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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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Pippomaster92

Sezione II - Capitolo 1

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Buio.

Il buio più profondo che abbiate mai sperimentato, la completa assenza di luce. E fa caldo.

Lentamente vi rendete conto di essere svegli. Svegli, vivi e sigillati dentro le capsule. L'aria dentro è soffocante e a basso contenuto d'ossigeno, umida e densa. Una tenue luce biancastra illumina l'esterno, il corridoio della Sezione in cui vi trovate. Davanti a voi, sotto di voi, a destra e a sinistra ci sono innumerevoli altre capsule. E qualcosa non va, non torna.

Perché la Visnu non ha aperto la vostra piccola bara criogenica? Perché il vetro è sporco? Le capsule, che pochi secoli-minuti fa erano così comode e confortevoli, ora sono per voi orribili trappole mortali. 

Dove la tecnologia fallisce, la natura ha il sopravvento: dopo tutto siete ancora dei primati con istinti animali, e chi più chi meno cominciate a scalciare e battere i pungi nel tentativo di liberarvi da soli. Uno alla volta, ci riuscite. Per primi coloro che si ricordano le istruzioni lette prima del viaggio, che mostrano un pulsante di apertura posto all'interno, vicino al piede destro. 

Appena vi liberate dalle vostre prigioni criogeniche vi rendete conto che ci sono diverse cose che non vanno affatto bene. 

Anche fuori dalla capsula l'aria è pesante, afosa, soffocante. Puzza di terra bagnata, marciume...e di qualcosa dal vago e alieno sentore metallico. La gravità è fastidiosa: maggiore di quella di Luna, e forse maggiore di quella di Terra anche se di poco. 
Il corridoio della Sezione II è in condizioni orribili: molti dei pannelli sono caduti a terra, divelti da grossi tubi scuri e sporchi. Altri fili più sottili piovono dal soffitto...o è la parete? In effetti la Sezione funziona bene a gravità 0, ma è pensata, una volta atterrata, per avere le capsule allineate contro le pareti. 
Invece alcune ora sono sul soffitto, altre sul pavimento...segno che la nave è girata di 90° rispetto alla norma. 
Tenui luci bianche emergono dalle capsule, o meglio da alcune di esse.
Intorpiditi, intontiti, nudi come vermi e già coperti da una patina di sudore, vi rendete conto che molte capsule non si sono ancora aperte.

NOTA
 

Spoiler
  • Benvenuti su Kepler...o forse no?
  • Potete avere accesso ai vostri Oggetti Speciali
  • Prossimo check-point: 23:59 di giovedì 21 maggio. 

 

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Sarah "Mac" McKenzie

Oh, porca di quella...

Non é un pensiero molto razionale. Non lo é, per lo meno finché un altro pensiero non mi attraversa brutalmente la mente Ahi!

Immagino sia una conseguenza naturale se prendi a calci a piedi nudi uno sportello in plastiacciaio, ma il dolore al mignolo risveglia la mia lucidità, facendomi ricordare che c'è un pulsante di emergenza per aprire le capsule.

Fortunatamente il sistema funziona bene e, un po' troppo lentamente, lo sportello si muove aprendo la vista ad una situazione disastrata Ma che diavolo é successo qui?

La domanda mi esce spontanea a voce alta, mentre mi inerpico fuori dalla capsula cercando di recuperare il controllo sugli arti, irrigiditi dal sonno criogenico.

Forse il mio primo pensiero dovrebbe essere vestirmi, essendo nuda come un verme, ma sono troppo presa ad osservare i danni strutturali e non per pensare al pudore... peccato per chi mi vedrà, non mi ritengo esattamente uno splendore...

Quasi automaticamente la mano corre alla mia attrezzatura e, una volta recuperati gli attrezzi, mi muovo verso un computer, cercando di accedere alla banca dati, per capire cosa sia successo all'impianto di aerazione: é evidente che non funziona correttamente.

Intanto pesco il terminale portatile che mi era stato dato, cercando di richiamare l'interfaccia olografica con il computer della Visnu.

