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Dragons´ Lair

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SNESferatu

Circolo degli Antichi

Tutti i contenuti pubblicati da SNESferatu

  1. Bagno del secondo piano Roland deglutisce, gli occhi che guizzano fra Elsa, Aslaug e Quentin come se avesse paura che uno di voi possa svanire da un momento all’altro. "Io…" sgrana le dita nervosamente sul bordo della maglietta sporca. "Sono un poveraccio. Uomo di strada. Con una banda di ragazzi." Abbozza un sorriso amaro. "Facevamo cavolate, niente di grave. Rubiamo, cioè." La sua voce si incrina leggermente. "Poi…" inspira a fondo. "Poi ho visto loro. Quelle diavolo di fate." La parola è pronunciata quasi in un sussurro reverenziale. "Stavano danzando sulla tomba di mia madre. Sì, proprio così, diocristo. Luci vive. Belle. Mi hanno chiamato." Roland prosegue, le mani che ora tremano leggermente, che si muovono rapidamente energicamente durante il racconto. "Dopo quella notte… non riuscivo più a stare con gli altri. Mi davano fastidio, mi facevano male gli occhi solo a guardarli. Così me ne sono andato dalle palle. Ho dormito dove capitava. Poi…" indica vagamente verso l’alto, verso il castello, "…poi le luci sono tornate. Non quelle della tomba. Altre. Sono i miei angeli. Loro, e il loro padrone." Sorride appena, un sorriso stanco. "Mi dicevano che qui sarei stato al sicuro. Che questo castello era casa." La sua espressione cambia, diventa dura, tesa. "Ma ho capito che qualcosa non andava." Abbassa lo sguardo, le spalle che si stringono. "Due giorni fa ho visto gli angeli portare una donna in giro per la casa… come se stessero giocando con lei. La guidavano da una stanza all’altra, come in un labirinto. E poi… puff. È sparita." Cede un passo indietro, nervoso. «Come è successo a quello grosso tra voi. Io penso che l’abbiano portata giù, nella cantina. Lì non ci vado. Lì nessuno sano di zucca dovrebbe andare." Poi si tocca la tasca e ne tira fuori un foglietto stropicciato, che porge ad Elsa. "Un’ora dopo è arrivato un uomo. Gridava il nome della donna. Non l’ha trovata. Ha scritto questo, l’ha lasciato nel corridoio. Poi è salito al terzo piano." Roland rabbrividisce "Ho sentito una specie di urlo. Uno… brutto. E non è più sceso." Tace. Poi aggiunge, con un filo di speranza: "Ho ancora la lettera. Se può aiutarvi… prendetela." "Non so cosa c'è scritto, però." È evidente che il ragazzo non sappia leggere.
  2. Ana Rivero Davanti alla porta di Gustav Scarlett corre. Corre come se avesse il fuoco addosso, e forse ce l’ha davvero, a giudicare da quel vapore che le si solleva dalla testa. Per un istante la seguo con lo sguardo, come se il mio corpo volesse reagire. Ma poi niente, la mia attenzione ricade esattamente dove dovrebbe stare: sul campanello. Sulla porta. Su lui. Scarlett ha quell’aria da "sto per fare una cavolata cosmica", la riconosco ormai a distanza. Che sia uno dei tipi di cui parlava Darius? Probabile. Che sia in pericolo? Possibile. Che io debba occuparmene? Assolutamente no. Non oggi, almeno. Non quando ho una crepa nel braccio e una voce antica che sussurra dentro il mio cranio come se ci abitasse da anni. Scarlett può bruciarsi quanto vuole, letteralmente, a quanto pare. Io ho cose più importanti da risolvere. Stringo la mascella. "cavoli suoi," penso, con una freddezza che mi sorprende. E poi, senza darle un’altra occhiata, senza cercare di capire dove stia andando o perché stia fumando come un camino, torno a guardare la porta. Il campanello è lì. A pochi millimetri dal mio dito. Sento ancora il buio negli occhi, quel baratro nero che mi ha parlato come se fossi un oggetto suo. Imperfetta. Pura. Fragile. Non sono l'oggetto di nessuno. La pelle sotto il cerotto pulsa. Come se la crepa ricordasse a ogni battito che non sono fatta per reggere. E chi, se non lui, può dirmelo? "Gustav…" mormoro appena, quasi per acclimatarmi al suono. Il mio creatore. Il mio inizio. Controllo la respirazione, ancora lo so fare. Mi calmo. Il dito avanza. Non esito più. Suono il campanello. Pronta, per la prima volta in due anni, a guardare negli occhi l’uomo che mi ha creata.
