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Landar

Circolo degli Antichi
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Tutti i contenuti pubblicati da Landar

  1. Kull Non fu solo il loro volto, di mostruosità ne aveva viste, certo non aveva mai visto un non morto. Ma il suo colpo, dopo essere stato sicuro di averlo portato a segno, attraversò il 'corpo' dell'avversario come fosse stato fatto di acqua. Quelle due cose insieme scossero l'animo del kurgan. Non potevano essere colpiti e erano già morti, forse illusioni? Tuttta la rabbia di prima si trasformò in insicurezza e paura. Urlò per darsi coraggio, in preda a a quello stato emotivo non era in grado né di affrontarli né di arretrare ma la sua furia combattiva rimase latente e solo quella gli dava un minimo di lucidità per tentare soluzioni apparentemente irragionevoli. Si passò l'arma sulla ferita ancora aperta della gamba "Sangue al Dio del Sangue!" gridò sia per infondere coraggio nelle sue azioni sia come sorta di rituale per 'incantare' l'arma renderla forse efficace. Follia, rabbia, paura. Poi però fu costretto a mettersi sulla difensiva. AdG
  2. Subotai Chinò il capo alle parole di Marten riprese subito dopo da Viorel, sembravano persone a posto ma da molto tempo Subotai aveva imparato a non fidarsi della prima impressione. Certo tutti loro avevano un legame col professore e questo li poneva su un piano diverso ma non per forza significava fossero persone del tutto pulite. D'altronde anche lui non lo era, un bastardo e fuggitivo, calamitava problemi anche se forse ormai avevano pure smesso di cercarlo. Meglio lontano e dimenticato che presenza costante. "Io farò le veci di mia madre, le sue spalle non sono più forti come una volta. Se inoltre è stato previsto un canto funebre per la cerimonia o prima durante il trasporto sarò ben lieto di intonarlo."
  3. Gudrod Come aprì gli occhi iniziò a guardarsi attorno come avesse dimenticato dove si trovasse, ci mise qualche secondo a ricordare... forse a causa di qualche sogno. Masticò e schioccò la lingua sul palato impastato, aveva bisogno di bere, quell'ambiente era molto asciutto probabilmente. Alzatosi controllò che armatura e armi fossero dove le aveva lasciate, solo della grande ascia ne era sicuro perché quasi ci dormiva abbracciato. Richiamò l'attenzione dell'oste, pasticciando qualche parola per avere la colazione. Non riuscì ad articolare subito a dovere e quando vi riuscì l'uomo aveva chiaramente già compreso.
  4. Non io che già l'avevo. C'è un altro Simone?
  5. Soggetto 1 K La mia espressione è insondabile, in realtà nemmeno io so se essere divertito o irritato dalla reiterata lite tra i due. Prima il licantropo sembrava un bambino arrabbiato, ora è il vecchietto a fare il ragazzino capriccioso "Su una cosa però D ha più che ragione. Se vogliamo sopravvivere dobbiamo pensare come una squadra, quindi caro Lupo pensaci due volte prima di ululare tutta la tua rabbia. Ripeto, cerca di direzionarla altrimenti sarà un problema anche per noi fino a quando non troveremo una contromisura." Do un morso alla carne ormai cotta "Dobbiamo trovare quella base. Come chiesto da me prima e ribadito ora da S hai visto dove è andato l'elicottero?"
