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Pyros88

Circolo degli Antichi
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  1. Felix Carabàs (felinide rodomonte) Il mio colpo non giunge al cuore per qualche centimetro e nonostante la brutta ferita il chierico è ancora in piedi seppur gemente. Accanto a me è comparso kosef che si sta occupando del chierico che avevo ferito inizialmente e ciò mi permette di concentrarmi solamente sul mio attuale avversario: stavolta provo con una serie di finte con le gambe nell'avvicinarmi ed allontanarmi dall'avversario per colpirlo e finirlo una volta per tutte. Dopodiché faccio un passo per allontanarmi dalle ragnatele infuocate e dalla lancia magica che minacciava il mio compagno draconide ed ora potrebbe prendere di mira me.
  2. chiaro allora colpisco solamente il tizio con cui sono già ingaggiato.
  3. ok mappa visionata però non mi sono chiare due cose: cosa è quella zona azzurra fra me kosez e theo? sono le ragnatele? L sta per lancia magica imamgino. Cosa sono quei due pallini rossi di fronte a theo senza dicitura? In teoria io posso colpire anche il chierico due visto che ce l'ho a portata, dovrei riuscire a colpirlo anche in lotta seppur con dei malus, mi pare.
  4. ah ok pensavo di essere entrato dopo averla aperta. mi perdo il link del drive ogni volta, soprattutto stando dal cel. Sarebbe carino riproporlo di volta in volta per una più facile consultazione. Sarebbe possibile?
  5. Indiana Ferus (felinide archeologo) Era proprio un mondo fuori da ogni regola ed esperienza quello in cui stavano inoltrandosi. Prima un'immensa isola sconosciuta sulle carte nautiche, poi circondata da mura ciclopiche ed antichissime, poi un arcano ed ancora poco chiaro meccanismo per poter accedere all'isola tramite un'immenso portone azionato da dei giganti zombie e difeso da degli strani guardiani evocati chiamando il loro nome ed adesso oltre la realtà finora conosciuta, dopo aver attraversato un tunnel più nero e profondo di una notte senza luna che nemmeno le luce magica riesce a diradare, giungiamo in un mare interno completamente ghiacciato, se non per un breve corridoio che permette alla nave di procedere, e sferzati da un'intensa bufera laddove avevamo lasciato i luoghi fino ad ora al mondo noti con un tempo atmosferico sereno e temperature miti. Tutto ciò ha dell'incredibile, il mio spirito avventuriero e le mille domande che mi affollano la mente chiedendo di ottenere maggior comprensione e conoscenza di tutto questo mi fanno rizzare il pelo per la trepidazione, ma a ciò si mischia anche un sano timore e preoccupazione per questo grande oscuro ed ignoto mondo e la civiltà che lo ha creato. Veniamo chiamati nelle stanze del capitano, le stesse dove avevamo cenato la sera prima. Stavolta rispetto alla precedente manca il nano responsabile delle operazioni di scavo. Ancora non si è ripreso dalla catalessi in cui è caduto da quando ha preso in mano il cristallo espulso dal corpo del guardiano. La sua condizione non è chiaramente naturale ed il medico di bordo sa bene che fare per poterlo aiutare. La sua inabilità è una grave perdita per le capacità della nostra missione esplorativa, Non mi resta che sperare che egli possa svegliarsi e riprendere il suo ruolo accanto a noi nel pieno delle sua capacità e facoltà mentali. Alla riunione si discute delle attuali condizioni atmosferiche e dell'impossibilità del naviglio di avanzare nelle scure acque dello stretto canale fra i ghiacci a causa dell'impossibilità, per via della bufera, di vedere se di fronte a noi vi siano degli scogli che possano far affondare la nave. Sono alquanto scettico al riguardo, seppur capisca la precauzione che il capitano vuole tenere per salvaguardare il proprio vascello e non mandare, letteralmente, a picco tutti noi e la spedizione. Veniamo interrotti da un odioso gnoll che sussurra qualcosa al capitano, il quale esce in fretta dalla cabina senza darci una spiegazione; è successo qualcosa. La mezzorca propone con aria scocciata di proseguire la riunione senza di lui. Non la ritengo né una buona idea, né tantomeno gentile nei confronti di chi è capo della nave si cui ci troviamo, ma la cosa in fondo non mi riguarda e credo che ci penserà il nostro committente, e padre del capitano, a temporeggiare in attesa del ritorno del figlio. D'altro canto, senza proseguire spedito nel discorso sulla missione esplorativa a cui siamo stati chiamati, voglio comunque esporre a tutti i presenti il mio punto di vista: "La logica mi suggerisce che non vi siano scogli od altri pericoli lungo il canale che ci porterà verso quel luogo che si staglia in lontananza. Tutta questa situazione è assolutamente innaturale ed artefatta: un canale del genere non dovrebbe esistere in mezzo a tali ghiacci; è stato creato appositamente per permettere di raggiungere quel luogo. E se chi o coloro hanno fatto ciò avevano questa intenzione allora è logico pensare che non vi siano pericoli di sorta lungo tale passaggio sicuro appositamente plasmato." dico in tono asciutto e pacato.
