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Fumetti e libri: un confronto


Drimos

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No, i fumetti sono fumenti, nulla togliere al loro valore, ma i libri hanno discorsi indiretti molto più ampli che una semplice didascalia ogni tanto in qualche vignetta.

Naturalmente a nulla togliere al grande valore che possono avere certi fumetti, certo...

Però se consideriamo libro una serie di pagine rilegate e con una copertina allora la cosa cambia e si, i fumetti sono libri .-.

Giro la domanda

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I fumetti non sono libri?

I fumetti sono libri.

I fumetti nascono come tramite per raccontare una storia. Laddove un libro "standard" usa diverse pagine per descrivere un pensiero o un'azione, il fumetto utilizza un disegno, chiusa lì. Sminuire il fumetto classificandolo come prodotto di second'ordine rispetto ad un libro semplicemente perchè sfrutta poco il discorso indiretto mi sembra un pò una boiata, per almeno due motivi: gran parte dei discorsi indiretti che si potrebbero inserire vengono resi obsoleti per via della presenza delle figure, inoltre sono esistite (ed esistono, immagino) varie correnti letterarie che favoriscono l'utilizzo del discorso diretto piuttosto che quello indiretto... Correnti letterarie che hanno prodotto libri standard venduti in librerie.

Oltretutto, titoli come "Capire il fumetto. L'arte invisibile" (saggio scientifico completamente a fumetti) smontano tutta l'idea del fumetto come "cugino mongolo" del libro un pò alla base.

Perchè la gente vede il fumetto come il cugino mongolo del "libro"?

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Di base, molti esperti concordano nel dire che sia a causa del fatto che il fumetto è nato e si è sviluppato in America, con un parallelo completamente diverso in Giappone (ma questo non ha nulla a che fare con il discorso dell'Europa e dell'Italia). Apparendo come una maniera semplificata di esprimersi e fare umorismo, da cui la parola comics, era inizialmente diretto ad un pubblico vastissimo e non acculturato.

Data la maggiore separazione temporale esistente al tempo, mentre il fumetto in America si sviluppava, in Europa e in Italia era stato appena impiantato. Non mi dilungo a spiegare la crescita del fumetto in Italia, ma di base questa separazione si è mantenuta e la diffidenza verso il nuovo metodo di espressione artistica (ritengo il fumetto tale) ha impedito un'evoluzione anche qui, nel bel paese là dove il sì suona.

Giro la domanda perché qualcuno risponda con le sue personali impressioni, cosa che non ho fatto per non monopolizzare l'argomento.

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Sinceramente non ne ho idea >.> io non li reputo così, benché lo reputo un fumetto e non un libro, sennò si chiamerebbero nello stesso modo... Per me un buon libro ha la stessa valenza un buon fumetto...

Probabilmente ipotizzo che molti lo reputano così perché lo associano erroneamente a qualcosa di infantile.

Giro la domanda, voglio sapere se qualcuno conferma ampliando le mie ipotesi.

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Porto la mia esperienza personale:

Io lo ritengo molto differente da un libro. A livello qualitativo, sono imparagonabili dato che ognuno utilizza una tattica differente, anche se in linea generale ritengo il libro superiore.

Sinceramente l'associazione da "cugino mongolo" spesso mi viene per la qualità di quello che si rappresenta nel fumetto. Non ne conosco molti, ma tra quelli che ho letto spesso si cercava o l'umorismo (ed in tal caso io sono molto inglese) oppure la scenografia, due cose che non penso dovrebbero essere il tema della letteratura "impegnata". Ci sono però anche dei fumetti che non sono "mongoli" come cugini ma sono dignitosi e belli: l'unico fumetto giapponese che mi è piaciuto leggere è stato Berserk, anche se poi la presenza del personaggio Pak me l'ha fatto abbandonare perchè diventato intollerabile e scemo al pari di ogni altro manga giapponese. Il migliore fumetto secondo me rimane Dylan Dog, sia per le battute di Groucho (che spesso non sono stupide ma anzi parecchio articolate) che per l'atmosfera. Al di fuori di questo, i miei amici leggono tonnellate di fumetti dove io apro una pagina e mi viene lo sdegno, per stile di disegni, personaggi, tematiche eccetera eccetera. Quasi tutti manga, i marvel non li tocco nemmeno.

