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Beyond the Pale

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Bayla Rosenthal

Guardo Josek e la sua ascia senza riuscire a dire niente per qualche secondo. Poi guardo Rivka. Poi il Rabbi. La mia voce è più bassa del solito e mi stringo ancora alla mano di Rivka. Mi fa molta forza averla vicino.

"Golem, uomini rettile, cose che entrano nelle asce... Io pensavo fossero leggende. Cose che si raccontano per spaventare la gente." Scuoto lentamente la testa. Deglutisco.

"Quella cosa... quel rettile, sembrava un pesce che camminava. O qualcosa del genere. Ci ha trascinata nell'acqua e Rivka stava per soffocare. Continuava a chiederci un nome."

Respiro a fatica e abbasso per un momento lo sguardo. "E poi c'era quell'uccello. Aveva le ali, ma non era un uccello. Ha cercato di ucciderci. Senza motivo. E ha attaccato anche il suo assistente." Alzo gli occhi verso il Rabbi. "Lei sapeva che c'erano queste cose? Quel pesce che cammina sembrava sapere di lei."

La domanda mi esce quasi tremando. "Perché non ci ha avvisate? Noi stavamo per morire là sotto. Più di una volta."

Mi porto una mano alla tasca e, dopo aver esitato, tiro fuori il piccolo lucchetto a forma di cuore che avevo trovato sepolto nella terra. Lo tengo nel palmo della mano. Poi lo porgo al Rabbi. "E questo?"

Aggrotto la fronte. "Era sepolto là sotto. Insieme ad altre cose per bambini. Non so cosa significhi... ma dopo tutto quello che abbiamo trovato, non penso più che sia solo un vecchio lucchetto."

Lo guardo, chiaramente spaventata più che arrabbiata.

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  • Autore

Il rabbino è rimasto in silenzio per tutto il tempo, e per qualche istante ancora sembra deciso a tacere. Ma poi risponde con tono calmo, anche se chiaramente calmo non è "Non sapevo che ci fossero altre creature nel Sephiroth. A parte il golem e lo spirito acquatico, che non avrebbe dovuto nemmeno essere percepibile. È chiaro che qualcosa sta andando nel verso sbagliato, e probabilmente riguarda la presenza del dybbuk. O forse la strega, o i selvaggi... o ancora, i gentili con il loro progresso"

Guarda il lucchetto ma non fa cenno di prenderlo "Non avreste dovuto prenderlo. È un memento di uno dei primi abitanti del villaggio, ed è stato posto laggiù perché è un modo per fare sentire ai defunti la nostra vicinanza. Dovrete riportarlo dove lo avete preso, o a tutto questo potrebbe aggiungersi un fantasma"

Skinny
Il ragazzo scuote la testa "E' tutto così assurdo..." poi guarda gli altri "Io non ci capisco molto ma....se il rabbi dice che dobbiamo riportarlo, facciamolo subito. Non dobbiamo aggiungere il peggio al peggio."

RIVKA

Guardo il lucchetto nel palmo di Bayla e poi il Rabbi che non vuole nemmeno toccarlo. Mi si stringe lo stomaco.

"Rabbi, il lucchetto non era chiuso." dico, e la mia voce esce più dura di quanto vorrei, ma non riesco a fermarmi. "Bayla l'ha trovato già aperto, in mezzo alla terra. C'erano... c'erano cose di bambini lì intorno. Se è un memento per i defunti, come dice lei, perché era aperto? E di chi era? Di un bambino?"

Faccio un passo avanti, anche se le gambe mi tremano ancora.

"E quello che lei chiama spirito acquatico... ci ha detto che era intrappolato là sotto. Che per essere libero doveva conoscere il suo nome." lo guardo fisso.

Mi si spezza la voce. L'accusa che sto per dire mi pesa come un macigno, ma dopo aver visto la morte in faccia...

"Cosa ci state nascondendo? Chi è sepolto sotto lo Shul, Rabbi?"

E mi giro a cercare gli sguardi degli altri. Ho bisogno di supporto.

Josek Lasczarny

"Voi dite che è colpa di tutti gli altri, rabbi... ma queste sono cose che solo voi sapete. Non andiamo a fare nulla, senza parole chiare", provo a spiegarmi, cercando di sostenere le parole di Rivka.

