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TdS
Come diceva il saggio: "Accipigna".
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Lilac Hollow – Stagione 1: I Figli della Prima Notte
Ana Ribero A tu per tu con il coach Non credo mi piaccia il modo in cui il coach mi sta parlando. Reagisco immediatamente appena mi tocca il braccio: mi strofino d’istinto. Non mi piace come mi guarda. Non so cosa voglia da me, ma qualunque cosa sia, può scordarsela. Probabilmente il mio sguardo tradisce il mio istinto. Non sono una preda. I suoi occhi sono fissi nei miei. Devo dire che mi aspettavo uno sguardo più rabbioso. Non vedo rabbia, ma non capisco davvero cosa stia cercando in me. Da un lato ho paura di quello che potrebbe volere, ma spero ancora che mi veda come l’altro tipo di oggetto. Come un levriero da corsa. Perché se invece volesse ciò che il suo sguardo può far intendere, non finirà bene per me, ma ho visto abbastanza Law and Order: SVU per sapere che è meglio un giro al carcere minorile che uno all’obitorio. O peggio. Oggi proverò qualcosa di nuovo: mentire senza mentire. Solo per vedere cosa succede. Se insiste, nessun premio che possa aver vinto in gioventù gli salverà la reputazione. "Cosa intende, prof? Non sa della mia condizione? Ho una sorta di malattia. Non sudo. È tutto documentato. Può chiamare la mia famiglia, se vuole." Metto le mani sui fianchi. "E forse nel bosco ho preso una strada diversa dagli altri? Non ho visto molti degli altri per buona parte del tragitto." Perché mentre io camminavo, loro correvano, oppure era il contrario. Ma non c’è nessuna differenza. "Mi sarò persa. In fondo, non ho fatto nemmeno un tempo così straordinario, no? Alcune ragazze sono andate meglio di me." Non mi sto impegnando particolarmente in queste mezze-scuse. È vero che ho una malattia per cui non sudo, si chiama "essere il mostro di Frankenstein". È anche vero che molti mi hanno visto solo per una parte della corsa. Come è vero che il mio tempo è appena sufficiente. Però se mi fossi persa avrei visto Noah. Vabbè, ci sono più modi per perdersi e ritrovarsi.
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[Vaesen] Cercasi giocatori per avventura introduttiva
Oh, bene bene. Aspetto un po' di giorni se c'è un'altra persona e inizio con la gilda. Relativamente semplice. Lo starter set avrà una decina di pagine di regole in tutto, perché salta tutta la parte di creazione del personaggio, che è lo stesso che faremo anche noi. Comunque, non preoccupatevi per il ritmo. Di base consideriamo un post al giorno, i due post per parlare tra voi, per i combattimenti et similia. Non sono crudele (e al variare dei giorni anche io potrei essere meno costante).
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Lilac Hollow – Stagione 1: I Figli della Prima Notte
Ana Ribero Alla fine della corsa, quando il coach mi dice che effettivamente ci ho messo esattamente venti minuti penso che sì, posso dire di essermi divertita. Non nel correre. Quello è una cosa naturale che saprebbe fare chiunque, se fatto apposta. Per esempio, nulla contro Ben. Non è stato fatto apposta, ma ci è riuscito. Credo dovrebbe saperlo e qualcuno dovrebbe dirglielo oltre il prof. Mi avvicino a Ben, seppur sia ansimante, paonazzo, e credo puzzi anche, ma non lo saprei dire perché non è che gli altri siano un fiore. Si nasconde abbastanza in mezzo al resto della ciurma, specie al fango di Scarlett, il cui sguardo evito appositamente perché credo potrebbe ucciderci tutti. "Hai fatto bene, per come sei fatto". Provo un accenno di sorriso verso Ben. Dicevo, mi sono divertita perché ho fatto come pare a me. Non è questo correre in fondo? La libertà di fare come ci pare? Da come mi vedono gli altri, non sono sicura la pensino allo stesso modo. Cerco lo sguardo di Eliza per confermare la mia teoria. Sono stata strana, forse, ma è stato liberatorio. Che vale più della sufficienza. Sarà il mio essere snob. Ogni mio sorriso svanisce quando il coach chiama il mio nome. Cosa ho fatto? Ero convinta di essere stata in grado di non farmi notare. Mi avvicino a lui tentennando. Non ne ho paura, è un altro pupazzo, è la suspance che mi uccide.
