ed ambientazioni. Non escluderei che la futura 6E possa essere un sistema D&D dove in ogni ambientazione ci siano elementi specifici ed unici, così che tutti possano giocare a D&D ed ottenere ognuno il 'sapore' che vuole. Però, magari, è solo pura illusione e fantasia... 🙃
  23. E' il mega dungeon che non è mai stato finito di realizzare da Gary Gygax, doveva fare da sfondo ad un intera campagna in pratica. Comprendetemi... un manuale di 250 pagine per ogni segmento del mega dungeon, ed in tutto sono ben 5... In tutto sono almeno 1000 pagine di materiale! Non sono proprio delle cosucce da poco! Poi da quello che ho letto, penso che abbiano tali manuali addirittura un ambientazione a parte e tutta loro. Che poi facesse già parte di Greyhawk in passato non ne sono completamente certo. So soltanto che voleva essere pubblicato per adattarlo all'attuale edizione di D&D, questo si!
  24. Grazie per aver puntualizzato i punti che ti sono piaciuti ❤️ Mi dispiace che non arriveresti a partecipare ad una sessione prova, ma capisco se la meccanica del gioco non è di tuo gusto 😉 Questo è assolutamente vero! Io ho fatto alcune sessioni da master con gli amici miei, e che mi hanno dato numerosi spunti, e devo ammettere che in 3 risulta molto più scorrevole. In ogni caso, se vuoi provare da solo si può fare ugualmente, essendo un gioco dell'orrore dopo tutto 😉 Semmai ci mettiamo d'accordo in privato 💪 Sinceramente D.
  25. Le potenzialità sono numerose e non posso che consigliarti di scrivere quello che hai in mente ❤️ Quando vieni preso da una cosa del genere e pubblichi su un Forum come D'L, puoi avere utilissimi spunti e critiche costruttive anche per aumentare le tue conoscenze e la tua consapevolezza personale. Non vedo l'ora di leggere il secondo articolo 😉
  26. Si. Questa è una revisione/ampliamento e per la prima volta dovrebbe essere TUTTO il megadungeon creato da Gary Gygax.
  27. Ciao! No, decisamente è un giardino dove andare a fare una passeggiata :'D Ti ringrazio dei complimenti! In realtà, a partire da questo semplice articolo, mi è venuta voglia di creare una vera e propria ambientazione che possa fungere da mini-campagna di Radiogenesi, su cui sto lavorando da qualche giorno, delineando i dettagli delle varie cupole, del microambiente all’interno di ognuna di esse e delle creature che le popolano. Probabilmente scriverò un secondo articolo in cui espanderò questo misterioso giardino artificiale post-atomico e gli inquietanti segreti che cela oltre le siepi.
  28. Le uova Il tema di questo mese per il Vecchio Carnevale Blogghereccio riguarda le uova, scelto e ospitato gentilmente da Dietro lo Schermo. Le uova sono un alimento molto prezioso per l’uomo della Terra che verrà: gli animali che le producono vengono custoditi gelosamente, allevati con cura e tenuti in vita il più a lungo possibile. Ucciderne uno anzitempo è considerato quasi un sacrilegio, e l’ostracismo sociale attende chi farebbe deliberatamente del male a un animale oviparo da allevamento. Le uova sono così preziose perché sono molto nutrienti, facili da conservare e si prestano a molti tipi di preparazione: un alimento ideale per chi vive in un mondo reso arido e sterile da antiche detonazioni termonucleari. Ma non solo uova di galline, quaglie, piccioni e colombe: l’uomo della Terra che verrà può ambire a uova ben più sostanziose, provenienti da animali ben più rari. Tra le più ricercate, per chi vuole sperimentare sapori esotici, ci sono infatti le uova di viverna di sangue, il cui consumo è considerato un vero e proprio privilegio, appannaggio solo di irreprensibili argonauti o ricchi satrapi. Le insidie per procurarsi un uovo di viverna di sangue sono molte. Impossibili da allevare per via della loro stazza, della loro ferocia e della loro intelligenza diabolica, simile a quella umana, le viverne di sangue da diverse generazioni nidificano in luoghi ben lontani dagli insediamenti umani: di solito in grotte vicino alla cima delle alture, luoghi dove i carri non arrivano e dove non vi è nulla di commestibile o prezioso che possa attrarre attenzioni indesiderate. Ma la posizione lontana, nascosta e impervia è solo il primo ostacolo per mettere le mani su un succulento uovo di viverna di sangue (anche se già sufficiente a dissuadere la maggior parte dei più), perché l’ostacolo più grande sono, ovviamente, le viverne stesse. Già ricolme di odio per la stirpe umana, per via di colpe remote nel tempo, non vi è per loro sacrilegio più grande che vedere un essere umano mettere le proprie