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Lilac Hollow – Stagione 1: I Figli della Prima Notte

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Ana Rivero

Nel panico

Per un attimo penso di stare per svenire. Il silenzio dall’altra parte del telefono mi entra in testa come un martello pneumatico. Stringo il cellulare così forte che mi fanno male le dita.

"Eliza?" Niente. "Rispondi, merda". Che non so più neanche se è imprecazione o insulto a Eliza. Non sento più niente del resto. Non vedo più il cortile, le finestre, le aule, Darius, nulla. Esiste solo quel suono ovattato e il cuore che mi martella nelle orecchie. Panico puro.

Chiudo la chiamata di scatto. Le mani mi tremano mentre sblocco di nuovo il telefono. Non penso. Non ragiono. Faccio l’unica cosa possibile.

Chiamo Max. In fondo, è l'unica altra persona con cui parlo. "Dai, dai, dai…" mormoro tra i denti mentre parte la chiamata.

Potrei anche scappare nel bosco, ma dove? Vado a caso? Sento l'odore delle foglie per trovare Eliza?

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Immagini pubblicate

Darius

Con Ana

La testa che quasi mi scoppia non è esattamente una sensazione nuova, ma mi meraviglio di come possa essere sempre dolorosa come la prima volta che mi succede

Ormai ho perso le speranze che Lilith possa rispondermi, e per il momento non ho ancora nessuna voglia o intenzione di portare qualcuno da lei; potrei pensarci se si trattasse di Scarlet, giusto per vedere se darebbe fuoco a tutto, ma visto che quella vicino a me è Ana, non me la sento di iniziare a fare il wedding planner con lei

Senza troppo tatto, vista la sequenza di cose che mi sono piovute addosso, afferro un braccio della ragazza e provo a riportarla verso la scuola Ci sono degli spacciatori nel bosco, mi hanno quasi ammazzato; e Lilith ti cerca, sta mettendo molto in chiaro che vuole io ti porti da lei aggiungo, picchiettandomi un dito sulla tempia

Sei assolutamente sicura Eliza sia andata nella foresta?

  • 2 settimane dopo...
  • Autore

@Theraimbownerd

Orion Kykero - nello spazio onirico del rituale

La figura davanti a te irradia un potere immenso. Terribile e magnifico allo stesso tempo. Non lo vedi davvero, ma lo senti premere contro la pelle, riempire l’aria nei polmoni.
Per un istante ti sfiora un pensiero impossibile: potrebbe essere persino più grande della Bona Dea. Non hai la certezza per capirlo davvero. Ma la portata… quella sì, la riconosci.

Il suo sguardo ti cade addosso come pietra. Curioso. Valutatore. Ti sta pesando. Avanza verso di te. O forse no. Il suo corpo sembra fatto di energia scura, densa come pece liquida, che scivola nell’aria senza toccare il suolo. La tensione ti stringe lo stomaco. Non sai chi sia. Non sai cosa voglia. Puoi solo sperare che non sia qui per distruggerti.

Qualcosa ti afferra dall’interno. Una forza gentile ma ineluttabile. Il tuo mento si solleva. Il tuo sguardo si fissa sul suo. I suoi occhi sono vuoti. Neri. Profondi come una notte senza stelle. Ti studia ancora per un momento, come se stesse cercando il modo giusto per parlare a qualcuno come te. A un essere umano. A qualcosa di infinitamente più piccolo di ciò che lei è.

Poi la voce arriva. Non dalle sue labbra. Dalla tua testa. Dall’aria. Da ovunque.

«Io sono Lilith. L’Alba che sorgerà sul nuovo mondo.» Un battito. «E a differenza di mia sorella Lolth, io vedo la tua unicità, Orion Kykero.»

Solleva appena una mano. Il palmo rivolto verso l’alto. La stessa forza di prima ti avvolge. Non hai modo di opporvi resistenza.

Il tuo corpo si raddrizza. Ti ritrovi in piedi davanti a lei. «Tu sarai il mio Sacerdote.» La parola vibra dentro il petto. «Colui che mi libererà dalla mia prigionia.» Una pausa. «E in cambio… riceverai grandi onori.»

@Ghal Maraz

Nathan Clark - in mensa con Kathlyn

Kathlyn ti ascolta senza interromperti. Ogni tanto prende un boccone dal piatto, mastica lentamente, ma il suo sguardo resta su di te. Attento. Curioso. Quando finisci, sbuffa appena e scuote la testa.

