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About This Club

SECOLO XXI - Il mondo intero è sconvolto da detonazioni nucleari di immane potenza, che ne cambiano la morfologia e provocano l'evaporazione degli oceani. Le grandi città dell'uomo bruciano, mentre intere catene montuose vengono rase al suolo e altre sorgono in seguito alle esplosioni atomiche. [...] Malgrado la catastrofe nucleare, alcuni esseri umani sopravvissero: chi trovando rifugio sottoterra, chi trovando riparo nello spazio, chi grazie a un miracolo. In un modo o nell'altro questi sopravvissuti si riunirono, e procrearono. Ora siamo molte generazioni dopo, in un mondo di persone che non videro mai la guerra atomica, per le quali il mondo prima della guerra è un'epoca lontana e quasi mitologica, delle rovine da cui stare lontani... o nelle quali avventurarsi alla ricerca di antichi tesori tecnologici. E su questa Terra, che non è più dominio dell'uomo, ha inizio la nostra storia...
  1. What's new in this club
  2. Daphne si prese tutto il tempo necessario per scorgere fin dove potesse: da quell'altezza, grazie al binocolo del tecnomante e alla sua notevole capacità di scrutare l'ambiente naturale, aveva una visuale stupenda. Osservò la loro nave, vicino al molo, e scorse, poco più in là sulla riva, i resti di una trireme, forse la famigerata nave Kronos che si arenò sull'isola anni prima. Vide anche alcune strutture ancora più in là sulla riva e in mezzo al mare, ma non capì cosa potessero essere. Poi guardò dalla parte opposta: la selva proseguiva per circa un altro chilometro, poi iniziava a diradarsi per lasciare spazio a un villaggio abbandonato e diroccato, proprio come intravisto da Popovič durante la traversata in mare. Il villaggio era piccolo, contò una dozzina di case, ma forse vi erano edifici che non riusciva a scorgere. Più in là ancora vide una collina: era cinta da una rete metallica e sembrava che sulla sommità vi fosse un enorme "botola", forse l'entrata a un complesso sotterraneo. Più lontano ancora, vide una zona apparentemente desertica e, sul limitare del suo campo visivo, intravide un'altra torre e lo "skyline" di quella che sembrava una piccola cittadella. La donna aveva potuto avere una panoramica davvero notevole di quanto vi fosse sull'isola e di cosa li attendesse più avanti. (Daphne supera la prova in modo eccellente e ottiene +3 exp.) GIORNO 2, ORE 13:25.
  3. La taumaturga tastò con attenzione la grata della balconata: nonostante l'aspetto gravemente ammalorato e l'onnipresente ruggine, le parve solida. Mise con attenzione un piede fuori, poi un altro: sembrava reggesse bene il suo peso. Il tecnomante si grattò la testa pelata: le strumentazioni nella torre erano certamente state molto avanzate: a naso poteva azzardare si trattasse di antichi strumenti radio. Tuttavia, le condizioni di profondo degrado nel quale versavano rendevano arduo si potesse recuperare qualcosa di utile che non fossero rottami di metallo e qualche componente elettronica. In ogni caso avrebbe avuto bisogno di qualche strumento per "smontare" il tutto o farlo per lo meno a pezzi.
  4. Glauce "Che ne pensi, Popovic?", chiese intanto l'alienista, sconsolata. "Pensi che sarebbe possibile ricavare qualche materiale utile da questi rottami? Oppure l'unica cosa che potremmo farci se riuscissimo a raccoglierli sarebbe utilizzarli come rottami per armature?"
  5. (Rappresentazione dell'aspetto che potevano avere in passato i dispositivi prebellici estremamente ammalorati) Popovič fu lieto di prestare il proprio cannocchiale a Daphne, affinché potesse scrutare i dintorni della zona. L'avvisò, tuttavia, di fare attenzione a quanto fosse solida la balconata prima di uscire.
  6. Daphne, visto che la torre sembrava vuota, fu delusa e sollevata allo stesso tempo. "Mi prestate il binocolo?" chiese "Sarebbe bello dare un'occhiata dall'alto a quello che si può vedere dell'isola". Prima di uscire sul balcone, però, lo saggiò con prudenza per assicurarsi che reggesse il suo peso: al minimo segno di cedimento si tenne pronta a ritrarsi.
  7. Il tecnomante non ebbe obbiezioni e, diligenti, si mise a salire le scale con attenzione, seguendo l'esempio dei suoi compagni. GIORNO 2, ORE 13:10. Salirono per diversi minuti, la torre era alta almeno cinquanta metri, un'altezza non indifferente: quando arrivarono in cima, il gruppo entrò in una stanza quadrata: il suo interno era spoglio: vi era solo sporcizia e detriti, oltre che alcuni dispositivi prebellici che apparivano ormai inservibili da quanto erano ammalorati.
  8. Daphne seguì gli altri due, con grande prudenza. Lasciò a Popovič l'onore, o l'onere, di chiudere la fila.
  9. Glauce: 18/18 salute, 18/18 stamina, 0/100 follia Artyom: 18/18 salute, 15/15 stamina, 0/100 follia Artyom, prendendo un respiro, sfoderò il falcione e fu il primo a salire. Con una mano teneva l0arma, con l'altra si aiutava a mantenere l'equilibrio. Nel procedere tenne le ginocchia piegate, in modo da riuscire ad assorbire meglio eventuali fluttuazioni del suo movimento o della scala ed essere pronto a reagire qualora una volta sopra avesse incontrato qualcosa. Prima di appoggiare completamente il suo peso su ogni scalino, di volta in volta ne saggiò la solidità, in modo da poter evitare gli scalini più ammalorati e indicarli ai compagni. Glauce seguì l'emissario in seconda fila, imitando la sua postura e le ginocchia tese. Ammirò il coraggio dell'uomo: era evidente che i monaci che avevano reso la sua fede così fervente gli avevano insegnato anche molto altro.
