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  1. Corridoio del terzo piano Aslaug non deve neanche perdere tempo a confrontare chiave e serratura. La chiave è più grande, più antica, e palesemente non corrisponde a quella serratura.
  2. Bayla Rosenthal Sotto lo shul
  3. Lockham Behavioral Care Center Il gruppetto si muove lungo le strade di Lockham, discutendo senza troppo riguardo per il tono della voce. Ma qui nessuno sembra farci caso: siete parte del paesaggio tanto quanto i marciapiedi crepati e le luci rotte. Dopo pochi minuti di cammino, lo vedete: il Lockham Behavioral Care Center. Un edificio basso, largo, costruito in cemento grigio e pannelli prefabbricati ormai scoloriti. Le finestre sono strette, protette da grate sottili, abbastanza da non dare nell’occhio a una prima occhiata, ma impossibili da ignorare. L’insegna è pulita, fin troppo, come se fosse stata sostituita di recente per coprire il resto della struttura che cade lentamente a pezzi. Il parcheggio è mezzo vuoto. All’interno, l’aria cambia subito. Odore di disinfettante. Troppo forte. La hall è illuminata da luci al neon fredde. Le pareti sono dipinte di un beige anonimo, pensato per essere rassicurante ma che riesce solo a risultare stancante. Qualche sedia in plastica è disposta lungo i muri, un tavolino basso con riviste vecchie di anni. Alla reception, dietro un vetro spesso con un piccolo sportello scorrevole, c’è una giovane donna, ispanica, probabilmente. Capelli biondi tinti, con le radici scure ben visibili. Un filo di trucco sbavato sotto gli occhi. Ha quell’aria tipica di chi lavora troppo, dorme poco e ha smesso di aspettarsi qualcosa di meglio. Non alza nemmeno lo sguardo quando entrate. Nella sala d’attesa ci sono altre quattro persone. Un uomo sulla cinquantina legge un giornale vecchio, girando le pagine con lentezza quasi rituale. Due persone, un ragazzo e una donna, sono chine sui loro telefoni, completamente assorbite. E poi c’è una ragazzina, seduta dritta con le mani sulle ginocchia e gli occhi fissi davanti a sé. Non sbatte le palpebre nemmeno quando entrate. offgame @Mezzanotte
  4. Corridoio del terzo piano Quentin resta dov’è, esitante, lo sguardo che vaga tra voi due e quel muro come se non sapesse bene da che parte stare, non sapendo che il suo futuro da Figlio del Giovedì è estremamente in bilico. Elsa e Aslaug invece si mettono al lavoro. I mattoni, una volta capito il trucco, non sono così solidi come sembravano. Non sono cementati davvero, sono stati sistemati con cura, ma senza vera intenzione di renderli permanenti. Uno dopo l’altro cedono. Basta fare leva con le dita, spingere nei punti giusti, e si spostano con relativa facilità. Non serve neanche tutta quella forza. Nel giro di pochi istanti riuscite ad aprire un varco sufficiente. Dietro, la superficie metallica della porta è ormai ben visibile. Liscia. E soprattutto, proprio dove Elsa aveva intuito, si intravede chiaramente la serratura.
  5. Quando volete spostarvi, fatemi un fischio e procedo (la considero la stessa scena, quindi non c'è bisogno di spendere altro Glamour @Theraimbownerd )
  6. Va benissimo, se vuoi aggiungere un post in merito sei libero, ti rispondo anche già stasera
  7. Gente, scusate se rispondo subito ai messaggi, ma l'azione di Taiga mi sembrava un punto giusto in cui andare avanti, così avete più cose a cui reagire. Interrompetemi in ogni momento se il ritmo vi sembra troppo sostenuto. Ah, visto che è difficile trovate foto dei Veri Volti dei vostri personaggi, ho provato a fare qualcosina. Se non vi piacciono, disregard.
