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Passaggio verso nord

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Lorelai

Ed eccoci qui. Ma perché finiamo sempre in budelli sotterranei? Commento a mezza voce si primi passi oltre il montacarichi.

Sul terreno le tracce di chi ci sta precedendo. E al cancello troviamo altri loro segni.

Oppure una moneta di rame o un epitaffio gratuito sulla tomba. Rispondo a Tiburzia.

Ma pochi passi oltre c'è ben poco di cui scherzare. E ciò che giunge dal tunnel centrale è fin troppo chiaro. Meno la scelta di Vance.

Mi chino.

Non capisco. Se sono scesi per affrontare questi sussurri, perché le loro tracce vanno a destra invece che nel tunnel centrale? Sono giunti che C'era silenzio? Oppure al loro arrivo i mormorii venivano da destra?

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  • Arkyn K'Aarna Le parole di Marcelline sono chiarificatrici, finalmente si è sbottonata un po', purtroppo solo metaforicamente parlando. "Da quel che affermate direi che lo studio a destra, vicino alla

  • Albedo
    Albedo

    Lorelai 🤢🤮🤢

  • Godluin Valthorne Come temevo, le cose fuori dalla torre sono precipitate. Speriamo ci si possa mettere una pezza perchè sinceramente eviterei volentieri uno scontro "inutile". Calma, calma! Mi affia

Lord Eryndor Valthorne

Perchè almeno sottoterra è più difficile che tu possa avvicinarti a dell'alcol rispondo serio a Lorelai. L'atmosfera non mi piace e il silenzio del canarino la dice lunga su come il posto è assai sinistro È possibile commento Il che può darci un leggero vantaggio. Vince e i suoi potrebbero perdersi e smarrire la via da soli, risparmiandoci una noia. Va da sè che se temete possa sbucare all'improvviso, potremmo sempre seguirlo e affrontarlo PRIMA di occuparci del resto del livello propongo L'ultima volta sarebbe stato meglio per noi, ammettiamolo. Qui sotto le leggi non esistono, quindi potremmo facilmente sbarazzarcene prima che lui provi a fare altrettanto.

Godluin Valthorne

Sapevamo non sarebbe stato accogliente qui sotto, ma provarlo sulla propria pelle è tutta un'altra cosa. Sarà lo svolazzare incessante del canarino, ma devo fermarmi alcuni istanti a inspirare ed espirare profondamente per tornare focalizzato.

Forse togliere di mezzo Vance prima di affrontare i sussurri. può essere una buona idea in effetti. Dico subito dopo mio padre. Ci sto pensando da prima: la faccenda puzza parecchio. Perchè sono scesi? Che altri abbiano commissionato un lavoro simile?

  • Autore

Il cunicolo centrale esala il suo respiro gelato, un soffio che fa danzare la fiamma interna delle lanterne schermate e porta con sé quel mormorio asfissiante, privo di una direzione precisa. Al centro del triplice bivio, le teorie e i dubbi della compagnia si incrociano sopra il terreno argilloso , Lord Eryndor e Godluin analizzano la minaccia con il freddo pragmatismo della logica militare: l'idea di dare la caccia a Vance lungo la galleria di destra, eliminando la spina nel fianco prima che possa tendere un agguato nel buio, risuona con forza tra le pareti strette. Dopotutto, quassù al nord le leggi non esistono e sbarazzarsi di quegli sprovveduti risolverebbe metà dei problemi.

Lorelai rimane china a studiare il caos di impronte chiodate, tormentata da un dubbio logico che le stringe la gola , perché Vance e i suoi uomini sono corsi a destra di gran carriera se il pericolo e la corrente provengono dal centro? Erano forse giunti quando la miniera era ancora immersa in un silenzio tombale, o le anomalie stavano mutando posizione?

Tiburzia non risponde a parole. Il panico muto del canarino, che continua a sbattere le ali gialle sul fondo della gabbia, le gela il sangue più dell'aria della miniera. La strega solleva la lanterna schermata e la fa oscillare lentamente, descrivendo un arco preciso davanti a sé, per poi abbassare lo sguardo verso il pavimento di pietra.

Godluin chiude gli occhi per un istante, focalizzando la sua mente sui flussi di energia magica che impregnano l'area; il mezzelfo avverte che il sussurro non è un fenomeno acustico naturale, ma un'eco residua, un'impronta arcana legata a una magia remota e dimenticata che pulsa come un cuore malato più a fondo nella roccia.