  6. Isabela Vacillo per un istante, tappando con forza la bocca e trattenendo il respiro per resistere alla nausea. Velocemente afferro la balestra ormai scarica come fosse un randello usandolo per difendermi meglio e mi muovo tenendomi però a contatto con l'orrenda creatura nella direzione dell'uscita, così da essere pronta in caso di necessità a disingaggiare e uscire, cosa che farò dopo. "Temo dovremo uscire... sembra stia crollando tutto." poco saggia ad aprire bocca perché un conato mi assale proprio mentre calo la spada lunga sulla bestiaccia in vita. DM
  7. Gaël Roland de Glanborielle Ascoltò silenziosamente, gustandosi l'ottima cena e il buon vino e osservando alternativamente tutti quanti... più Lady Reiva chiaramente. Questo perché era quella che stava parlando di pi. come giusto che fosse. Non riuscì però a trattenere un gentile sorriso quando ella si rivolse ad Angelica, invitandola a partecipare e non solo guardare e... controllare. Era elegante, senza dubbio. In ogni suo gesto, ogni espressione, ogni parola. Fu però proprio la pastorella e riportare il Cavaliere alla realtà, erano pur sempre in terra straniera e un minimo di accortezza era sempre necessaria. Attendeva ancora le parole di Baliano, che sì era un popolano, un contadino, enorme e questa sua prepotente fisicità poteva ingannare e far presupporre poca arguzia, spesso invece aveva mostrato di saper cogliere il nocciolo della questione, il cuore del problema e fare le domande giuste. Si lasciò andare solo a un commento che di per se non aveva nulla di particolare, una semplice inutile constatazione ma che in realtà serviva a porre le basi a quella che sarebbe stata la sua reale osservazione "Dunque un pellegrinaggio più che una crociata."
  8. Io vado bene con Caramon, lo voglio buono ma "violento". @Axel GeNuS che dire? dipende solo da te. Credo alla fine siano entrambi personaggi centralissimi. Tanis però credo richieda una presenza piuttosto costante considerato che tutti attendono sempre suoi "ordini". Vedi tu.
  9. Judith Vide il nobile cadere, colpito dall'arma di Ludovicus che missione dopo missione stava divenendo più abile anche a difendersi e colpire se necessario. Proseguo il giro intrapreso iniziando poi a percorrere la salita di fronte all'altra entrata. Camminando spesso mi giro indietro guardando la porta, come attendendomi qualche altro eretico pronto a scatenare la sua ipocrisia. Per questo procedo più lentamente, lasciando tempo agli altri di controllare che Thrungg sia veramente morto.
  10. Nalu Inizio a sentire rumori di battaglia, parole arcane, gemiti di dolore. Sento come la lancia vibrare attendendo un altro sussurro nella mia mente, vorrei metterla a tacere facendole notare che il momento è infine giunto ma mi sento un idiota a parlare con un'arma. Il Dente Dworek non ha voce, percepisce i flussi magici, li segue ma nulla più... forse. Troppo affollamento sotto di me e sono ben conscio che il pericolo può arrivare anche dall'alto. Scendo qualche scalino per non perdere di vista la situazione nella quale si sono cacciati i miei compagni ma allo stesso tempo sono concentrato sull'arrivo di altri nemici, pronto a colpire. Rimango in silenzio per non farmi rivelare. DM
  11. Sedor Senza Amir
  12. Soggetto 1 K Il Bivecchietto si è dileguato, tutti ma non lui
  13. Gudrod "Nessun problema occhiverdi." disse godendosi la birra mentre si guardava attorno. Sembrava che non sarebbero stati in molti ad affollare la sala comune quindi andava più che bene. Avrebbe pensato in seguito a darsi una rassettata seppur non ne sentiva una reale necessità. Guardò ancora una volta Mia, attendendo si decidesse per muoversi anche se ormai stava facendo buio e sarebbe stato più saggio attendere il mattino "A che ora ci muoveremo domani?" Infine da una saccoccia ben nascosta tirò fuori il salario pattuito col giovane ragazzo e glielo porse "Tanto la birra la offre lui, e per la notte pagherò con le monete di tutti."