@Master

Spoiler

Cerco di capire se l'impianto di areazione é in funzione e comunque - quali sistemi funzionino in generale. Se il sistema olografico funziona lo chiedo a lui altrimenti faccio le dovute prove

 

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Aton Ioan Abramovitz

Il risveglio non è piacevole come pensavo. Quando mi sveglio mi accorgo di essere rimasto chiuso nella capsula e che fa un caldo bestiale.
In pochi istanti mi accorgo che comincia a mancarmi l'aria, faccio fatica a respirare. Cerco di uscire, ma non sono stato attento alle istruzioni, non pensando che questa evenienza fosse una reale possibilità.
Sotto di me passa una donna nuda e in quel momento mi rendo conto di essere piuttosto in alto e che se anche riuscissi ad uscire mi farei piuttosto male nel cadere a terra. Cerco quindi un appiglio interno a cui aggrapparmi, ma prima di essere abbastanza fortunato da trovarlo il mio piede batte sul pulsante di apertura e sono catapultato sulla capsula sottostante. In qualche modo riesco ad attenuare l'impatto nonostante i muscoli ancora un po' intorpiditi. Sicuramente mi verranno dei lividi.
Nudo come un verme cerco di accedere ai miei effetti personali e coprirmi prima che altri escano dalle loro capsule. Non bado alla rossa che vaga nuda per il momento, anzi spero che non si volti. Nonostante non mi ritenga brutto, sarebbe piuttosto imbarazzante.

Ci sono dei cavi che penzolano dal soffitto, dove si trova la mia capsula, e decido di usarli per arrampicarmi e recuperare le mie cose. 
Una volta presentabile mi sarei preoccupato di che diamine stava succedendo, dove fossimo finiti e se effettivamente eravamo arrivati su Kepler.

@DM

Spoiler

se servono prove let me know


 

Edited by Von

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Aaron Clarke

Mi risveglio nella mia capsula con un sussulto, l'unica cosa che vedo è il vetro oscurato che mi si para davanti e mi impedisce l'uscita.
Qualcosa deve essere andato storto, ed una volta liberatomi, ne ho la conferma: l'astronave deve essersi ribaltata, in quanto la prima cosa che vedo sono le cabine criogeniche sopra la mia testa.
Ringrazio di essere dal lato a terra.
L'atterraggio deve essere andato storto. rispondo all'ingegnere massaggiandomi il collo per poi trascinarmi fino alla sedia a rotelle lì vicino...
Gli antidolorifici sono assieme all'uniforme...
Una volta issatomi sulla carrozzella, raggiungo i miei effetti personali, indossando velocemente la mia uniforme e prendendo sia la pistola che il bastone da passeggio Stiamo tutti i calmi, cerchiamo di non fare nulla di affrettato. ammonisco le persone che sono rimaste sveglie Concentriamo i nostri sforzi sul liberare quante più persone possibili, diamo priorità al ritrovamento della Dottoressa Julson ed alle capsule con le luci accese... Credo che siano quelle con i sistemi vitali ancora funzionanti. Mi corregga se mi sbaglio, signorina McKinnon. mi rivolgo alla ragazza per poi cominciare io stesso a liberare le capsule ancora a terra, aiutandomi facendo leva con il bastone utilizzando le mie conoscenze del sistema di sicurezza delle capsule per sfruttare i punti deboli della vetrata, dove è possibile fare leva più efficacemente o, eventualmente, romperlo con un colpo ben assestato.

Spoiler

2 Forza + 3 Sicurezza per provare a forzare quante più capsule possibili.
Carisma 2+Persuasione 2 unite ad Autorità 3 per farmi obbedire dagli altri coloni
@1701E

 

Edited by Plettro

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Magnus Mao-Yu Musk

Mi addormento come un neonato, cullato fra le braccia materne e mi risveglio come se qualcuno stesso cercando di soffocarmi dopo avermi buttato a terra.
L'aria pesante contribuisce a rendere lenta la mente, mentre i muscoli, mai stati un punto di forza, sembrano non voler collaborare affatto.
L'atmosfera sembra volermi inchiodare li.
Realizzo solo dopo un paio di secondi che non sono più su Marte e ringrazio me stesso di aver seguito i protocolli previsti per i non autoctoni di 1G.
Quei pochi attimi di torpore e intontimento mi permettono di mettere a fuoco una situazione tutt'altro che rosea.
Dal vetro sporco di una criocapsula sudicia intravedo uno scenario che però non corrisponde a quello atteso.

Recuperata parte della lucidità, la memoria mi viene in soccorso e il piede va a trovare il pulsante di apertura di emergenza 0,0000004% un ca**o penso mentre spingo il portello, ora sganciato dal resto del lettino. La speranza di una boccata di aria fresca viene stroncata da un tanfo di qualcosa di metallico e stantio.
Un lieve sibilo alle orecchie viene gradualmente sostituito dalla voce di Aaron.
Il generale, come da abitudine sta dettando gli interventi a cui dare priorità. Mi metto seduto prendendomi ancora un attimo prima di cominciare a muovermi.