Sotto la luce calante della lanterna di Tiburzia, l'oscurità alle sue spalle sembra ridestarsi. La sua ombra, allungata e deformata sulla roccia viva, smette di seguire i movimenti biologici del corpo. Diventa densa, fluida, mossa da una volontà estranea che non appartiene alle leggi della fisica. Mentre il gruppo discute se inseguire i Cavatori a destra, l'ombra si protende in avanti sul terreno arrugginito, ignorando completamente le tracce di Vance. Striscia con una lentezza sinistra lungo il pavimento, allungandosi come una mano scura direttamente verso l'imboccatura del cunicolo centrale.

Lì, dove il soffio gelato è più intenso, l'estremità dell'ombra si curva e si fissa sulla pietra, vibrando impercettibilmente in sincronia con il ticchettio indistinto delle pareti.

L'oscurità del tunnel centrale inghiotte i fasci focalizzati delle vostre lanterne schermate man mano che vi lasciate alle spalle il triplice bivio e la sensazione di isolamento e di pericolo imminente si fa più soffocante a ogni metro che scendete nelle viscere della montagna , la roccia qui non è liscia: le pareti del cunicolo sono aspre, grezze, e l'aria si fa via via più fredda ed esiziale, impregnata di una polvere immobile...

Il sussurro non vi abbandona , anzi penetrando in questo budello profondo, il mormorio sibilante si intensifica, riverberando direttamente nella vostra mente è un suono che non ha un'origine chiara , sembra scaturire dalla pietra stessa, dalle intercapedini buie sopra le vostre teste, avvolgendovi in una morsa asfissiante. La gabbia del canarino tra le mani di Lord Eryndor è un costante promemoria del tempo che scorre , l'uccellino è immobile sul fondo, il petto gonfio che pulsa disperatamente per strappare quel briciolo di ossigeno rimasto nell'aria stagnante.

Avanzando in fila indianadopo circa un ora di cammino, l'andamento del tunnel inizia a cambiare in modo repentino. La pendenza si fa più ripida e la roccia grezza dello scavo dei nani cede improvvisamente il passo a qualcosa di radicalmente diverso. I fasci di luce delle lanterne inquadrano i primi, colossali blocchi di granito nero, incastrati tra loro con una precisione millimetrica che nessuna trivella moderna potrebbe mai replicare .

Siete vicini al punto di rottura di questa galleria. Poco più avanti, la pietra grezza della montagna appare squarciata e sbrindellata, come se i nani avessero perforato una parete cieca senza sapere cosa ci fosse dall'altra parte. Attraverso quella spaccatura artificiale, la luce lattiginosa e innaturale che avevate percepito all'inizio si fa più nitida, filtrando come una nebbia fredda ,la corrente d'aria gelida che vi investe il volto porta con sé l'eco amplificata del sussurro, e una strana, persistente vibrazione...

@ Tutti

A voi .

@Albedo @Bomba @Cuppo @Landar @shadyfighter07

Tiburzia - Strega

Non so se gli altri vedano ciò che vedo io. O forse sì, ora.

La mia ombra non mi segue più. Sotto la luce della lanterna si è fatta densa, fluida. Non oscilla più con me. Striscia. Lenta, sul terreno rugginoso, ignorando le impronte di Vance. Si allunga come una mano scura e si punta dritta verso l'imboccatura del cunicolo centrale, dove il soffio è più gelido. Lì vibra. In sincronia con il sussurro della pietra.

Non è un pensiero razionale. So che dobbiamo andare là. Se questo dono mi è stato dato, non è per lasciarmi morire qui.

Guardo gli altri, la voce mi esce più ferma di quanto mi senta.

"Ignoriamo chi ci ha preceduto per ingordigia. Seguiamo la nostra strada."

Indico il centro.

Ci incamminiamo. Il cunicolo si fa più ripido, l'aria più esiziale. Il canarino non canta più. Poi, dopo quasi un'ora, la roccia dei nani finisce.

Davanti a noi, colossali blocchi di granito nero, incastrati con una precisione che nessuna trivella potrebbe replicare. E oltre, una breccia. Squarciata, sbrindellata, come se i nani avessero sfondato una parete cieca senza sapere cosa c'era dietro.

Da lì filtra una luce lattiginosa, innaturale. Fredda come nebbia.

Mi avvicino al varco, nonostante il sussurro che ora mi martella direttamente in testa. Poso una mano sul granito nero, l'altra sul bordo della spaccatura.

Cerco di capire se è magia. Se pulsa ancora.

