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Topic di Gioco: L’Infestazione di Castel Gyllencreutz

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Esterno del castello

Linnea resta immobile per un istante quando Aslaug srotola il documento sotto l'ombrello. La pioggia tamburella lieve sulla tela nera mentre i suoi occhi scorrono rapidamente le righe dell'atto. Poi sorride.

Non un sorriso malinconico o stanco come quelli che le avete visto fino ad ora. Un sorriso vero, finalmente.

"Ben fatto." sussurra. "Davvero ben fatto." Con un gesto più rapido da quello che vi aspettate da una vecchia strega, estrae una penna dalla tasca del cappotto. Per un attimo vi viene il dubbio che l'avesse tenuta pronta da sempre, aspettando solo questo momento. "Grazie per averlo tenuto al sicuro e portato a me."

La punta della penna scorre sul foglio prima che possiate reagire. Una sola linea, un tratto netto che attraversa il nome di Manfred Ask. Il castello non è più di sua proprietà ora, è di nuovo di Linnea.

Per un secondo non succede nulla, poi il castello si illumina. Una luce verde esplode dietro le finestre della magione, identica a quella della lanterna di Manfred. Attraversa le vetrate, pulsa una volta... due... tre...

Come il battito di un cuore morente. Dalle mura arriva un lungo gemito. Profondo. Immenso. Come non ne avete mai sentiti. Un rantolo di morte, come se l'intero edificio stesse finalmente espirando dopo aver trattenuto il fiato per decenni. La luce verde vacilla e si spegne.

Le urla cessano. I bagliori scompaiono. Per la prima volta da quando siete arrivati, il castello appare semplicemente... un castello.

Linnea rimette la penna nel cappotto, e mette una mano sulla spalla di Aslaug.

"È finita." Vi guarda uno per uno. "Aslaug. Elsa. Quentin." La sua voce è ferma. "La Società aveva bisogno di persone come voi. Ha ancora bisogno di persone come voi"

"Avete le chiavi. Vi affido Castel Gyllencreutz."

Per un momento osservate i suoi occhi quasi lucidi, ma l'anziana si riprende al volo. "Ricostruite ciò che è andato perduto. Salvate i Figli del Giovedì. Impedite che i Vaesen ci facciano male, e che gli umani facciano male ai Vaesen. Fate in modo che queste mura tornino a essere ciò che erano un tempo."

Quentin fissa il mazzo di chiavi, ancora paonazzo e spettinato. "...quindi adesso siamo proprietari di un castello?"

Linnea annuisce.

Offgame

Scusami @shadyfighter07 se non ho aspettato la tua risposta, ma la soluzione del Mistero era proprio portare il documento a Linnea (e non volevo mandare avanti la cosa troppo per le lunghe). Vi do il tempo per reagire, se volete fare domande, capire cosa è effettivamente successo, ma il fulcro del Mistero è concluso. Se avete intenzione di continuare a giocare a Vaesen, avremo un salto temporale, e introdurremo tutte le regole di Vaesen, comprese quelle della gestione del castello.

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  • shadyfighter07
    shadyfighter07

    Elsa Nyström Appena vedo Gustav sparire in un vortice che non ci dovrebbe essere riaffiorano nella mia mente dei ricordi del passato. Apro la boccca per urlare, non è da me, ma esce solo un suono simi

  • Aslaug Non riesco a credere che Gustav sia scomparso così. Non ero ancora riuscita a conoscerlo. Rimango congelato per un po' a riflettere sulle ultime parole che ci siamo detti. Forse la devo smetter

  • @shadyfighter07 Elsa Off game

Immagini pubblicate

Aslaug Solheim

Rimango in ascolto dei battiti. In po' mi stupisce il suo sguardo felice, quasi in contrasto con Manfred morente. Ma del resto egli era già morto molto tempo fa'. Non so bene che dirle, alla fine provo con un "È bello vederla finalmente felice."

Il 30/05/2026 alle 14:39, SNESferatu ha scritto:

Linnea rimette la penna nel cappotto, e mette una mano sulla spalla di Aslaug.

