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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati

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Anno 1359 , 4 di Ches (inizio delle primavera) , confine nord dell'Alta Brughiera , Terre Centrali Occidentali

Sono passati ormai due lunghi mesi da quando la tua prigione extradimensionale è andata in frantumi, scagliandoti senza pietà sul Piano Materiale...sessanta giorni di fango, fame costante e risposte disperatamente cercate nel silenzio assoluto e opprimente dei Seldarine. Per un essere millenario abituato alla purezza astrale di Arvandor, l’impatto con la carne è stato un trauma viscerale...hai dovuto imparare in fretta le spietate e rozze regole biologiche di questo nuovo Faerûn dominato dagli umani...hai provato per la prima volta il morso dello stomaco vuoto, il peso della gravità che affatica le gambe e la necessità di racimolare vestiti e monete di ferro per sopravvivere , sotto un pesante e ruvido mantello da viaggio, logorato dai rovi e dalla polvere delle strade, nascondi a fatica i tuoi lineamenti troppo fieri ed elfi, ma soprattutto quella debole e intermittente luminescenza argentea che ancora pulsa sotto la tua pelle , una cicatrice di luce sbiadita, ultimo ricordo del Ghaele che eri prima che il tuo cammino venisse spezzato.

Il tuo vagabondare senza meta, guidato solo da frammenti di istinto e memorie perdute, ti ha spinto oggi nel cuore desolato dell'Alta Brughiera, lungo una vecchia pista commerciale battuta da carovane stremate , il cielo all'aperto è un'immensa volta plumbea, sferzata da un vento gelido che solleva banchi di nebbia umida dal terreno roccioso e spoglio , sopra di te, la coltre di nuvole non è normale , è perennemente striata da deboli, silenti e inquietanti bagliori violacei , non ci sono tuoni a seguire quei lampi magici, solo una palpabile tensione nell'aria, una vibrazione malata e instabile che sembra appestare e corrompere l'atmosfera stessa della brughiera.

Nel tardo pomeriggio, mentre la debole luce solare cede definitivamente il passo a un crepuscolo grigio e nebbioso, incroci un punto di sosta fortificato all'aperto. Si tratta di una stazione di posta rudimentale, un rifugio di fortuna strappato alla terra selvaggia, protetto da palizzate di legno appuntite e da una fila di pesanti carri mercantili disposti a semicerchio per spezzare le raffiche del vento del nord. Al centro di questo spiazzo fangoso, un grande fuoco da campo arde con forza, sollevando scintille arancioni che danzano contro il cielo scuro.

Attorno alle fiamme si trova un piccolo gruppo di viandanti. Nei tuoi due mesi di viaggio hai imparato a riconoscere quello sguardo , non mostrano alcuna ostilità immediata, ma i loro volti sono scavati da una stanchezza ancestrale e dalla profonda, paranoica diffidenza tipica di chi ha visto le fondamenta del mondo crollare sotto i propri piedi e sta cercando faticosamente, giorno dopo giorno, di rimettere insieme i pezzi della propria esistenza. Negli accampamenti precedenti, dividendo un pezzo di pane raffermo o ascoltando i sussurri spaventati della gente comune , hai iniziato a mettere insieme un mosaico confuso di questa nuova epoca. I popolani non conoscono la grande storia o i complotti dei re, ma parlano con terrore di un anno recente in cui il cielo è letteralmente caduto. Ti hanno raccontato, con gli occhi sbarrati, di come la magia stessa sia impazzita ovunque dopo la morte della vecchia Dea della Magia, creando zone di caos primordiale che chiamano Magia Matta, dove le mucche nascono deformi e le preghiere si spengono nel vuoto. Ti hanno sussurrato di Dei scesi in terra come giganti o mendicanti sanguinari, ridotti a combattere e morire nel fango come mortali , voci spaventate dicono che un dio della tirannia abbia rasato al suolo intere regioni e che i fiumi dell'ovest scorrano ancora neri e tossici perché intrisi del sangue di un dio dell'omicidio macellato su un ponte , per i contadini e i mercanti, i vecchi culti sono un ricordo confuso , ora tremano davanti a nomi nuovi come Cyric, un ex mercenario umano asceso al rango divino, e guardano con sospetto chiunque manifesti poteri insoliti , e la cosa più dolorosa per la tua memoria è stata scoprire che il Popolo Gentilizio, gli splendidi elfi che ricordavi dominare il continente, hanno quasi del tutto abbandonato queste terre in una Grande Ritirata verso un'isola leggendaria oltre l'oceano, lasciando il Faerun in mano alla caotica marea umana.