  3. Bagno del secondo piano "…Elsa?" ripete la voce, stavolta più umana, più tremante. Quentin stringe l’asse come se potesse proteggerlo da una bomba. Aslaug rimane immobile, lo sguardo fisso sulla vasca e sul barile accostato al muro. Poi un suono di legno che gratta sul pavimento rompe la tensione. Il barile vibra, si sposta di pochi centimetri. Un braccio sottile appare per primo, magro, sporco, tremante. Poi una spalla. Poi una testa dai capelli biondi lisci, schiacciati dalla visiera di un berretto tirato troppo in basso. Il volto è scavato, gli zigomi sporgenti, la bocca serrata in una linea dura che però trema appena. Gli occhi, quando finalmente guardano Elsa, non hanno nulla di bestiale o maligno. Solo paura. E stanchezza. "Io… io non volevo farvi del male, cavolo" borbotta, la voce roca, sgraziata come se si stesse sforzando di non parlare in dialetto stentato. "È che… quando ho sentito entrare qualcuno… ho pensato foste… altri." Si alza del tutto dal nascondiglio, rivelando un corpo alto e ossuto, vestiti a brandelli e mani sporche di cemento e polvere. Non avrà neanche quindici anni L’odore di chi vive da troppo tempo senza un letto né un pasto decente. Stringe una cinghia sfilacciata che un tempo avrà retto una borsa, o forse un attrezzo. "Mi chiamo Roland" Deglutisce, tira su col naso. Sputa per terra. "Roland Hurtig. E davvero, giuro sul signore, non volevo colpire nessuno. Ho solo reagito di istinto, sì." Per un attimo sembra quasi in procinto di scusarsi di nuovo, poi si ferma, getta uno sguardo all’asse di Quentin, ad Aslaug che ancora controlla la porta, e infine torna a fissare Elsa, come se fosse lei l’unica a cui senta davvero di potersi rivolgere. "Hai detto che non mi farete del male. E…" si passa una mano tra i capelli, lasciando una striscia grigia di polvere sulla fronte, "e io voglio crederti. Non vedo molti volti gentili da un po'." Abbassa lentamente le mani, lasciandole bene in vista, palmi aperti. "Quindi… possiamo parlarne, d’accordo? Solo parlare. Niente sassi stavolta." Sentite un rumore sordo alle sue spalle, come se avesse fatto cadere per terra un altro sasso. Sta ancora ansimando, ma si sta calmando, piano piano. Off game Mi sono permesso di tirare per te, @shadyfighter07. In fondo è andata bene senza dover forzare il tiro. Timestamp: 24/11/2025, 18:16:30 Dice: 6 x D6 Results: D6: 2, D6: 6, D6: 3, D6: 5, D6: 5, D6: 4
  4. Bayla Rosenthal Mi butto su una delle sedie esclamando un "grandioso!" verso Ella. Ok, ho molta fame. E la cacciagione è kosher. Dovrebbe essere kosher. E anche se non fosse kosher, non c'è il rabbino del mio paese qui a squadrarmi. Guardo Skinny dandogli una pacca sulla spalla. "Abbastanza. Ne hai abbastanza ma non tirarli fuori ora", mai fidarsi dei gentili, anche quando sono effettivamente gentili come gli operai prima. Gli rivolgo un rapido cenno col collo e un sorriso, ma non ho voglia di parlarci ora... anche perché tecnicamente sono il mio prodotto. Devo parlare con Yenkel, e spiegargli quello che abbiamo capito. Faccio un cenno col capo anche a lui, forse è meglio parlargi dopo cena.
