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firwood

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  1. Le ha, eccome se le ha. Parlo da un punto di vista prettamente economico, quindi senza entrare nel dettaglio dell'aspetto sociale della questione. Se voglio fare soldi, devo puntare alla massa, non alla minoranza. Se le modifiche introdotte accontentano 2 persone su 100 e ne irritano 50 su 100, il gioco non vale la candela. Dal covid in poi, questo fenomeno ha divorato miliardi di dollari, distrutto marchi osannati dal pubblico e disperso le comunità di appassionati, accendendo feroci dibattiti. Inoltre, in WoTC hanno deciso che D&D dev'essere il contenitore omnicomprensivo dei marchi posseduti per monetizzare di più, quindi ecco l'introduzione dei setting di Magic come ambientazioni ufficiali, cosa cui non frega nulla almeno all'80% degli utenti, "DLC" digitali di prodotti cartacei di qualità bassa (ad essere generosi), licenze ritirate e poi rimesse, poi modificate, modifiche al regolamento che nessuno ha chiesto con elementi cambiati di cui non si sentiva la necessità di modifiche... Cose queste ultime dettate dalla volontà di rendere il regolamento una specie di sistema "plug & play" per un utilizzo mediante piattaforme digitali (sto preparando un articolo dove illustro la trasformazione di D&D ed il passaggio dal ruolo centrale del giocatore rispetto al personaggio e di come quest'ultimo invece adesso sia il cuore del sistema, relegando il giocatore alla mera lettura della scheda per ogni singola situazione di gioco). Piattaforme digitali dove hanno investito 200 milioni di dollari, 5 anni di sviluppo per poi cestinare il tutto il giorno dopo la presentazione del VTT proprietario. Per cui, potevano SICURAMENTE fare le cose in modo diverso, a partire dall'assumere persone competenti nel ramo rpg (e non Crpg, giochi da tavolo, di carte o simili), manager competenti nel far cresce il core business di D&D senza snaturarlo, assumere designer che sappiano creare e sviluppare un gdr. Invece hanno perso/licenziato tutti i designer che hanno portato al successo della 5E (nota, a me non piace e non ci gioco, ma il successo planetario che ha avuto è sotto gli occhi di tutti), hanno licenziato i PR che avevano rimesso in rotta la barca dopo lo scandalo dell'ogl, hanno chiuso lo studio di sviluppo del vtt, hanno assunto dirigenti provenienti dal mondo dei videogiochi specializzati in monetizzazione con games as a service o microtransazioni. E vogliamo aggiungere il marchio dato in licenza per l'uso con slot machines, merchandising di dubbio gusto, e via dicendo. Funziona? A giudicare dai rendiconti finanziari pare di no. Senza il paracadute fornito da Baldur's Gate 3, la chiusura dell'esercizio per il marchio D&D si prospetta nella migliore delle ipotesi in lieve perdita. Ma quei geniacci dei dirigenti WoTC troveranno sicuramente il modo di far quadrare i conti, sputtanando ancor di più quello che è D&D: il gioco di ruolo da tavolo. Impegno???? Se fosse per loro avrebbero ritirato tutte le licenze e avrebbero fatto pagare royalties faraoniche anche per prodotti pubblicati precedentemente al ritiro dell'OGL. Sono stati COSTRETTI a rivedere questa parte del loro fallimentare "piano strategico di crescita economica". La WoTC non ti regala nulla, e non c'è niente per cui ringraziare questo gruppo di avidi signori (avrei voluto dire bastardi ma sarebbe suonato troppo cattivo 😁)
  2. Assolutamente vero. La 3.0 ha rigenerato un mercato asfittico ed ha visto la pubblicazione di un numero mostruoso di supplementi ufficiali, oltre alla marea di uscite non ufficiali grazie all'OGL. Aggiungerei un pensiero all'argomento: in passato non c'era internet, per cui un manuale "nuovo" che correggesse gli errori e integrasse le novità non ci stava male, anche a pochi anni dalla pubblicazione originale. Oggi la fruizione di un prodotto è immediata, e le novità possono essere reperite con un semplice click e integrate al volo nel manuale semplicemente stampandosi quello che interessa. Come ho detto nell'altro post, la premessa è che nessuno è obbligato a rincorrere il mercato e comprare la novità. Detto ciò, la WoTC è in costante declino dal punto di vista della qualità dei contenuti proposti, mentre è diventata iperaggressiva nel cercare di monetizzare con scelte commerciali e strategie più che discutibili.