  14. Kull di Kul Kurgan Urlò tutta la rabbia repressa fino a quel momento. La vista dei due guerrieri scatenò nel Kurgan un'ira furibonda, non sapeva chi fossero né da dove venissero. L'unico timore era che non potessero sanguinare e questo era un male. Sperò quantomeno di poterli distruggere, annientare, rendere poltiglia, masticare con le sue armi, sbranare la loro essenza e darla in dono al dio del sangue "Teschi per il Trono di Khorne!" Scattò abbandonando l'imperiale sulla porta opposta mirando al guerriero più vicino, consapevole che almeno il gor avrebbe dato manforte. AdG
  15. Volpe Nera Flashback Sventura e disastro perseguitavano gli avventurieri, ogni cosa accadeva con dinamiche misteriose... da prima dell'incontro con Otto ma dopo di più. Accorse in soccorso degli uomini dello Scettro Verde, adoperandosi come possibile per domare le fiamme. Con lo sguardo cercò un paio di volte Otto mentre faceva su e giù con i secchi lasciando a Tiberius il compito di trascinare fuori dalla cabina l'uomo. Quando il cavaliere andò però il Kai si avvicinò con un secchio pieno pronto a gettarglielo addosso appena necessario.
  16. Magnus Si svegliò con la raucedine. Dopo vari tentativi di schiarirsi la gola sputò fuori dal circolo di pietre un grumo di catarro. Dormire in quel modo non era la cosa migliore. Ascoltò Grugno senza dire una parola, sempre intenzionato a fare l'eroe o trovare una morte onorevole. Ma non poté fare a meno di rispondere allo studioso "Un inutile rischio. Io ancora dubito sia lo stesso, come è possibile? Forse sono delle creature evocate da qualche strano rituale per proteggere questo posto, una folle eresia." poi annuì "Dovete trovare tutte le informazioni necessarie ma non possiamo attendere un altro giorno. Se quel che ha letto Ralf ha ancora senso, è passato del tempo, le risposte le troveremo altrove, non qui."
  17. Nalu che è dietro comprende la situazione? Vede movimento, sente rumori... l'arma si agita. Insomma qualsiasi cosa che mi aiuti ad avere l'input per scendere anche se forse sarà quasi più necessario guardarsi le spalle
  18. Geralt di Mirabar Lascio che la mia arma decida per il destino di questi amanti del sottosuolo. D'altronde quale problema comporterebbe metterli sotto un altro metro di terra? Nessuno, senonché a quanto pare i maledetti erano preparati all'eventualità di essere velocemente sopraffatti. Improvvisamente spuntano fuori altri quattro maledettissimi Drow che in un baleno accoppano la mezzorca, forse avvelenandola, tagliano in due il gruppo e come se non bastasse oscurano gran parte dell'ambiente generando nere cappe di tenebra. "AAAAHHHRRR volete giocare a nascondino?" di certo non è il buio a terrorizzarmi, piuttosto la palla di fuoco lanciata da Avadal poco prima aveva messo a serio rischio la mia permanenza in quel posto. Era tutto passato però. Solo la voce si solleva dall'oscurità e i rumori di Sentinella che si infrange su metallo o carne. DM
  19. Quindi anche Geralt è nel buio? Immagino di sì dalla descrizione.
  20. Gaël Roland de Glanborielle Vi era indubbiamente una cosa che li accomunava: la sete di conoscenza. Certo lei aveva avuto modo di dedicarsi all'apprendimento di ogni cosa per tutta la vita, mentre lui aveva dovuto portare avanti altre 'faccende', come l'addestramento all'uso delle armi, combattimento a cavallo e altro. Tuttavia lei era decisamente più logorroica. Roland comprendeva benissimo la necessità di intrattenere gli ospiti e far loro comprendere a dovere le motivazioni che l'avevano spinta a reclutare un gruppo così variegato ma si era anche perso in quel fiume di parole, lasciandosi però trasportare dalle correnti di quel travolgente fascino. Fu per quel motivo che il fratello lo precedette nel fare domande che lui si stesso si stava già ponendo. L'errante aveva imparato la lingua dell'Impero, tuttavia tramite essa non poteva sapere anche della cultura. Cosa inoltre davvero difficile visto che si differenziava da contea e contea. La vociona del giovane Baliano lo destò, interrompendo tutti quei pensieri. Sorrise alla parola 'eccellenza', davvero esagerata e glielo fece notare con lo sguardo. Con la mano poi gli indicò che era liberissimo di parlare "Siamo tutti invitati, tutti seduti alla stessa tavola."