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[Vaesen] Cercasi giocatori per avventura introduttiva
Come da titolo, cerco giocatori (massimo 5) per provare il sistema di Vaesen di cui si è parlato in questo topic e in quest'altro. È appena uscita in PDF per noi backer dell'ultimo kickstarter lo starter set, con regole leggermente ridotte e con un'avventura introduttiva breve. Non c'è bisogno di conoscere il sistema, che comunque è abbastanza intuitivo. Per semplificare ulteriormente le cose vi genererò io dei personaggi precostruiti (da regolamento l'unica cosa che dovreste decidere sarebbe l'età). Preferirei un ritmo di 1-2 post al giorno. Per chi non avesse voglia di leggere i due topic sopra perché la vita è breve, il gioco è un urban fantasy (si professa horror, ma è urban fantasy) ambientato in un'anacronistico ottocento scandinavo. I personaggi sono umani normali (o quasi), tranne per il fatto che posseggono la Vista, tramite la quale possono vedere i Vaesen, le creature mitologiche del folklore scandinavo che sono altrimenti invisibili ai comuni mortali. La scandinavia, e nello specifico la Svezia, del periodo è in uno spartiacque, tra lo sviluppo tecnologico e un tenersi aggrappati alle tradizioni. Voi siete a metà tra questi due mondi, ma ancora non lo sapete (perché è davvero un'avventura introduttiva introduttiva). Una antica società di persone come voi ha studiato, cacciato e risolto i problemi dei Vaesen, ma ora è praticamente estinta. Sarete in grado di riportarla all'antico splendore?
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Lilac Hollow – Stagione 1: I Figli della Prima Notte
Ana Ribero Edizione straordinaria: non mi interessa niente neanche di educazione fisica. Mio padre mi dice che è un crimine che una giovane ragazza come me non abbia interesse per quello in cui sono più portata, ed è forse proprio questo il motivo. Sono fatta per muovermi. Letteralmente. Non voglio dare a nessuno la soddisfazione di dirmi come farlo. Quindi faccio le cose a modo mio. E, in questo caso, vuol dire camminare tranquillamente ma con passo svelto, una sorta di power walking, nonostante i fischi iniziali del coach. Appena non lo vedo più e non c'è più nessuno davanti a me, corro all'impazzata, raggiungendo il cuore del gruppo senza la minima traccia di fiatone. Non so neanche se sono in grado di stancarmi, se sono programmata per questo. Appena mi trovo tra un gruppo di compagni (leggete: appena vedo Eliza) torno a camminare come se nulla fosse. Riuscirò con questo sistema ad arrivare sotto i 20 minuti? Non lo so e non mi interessa. Fosse per me potrei fare la corsa letteralmente al contrario, ma poi tutta l'attenzione del gruppo rimarrebbe su di me. È sicuramente più divertente giocare alla lepre e la tartaruga. Al secondo giro faccio le cose per bene, e riprendo di nuovo il gruppo, supero Eliza con un sorriso, e Max passandogli accanto senza dire niente. Sono una snob, in fondo, ma non infierisco. A inizio terzo giro rallento di nuovo, vedo Scarlett nel fango, faccio una scrollata di spalle come per scusarmi per il fatto che se mi fermo per lei sono perduta anche io (è così che fanno le persone normali?) e torno a correre, con l'obiettivo di arrivare esattamente a 20 minuti e 00 secondi sul cronometro del prof. Se sono sotto di un secondo, tanto meglio. Deve scoppiare nel vedermi fare dei tempi stranissimi con una marcia da milfetta dei suburbs che vuole conquistare il suo insegnante di tennis. Non si mettesse in testa di reclutarmi per il track team. Il problema è che non so mimare la stanchezza quando arrivo al traguardo. E non ho la minima traccia di sudore.
