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firwood

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  1. Dipende. Già all'epoca prendevo tutto quello che potevo permettermi (cosa che mi ha permesso di avere una più che discreta collezione oggi) di AD&D e D&D (in italiano ho praticamente tutto quanto è stato pubblicato). Dapprima gli acquisti erano davvero pochi causa mancanza di fondi. Poi con il lavoro ho cominciato a recuperare il tempo perduto :-D Di D&D 3.x ho i manuali base, i bestiari, qualche avventura (Ritorno al tempio del male elementale, la forgia della furia e un altro paio), tutto il materiale pubblicato per i FR e Dragonlance. Altro setting completo è Midnight (sempre era 3.x), che reputo semplicemente stupendo, così come Fading Suns, altra ambientazione bellissima. Passando a Pathfinder ho preso, oltre al manuale base, tutte le "guide", i bestiari e gli adventure path. Di Girsa ho tutto il materiale pubblicato in italiano (sempre per amore del setting) e diverso materiale in inglese, quasi tutto. Uno sguardo nel buio idem, tutto il materiale in italiano della quinta edizione (che nulla ha a che fare con la 5e di D&D!) e le vecchissime scatole della EL. Di altri sistemi che mi intrigano di solito prendo il manuale base e pochissimo altro (GURPS, Rolemaster, RIFTS, Palladium fantasy, Cyberpunk, Coriolis, ecc.). Eccezione Warhammer fantasy RPG con diverse avventure, tra cui la storica The enemy within. L'ultima "ondata" di acquisti la feci per Pathfinder, dopo di che il mio interesse verso altri sistemi è calata drasticamente, e di conseguenza anche gli acquisti. Preferisco sempre avere i manuali cartacei, mi danno una grande soddisfazione nella consultazione e nella ricerca, ma uso altrettanto i pdf. Ho giocato con tutti i sistemi che ho comprato. Alcuni li ho usati solo pochissime volte, altri molto spesso. Gli unici manuali presi solo per collezionismo sono quelli di base di D&D 4E, FR 4E, base di D&D 5E. Solo sfogliati e mai usati (ho partecipato come giocatore ad alcune deludentissime partite e sono li solo a prendere polvere).
  2. Aggiunto il compendio dei mostri alla cartella (link al primo post). Ditemi che ne pensate.
  3. Non so se sono le stesse fatte diversi anni fa. Sono carine comunque.
  4. Concordo. Ma vista la produzione precedente, nutro fortissimi dubbi. Le due trilogie principali sono avvincenti e si lasciano leggere con piacere. Le altre saghe degli stessi autori... diciamo che è un continuo ripetersi degli stessi eventi con nipoti, nonni, zii, suoceri, cugini e chi più ne ha più ne metta. Poche idee, poco brillanti e una scrittura che in più passaggi sembra "pigra" e forzata. Hanno scritto dei romanzi perché per contratto dovevano farlo. Esattamente come Salvatore con Drizz't: belle le prime due trilogie, poi tutta una serie personaggi che muoiono, poi tornano, poi rimuoiono e via così. Una lettura mooooolto noiosa. Il paragone con i FR è, a mio avviso, improprio. I Reami non hanno una saga letteraria così marcatamente significativa. E' "solo" un'ambientazione per un gioco di ruolo. La grossa differenza tra DL e FR è che la prima è nata ed ha avuto fortuna grazie alla pubblicazione dei libri, la seconda è la base su cui si sono sviluppati i romanzi. L'unica pubblicazione di Dragonlance che avrebbe senso, dal punto di vista commerciale e dei clienti, sarebbe proprio un manuale di tipo enciclopedico (vedi il fantastico FRCS della 3E), che è invece qualcosa che esplicitamente vogliono evitare. L'impressione derivata dallo storyboard mi ricorda molto la terrificante operazione fatta con i Reami dalla 4E: un maldestro (a dir poco) tentativo di fare un resettone per rendere inutilizzabile il vecchio materiale e spingere i giocatori all'acquisto del nuovo. Un manuale di ambientazione scarno, vago e lacunoso che non ha accontentato nessuno. Si sa com'è andata. Poi, ripeto, probabilmente mi sbaglio alla grandissima.
  5. Ci si dimentica sempre di un aspetto fondamentale: chi compra Dragonlance (come ambientazione) è perché ha letto i romanzi. E VUOLE ritrovare nell'ambientazione tutte le cose presenti nei romanzi, con ancora più dettaglio. E' per questo che si ripropone sempre lo stesso periodo: è ciò che i clienti vogliono. Era dei mortali? Bella, ma "vuoi mettere Tas e Tanis? Ma ti ricordi quando Raistlin... Dai, si, ma Laurana..." Questo è solo un banale esempio di un dialogo tipico tra amanti di Dragonlance. Gli appassionati vogliono quello, o maggiori dettagli su quello, o la marca della carta igienica usata da Ariakas, il prosciutto più venduto nella Locanda dell'Ultima Casa, ecc.