"È finita." Vi guarda uno per uno. "Aslaug. Elsa. Quentin." La sua voce è ferma. "La Società aveva bisogno di persone come voi. Ha ancora bisogno di persone come voi"

"Avete le chiavi. Vi affido Castel Gyllencreutz."

Per un momento osservate i suoi occhi quasi lucidi, ma l'anziana si riprende al volo. "Ricostruite ciò che è andato perduto. Salvate i Figli del Giovedì. Impedite che i Vaesen ci facciano male, e che gli umani facciano male ai Vaesen. Fate in modo che queste mura tornino a essere ciò che erano un tempo."

Quentin fissa il mazzo di chiavi, ancora paonazzo e spettinato. "...quindi adesso siamo proprietari di un castello?"

Linnea annuisce.

"Possiamo entrare? Vuole venire con noi? Se davvero questo è adesso una nostra proprietà voglio poterla accogliere."

"Del resto qui fuori stiamo prendendo freddo. E soprattutto dentro c'è qualcuno a cui dovremmo se non delle scuse almeno un ringraziamento visto come abbiamo messo a repentaglio la sua vita." E nel dirlo faccio un paio di passi verso il porticato.

ELSA

Osservo Aslaug mentre mostra il documento a Linnea quasi chiedendo a me stessa ed ora?

Ma basta un semplice rigo sulla pergamena e succede qualcosa che davvero non mi sarei mai aspettata di vedere, sembra che il castello, all'apparenza solo mura, stanze e cemento come dovrebbe essere, diventa vivo, emettetendo un lugo respiro.

Spalanco la bocca, dopo quello che ho visto durante questa missione la mia razionalità inizia a vacillare. Da oggi probabilmente vedrò le cose in mdo diverso.

Non credo alle mie orecchie quando Linnea ci consegna le chiavi, i miei occhi brillanno

"Abbiamo davvero un Castello?"

Guardo Aslaug e Quentin "Beh direi di festeggiare allora!"

Un fremito di eccitazione mi scuote il corpo, la biblioteca era piena di libri ed ora avrò tempo per leggerli.

Offgame

Non avevo scritto niente perchè davo per scontato che l'azione successiva fosse semplicemente quella in cui Aslaug mostra l'atto a Linnea e quindi non vedevo necessario un intervento di Elsa.

Certo è che lo avrei potuto dire 😅

  • Autore

Piano terra

La pioggia continua a tamburellare sui vetri mentre rientrate nel castello. Quando attraversate il porticato, Roland vi osserva da lontano, in fondo al corridoio. Per un istante vi aspettate che si ritragga come sempre, ma questa volta non lo fa. Anzi, inclina appena il capo nella vostra direzione. Non c'è più paura nei suoi occhi.

Forse ha capito. Forse ha compreso che siete stati voi a liberare il castello dalle luci verdi che infestavano queste mura. Che quegli "angeli" che tanto venerava non erano poi così benevoli come aveva creduto.

Dietro di voi, Linnea si aggira lentamente tra i barili del vecchio birrificio. Passa una mano sul legno consumato, poi lascia sfuggire una breve risata. "Chissà..." mormora. "Chissà se alla fine la birra per cui Manfred mi sottrasse il castello era davvero così buona."

Si ferma davanti a una delle botti e scuote la testa. "Immagino che non lo sapremo mai."

Per un attimo resta in silenzio, quasi assorta nei ricordi. "Cadde proprio lì dentro, sapete? Nella sua stessa birra. Una morte assurda per un uomo così orgoglioso."

Vi guarda uno alla volta. "È per questo che è diventato un fuoco fatuo. Ironico, no?" Le sue risate sguaiate vi ricordano che è e rimane una persona non completamente nel pieno di sè. Non cambierà dall'oggi al domani, ne ha subite tante nei decenni. Ma almeno ha contribuito a ricreare la sua cara vecchia Società.

Offgame

Io direi che possiamo chiudere qui, se non avete che volete esplorare nel castello. Roland, se desiderate, può diventare parte della Società e restare nel castello. È uno di voi, in fondo.

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