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Ghal Maraz

Circolo degli Antichi
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Tutti i contenuti pubblicati da Ghal Maraz

  1. Dieter Halb Dieter mosse, arma in pugno, verso il corpi disteso, tenendosi acquattato e cercando con gli occhi, tutt'attorno, un possibile nascondiglio da cui fossero partite quelle frecce.
  2. Oggetti di Shen: 1) - Una coppia di spade di antica foggia tradizionale cinese, che lui ritiene un cimelio originale (in realtà, sono delle moderne lame in acciaio temperato, titanio e fibra di carbonio, con filo monomolecolare, custodite in foderi speciali, progettati per tenerle bloccate in un campo elettromagnetico). 2) Il Sentiero Senza Fine, un trattato che compendia gli insegnamenti della sua scuola, con l'aspetto simile ad un antico rotolo di carta. Il testo scritto, però, riassume soltanto una piccola parte degli insegnamenti trasmessi, mentre la interezza del testo è racchiusa nella memoria digitale nascosta all'interno del bastone di sinto-legno rinforzato attorno cui si arrotola il foglio.
  3. Sandrine Alamaire "Nessuna persona sana di mente può dormire, quando balla Sandrine Alamaire!", dico, con aria ironicamente offesa. "Ironicamente", perché so di aver ragione!
  4. Dieter Halb "C***o!", Dieter imprecó, portando decisamente la mano destra alla impugnatura, per stringerla ed estrarre l'arma con due rapidi gesti. "Ripartire ora vuol dire fare le stupide prede! E cerchiamo di capire se quel povero bastardo è morto!".
  5. Sandrine Alamaire Sono ben lieta che il cuoco ci abbia sorpreso con la cena pronta, poiché amo danzare agli occhi di un pubblico sazio nella pancia: la fame del corpo distrae da quella della mente... e la contessa Alamaire non tollera niente più che totale attenzione! "Su! Su! Mangiamo! Prima la musica della tavola, poi quella dello Zefiro!".
  6. Caranthiel Sento lo sconforto solcare i cuori di tutti noi, come una nave dell'antichità attraverso il Grande Mare. Ma so anche che io, più di tutti, ho adesso la responsabilità di non far smarrire la Speranza. Ed allora, alle prime luci dell'ennesima alba, dico: "Non temete e non abbandonatevi alla sfiducia. Stiamo assistendo ad avvenimenti di secoli passati? Ed allora noi dobbiamo ancora nascere, per cui, ricordate: come potremmo morire? Solo la nascita è preludio alla morte, amici miei".
  7. Arn Arn fece un cenno secco di approvazione rivolto ad Illius, per poi invitare Vass a condividere con gli altri le informazioni sul contenuto dello scrigno: "Trovato qualcosa di utile? Non dobbiamo abbassare la guardia: lo scontro più pericoloso deve ancora arrivare...".
  8. Sturm "Ti ringrazio...", disse Sturm, mesto, a Tass, allungando la mano per recuperare quell'arma che era era per lui tanto un tesoro di famiglia, quanto un'amica fedele. Trovandosi la strada nuovamente sbarrata e la possibilità di tornare a dover affrontare la fonte della sua recente vergogna, il guerriero guardò il Kender ed il Nano, con una domanda sulla punta della lingua: "È possibile che ci troviamo nuovamente di fronte ad un passaggio celato?".
  9. Jasmine Al-Alrae Con Koen Riunione Alle parole di Koen, abbasso la testa, affogando assieme rabbia e tristezza. "Questo Lord Deimos è un mistero. Le mie ricerche e la varie opportunità tentate con Koen non ci hanno permesso di identificare chi lui sia, esattamente. È una minaccia indecifrabile... e sembra tenere il coltello dalla parte del manico. Per il momento. Tuttavia, come dice Koen, ha avanzato un proposta: ci restituirà Juliano prima della fine dei sei mesi, come segno di buona volontà, a patto di ottenere la firma su di un accordo reciproco di non aggressione. Di non belligeranza. Al momento attuale, temo che questa sia la proposta migliore a nostra disposizione. E temo, altresì, che ci tocchi accettare. Ma ciò non significa che la sua testa non rotolerà, qualora dovesse sgarrare. E mi tuteleró, affinché non ci colga più impreparati. Non può restare un enigma per sempre, d'altronde. Lo troverò. Nessuno può fare questo alla mia gente e pensare di scamparla, impunito, solo perché ha risorse e poteri sconosciuti. Nessuno". Stringo i pugni e traggo un respiro: "Sarà bene tornare ad indagare sul Saggio dei Ragni, ora. Almeno, quello possiamo farlo".
  10. Shen Yun-Chow Guardo perplesso Ashikaga, la cui concentrazione tende a svolazzare tanto quanto pare innalzarsi il suo entusiasmo: "Ho detto che non sono un soldato. L'ho detto. In quanto all'onore altrui, mi auguro perlomeno di non intaccarlo. Sarebbe una prosecuzione migliore, rispetto all'inizio odierno...". Ma temo che la puntualizzazione sulla mia identità cadrà nuovamente nel vuoto. Forse dovrei decidere a trovare un qualcosa che mi identifichi per ciò che sono, piuttosto che per quanto mi manca. Il problema è capire esattamente che cosa sono... La donna maleducata, intanto, ritorna e sembra voler provocare il samurai, prima che questi venga attirato da un nuovo arrivato, apparentemente un'altra celebrità. Decido, nel dubbio, di salutare entrambi, mantenendo le giuste distanze e sperando di non offendere nessun'altro con la mia scarsa conoscenza dei costumi mondani. Spero soprattutto di non andare in qualche modo ad intaccare alcun onore... Ripeto quindi il saluto già rivolto al generale Clarke (dovrò sempre chiamarlo così?), pugno contro palmo e busto chino in avanti: "Perdonate la mia ignoranza sulle vostre identità: il mio nome è Shen Yun-Chow. Onorato" - 'Onorato? Sarà giusto?' - "di conoscervi".