  3. Premessa n°1 : per poter comprendere quanto segue è necessario porsi nelle condizioni dell'epoca in cui uscì il prodotto e relativa diffusione del gioco, non con la visione attuale e la diffusione che ha avuto l'hobby in questi 50 anni. Premessa n° 2: il bello del gioco di ruolo è che NESSUNO ti obbliga a rincorrere le edizioni, ma puoi tranquillamente continuare a giocare con quello che hai se sei soddisfatto del risultato. Questo esempio è completamente sbagliato. AD&D 1 edizione era una massa caotica di informazioni scritte in modo incomprensibile, senza nessuna coerenza interna e se dovevi cercare qualcosa nei manuali, facevi prima a fare il cammino di Compostela. AD&D 2E è stata una riorganizzazione completa dei contenuti (non priva comunque di difetti), un raggruppamento tematico coerente e soprattutto un testo comprensibile da chiunque, oltre ad introdurre/modificare/eliminare alcuni classi e sezione di regole (THAC0 e iniziativa giusto per citare le prime due che mi vengono in mente). La prima edizione, che comunque apprezzo a livello di intenti, è una specie di "codice per iniziati" che molto spesso, o meglio quasi sempre, necessita di spiegazioni. Erano dei manuali pensati esclusivamente per chi già conosceva il gioco, altrimenti, da solo, non avresti mai saputo come usare il materiale. L'unico aspetto positivo di quell'edizione erano le tabelle presenti sul manuale del DM. Il resto è tranquillamente cestinabile perché di difficilissima comprensione e utilità durante le sessione. Con buona pace di chi esalta Gygax e il suo modo di presentare le informazioni. Discorso invece corretto riguardo la revisione di AD&D 2E (la versione con le copertine nere), che non aggiunge assolutamente nulla, non cambia l'organizzazione interna ma si limita a correggere errori, refusi e cambiamenti grafici (questi ultimi in peggio secondo me). La versione italiana è invece più apprezzabile in quanto corregge i moltissimi (purtroppo) errori presenti nella versione pubblicata dalla RIPA, rendendola meno "inutile" rispetto alla controparte anglofona. Sul resto concordo, ad eccezione di Pathfinder, che diede uno scossone al mercato, sviluppando D&D 3.x e fornendo un'alternativa alla 4E che scontentò quasi tutta la base giocante dell'epoca.
  4. Grazie mille a nome di tutti! Benvenuto.
  5. Pensavo costasse molto di più, invece la spesa è decisamente abbordabile. E la ragazza della copisteria è stata carinissima: mandato il file per fare un preventivo, il mattino dopo me l'aveva già stampato, tagliato e preparato per il ritiro.
  6. Non scherziamo!!! Lavoro professionale 😁: file stampato in A0 su carta normale. La versione in italiano me la farò stampare in A0 su carta glossy ad alto spessore. Per la cronaca, questa stampa è costata 15 euro. Per questo mi farò stampare su A0 anche la mappa dei FR (AD&D 2e) e quella di Mystara (in inglese ovviamente) e su carta glossy
  7. Buon pomeriggio a tutti. La traduzione procede, anche se a velocità ridotta. Purtroppo, essendoci moltissimi nomi geografici, devo continuamente cercare sulla mappa originale, poi su quella in italiano tradotta dalla 25edition, poi cercare se esiste un significato preciso per il nome, quindi andare nel glossario, cercare il termine originale e infine apporre il nome tradotto. Poi, per tenere aggiornato il tutto, inserisco il nuovo nome nella Darlene Map in italiano (e questa quando sarà finita sarà un mio orgoglio personale). Insomma, un lavoro molto interessante ma lungo. E sta venendo bene (almeno secondo me). Qui sotto la stampa in A0 della Darlene map originale per cercare i termini originali.
  8. No no, non a livello grafico, ma di contenuti. Si devono rispettare le linee guida ANCHE sui contenuti, quindi non avrà liberta totale.