  5. Ana Rivero Appena sveglia Mi sveglio di colpo. Per un attimo resto immobile, quasi non respiro. Poi la mano va da sola alla spalla, come un riflesso condizionato. Alle dita basta sfiorare il cerottone per farmi gelare il sangue. Premo piano. Il cuore scatta su come se volesse fuggire. E allora lo strappo. Di colpo. Senza pensarci. La pelle intorno è morbida. Tutto il resto no. La crepa è ancora lì. Perfetta. Netta. Una linea impossibile su pelle che dovrebbe essere pelle, e invece sotto resta marmo, resta scultura, resta… me. Sono un’opera incompiuta che continua a fingersi viva. Una crepa in una cosa nata senza diritto di rompersi. Davvero avevo sperato che la notte potesse aggiustarmi? Che dormire potesse ricucire quell’imperfezione? Che potessi svegliarmi intera? Ridicolo. Sono rotta. Non sono mai stata intera. E non ho idea di come si ripara una cosa come me. Procedo con i preparativi quasi in automatico. Ah, automatico, come automa, come me! Se non sapessi che basta un tocco sbagliato per farmi ricordare di essere un errore. Non posso andare a scuola. Non oggi. Non così. L’idea di affrontare Eliza mi fa quasi risalire un conato. I suoi occhi su di me ieri… e se stamattina decidesse di toccarmi di nuovo? Se le sue mani finissero troppo vicino alla spalla? No. No, impossibile. Il coach poi… quello passa la vita a squadrare corpi come se fossimo manichini da montare. Oggi c’è pure lezione. Non ce la faccio. Non posso permettermi di essere guardata troppo a lungo. Non posso permettermi nulla stamattina. E Darius. Ieri non l’ho preso a sprangate solo perché ero scioccata, presa di sorpresa. Quel deficiente si meriterebbe ogni colpo. Ma potrebbe servirmi in futuro. E poi… sa cose. Non posso rompergli il cranio. Non ancora. Mi resta solo una strada: Gustav. Il mio “creatore”. Non “padre”. Non lo è. Anche se mi ha fatta con le sue mani, non lo sarà mai. Ma è l’unico che che forse può rimettermi a posto. Quindi no, non vado a lezione. Almeno non alle prime ore. Che si fottano il coach, gli altri, e qualunque casino stia succedendo in quel posto di merda. Non sarà qualche assenza a causare la fine del mondo. E ai miei non dico niente. Perché potrebbero capirlo. Potrebbero guardarmi un secondo di troppo e leggere la frattura, anche senza vederla. Così prendo la borsa, apro la porta e cerco di sgattaiolare fuori fingendo fretta, come se fossi in ritardo. Fingere. Fingere è facile. Così scappo. E vado da Gustav.
  6. @MasterX ci sono problemi? Posso mettere da parte il tuo personaggio per un po', o cercare sostituti. Un post ogni due settimane con io che devo incitarti a postare ogni volta non è ottimale.
  7. Ho una indecisione. Tutto mi porterebbe a fare sega da scuola per cercare il mio creatore, ma questo porterebbe casini "alla trama" e altre difficoltà per Loki. C'è anche educazione fisica oggi, che è un altro buon motivo per non andare a scuola, però. Entro stasera decido di che morte morire.
  8. Cinquant’anni fa il mondo è andato in fiamme. Tutto: città, nazioni, famiglie, ideali. L’umanità ha gettato se stessa nel fuoco della disperazione, e da allora un urlo psichico, il maelstrom, soffia senza tregua ai confini della percezione umana. Ora, nei resti di un mondo ridotto in cenere, i sopravvissuti lottano ancora per la vita, la libertà e un barlume di speranza. Apocalypse World: Burned Over, la terza edizione del gioco di ruolo post-apocalittico ideato da Vincent e Meguey Baker, è appena arrivata su Kickstarter, e ha raggiunto il finanziamento in soli 18 minuti. Il GiocoApocalypse World è un classico moderno dei giochi di ruolo, vincitore di numerosi premi e capostipite dell’intera filosofia Powered by the Apocalypse (PbtA). Un mondo feroce, passionale e pieno di tensione, dove azione, mistero, romanticismo e orrore convivono in equilibrio precario. Dopo le prime due edizioni (2010 e 2016), la nuova versione Burned Over affina il sistema e presenta un cast rinnovato di playbook, le schede che definiscono i personaggi e le loro mosse. Burned Over è una nuova iterazione del classico post-apocalittico, con regole affinate, nuove meccaniche. I Nuovi PlaybookNella terza edizione, i personaggi si creano scegliendo un playbook, una scheda che racchiude tutto ciò che serve per giocare: identità, abilità, equipaggiamento e mosse uniche. Ecco i dodici playbook del core set: The Angel - un medico e guaritore, indispensabile per chi vuole sopravvivere al caos. The Brain-picker - una mente sensitiva, in contatto con il maelstrom e con interessi inquietanti. The Gearcutter - inventore, meccanico e manipolatore di tecnologia perduta. The Harrier - capo di una