"Fino a adesso, siamo stati noi a rischiare di morire. Più volte".

Bayla Rosenthal

Guardo il lucchetto nel palmo della mano, poi il Rabbi. "Ma allora perché non ci ha detto di non toccare niente?"

Abbasso gli occhi sull'oggetto, stringendolo appena tra le dita. "Io non lo sapevo. Non sapevo cosa fosse un memento, né che potesse... far venire un fantasma."

Alzo di nuovo lo sguardo verso di lui, ancora confusa e spaventata. "Pensavo fosse qualcosa che poteva esserci utile. Là sotto c'erano quelle creature... quella cosa nell'acqua, l'uccello... Pensavo che magari questo potesse servire contro di loro."

Ormai non mi pongo neanche dubbi sull'esistenza dei fantasmi. Dopo le cose lì sotto, sicuro esistono.

"Non l'ho preso per mancare di rispetto ai morti. L'ho preso perché pensavo che potesse aiutarci a non unirci a loro."

Offgame

Scusate il ritardo, sono in fase di (lento) trasloco.

  • Autore

Il rabbino non risponde subito.
Ci sono evidentemente molte cose che dovrebbe spiegare, e che forse non vuole non può dire.
"Sotto lo shul non è sepolto nessuno, non nel corpo. Ma dovete sapere che Kest è nata... prima di quanto scritto. Alcuni degli adulti qui sono i figli dei primi abitanti, ma la maggior parte è arrivata dopo. Noi che siamo qui dalla nascita ricordiamo l'incendio, e la fine dell'infanzia. Quando tutti i nostri genitori sono morti e siamo rimasti solo noi" suo fratello prova a interromperlo, ma il rabbi lo previene "No, devono saperlo. Sarebbe troppo pericoloso, altrimenti. Vedete, Kest è stata vittima di uno spirito oscuro tempo fa, ma con le sacre scritture e il sacrificio delle loro vite i nostri genitori riuscirono a proteggerci. Io ero già adolescente, avevo già fatto il mio Bar Mitzvah, avevo già cominciato ad apprendere ai piedi di mio padre. Lui aveva già cominciato a scavare il Sephiroth sotto lo shul, e io lo completai assieme ad alcuni degli altri. Ora sono rimasto l'unico a sapere esattamente come è fatto"

"Non è andata così, fratello. Lo sai che sono stati i selvaggi ad appiccare l'incendio..." comincia il medico, ma il rabbino di nuovo lo scavalca e gli parla sopra, con l'autorità di un fratello maggiore "Laggiù sono conservati alcuni oggetti personali di chi è morto in quel tempo della nostra infanzia. E c'è uno spirito locale, sì, intrappolato per mera fortuna da mio padre e incatenato da me. Non è un essere legato alla solidità della terra, e come tale non è nostro fratello. Lui è dell'acqua, e dunque un bugiardo e un ingannatore. Di norma non è visibile o percepibile, che lo abbiate visto è strano e grave. C'è un'interferenza esterna, e non so davvero capire da dove o da chi venga" ammette infine.

RIVKA

Ascolto il Rabbi senza abbassare lo sguardo, anche se so che potrebbe sembrare irrispettoso. Voglio capire se questa volta ci sta dicendo tutto.

Quello che sento però... sembra una favola per far addormentare i bambini. Solo che qui i bambini sono morti tutti in un incendio. Rabbrividisco. Per un attimo mi torna in mente mio padre quando tornava a casa ubriaco e mi picchiava, e quasi quasi preferirei quel ricordo a questo. Almeno quello lo conoscevo. Scuoto la testa per rimanere lucida.

"Rabbi..." la mia voce è bassa. "Lei dice che lo spirito acquatico è un bugiardo, un ingannatore perché è dell'acqua. Ma lui ci ha detto che se avesse conosciuto il suo vero nome, avrebbe potuto liberarsi."

Guardo Bayla, poi il lucchetto aperto nella sua mano.

"Se è intrappolato qui da quando eravate bambini, da prima dell'Albero... forse non è lui il mostro. Forse è solo... un memento come il lucchetto."

Faccio un respiro.