«Che zo**ola. E poi dicono di me.» Non serve chiedere. Sai benissimo che si riferisce a Scarlett. Kathlyn appoggia la forchetta sul vassoio e si sporge un poco verso di te.

«Però ha senso, sai? Non hai mai notato come si guardano quei due? Scarlett e Tanaka.» Il tono sembra quasi retorico. Come se fosse una cosa evidente. Ma dal modo in cui la stai fissando capisce subito che per te non lo è affatto. Sbuffa piano.

«Certo che voi maschi non notate mai niente…» Si sistema una ciocca di capelli dietro l’orecchio e continua.

«Sono sempre lì a rimbeccarsi. A punzecchiarsi. A fare a gara su chi è più forte.» Fa una piccola pausa, poi sorride con malizia. «Ma si vede lontano un miglio che vorrebbero solo strapparsi i vestiti e saltarsi addosso.»

Lo dice con una naturalezza disarmante. Come se fosse l’ovvietà più totale. Per lei, probabilmente, lo è davvero. Poi il suo sguardo torna serio. «Resta il fatto che se ti ha venduto così… è una gran stron$a.»
Inclina appena la testa. «Che pensi di fare adesso?»

Mentre aspetta la tua risposta, i suoi occhi scivolano oltre la tua spalla. Tu ti giri istintivamente, temendo di trovarti dietro mezzo disastro. Le altre pallavoliste. Qualche nuovo problema. Invece no. Solo il tavolo dei tuoi compagni di classe.

Per un attimo incroci lo sguardo di Alice. Sta guardando proprio qui. Verso voi due. Appena si accorge che l’hai vista, abbassa subito gli occhi.

«E con lei?» chiede Kathlyn. Ti volti di nuovo verso di lei. «Siete riusciti a chiarirvi stamattina?» Nel suo tono non c’è gelosia. Né sarcasmo. Solo curiosità sincera. Stamattina, mentre parlavi con Alice, una parte di te era convinta che Kathlyn potesse prendersela. Che potesse essere infastidita nel vederti lì con lei. Ma ora non sembra affatto così. Anzi. Sembra davvero interessata a capire come stai.

È strano come le persone riescano a sorprenderti. Di Kathlyn hai sempre sentito dire le stesse cose: frivola, superficiale, sempre in cerca di divertimento. E invece, seduta qui davanti a te, ti sembra molto più lucida e matura della maggior parte della gente in questa scuola.

@TheBaddus

Scarlett Bloombight - nel negozio con Harper ed Emily

Harper non risponde subito alla tua stoccata. Ma la vedi. Quel minuscolo irrigidirsi delle spalle. Il modo in cui la mascella si tende mentre chiedi delle felpe oversize. Il messaggio è arrivato. Distoglie lo sguardo per un attimo, come se all’improvviso gli scaffali fossero diventati molto interessanti.

«Sì…» mormora. «Ne ho viste un paio laggiù.» Indica distrattamente un angolo del negozio senza guardarti davvero. Non è rabbia. Non apertamente. È qualcosa di più sottile. Risentimento, senso di inadeguatezza. È il modo in cui evita i tuoi occhi a fartelo capire.

Quando dici che devi fare la spesa e poi studiare, Harper incrocia le braccia. Il gesto è quasi impercettibile, ma resta lì. Difensivo. Poi fai per allontanarti. Il sorriso che regali loro è impeccabile. E quando inviti Emily per la sera, il tempo sembra rallentare appena. Emily alza lo sguardo verso di te. Nei suoi occhi passa qualcosa di luminoso, quasi una scintilla spontanea. L’idea sembra piacerle. Poi però esita. Lo vedi chiaramente. Il suo sguardo scivola su di te per un istante di troppo. Come se stesse cercando di capire qualcosa. Di pesare qualcosa.

Tutti sanno chi sei e anche Emily. I tuoi "giri loschi". I tuoi lavoretti in cambio di soldi e informazioni. Le amicizie… complicate.
E il modo in cui hai appena lanciato una frecciatina ad Harper che voleva essere molto più discreto ma che, in realtà, è stato chiaro come il sole.