  6. Potremmo avere una mappa aggiornata? ad ogni modo se mi dici se con un passo da 1,5m ho in raggio di contatto entrambi i chierici, faccio un attacco completo suddividendoli fra loro due.
  7. e dove ci vediamo? chi sarebbe?
  8. ma non dovevamo rapire qualcuno ad un'altra cena successiva?
  9. Valinor (magus) Avanzo verso il mio avversario e lo attacco sperando di riuscire con la mia agilità a superare i suoi riflessi nonostante si sia messo in posizione di difesa; voglio terminare il combattimento rapidamente. Il mio gioco di scherma ha successo e riesco a colpire la creatura ad una spalla, staccandogli il braccio dalla giuntura.
  10. ma non eravamo invitati?
  11. a me pareva entrambi creati
  12. Medardo Corlinn (umano nobile guerriero) Qualche attimo dopo che Medardo è salito in cima, vedete l'uomo farvi cenno di fare silenzio e di non salire per poi uscire dalla vostra visuale.
  13. Medardo Corlinn (umano nobile guerriero) Senza dire altro mi faccio passare la corda dal nano ed inizio a scalare il riposo pertugio fra le rocce fino in cima, facendo attenzione a dove punto i piedi e a dove mi aggrappo per non rischiare di scivolare.
  14. Gork Abbattituono (mezzorco barbaro) Mi riprendo lentamente dal mio stato di incoscienza. Mi ricordo di essere svenuto sotto le dolorose ferite inflittemi da quell'uomo che non immaginavo tanto abile, forse anche reso più agguerrito dalla disperazione di sapere sé stesso e la sua famiglia condannati. Tutta colpa di Mellymnia, che però ne aveva pagato le conseguenze quanto me dato che la vedo giacere a terra accanto a me. Io e lei dovremo fare un bel discorsetto sulla disciplina e su chi ha la responsabilità di parlare per il gruppo e fare promesse ed accordi in tal senso. Ci ha fatti quasi ammazzare e a messo a rischio la missione, deve capire che certe volte è meglio scendere ad accordi con gli umani inferiori o perlomeno temporeggiare per avere meglio chiaro il quadro della situazione piuttosto che gettarsi ogni volta nella mischia. "Quanto tempo è passato?" chiedo con fare pratico e deciso, tipico del mio addestramento e spirito militare, mentre mi alzo e poggio la mano su Egut con fare gentile e rivolgendole un breve sguardo di gratitudine.
  15. andiamo di sostituto o la gestisci tu fino a fine missione e poi ci saluta in qualche modo?
  16. Rolf Sigurson (barbaro ranger) in città
  17. Daardendrian Shamash (draconide guerriero) "La tua magia può qualcosa per rafforzare il legno di questa trave o per evocare qualcosa che possa rinforzare il portone?" chiedo al druido con qualche speranza. "O qualcosa per infastidire gli assedianti al di là."
  18. no, quando attacchi riappari. non è persistente.
  19. Daardendrian Shamash (draconide guerriero) "Presto, dobbiamo puntellare il portone. Cerchiamo delle travi o qualcosa di pesante da mettergli addosso." dico a tutti i presenti tenendo la voce ad un volume adeguato ed osservando i dintorni in cerca di oggetti utili a rafforzare il portone. "Nessuna risposta?" chiedo ai tre che erano andati avanti prima di noi.
  20. sono indeciso sul da farsi
  21. Medardo Corlinn (umano nobile guerriero) Guardo attonito per un attimo il nano fare questioni su chi debba andare per primo, nonostante mi sia appena complimentato con lui. Mi riprendo dal contropiede e con faccia e tono un poco spazientiti faccio al nostro piccolo compagno: "Prego."

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