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TdS
Non volevo fare una versione regola 63 di Fidel Castro, ma ora questo pensiero rimarrà fisso per un po'. I giapponesi l'avranno sicuramente già fatto.
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TdS
Scusate il ritardo, ieri giornata molto complicata. Ana maiuscolo è ovviamente per gli anticorpi implicati in alcune malattie reumatologiche, ovviamente. Per questo l'ho scelto. Non per Ana De Armas che è la prima persona cubana che mi è venuta in mente.
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Lilac Hollow – Stagione 1: I Figli della Prima Notte
Ana Ribero Uno scivolosissimo corridoio Ha... funzionato? Non riesco a crederci. Non so in cosa ho sbagliato così tanto da fare la scelta corretta, ma ha funzionato! Vedi, ad andare a caso... "Orsetti acidi? E fanno schifo?" E anche se non mi piacessero, avrei provato qualcosa di nuovo. Cerco di contenere la mia contentezza mentre inserisco le monetine, ma dura meno di un attimo. Una voce poco familiare fa un commento che non comprendo. "Non... sono... o" Boccheggio un po', cercando di mantenere la calma davanti Eliza. Non sto lesbicheggiando! Credo. Non so neanche cosa voglia dire. Ok, ammiro Eliza, ma questo non vuol dire niente, stiamo solo parlando. Solo che non riesco a tradurre tutto quello che penso in parole normali, quindi tutto questo si traduce in io che mi avvicino lentamente al viso di quello che scopro ora chiamarsi Jeremy. Senza dire altro. Non voglio fargli niente, per ora. Lo sto studiando. Voglio capire con chi sto avendo a che fare, e perché ci tratta così. "Stiamo parlando." È l'unica cosa che mi viene in mente. Sento che un fuoco mi sale da dentro. Le parole di Eliza riescono a sgelare la situazione, a malapena. La ammiro ancora di più. Risposta pronta, mentre io tentenno. Ferma, e come se non fosse successo niente. Qual è il suo segreto? Aspetto che il gruppetto se ne vada. Cerco di mascherare la rabbia che mi è rimasta con un sorriso. "Gli orsetti acidi, anche io. Se fanno schifo, devo provarli. Per forza." Ricorderò quel Jeremy. Non ora, di fronte a tutta questa gente, e soprattutto a Eliza. La mia proverbiale calma non può durare per sempre.
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TdS
@TheBaddus il tuo lapsus tra Eliza ed Emily potrebbe creare un brutto incidente diplomatico. Non facciamo imparare ad Ana la gelosia, por favor 🫠
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TdS
Si, sí, succederà qualcosa, cercavo un momento meno in vista per il quando. Zero rancore.
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TdS
Immagino che Jeremy non sia nella nostra classe, per cui non possono capitare incidenti durante educazione fisica, giusto?
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TdS
Solo una snob pasticcino, lo accetto.
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TdS
Questo non credo sia il momento migliore per dire che non ho visto Arcane, vero? Altrimenti non l'avrei mai fatto. Voglio fallire.
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TdS
Non la sola, probabilmente. Ah, la mossa che sta provando Ana è Solo gli idioti provano questa mossa. Ana è idiota.
