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Fandango16

Circolo degli Antichi
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  1. Potreste già entrare e fare un po di baccano così agevolate l'infiltrazione
  2. Allora visto che gib e caelum sono rimasti nellla boscaglia, potrebbero continuare furtivi e provare ad andare al secondo piano sfruttando io movimento ascensionale della ruota... una volta dentro, possiamo provare a prenderli nel mezzo, due da sopra e tre da sotto. C'è da sperare che non siano in netta superiorità numerica... altre idee?
  3. @Rafghost2 alcune domande: 1) Il mulino ha un secondo piano, ovvero ci sono finestre ad un livello superiore al piano terreno? 2) confermi che sul retro del mulino (la parete della ruota per intendersi) non ci sono finestre a nessun livello? Da quel lato ci siamo passati all'andata e comunque @Ard Patrinell dovrebbe saperlo. 3) @Ard Patrinell può confermare che non ci sono accessi dal tetto? Se alle domande 2 e 3 la risposta è "Si" ha poco senso (se non lo spettacolo) salire sulla ruota, se non quello di calarsi dentro le finestre da un altro lato.
  4. Si monta sul tetto passando dalla ruota??
  5. Gibumubig "Gib" - gnomo Maledizione, camomilla forte! Vedere il piano raffinato dissolversi nell'aria in un secondo mi fa salire un travaso di bile che quasi mi soffoca. Ma non c'è tempo per le imprecazioni, bisogna agire. Nel momento esatto in cui scatta il segnale d'emergenza, Betty è già allineata sulla spalla. Premo il grilletto d'impatto e il dardo parte con un ronzio metallico... soltanto per andarsi ad conficcare con un thump sordo e deprimente nel legno del telaio del mulino, due piedi sopra la testa del cultista. "Accidenti a te e a chi ti ha creato!" impreco a mezza voce, prendendomela con il bilanciamento del quadrello invece che con la mia fretta. Non resto un solo secondo nello stesso punto. Sfrutto la stazza ridotta e mi sposto di scatto verso sinistra, scivolando nell'ombra fino al tronco di un secondo albero. Mi appoggio alla corteccia, traggo un sospiro corto e regolare, incastro un nuovo dardo nella scanalatura e tiro la corda fino al clic di blocco. Mi sporgo appena dal tronco. Il cultista sta ancora imprecando contro Chand, barcollando per la ferita rimediata dal guerriero. È scoperto, sbilanciato, ridicolo. Niente di più semplice. Questa volta non tiro di fretta. Trattengo il fiato, punto alla base del collo dove l'armatura lascia scoperta la gola e premo la leva. Il dardo parte pulito, taglia il buio ed entra dritto nel bersaglio. Il cultista interrompe l'urlo a metà, sbarra gli occhi e crolla a terra come un sacco di grano vuoto, privo di vita prima ancora di toccare il suolo. La prossima vita cercati un hobby più salubre. Senza perdere un millesimo di secondo mi stacco dall'albero e mi muovo di gran carriera verso un'altra copertura più avanzata, infilandomi dietro un terzo tronco. L'inclinazione non è delle migliori e le radici scoperte non mi permettono di appiattirmi come vorrei, lasciando un pezzo di mantello leggermente esposto. Ma da dove si trovano i coboldi, impegnati a capire da dove arrivano i morti, la visuale è coperta. Per loro sono solo un'ombra fantasma che spara nel buio. Ricarico Betty nel silenzio della notte, gli occhi già fissi sui rettili rimasti.
  6. Tranquillo...in fondo dopo che Thurin è stato alleggerito delle sue cose, legato e bendato, portato davanti a un elfo supponente...ci sta che rimanga zitto e indispettito! Ora poi che gli ha chiesto di andare a recuperare un gioiellino rubato invece di occuparsi di cose ben più importanti...vediamo come reagisce!! 😜
  7. Fandango16 ha risposto a Edmund a un discussione Off Topic
    Non so ancora se questo rientrerà o meno nella categoria del titolo, ma è da mesi che mi dico di mettere su carta la scheda di un PG che ho su un APP e trovo sempre una scusa per non farlo: quando il modello della scheda non mi piace, quando non ho tempo, quando "quasi quasi mi faccio una scheda personalizzata", quando ne scarico un trilione di già fatte da altri utenti senza sceglierne una...