  6. Questa serie di articoli è molto interessante. Grazie per la traduzione.
  7. Ovviamente ho omesso un "non" prima di "fare metagaming" nel mio post precedente. Chiedo venia.
  8. Aggiornato il file dell'ambientazione di Greyhawk (link per il download nel primo post). Entro domenica sarà caricato nella stessa cartella anche il Monstrous Compendium 5, Greyhawk.
  9. Dragonlance è come la Terra di Mezzo: tutto quello che c'era da dire è stato scritto nei romanzi (nelle prime due trilogie, perché gran parte del resto della produzione di Dragonlance non è che sia sto granché). O, viceversa, i libri hanno segnato talmente tanto l'immaginario che è praticamente impossibile discostarsi da esso. Risultato? In entrambi i casi è invitabile tornare sempre e comunque a quel periodo, a quei personaggi, a quei nemici, a quei luoghi. Bello da leggere, bellissimo da giocare se i giocatori non hanno mai letto i libri (tutta la serie DL giocata con "ignoranti" di Dragonlance è un'esperienza molto soddisfacente!), ma è impossibile fare metagaming. I manuali della 3E, che ho e mi sono piaciuti moltissimo, non hanno tuttavia avuto una gran fortuna a livello commerciale, tanto che la campagna prevista su 3 avventure non è mai stata completata in italiano (purtroppo).
  10. Vero. Però dallo "storyboard" emerge una necessità: semplificare. Roba veloce, roba semplice, roba da usa e getta. Riproporre una vecchia ambientazione va benissimo, ma che almeno sia a livello della vecchia. Un po' la differenza tra la visione di un film compiuto e lo scrolling compulsivo da tik tok o youtube. Non lo so... si tratta di sensazioni e nulla più. Mi lascia perplesso, oltre allo storyboard, anche la data di uscita: 2029. E' veramente tantissimo tempo, tanto da poter mettere l'uscita in stand-by a tempo indeterminato. Visto l'andazzo, credo che anche questa sia un'opzione. Hanno gettato l'amo, vedono nel frattempo come va Ravenloft e Dark Sun (e non ci stavano lavorando da 2 e passa anni; questi due setting li hanno tirati in piedi in fretta e furia nell'arco di 6 mesi dall'ideazione alla pubblicazione), stuzzicano i vecchi giocatori con il ritorno di un'ambientazione classica e poi decideranno se affondare il colpo o meno. Mio parere personale? Usciranno nuovi libri di Dragonlance di sicuro, ma sul supplemento per il gdr ho tanti ma tanti dubbi. Aspetto di vedere la fantomatica linea Black Label. Quella sarà la cartina di tornasole di questa nuova linea editoriale. Ravenloft è un prodotto un po' "meh...". Darksun, ancor prima di uscire, ha già destato più di una perplessità. Vedremo. A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina, e la colpa di tutto ciò è dovuta ad anni di scelte a dir poco infelici da parte dei capoccia Hasbro/WoTC.
  11. Ma non è più Ravenloft. Molto meglio creare una nuova ambientazione steampunk a questo punto. Invece si usa il richiamo del nome di Ravenloft, lo si shakera perbene, ci si ficca dentro qualcosa di nuovo (e che c'entra poco con l'horror gotico che fa da motore al setting) e si spera che vada bene. Vedo solo il reiterarsi di un modo di fare che se ne fotte allegramente del cliente per perseguire questa... novità. Tra l'altro, questo teaser è davvero fatto male, ma male. Dato che Cox è un fautore dell'IA, possibile che sono riusciti a tirar fuori solo questa schifezza insipida?
  12. Quando ho visto questa specie di storyboard, tutto l'entusiasmo è calato di botto. Da quanto si legge, sembra trattarsi di un reboot del vecchio boxed set, con più o meno gli stessi elementi. Più volte ci sono note dove si dice che le voci devono essere sintetiche, "facili". Con due anni di tempo a disposizione, spero che venga fuori qualcosa di buono, ma questa fotografia suscita più di qualche perplessità sul risultato finale. Spero vivamente di sbagliarmi.
  13. Gran bel lavoro. Sottoscritto il kickstarter al giorno uno.
  14. Figurati! Sto finendo la revisione del Monstrous Compendium di Greyhawk e in parallelo sto revisionando il tuo lavoro. In un paio di settimane ti manderò il file con le mie annotazioni che, ovviamente, sceglierai se tenere o scartare.
