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01. La rovina di Daggerdale

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  • AndreaP
    AndreaP

    #59 15 Tarsakh 1356 - Mattino [primavera, sereno ventoso] Il carretto, tirato da una coppia di cavalli da soma, proseguiva lento lungo il sentiero attraverso una valle remota ricoperta da foreste oscu

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    TANITH Nonostante le sue congetture alla partenza, il viaggio era stato inspiegabilmente tranquillo. Anche attraversare il fiume era stato dannatamente semplice. Alla vista delle prime fattorie, la te

  • Thorne Camminavo arretrato rispetto a Tanith ma al fianco del carro e con passo costante, abituato com'ero alle strade di campagna. Le maglie dell'armatura tintinnavano leggermente sotto il mantello v

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#59

15 Tarsakh 1356 - Mattino [primavera, sereno ventoso]

Il carretto, tirato da una coppia di cavalli da soma, proseguiva lento lungo il sentiero attraverso una valle remota ricoperta da foreste oscure lungo le pendici delle Desert Mouth Mountains: lo guidava il vecchio Thomas, fidato uomo di Weregund il mercante che aveva assoldato i compagni, ormai divenuti amici dopo i lunghi giorni di viaggio, per scortare il carico fino alla città di Dagger Falls dove lo avrebbero consegnato all'emporio di Fulgath.

Il viaggio era proseguito senza ostacoli attraverso la natura selvaggia di quelle terre di confine e mentre il paesaggio si addolciva il sentiero iniziò a seguire il corso del fiume Tesh: i boschi oscuri lasciavano il posto a terreni fluviali umidi e a fattorie e campi isolati

Entro mezzogiorno avrebbero potuto bere sidro e mangiare torte speziate nella locanda di Dagger Falls.

@Tanith

Il giovane sapeva che suo zio, che ricordava solo vagamente avendolo visto una volta da piccolo, abitava nei pressi di Dagger Falls: sarebbe stata l'occasione per incontrarlo.

@all

Mappa

https://1drv.ms/i/c/bddbc741a4735254/IQB-6R-B_FsQSKjoAaUbklVYAYscXfdCv4XLlxRybFf77GY?e=lFxZpA

TANITH

Nonostante le sue congetture alla partenza, il viaggio era stato inspiegabilmente tranquillo. Anche attraversare il fiume era stato dannatamente semplice. Alla vista delle prime fattorie, la tensione accumulata scema dal viso del mezzelfo.

Comodo, nella sua armatura di cuoio e protetto dal vento grazie al mantello, porta l'arco corto alle spalle, la faretra a destra e la spada corta a sinistra, ben legate alla cinta, dove pende il piccolo sacco delle (poche) monete. Nella tasca interna del mantello, adeguatamente cerata, il suo prezioso diario.

Procede davanti al carro di pochi metri, tenendo il suo mulo Ritmo per le briglie, alla sua destra il fiume, alla sua sinistra il mulo.

Attenzione Thomas, c'è fango sulla strada

Avverte il conducente del carro, girandosi dapprima verso quello e poi a scoccare un'occhiata al resto del gruppo, riconoscendo la sagoma familiare di Leshur e quella dei nuovi compagni.

A breve sarebbero arrivati e lui avrebbe potuto rintracciare suo zio del quale riservava ricordi frammentati d'infanzia.

Modificato da Ard Patrinell

Thorne

Camminavo arretrato rispetto a Tanith ma al fianco del carro e con passo costante, abituato com'ero alle strade di campagna. Le maglie dell'armatura tintinnavano leggermente sotto il mantello verde oliva e il quarzo al collo rifletteva la luce del sole. Ogni tanto alzavo lo sguardo al cielo come per ringraziare l'alba appena passata, e puntualmente un sorriso tranquillo mi illuminava l viso abbronzato.

Era la prima volta che mi allontanavo tanto da Shadowdale, ma il paesaggio che avevo davanti mi ricordava casa: campi aperti, case sparse, la brezza mitigata dalle fresche acque ed il loro mormorio costante, erba giovane e legna da ardere che saliva dalle fattorie vicine. Una bella sensazione, che non provavo da tanto. Sognavo forse?

La frase dell'elfo mi aveva riportato con i piedi per terra. "Hai ragione, Tanith. Quel tratto è proprio un pantano". Il mio sguardo era subito andato a cercare la sagoma tozza e familiare del nano che ormai era parte del mio mondo da quasi dieci anni. "Rollo, se il carro si blocca, tu ed io lo spingiamo da dietro, come quella volta che il mulino si è incastrato dopo la piena. Solo che stavolta non c'è farina da sporcare" Un sorriso breve, quasi timido, ma sincero per poi tornare a guardare avanti con la brezza che mi scompigliava i capelli castani legati in coda bassa e nel mentre

"Ah, e se qualcuno ha fame prima di arrivare ho ancora qualche mela secca e un po' di pane d'orzo nella sacca. Non è granché, ma meglio di niente.. prima che Rollo finisca tutto"

Rollo

Dopo interminabili giorni di viaggio, il nano avanzava silenzioso godendosi il tiepido sole primaverile.

Le strade, dopo le piogge dei giorni precedenti, erano divenute un capolavoro di fango, buche e pozzanghere traditrici. Ogni passo è era una sfida per le corte e tozze gambe del giovane guerriero La sua armatura, un tempo lucida ed oliata con cura maniacale, portava ora con orgoglio i segni della battaglia più crudele: il maltempo. La barba, intrecciata con cura prima della partenza, era ormai un mosaico di pioggia, terra e dignità nanica ferita… ma non spezzata.

Si sentiva talmente esausto da rinunciare persino a lamentarsi. Non perché il viaggio fosse divenuto piu'facile, anzi, ma perché un vero nano sa che il lamento è tempo perso che potrebbe essere impiegato per brontolare in silenzio. Al suo fianco, il mulo che trascinava il carico di tanto in tanto gli lanciava occhiate cariche di giudizio, come a dire: “Io avevo detto di restare a casa”.

"E chi vorrebbe incipriarsi il naso con un po' farina quando ha l opportunita' di tenere le paxxe a mollo nel fango gelato."

Rispose al suo giovane amico che, come sempre, sembrava non perdersi mai d animo.

"No vedo l ora di distendere i piedi davanti ad un fuoco caldo e gustare un po di carne arrosto...questi dannati reumatismi non mi faranno dormire per un anno."

concluse poi con voce stanca

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