Azione

Arcana: +4

Godluin Valthorne

L'idea di seguire Vance e gli altri viene rapidamente accantonata e mi ritrovo a seguire gli altri lungo il percorso centrale. Avrei davvero voluto prima controllare l'altro corridoio, ma seguo ovviamente il gruppo fino alla spaccatura.

Cos'è questo luogo? Sussurro senza indirizzare la domanda a nessuno in particolare. Perchè sembra...alieno questo luogo?

Fisso lo sguardo sulla spaccatura cercando di interpretarne la natura.

@DM

Arcana +3

Lorelai

Seguo Tiburzia, anche se, onestamente, preferirei precederla. La galleria è claustrofobica, e il sussurro martellante non allevia di certo la sensazione.

La galleria muta, blocchi neri di pietra allineati sostituiscono la roccia viva. E i nani, nella loro ingordigia hanno sfondato quel muro, o forse, barriera.

Hanno scavato troppo a fondo e con troppa avidità. Mi chiedo cos'abbiano risvegliato da questa oscurità.

Modificato da Albedo

  • Autore

Il granito nero sotto le dita di Tiburzia è freddo in modo innaturale, privo di quella ruvida porosità tipica delle gallerie minerarie. È una pietra liscia, magnetica, che sembra assorbire il calore della carne anziché rifletterlo. Quando la strega e il giovane Godluin si sporgono oltre la spaccatura artificiale, seguiti a ruota dal resto del gruppo, il sussurro che strisciava sulle pareti cessa di colpo.

Al suo posto, subentra un silenzio monumentale, denso, così totale da far fischiare dolorosamente le orecchie. Il contrasto con il frastuono idraulico dei pistoni e della linfa della stanza precedente è quasi violento. Il canarino, sul fondo della sua gabbia, è completamente immobile, rannicchiato in un angolo come se tentasse di farsi invisibile.

La luce magica di Tiburzia taglia le tenebre di questa nuova camera, e ciò che svela toglie ogni dubbio: questo luogo non appartiene ai nani. Non è una miniera. È una cripta rituale, spaventosamente antica.

Le pareti di granito scuro sono interamente ricoperte da bassorilievi geometrici e ossessivi: volti umanoidi dai tratti distorti, pipistrelli dalle ali tese e occhi sbarrati che sembrano fissarvi da ogni angolo mortale della stanza. Il pavimento è una distesa di lastre di pietra sconnesse, asciutte e coperte da una sottilissima polvere millenaria che si solleva a ogni vostro passo.

Al centro esatto della stanza, il pavimento si interrompe bruscamente, spalancandosi in un colossale pozzo circolare. Da quella voragine non proviene il rumore dell'acqua, ma risale una spettrale, diffusa luminescenza lattiginosa. Questa luce fredda e argentea taglia l'oscurità e mette a nudo ciò che si nasconde quindici metri più in basso: il pozzo si apre esattamente sopra il tetto terrazzato di un ciclopico palazzo di pietra nera, la cui guglia piatta funge da perfetto e unico punto d'atterraggio. Oltre quel tetto, il bagliore illumina le geometrie deserte, i viali e le piazze di un'immensa città sotterranea dimenticata dal tempo, incastonata nelle radici dei Monti del Confine.

Attorno all'orlo del pozzo, disposti come spettatori di un eterno e immoto rituale, sorgono dei sinistri leggii di pietra ritorta. Sopra ciascuno di essi siede un teschio umano. Ma dalle loro mascelle disarticolate e spalancate penzola una mutazione ripugnante: una lingua grigia, muscolosa e spaventosamente lunga, che striscia flaccida sulla pietra polverosa. Mentre avanzate, quelle lingue iniziano a contrarsi e a sollevarsi a mezz'aria, oscillando lentamente come tentacoli ciechi che assaggiano l'aria, tesi esattamente all'altezza dei vostri colli.

Il vostro sguardo viene calamitato dal leggio più vicino al bordo. Lì vicino giace accasciato il cadavere fresco e decapitato di un minatore nano, che indossa ancora la tunica pesante con il simbolo della Corporazione che vi ha ingaggiato. Sopra il leggio, il vecchio teschio è stato scartato ed è in frantumi a terra; al suo posto, sulla pietra ritorta, si trova ora la testa mozzata del minatore. Ha gli occhi vitrei spalancati nel vuoto , mentre la lunga lingua grigia del supporto gli è scivolata profondamente dentro la gola, muovendosi sotto la carne del collo per "indossare" la nuova testa e cementificarla alla struttura.