Spoiler

-H.U.M.A.N. cosa ca**o è successo qui?! 
Quadro della situazione e dati prioritari... SUBITO!

Tempo trascorso dalla partenza? La IA della nave è ancora attiva? I sistemi di supporto vitale?
Dammi lo stato dei sistemi principali RAPIDO

Recupero i miei vestiti o almeno dovrebbero essere loro. Mi stanno sufficientemente bene e tanto mi basta. Non ho problemi con la mia nudità, ma per qualcun'altro potrebbe esserlo che pensiero strano in una situazione del genere...
 " Ci sono feriti? "chiedo ai miei ex compagni di tavolata e al resto delle persone che sono li intorno " Sto chiedendo una diagnostica della situazione alla mia IA... qualcuno ha idea di cosa diamine sia successo? " torno poi a rivolgermi al generale " Vado io dalla dottoressa, so esattamente l'ubicazione della sua capsula, ma avrei bisogno di un paio di braccia forti se qualcosa dovesse essere crollato o dovessimo fare leva per aprire le criocapsule "

Torno nuovamente a guardare i presenti, accodandomi alle parole del generale " Se qualcuno può cavarsela in situazioni come queste, quel qualcuno è su questa nave... e siamo tutti NOI!
Ciascuno si dia da fare per quella che è la sua competenza o si metta al servizio di altri, qual'ora una situazione del genere non rientrasse nelle vostre competenze. Fate riferimento al Generale Clarke, fintanto che non troviamo la Dottoressa Julson, avrà chiaro il quadro e potrà prendere le decisioni migliori "

Spoiler

empatia 1

 

Edited by Redik

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Sarah "Mac" McKenzie

Non mi azzarderei a dire che siamo atterrati... rispondo mentre smanetto sul portello di accesso del computer, cercando di farlo partire la nave sarebbe dovuta entrare in orbita, non atterrare. Un affare cosí grande non sarebbe potuto atterrare neppure sulla Luna, figurarsi su un pianeta. Comunque sì, le capsule accese dovrebbero essere ancora integre...inizierei con quelle...

Non mi volto, ma adesso che mi rendo conto di stare parlando con degli uomini comincio a capire di essere ancora totalmente nuda, in mezzo a loro!

Arrossendo, fortunatamente nascosta dai capelli, mi metto in modo da esporre il meno possibile i miei...attributi, e aggiungo Sto cercando di ripristinare qualche sistema e capire che é successo all'impianto di aerazione. La Sezione é grande, ma se svegliamo i dormienti senza ricircolo l'aria diventerà presto tossica..

Quindi a voce piú bassa, quasi un pigolio inudibile, aggiungo Peró non é che qualcuno potrebbe passarmi i miei vestiti? Capsula 2115...

Spoiler

Bug

 

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Harumori "Akai" Ashikaga

Non sento il caldo, non sento l'aria pesante. Non sento niente. Per un minuto circa penso di star sognando. Quando mi sono immerso nella capsula non avevo con me i bracciali, e dopo l'ibernazione ogni traccia della proteina reattiva nel mio sangue sembra essere svanita. Mi sporgo in avanti guardando ciò che mi aspetta fuori dall'oblò; tracce di un'ulteriore fallimento della razza umana.

Mi sono addormentato insieme all'odore di pulito, ho sognato per qualche minuto di fare un viaggio lungo le rive del fiume Shinano e invece di giungere sul mitico monte Hida, e invece dove mi mi sveglio? Nella desolazione più buia e umida. La testa inizia a girare. L'ossigeno in corpo deve essere in caduta libera, meglio uscire da lì in fretta. Le capsule si stanno aprendo una dopo l'altra, esseri umani ignudi che ne escono in preda alla vergogna - o almeno, la maggior parte di loro.

Un attimo prima sono sigillato, quello dopo balzo fuori atterrando su un'altra capsula dormiente. Le mie spade, i miei vestiti e i miei bracciali sono caduti lì vicino, ammucchiati in due metri quadri insieme ad altra robaccia dei passeggeri. Un cappello di lana con le orecchie da gatto, uno strano aggeggino ticchettante, un tablet spaccato a metà. In qualsiasi altro momento mi starei facendo sedici viaggi mentali contemporaneamente sulla mia condizione di nudità, sulle ripercussioni, sulla storia dietro ad ognuno di quegli oggetti e sulle condizioni della nave. Ma adesso la testa è così pesante...!