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Lilac Hollow – Stagione 1: I Figli della Prima Notte
Ana Ribero La lezione passa senza troppa fanfara. Credo di aver fatto finta di appisolarmi solo tre volte, e il professore non ha battuto ciglio. Penso ancora a Max, se posso non dico risolvere la situazione, ma almeno smuovere le acque. Vedere che succede, dove si può portare. Magari posso capire, ecco. Lo vedo sempre tranquillo e gioviale in realtà, come se non fosse accaduto nulla, e anche questo non capisco. Il mio rancore dura giorni e giorni, mentre lui sembra come se non fosse accaduto niente. Forse è perché ha sempre tanta gente intorno. Max scappa violentemente dai miei pensieri quando i miei occhi incrociano la figura di Eliza. Oh, Eliza. Come vorrei essere lei, lei sì che ha capito chi essere nella vita. Era niente, prima di qualche mese fa. Ha un potere incredibile, ne sono sicura, o, almeno, ha potere incredibile su di me. Già ho difficoltà a parlare con gli altri, ma con lei... mi sudano le mani. Non so se è normale. Anzi, mi sudano le mani ora, che ho la possibilità di parlarle. Cioè, non so se voglio parlarle. Ma dovrei farlo. Forse so anche come. Credo di aver ragionato troppo sulla ragazza, perché si è accorta di me. Non che sia difficile. Siamo io, che non sono propriamente piccola, lei, le macchinette, testimoni involontari di un disastro annunciato. Non mi aspetto la sua domanda. Ho molti problemi. Ah! Potrebbe essere un aggancio! Vediamo se funziona quella mossa che ho visto in quel fumetto... Metto la mano al muro con decisione, in modo che Eliza sia tra me e le macchinette, riducendo il suo spazio. Mi sforzo di sorridere. "Ho molti problemi. Ora ho il problema di scegliere cosa voglio." Questo è troppo questo è troppo indietreggia retromarcia "Dalla macchinetta". Credo si possa riempire una bacinella con il sudore delle mie mani.
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TdS
Nono, per me il ritmo va bene. Per quanto abbia qualche manuale di Powered By the Apocalypse (tra cui Brindlewood Bay, che prima o poi vorrei provare) be, non ci ho mai davvero giocato. Iniziare piano mi fa bene. E giuro che prima o poi Ana avrà interazioni sociali sensate con voi. È mangiata dall'ansia sociale e in qualsiasi altro gioco farebbe fallimento critico su fallimento critico in qualunque azione sociale. E tecnicamente ho già iniziato. Praticamente sto giocando il personaggio di Promethean the Created che non ho mai potuto giocare.
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Lilac Hollow – Stagione 1: I Figli della Prima Notte
Ana Ribero Mi spingo in classe di malavoglia, cioè, più di malavoglia del solito. Matematica è... matematica. Sta lì. Non me ne interessa abbastanza, come tutto il resto devo dire. Tranne una cosa. Mentre il professore parla e cerca di fare il giovane (mi danno molto fastidio i professori che cercano di fare i giovani), non posso che rimunginare e rimuginare sulle interazioni di oggi. Con Max avrò sbagliato? Non so, pensavo di essere simpatica. Non volevo farlo esplodere così. Vediamo come si sentirà dopo. Invece non ho capito per niente le intenzioni di Scarlett. Cioè, che senso aveva? Dove ho sbagliato? Devo aver sbagliato io. Forse dovevo rimanere nel contatto fisico. Si sarà offesa. Dovrò parlare anche con lei dopo. Forse. Prima Max. Sinceramente, non capisco.
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TdS
Mi copro le orecchie e faccio blablablabla per non sentire.
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Lilac Hollow – Stagione 1: I Figli della Prima Notte
Ana Ribero @TheBaddus Mi gelo quando Scarlett mi mette il braccio attorno al collo. Non mi piace. Non l'ho chiesto io. Mi irrigidisco. "Non ne ho voglia. Voglio fare a modo mio", le rispondo con un sospiro. Inoltre, sono molto più alta di lei. Almeno dieci centimetri e oltre. Questo gesto mi sembra solo ridicolo. Faccio un po' di passi indietro per scansare quel contatto che non comprendo. "Puoi chiamarmi Tic-Tac, se ti diverte. Se pensi che mi stia bene, però forse non conviene toccarmi senza preavviso, no?" Nel dirlo non guardo la ragazza dritto negli occhi, ma direttamente oltre. Verso la meta: la noiosissima lezione di matematica. Off Game Non credo in quel sistema aberrante che è il sistema imperiale, non voglio impararlo, ma ovviamente Ana sta usando quello quando parla di centimetri. Consideratela una convenzione per noi.