  8. Stazione di Polizia di Lockham - Interno L’agente abbassa lo sguardo giusto il tempo necessario a leggere la targhetta sul petto, come se dovesse ricordarsi lui stesso chi è. John DeRienzo. Quando Taiga pronuncia il suo nome, ha un piccolo sussulto. Poi arriva tutto il resto. Diventa paonazzo nel giro di pochi secondi. "S-sì… sì, signora… cioè-sì." Le mani tremano leggermente mentre torna al computer, questa volta premendo davvero qualche tasto, ma senza grande coordinazione. Poi si blocca, annuisce a sé stesso e si allontana quasi di scatto. "Un attimo, ve li stampo, subito" Sparisce dietro una porta laterale. Lo sentite armeggiare con una stampante che tossisce vita a malapena. Quando torna ha una piccola pila di documenti tra le mani. Li tiene come se fossero più importanti della sua uniforme. Li posa sul bancone, poi, come se non riuscisse a trattenersi, inizia a parlare. Se ne frega persino delle persone in sala. "Allora... Katie Sato. Festa a casa sua, ieri sera. A un certo punto ha… avuto un episodio. Così, dal nulla. Urlava, agitata, come… come una psicosi, direi." Deglutisce. "Uno degli amici ha chiamato noi. Gli agenti sono intervenuti, ma non è successo nulla di grave. Nessuna accusa. Nemmeno resistenza a pubblico ufficiale. I colleghi saranno stati in stato di grazia." Fa un mezzo sorriso nervoso. "Solo che… era ancora fuori di sé. Così l’hanno portata al Lockham Behavioral Care Center. È qui in zona. Non è…" abbassa la voce "…non è Fincher Park, ecco. Ma comunque non è un bel posto." Si schiarisce la gola, poi continua, sempre più rapido, come se parlare lo aiutasse a non pensare. "Jamal Carter, sparito circa un mese e mezzo fa. La madre dice che aveva problemi a scuola, con la ragazza… roba così. Pensiamo sia finito in brutti giri. Gang. Non è sparito, probabilmente non vuole farsi trovare." Scrolla le spalle. "Harold Bennet, due settimane fa. Uscito per andare a lavoro, mai arrivato. La figlia ha denunciato. Stiamo… cioè, stanno ancora cercando, ma…" esita "Probabile inizio di demenza. Succede. Si perdono." Non ha un ulteriore foglio. "Isabella Ramirez…" aggrotta la fronte "Non è nei nostri database. Se non era registrata…" alza le mani "Capite." Poi vi guarda, o almeno ci prova, con un sorriso tirato. "Sapete più di noi, tenente!" Ridacchia. Troppo forte. I fogli sul bancone, invece, raccontano una storia molto più semplice: per la polizia, quei casi sono già chiusi. Offgame
  9. Corridoio del terzo piano Elsa preme contro i mattoni subito oltre la porta appena aperta. Per un attimo... niente. Ma uno dei mattoni non è come gli altri, vi appare più fragile. Cede. Non si incrina nè si spezza, ma scivola indietro, come se non fosse stato davvero fissato bene. O magari è l'umidità che fa il suo sporco lavoro. Cade con un tonfo ovattato dall’altra parte. Un piccolo vuoto si apre davanti a voi. E attraverso quel varco si intravede qualcosa che non dovrebbe essere lì. Metallo. Una superficie liscia, fredda, completamente fuori posto rispetto ai mattoni grezzi che la nascondevano. Allargando appena l’apertura, quanto basta per guardare meglio, capite subito: non è un muro vero. È una copertura. Dietro c’è una porta, spessa, rinforzata, da caveau. Qualcuno ha murato l’ingresso alla sala del tesoro. Come a significare che i nuovi proprietari del castello non si meritino quell'accesso senza prima un po' di sana esperienza.
  10. Stazione di Polizia di Lockham - Interno Entrate tutti insieme, compatti, con Taiga in testa. L’interno è esattamente come ve lo aspettavate: luci al neon un po’ troppo fredde, pavimento lucido ma consumato, odore vago di caffè vecchio. Dietro il banco della reception c’è un giovane agente: frangia troppo lunga, naso importante, mascella poco convinta. Sta facendo scorrere qualcosa sullo schermo con aria annoiata. Oltre lui ci sono altre tre persone sedute su dei banchetti nella sala d'aspetto, troppo pulite per essere criminali. Staranno aspettando dei documenti, o in attesa di una denuncia. Foto dell'agente alla reception Poi vi vede. O meglio, vede Taiga. Il cambiamento è immediato. Si raddrizza di scatto sulla sedia, quasi la rovescia, poi si rimette in piedi troppo velocemente, rigido come un palo. Le dita si posano sulla tastiera, ma non sembrano davvero premere nulla. "S-sì, certo… certo." Non vi guarda davvero. Fissa un punto vago tra il monitor e il bancone mentre le sue mani mimano il lavoro. Sa già senza dover cercare. "Katie Sato… sì… sì, confermo." Pausa. "Non è praticamente neanche entrata qui. È stata trasferita subito. Protocollo standard in questi casi…" aggiunge, come se stesse recitando qualcosa. "Ma lei ovviamente lo sa." Si sporge appena in avanti, abbassando la voce. "Centro di cura psichiatrico qui a Lockham. Non… non Fincher Park, ok? Quello è per i…" esita un attimo "…casi seri." Le sue dita si fermano del tutto. Poi, senza mai incontrare davvero lo sguardo di Taiga, aggiunge, sempre rivolto a lei: "Posso… posso chiedere cosa ci fate qui? Voglio dire…" deglutisce "…non si vede spesso un gruppo così… variegato, da queste parti. Non in sua compagnia, ecco."