Mi accascio con la schiena ad una delle capsule orizzontali, mi infilo i bracciali e lentamente mi vesto. Il recettore cherosin-tirasico inizia a viaggiare nel mio sistema linfatico e finalmente le orecchie si stappano; sento dolore al piede sinistro, devo aver inavvertitamente urtato contro qualcosa poco fa. Riacquisisco lucidità, e insieme ad essa il senso di pudore. 

Mi rialzo: ho addosso i pantaloni, le scarpe e la canotta attillata che mi lascia le spalle coperte. Ho controllato, e nel cappotto c'è ancora il mio piccolo tesoro; le spade, al loro posto sulla cintola. Tengo il soprabito sul gomito mentre mi avvicino alla gentaglia raccoltasi attorno alla ragazza-meccanico rossa ancora priva di vestiti. Sospiro, seccato. Mentre mi avvicino, arraffo il primo pezzo di stoffa che trovo - una divisa da medico - e strattono chiunque ci sia tra me e lei per buttarglielo addosso e coprirla, nell'estremo tentativo di salvare un briciolo di dignità.

Ritrovo alcune facce conosciute, tra cui Clarke-sama. Mi avvicino a lui con il cuore gonfio di preoccupazione: "Signore! State bene?"

Spoiler
Edited by Bellerofonte

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Friedrich Seidel

Non è mai piacevole svegliarsi imprecando, soprattutto se ti sei addormentato con una voce suadente che ti sussurrava un "dormi bene" all'orecchio. Men che meno quando il suddetto risveglio avviene in una bara criogenica dopo un viaggio interstellare che dove non sarebbe dovuto esserci nessun margine d'errore. Che c***o è successo? La prigione di plastacciaio inizia a farsi opprimente e individuo il pulsante d'apertura prima che possa valutare l'idea di provare a sfondarla a pugni. Prendo un profondo respiro, storcendo il naso quando sento l'odore che aleggia nell'aria. È solo dopo essermi calmato che lancio una prima occhiata alla sezione: sembra di essere in uno scenario apocalittico. Fortunatamente riesco a trovare parte dei miei oggetti personali, i più utili al momento: impermeabile e pistola, che indosso immediatamente. Keiko! Dobbiamo assolutamente ripristinare le comunicazioni con le altre sezioni. Vedo che i miei conoscenti sono tutti in piedi e Aaron e Magnus stanno già provando a mettere un minimo di ordine tra i sopravvissuti. Io, dal mio canto, posso solo occuparmi del mio lavoro: raccogliere informazioni. Apro la mano destra, liberando uno sciame di nanomacchine invisibili da inviare in esplorazione nella sezione e, soprattutto, verso l'esterno. Mi avvicino quindi alla capsula indicata dalla rossa, portandole tutto ciò che trovo dopo che il giovane samurai le ha lanciato un abito a caso. Ti aiuto con le bare di plastacciaio. Dico a Magnus, parlando poi a Sarah Pensi di poter trovare una sorta di "scatola nera"? Questo è chiaramente un naufragio. 

Master

Spoiler

Uso le Nanomacchine per esplorare la sezione e, se possibile, raccogliere informazioni sul luogo dell'atterraggio. Lancio 3 dadi. 

 

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Mentre qualcuno cade e qualcun'altro si cala dalle capsule, altri cominciano subito ad agire per cercare informazioni. 

Aton

Spoiler

Mentre ti arrampichi sul cavo per scendere più agevolmente, ti accorgi che è viscido, coperto di una fanghiglia chiara e che in realtà è...una radice!

Sarah comincia subito ad armeggiare ad una vicina postazione di servizio, e dopo qualche tentativo andato a vuoto riesce ad accedere all'interfaccia della Visnu. Appare un Eshu piuttosto rigido, privo di espressioni e distorto per un probabile problema al proiettore. Anche la sua voce è totalmente monocorde "Sistema ambientale: danneggiato. Sistema sensoriale: danneggiato. Sistema di supporto vitale: danneggiato. Capsule funzionanti: 0. Capsule danneggiate: 24589. Ricalcolo. 24590"

Sarah

Spoiler

Mentre esplori con le mani la postazione di servizio ti rendi conto che è in uno stato terribile, coperta da uno strato di polvere e fanghiglia. Non presenta segni di usura, però.

