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SNESferatu

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  1. Tempio occulto L’espressione di Manfred si irrigidisce visibilmente alle vostre parole. Il sorriso si trasforma in una smorfia di fastidio, poi di aperta irritazione. La luce spettrale inizia a muoversi più velocemente, come agitata da un vento improvviso che però nella stanza non esiste. "Un lavoro… decente?" ripete lentamente. Si sporge appena in avanti, gli artigli che stringono la lanterna mentre la luce verde si intensifica. "Decente?" "Io ho salvato questo posto!" ringhia. "L’ho strappato all’abbandono! A quella donna irresponsabile che lo avrebbe lasciato marcire pietra dopo pietra!" Un gesto brusco della mano artigliata verso il documento inchiodato all’armadio. "Questo castello è mio. Legalmente. Legittimamente. Meritato!" "E voi arrivate qui… nelle mie fondamenta… a parlarmi di lacune? Di miglioramenti?" Un passo avanti, o meglio, un lieve scivolare nell’aria. "Volete aiutarmi?" sputa quasi la parola. "E allora assaggiate la mia birra!" La vasca gorgoglia piano davanti a voi, mentre la luce della lanterna si affievolisce, per poi prendere forza ed esplodere di luce. Sentite una profonda tentazione di avvicinarvi sempre di più al calderone... ma tutti riuscite a resistere all'incantamento. Ma ora sapete che Manfred ce l'ha con voi, personalmente. Quentin evidentemente perde la testa, e con i tirapugni in mano corre contro Manfred Ask, cercando di sferrargli un pugno... mancando completamente la mira, rischiando di perdere anche l'equilibrio e di finire nel calderone. Che però riesce miracolosamente a evitare con lo sguardo. Mentre Manfred ride, e ride. Non ha neanche provato a evitarlo. Offgame
  2. "Mamma mamma, una macchina si muove da sola senza conducente" "Dannato Elon Musk, ha colpito ancora"
  3. @Theraimbownerd Non arriverebbe subito perché anche Tayam deve trovare un portale per la Siepe, ma tecnicamente potrebbe arrivare. Prima o poi. Considera che ora inizia una nuova scena, e quindi se non usi Glamour Tayam si riformerà nella Siepe. Tra un giorno però.
  4. Bayla Rosenthal Sotto lo shul
  5. Tempio occulto L’espressione dello spirito cambia appena il nome Linnea viene pronunciato. Per un istante il sorriso divertito si incrina. "Linnea…" ripete lentamente, con un tono che si fa più basso, più duro. Si raddrizza sul mobile, stringendo appena la lanterna, e vi squadra con occhi che ora brillano di una luce meno amichevole. "Ah. Quindi è stata lei a mandarvi! Altro che vendita del castello, il castello è mio!" Segue un breve sbuffo, quasi una risata amara. "Quella donna non aveva idea di cosa fare di questo posto. Un rudere, lasciato a marcire! Io ho fatto ciò che andava fatto." Si picchietta il petto. La voce si alza leggermente, caricandosi di una punta di irritazione. "L’ho preso. L’ho reso… qualcosa di più." Le luci attorno a lui si agitano appena, come a riflettere il suo stato d’animo. "Responsabilità, disciplina… concetti che le erano del tutto estranei." inclina la testa. "Se fosse rimasto nelle sue mani, questo castello sarebbe solo polvere e muffa ormai." L'ironia del fatto che ora è davvero solo polvere e muffa non lo scalfisce. "Quindi… siete qui per giudicarmi? O per capire?" Un sorriso sottile torna sulle sue labbra, ma questa volta non ha nulla di cordiale. "Scegliete bene la risposta."