"Perché non lasciarlo andare? Se conosce il suo nome, se lo liberiamo, ci sarebbe un mostro in meno sotto i nostri piedi. Oppure... ha paura che se lo liberiamo, ci dirà chi ha davvero appiccato quell'incendio?"

Josek Lasczarny

"Ma perché... spiriti qui sotto e spiriti là fuori?", chiedo, cominciando a sentirmi più sicuro con questo sgradevole inglese.

"Sono così liberi? Quanti sono?

E cosa c'è in mia ascia? Cose c'è nello specchio? Perché indiani hanno paura anche loro?".

  • Autore

"Mio padre mise lo spirito a lavorare per costruire e mantenere il Sephiroth, come fece in tempi antichi Salomone con gli spiriti degli elementi. Se ora lo liberassimo... non potremmo difenderci facilmente dalla sua eventuale vendetta, ma soprattutto il Sephiroth andrebbe in rovina. In tutta sincerità la mia formazione da rabbi non è mai arrivata troppo addentro a queste faccende di magia, e ho sempre potuto contare solo sui rotoli sacri e gli scarni scritti di mio padre sopravvissuti all'incendio" corruga la fronte, si carezza la barba "Purtroppo non conosco altri rabbi a cui chiedere consiglio, e con gli indiani sarebbe saggio non discutere di queste faccende.."

Si rivolge poi a Josek "Temo che dallo squarcio nel Sephiroth sia emerso un dybbuk, lo spirito di un morto inquieto. Sono ferali, mossi da un unico scopo spesso inconoscibile, e cavalcano i corpi di chi è morto di recente. Si spostano usando riflessi e specchi, a volte, ma sono talmente impuri da rovinarne per sempre la superficie... ignoro cosa voglia da Kest, ma è assai possibile che non desideri altro che seminare dolore e pena"

Josek Lasczarny

"Quindi lui adesso è in lama di mia ascia?", insisto, sempre più preoccupato.

"Lui spirito, voglio dire".

  • Autore

"No, l'ha usata come una porta per andare altrove. Sarà andato a cercare un altro corpo da abitare"

Josek Lasczarny

"Quindi dobbiamo trovare il nuovo corpo. Lo spirito è... pericoloso!", dico, guardando di nuovo ľascia, con maggiore tranquillità.

"Ma perché non è entrato in noi, subito? Non poteva?".

Ormai non penso più che tutte queste cose sono assurde.

  • Autore

"Un dybbuk è uno spirito maligno, e come tale è fortunatamente vincolato alla legge divina. Solo i più perniciosi possono infestare un vivente, lottare con la sua anima e dominarne il corpo. Da quel che so i dybbuk prediligono per questo i cadaveri, che sono in fondo solo un po' di argilla sotto un'altra forma. E..." sbianca per la rivelazione "ecco perché il golem si è ribellato!"

RIVKA

Ancora una volta le parole del Rabbi non fanno che accrescere i dubbi. Favole per chi non ha visto, orrori reali per chi ha visto.

Un essere reso schiavo dal padre del Rabbi per costruire il Sephiroth... e una creatura che si muove usando gli specchi e i cadaveri...

Solo allora mi torna in mente qualcosa .

"Rabbi, ma cosa ne è stato del Golem? Ci ha detto che era sotto lo Shul ma noi non ne abbiamo trovato traccia. Non potrebbe... non potrebbe aiutarci? Se suo padre lo ha costruito per proteggere Kest..."

Poi mi si gela il sangue alla risposta data a Josek

"Aspetti. Ha detto che i dybbuk prediligono i cadaveri perché sono argilla. Il Golem è argilla. Vuol dire che... che questo spirito ha preso possesso del Golem? È per questo che si è ribellato?"

Guardo tutti, con la mano istintivamente sulla ferita.

"Ma se qualcuno gli ha dato la vita... non può anche togliergliela? Non può spegnerlo di nuovo?"

Skinny
Il ragazzo si era seduto a terra, tenendosi il capo fra le mani "assurdo, tutto questo è assurdo" mormorò "io... noi... sì, il golem. Lo dicevo prima: evochiamo ancora il golem. Facciamoci aiutare"

Poi guardando il rabbi disse "Non è possibile?"