E nel frattempo c'è chi cerca di aiutare la McKinnon e chi invece cerca di aprire altre capsule. Clarke usa il bastone come leva per forzarne una con la luce accesa, e dall'interno emerge una donna spaventata, con le mani sanguinanti per aver tentato di aprire da sola il coperchio. Resta seduta, coprendosi il corpo e guardandosi attorno spaventata. Altre due capsule, altri due uomini che più o meno si comportano allo stesso modo. 
La quarta capsula è molto più resistente, e solo quando Clarke si fa aiutare da Harumori si riesce ad aprirla: dentro uno scheletro rinsecchito vi guarda con il teschio sogghignante, le orbite vuote fisse sul "soffitto".

Musk e Seidel, dopo essere usciti (e dopo il breve discorso di incoraggiamento) si chiudono in loro stessi per avere accesso ai loro sensori e alle loro AI personali. 

Musk

Spoiler

La Sezione è divisa in vari anelli "stratificati" uno sull'altro. Circondano la Sezione vera e propria, e ciascuno ospita alcune delle capsule. Voi vi trovate nell'anello centrale, ve ne sono due sopra e due sotto di voi. La dottoressa, come Comandante di Sezione, dovrebbe essere due anelli sopra il vostro. 

H.U.M.A.N. è stato "spento" mentre dormivi, ma non si perde d'animo e cerca subito l'accesso con Eshu.
Mentalmente ricevi subito una serie di report 


ERRORE
ERRORE
ERRORE
ERRORE
Impossibile accedere ad EshuVisnu00. 
Accesso backdoor.
Impossibile accedere ad EshuVisnu02.

 

Seidel

Spoiler

Le nanomacchine non hanno problemi ad infilarsi nelle fessure più piccole e sottili, nei bocchettoni dell'impianto dell'areazione e in altri anfratti. 
Ma incontrano un ostacolo considerevole: fango. Viscido, umido e denso fango. Alcune nanomacchine vi restano invischiate, altre cercano passaggi alternativi.

Quelle nell'impianto di areazione riportano la presenza di un gran numero di costruzioni di origine vegetale...che il tuo cervello traduce come "radici".
Altre provano a forzare le porte che da questo anello della Sezione conducono al successivo anello di capsule. Le porte sono sigillate, proprio secondo il protocollo di volo della Visnu.

 

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Sarah "Mac" McKinnon

Le capsule sono quasi tutte guaste... Annuncio, rannicchiandomi grata nel camice medico che mi é stato buttato addosso Ma quanto tempo é passato?

Nel frattempo sto armeggiando per aprire le capsule, per lo meno quelle in cui il meccanismo di sblocco funziona.

Mentre smanetto dico a Erthu Mostra analisi danni sistema ambientale...

@Master

Spoiler

Se riesco aiuto a sbloccare le capsule. Poi voglio capire cosa non fa funzionare la ventilazione e si può ripristinarla

 

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Aaron Clarke

Mi metto ad aprire alcune capsule, quando una di queste mostra di contenere uno scheletro.
Ho un breve sussulto alla vista del cadavere, momento in cui Harumori mi chiede di come stia.
Sto bene, soldato Ashikaga, la ringrazio. dico all'orientale facendogli cenno di non preoccuparsi Scorti il signor Musk mentre va a cercare la Dottoressa Julson, non approcciate in alcun modo nessuna forma di vita aliena ed inviate qui eventuali superstiti. dico al samurai per poi rivolgermi al ragazzo cinese Shen, a meno che non abbia di meglio da fare, le chiederei di accompagnare il signor Magnus oppure di radunare un gruppo per cercare di andare a liberare eventuali superstiti nelle cerchie inferiori. in caso si fosse rifiutato, avrei organizzato io stesso un gruppetto di superstiti per andare ad indirizzare altri sopravvissuti da noi, in modo da dare loro un'impiego.
Una volta fatto ciò, mi dirigo verso la signorina McKinnon ed il signor Seidel Da qua riuscite a combinare qualcosa? Oppure c'è una qualche sala computer che potrebbe aiutarci a risolvere questa situazione? Che so, un'apertura delle capsule remota in caso di emergenza... Non possiamo certo liberarli tutti manualmente, ci metteremmo troppo tempo e finiremmo per morire tutti di asfissia se è vero che siamo affondati. dico volgendo lo sguardo al detective in attesa di conferma Un "pulsante" simile diventerebbe la nostra priorità assieme al far funzionare nuovamente i sistemi di ventilazione... Sapete dell'esistenza di una cosa simile? Potrei organizzare una scorta improvvisata per voi. 
In caso di risposta positiva avrei organizzato una piccola scorta per accompagnarli nella stanza che devono raggiungere, altrimenti avrei cercato di organizzare i superstiti affidando scienziati ed ingegneri alla signorina McKinnon mentre tutti gli altri avrebbero dovuto continuare a fare del loro meglio per liberare superstiti o far funzionare Eshu.
C'è un qualche addetto alle comunicazioni qui? Quel qualcuno dovrebbe cercare il modo di contattare l'equipaggio o quel che ne rimane! L'IA per ora è inutilizzabile e ci servono informazioni, ed in fretta! dico ad alta voce in attesa di una risposta