banda armata, leader carismatico e stratega brutale. The Hocus - profeta e guida spirituale, a capo di un culto devoto e spesso pericoloso. The Lawmaker - signore di una roccaforte, custode della legge in un mondo senza ordine. The Luminous - figura empatica e ispiratrice, un faro di umanità nelle tenebre. The Maestro D - gestore di un locale o punto d’incontro, dove si muovono voci e intrighi. The Operator - intermediario, contrabbandiere e risolutore di problemi, con contatti ovunque. The Restless - vagabondo e sopravvissuto, spinto dalla curiosità e dal bisogno di esplorare. The Volatile - guerriero imprevedibile, armato e sempre pronto a combattere. A Standout - membro di una gang, di un culto o di un gruppo più grande: il comprimario che emerge in primo piano. Alcuni sono reinterpretazioni di archetipi classici (come l’Angel o il Maestro D), altri sono innovazioni radicali che cambiano il modo di giocare e di intendere il mondo di Apocalypse World. Le RegoleIl cuore di Apocalypse World resta invariato: le mosse. Ogni azione significativa in gioco, combattere, negoziare, capire le intenzioni di qualcuno, è una mossa, risolta con un tiro di dadi e conseguenze dirette sulla storia. Ogni personaggio possiede mosse specifiche del proprio playbook, insieme a quelle di base condivise da tutti. Formati e PrezziDigitale - disponibile a prezzo pieno (20 dollari) o ridotto (10 dollari), per chi ha difficoltà economiche. Manuale fisico (brossura, circa 300 pagine) - 40 dollari, include anche la versione digitale. Bundle Retail/Co-op (5 copie) - 90 dollari, scontato per negozi o gruppi di amici. Chi già sostiene lumpley games su Patreon riceverà la versione digitale automaticamente come ricompensa. Espansioni e Add-onTre set di playbook opzionali ampliano l’universo del gioco: Burned Over Extended Playbooks - con personaggi come The Bloodhound, The Contaminated, The Quarantine e The Symbiote. Warriors of the World Ablaze - un’epica fusione tra spada, magia e apocalisse, con playbook come The Harrow Queen e The Hunting Kite adatto a un fantasy post-apocalittico. Classic Playbooks (Updated) - i leggendari playbook della prima edizione, con linguaggio adulto e toni più crudi: The Battlebabe, The Gunlugger, The Hardholder e molti altri. Stretch Goals A differenza di molte campagne Kickstarter, Apocalypse World: Burned Over non prevede una lunga serie di stretch goal. Gli autori hanno scelto di mantenere il progetto snello e concentrato: gli unici obiettivi aggiuntivi sono un bonus per l’animatrice che ha realizzato il video della campagna, e una raccolta in PDF di materiali bonus accumulati in quindici anni di sviluppo, note e contenuti extra legati alle precedenti edizioni di Apocalypse World (contenuto ampliamente già sbloccato). View full articolo
  9. Apocalypse World: Burned Over, la terza edizione del gioco di ruolo post-apocalittico ideato da Vincent e Meguey Baker, è appena arrivata su Kickstarter, e ha raggiunto il finanziamento in soli 18 minuti. Il GiocoApocalypse World è un classico moderno dei giochi di ruolo, vincitore di numerosi premi e capostipite dell’intera filosofia Powered by the Apocalypse (PbtA). Un mondo feroce, passionale e pieno di tensione, dove azione, mistero, romanticismo e orrore convivono in equilibrio precario. Dopo le prime due edizioni (2010 e 2016), la nuova versione Burned Over affina il sistema e presenta un cast rinnovato di playbook, le schede che definiscono i personaggi e le loro mosse. Burned Over è una nuova iterazione del classico post-apocalittico, con regole affinate, nuove meccaniche. I Nuovi PlaybookNella terza edizione, i personaggi si creano scegliendo un playbook, una scheda che racchiude tutto ciò che serve per giocare: identità, abilità, equipaggiamento e mosse uniche. Ecco i dodici playbook del core set: The Angel - un medico e guaritore, indispensabile per chi vuole sopravvivere al caos. The Brain-picker - una mente sensitiva, in contatto con il maelstrom e con interessi inquietanti. The Gearcutter - inventore, meccanico e manipolatore di tecnologia perduta. The Harrier - capo di una banda armata, leader carismatico e stratega brutale. The Hocus - profeta e guida spirituale, a capo di un culto devoto e spesso pericoloso. The Lawmaker - signore di una roccaforte, custode della legge in un mondo senza ordine. The Luminous - figura empatica e ispiratrice, un faro di umanità nelle tenebre. The Maestro D - gestore di un locale o punto d’incontro, dove si muovono voci e intrighi. The Operator - intermediario, contrabbandiere e risolutore di problemi, con contatti ovunque. The Restless - vagabondo e sopravvissuto, spinto