Emily si morde appena il labbro. «Io…» Harper lascia uscire un piccolo sbuffo dal naso, quasi impercettibile. Non dice nulla, ma il modo in cui tiene le braccia strette al petto rende tutto più teso. Emily abbassa lo sguardo per un secondo, poi lo rialza. Verso di te. C’è curiosità lì dentro. Una specie di attrazione difficile da nascondere. Ma anche cautela. «Non lo so… Forse ho già da fare in famiglia...» Il suo sorriso è più incerto adesso, sai che sta solo prendendo tempo. «Magari… possiamo sentirci più tardi e ti faccio sapere, ok?» Una risposta morbida. Che non è un sì. Ma non è nemmeno un no. Harper resta in silenzio, lo sguardo duro e ferito.

E mentre ti osservano entrambe, in modi molto diversi, ti rendi conto che il colpo è arrivato esattamente dove volevi. Solo che adesso, tra voi tre, resta sospesa anche un’altra sensazione. Sempre più evidente. Che tu sia stata, semplicemente, una str0nza e che, probabilmente, ad Emily non piace questa parte di te.

off game

Rispondo qui alle cose che avevi chiesto off game nel tds.

  • harper non aveva nessun filo su di te. quindi ne guadagni uno tu.. Dovresti avere DUE FILI su di lei ora se non sbaglio.

  • ricevi la CONDIZIONE "Str0nza".. che ci sta sia per le voci (tutto sommato veritiere) che sta mettendo in giro anche nathan e per questa scena stessa. Si somma a quella già presente "Cattive compagnie)

  • PRENDI pure il +1 AL PROSSIMO: te lo tengo buono per la prossima volta che che avrai un'interazione con Harper che richieda un tiro o anche se farai qualcosa (che richieda sempre un tiro) per cercare di levarti questa condizione. Senza una scadenza precisa.

@SNESferatu

Ana Rivero - al telefono con Max

Il telefono squilla solo per pochi secondi. Max risponde quasi subito.

«Ana! Ma dove sei?» Non ti lascia nemmeno il tempo di parlare. «Ti stavo cercando! Stavo per chiamarti io! Abbiamo un problema. Un problema grosso.» Le parole escono veloci, una dietro l’altra, come se stesse correndo mentre parla.

«Nathan si è messo in testa di andare nel bosco questo pomeriggio. Così, a caso. E vuole portarsi dietro Noah!»

Fa una pausa brevissima, giusto per prendere fiato. «E se incontrassero… quella cosa?» La voce si abbassa un poco sull’ultima parola. «Ho provato a fargli cambiare idea. Gli ho detto di venire a sciallarsi con noi al parchetto… ma niente. Sembrava completamente irremovibile.» Dall’altra parte della linea cala finalmente un attimo di silenzio. Max ha finito il fiato. E per la prima volta ti lascia spazio per parlare.

@Voignar

Darius Whitesand - in cortile con Ana che è altrove con la testa :)

Cominci a parlare con Ana. Le racconti quello che ti è appena successo. Le fai domande. Provi a capire. Ma lei non è davvero lì con te. Il suo sguardo continua a scivolare altrove, come se stesse inseguendo pensieri che tu non riesci a vedere. Le parole sembrano rimbalzare contro una parete invisibile. Hai sempre pensato ad Ana come a una ragazza fredda. Controllata. Quella che guarda tutti dall’alto, senza lasciare mai trapelare nulla che possa sembrare davvero… umano.

Adesso però è diversa. La vedi preoccupata, sul serio. Tesa, distratta. C’è qualcosa nel modo in cui stringe il telefono, nel modo in cui continua a controllare lo schermo, che parla di confusione. Di qualcosa che le sta sfuggendo di mano.

Chiude una chiamata che, a giudicare dal silenzio, probabilmente non ha mai ricevuto risposta. Subito dopo compone un altro numero. Questa volta qualcuno risponde. Dallo smartphone arriva una voce maschile, bassa, indistinta. Non riesci a distinguere le parole, ma senti che qualcuno le sta parlando concitatamente.

Tu resti lì. In attesa che si ricordi della tua presenza. O che dalle sue eventuali risposte tu possa percepire qualche indizio su chi abbia chiamato con tanta urgenza e perchè.

Nel frattempo realizzi un’altra cosa. Siete nel mezzo del cortile della scuola. È pieno orario di lezione. E per quanto ti riguarda… non hai la minima idea di quale scusa potresti inventarti se un professore o un bidello decidesse di guardare fuori da una di quelle finestre.