Per tutti:

Spoiler

@Bellerofonte @Redik @Ian Morgenvelt @1701E @Ghal Maraz
Adesso Aaron fa la voce grossa ma chiaramente ogni PG va dove si ritiene più utile!
Carisma + Persuasione 4 per dare ordini al resto dei coloni (Autorità 3 come piccolo incentivo!)
In poche parole, Aaron cerca di dare qualcosa da fare a tutti, a meno che non siano feriti gravemente.


 

Edited by Plettro

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Harumori "Akai" Ashikaga

Non lo nego, quel teschio fa spaventare anche me. La reazione più istintiva è di allontanare lo sguardo e coprirsi la bocca per il fetore, ma la morbosa curiosità di sapere s'impossessa di me e torno lentamente ad aggirarmi nei pressi della donna putrescente con mille domande che mi ronzano in testa. Quel cadavere mi darà le risposte che cerco? Probabilmente no. Mi guardo attorno, la situazione è catastrofica; non so cosa sia successo - nessuno lo sa, per il poco che riesco a capire di ciò che origlio dagli altri. Alla ragazza dai capelli rossi serve tempo per contattare sciamanicamente lo spirito della Visnu, ed il tempo è essenziale in questi casi. Noi soldati non possiamo stare fermi; mi correggo: io non posso stare fermo. Non ho freddo, ma mi rimetto il soprabito per avere le mani libere.

Gli ordini del generale mi rimettono in riga all'istante: "Aye, Clarke-sama! Obbedisco!" - ricordo a malapena le loro facce, figuriamoci i loro nomi. Ma se lo sguardo del mio superiore non mente, sta puntando al ragazzotto che parlava con Reyna prima della partenza. Musk. DEVO ricordare questo nome, non posso fare figure pessime in un momento come questo. Mi avvicino a lui e faccio un sottilissimo cenno del capo: "Masaki-san, resti vicino a me, per favore." mi farò guidare da lui stando un passo indietro alla sua destra, muovendomi con passo felpato. Il mio corpo è lì, ma la mia mente è già volata altrove.

Arrovellarmi su cosa sia successo è inutile, questo lo capisco subito. Il meccanico-san e il generale Clarke sanno ciò che fanno, e ho piena fiducia in loro; la strategia, da quel che ho capito, è piuttosto intelligente: cerchiamo risposte presso gli yokai. Perciò se quelli che rimangono nei pressi delle capsule invocano il nome di Eshu, a noi tocca recuperare il kappa chiamato dottoressa Prum. "Spero non le sia accaduto niente di male. Dovremmo cercarla nei pressi di uno stagno..." elucubro in maniera piuttosto ragionevole ad alta voce. Mi chiedo se il ragazzo, dall'aria affabile, abbia almeno un briciolo di stoffa o sia realmente uno di quei ricconi fatti con lo stampino. Immagino lo scoprirò da qui a breve.

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Friedrich Seidel

Sarah riesce a far apparire un Eshu visibilmente danneggiato, che ci annuncia ufficialmente quanto siamo nella m***a fino al collo. Invio quindi un impulso alle nanomacchine che ho liberato, per chiedergli di tornare indietro quando capisco che ormai sono bloccate. Vi confermo la mia ipotesi: abbiamo fatto naufragio sulla terra ferma. Le porte sono ancora sigillate, come se la nave fosse ancora in volo, e ci sono delle radici vegetali nei condotti di aerazione. Un sabotatore? Nel caso dovrebbe trattarsi di uno degli addetti alla nave. Ma perché farlo, allora? Si è praticamente suicidato. Mentre continuo ad elaborare ipotesi ascolto le richieste di Aaron, notando che siamo riusciti a salvare almeno altre tre persone. Ridacchio dopo aver sentito la battuta di Akai sull'aspetto della capitana, avvicinandomi quindi a SarahNon saprei, Aaron. È probabile che il centro di controllo generale sia al piano superiore, ma è solo un'ipotesi. Rispondo al generale, parlando poi alla rossa Ti posso aiutare io. Non sono un genio, ma so muovermi su uno schermo. Le propongo, parlando poi a Magnus e al samurai Fatemi sapere quando siete pronti ad andare. Io vi copro le spalle. 