  8. Thiriel rimane immobile per diversi battiti di cuore, lasciando che le parole di Arthur sfumino nella cavità dell'albero. Il suo sguardo grigio e severo passa lentamente da Elyndra a Eryn, poi si posa su Arthur, per poi spostarsi — pesante e prolungato — sul nano Thurin, che rimane in silenzio. Un’ombra di freddo disappunto attraversa il volto scolpito del Sovrano. "Avete parlato con garbo, giovani stranieri" esordisce Thiriel, la voce come il fruscio profondo di foglie secche. "Elyndra sente la sofferenza della terra, Eryn offre la sua vita in giuramento, e Arthur pronuncia le formule del Seldarine nella nostra lingua. Parole nobili. Eppure..." Il Re compie un singolo passo in avanti, battendo leggermente il bastone di frassino sul pavimento di radici. Il suono risuona solenne nella sala. "...colui che porta il sangue della pietra sceglie il silenzio." Thiriel fissa Thurin con chirurgica attenzione. "Curioso. Parlate di un'alleanza spezzata, del tremore della terra e della piaga che ha colpito i nani, ma il vostro compagno non aggiunge una sola parola a supporto della vostra causa. Forse l'orgoglio del suo popolo gli impedisce di chiedere, o forse sa che la memoria della pietra è dura quanto la nostra." Tra le balconate di legno si alza un mormorio sommesso tra le guardie elfe. Voron incrocia le braccia con un ghigno sottile, mentre Calenhad mantiene il capo chino, visibilmente teso. Thiriel raddrizza la schiena, imponendo di nuovo il silenzio con la sola presenza. "I vostri intenti sembrano sinceri, ma le parole e i giuramenti non ripagano il sangue né ricostruiscono la fiducia infranta a Flamefault. Se davvero credete che le accuse del passato fossero ingiuste, e se davvero siete disposti a dimostrare che non vi è tradimento nei vostri cuori, non vi chiederò giuramenti su divinità che non conoscete." Il Sovrano sfiora con le dita la spilla di ferro grezzo che chiude il suo mantello — un pezzo di metallo anonimo e privo di stemmi che stona con la fattura regale del suo abito. "Pochi giorni fa, una banda di predoni goliath ha violato i nostri confini orientali. Durante lo scontro, il capo di quei barbari si è appropriato di un cimelio della mia casata: il sigillo d'argento del mio lignaggio, la sola cosa che mi legava a chi non c'è più. Recuperate quella spilla e riportatela qui." Il suo sguardo torna ad abbracciare l'intero gruppo. "Fatelo per dimostrare la vostra lealtà. Riportatemi ciò che è mio, e io vi ascolterò. Vi dirò ciò che la memoria della Selva conserva sui tremori della terra e valuterò se concedervi il nostro aiuto. Rifiutate, o tornate a mani vuote, e i miei guardiani vi riaccompagneranno oltre il confine. E quella sarà l'ultima volta che metterete piede nella nostra foresta." Non appena le ultime parole del Re sfumano nell'aria, un brusio immediato, sordo e carico di tensione si propaga in tutta la sala. Gli elfi della scorta si scambiano sguardi rigidi e sdegnati; la richiesta del Sovrano ha chiaramente urtato l'intero seguito. Tra la folla, una guardia si sporge leggermente in avanti, lasciandosi sfuggire una timida mezza protesta ad alta voce: "Sovrano... concedere la nostra fiducia a degli stranieri per una questione simile? Non possiamo accettare che—" Thiriel non alza la voce. Si limita a voltarsi lentamente, trafiggendo la guardia con un singolo sguard. Il gelo in quelle pupille è tale che le parole del guardiano gli muoiono in gola; l'elfo si raddrizza di scatto e china la testa, ricadendo nel silenzio. Nel giro di un secondo, l'intera sala torna muta come un sepolcro, lasciando agli stranieri la decisione circa una richiesta che sembra non piacere a nessuno dei presenti.