  10. L'emissario, scuotendo la scala, ebbe l'impressione fosse ancora ben salda nonostante la ruggine e lo stato di abbandono e degrado della struttura.
  11. Artyom volle provare a scuotere le scale, per vedere se fossero salde sui cardini, e cercò di capire con un rapido sguardo se gli scalini fossero in buono stato e potessero reggere il peso di quattro persone che salissero insieme in fila indiana. [Artyom non effettua una prova specifica]
  12. Glauce, accogliendo il suggerimento della taumaturga di evitare gli scontri il più possibile, suggerì di salire tutti sulla torre e di tralasciare, per il momento, il setaccio dei dintorni.
  13. GIORNO 2, ORE 13:05. Glauce, nonostante avesse osservato i dintorni della torre molto velocemente, ebbe l'impressione di svolgere un buon lavoro: non trovò tracce che potessero indicare che nella struttura si annidasse una qualche creatura. Viceversa, trovò un cancello con dietro alcuni barili di ferro: forse vi si poteva reperire qualcosa di utile provando a setacciarli. (Glauce supera la prova e ottiene +1 exp.; l'alienista trova anche un luogo idoneo al setaccio.)
  14. Glauce: 18/18 salute, 18/18 stamina, 0/100 follia Artyom: 18/18 salute, 15/15 stamina, 0/100 follia Artyom Artyom fu d'accordo con Daphne sulla necessità di evitare i combattimenti. Anche Glauce annuì, ma non disse nulla. Glauce Intanto che i compagni si scambiavano di protezioni, Glauce diede una rapida occhiata ai dintorni della torre, cercando tracce di vita di qualche creatura che avesse potuto rendere la torre il suo rifugio. Ascoltò con attenzione i suoni che provenivano dall'alto e, aggirando la torre, cercò tracce di escrementi, come saggiamente suggerito da Daphne. [Glauce esegue una prova di percezione con dado, impiegando 5 minuti, con risultato 22]
  15. Daphne annuì con molta esitazione. "In questo caso, d'accordo... ma sarebbe meglio evitare del tutto i combattimenti". Accettò lo scambio e lo effettuò.
  16. Glauce "Nemmeno io sono particolarmente forte, ma trainando il carretto rimarrò indietro. Popovic ha un'arma più interessante, ma non sembra avere abbastanza forza per poterla mettere a frutto completamente, e anch'io credo che per me sia un po' pesante. Sei davvero sicura di non volere un'armatura più coriacea, Daphne? Il mio falcetto non sembra molto migliore del tuo pugnale."
  17. Daphne arrossì. "Ti ringrazio, Artyom, ma non ho che un misero pugnale e non brillo per forza fisica. Non sono adatta alla prima linea. Sarebbe più indicato se la tua armatura andasse alla persona, tra noi, con l'arma da mischia più efficace". Poi aggiunse: "Appena fatto questo cambio di armatura, vorrei fare un giro intorno alla base della torre, in cerca di orme o escrementi che possano dare indizi su eventuali abitanti, prima di salire"
  18. Artyom "Daphne, facciamo cambio di armatura", propose Artyom alla taumaturga. "Io posso combattere dalla seconda linea con il mio falcione, ma tu non mi sembra abbia un'arma dalla portata altrettanto lunga".
  19. Camminando sulla strada, le creature intraviste da Popovič sembrarono rimanere rintanate nella boscaglia: il vecchio tirò un sospiro di sollievo. Non avevano la garanzia che le bestie che si annidavano nella selva sarebbero rimasti nel loro "territorio" per tutta la traversata. Arrivati ai piedi della torre di osservazione, il gruppo si trovò dinnanzi una struttura spettrale: era una alta torre fatta da sbarre di ferro, per lo più cava con un'unica scala a chiocciola che portava in cima, dove vi era una piccola struttura simile a un cubo di ferro e acciaio con alcune vetrate e dei balconcini. (La torre di osservazione come vi si presenta davanti)
  20. Glauce: 18/18 salute, 18/18 stamina, 0/100 follia Artyom: 18/18 salute, 15/15 stamina, 0/100 follia Artyom e Glauce furono d'accordo con Daphne, e la seguirono verso la torre d'osservazione con Artyom in testa e Glauce in coda che trainava il carretto.
  21. Daphne, dopo aver parlato con Popovič e con gli altri, si dichiarò a favore di proseguire mantenendosi sulla strada, nella speranza che le strane creature preferissero restare nella boscaglia. Era una situazione inquietante, ma d'altra parte sapeva bene, quando si era imbarcata, che non sarebbe stata una vacanza.
  22. GIORNO 2, ORE 13:00. Il gruppo s'incamminò dunque verso la torre di osservazione. Decisero di camminare a un'andatura lenta, in modo da non consumare preziose energie. Ogni 250 metri circa, decisero di fermarsi e di dedicare circa 15 minuti all'osservazione dell'ambiente circostante, sfruttando la maggior portata visiva offerta dal binocolo di Popovič. Fu una scelta saggia: per i primi 750 m, infatti, il tecnomante non osservò nulla di significativo con il suo binocolo. Ma, negli ultimi 500 m, scorse qualcosa nel fitto della selva che circondava e avvolgeva la strada.
  23. (Nota del DM: contemplare una diversa risoluzione delle prove di osservazione mentre i PG percorrono distanze significative)
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