Orion Kykero

Insieme alla Dea

Rimango ammutolito di fronte alle rivelazioni che questa entità espone con tanta naturalezza. Il vero nome della Bona Dea è uno dei più alti segreti del culto, persino mia madre ha dovuto aspettare anni di devoto servizio per ricevere l'onore di sentirlo.

E io l'ho ascoltato appena dopo aver deciso di abbandonare il suo culto. Sembra quasi una blasfemia.

Eppure la cosa non mi fa stare male. Dopo quello che la Bona Dea...anzi Lolth, ha provato a farmi, la piccola vendetta di conoscere i suoi segreti non fa altro che rincuorami. Ogni lealtà che avevo nei suoi confronti è andata distrutta come quell'orribile vestito che ha provato a mettermi addosso.

Le parole di Lilith invece mi danno forza. Le promesse degli dei non sono da prendere alla leggera. Sogni di potere e ricchezze si fanno strada nella mia mente. Il primo capofamiglia maschio dei Kykero. Un potere mio di diritto, senza incertezze, senza dubbi.

Cosa mi è richiesto di fare? Dico, tono fermo e deciso pronto a eseguire la volontà della dea.

Darius

In attesa

Non mi è del tutto estraneo il dover trascorrere del tempo vicino ad una persona del tutto presa dal telefono, con mia madre succede più o meno ogni volta che la chiama una sua amica; certe volte inizia a chiacchierare al mattino e finisce la sera, e mio padre dice che potrebbe benissimo andare in città a piedi, cenare fuori, tornare sulle sue gambe e lei non se ne accorgerebbe

Io non ho tutto questo tempo, e il fatto che qualche bidello, professore o altro possa vederci è davvero l’ultimo dei miei problemi adesso

Capisco però che, qualsiasi persona stia chiamando Ana, questa telefonata è davvero importante per lei, se addirittura riesce a scalfirla. Che forse non è il termine migliore, ma non me ne viene un altro

Aspetto che finalmente metta giù, ma mi assicuro che lei non vada nel bosco, non esca dal cancello, e provo con qualche spintarella e un paio di parole appena sussurrate a spostarla verso l’edificio scolastico. Che non è il posto più sicuro del mondo, ma meglio una strigliata da un bidello che una pallottola da uno spacciatore

Nathan Clark

In mensa

Sorrido, quando Kathlyn mi fa notare il mio scarso occhio per i dettagli "amorosi", nonostante in questo momento sia Scarlett, che Tanaka potrebbero impiccarsi, per quanto mi riguarda.

"Ehi, non è colpa mia se ho trascorso la maggior parte della mia vita scolastica a fare da tappezzeria!", mi schermisco, alzando la mani e sorridendo. È strano, poter ammettere questa cosa, mentre sono nella stessa stanza con due ragazze che mostrano interesse per me.

"Però hai ragione. E la cosa, detta così, ha ancora più senso, in effetti... ma ancora non so che fare, di preciso. Comunque, prima le ho mandato un messaggio. Un messaggio decisamente infastidito, temo: le ho chiesto se ha più ritrovato Tanaka", aggiungo, per poi restare appeso al suo sguardo indagatore e alle sue successive parole.

"Sì, Alice... era preoccupata e triste. Le dovevo una spiegazione sincera, e le dovevo lasciare il tempo e lo spazio per sfogarsi, per arrabbiarsi, ma anche per cercare di capire... che non proviamo gli stessi sentimenti. È onesta e sincera (e infatti non capisco come faccia a restare così amica di Orion...), perciò merita, credo, di essere trattata con onesta e sincerità. Anche se nemmeno io riesco a essere così tanto ingenuo e fiducioso come lei", spiego, per una volta senza farmi tanti problemi.

"Sai... di recente, mi sembra che questa scuola sia piena di persone strane. Non per forza tutte strane in senso cattivo, ma... beh, comunque strane. Non me ne ero mai reso conto per bene, prima".

Ana Rivero

Al telefono con Max

Porto il telefono all’orecchio e mi allontano di qualche passo senza neanche accorgermene. Ho il cuore che batte troppo forte e le parole mi escono addosso una sull’altra. "Max, quel c0glione di Nathan è un deficiente." sbotto subito. "Non ha la minima idea contro cosa sta andando."