  9. @Monkey77 Visto che hai arco in mano potresti fare Round di sorpresa: - AZIONE: attacco con arco (e quasi quasi provare a uccidere il coboldo a iniziativa 20...così nessuno può impedirti di fare quello che vuoi fare al round regolare) - AZIONE GRATUITA DI INTERAZIONE CON OGGETTO: riporre l'arco - MOVIMENTO: 9 metri nella direzione che preferisci Round regolare: - MOVIMENTO: 9 metri nella direzione che preferisci (anche meno se serve a dividere gli attacchi*) - AZIONE GRATUITA DI INTERAZIONE CON OGGETTO: estrarre lancia - AZIONE: attacco con lancia - AZIONE BONUS: attacco con calcio della lancia *volendo se ti bastano meno metri (esempio 4,5 metri) per raggiugere il primo obbiettivo e lo secchi al primo colpo, puoi usare il movimento non utilizzato (nel nostro esempio gli altri 4,5 metri) per raggiungere il secondo target e fare il secondo attacco.
  10. trovi qualcosa a pagina 128 della DMG. Un avamposto commerciale o la sede di una gilda ha costi di costruzione per 5.000 GP. Una tenuta nobiliare con villa la danno per 25.000 GP.
  11. Il piano è fallito, si fanno un paio di colpi dalla distanza?
  12. @Landar Thurin dirà qualcosa? Stavo aspettando a rispindere perché pensavo che avesse qualcosa da dire...o per lo meno da ridire sull'accoglienza! 😜
  13. Grazie, non sono così ferrato come te e apprezzo sinceramente questo commento. Mi piaceva che il tuo precettore Silyndor, fosse un nome noto al guardiano del passaggio...in fondo hanno talmente tanti anni sulle spalle, che potevano benissimo essersi incontrati in altri tempi! Piano piano scoprirete quello che ha spinto gli elfi ad isolarsi e quello che hanno in mente di fare...starà a voi decidere poi cosa fare e quale strada seguire.
  14. Il mondo visivo scompare sotto le bende di lino grezzo, sostituito da una sinfonia di suoni ed odori: il profumo penetrante di muschio bagnato, lo scricchiolio di rami calpestati, il ritmo cadenzato dei vostri passi e, sopra ogni cosa, il sussurro leggero e quasi impercettibile degli elfi intorno a voi. Non siete soli con Calenhad. Sentite i passi della scorta che vi circonda e, presto, anche le loro voci. Parlano in un elfico stretto, rapido, che non cura minimamente di nascondere il sarcasmo. Sentite una voce femminile provenire da sopra le vostre teste e una voce maschile che risponde da terra, vicino a Thurin: In elfico Calenhad non risponde subito, ma sentite una pausa nel suo passo. Quando parla, la sua voce è ferma, anche se incrinata da una stanchezza antica: In elfico La camminata dura quasi due ore. Il terreno cambia: dal fango cedevole passate a radici intrecciate come gradini naturali, poi a una pietra levigata e antica. L'aria si fa più calda, impregnata di resine e incenso selvatico. Poi, improvvisamente, il cammino si ferma. Le bende vengono rimosse all'improvviso, accecandovi per qualche istante. Siete all'interno di un immenso spazio circolare racchiuso nel tronco cavo di un albero secolare. In alto, la chioma lascia filtrare lame di luce dorata. Attorno a voi, decine di elfi vi fissano in un silenzio di pietra. Al centro, su un seggio che sembra essere cresciuto direttamente dalle radici dell'albero, siede quello che desumete essere il Sovrano degli elfi. Ha un volto antico come la corteccia, segnato da un dolore profondo. Il suo mantello è chiuso da una semplice spilla di ferro grezzo, priva di stemmi — un dettaglio anonimo che