dalla curiosità e dal bisogno di esplorare. The Volatile - guerriero imprevedibile, armato e sempre pronto a combattere. A Standout - membro di una gang, di un culto o di un gruppo più grande: il comprimario che emerge in primo piano. Alcuni sono reinterpretazioni di archetipi classici (come l’Angel o il Maestro D), altri sono innovazioni radicali che cambiano il modo di giocare e di intendere il mondo di Apocalypse World. Le RegoleIl cuore di Apocalypse World resta invariato: le mosse. Ogni azione significativa in gioco, combattere, negoziare, capire le intenzioni di qualcuno, è una mossa, risolta con un tiro di dadi e conseguenze dirette sulla storia. Ogni personaggio possiede mosse specifiche del proprio playbook, insieme a quelle di base condivise da tutti. Formati e PrezziDigitale - disponibile a prezzo pieno (20 dollari) o ridotto (10 dollari), per chi ha difficoltà economiche. Manuale fisico (brossura, circa 300 pagine) - 40 dollari, include anche la versione digitale. Bundle Retail/Co-op (5 copie) - 90 dollari, scontato per negozi o gruppi di amici. Chi già sostiene lumpley games su Patreon riceverà la versione digitale automaticamente come ricompensa. Espansioni e Add-onTre set di playbook opzionali ampliano l’universo del gioco: Burned Over Extended Playbooks - con personaggi come The Bloodhound, The Contaminated, The Quarantine e The Symbiote. Warriors of the World Ablaze - un’epica fusione tra spada, magia e apocalisse, con playbook come The Harrow Queen e The Hunting Kite adatto a un fantasy post-apocalittico. Classic Playbooks (Updated) - i leggendari playbook della prima edizione, con linguaggio adulto e toni più crudi: The Battlebabe, The Gunlugger, The Hardholder e molti altri. Stretch Goals A differenza di molte campagne Kickstarter, Apocalypse World: Burned Over non prevede una lunga serie di stretch goal. Gli autori hanno scelto di mantenere il progetto snello e concentrato: gli unici obiettivi aggiuntivi sono un bonus per l’animatrice che ha realizzato il video della campagna, e una raccolta in PDF di materiali bonus accumulati in quindici anni di sviluppo, note e contenuti extra legati alle precedenti edizioni di Apocalypse World (contenuto ampliamente già sbloccato).
  10. Bayla Rosenthal "Sì, meglio non pensare ad andare subito a parlare con questo uomo di medicina o quello che è di cui parlava l'indiano", dico rivolta a Skinny. "Parliamo invece col locandiere, vediamo se le nostre informazioni gli bastano per darci qualche spicciolo, e pensiamo a dormire". Indico la locanda. "Mi sembra che ci sia quasi aria di festa. Magari magari non siamo noi che dovremo cercare l'uomo di medicina, e sarà lui a venire da noi". È una vana speranza, ma oggi mi sento pigra. In fondo, sono appena arrivata da un viaggio e mi sono subito rimessa in viaggio tra foreste, totem e villaggi di indiani. Tral'altro molto rispettosi. Chhissà se riuscirò a farlo capire a questi gentili.
  11. Ana Rivero Hallow Mall e risveglio Ancora con Darius @Voignar Il rumore mi attraversa come un colpo di frusta. Crack. Per un istante non capisco se l’ho immaginato io o se l’ha sentito anche Darius. La voce mi muore in gola e mi blocco, con il braccio ancora mezzo sollevato. Sento Darius che mi guarda, lo percepisco più che vederlo. Io invece guardo il mio braccio come se non fosse il mio. "…io…" balbetto, e le parole mi escono sbagliate. Non ho il controllo. La pelle non brucia. Non sento niente, niente come uno schiaffo o una botta. È… diverso. È come se il mio corpo fosse ceduto, letteralmente. Deglutisco, sgranando gli occhi mentre sfioro piano la manica, la stoffa che non dovrebbe avere niente di strano sotto. Devo dire qualcosa. Qualsiasi cosa. Qualcosa di normale. Qualcosa che spieghi perché sto diventando improvvisamente bianca come un cencio bagnato. "Scusa, io… credo che mi abbiano chiamata da casa. Sì, cioè… mi hanno scritto adesso." Non guardo nemmeno il telefono. Se lo guardassi, crollerei. "Devo… devo proprio andare. Subito." Non gli do il tempo di fare domande. Non gli do il tempo di fare niente. Mi volto e praticamente scappo fuori dal locale, con un’ultima occhiata di quel barista che probabilmente pensa solo che siamo tutti matti. Il tragitto fino a casa non lo ricordo. Ricordo il battito delle scarpe sul marciapiede e il braccio che pulsa, e la paura che mi morde tra le costole. Anche tutte queste sensazioni sono false? Appena entro, saluto i miei genitori con un mezzo sorriso tirato, qualcosa tipo: "Tutto bene! Serata tranquilla!". Di corsa, senza spazio per risposte. Non mi ascoltano davvero, o non fanno in tempo, o forse semplicemente non si