  6. Lockham Behavioral Care Center Lyam non perde altro tempo. Si avvicina alla finestra con cautela. Le dita sfiorano il vetro, e per un istante sembra non accadere nulla. Poi, a bassa voce, quasi un sussurro, pronuncia una breve nenia. Il vetro vibra sotto il suo tocco, quasi come se fosse una superficie liquida. Quindi il Perduto spalanca la finestra con un gesto secco. E il mondo cambia di nuovo, al di là del davanzale non c’è più Lockham. La luce si fa più debole, filtrata da qualcosa che non riuscite a vedere, come se il cielo stesso fosse coperto da una volta malata. Gli edifici, le strade, ogni cosa appare più consunta, più piegata su sé stessa, come una copia sbagliata della realtà che state lasciando alle vostre spalle. L’aria che entra dalla finestra è diversa, più fredda, con un odore sottile di terra umida. Davanti a voi si erge la Siepe, ed è la prima volta che la affrontate insieme. Offgame
  7. Tempio occulto Lo spirito inclina leggermente la testa mentre ascolta le vostre risposte. Per un attimo resta in silenzio… poi scoppia in una risata bassa, roca. "Sciocchini…" borbotta, scuotendo appena il capo. Solleva la lanterna, facendola oscillare lentamente, e indica la vasca. "Non è per il bagno." aggiunge, quasi divertito. "Questa… è roba da bere! La broda del mio impero!" La luce spettrale freme appena, come se reagisse alle sue parole. "E allora?" continua, guardandovi uno per uno. "Perché siete venuti fin qui, fino a me, se non per la mia broda? Non vi ho ancora chiamato!" Intanto, osservando meglio la stanza, vi rendete conto che c’è abbastanza spazio per muoversi lungo il perimetro ed aggirare la vasca senza rischiare di finirci dentro… almeno, non per errore. Un odore vi arriva alle narici. Sa di fermentato. È birra, almeno all'odore. Da dove siete non riuscite a vedere il contenuto del calderone, oltre al fatto che brilla di verde. A quanto sapete, la birra non brilla di verde. Elsa riesce a distinguere meglio il documento inchiodato all’armadio: è chiaramente un atto, una compravendita probabilmente. Ma non solo. Sopra, tracciata con cura, c’è una mappa, che somiglia vagamente a quella che avete usato finora.
  8. Per fortuna @Voignar ha il vantaggio Common Sense per cui posso ricordarvi che potete aprire lo stesso portale che ha aperto il tizio e porterà nello stesso posto. Ma sarà merito di Lyam ricordare che potete farlo, il vantaggio è suo. Se volete, of course.
  9. Bayla Rosenthal Sotto lo Shul
  10. Tempio occulto La chiave gira nella serratura con un suono secco. Click. La porta del tempio si apre lentamente, lasciando uscire un’aria fredda, ancora più fredda di quell'umidità dei sotterranei. Entrate. Il tempio occulto è grande più o meno come la biblioteca, ma non ha retto abbastanza al passare del tempo. A terra, sparsi ovunque, ci sono ancora resti di rituali: arazzi con pentagrammi strappati, bacchette spezzate, calderoni rovesciati, altari infranti, statue di creature infernali abbattute e mutilate. Al centro della stanza, però, c’è ciò che cattura subito lo sguardo. Una grande vasca in ghisa, alta circa un metro, larga due. Dall'esterno notate che emana una luce verde fredda, sufficiente a illuminare l’intero ambiente con riflessi malsani. Dall’altra parte della vasca si erge un armadio intagliato con figure demoniache. Sulla sua anta è inchiodato un documento. E sopra l’armadio… C’è lui. Un vecchio barbuto, dall’aspetto spettrale, che emana la stessa luce verdastra. Ha una pipa tra le labbra, un cappello calcato sulla testa, ali membranose simili a quelle di un pipistrello che spuntano dalla schiena, e mani artigliate. Nella destra tiene una lanterna che brilla dello stesso verde malato. Attorno a lui danza una sola luce spettrale, che ormai conoscete bene. Il suo sguardo è sempre verso il basso, ma ogni tanto esita verso dove dovrebbe essere il laboratorio. Quando la creatura spettrale vi vede, sorride appena. Poi solleva la lanterna in un gesto quasi cordiale. "Ah… ospiti." la sua voce è calma, quasi divertita. "Finalmente. Sono Manfred Ask, immagino abbiate sentito parlare di me!" Fa un cenno verso la vasca. "Ma prego, immagino che sia questo il motivo per cui siete venuti fin qui. Avvicinatevi. Guardate dentro."