stona palesemente con la fattura regale dei suoi abiti. Calenhad si inginocchia: In elfico Il Sovrano non guarda Calenhad. I suoi occhi grigi, freddi e distaccati, si posano direttamente su di voi. Si alza lentamente dal seggio di radici, appoggiandosi a un bastone di intarsio antico. "Io sono Thiriel, Custode di questo bosco e Sovrano degli elfi di Tuern." La sua voce rimbomba solenne nella cavità dell'albero, sottile e fredda come il vento d'inverno. "Siete giunti nella mia dimora in tempi oscuri. Tempi scritti col sangue. Mentre la terra sotto le nostre radici trema per forze inquietanti e i nostri confini vengono profanati dal tradimento, voi vi presentate alla mia porta invocando antiche usanze." Thiriel compie un singolo passo in avanti, la mano serrata sul bastone, e vi osserva uno a uno, indugiando per un istante sulle vostre mani nude e privi di armi. "I miei guardiani vi hanno concesso il passaggio perché avete rispettato le nostre leggi di confine, ed è solo per questo che vi è concessa la parola. Ma la mia pazienza è sottile e la fiducia è un lusso che questo luogo non può più permettersi." Abbassa leggermente il capo, fissandovi con severa fermezza. "Parlate, dunque. Ditemi cosa spinge degli stranieri a cercare udienza davanti al mio trono?"
  15. L'elfo ascolta la lamentela del nano con solenne pazienza. Per un istante la sua espressione si addolcisce impercettibilmente, riconoscendo la fondatezza dell'osservazione. Compie una lieve inclinazione del capo in segno di rispetto verso Thurin. "Hai ragione, nano. Nella fretta di garantire la sicurezza di questo confine, ho trascurato le buone maniere. Me ne scuso. Il mio nome è Calenhad." Fa un breve passo avanti, mantenendo un contegno calmo e misurato mentre mostra le bende e le sagole di canapa, senza alcun gesto d'ostilità. "Quanto alle tue perplessità sulle corde e sulle bende... vi assicuro che la loro funzione è squisitamente pratica. Le leggi del nostro confine sono severe, dettate dai tempi che viviamo. Se vi chiedo di sottostare a questa procedura, è perché rappresenta l'unico modo per condurvi incolumi al cospetto della mia gente e permettervi di parlare." Una volta assicurati i nodi ai polsi del nano, Calenhad si sposta con passo felpato verso Arthur. Il suo sguardo si fa leggermente più disteso mentre stringe i legami con cura per non ferirlo. "Arthur... ti ringrazio per la fiducia che hai riposto in me e per il rispetto che porti alla nostra memoria. Non è una cosa che do per scontata, specialmente in questi giorni. Farò in modo che la tua parola non sia spesa invano." Passa poi ad Eryn. Incrocia lo sguardo della paladina con una stretta inclinazione del capo, riconoscendo in lei il solido rigore di chi è abituato alla disciplina. "Grazie per la compostezza e la fermezza che dimostri, Eryn. Sapere di avere a che fare con chi comprende il valore del dovere rende questo compito meno gravoso per tutti noi." Infine, Calenhad si avvicina a Elyndra. Mentre si china per sistemare le sue sagole, abbassa la voce. I suoi occhi incrociano quelli della druida e, spezzando il registro solenne del comune, le si rivolge usando sillabe antiche e musicali, inaccessibili alle orecchie degli altri. In druidico Terminato il nodo, si rialza, tornando all'atteggiamento composto della guardia di confine e preparandosi a bendare il gruppo per avviare la scorta verso il cuore della selva.