accorgono che sto tremando. Mi chiudo in camera quasi di corsa. La serratura scatta, e finalmente posso respirare più forte, lasciarmi andare contro il letto. Tolgo la manica. La crepa è ancora lì. La pelle spaccata come ceramica. Mi viene da vomitare, ma anche quella sensazione non esiste davvero. Non so cosa fare, quindi faccio la cosa più stupida e istintiva del mondo: ci metto sopra un cerottone. Uno enorme, di quelli che dovrebbero andare sulle ginocchia sbucciate dei bambini. Non serve a niente. Lo so. Ma lo faccio lo stesso. E mentre lo premo contro la pelle, mi ripeto che domani sarà tutto normale. La sera scivola via così, in una nebbia confusa. Rispondo ai miei genitori senza ascoltare, rido quando ridono loro, annuisco quando parlano. Nessuno nota niente. O fanno finta. E poi finalmente, il letto. Mi addormento tesa, con il braccio rigido, attaccato stretto al corpo. Quando mi sveglio, la prima cosa che faccio è portarmi la mano al cerottone. Le dita tremano. Lo premo piano. Spero. Spero con una stupidità disperata che una notte sia bastata a rimettere insieme i miei cocci.
  12. Bagno del secondo piano Il rumore del detrito che si schianta a terra echeggia alle vostre spalle, e subito dopo, dal fondo del bagno, una voce sfiatata e contorta, né maschile né femminile, intona un "andate viaaaa…" che si trascina lungo le pareti. Elsa si sposta di lato, cercando copertura. Quentin afferra un’asse di legno caduta a terra: fragile, troppo corta, ma abbastanza per offrirgli l’illusione di protezione. Il legno scricchiola sotto la presa, mentre si avvicina lentamente ad Aslaug, che non distoglie lo sguardo dal barile. Un gorgoglio profondo si leva dal fondo della stanza. La voce riprende, più piena. "Ve l’ho detto… andate viaaa…".
  13. Domanda rapida: Darius si accorge del mio crack? In entrambi i casi, Ana potrebbe scappare via di corsa e mi sa che ci scappa una mossa. Ma il contesto sarebbe molto diverso.
  14. Bayla Rosenthal "E no, infatti in genere non ce la fanno". Non mi considero propriamente parte dei bianchi. "Noi non siamo bianchi come loro. Almeno, non da dove vengo io." E non credo sia il caso di spiegare cosa sia un pogrom. "Però la ringrazio. Ci ha fatto capire molte cose." "E ci ha offerto ottimo bere". Mi rivolgo verso gli altri, per quanto credo si intuisca che non ci ho capito granché della conversazione. "Forse dovremmo andare dall'uomo medicina. O dai cristiani di Kest." "L'unica cosa che ho capito oggi, è che c'è tanta mala credenza tra i bianchi". Questi indiani mi sembrano molto tranquilli in fondo, ma non posso mica dirlo davanti a lui.
  15. Sì, sono d'accordo, l'episodio pilota lo abbiamo ampiamente superato! Ora devo picchiare Darius. Anche in flashback.
  16. Ana Rivero Seduta con Darius @Voignar Devo ammettere la verità a Darius. Ma non tutta tutta. "Ok, ok, potrebbero esserci delle "circostanze particolari" riguardo la mia nascita. Ma non le verrò a dire certo a te. Nulla di quanto successo oggi mi aiuta a pensare che ti dovrei rivelare tutto subito. Ti basterà sapere che potrebbe esserci un buon motivo per mettermi sulla lista della Bestia, ma non quale." Vorrei arrabbiarmi , ma non ne ho motivo. Mi sembra sincero, ma non riesco a fidarmi. "Non ho poteri strani, davvero. Non posso dimostrarti niente di particolare, e non cercare altre informazioni su di me." Perché poi arriverebbe a mio padre, e i soldi di mio padre sono più forti di qualsiasi superpotere. "Per favore", è l'unica concessione che posso fargli. Poi fa un grande errore. Lo vedo che scribacchia qualcosa, come per dimostrarmi che è effettivamente un mago. Fa qualcosa, evidentemente. Ma non sento nessun effetto su di me. Lo vedo su di lui, con ferite nuove. Poi mi racconta cosa mi ha davvero fatto. Non posso fare male a nessuno? Benone! Mi alzo in piedi, sbatto con forza le mani sul tavolo. Non mi interessa se ci possono sentire. "Ma sei scemo? Mi hai appena detto che sono in pericolo e mi fai una maledizione per non farmi difendere? Ti senti quando ti parli?!" Mi giro indietro, per vedere se c'è qualcuno che può conoscermi in zona. Faccio un respiro profondo, cerco di recuperare il controllo. "Però non ho sentito nulla su di me. Dovrei testare questo malocchio. Se non è vero, ti prendi un pugno. Se è vero, non ti prenderai un pugno ora. Ma mi ricorderò di questo." Offgame Scusami @Voignar per il momento PvP, ma qui c'è paranoia galoppante, e Ana non può sapere che l'altra magia che potevi farle addosso era anche peggiore. Le passerà, ma Darius non la sta aiutando. Per non bloccare troppo gli altri possiamo anche andare avanti con la narrazione, ovviamente.