  15. Non ho più seguito le sbrodolate su Vecna post 3.5. Ho avuto l'impressione che avessero usato questo avversario come il prezzemolo, buono in ogni occasione come innesco per gli eventi, ma mai veramente centrale nella narrazione. Interessanti i modi per distruggere le reliquie presentato nella 5E, che non conoscevo. Per il resto, l'abuso di "pezzi" sparsi ovunque mi sembra simile al proliferare di reliquie sacre della religione cristiana, che se metti insieme i pezzi della "vera croce", questa risulterebbe altra oltre 20 metri, il sangue che si liquefa e altre amenità folkloristiche (per chi ha visto quel capolavoro comico di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno, la "penna dell'Arcagnolo Gabriello). Per il mio gusto personale se n'è fatto un uso eccessivo, specie dopo che Vecna è stato nominato in Stranger Things. Probabilmente è colpa del mio retaggio e della mia età, ma non trovo quasi nulla del materiale pubblicato negli ultimi 10/15 anni riguardo a Vecna di davvero interessante o utile in qualche campagna. Detto ciò, un gran bell'articolo che illumina uno degli avversari iconici di D&D. Complimenti davvero!
  16. SACRILEGIOOOOOOOO!!!! Mischiare i due Vance è improponibile! Chiedi scusa o sarai crocifisso in sala mensa, poi messo in ginocchio sui ceci.
  17. La storia di Vecna è a dir poco caotica. Tuttavia in questo caos c'è spazio per tutti i gusti e ognuno può prendere ciò che preferisce. Personalmente ho sempre usato le scelte più "trucide", dal rogo della madre alle scelte più macabre per definire questo personaggio. Il fortissimo alone di mistero che lo circonda permette ai DM di costruire delle ottime trame.
  18. Lo stile di presentazione di Faiths & Avatars è strepitoso (uno dei manuali più belli mai pubblicati). Ho seguito con interesse la pubblicazione di tutto questo ciclo di divinità su EnWorld. Col passare del tempo le divinità presentate sono diventate via via più bizzarre per cui è da un po' che non leggo gli ultimi aggiornamenti. Per il traduttore c'è un bel po' di roba da fare! P.S._ riguardo alle traduzioni con l'intelligenza artificiale: non diventiamo troppo pigri. Adesso si lascia fare tutto all'IA, e si perdono competenze, creatività e capacità di usare il cervello in autonomia senza aiuti "esterni". Per quanto mi riguarda, meno la uso, meglio è. Inoltre, dato che qui siamo tutti appassionati, il lavoro svolto è "aggratis". Se lo si fa da sé, almeno si gratifica l'ego e ci si può vantare di aver fatto davvero il lavoro e prendersene il merito invece di far fare tutto ad un agente IA. Vanagloria si, ma meritata :-)
  19. Sono ammmmericani: il loro vocabolario è estremamente limitato, al pari della loro intelligenza.
  20. Idem. Seguo l'argomento per motivi di passione storica e curiosità circa questo mercato, ma interesse a giocare o provare la 5.5 non ne ho minimamente.
  21. Solo chiacchiere. Dovute dopo i casini combinati, ma alla fine sono solo chiacchiere. Tengono talmente tanto al loro pubblico, o meglio ai loro clienti, che nonostante le critiche feroci la procedura di outsourcing, utilizzo massiccio di AI generativa e monetizzazione feroce sono ancora più marcate di prima. La trasformazione finale di D&D (inteso come gioco d ruolo da tavolo) la vedremo nel 2028. Il 2027 sarà un anno di transizione. Alla luce anche del nuovo Dark Sun, in attesa di vedere il primo manuale Black Label, rimangono tantissimi dubbi e perplessità su come sarà il nuovo corso, se saranno davvero capaci di mettere da parte il falso perbenismo che ha caratterizzato l'orientamento di molte pubblicazioni e tornare davvero a dare ai clienti ciò che vogliono.
  22. Kuntz è stato molto pesante nei confronti dei "minorati mentali" (mental midgets) della WoTC. A ragione secondo me. Il tentativo di appropriazione culturale circa la nascita di un fenomeno di costume e cultura che non appartiene alla società di Magic the Gathering, subentrata solo in un secondo momento, è decisamente meschino. WoTC ha sicuramente contribuito alla diffusione di D&D, specialmente con la 5E, ma nello stesso tempo ha "diluito" l'esperienza di gioco con scelte pseudoideologiche e scelte commerciali discutibili, amplificate con il passaggio alla 5E. Sono pienamente d'accordo con il vecchio autore sulla stupidità del disclaimer posto sulle vecchie pubblicazioni. Stessa linea di pensiero su chi cerca, in modo subdolo e manipolatorio, di prendersi meriti sulla nascita di un intero mercato senza averne alcun diritto. L'altro aspetto da sottolineare di questa intervista riguarda la centralità di Arneson circa la nascita di D&D: Kuntz dice molto chiaramente che fu Blackmoor ad accendere il fuoco che sarebbe divampato poi in D&D. Cosa non da poco rispetto alla vulgata comune che vede Gygax come unico e principale artefice.
  23. Corretto il collegamento al template.
  24. Assolutamente nulla. Sono perfettamente identici. Non ho fatto in tempo a correggere il post sopra (scritto col maledetto telefonino) prima che tu leggessi. Da come avevo scritto sembrava un altro discorso. Chiedo scusa per l'incomprensione.

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