  16. Gibumubig "Gib" - gnomo "Sentite qui." spiego a voce bassa, indicando i vari punti del piazzale con gesti rapidi e secchi della mano. "Kaerith, tu usi la tua magia per camuffarti da cultista. Avanzi verso di loro fingendo di essere un rinforzo mandato a dar manforte per la guardia, e cerchi di farli parlare per capire quanti sono davvero dentro. Ma mantieni la distanza, non farti circondare. Se la situazione regge e hai preso abbastanza informazioni, la parola d'ordine è 'Camomilla'. Se capiscono il bluff e ti trovi in pericolo reale, 'Camomilla forte'." Poi mi volto verso Caelum e picchietto con l'indice sulla mia balestra. "A quel punto facciamo scattare la trappola nella trappola. Caelum, tu prepari la tua biglia incantata caricandoci sopra i rumori giusti: rami che si spezzano, foglie che frusciano, passi nell'ombra. Quando Kaerith dà il segnale, la lanci a una decina di metri da noi. Nel preciso istante in cui la biglia tocca terra, io faccio apparire con la mia magia la sagoma di un manichino nascosto tra la vegetazione, esattamente lì vicino." Un piccolo sorriso cinico mi increspa gli angoli della bocca mentre mi assicuro che la scanalatura di Betty sia allineata. "Un rumore isolato potrebbero ignorarlo. Ma il suono di passi unito alla sagoma di un intruso che spunta nell'oscurità costringerà i coboldi e il cultista a voltarsi e andare a controllare, lasciando scoperte le loro posizioni. Kaerith gli indicherà di andare a verificare quel punto e noi vedremo chi esce dal granaio. Se invece scatta la 'Camomilla forte', lasciate perdere le finezze: apriamo il fuoco dalla distanza tutti insieme per coprire la sua ritirata." Volgo uno sguardo severo verso il resto del gruppo. "Chand, Vivienne, preparate arco e fionda. Niente cariche a testa bassa finché non vediamo l'effetto che fa. Muoviamoci."
  17. Grazie per la risposta. Funziona già così o chiede di essere rimaneggiato? Ho letto pareri discordanti...
  18. È giocabile alla vecchia maniera (carta e matita) o è opportuno dotarsi di tablet/portatile?
  19. Mi è venuta un'idea. @shadyfighter07 Kaerith prova a camuffarsi e a farsi dire il piano. Nel frattempo @Ard Patrinell Caelum mette nella biglia rumori di passi, raminche si soezzano, frusciare di foglie. Quando Kaerith ha preso le informazioni o quando ha bisogno di supporto usa la parola in codice "Camomilla" (ehi vi vedo nervosi, vi farebbe bene una camomilla!) e a quel punto Caelum lancia la biglia a 9 mt da noi e gib crea lì vicino l'lillusione di un manichino in mezzo alle foglie (posso solo creare oggetti). Kaerith indicherà di andare a controllare quel punto e vediamo che succede. Se kaerith si sentisse particolarmente in pericolo la parola d'ordine sarà "camomilla forte" e a quel punto attacchiamo tutti dalla distanza per permettere a kaerith di ritirarsi. @Monkey77 @Dardan che ne dite? I vostri pg sono attrezzati alla distanza?