Sto mentendo spudoratamente e lo so. Se Darius ha detto che Nathan è uno di noi, allora qualcosa lo sa di sicuro. Ma io non so cosa. E questo mi irrita ancora di più. Mi passo una mano tra i capelli, nervosa. "E il problema è che non so neanche come fermarlo. Non mi sembra proprio il tipo che si lascia convincere, capisci? Se si è fissato, ci va e basta. Come in mensa, magari riesplode. È una mina vagante."

Disse Ghandi v2.0. "Ma poi perché tutti vogliono andare in questo cavolo di bosco? C’è una calamita o cosa?" La fitta alla spalla mi torna in mente insieme al fruscio sentito al telefono. "Credo che anche Eliza sia andata… tu ne sai qualcosa?"

So già che dirà di no. Povera stellina. Probabilmente l’unico innocente rimasto in tutta questa storia. E mentre aspetto la risposta, nella mia testa è già tutto deciso. Se Max non sa niente, ci vado io.

Passo dalla rete del campo, sticazzi dei prof, del coach, di chiunque. Ho più di un motivo per pensare che nel bosco ci sia un problema. E non ho intenzione di stare qui ferma ad aspettare.

Modificato da SNESferatu
stolto tradotto in stolto RIEDIT: Cioè, c0glione

  • Autore

@Theraimbownerd

Orion Kykero - nel rituale con Lilith

L’entità che si è presentata come Lilith sembra leggerti dentro. Il suo volto resta indefinito, fatto di fumi e ombre che non assumono mai davvero una forma stabile. Eppure qualcosa cambia. Lo percepisci chiaramente. Un’eco di emozioni: approvazione, divertimento, una specie di euforia crudele. Come se i tuoi desideri di potere, di ricchezza, di grandezza… la compiacessero profondamente e nel contempo la divertissero.

«Tu sarai il mio sacerdote.» La sua voce vibra nello spazio attorno a te. Dentro di te. «Il tramite che guiderà i figli che ho scelto. E insieme romperete il sigillo che mi tiene prigioniera.» Le ultime parole arrivano come un’onda. Odio, rancore, rabbia antica. Ti travolgono con la forza di una tempesta. Per un istante hai la sensazione che quell’emozione possa spezzarti. Poi scompare. Tagliata via con precisione chirurgica. Un controllo assoluto. Freddo. Perfetto. Il tipo di controllo che solo qualcosa di terribilmente antico può possedere.

Ed è allora che lo senti. Uno squilibrio. Un’altra presenza che irrompe nello spazio onirico in cui ti trovi. Un’ondata di potere che cerca di spingere indietro l’energia che riempie questo luogo. La figura di Lilith sfarfalla per un istante. Le ombre che la compongono tremano, come disturbate da una corrente invisibile. Qualcuno sta cercando di scacciarla.

Lilith alza lo sguardo. I vapori oscuri che formano il suo volto si contraggono in qualcosa che assomiglia a un sorriso.

Divertimento, sicurezza, dominio assoluto. E' questo quello che percepisci ora.

«Le sacerdotesse di mia sorella Lolth». Lo dice quasi con condiscendenza, come se volesse solo concederti la benevolenza di darti una spiegazione che per lei è logica e scontata ma non per te.

«Provano a contrastarmi.» Una pausa. «Deboli. Inette.» La sua voce si fa più bassa. «Le punirò.» Un fremito attraversa lo spazio. «Per te.» Poi ancora più piano: «Per ciò che hanno cercato di farti.»

All’improvviso senti qualcosa crescere dentro e tutto intorno a te. Potere. Un’ondata di euforia pura che ti attraversa il petto, le braccia, la mente. Più intensa di qualsiasi cosa tu abbia mai provato. L’interferenza che poco prima disturbava questo luogo ora sembra minuscola. Una scintilla. La senti spegnersi, come una candela che rimane senza ossigeno.

Poi Lilith inclina appena la testa. Un gesto minimo, pensoso. «Le due accolite…»

Il sangue ti si gela. Capisci subito che ora si sta riferendo a Diana e Juno. Per un istante il pensiero ti colpisce come un pugno.
Staranno ben? Cosa sarà di loro?

Lilith ti osserva. E ancora una volta hai la netta sensazione che stia leggendo ogni pensiero che attraversa la tua mente.

«Loro ti sono care…» Una pausa. «Vero?»