  11. Aaah scusami @Ladon non mi ero accorto del messaggio! Tutti i muri sono in pietra.
  12. Bayla Rosenthal Sotto lo shul
  13. @Mezzanotte Rolled: [9 8 5 5 1] X again / rote rolls: [] Successes: 2 Sono 5 dadi e non 6 perché hai Sotterfugio a 0, e questo comporta un -1 sulla riserva di dadi. Che comunque è più che sufficiente perché hai Presenza 4. Che ti dà anche Status 4 per quanto riguarda i tuoi bersagli. Praticamente anche se sei vestita come una scappata di casa, per i poliziotti hai il rango di Tenente, cosa che in effetti ti rende molto importante... finché ti comporti come un Tenente. Sempre se vuoi fare finta di essere un poliziotto, ma credo tu intendessi quello.
  14. Lockham - Esterno, verso la stazione di polizia Dopo aver raccolto tutto quello che potevate, lasciate l’appartamento di Katie così com’era, con la sua bella porta sfondata. La stazione di polizia non è lontana, e decidete di andarci a piedi. È una classica caserma di polizia americana: costruzione bassa in cemento chiaro, bandiera a stelle e strisce che sventola stanca su un’asta inclinata, insegna blu scolorita con scritto POLICE. Davanti, un piccolo parcheggio con qualche volante e un paio di auto civili. Non sembra esserci molta attività al momento. @Theraimbownerd Offgame
  15. Esatto, non c'è stata una violenta colluttazione quando è stata prelevata, almeno dalla visione dello schermo. Un po' di resistenza c'è stata, ma non è stata presa a pugni, per intenderci. Specifico che nello schermo non c'erano altre persone oltre Katie e le persone in uniforme. Quindi la festa era evidentemente finita, o gli invitati dispersi dalle forze dell'ordine.
  16. Corridoio del terzo piano Aslaug abbassa la maniglia senza incontrare resistenza alcuna. La porta si apre. Ma davanti a voi non c’è una stanza. Non c’è nulla. Solo un muro. Mattoni nudi, grezzi, ammassati uno sull’altro a pochissima distanza dalla soglia. Non c’è neanche lo spazio per entrare davvero: la porta si apre giusto quanto basta per rivelarlo.
  17. @Mezzanotte Katie Sato non è una cortigiana perché è umana.