  20. metto qui la discussione offgame così la legge anche @Monkey77 . Gib non può creare illusioni "mobili" ma solo "oggetti statici" (come ad esempio il ritratto di qualcuno) oppure rumori. Si tratta di Illusione Minore dato dal tratto gnomesco. @Ard Patrinell Caelum mi sembra che invece abbia la possibilità di "registrare" dei rumori in piccoli oggetti che poi vengono riprodotti. L'idea quindi è quella di mandare in loop il suono di passi che si avvicinano e ogni tanto evocare dei "crack" di rami che si spezzano con illusione minore. D'altro canto @shadyfighter07 Kaerith suggeriva di mascherarsi da contadinella per avvicinarsi senza incutere sospetto...credo però che potrebbe essere pericoloso e forse avrebbe poco senso che un civile si avvicini ad un mulino presidiato da coboldi, cultisti e in generale da persone che stanno depredando la città. Potrebbe però fare finta di essere un cultista mandato in supporto e chiedere lumi sul piano... @Dardan Vivienne che dice? Credo di aver taggato tutti tranne il DM @Rafghost2
  21. Dall'ombra delle fronde non giunge alcun rumore di passi, ma la figura dell'elfo si materializza a terra a pochi metri da voi, come se fosse scivolata fuori dalla corteccia stessa della quercia. Indossa una veste da viaggio dai toni verde scuro e bruno, priva di armature pesanti ma intessuta con cura estrema. Il suo volto è affilato, segnato da un'immobilità solenne e da occhi scuri che non tradiscono alcuna emozione. Sebbene attorno a voi il silenzio della foresta rimanga innaturale e sospeso, l'elfo si presenta da solo, mantenendo le mani ben visibili e un portamento impeccabile. Prova di percezione cd 21 Ascolta il discorso di Arthur senza interrompere, la testa leggermente inclinata. Solo alla menzione di Silyndor Ewein i suoi occhi hanno un impercettibile battito di ciglia. Quando Arthur conclude, l'elfo compie un lieve inchino formale, distendendo le dita sul petto nel saluto tradizionale. "Mae govannen, Arthur Hornraven. Il nome di Silyndor porta ancora il peso del rispetto tra queste fronde, ed è una moneta rara da spendere in tempi oscuri come questi." La sua voce è calma, quasi melodiosa, ma fredda come l'acqua di sorgente. Fa un passo lento verso di voi, fermandosi a debita distanza. "Il vostro rispetto della nostra legge vi ha risparmiato una pioggia di ferro, e le tue parole dimostrano un'educazione che pochi della tua specie possiedono. Dici di credere nella nostra innocenza e parli di terremoti e pericoli striscianti... Ma il mondo oltre questo confine è diventato cieco e sordo, e il mio popolo ha imparato a sue spese quale prezzo si paga a fidarsi degli stranieri. Un prezzo scritto col sangue." Per un istante, uno sguardo d'ombra passa nei suoi occhi, poi la sua postura torna rigida, inossidabile. "Accetto di condurvi al cospetto di chi governa questa selva, ma ho delle precise indicazioni che non posso disattendere." Fa un cenno con la mano verso il terreno davanti a sé. "Deporrete ogni arma, ogni pugnale, fionda o componente arcana a terra. Vi legheremo i polsi e verrete scortati a occhi coperti e sotto stretta sorveglianza. Se uno solo di voi farà un movimento insensato o proverà a sciogliere i nodi, la caccia ricomincerà all'istante e non ci saranno ulteriori conversazioni." L'elfo vi osserva uno a uno, indugiando per un secondo di troppo sul nano e sulle armi del gruppo, prima di concludere con un tono amaro, quasi di avvertimento: "Se accettate queste condizioni, vi porterò al cospetto del nostro Sovrano. Ma vi avverto, giovane Hornraven... servirà qualcosa di più che una preghiera o un bel discorso per ottenere ascolto da chi ci guida. Il suo cuore si è indurito e la sua pazienza è finita da tempo."