Bayla Rosenthal

Guardo Rivka, poi il Rabbi. La sua spiegazione non mi fa sentire meglio. Anzi.

"Quanto tempo abbiamo?" Indico Rivka con un cenno del capo. "Lei è ferita, ma non possiamo continuare a far finta di niente e aspettare che succeda qualcos'altro."

Poi torno a pensare a quello che ci ha detto il Rabbi sullo spirito dell'acqua. "Comunque... abbiamo fatto bene a non fidarci di quella cosa. Se davvero era un ingannatore, poteva essere tutta una trappola."

Mi fermo, corrugando la fronte. "Però non capisco una cosa." Guardo il Rabbi. "Lei ha detto che il dybbuk cavalca i cadaveri. E quello che abbiamo visto là sotto aveva la forma di un uccello... ma ha attaccato il suo assistente." Rimango qualche secondo in silenzio. "Perché avrebbe preso la forma di un uccello, se poteva usare il corpo dell'assistente?"

Poi gli occhi mi si allargano. "Oh. Quella sarà la forma con cui lo vedremo adesso."

Josek Lasczarny

Faccio davvero fatica, a questo punto, a seguire la conversazione, mi concentro dunque di nuovo sulle condizioni di Rivka. Sento un brivido gelido lungo la schiena, ma cerco di ignorarlo.

  • Autore

"Non so se quello che avete visto laggiù fosse un dybbuk. A quanto inteso dai testi, non sono mai visibili. Potrebbe essere un altro spirito maligno, se è successo quello che temo... se il Sephiroth è in qualche modo fuori dagli equilibri. Dovremmo capire cosa lo sta danneggiando, quale sia il vero pericolo"

In merito al golem ha invece qualche certezza in più "Sulla fronte del golem è incisa una parola, אמת. Se si cancella l'ultima lettera la parola diventa fortunosamente מת, e il golem viene fermato. Certo, è necessario riuscire a toccargli la fronte..."*

Anche tenendo conto del riposo necessario per Rivka, il rabbino sembra piuttosto irrequieto e probabilmente ha ragione ad esserlo.

*Nota: le due parole sono rispettivamente "verità" e "morte".

A tutti

Come dicevo, Rivka ha comunque tutti i Punti Ferita recuperati, ma guarirà nel corso del tempo gli eventuali danni alle statistiche.
Per tirare le fila, ora secondo me ha senso che come gruppo (con l'aiuto degli abitanti di Kest, naturalmente) indaghiate sulle possibili minacce al Sephiroth.
Ricapitolando, potrebbero essere:

  • Gli indiani

  • Gli stranieri della segheria

  • La strega al faro

  • Qualche spirito maligno precedente l'arrivo del dybbuk

Con questo non voglio guidarvi o distrarvi da questo bel momento di roleplay, ma magari darvi un attimo il contesto su come proseguire. Al tavolo è più facile, via forum è un attimo incartarsi e perdere di vista la situazione visto che c'è una notevole dilatazione temporale!

RIVKA

Guardo Bayla e nonostante la preoccupazione che mi attanaglia le sorrido. Le stringo ancora la mano.

"Non preoccuparti, ora mi sento meglio. Davvero."

Poi abbasso lo sguardo sul lucchetto che tiene ancora in mano.

"È grazie a te se non ci siamo fidate di quella creatura nell'acqua. Se avessi insistito per cercare il suo nome..." scuoto la testa. "Avremmo un guaio in più, hai ragione."

Sospiro. Mi infilo il monocolo, non che mi serva davvero per vedere, ma mi aiuta a pensare. Come nei romanzi.

"Quindi un modo per fermare il Golem c'è. Cancellare la א dalla fronte. Emet diventa Met. Verità diventa Morte." ripeto piano, per essere sicura di aver capito. "Però... chi di noi può avvicinarsi così tanto a una creatura del genere? Skinny ha ragione, dobbiamo farci aiutare. Ma da chi?"

Mi tolgo il monocolo e guardo il Rabbi, poi gli altri.

"A chi davvero gioverebbe la rovina del Sephiroth? La prima cosa che mi viene in mente sono gli indiani. Parlavano di quel messia che sarebbe arrivato. Ricordate?"

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