  21. Amatsumara Il colpo mi prende completamente alla sprovvista. Vedo sangue lavico schizzare ovunque, stupefatto e dolorante. Alzo lentamente lo sguardo verso l'uomo carroarmato studiandone la struttura, digrigno i denti in una smorfia che appare ancor più mostruosa. Qualche secondo per riprendermi, sollevo la mano libera come a chiedere onorevolmente una breve tregua. Troppo dolore, troppi morti. "Era mia intenzione mettere al sicuro quest'uomo. Pur consapevole del suo mestiere non volevo coinvolgerlo nel nostro scontro. Tu che fai? Ammorbidisci i tuoi avversari prima del duello? Sei potente, io sono affaticato. Ma accetto la tua sfida. Dammi solo il tempo di riprendermi... guarda cosa ha causato il tuo uomo." indico la strage attorno a noi "Ordina ai tuoi uomini di allontanarsi e abbassare le armi. Così farà il mio amico." Narratore
  22. Subotai Tra gli invitati, quelli stranieri per l'esattezza, vi era un ragazzo di bell'aspetto. Alto, dal fisico asciutto e muscolatura reattiva. Sguardo penetrante, lineamenti marcati ma equilibrati. Un po' scuro di carnagione, capelli lunghi castani chiari, una barba incolta segno che era da qualche giorno che viaggiava. Accompagnava una signora, forse lei la vera invitata. Si guardò attorno, osservando la gente, riservando sorrisi e saluti con gentilezza ed eleganza. Particolare, sembrava ben educato e non si sentiva a disagio in mezzo alla gente nonostante le sue origini fossero chiaramente barbariche, delle tribù di Numeria molto probabilmente. La voce era limpida, chiara ma forte, profonda. Gli abiti erano comodi e comuni, ma lo stile notevole. Un corno pendeva dalla sua cinghia. Un mantello rinforzato da piastre di metallo, la pelliccia con cui era fatto non poteva nascondere anche il leggero suono che a ogni passo emetteva, completava il quadro di una figura che appariva fuori posto ma allo stesso tempo perfettamente a suo agio. Immediatamente portò i suoi omaggi a Kendra, individuata come figlia del professore anche grazie alle indicazioni della signora con la quale era arrivato. Inizialmente non badò agli altri e con un sobrio inchino presentò le proprie condoglianze 'Addolorato, sinceramente. A lui dobbiamo tutto e se anche personalmente non ho mai avuto modo di apprezzarne la compagnia so bene quale genere di grande uomo fosse.' il resto sarebbe giunto, avrebbero avuto risposte a tutte le domande o quasi. Salutò quindi i presenti omaggiandoli con un modesto sorriso, appena accennato, per non contrastare l'atmosfera e soprattutto rispetto del deceduto 'Subotai e questa è mia madre.' indicò la donna accanto 'Avremo certamente modo di conoscerci meglio.' tutti DM
  23. Kull "No Bathorax. Kull di Kul Kurgan non volge le spalle al nemico." quasi scimmiottò il suo modo di parlare dicendo però una verità: aveva ricevuto una benedizione o maledizione per alcuni, più d'una in realtà. Ogni cicatrice del nomade era sul petto, sul volto, sul fianco o sull'addome... nemmeno una sulla schiena. "Sta bussando. Preparate il benvenuto." Si mise in guardia alzando lo scudo, osservando la porta appena chiusa, la spada bassa non lasciava intendere dove avrebbe diretto il colpo.

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