  22. Gibumubig "Gib" - gnomo La frecciatina che Caelum ha lanciato mi è scivolata addosso come acqua sul metallo oleato. Non ho risposto, non ho neanche borbottato: la mia scorta di pazienza si è esaurita nel cortile della fortezza e in questo momento non ho la minima intenzione di perdere fiato per insegnare le buone maniere a nessuno. L'unica cosa che conta è chiudere questa pratica al mulino, tornare da quel dannato Governatore e pretendere ogni singola parola su Talis. Quando ci appostiamo al riparo nei pressi del mulino, mi preparo già a dovere trattenerne le briglie a Chand per evitare che si getti a capofitto nella mischia. Sorprendentemente, il guerriero rimane fermo e si accorge della trappola. Miracolo. Allora l'aria di stasera fa davvero bene al cervello. Chissà se persino le nostre due incantatrici sono arrivate alla stessa conclusione senza bisogno di un disegno spiegato. Mi sporgo appena, restringendo gli occhi per analizzare il piazzale illuminato dai falò. "È una scenografia ridicola" sibilo a voce bassissima, senza staccare gli occhi dalla struttura. "Se qualcuno vuole dare fuoco a sei metri di granaio in legno non accende dei simpatici focolai ordinati a tre metri dalle pareti per fare atmosfera. Quella roba è un'esca spudorata. Stanno aspettando che qualche idiota corra con i secchi d'acqua per chiuderlo in morsa." Sfilo Betty dalla spalla, controllando con un tocco rapido della mano che il dardo sia ben incastrato nella scanalatura. "L'idea dell'illusione non è del tutto sballata, ma facciamo le cose con un minimo di disciplina tattica" riprendo, indicando con un cennino del capo il tetto del mulino "Prima ci mettiamo in posizione. Chi spara o lancia incantesimi deve prendersi un vantaggio sopraelevato prima di farsi notare: ci appostiamo in alto per dominare il piazzale ed evitare che ci piovano addosso frecce dai finestroni del secondo piano o dall'ufficio annesso, dove sicuramente c'è il grosso della truppa nascosto." Una volta assicurate le traiettorie e i punti di copertura, volgo lo sguardo verso Caelum. "Solo a quel punto, Caelum, tiri il tuo sasso magico nello stagno" continuo con un sorriso cinico che mi increspa gli angoli della bocca. "Usa la tua magia per far risuonare un bel crack di legni spezzati, verso il ponte o nell'oscurità a est. Vediamo se i coboldi abboccano o se dal mulino esce fuori la vera sorpresa. Se non succede niente, non ci siamo persi nulla; se abboccano, gli facciamo fare una brutta fine dall'alto." Off game
  23. Gibumubig "Gib" - Gnomo Mentre ci avviamo verso le mura, il silenzio che mi porto dietro è più pesante della balestra che ho sulla spalla. Sono nero. Una rabbia sorda e concentrata mi morde lo stomaco: essere stato a un passo, a un singolo secondo dall'ottenere risposte concrete su Talis, per poi vedermi sfilare tutto da sotto il naso a causa di un maledetto mulino, mi ha messo di un umore intrattabile. Procedo a passi rabbiosi, la mascella serrata e lo sguardo fisso a terra, dispensando solo occhiatacce a chiunque provi anche solo a incrociare il mio sguardo. Ma non appena sporgiamo dal parapetto e la voragine sotto di noi prende forma, l'irritazione viene momentaneamente congelata da un istintivo brivido lungo la schiena. Sporgersi da quell'altezza, per uno della mia statura, equivale a fissare direttamente un precipizio senza fondo. Un passo falso qui sopra non significa farsi un bernoccolo: significa spiaccicarsi al suolo come un pomodoro maturo. E la stessa identica sorte spetta a chiunque di noi metta un piede storto. Spazzo via il vertiginoso senso di vuoto con una dose di pura praticità. Bisogna fare le cose con ordine se vogliamo arrivare interi in fondo. "Lavoriamo con la testa, prima che qualcuno finisca per far la spia al suolo" borbotto, cacciandomi in mezzo per organizzare le precedenze. "Prima calate giù me e Caelum. Voi tre grossi tenete le corde da sopra e ci calate a braccia. Una volta sotto, prendiamo posizione, teniamo d'occhio il perimetro e facciamo da guida e da contrappeso dal basso." Passo la corda attorno a uno dei merli di pietra più solidi, sfruttando la ruvidezza della roccia per creare un punto di rinvio e scaricare la tensione. Sfilo un paio di spezzoni di canapa più corti e, con dita veloci e precise, intreccio due imbragature di sicurezza da lasciare in dote a chi resterà sopra. "Quando sarà il vostro turno" dico, rivolgendomi a Vivienne e Kaerith mentre mostro loro come infilare i passanti attorno al bacino, "usate queste. Vi fate aiutare da Chand a fissare i nodi prima di sporgervi. Non dovete fare le eroine: dovete solo tenere le gambe larghe, piantare i piedi contro la parete per allontanarvi dalla pietra e lasciar scivolare il canapo pian piano. Voi vi calate con l'aiuto di Chand da sopra, noi vi stabilizziamo da sotto." Do una tirata secca alla corda per verificare che il nodo di blocco regga alla perfezione, prima di infilare la mia imbragatura. "E per gli dèi, cercate di non strillare" aggiungo, fissandole una a una prima di sporgermi sul vuoto. "Non ho nessuna intenzione di farmi scoprire dalle pattuglie solo perché a qualcuno viene un capogiro. Caelum, andiamo. Tenete forte quella corda là sopra!"