  11. Lockham Behavioral Care Center Iniziativa Individuo: 10 + 3 + 5 - 4 (causa Katie) = 14 Lyam: 7 + 6 = 13 Aaron: 5 + 4 = 9 Manuel: 1 + 5 = 6 Taiga: 4 + 3 + 3 = 10 Ordine Iniziativa: Individuo, Lyam, Taiga, Aaron, Manuel. Succede tutto in una frazione di secondo, troppo in fretta perché possiate davvero coordinarvi, troppo in fretta perché anche solo l’istinto riesca a stare al passo con ciò che avete davanti. L’uomo reagisce prima. Non c’è esitazione nei suoi movimenti. Con un movimento secco, quasi animalesco, si spinge all’indietro oltre il davanzale trascinando con sé Katie, il suo corpo inerte che oscilla appena tra le sue braccia. Poi la sua mano libera scatta e il vetro si richiude con un colpo netto. Lyam è il primo ad arrivare, lanciato in avanti con una velocità sorprendente, abbastanza da sfiorare quasi il corpo di Katie mentre sparisce oltre la soglia. Ma ciò che incontra è solo la superficie fredda e improvvisamente solida del vetro. Evita per un soffio di finirci addosso. Subito dietro di lui, Taiga si muove come una forza della natura, il corpo che scivola sulla parete con quella grazia innaturale che le appartiene, pronta a piombare sulla preda… ma la preda non c’è più. Anche per lei, l’impatto è mancato per un istante. Aaron e Manuel si muovono a loro volta, ma ormai è troppo tardi. Formate una bella folla davanti a un pugno di mosche. E quando i vostri occhi tornano oltre il vetro, non c'è più quel paesaggio improbabile. Solo Lockham, con la strada che avete percorso poco prima. Off game
  12. Ne esistono online, ma non da me perché la 3.5 l'ho saltata a piè pari (oltre che per la lore). Ci sono tante e diverse versioni dell'ambientazione di Hyrule per D&D anche per 3.5, tipo questa. Si ferma a Twilight Princess, ma è abbastanza completo.
  13. @Theraimbownerd: che tipo di arma è? Mi serve per calcolare le penalità di iniziativa.
  14. Lockham Behavioral Care Center La stanza è nel caos più totale. Vestiti, cuscino e lenzuola per terra. Un letto è stato trascinato con forza fino a urtare contro il muro vicino alla finestra, lasciando segni evidenti sul pavimento. Una sedia è rovesciata, una delle gambe piegata. Il comodino è stato spostato in un angolo e il cassetto pende aperto. Sopra il letto, vicino alla finestra spalancata (inspiegabilmente spalancata visto il posto in cui vi trovate che dovrebbe essere a prova di fuga) c’è qualcun altro. Un uomo. O almeno così direbbe chiunque altro che non sia della vostra "specie". Il suo corpo è un mosaico di cicatrici, composto da tagli sottili e profondi e vecchie ferite da arma da fuoco. Il naso è rotto in più punti. Sulla sua pelle, a eccezione del volto, spunta un pennaggio irregolare, opaco, nei toni sporchi del grigio, del verde e del violaceo. Non è elegante, e tantomeno non è maestoso: è consumato, come il resto. Sta già passando oltre il davanzale. Con una mano tiene Katie, sollevata contro di sé, mentre con l’altra le copre la bocca in un gesto ormai inutile. La ragazza non oppone alcuna resistenza, il corpo molle come quello di qualcuno profondamente addormentato. Nel momento in cui entrate, i suoi occhi scattano su di voi. Non vi aspettava. Accelera per uscire dalla stanza, trascinando Katie con sè. Oltre la finestra, ciò che si intravede