  18. Bayla Rosenthal Sotto lo shul
  19. Appartamento di Katie Sato Mentre Taiga sfoglia distrattamente gli schizzi e mastica la piuma, e Manuel osserva l’origami, Lyam si concentra sulla stanza da letto. Non ci sono segni evidenti di rituali, né simboli tracciati, né residui di Glamour sparsi nell’ambiente. La stanza è normale. Troppo ordinata, quasi. Però qualcosa stona. Tra le polaroid appese sopra il letto, una decina, scatti di vita quotidiana, feste, volti sorridenti, ce n’è una che attira subito la tua attenzione. Per un umano, la persona nella foto sarebbe solo una ragazza. Per voi no. La Maschera non regge di fronte ai vostri sensi, anche attraverso scatti fotografici. La potete vedere per quello che davvero è: una di voi. La figura nella foto è una donna dalla carnagione olivastra, probabilmente di origine indiana. I capelli sono scuri alle radici (in questo caso quasi letteralmente), ma virano gradualmente al verde, fino a diventare vere e proprie foglie, intrecciate in due trecce portate sul davanti, punteggiate da piccoli fiori. La riconoscete. Elara Verdance. Cortigiana di Primavera. L’avete incrociata almeno un paio di volte a corte. Nel frattempo, Manuel solleva leggermente l’origami con il fazzoletto. Non è carta, e questo l'avevate già capito. È una foglia vera, piegata con una precisione maniacale. E mentre la osservi, senti qualcosa: una sensazione leggera, come una brezza fresca sulla pelle, un battito d’ali appena percettibile. Non sai cosa sia. Ma una cosa è certa: è magia. Lyam torna nel soggiorno. Trova una superficie riflettente, lo schermo spento della televisione. Con un gesto secco si incide il polso, lasciando colare copioso sangue sulla superficie. Per te è normale, non è così diverso da scrivere dei segreti sulla tua pelle papiracea. Per qualche secondo non succede nulla. Poi il sangue viene assorbito dallo schermo. La superficie cambia. Non riflette più voi. Si increspa, e poi il tempo si riavvolge, rapido, come una vecchia videocassetta mandata all’indietro. Le immagini si stabilizzano. Si torna a ieri sera. La visuale è imperfetta, distorta dalla superficie dello schermo, ma sufficiente a capire la situazione. Non ci sono altre persone sulla scena dell'ingresso dell'appartamento oltre tre figure in uniforme, di polizia, entrate nel punto di vista dello schermo all'interno della stanza trascinando con sè una donna, che dovete immaginare essere Katie, visto che i capelli corrispondono a quelli della foto che avete con voi. Si dimena, urla qualcosa (ma non potete sentire, visto che il riflesso mostra solo ciò che appare, ma non i suoni!), si agita come una furia mentre cerca di liberarsi. La trascinano via. L’immagine trema, poi li perde dal suo punto di vista. Ma c’è un dettaglio che solo Lyam coglie pienamente, vista la sua natura di changeling dell'oscurità. Osservando con occhi allenati al soprannaturale… non c’è nulla di non umano in loro. Qualunque cosa sia successa, quei tre erano mortali. Offgame @Voignar
  20. @Ipergigio Rolled: [3 3 10 9 8] X again / rote rolls: [6] Successes: 3 Hai ottenuto un sacco di successi, ma non abbastanza per capire quale sia la natura dell'effetto magico. Però sì, l'origami è impregnato di soprannaturale. @Voignar Reflections of the Past è molto specifico. Devi proprio dirmi esattamente o quanto indietro vuoi andare nel tempo o se c'è un evento specifico che vuoi vedere, che può essere "quando Katie ha perso la testa" o "quando Katie è stata rapita da casa sua". Specchi purtroppo nell'ingresso non ce ne sono (anche se il monitor della tv riflette e ovviamente lo puoi usare, ma la qualità del riflesso sarà peggiore), altrimenti ce ne è uno in bagno e un altro (alto e da terra) nella stanza da letto, al lato del letto. Anche se decidessi di non attivarlo, nel dubbio ho tirato. Rolled: [6 5 7 1 7 10] X again / rote rolls: [10 2] Successes: 2 Success! Se non vuoi spendere 1 Glamour puoi tagliarti da solo fino a perdere sangue (abbastanza da subire 1 danno letale) e farlo cadere sulla superficie riflettente. La superficie assorbe il sangue, quindi non ti preoccupare che tracce biologiche del tuo sangue non verrebbero usate contro di te.
  21. @Ipergigio se vuoi spendere 1 Volontà posso farti tirare per l'azione di Comprensione (kenning)...
  22. Corridoio del terzo piano Elsa colpisce il muro con il calcio del fucile. Tok. Il suono non è quello che vi aspettereste da una parete piena. Non è completamente sordo. C’è una leggera vibrazione, un ritorno d’aria appena percettibile, come se dietro ci fosse spazio. Non è un muro “pieno”, o almeno non del tutto. Aslaug, intanto, si avvicina alla porta in fondo al corridoio. Toc. Toc. Il suono è completamente diverso. Secco. Smorzato. Nessuna eco.
  23. Va benissimo, ovviamente se è un tiro specifico che volete fare voi avvisatemi per la spesa di Volontà (non la posso aggiungere dopo aver tirato!)
  24. @Theraimbownerd non so se hai capito bene o sto interpretando male io, ma Katie non è un Perduto.

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