Quando il rumore dei tuoi stivali pesanti sul terreno accidentato annuncia il tuo arrivo nel campo, interrompendo il sibilo del vento, tre figure sollevano lentamente lo sguardo stanco verso di te...

Un uomo anziano, con le mani callose e nodose tipiche di un boscaiolo che ha speso la vita tra i boschi, tiene lo sguardo vitreo e fisso sulle braci calde. Le sue dita stringono convulsamente una rozza icona di legno protettiva, mentre le sue labbra continuano a muoversi senza sosta, borbottando preghiere silenziose e frammentate per scacciare gli spiriti della brughiera.

Una giovane donna seduta su una cassa, intenta a rammendare con gesti precisi i finimenti di un cavallo da tiro. Guardandola, i tuoi sensi millenari subiscono un cortocircuito: i suoi tratti somatici sono un'assurdità biologica che non dovrebbe esistere. Ha le orecchie leggermente allungate e la grazia fiera dei Tel'Quessir (gli elfi), ma la sua corporatura è pesante, le spalle sono larghe e gli occhi riflettono la scintilla grezza, frettolosa e mortale tipica della stirpe umana. Ai tuoi tempi, l'unione tra il sangue elfico e quello dei primitivi umani era un concetto inconcepibile...eppure, lei è lì, una fusione vivente e impossibile di due mondi separati. Sotto i capelli spettinati dal vento, il suo sguardo è stanco ma acuto, vigile, affilato dal costante timore di imboscate da parte di quelle gilde di sciacalli e trafficanti che ora infestano le vie commerciali.

Un uomo avvolto in paramenti religiosi logori, logorati dal viaggio e macchiati di cenere, porta sul petto il simbolo di una divinità legata al martirio e alla sopportazione del dolore. Si muove con una calma solenne e quasi ipnotica, concentrato interamente nel fasciare con bende pulite i piedi piagati e sanguinanti di un ragazzino spaventato, che trema vistosamente sotto una coperta troppo sottile.

Nessuno di loro allunga la mano verso le impugnature delle armi o accenna a un gesto di sfida. In questo mondo ferito e convalescente, un viaggiatore solitario che cammina nel crepuscolo alla ricerca di calore non è una minaccia, è semplicemente la normalità quotidiana.

La donna mezzelfa ti squadra per un lungo istante, poi, con la punta dello stivale infangato, sposta una balla di fieno umida, facendoti spontaneamente spazio vicino al cerchio di pietre roventi che delimita il fuoco. L'uomo con i paramenti religiosi interrompe per un attimo il suo lavoro e ti rivolge un silenzioso, dignitoso cenno di benvenuto con il capo.

C'è posto vicino al fuoco, straniero...dice la donna, la sua voce resa roca e profonda dalle raffiche del vento della brughiera e dal fumo della legna verde...il freddo stasera morde più del solito e la nebbia densa che sale dai fiumi non promette nulla di buono per chi resta sulla pista. Siediti e scalda le ossa, se hai storie da spartire o se cerchi solo un po' di tregua da un cammino che sembra non avere fine.

Ti ritrovi così a muovere i tuoi passi all'interno del cerchio di luce, sedendoti tra perfetti sconosciuti, all'aperto, protetto solo da assi di legno marcio . 

@Monkey77

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  • Dardan
    Dardan

    La donna interrompe per un istante il suo lavoro con i finimenti del cavallo, ti squadra con i suoi occhi acuti, notando il modo fiero in cui ti muovi anche nella stanchezza, e ti passa una scodella d

Silyndor . Ghaele (un tempo)

Occhi rossi demoniaci... Ultimo ricordo che possiedo prima del...nulla.

All'improvviso mi ritrovo scaraventato fuori dalla sacca dimensionale in cui ero tenuto prigioniero per ritrovarmi in una stanza di un edificio abbandonato da secoli.

Fa freddo, e membra sono pesanti sono molto provato... Devo tornare ad Arvandor, avvertire la corte delle stelle che i miei sospetti erano fondati ed i demoni si sono infiltrati nelle casate più antiche e nobili della corte elfica... Ciò non farà piacere a Corellon,

Provo ad incanalare il potere celestiale, ma non risponde.

Tento di richiamare il potere divino attraverso una preghiera... Silenzio...il portale non si apre.