  9. Scusa Grimorio, ma la libertà creativa è limitata dalle licenze imposte dalla DM guild, ossia: "Seguire le linee guida: rispettare rigorosamente le regole relative a contenuti, formattazione, loghi e grafica (ad esempio, utilizzare contenuti WotC specifici, includere loghi, non inserire temi espliciti). Utilizzare contenuti appropriati: utilizzare materiale WotC/DMsGuild concesso in licenza (come Forgotten Realms) e rispettare i marchi registrati; non copiare il lavoro di altri creatori. Rispettare gli standard di stampa (se applicabile): per la stampa su richiesta, rispettare il numero minimo di pagine (ad esempio, 18 pagine per la copertina morbida) e ottenere l'approvazione del layout da un designer. Fornire il testo legale: includere il testo legale richiesto e i loghi di Wizards of the Coast." Questo non vale in caso di licenza privata tra autore e WoTC (e non so se questo sia il caso, perché dal sito citato da Greenwood non si capisce). )Quindi, in ogni caso, si devono "rispettare rigorosamente" le linee guida di mamma WoTC, e questo non è per nulla rassicurante vista la pochezza degli ultimi prodotti. Non ci sono solo i limiti che hai citato, ma anche precisi paletti "creativi" cui gli autori devono attenersi sul contenuto per rispettare la visione della WoTC.
  10. Vero, ma non dice nemmeno il contrario. In ogni caso, le pubblicazioni DEVONO soggiacere alle licenze che la WoTC concede. Se si tratterà di volumi esclusivamente fisici (cosa che dubito) o che si tratti di prodotti digitali, devi comunque rispettare i dettami dei detentori dei diritti d'autore. E trattandosi di manuali per ambientazione ufficiale, con nomi ufficiali, dubito che gli autori avranno totale libertà creativa. Staremo a vedere. In questo progetto ci sono sia aspetti positivi (Greenwood) che negativi (WoTC).
  11. Dato che se ne occupa Greenwood, il primo manuale lo acquisterò. Tuttavia se il buon Ed deve attenersi alle linee guida imposte dalla WoTC, ho paura che sia un'altra serie di pubblicazioni mediocri. Spero di sbagliarmi.
  12. Ottima scelta degli articoli da tradurre. Danno la conoscenza delle nozioni che hanno fatto nascere e crescere D&D. COmplimenti.
  13. Lo so. Ma in Hasbro, D&D Beyond è classificato come VTT. Anche questo la dice lunga sulla "visione" all'interno della società. Probabilmente, e questo è un mio pensiero, nella loro testa Beyond doveva essere integrato con Sigil (o viceversa). Il fatto che puoi creare la scheda del personaggio, nella testa dei dirigenti, lo ha automaticamente promosso a VTT. Non c'è molta chiarezza all'interno della WoTC, né a livello dirigenziale e tanto meno a livello creativo. L'unico argomento sicuro e granitico è la volontà di spillare soldi ai clienti. Il livello qualitativo bassissimo delle ultime uscite, sia fisiche che digitali, dimostra solo la volontà di monetizzare. Mi piacerebbe sapere quanti hanno acquistato i "dlc" dei Forgotten Realms, che fanno davvero pena.
  14. Nessuna delle due. E' questa l'assurdità della dichiarazione. Beyond esiste dal 2017, le regole di D&D 2024 dal settembre 2024. Qui parla del q3 2025. Il grafico mostra il numero medio di utenti registrati online in un dato intervallo di 15 minuti ogni settimana (non il numero totale di utenti per settimana) su un totale di 20.604.564 utenti registrati (e già questo indice è significativo dei numeri effettivi). Dopo un picco in prossimità dell'uscita dei nuovi manuali, c'è stato un rapidissimo declino. Inoltre, attualmente la maggior parte degli utenti di Beyond utilizza la versione 2014 (65,5%) rispetto alla versione 2024. In attesa del rendiconto finanziario di fine anno, i numeri relativi a D&D, inteso come gioco di ruolo da tavolo, non sono affatto entusiasmanti. Va leggermente meglio con il digitale, ma sono numeri che garantiscono la sopravvivenza e poco più. Inesistenti i profitti derivanti da videogames (non ne sono stati lanciati, quindi è normale), e più che sufficienti gli introiti derivanti dal merchandising. Non si sa nulla su budget allocati per le varie divisioni, mentre i 208 milioni di dollari spesi per lo sviluppo e il lancio di Sigil sono stati girati sotto una generica voce perdite di esercizio della divisione digitale (in modo da far assorbire le perdite a tutto il comparto videoludico che comprende Magic, Monopoly go, Baldur's Gate 3, ecc. E' stato chiuso Sigil. Beyond è attivo e costantemente aggiornato con nuovi contenuti (a pagamento ovviamente).