  24. Ti riporto cosa leggi, cosi lo puoi postare «Se lo sguardo ha tratto il tuo passo fin qui e riconosci la forma di queste parole, sappi che il popolo primo ti osserva. Se giungi con intento di pace, deponi il ferro ai piedi della quercia, fai tre passi a ritroso e presentati. Attendi, verrai ascoltato.»
  25. Gibumubig "Gib" - Gnomo Vedo la bocca del Governatore aprirsi per pronunciare la solita, impeccabile frase di circostanza: "Rimandare a un momento migliore" Poi l'ennesimo messaggero scalcagnato irrompe gridando al fuoco, e la priorità passa istantaneamente da Talis a un maledetto mulino da salvare. Sento qualcosa spezzarsi dentro di me. La pazienza non è mai stata una mia virtù, ma in questo momento la mia capacità di sopportazione si è polverizzata. Mentre Nighthill dà ordini a destra e a manca e ci scorta di gran carriera verso il mastio, rimango un passo indietro. Il mio silenzio si fa improvvisamente pesante, cupo, quasi innaturale per uno gnomo che di solito non smette mai di borbottare. Sfilo la vecchia Betty dalla spalla con un movimento lento, deliberato, sinistro. Il metallo della balestra scatta con un clack metallico che risuona gelato sopra il trambusto del salone. Non stacco gli occhi dal Governatore. Dalla rastrelliera sul fianco estraggo un singolo dardo: non una freccia qualunque, ma una saetta dalla punta finemente lavorata in lega d'acciaio opaco, con scanalature incise a mano e piume di bilanciamento impeccabili. Un piccolo gioiello d'ingegneria bellica. Faccio scivolare il dardo nella scanalatura della balestra, tenendo l'arma puntata verso il basso, ma con le nocche bianche per la presa. Avanzo di due passi. La mia figura ridotta sembra improvvisamente proiettare un'ombra sproporzionata, carica di una minaccia palpabile, quasi pericolosa. Per un istante, il contrasto tra il mio sguardo assassino e l'arma spianata fa raggelare l'aria nella stanza. Mi pianto davanti a Nighthill. Sollevo lentamente la balestra, facendo scorrere il polpastrello lungo la canna d'acciaio fino a mostragli da vicino la fattura del dardo. "Questo..." esordisco con una voce stranamente bassa, raschiante, che taglia il brusio del salone "...è un dardo artigianale a testata rinforzata. Un pezzo pregiatissimo, forgiato con la riserva di metallo della mia famiglia. Un'opera d'arte." Lo fisso dritto negli occhi, lasciando pendere la minaccia a mezz'aria per un secondo di troppo, prima di lasciar andare la tensione accumulata in un sospiro acido. "E io userò questo e tutti gli altri dardi che mi rimangono per andare a liberare quel maledetto mulino e spegnere i vostri fuochi" continuo, picchiando l'indice sul fusto dell'arma. "Ma facciamo un patto, Governatore, e vedete di stamparvelo bene in testa: non appena avrò trasformato chiunque tocchi quel grano in un puntaspilli, pretendo ogni singola parola su Talis. Tutte le informazioni. Fino all'ultimo dettaglio. Anche se per ottenerle dovessi rimanere qui a torcervi il collo o a far saltare la testa a tutti i presenti in questa stanza." Rimetto la balestra in sicura con un gesto secco, facendola riposizionare sulla spalla. "Ora, se avete finito con i discorsi, prendiamo la strada per questo mulino prima che mi passi del tutto la voglia di fare il salvatore."

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