  11. Shen Yun-Chow "Mi chiamo Shen, signore. Shen Yun-Chow", dico, per poi premere il mio pugno destro chiuso contro il palmo aperto della mano sinistra e fare un profondo inchino. "Vi prego, in futuro, di farmi domande dirette, senza giri di parole. Non sono abituato a questa socialità. In effetti, non avevo mai visto così tante persone tutte assieme", spiego, per poi rivolgermi verso Harumori, a cui faccio un altro inchino, ma a braccia parallele al busto. "Spero di non aver offeso il vostro onore, Ashikaga-san. Non era mia intenzione fare alterare nessuno ed il generale Clarke ha ragione, sul fatto di evitare conflitti", spiego, storpiando leggermente il nome del rango, come spesso mi accade con le parole nuove o poco usate.
  12. Carter "Buongiorno. Sono il professor Carter Grant, della Miskatonic University di Arkham, nel New England, Stati Uniti. Sono un collega del professor Smith e desidererei modificare una sua precedente prenotazione, a suo nome, sul vostro Orient-Express: ritenete sia possibile, signori?", spiegó l'archeologo, mettendo sul tavolo tutta la documentazione in suo possesso.
  13. Jasmine Al-Alrae Con Koen
  14. Mogmurch "Ma secondo voi i Goblin puzzoni come Kittlehead bruciano? Eh? Eh? Bruciano? Posso provare? Eh? Posso? Posso?", comincio a saltellare, esagitato, sul posto, mentre cominciò già ad immaginarmi l'odore fetido e fetuso della carne verde abbrustolita... ah, che bellezza!!!
  15. Sandrine Alamaire Cabina Torno in coperta, agghindata a festa, pettinata, truccata e vestita al meglio di quanto permessomi dalle precarie condizioni oceaniche. Sento di nuovo il buonumore, pronta allo spettacolo, ed annuncio: "La premiata compagna di danza e musiche "Syvis & Alamaire" è pronta ad allietare gli intrepidi marinai e le magnifiche dame della Eurus Septima! Con il favore della sera, sarete nostri ospiti in un percorso di luci, balli, suoni e colori!".
  16. Andrej Tars "Bene, signori... se vogliamo andare direttamente a questo Mercato, sarà il caso di capire come potremmo dovere muoverci...", rimugino, a mezza voce. "Comunicare potrebbe essere un problema, se non condividono la lingua franca della superficie. Non tutti lo faranno. Inoltre, è probabile che riceveremo domande: cosa vogliamo? Da dove siamo spuntati? Cose così. Necessitiamo di una linea comune. Io sarei per chiedere direttamente di questo Malocchio, ma restando un po' vaghi e domandando alle guardie se c'è un responsabile del posto. Facciamo un po' gli gnorri? Eviterei quasi di parlare di Marmo, a qualcuno che non sia lo stesso Malocchio".
  17. Shen Yun-Chow "Credo che la parola fosse anima. O una delle sue varianti", intervengo, ma più parlando a me stesso, che direttamente al "samurai". Sposto il peso sul corpo, come se fossi infastidito da qualcosa nella mia posizione. "E no, il mio nome non è la mia anima, in ogni caso. Le uniche persone che hanno mai usato il mio nome sono sempre stati i miei genitori. Ed il loro impiego di quel nome si limitava a contesti di imposizione, comando o rimprovero... non serviva loro certo per nobilitare la mia anima", provo a spiegarmi, ma il cuore del concetto continua ad eludere le mie parole. Guardo le armi del ragazzo, la cui presenza qui mi incuriosisce, anche se sospetto siano legate alla sua convinzione di essere davvero un samurai. Sospiro. "Ammetto di non dover rimproverare nulla, al mio comportamento, mi dispiace. Questo signore mi ha chiesto se possiedo un nome. Ed io gli ho risposto. Non gli è piaciuta la mia risposta? Credo che possa capitare, eppure non ritengo di dovermi scusare. 'Avete un nome?' è un interrogativo più che lecito, a cui 'Sì, lo possiedo' è una risposta altrettanto valida. D'altronde, mi sfugge perché io vi debba considerare un mio superiore, signore. Un mio comandante, a quanto dite", aggiungo, spostando lo sguardo fisso sull'uomo più anziano, "C'è forse qualcosa che mi sfugge? Sembrate convinto delle vostre parole, così come sembravate convinto io fossi un soldato. Cosa che, mi tocca nuovamente deludervi, non sono mai stato". Sto per lasciare la parola ai miei due interlocutori, ma mi viene in mente un'ultima questione: "La prossima volta che desiderate conoscere il nome di una persona, fareste bene a domandarlo, no? Sarebbe tutto più semplice". Anche la donna maleducata, che ci ha interrotti poc'anzi, sembrava convinta di questa storia dei soldati, ma non ho nemmeno fatto in tempo a domandarle il perché, che già si era rivolta altrove, con la stessa mancanza di cortesia con cui si era fatta avanti. Che strana gente viene ospitata in questa caverna metallica: i miei genitori mi avrebbero bacchettato violentemente le mani, di fronte a certi comportamenti, ripetendo offesi le due sillabe del mio nome più e più volte.
  18. Yskandr Festa, da solo

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