  15. Ne approfitto anche per riportare due notiziole estrapolate dalla trascrizione del report finanziario HASBRO realativo al Q3 2025: "The refreshed 2024 editions of Dungeons & Dragons’ Monster Manual, Player’s Handbook, and Dungeon Master’s Guide are off to the strongest ever start for Dungeons & Dragons books. D&D Beyond’s new accessible virtual tabletop has driven weekly traffic up nearly 50% since the September launch." Notare che si dice che la crescita è stata del 50% sul lancio di settembre (e non si capisce a cosa si rierisce, dato che Beyond è online da ben prima e che i manuali 2024 sono disponibili da tempo), senza citare l'enorme flessione che D&D Beyond ha avuto nel 2024 e quindi non si sa assolutamente nulla. "Dungeons & Dragons has not really been discussed, but there is obviously a little bit more emphasis on the brand as you guys expand into more space. Can you just maybe help us think about what the long-term growth prognosis is for Dungeons & Dragons relative to Magic: The Gathering or maybe what incrementally it might add to Wizards of the Coast over time? Fred Wightman, Vice President, Investor Relations, Hasbro: Yeah, I think the big thing for Dungeons & Dragons is going to be digital games. We have several games in development. We’re working with some fantastic creators in that space. Like I said, for entertainment, we tend to be a little gun shy talking about projects too early. Very likely over the next, call it, couple quarters, you’re going to start to see more of our digital ambitions come to life with Dungeons & Dragons and understand some of the things we have in development. I think they’re going to be pretty exciting. Baldur’s Gate 3 was a seminal project. I think it really showed that if we build something that’s great, consumers will come. There’s probably five projects in development for Dungeons & Dragons across our portfolio, ranging from more casual and kid oriented to very high end action adventure and role playing games. That’s in addition to a continued focus on building out the core business, the core TRPG, with a special emphasis on D&D Beyond as the best place to play a TRPG." Anche da queste dichiarazioni si evince la nebulosità che circonda quello che definiscono "core business", ma si parla quasi esclusivamente di digitale e videogame, anche qui senza numeri, senza cifre, solo proclami. Una tipica discussione tra pescatori davanti ad una birra dove quello che ha pescato il pesce più piccolo ha preso Moby Dick, e l'altro invece è sicuro di prendere il megalodon alla prossima battuta. Per chi volesse leggere per intero la trascrizione, questo è il link (il resto riguarda HASBRO e non si cita D&D): https://www.investing.com/news/transcripts/earnings-call-transcript-hasbro-beats-q3-2025-expectations-amid-stock-dip-93CH-4305236
  16. Collider ha anche chiesto se la serie Forgotten Realms andrà avanti; Levy ha risposto: "Lo spero davvero. Lo spero davvero davvero." Se si leggono gli ultimi due pensieri non sembra esserne troppo sicuro nemmeno lo scenggiatore!
  17. 239 parole per non dire assolutamente nulla... complimentoni. Sarà che sono vecchio stile, ma se si deve aprire la bocca lo si fa per comunicare qualcosa, altrimenti meglio stare zitti. Hoffer non si smentisce come "marchettaro DOC della WoTC.
  18. Trovarlo integro e completo di ogni sua parte oggigiorno è quasi impossibile. Come manuale è ottimo per ambientare le avventure in aree urbane, utilissimi i suggerimenti che fornisce. Un manuale atipico ma dal grande valore pratico.
  19. Nella 5e non c'è questa regola? In AD&D è presente, nella 3.x non ricordo.
  20. No, sempre tramite browser, ma non era organizzato in un vero e proprio "store". Così com'è adesso esiste dal 2020. In app non si è mai potuto comprare nulla.
  21. Tale libreria di prodotti ufficiali esiste almeno dal 2017. C'era anche prima anche se non impostata nel modo attuale. Da che ricordo, FG ha sempre avuto i moduli ufficiali sia di D&D, qualsiasi edizione, Pathfinder, Call of Chtuhlu, Savage World. Nel tempo se non sono aggiunti una miriade.
  22. Lo uso da svariati anni con ottimi risultati. Il sistema per AD&D è forse il migliore in assoluto come automatismi. Anche Pathfinder 1 e D&D 3.x sono fatti molto bene. Mai usato D&D 5 quindi non so come sia. Ha una curva di apprendimento un po' ripida, ma quando ci prendi la mano è davvero validissimo. Da una parte sono contento che si gratuito, dall'altra mi gira il culo, e non poco, aver speso all'epoca 145 eurini per la licenza ultimate. Mi domando da dove arrivano i soldi che prima erano garantiti dalla licenza. O hanno dei grandissimi numeri nel loro market di prodotti ufficiali, o davvero non capisco questa mossa.

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