luride mani su una delle loro preziose uova. L’ira che può scatenare il furto anche di un solo uovo dal nido di una viverna di sangue è incontrollabile: non vi è mediazione possibile, se non l’immediata restituzione del maltolto; e anche in quel caso l’onta potrebbe essere tale da richiedere comunque un tributo di sangue. Ma la scomparsa permanente di un uovo può avere conseguenze terribili: un attacco diretto all’insediamento umano più vicino, per esempio, da parte di tutte le viverne di sangue adulte, con il solo fine di portare quanta più morte e distruzione possibile. Intere comunità sorte vicino alle montagne hanno subito decimazioni in seguito alla profanazione (più o meno involontaria) di un nido di viverne di sangue. E intere nidiate sono state poi braccate e sterminate come vendetta per i loro attacchi, innescando spirali di odio, vendetta e sangue che ancora oggi perdurano e si alimentano da entrambe le parti. Al giorno d’oggi, chissà quanti anni dopo la guerra atomica (chi dice un secolo, chi 125 anni, chi 150, chi azzarda 200… chi può dirlo!), è ormai opinione diffusa che, per preservare la delicata quiete tra un insediamento umano e il più vicino nido di viverne di sangue, sia saggio mantenersi il più lontano possibile, onde evitare drammatiche ripercussioni. Un uovo, per quanto sostanzioso e saporito, non vale certo la decimazione di un villaggio né un periodo prolungato di estenuanti ostilità con demoni alati bramosi di sangue. Eppure, nonostante questa consapevolezza diffusa, ciclicamente qualche avventato o folle si spinge là dove non dovrebbe, per mettere mano su una di quelle uova; ma le viverne di sangue, sempre più paranoiche, spesso intervengono con implacabile furia, riducendo a brandelli questi incauti sprovveduti. --- Si vocifera, però, che qualcuno sia effettivamente riuscito a far schiudere delle uova di viverna di sangue in cattività e che i neonati, non istigati all’odio verso gli umani fin dalla più tenera età, siano cresciuti con un comportamento straordinariamente affabile nei confronti del loro genitore adottivo. Storie che sembrano più un misto di illazioni teoriche e leggende metropolitane: chi mai sarebbe in grado di far schiudere un uovo di viverna di sangue e prendersi cura di una creatura così anomala? Dove potrebbe ospitarla durante la crescita, considerando le notevoli dimensioni che queste creature raggiungono già nel primo anno di vita e la loro necessità di librarsi in volo e dominare ampie porzioni di territorio? Come accudire una creatura che, già dopo i primi mesi, potrebbe staccare a morsi il braccio di un uomo adulto o dissanguarlo come una prugna secca con la sua lingua irta di stiletti boccali, funzionali proprio al dissanguamento delle prede? Insomma, allevare una viverna di sangue sembra, a ragione, impossibile; ma le voci che qualcuno ci abbia provato, e che ci sia riuscito, continuano a circolare. E non solo fra gli umani. Anche le viverne di sangue temono che alcune delle loro uova, sottratte nel corso dei decenni, non siano state tutte mangiate o distrutte: per loro, l’idea di una viverna cresciuta da un uomo e ingannata fino a considerarlo il proprio genitore è forse più umiliante della morte. Se così fosse (e le viverne, a modo loro e con i loro strumenti, stanno indagando) questo esemplare deviato andrebbe abbattuto, il suo “genitore” torturato fino alla pazzia e ogni strumento o conoscenza utile ad allevare una viverna di sangue in cattività distrutto, affinché nessuno possa più replicare il processo. Quale che sia la verità, se davvero il famigerato “allevatore di viverne” esiste, e la sua progenie vampirica anche, entrambi sono in grave pericolo: sarebbero considerati una minaccia dagli umani e un vero e proprio anatema dalle viverne di sangue. Non vi sarebbe per loro alcun luogo sicuro da chiamare casa, se non il più remoto e nascosto degli anfratti. Forse dei prodi argonauti dovrebbero iniziare a indagare seriamente su queste voci, per svelare la verità dietro tali dicerie e scoprire chi sia stato tanto audace, sconsiderato e dotato di un’ingegnosità quasi diabolica da allevare con successo una viverna di sangue in cattività. E soprattutto, perché. --- Silhouette di una viverna di sangue che si libra in volo, minacciosa, tra le nubi temporalesche di un cielo plumbeo che incombe, gravido di presagi, sull’arido e sconfinato deserto di Europa. Come al solito, grazie per la lettura! Se avete pareri o critiche, sarò lieto di leggerli.

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