Il libro secondo me ha il vantaggio indiscutibile che ti permette di visualizzare autonomamente un personaggio, una scena, una musica, quindi ogni lettore se lo immaginerà nel modo a lui più congeniale, cosa che il fumetto invece non fa, perchè ti spiattella l'immagine e quella è.

Come vedere un film dopo averne letto il libro: io sono stato deluso il 90% delle volte (unica eccezione: il Signore degli Anelli, dove i pro ed i contro si bilanciavano), perchè quando immagino con la mia mente lascio che sia la mia immaginazione ad interpretare i dettagli non precisati, e questa è la potenza narrativa del libro, che il fumetto non ha.

Dato che la discussione è interessante, prolungo la domanda ai posteri.

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Aspetta, quindi una forma artistica è inferiore a un'altra perché fa ridere? A parte che c'è un gran numero di fumetti che non fa ridere affatto, comunque ciò vorrebbe dire che anche un libro con delle gag o parti umoristiche perde la sua dignità di libro? I Promessi Sposi è inferiore rispetto a Dei delitti e delle Pene come opera letteraria perché ci sono scene umoristiche? Un Candido non è impegnato per l'umorismo di fondo?

E per quanto riguarda le descrizioni c'è sempre quello che si guadagna e quello che si perde: uno scrittore non può descrivere il volto del suo protagonista con paura, rabbia e concitazione durante una scena cruciale senza digradare in una descrizione sovrabbondante, per un disegnatore è lì.

Chiedo alla moderazione di splittare in un altro topic, se possibile, per favore. Qui sembra andare per le lunghe.

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Dato che la discussione è interessante, prolungo la domanda ai posteri.

Suggerisco l'apertura di un topic apposito. Personalmente ritengo il fumetto un tipo di libro. Ce ne sono di belli e di brutti, come in tutti i generi. Il fumetto può essere impegnato? Si, Maus ne è un esempio. Il libro permette di immaginare a piacimento? Si, ma una delle regole della scrittura, specie la narrativa è che lo specifico è più efficace del generico. Mostrare, non raccontare. Se descrivi un dettaglio io non devo interrompere la sospensione dell'incredulità per decidere come immaginare quel dettaglio. In attesa del topic giro la domanda.

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Grazie per lo split!

Aspetta, quindi una forma artistica è inferiore a un'altra perché fa ridere? A parte che c'è un gran numero di fumetti che non fa ridere affatto, comunque ciò vorrebbe dire che anche un libro con delle gag o parti umoristiche perde la sua dignità di libro? I Promessi Sposi è inferiore rispetto a Dei delitti e delle Pene come opera letteraria perché ci sono scene umoristiche? Un Candido non è impegnato per l'umorismo di fondo?

E per quanto riguarda le descrizioni c'è sempre quello che si guadagna e quello che si perde: uno scrittore non può descrivere il volto del suo protagonista con paura, rabbia e concitazione durante una scena cruciale senza digradare in una descrizione sovrabbondante, per un disegnatore è lì.

PER ME SI ci sono delle forme artistiche che IMHO sono superiori ed altre inferiori. Ovviamente la cosa è ULTRA-SOGGETTIVA e vorrei che fosse considerata tale fin dall'inizio.

Poi la differenza non è tanto sul "far ridere" secondo me, quanto sulla profondità di contenuti trattati. Sinceramente il fumetto più "serio" che abbia mai letto è stato Maus, ma che per sua stessa conformazione sinceramente mi è parso piuttosto irriverente ed inappropriato, bambinesco, ecco il termine. L'immagine di ebrei-topi e nazi-gatti mi ha sortito sinceramente un effetto molto, ma molto sgradevole, pur avendo chiaro in mente l'obiettivo divulgativo del fumetto.

Il fumetto di per se è proprio una forma "d'arte" che non reputo in grado di rappresentare certe cose, prima fra tutte la serietà di alcuni cose, tipo quelle trattate in Maus, proprio perché per sua natura è nato con un preciso motivo di intrattenimento differente dal libro, mi risulta intrinsecamente "inferiore", per certi scopi.

EDIT:

Mostrare, non raccontare. Se descrivi un dettaglio io non devo interrompere la sospensione dell'incredulità per decidere come immaginare quel dettaglio.