@SNESferatu

Ana Rivero - al telefono con Max

«Eliza?» La voce di Max dall’altra parte della linea si fa più incerta. «Pensavo fosse con te… vi ho viste andare via insieme.» Le sue parole non fanno che confermare quello che avevi già capito. Non ha la minima idea di dove sia Eliza. E, in fondo, come potrebbe?

Dall’altro lato del telefono senti Max sospirare. «Senti, Ana… io con Nathan ci ho provato, ok? Ho cercato di fargli cambiare idea.» Una pausa breve. «Cioè… la coscienza a posto ce l’ho, no?» Ora nella sua voce c’è qualcosa di più fragile. Sta cercando conferme. Qualcuno che gli dica che non è colpa sua. «Se vuole andare nel bosco lo stesso… è un problema suo, giusto?» La domanda resta sospesa tra voi. Anche se i sentimenti umani ti sono ancora abbastanza estranei capisci che è a caccia di rassicurazioni e conferme. Del resto, povera stellina, è capitato per sbaglio (o meglio... Ce lo hai trascinato tu e le voci messe in giro dalla cugina di uno dei suoi strani amichetti) in qualcosa di troppo grande per lui.

Mentre stai parlando, senti qualcosa sfiorarti la spalla. La mano di Darius, leggera, cauta. Appoggiata sull’unica spalla che non è attraversata da quella sottile crepa. Ti volti di scatto per fulminarlo con lo sguardo. Lui alza appena le mani, in un gesto rapido. Nessuna provocazione. Poi inclina la testa verso l’edificio della scuola. Basta un attimo per capire cosa intende. Siete ancora nel mezzo del cortile. In pieno orario di lezione. E dalle grandi finestre delle classi e dei corridoi chiunque potrebbe vedervi lì fuori.

@Ghal Maraz

Nathan Clark - in mensa

Kathlyn manda giù l’ultimo boccone e si pulisce distrattamente le labbra con il tovagliolo mentre ti ascolta. Poi ti guarda con aria improvvisamente seria. «Forse perché anche tu sei uno di loro.» Lascia che la frase resti lì un attimo, sospesa. «Clark, lo strambo che si è perso nel bosco.» Scandisce bene le parole, fissandoti con quei suoi occhi grandi. Un secondo dopo però le labbra le si piegano in un sorriso divertito. Non c’è cattiveria nel modo in cui lo dice. Piuttosto una complicità leggera, quasi una presa in giro tra amici. «Comunque sì… questa scuola è piena di gente strana.» Il sorriso svanisce lentamente. «E anche di parecchia gente cattiva.»

Con un piccolo cenno del mento indica un tavolo poco distante. Colin e la sua cricca stanno ridendo tra loro, completamente ignari di essere al centro della conversazione. Kathlyn torna a guardarti. «Sono fatti così. E se reagisci… spesso gli dai pure la soddisfazione di aver contato qualcosa.» Fa spallucce. «A volte è meglio ignorarli. Non dargli l’importanza che credono di avere.»

Distoglie lo sguardo per un momento, lasciandolo vagare distrattamente tra i tavoli della mensa. «O almeno… io la penso così.»

Solo ora ti rendi conto di una cosa. Anche Kathlyn è spesso al centro di voci e pettegolezzi. Quante volte l’hai sentita definire “facile”. Una che vuole solo divertirsi. Eppure non l’hai mai vista reagire davvero. Ha sempre fatto esattamente quello che ti ha appena detto: ignorare tutto e non dare peso alle offese. Ti chiedi, per la prima volta, se sia davvero tanto matura da rimanere indifferente al parere della gente che non la conosce davvero. O se semplicemente abbia imparato a non mostrarlo.

«So che per te è importante.» La sua voce ti riporta al presente. «Ti conosco da poco, ma si capisce.» Ti osserva per un attimo, poi inclina leggermente la testa. «Ma ha davvero senso mettersi contro Colin e quelli come lui?» Una breve pausa. «Meritano davvero tutta questa tua attenzione?»

Scarlett Bloomblight

Al negozio, poi in giro e infine a casa

"Perfetto grazie, ci darò un'occhiata." Rispondo ad Harper, mantenendo il tono neutro.