  17. @Voignar Mammamia quanto vuoi farti odiare da Ana. "E per fidarti di me... Ti scaglio contro una maledizione che ti farà restare indifesa contro quel mostro che potrebbe inseguirti!". 😄
  18. Bayla Rosenthal "Non sono abbastanza cristiana da capire niente di tutto questo" aggiungo. "Sheek Luke? Magari ci sarà un santo con questo nome. Cioè, i cristiani studiano il libro di quel Cristo, ma non può essere venuto Cristo lunedì senza che ci siano, che so, orde di fedeli. No?" "Però se è venuto qualcuno per lui, ha già senso." Mi giro verso i miei correligiosi (e Skinny), sperando che capiscano dalla mia espressione che no, per me non ha effettivamente senso niente. "Non vi voglio tirare in mezzo, signore. Vorrei solo capire... se riporta equilibrio, qualcosa non è più in equilibrio? E dove è andato?"
  19. Ana Rivero Hallow Mall con Darius @Voignar Siamo ufficialmente soli, anche perché il centro commerciale della città è davvero la morte dell'anima. Una tomba, un guscio dei fulgidi anni 80 e 90, quando forse qualcuno si divertiva qua dentro, o almeno così dice mia madre. Non che io possa saperlo, tutto ciò che so viene da roba tipo Beverly Hills 90210 e Bill & Ted's Excellent Adventure. Sono nata ieri? Sono nata ieri. Ma almeno questo vuol dire che possiamo parlare con calma. Darius è uno spiattellatore selvaggio, si fida di me, incredibilmente. Io non mi fido di me. E neanche di Darius, ovviamente. Perché fidarmi di un mago, scusate? Non gli dirò niente sulla mia natura. In fondo, sono una persona normale, all'apparenza. E devo mantenere l'apparenza finché ha quel sigillo sul collo. "Non so cosa ti faccia pensare che io ti debba nascondere qualcosa." lo interrompo prima che possa continuare col suo pippone. "Già devo prendere in considerazione il fatto che esista la magia neanche fossimo in Harry Potter, anche se effettivamente non siamo in Harry Potter visto che vai a scuola con noi poveri babbani." Non so come mostrare più emozioni del solito. La somma delle mie emozioni di solito è pari a zero, quindi Darius ha una statua davanti. "Prendo per buono il fatto che tu sappia fare magie. Il fatto che tu sia sopravvissuto a quel coso, che io ormai chiamo la Bestia, comunque, potrebbe darti ragione." "Come sono finita in questa faccenda? Stavo con Max e alcuni amici suoi, perché volevamo investigare su un possibile culto nel bosco". So che sembra stupido. "No, non eravamo completamente in noi mentre abbiamo deciso di entrare in modalità ghostbusters. Non abbiamo trovato nessun culto, ma io ho visto la Bestia e poi te." "E quindi questa Bestia voleva anche me? Poteva pensarci ieri, ero alle sue spalle. Siamo sicuri che intenda proprio me, e non c'era qualcuno nelle vicinanze? Io sono fatta di carne." più altre cose che è meglio omettere. "Non ho poteri particolari da dimostrarti." Ecco, questo è vero. Sì, magari sarò più resistente di altre persone, un po' più forte, ok ma... non ho poteri. Non ho magie. Sono stata creata ieri, e ok, tecnicamente sono di marmo, ma sono una persona normale. O almeno ci sto provando, che deve contare per qualcosa, no? "Insomma, non sono una maga, non sono una vampira, non sono una licantropa... mi pare che tu avessi parlato di fate e draghi e selkie? Ricordo bene i selkie o li ho messi in mezzo io? Abbiamo queste persone in città?" "Però se vuoi mostrarmi una magia, ben venga. Ormai sono curiosa." Off game Scusate l'attesa, sono tornato attivo. In effetti, Ana non ha poteri. Se non mentire bene e diventare quello che gli altri pensino lei sia. Non ho niente da dimostrare a Darius (a meno che non diventi il mio me oscuro...). So che è frustrante, ma Ana è una rompipalle.
