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Dyeus

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  1. Ho letto sia l'articolo che hai linkato qui, sia quello che era linkato nell'articolo. Se ho ben capito stai dicendo che ruolare non è recitare prima di tutto perché non c'è un copione. Poi, l'obiettivo dell'attore è intrattenere dei terzi, e questo porta a molte più possibilità di quelle di un giocatore i cui obiettivi coincidono sempre con quelli del personaggio. È una considerazione interessante, solo non mi è ben chiaro in che modo il fatto che il carattere del personaggio venga definito strada facendo e non a priori come negli altri media narrativi - cosa che condivido - e il fatto che l'obiettivo dell'attore sia intrattenere, mentre quello del giocatore sia ottenere quello che vuole, come queste due cose facciano sì che un buon ruolo sia diverso da una buona recitazione improvvisata. (ps. non sono deltutto convinto che il background non serva completamente a niente, rimane pur sempre un imprinting a cui il giocatore pensa durante il gioco, anche se se ne distacca; inoltre non sottovalutiamo il fatto che il gruppo di gioco è effettivamente un pubblico). Espressività facciale e cinestetica, impostazione della voce come tono, registro, pause, ritmo, immersione in altre culture quindi etichette sociali, sistema morale, relazioni con l'altro sesso, calore ed estroversione, livello di chiarezza espositiva richiesta, reattività a determinati comportamenti, immersione in altre psicologie quindi aggressività, umorismo, etc. poi ancora la capacità di elaborare frasi comiche, o viscerali, o convincenti... mi fermo qui. Tutto questo mi sembra che accomuni molto un buon ruolo con una buona recitazione improvvisata. In che modo costruire il carattere del personaggio strada facendo o dover condividere gli obiettivi del tuo personaggio dovrebbero rendere ruolare diverso da recitare imprivvisando? edit: Ji Ji la domanda è estesa anche a te, se vuoi, vista la prima parte del tuo ultimo commento. Credo che una buon ruolo aiuti molto l'immersione.
  2. La questione della soggettività penso che sia incompleta, nel senso che nei gusti c'è sempre secondo me una parte oggettiva e una parte soggettiva. Alcune ruolate sono oggettivamente meglio di altre. Ruolare bene non è semplice, nel senso che per esempio non è semplice farsi uscire dalla bocca frasi brillanti o ad effetto rispetto a non pensarci e parlare come parli nella vita quotidiana. Sulle meccaniche non mi esprimo, ma so che la maggior parte dei giochi adesso inserisce regole che incentivano il ruolo. Sulla parte delle performance non so cosa intendi, io intendevo che non vedo quale sia la differenza tra ruolare e recitare improvvisando. Un gioco di ruolo non è un gioco da tavolo, è un gioco di ruolo.
  3. Perché la sensazione di essere powar è più bella di quella di aver ruolato bene. Penso che sia sostanzialmente questo il motivo. Se proprio volessimo aggiungere altri fattori, giusto per parlarne, diciamo che la matematica dell'ottimizzazione è facile per chiunque, mentre prima di ruolare bene in un gdr devi superare molte frizioni. Innanzitutto ruolare è difficile: piuttosto che esercitarmi facendo brutte figure nel contesto sociale del mio gruppo di gioco, non improvviso e mi butto sulle meccaniche. Poi l'interesse e l'abilità di ruolo non è livellata tra i giocatori, quindi anche per uniformarsi un giocatore più interessato a ruolare taglia corto. In ultimo mi viene da dire che la struttura di gioco sociale della maggior parte dei gdr non è ben disegnata, anzi non esiste nemmeno: mi riferisco ad esempio al fatto che non ci sono regole per il role, e questa anarchia sicuramente non catalizza una creazione diciamo artistica, da arte performativa.
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