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Lilac Hollow – Stagione 1: I Figli della Prima Notte
Ana Ribero Sinceramente non mi aspettavo quell'esplosione da parte di Max. L'avrò ignorato un sacco di volte, non capisco cosa ci sia di diverso in questa. E, più che altro, poteva farlo in silenzio. Come ho fatto io. Vabbè, sarò una snob, o qualsiasi cosa voglia dire. La probabilità che io vada a rompere le palle dopo la scuola mentre Max e i suoi "chillano" o qualsiasi cosa vogliano fare aumenta ancora di più. Mentre penso se anche Eliza pensi io sia una snob, non troppo di soppiatto mi si avvicina Scarlett. Non l'ho mai davvero inquadrata, ma credo che per certi versi mi somigli. Dice le cose come pensa, in modo diretto. Magari sbagliato, ma diretto. E io che volevo solo passare un giorno normale. @TheBaddus Faccio spallucce alla sua domanda. "Niente di che. Mi ha chiesto di uscire con amici dopo, e non mi andava. Fine. Esagerato." Cerco di mantenere un tono distaccato e neutro. "E non sono Tic-Tac. Nessuno mi chiama Tic-Tac." "Spero capisca che intendo che nessuno mi ha mai chiamato così, e non la prenda per una minaccia."
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TdS
Ana tradisce la sua origine romanesca dovendo googlare il termine "menosa" 🫠
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TdS
Tutto chiaro! Be, la mia idea di Ana come una dura che fa cagare a fare la dura è perfettamente in linea con i dadi.
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TdS
Oh, yes! Testiamo le acque. Nel sistema powered by the apocalypse è il master che chiede i tiri? Come ci si organizza per i tiri?
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Lilac Hollow – Stagione 1: I Figli della Prima Notte
Ana Ribero Nel cortile Non faccio in tempo neanche ad avvicinarmi a Eliza (a che pro, poi? Non è come se potessi semplicemente parlarle) che invece mi si avvicina LUI. Quell'incredibile rompicoglioni di Max. Non ho modo diverso in cui chiamarlo. Rompe i stolti. È sempre in mezzo alle palle. Continua a invitarmi a uscire, e non capisco perché. Deve essere voluto bene da tutti? Perché? Credo che la mia insofferenza si legga sulla mia faccia, ma non capisco mai effettivamente se io abbia una poker face o meno. O se sono davvero sempre come una statua. Sospiro. "Max. Max. Max, Max, Max. Facciamo così... fammici pensare." Ci spostiamo verso l'aula, e prima di raggiungere il mio banco (penultimo in fondo verso la finestra, abbastanza per essere una bad girl, non abbastanza per essere vistosamente una bad girl) mi volto di nuovo verso Max. Con la mano a cucchiaio gli mimo un grande, secchissimo: "No". Magari ci andrò uguale. Ma non perché me l'ha chiesto lui. In classe Mi sono praticamente sciolta sul banco. I capelli davanti gli occhi, le braccia che quasi abbracciano il legno, a dimostrare che vorrei essere ovunque tranne che lì. E poi la lezione di letteratura... a me la letteratura piace, posso dirlo. Posso capire le persone se c'è scritto quello che pensano. È la gioia della professoressa che reggo molto poco. Praticamente grugnisco alla sua battutina banale. La cosa divertente è che il libro l'ho letto. Per ovvi motivi, qualsiasi cosa che parli di identità, personale o percepita, è oro per me. Il pensiero di un intero popolo a cui viene strappata la storia? Be', per me ha senso. Non ha senso per me parlarne con lei, o con questi individui con cui mi ritrovo a condividere la classe. Che può sapere uno come Nathaniel di cosa voglia dire essere diversi dagli altri? Palese è uno che regurgita le informazioni che legge in giro senza pensarci davvero. Off game No, non credo che Ana abbia una poker face, al contrario. Solo che lei non lo sa.