non è ciò che dovrebbe esserci. Non è il parcheggio, né la strada da cui siete arrivati. La luce è diversa, più fioca, come filtrata da qualcosa che non riuscite a vedere. Gli edifici, per quel poco che si scorge, sembrano più degradati, più consumati, in una versione persino più stanca e marcia di Lockham. Il letto più vicino alla porta, quello praticamente accanto a voi, è perfettamente in ordine. Le lenzuola sono tirate, il cuscino sistemato. Sopra le coperte, una giovane donna dai capelli biondi, immobile, sdraiata sul fianco, dal volto rilassato e un po' smunto. Dorme. O almeno, così sembra. Beata lei? Ritratto dell'individuo
  15. Bayla Rosenthal Sotto lo shul
  16. Lockham Behavioral Care Center La receptionist non vi accompagna oltre quella seconda porta. Dopo avervi indicato la direzione con un gesto sbrigativo, si limita a lasciarvi andare, come se per lei la questione fosse già chiusa nel momento stesso in cui ha dato l’informazione. Saluta solo Aaron. Man mano che avanzate, i numeri sulle porte scorrono lenti e regolari. Non ci sono suoni, né voci, né movimenti visibili. Solo il ronzio costante delle luci al neon sopra le vostre teste. Quando arrivate davanti alla stanza 106, vi rendete conto che si trova esattamente a metà del corridoio. La porta è chiusa, semplice, bianca come il resto, senza finestrelle o spiragli che permettano di vedere all’interno. Nulla che distingua quella stanza dalle altre, se non ciò che si sente da dentro. Perché qualcosa si sente. Un rumore sordo, improvviso, come se un oggetto fosse stato spinto o urtato contro il muro. Dopo quel colpo, arriva un mugugnare basso, indistinto. Passano pochi secondi e il rumore si ripete. Un altro urto, seguito dallo stesso borbottio continuo. Nessuno interviene e nessuno si affaccia. È evidente che questi suoni non sono un’eccezione, ma parte della normalità del posto, qualcosa che il personale ha imparato a ignorare, o che forse ha scelto di ignorare.
  17. Sotterranei Aslaug ed Elsa non perdono altro tempo e si dirigono verso le scale, scendendo piano dopo piano fino a tornare nelle profondità umide del castello. L’aria si fa più fredda, più pesante, mentre riconoscete i corridoi già percorsi e infine vi ritrovate davanti alla porta del tempio occulto. Basta uno sguardo per capirlo: la chiave che stringete è proprio quella giusta per la serratura. Alle vostre spalle, Quentin vi segue con qualche passo di ritardo. Lo sguardo è assente, perso in chissà quali pensieri lontani, forse troppo lontani da questo posto. Rimane in silenzio, quasi trascinato dagli eventi più che partecipe. Viene naturale chiedersi quanto sia davvero adatto a tutto questo.
  18. Non ti preoccupare, non sto considerando Quentin, ma lo muovo io. Aspetto shadyfighter per continuare.
  19. Contento per la nuova edizione di 7th Sea. La prima edizione è molto anni 90 nel bene e nel male, la seconda edizione è narrativa nel modo sbagliato (ne ho letto pochissime persone parlarne bene), quindi spero finalmente in un qualcosa di giocabile. Di Neopets avevo sentito parlare persone che hanno partecipato al playtest, il cui commento è stato solo di sgomento. Non sono il target del gioco, ma per Neopets un guscio di regolamento stile D&D 5e non mi sembra la scelta migliore.