Inizio a sudare freddo... Mai avuto ghiandole sudorifere... Cosa sta accadendo?

Devo uscire di qui !

Richiamo il mio potere ancestrale per mutare in una sfera di luce e volare via da questo posto maledetto.

Niente da fare, il mio corpo resta lì tale e quale , pesante, dolorante, infreddolito.

Mi guardo il viso in una pozza d'acqua filtrata dai fori sul tetto e stento a riconoscermi. Sono.. invecchiato?! Rughe sottili disegnano il mio viso coperto da una lunga barba bianca.e capelli ugualmente canuti.

Noi..noi non invecchiamo...non non abbiamo la barba ...anche gli elfi che hanno solo un briciolo della grazia degli Eladrin non hanno peli sul viso...

La verità, dolorosa come un pugno sulla bocca dello stomaco, si rivela palese ai miei occhi...

Ho perduto il collegamento con Arvandor! Ora sono... mortale.

Io, Silyndor ,guardiano delle porte dei cieli, araldo dei Seladrine, Cacciatore di Diavoli e Demoni... Non sono altroj. che un mortale.

Mi rendo conto che anche i ricordi del passato sono nebulosi, ricordo chi sono, ...ma dettagli, riti, preghiere, Segreti... So che possiedo molte informazioni, ma è come se il corpo che riempio non fosse in grado di contenerle tutte.

Un nuovo sentimento, mai provato prima, mi travolge... disperazione...e ora?

Con fare rassegnato mi dirigo verso l'uscita dell'edificio per cercare di capire quale sarà il mio nuovo Destino.


Sono passati 2 mesi dal giorno della mia liberazione, o come dico al mattino da quando è iniziato l'incubo.

Essere un mortale fa proprio schifo.

Finché li vedevo la gente dallo stato di bbgrazia in cui mi trovavo, provavo compassione e vedevo sempre la parte migliore di ciascuno, dando valore ai meriti per aiutàre quella gente a seguire un via di bontà e libertà.

Ora non ho più quella grazia e mi disgusto da solo, l'odore del sudore, delle urine e feci è nauseabondo. Il bisogno di mangiare, di dormire, il senso di solitudine

Ho scoperto che procurarsi cibo senza poteri non è facile e per farmelo dare da chi sa farlo serve che paghi. Agli effetti era un informazione che già possedevo, Ma non ci avevo mai posto attenzione.

In qualche modo sono riuscito a sopravvivere in questo mondo dominato dagli umani, e pieno di quelle razze che un tempo vivevano nascoste come gnomi , Halfling,...Gli imperi elfici sono caduti...

Anche molti dei sono caduti di recente...

Vagabondo alla ricerca di informazioni su dove trovare comunità elfiche quando vedo il piccolo gruppo di viandanti.

Mi avvicino per scaldarmi un po' e raccogliere qualche altrahh informazione riguardo questo mondo.

Saluto il gruppo che mi accoglie senza diffidenza o paura... apprezzo saranno delle creature limitate, ma quel poco che hanno l condividono con gi altri... non è cosa da poco... apprezzo. Non tutto è da buttare in questo mondo di uomini.

Forse tutte e due le cose. Dico stanco per il lungo vagabondare.

Che si dice in giro? Le strade sono sicure? Come si è fatto male quel ragazzo? E soprattutto grazie per l'accoglienza...passare la notte da solo non credo sarebbe stato piacevole in questa terra desolata.

Mi siedo sulla paglia umida, sento le gambe godere della sensazione di riposo dopo le lunghe ore di cammino.

In questi mesi mi sono reso conto che nonostante mi senta fiacco e debole rispetto ad un tempo sono comunque più Forte della maggior parte delle persone che incontro. È solo una questione di percezione e in questi mesi mi sono Iasi abituato al mio nuovo status...quasi che la vita precedente fosse stata solo un sogno, bellissimo...ma solo un sogno

@Dardan post riempito.

Modificato da Monkey77

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La donna interrompe per un istante il suo lavoro con i finimenti del cavallo, ti squadra con i suoi occhi acuti, notando il modo fiero in cui ti muovi anche nella stanchezza, e ti passa una scodella di legno consumata, colma di un brodo di radici caldo e dal sapore decisamente terroso.