  20. E' un tiro di percezione passiva, per sentire se provengono rumori dal bagno. Hai fallito il tiro, cosa che credo sia comprensibile dal contesto. Le due donne sono andate avanti, ed Elsa si è presa una sassata in testa. Appena posti possiamo proseguire.
  21. Le avevo salvate su documento sul pc io, ma farò un topic così potete aggiornarle direttamente.
  22. Certo, adoro i centri commerciali, sono la tomba del capitalismo. Approvato. Nei prossimi giorni non sarò al pc perché fuori città, porto il portatile ma non prometto post assidui fino a sabato!
  23. Eh, sì, ti conviene. Modifico leggermente il post di conseguenza. Vaesen ha un sistema di combattimento che può essere mooolto pericoloso. EDIT: @MasterX battimi un colpo.
  24. Porta del corridoio del secondo piano Con un tremolio la porta Aslaug apre la porta davanti a voi. Aslaug a sinistra, Elsa a destra, Quentin troppo dietro e lento per reagire a ciò che avete ascoltato. Nella scarsa luce della stanza riuscite a comprendere che si tratti di un bagno, ma di utile per un bagno è rimasto poco. Il posto è sommerso di bottiglie e calcinacci. Una vasca da bagno in ceramica bianca è stata spostata forzatamente e alla bell'e meglio accanto a un muro, come per lasciare spazio all'enorme barile in legno che occupa gran parte della stanza. Prima ancora che possiate mettere un piede nella stanza, un grosso pezzo di muro vola in direzione di Elsa, lanciato da dietro quel barile. La donna si sposta con uno scatto, ma non è sufficiente, è presa alla sprovvista. Il pezzo di muro la colpisce di striscio, ma proprio sulla fronte, che in fretta si tinge di rosso. Off game Ho scelto tra Elsa e Aslaug con un bel tiro di moneta. Mi spiace, @shadyfighter07. Lancio del sasso: Timestamp: 03/11/2025, 14:57:08 Dice: 5 x D6 Results: D6: 6, D6: 1, D6: 4, D6: 6, D6: 4 Reazione di Elsa (FISICO + AGILITA') Timestamp: 03/11/2025, 14:58:32 Dice: 4 x D6 Results: D6: 6, D6: 5, D6: 2, D6: 5 Il tiro per evitare il sasso è buono ma non così buono. Avendo tu ottenuto un 6 cancelli uno dei 6 del lancio del sasso. Subisci una sola condizione fisica. Puoi tentare di forzare il tiro, sperare di ottenere due 6 invece di 1, ma se fallisci rischi ben tre condizioni! (una o due condizioni perché sei stato colpito + 1 perché hai fallito nel forzare il tiro). Puoi farlo, ma te lo sconsiglierei. Dimmi come hai intenzione di gestire la cosa e modifico la descrizione.
  25. Ana Rivero Nel corridoio con Darius @Voignar Siamo stati ascoltati. Oh, vabbè, al massimo quello nei guai è Darius. Io ho solo detto di essere una persona normale. Che poi, anche se ci avessero ascoltato, chiunque ci direbbe che siamo dei pazzi e basta. A meno che non sia il coach. Che è collegato con Darius, anche se Darius non lo sa. Dovrei dirglielo, ma non direttamente, non ora. "Alzo le braccia. Sei tu quello con il problema, e se sa chi sei, potrebbe andarti meglio che se gli parlassi io. Pare che io sia quella strana e snob, in fondo." Non cambio espressione, non sogghigno. Inizio ad andarne fiera. "Porta pure quest'acqua alla suora, che se restiamo ancora qui fuori potrebbe arrivare qualcuno che davvero non voglio vedere. E il vicepreside potrebbe pensare male. Per suor Margaret non credo possa pensare peggio di così." Allargo le braccia quando mi chiede dove andare dopo. "Non ho posti sicuri. Pensavo lo fosse la foresta, ma a quanto pare non lo è. E casa mia è off limits." Ti pare che faccio felice mio padre portando un ragazzo a casa. Anche se è Darius. "Comunque sì, dobbiamo parlare. Non posso essere convinta al 100%, ma se non sei collegato a questa storia, so chi è collegato a te." E mi indico il collo, facendogli intuire a cosa mi sto riferendo.

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