Proprio alla base di quel leggio sacrilego, ancorata saldamente alla pietra, una robusta corda di canapa si cala nel vuoto del pozzo, penzolando immobile verso il palazzo della città sepolta sottostante.

Sul fondo della cripta, cinque alti gradini conducono a un trono monumentale. Lì siede una figura immobile, interamente avvolta in paramenti cerimoniali laceri e mummificati , il guardiano eterno di questo luogo. Non respira, ma le sue dita scheletriche stringono un lungo flauto d'osso appoggiato alle labbra carneficine che non produce alcun suono udibile...ma una vibrazione psichica, una melodia silenziosa che vi percuote il cranio come un ordine telepatico che vi impone di fare marcia indietro...

@ Tiburzia

Sfiorando il granito nero, non percepisci una trappola, ma un freddo malato. Senti che la figura sul trono e i leggii con le lingue sono legati da un unico, invisibile legame magico. Finché quel flauto silenzioso suona nelle vostre teste, la stanza è "sveglia" e quelle lingue cercano carne per i loro leggii. Ogni rumore o movimento brusco potrebbe farle scattare.

@ Godluin

Questo posto non è un errore di scavo dei nani, è qualcosa che doveva rimanere sepolto per sempre sotto le montagne. Il bagliore lattiginoso che risale dal palazzo non è una luce naturale , è un'energia spettrale, antica e contagiosa. Quella corda e il minatore morto testimoniano che qualcuno ha violato il silenzio di questa cripta.

@ Tutti

A voi .

@Albedo @Bomba @Cuppo @Landar @shadyfighter07

Modificato da Dardan

Tiburzia - Strega

Un brivido mi attraversa la schiena appena le dita toccano il granito nero. Non è freddo di pietra. È un freddo che assorbe. Malato. Famélico.

Ritraggo la mano di scatto.

Il sussurro è cessato, ma ora le orecchie mi fischiano per il silenzio. Un silenzio monumentale. Il canarino è immobile sul fondo della gabbia, rannicchiato. Cerca di farsi invisibile.

E poi le vedo. Le lingue.

Non guardo oltre. Non indico. Lo dico a fior di labbra, un soffio appena, senza muovere quasi le labbra, gli occhi fissi sul leggio più vicino, su quella testa di nano appena mozzata che ora indossa una lingua grigia come fosse un guanto.

"Non è una miniera."

Sussurro, così piano che devo sperare mi sentiate.

"I nani hanno scavato troppo a fondo. Questo è un luogo di veglia. Un custode... e i suoi leggii. Hanno fame di teste."

La mia ombra, sotto la luce lattiginosa del pozzo, è tornata immobile. Troppo immobile. Come se anche lei avesse paura di muoversi.

"Sentite? Il flauto non suona. Ma ci ordina di tornare indietro. Finché suona... siamo svegli anche noi, per loro. Ogni rumore... ogni gesto brusco..."

Non finisco la frase. Lascio che i vostri occhi cadano da soli sulle lingue tese all'altezza dei nostri colli.

"Se facciamo un passo falso, scattano. Dobbiamo decidere ora. Se sigilliamo questa breccia e ce ne andiamo, o se proviamo a spegnere il custode sul trono. Ma dobbiamo piano."

Lord Eryndor Valthorne

La situazione si è fatta macabra e quando Tiburzia dichiara che il luogo non è più una miniera, non posso che farle eco con un Non è una miniera... è una tomba! per tutta risposta. Dopodichè mi schiarisco la voce e aggiungo O potrebbe rapidamente diventarlo per noi, molto presto, se non stiamo attenti commento. Guardo il canarino, più spaventato di tutti, per poi notare la corda di canapa Qualcuno deve aver davvero dato una scossa a un posto da cui era meglio tenersi alla larga. Ma lasciamo perdere chi è sceso, io sono d'accordo a far sigillare questo posto, ma speravo di poter vedere se trovavamo anche le merci che sono state lasciate indietro o almeno parte di esse mi guardo attorno, cercando qualche indizio Non se lo possono essere certo mangiate queste inquietanti lingue.

Godluin Valthorne

Non credo si tratti di un errore di scavo di tutta la Corporazione. Commento a bassa voce guardandomi intorno. Questa luce è antica...e credo che abbia contagiato e corrotto il minatore.

Faccio una breve pausa osservando la figura sul trono e le lingue. Dovremmo sigillare e andarcene al più presto.

Lorelai

Credo anch'io che la cosa migliore da fare sia richiudere quella breccia...