Master

Spoiler

Voglio aiutare Sarah con Computer 1, come da regolamento.

 

Edited by Ian Morgenvelt

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Magnus Mao-Yu Musk

Reagisco con un gesto di stizza quando scopro che H.U.M.A.N. è stato spento durante la criostasi, avevo sperato di arrivare a destinazione con un bel pacchetto di dati da analizzare e una sorta di scatola nera personale, ma purtroppo le cose non sono andate come speravo.
Oltretutto le risposte che ricevo sono una serie di errori, mancanza di dati e di risposte

Spoiler

- Che palle!!! E va bene, allora intanto collegati alle nanomacchine di Friedrich e analizza i dati che hanno raccolto. 
Analisi del terreno e dei vegetali che bloccano i condotti.
Dammi una mappa delle sezioni, aggiungi i POI di comandi manuali, accessi e condotti a misura umana -

Impartite ulteriori istruzioni e lasciato lavorare la mia IA, torno a parlare con i presenti " Sto cercando di caricare una mappa de "lla sezione, con possibili accessi e comandi manuali, vediamo cosa riesco a recuperare " mi volto poi verso il ragazzo-samurai che mi si presenta " La ringrazio Ashikaga-San, il suo aiuto sarà sicuramente prezioso "  non posso fare a meno di lasciarmi sfuggire un sorriso quando quest'ultimo suggerisce di cercare Prum vicino ad uno stagno.

Mi avvicino a Sarah " Signorina McKinnon... Posso chiamarla Mac? Non è esattamente il mio campo, quanto puoi fare da questo terminale? " guardo poi lei e il mio detective preferito " Se qui pensate di cavarvela cercherò di farmi un'idea su queste piante e su come aprire le porte della sezione... altrimenti chiusi qui dentro non faremo una bella fine "

Mi avvio verso una delle liane, in direzione delle porte della sezione " Se cerca di strangolarmi conto sul suo supporto " faccio al giovane samurai mentre cerco di capire qualcosa in più su queste liane.

Spoiler

animali piante +2 
conoscenze +3

 

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Shen Yun-Chow

Il risveglio non assomiglia certo ad una vagheggiata promessa di "nuova opportunità" o "mondo migliore".

Assomiglia, piuttosto, ad una seduta di agopuntura svolta da un principiante cieco, monco e tremante. 

Ma il dolore,  in fondo, è uno strumento, che la nostra mentre può utilizzare a vantaggio del nostro corpo, invece di lasciarsene condizionare in maniera automatica ed immatura. 

Una serie di respiri doma sul nascere il senso di soffocamento e di disorientamento, generando a cascata una risposta istintiva di sopravvivenza ed autocontrollo.

Quelle stupide lezioni sul bilanciamento interiore sono servite a qualcosa. Incredibile. 

Ben presto, ricongiunto con quei pochi oggetti che disegnano un passato sulla superficie biancastra della mia vita, comincio nuovamente a prestare attenzione agli stimoli dell'ambiente attorno a me: l'enorme bara di acciaio che avvolgeva i nostri piccoli sarcofagi personali di finto sonno sembra ora accartocciata su sé stessa, mentre già inizia il conto dei morti.

I cervelloni ed i comandanti del gruppo si sono, nel frattempo, messi all'opera, per fare ciò di cui sono capaci, quindi mi avvicino al "Generale" Clarke e gli spiego: "Poiché non ho alcuna idea di dove risulteró di maggiore utilità, vi chiedo di assegnarmi al compito più immediatamente necessario. E che, magari, non mi richieda di saper fare cose inspiegabili coi metalli e con le loro voci parlanti...".

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Aaron Clarke

Shen si dimostra collaborativo, cosa che mi solleva molto Allora raduni un gruppo di uomini e vada ad esplorare le sezioni nel piano più in basso. dico al cinese un pò frettolosamente mentre ordino ad altri tre uomini di farsi guidare da lui Le direttive sono semplici: evitate ogni confronto con eventuali forme di vita aliene ed indirizzate i superstiti qui. Esplorate i due piani qui sotto. La vostra priorità è di cercare membri dell'equipaggio e mandarli qui in modo da poterli interrogare. Sebbene sia improbabile, non escludo un possibile sabotaggio o ammutinamento, in caso si rivelino aggressivi, rispondete con la forza che reputate necessaria. Combattete solo per difendervi.