  20. Bayla Rosenthal Sotto lo shul
  21. Lockham Behavioral Care Center La donna dietro al vetro sembra cambiare atteggiamento quasi impercettibilmente, ma abbastanza perché la differenza risulti chiara a tutti voi. Le parole di Aaron, più che il tono di Taiga o le pressioni velate degli altri, sembrano trovare un terreno familiare: non è la prima volta che sente qualcosa del genere, e probabilmente non sarà l’ultima. Si sistema appena sulla sedia, l’aria sempre stanca ma ora leggermente più collaborativa. Le dita scorrono sulla tastiera con una certa pigrizia, come se stesse svolgendo un compito ripetitivo che non richiede davvero attenzione. Dopo qualche secondo prende un foglio, lo controlla senza troppo interesse e infine annuisce tra sé e sé. "La signora Sato… sì, è qui. Stanza 106". Vi comunica il numero della stanza con tono piatto, poi si alza, recupera il badge dal collo e si sposta verso una porta laterale accanto al banco. Con un gesto automatico la apre, facendo cenno di passare. "Prego." Prima che vi muoviate, il suo sguardo torna brevemente su Aaron, e accenna una sorta di scusa distratta. "Mi scusi per prima… avvocato." Le provocazioni di Taiga, invece, sembrano non aver lasciato traccia. Quando parla, è quasi come se stesse commentando a voce alta un pensiero generico più che rispondendo davvero. "Qui è tutto di seconda mano," dice, senza guardarla direttamente. "Non come per voi medici… o avvocati. C'è sempre bisogno di aiuto." E fa il segno dei soldi con la mano. Poi scrolla leggermente le spalle, come a voler chiudere lì la questione. "In ogni caso, queste sono cose che gestisce la polizia. Se la paziente è qui, un motivo ci sarà. A me non interessa quale. Non è il mio lavoro." Nel frattempo, mentre gli altri si muovono, Lyam nota meglio la ragazzina seduta nella sala d’attesa. Non è tanto il fatto che sia immobile a colpire, quanto la qualità innaturale di quell’immobilità. Solo osservandola con attenzione si accorge che le sue labbra si muovono appena, quasi senza suono. Eppure qualcosa esce, un filo di voce troppo basso per essere colto chiaramente, ma sufficiente da distinguere alcune parole spezzate. "…firma… le carte… dimissioni…" Le ripete con un ritmo irregolare, senza inflessione, senza intenzione. Non sembra stia ascoltando voi, e nemmeno reagendo alla vostra presenza. Piuttosto, è come se stesse riecheggiando qualcosa che ha già sentito, svuotato di significato. Sembra quasi catatonica. Superata la porta, l’ambiente cambia in modo sottile ma percepibile. Il corridoio che si apre davanti a voi è lungo, illuminato da luci al neon che rendono tutto uniforme, quasi sterile. Le prime porte che incontrate sono uffici: alcune socchiuse, da cui filtrano voci basse, il rumore di una sedia che si sposta, il ticchettio regolare di una tastiera. Le stanze dei medici. Proseguendo, sulla destra si apre una sala più ampia. È una stanza per attività, probabilmente usata per terapia di gruppo o occupazionale. Le sedie sono disposte in modo ordinato, ma lo spazio appare semivuoto. Due pazienti occupano angoli opposti della stanza: uno è seduto immobile, lo sguardo perso nel vuoto, mentre l’altro disegna su un foglio con movimenti lenti e ripetitivi. Un uomo è nella stanza con loro, a sorvegliarli più che ad aiutarli. Fa un cenno alla segretaria mentre passate, sorridendo. Poco più avanti, una seconda porta separa quest’area da quella più interna. La receptionist passa il badge con un gesto ormai meccanico e la serratura scatta con un suono secco. Quando la porta si apre, la differenza diventa molto più netta. Il corridoio oltre è identico nella struttura, ma completamente diverso nella sensazione che trasmette. Le porte sono tutte chiuse, allineate lungo le pareti, ciascuna contrassegnata da un numero. Offgame
  22. Bayla Rosenthal Sotto lo shul
  23. Considerato che ho deciso il "canovaccio" dell'avventura prima che sceglieste i vostri poteri, non si sa mai. Le segretarie degli studi medici hanno poteri che non ti aspetti.
  24. @Theraimbownerd Rolled: [5 1 7 5 9 1 2 2] X again / rote rolls: [] Successes: 1 Un solo successo. Con otto dadi. Per un soffio, proprio. Ottieni anche la Condizione "Collegato" (Connected). Sei magicamente connesso alle energie delle... segretarie degli studi medici. Ottieni +2 a tutti i tiri legati a loro. EDIT: Avevo sbagliato topic, hohoh
  25. Corridoio del terzo piano Aslaug si avvicina al muro del corridoio, tastandolo con attenzione, cercando qualche imperfezione, un mattone fuori posto, qualcosa che ceda come quelli appena rimossi. Ma qui è diverso. La superficie è solida e compatta. Elsa la affianca, prova a sua volta a premere, a battere leggermente in più punti… ma il suono è sempre lo stesso. Nessun vuoto sotto, nessun cedimento. Questo muro non è stato improvvisato, è un muro vero. Niente passaggi nascosti. È come se qualcuno, a un certo punto, avesse deciso semplicemente di chiudere quella parte del castello. Tagliarla fuori. Dimenticarla.

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