  • Autore

Le vostre parole muoiono nel silenzio monumentale della cripta, pesante come una condanna , con la massima cautela, voltate le spalle al pozzo lattiginoso , le lingue grigie e muscolose dei leggii oscillano pigramente a mezz'aria, ma non scattano. Lo Hierofante sul trono rimane immobile con le dita serrate sul flauto d'osso, continuando a far rimbombare quel fischio silenzioso e malato dentro i vostri crani.

Sfilate uno alla volta, in fila indiana, rientrando nel breve e opprimente corridoio scavato nel blocco di granito nero. L'obiettivo è chiaro: riguadagnare la spaccatura artificiale, tornare nelle gallerie della miniera e trovare un modo per sbarrare quel varco maledetto per sempre.

Ma proprio mentre Tiburzia fa per sporgersi oltre la breccia per guidarvi fuori, dal cuore del Grande Pozzo circolare si leva un suono che vi congela il sangue nelle vene.

Non è un sussurro magico. Non è un rumore di mostri.

È una voce. Debole, roca, spezzata dal terrore e dalla fatica, ma inequivocabilmente nanica. Viaggia lungo la pietra del baratro, amplificata dall'eco della cavità, giungendo fino a voi nel corridoio di granito.

Aiuto... c'è qualcuno lassù? Per gli Dei... vi prego...

Vi bloccate all'istante nell'imbuto di granito e voltando la testa all'indietro verso la cripta illuminata dal riflesso della lanterna, i vostri occhi cadono sul leggio più vicino all'orlo. Ora che prestate attenzione, notate un dettaglio che prima vi era sfuggito , la corda di canapa non pende nel vuoto. Il nodo attorno alla pietra ritorta del leggio è ancora lì, ma la fune si interrompe subito dopo. Un pezzo di canapa lungo appena un metro giace flaccido sul pavimento sconnesso, sfilacciato e tranciato di netto con violenza. Il resto della fune è caduto di sotto.

Dal fondo del pozzo, dal tetto terrazzato del colossale palazzo nero immerso nel bagliore lattiginoso, la voce si fa sentire di nuovo, avendo forse percepito le deboli vibrazioni dei vostri passi.

Siamo qui sotto! La fune ha ceduto... non possiamo risalire! Vi prego, abbiamo fame... una goccia d'acqua... questa maledetta luce ci sta facendo impazzire...

Un colpo di tosse soffocato e un lamento delirante seguono la supplica , probabilmente sono minatori della Corporazione , compagni di quello morto nella stanza , sono ancora vivi laggiù, intrappolati...

Dietro di voi, lo Hierofante non si è mosso, ma le lunghe lingue dei leggii hanno sussultato alle grida provenienti dal basso, ricominciando a oscillare tese nell'aria polverosa...

@ Tutti

A voi .

@Albedo @Bomba @Cuppo @Landar @shadyfighter07

TIBURZIA - STREGA

Ascolto le opinioni degli altri.

Sigillare. Seppellire di nuovo ciò che fino a poco fa era celato. Capisco la paura. Ha senso. I nani troveranno un altro modo per scavare intorno a questo luogo oscuro.

Resto immobile nel corridoio di granito nero, la mia ombra finalmente tornata ai miei piedi, ma più corta di prima. Come se parte di lei fosse rimasta nella cripta.

Siamo di nuovo nell'imbuto di pietra, dove l'aria torna a farsi respirabile. Posso parlare più liberamente.

"Spero che questa informazione sia sufficiente per la Corporazione. Ma quello che abbiamo appena visto è troppo ignoto per essere affrontato. Meglio sigillare, sono d'accordo".

Non faccio in tempo a finire la frase.

Una voce. Debole, roca, nanica. Dal fondo del pozzo.

Sussulto. Alzo una mano di scatto, non per indicare. Per chiedere silenzio. Ascolto.

Siamo qui sotto! La fune ha ceduto...

L'istinto direbbe di correre ad aiutare.

Ma essere cauti è la cosa giusta da fare.

"Aspettate. Potrebbe essere un inganno. Quella cosa sul trono... potrebbe usare le loro voci per chiamarci giù."

Guardo la corda tranciata ai nostri piedi, sfilacciata con violenza. Poi guardo gli altri.

Faccio un gesto lento con la mano. L'aria davanti a me si increspa e una mano fluttuante, spettrale, appare.

"Leghiamo un gancio a una corda e agganciamolo al perno del pozzo e caliamola. Se davvero ci sono nani laggiù, potranno usarla per risalire. Se è un inganno... lo scopriremo senza offrire subito i nostri colli a quelle lingue."

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