La scintilla negli occhi di Emily è poi qualcosa di meraviglioso: vedo la prova concreta di aver vinto io su Harper, anche se la sua reazione successiva mi fa un po' male. "Nessun problema, scrivimi pure verso ora di cena, al massimo ci si vede domani a scuola. Buon pomeriggio ragazze." Saluto entrambe prima di girarmi, sorridendo però solo ad Emily, per poi andare verso il punto che mi era stato indicato per controllare le felpe; la mia idea sarebbe di dare un'occhiata veloce ed andarmene, non mi servono davvero.

SBAGLI VISIONE... Di nuovo la voce del Drago. LEI È TUA, SOLO CHE LO DEVE ANCORA ACCETTARE. Sento qualcosa in sottofondo alla voce profonda, come uno sbuffo. BASTANO SOLO UN PO' DI SPINTE.

Ripenso rapidamente ai trascorsi con Emily mentre faccio finta di guardare una felpa, e in qualche modo questa cosa mi rasserena perché non ha tutti i torti: so bene che la manipolazione ha vari stadi e passaggi e normalmente ci vuole tempo per avanzare da uno a quello successivo.

Sto per ringraziarla mentalmente quando mi ricordo che devo disabituarmi da questa cosa: sono sempre io, è la mia parte draconica; devo iniziare ad accettarla come tale. Forse diventeremo una cosa sola poi.

Dopo un paio di minuti esco dal negozio senza comprare nulla e poi vado a fare la spesa come era mia intenzione inizialmente: è meglio riempire la dispensa, anche perché poi Zarneth chi la sente se non tengo la casa a posto e un perfetto ambiente vivibile?

Quando ho finito ritorno a casa e sistemo tutto quanto, preparandomi uno spuntino e approfittando del tempo per mettere anche in ordine anche il resto della casa: bene o male era già tutto a posto, ma sempre meglio dare una passata aggiuntiva.

Infine torno nella mia stanza e mi cade l'occhio sul bagno: la lavatrice ha finito; stendo tutto quanto pensando che, se Emily dovesse darmi di nuovo buca, potrei sempre beccarmi con Tanaka con la scusa di ridargli i vestiti.

E giusto per il gusto poi mi siedo alla scrivania e mi accendo una sigaretta; quando l'ho finita mi metto a studiare/ripassare per la verifica di matematica del giorno dopo.

offgame

Sono andato un po' avanti perché al momento Scarlett è a posto con i suoi obbiettivi, e l'unico sarebbe uscire la sera con Emily, se le è concesso. So che questo mi porta temporalmente molto avanti rispetto gli altri (a parte forse Orion) che sono ancora a scuola, quindi decidi pure tu se interrompere Scarlett in un certo momento con qualcosa che accade oppure lasciare che faccia tutto e poi non la lascino studiare 🤣

Orion Kykero

Nel rituale

Ascolto con attenzione le parole della dea. C'è un sigillo da rompere e altre persone che devo guidare. La seconda parte mi fa sorridere. È quello che sono più bravo a fare dopotutto. Non la deluderò.

Poi, all' improvviso, la sento. La forza della Bona Dea, incanalata da mia madre, Elaine e le mie sorelle. Per un attimo temo che il mio colloquio con la dea sia giunto al termine, bruscamente interrotto dalle energie che stanno incanalando. Ma Lilith mi sorprende, soffocando quelle energie con controllo assoluto. Come se tutte le forze di mia madre, di Elaine, non contassero niente.

E pensare...e pensare che avrei potuto passare la mia vita a seguire una dea così debole.

Il pensiero arriva nella mia mente come un fulmine. Per un attimo quasi me ne vergogno. Ma poi la' euforia di essere invaso dalle energie di Lilith scaccia via completamente questi pensieri. Lei è forte. Anche imprigionata si sta manifestando durante il rituale di un'altra divinità, imponendosi su di lei con facilità assoluta. Con lei al mio fianco non sarò semplicemente al pari con tutte le matriarche dei Kykero che sono vissute prima di me. Sarò qualcosa di molto di più.

I miei sogni di gloria sono però bruscamente interrotti quando Lilith menziona le mie sorelle. È come una secchiata di acqua gelida dritta sul viso. La dea vede un' intrusione, un' offesa. E le mie sorelle ne sono parte.

Mi inchino un po' più profondamente Le mie sorelle...sono quanto più prezioso ho in questo mondo. Ti prego, risparmiale dalla tua giusta ira. Dico, cercando di mantenere un tono di voce fermo e rispettoso, nonostante la paura mi faccia martellare il cuore nel petto.

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