Forse tutte e due le cose, allora... un po' di storie e un po' di tregua, risponde la donna, accennando un sorriso tirato che accentua la strana asimmetria dei suoi tratti, così alieni per la tua memoria antica ma così tremendamente concreti nella realtà di oggi...le strade sicure? Straniero, non credo esista più una strada sicura tra qui e il Mare delle Stelle Cadute... se resti sulla pista principale verso Secomber, rischi solo di imbatterti nelle pattuglie dei mercenari che chiedono dazi inesistenti, o nei disperati che hanno perso la fattoria l'anno scorso e ora cercano solo qualcosa da mettere sotto i denti... ma se ti addentri troppo nella brughiera... beh, lì ci sono cose peggiori dei banditi... cose che la terra ha sputato fuori da quando il cielo ha iniziato a bruciare di quei lampi viola...

A quelle parole, l'uomo anziano seduto sul tronco ha un sussulto visibile, stringe l'icona di legno al petto con nodosa ferocia, continuando a fissare le braci come se temesse che un demone possa uscirne da un momento all'altro per ghermirlo...
La Magia Matta...sibila il vecchio, la voce ridotta a un sussurro tremante e spaventato, ha infettato le colline... ho visto le pietre sanguinare due lune fa... gli dèi ci hanno abbandonati a noi stessi, o peggio, ci hanno lasciato in mano a quel nuovo macellaio che siede sul trono dei morti... Cyric... che la sua ombra non ci trovi mai...

Frena quella lingua, vecchio, o attirerai davvero la sfortuna su questo campo, lo interrompe bruscamente la donna, tornando a tirare i lacci di cuoio con un gesto secco, anche se un brivido di autentica inquietudine le attraversa lo sguardo all'udire quel nome.

Nel frattempo, l'uomo avvolto nei paramenti logori termina di stringere l'ultima fascia intorno alla caviglia del ragazzino, che ora sembra aver smesso di tremare e si addormenta appoggiando la testa su un vecchio sacco di tela... il religioso si solleva faticosamente, pulendosi le mani piene di cenere e fango su uno straccio, prima di incrociare il tuo sguardo con una calma profonda, intrisa di una compassione laica che risuona stranamente con il tuo antico istinto celestiale.

Non ringraziarci per così poco, fratello...dice l'uomo dei paramenti, avvicinandosi al fuoco e sedendosi non lontano da te, mentre sul suo petto il simbolo delle mani giunte con i polsi incatenati oscilla leggermente...in questi tempi di sofferenza, negare il fuoco a un viandante significa condannarlo...e il Piangente ci insegna che il dolore condiviso è l'unico modo per non perdere la nostra umanità...chiedevi del ragazzo , non è stata un'arma a ridurlo così... tre giorni fa la sua famiglia stava fuggendo dalle terre dell'est, hanno attraversato una gola dove l'aria odorava di uova marce e i fulmini viola colpivano la roccia senza fare rumore... una di quelle saette ha colpito il terreno a pochi passi da lui, non lo ha bruciato, ma le sue gambe si sono ricoperte di piaghe grigie e la carne ha iniziato a farsi fredda come il ghiaccio , i suoi genitori sono fuggiti terrorizzati, scambiandolo per un maledetto , lo abbiamo trovato noi lungo la pista, abbandonato a morire...

Il chierico lancia uno sguardo carico di tristezza verso il cielo plumbeo, dove un altro lampo violaceo solca silenziosamente le nuvole basse sopra l'Alta Brughiera...

La Trama è sfilacciata, straniero, è instabile, e noi mortali ne paghiamo il prezzo... ma tu non sembri un mercante, né un semplice fuggiasco... cerchi qualcosa in questa terra desolata, oltre a un rifugio per la notte?

Modificato da Dardan

Silyndor-

X Dardan

poi riempio, intanto ti ringrazio perchè mi stai dando quello che ho sempre cercato da questo GDR senza mai riuscire a trovarlo. Questo mondo i fili spezzati è già diventata la notifica più attesa.

Alle mie domande fatte in PM scegli tu se rispondermi li o se preferisci nel PBF ( non so se ti interessano le reazioni PE etc etc)

Se hai dato un occhio alla scheda e suggeriresti delle modifiche o consigli dimmi pure. è molto semplice e la selezione di opzioni limitata ma se vedi qualcosa che mi è sfuggito fammelo notare.

Comunque aggiungerò un ocarina come strumento musicale, (senza sprecare gradi in intrattenere) solo per caratterizzazione ed il simbolo sacro di legno se lo è intagliato a mano.

Grazie ancora

Modificato da Monkey77

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