Spoiler

@Ghal Maraz
Cerco di mandare con Shen, almeno un'ingegnere

 

Edited by Plettro

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Sarah continua a lavorare con Eshu, aiutata da Friedrichma nonostante le loro notevoli capacità non riescono a riportarlo operativo al 100%. 
Riesce comunque a farlo parlare, il che non è poi male "Sistema supporto vitale: danneggiato. Danno meccanico. Filtri occlusi e/o mancanti. Riserva di ossigeno compromessa. Possibile perdita di ossigeno. Sostituire filtri e ossigeno per ripristinare il supporto vitale" 
Nel frattempo la meccanica comincia ad armeggiare con una piastra di metallo, tolta la quale trova l'accesso ad un bypass di sicurezza per le capsule. Con un paio di cavi staccati e riagganciati, Sarah riesce ad aprire le capsule. Quasi tutte, in realtà. Alcune paiono bloccate più da qualche evento meccanico che da un proprio sistema di sicurezza.

Sarah

Spoiler

Da qui, se avessi un accesso funzionale, potresti di certo sbloccare eventuali porte. Chiaramente dal Centro di Controllo Sezione avresti accesso a tutti i sistemi della Sezione stessa, probabilmente senza limitazioni. 

Uno degli altri coloni emersi dalle capsule alza un braccio alla domanda di Aaron "Io sono un tecnico delle comunicazioni. Posso provare...ma qualcuno può spiegarmi che diamine sta succedendo? Questa non mi sembra la Visnu" l'uomo, un giovane asiatico alto e pelato, sembra ancora sotto shock. 

Musk

Spoiler

Analisi del terreno: completata.
Composizione tipica di un terreno colluvionale. Presenza di materiale organico a base di carbonio. Presenza di silicati, carbonato di calcio, magnesio. 
Analisi dei vegetali: completata.
Origine sconosciuta, corredo genetico sconosciuto. Banca dati insufficiente.

Ricevi poi la mappa (vedi sopra), con alcuni accessi fisici e alcuni digitali. Non ci sono condotti dell'areazione molto grandi, non abbastanza grandi per farvi passare una persona. La via più semplice per la superficie sarebbe raggiungere la parte centrale della Sezione, dove ci sono gli ascensori. 

Shen, una donna che si sta rivestendo e altri due uomini già vestiti alla meno peggio sono lesti ad obbedire a Clarke. Si dirigono verso una delle due porte che conducono alla seconda metà del cerchio, e con un po' di fatica riescono a girare la leva che opera l'apertura manuale. Terriccio e altri radici emergono dalla porta, bloccando l'accesso.
Assieme alla terra, umida e friabile, tre larve grasse e bianche grandi come una mano aperta rotolano sul pavimento, agitandosi debolmente finché non si aprono dividendosi in dozzine di vermetti più piccoli che tornano a strisciare nella sicurezza della terra. 

Anche la seconda porta che dovrebbe condurre all'altra metà dell'anello è parimenti bloccata, tanto che non è nemmeno possibile aprirla del tutto. Resta solo la porta che conduce all'anello più interno, e da qui al cilindro centrale della Sezione...

NOTA

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  • Prossimo check-point: 23:59 del 22 maggio. 

 

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Shen Yun-Chow

"Non mi sembra di poter procedere così. Volete che provi la porta comunicante verso l'anello interno?", cerco una indicazione da parte delle nostre menti pensanti, mentre scandaglio ancora l'ambiente per cercare di imprimermelo bene in mente. 

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Magnus Mao-Yu Musk

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Se non rischiassimo di essere fottuti ancora prima di cominciare, tutto questo sarebbe fantastico.
Nuove forme di vita, nuovi ecosistemi e materiali da scoprire...

- Aggiorna la mappa con la situazione reale che troviamo man mano... Le porte bloccate dalla terra ad esempio -

" Se doveste trovare altre forme di vita vi pregherei di avvisarmi... vorrei riuscire ad analizzarle. Sia mai che riuscissimo a capire come sfruttarle per uscire da questa dannata situazione "

Mi avvicino a quella che sembra essere la nostra unica via libera, la porta che conduce all'anello interno scrutando al suo interno.
Mi volto quindi verso il gruppetto che si è andato via via formando intorno al generale " Vogliamo andare? Mi sembra di capire che non abbiamo molto tempo " non sapendo come siano stati divisi i compiti, non posso riferirmi a nessuno in particolare

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- H.U.M.A.N. attiva visione aumentata con scarsa luce -

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osservare 1

 

 

Edited by Redik

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