Sinceramente non sono affatto d'accordo: dipende troppo dalle tematiche. Ho letto di recente un libro di raccolta di racconti di fantascienza di "grandi" autori (per me, tutti sconosciuti dato che la letteratura Sci-fi non è il mio pane quotidiano), e ho invece notato che laddove vi era la descrizione, più o meno abbozzata, di qualcosa, il libro scadeva inevitabilmente nel ridicolo.

In Guerra Eterna ad esempio, l'autore ha messo insieme Bombe Nova, viaggi extra-tempo e poi... gli ordini vengono consegnati in busta sigillata.

Ora quel passaggio mi ha dato veramente fastidio, è stato un brusco rendersi conto che il libro era stato scritto negli anni '50, e così altri racconti, che puntualmente mostravano una scarsissima abilità di immaginazione e lungimiranza (e sono scrittori sci-fi "grandi", dicono).

Mentre in altri racconti, (Centro Galattico e soprattutto il meraviglioso Una storia di fantasmi di Thisledown) anche più semplici volendo, affrontavano la cosa con molta più astrattezza, appunto riconoscendo la propria impossibilità di descrivere qualcosa di fantascientifico. In questi racconti non c'era mai un richiamo ad una tecnologia, una descrizione ecc, ma sempre una sfumatura, una metafora, un lasciare intuire.

Per me, meraviglioso. E non c'è paragone tra il piacere che ho avuto a leggere gli uni e gli altri.

EDIT 2: poi, è lo stesso che nei film horror: mi piace finché non si "vede" la bestia, poi diventa banale, anzi brutto. Quel che mi paice è la tensione che la "bestia" crea, non la bestia in sè. "vederla" la rende troppo tangibile, spreca tutto.

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Innanzitutto, come nota eviterei di usare la parola "inferiore". È pura semantica, ma per quanto soggettiva e personale possa essere l'opinione, rimane un termine offensivo, anche se si cerca di non utilizzarlo o interpretarlo come tale.

A parte questo, leggi Watchmen.

Penso di aver detto tutto.

Spoiler:  
Espando in caso non avessi detto tutto: Watchmen tratta temi assolutamente degni della letteratura "alta" fra i quali il libero arbitrio, il valore della vita e la società in genere con un livello tecnico (a livello di sceneggiatura) paragonabile a quello di qualsiasi altra forma artistica. La gestione dei ritmi è perfetta, la cura dei dettagli è maniacale e l'uso "virtuoso" del mezzo è a livelli insensati: prova a guardare come in ogni vignetta si crei una corrispondenza fra la didascalia, i dialoghi e le immagini.

I temi sono abbastanza pesanti da aver anticipato di trentanni una buona fetta di cultura popolare: esempio stupido, i temi di Watchmen sono gli stessi di Assassin's Creed, Naruto, e in parte di Evangelion; l'opera è stata abbastanza influente da risollevare da sola un intero medium in crisi; la psicologia dei personaggi è profonda e tutt'altro che banale, e si esprime in dialoghi curati ancora una volta in maniera maniacale (il vecchio Gufo Notturno dice "l'hanno crocifisso, quel ragazzo", perché suo nonno era un cristiano radicale e gli ha passato il lessico!).

Se non fosse sufficiente, Watchmen è stato inserito dal Times nella lista dei cento romanzi inglesi migliori di tutti i tempi e ha vinto un premio Hugo. Mi sembra abbastanza per legittimarlo.

Dire che i fumetti sono poco profondi perché Marvel è come dire che i libri fanno schifo perché Moccia.

Ad ogni modo, considero fumetti e libro due medium diversi della stessa forma d'arte, la letteratura.

Dire che sono equivalenti però sarebbe stupido, perché il fumetto si esprime graficamente e il libro no, e questo non è un giudizio di valore, ma un dato di fatto.

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PER ME SI ci sono delle forme artistiche che IMHO sono superiori ed altre inferiori

Boh, a me continuano a sembrare affermazioni incoerenti, ma vabbeh.

l'unico fumetto giapponese che mi è piaciuto leggere è stato Berserk, anche se poi la presenza del personaggio Pak me l'ha fatto abbandonare perchè diventato intollerabile e scemo al pari di ogni altro manga giapponese

Puck non è un personaggio scemo inserito a random, ma anzi uno dei fondamenti principali di tutta la storia.

Puck è stato inserito col preciso scopo di alleggerire determinati momenti e ricordare a Gats la sua parte umana, dargli la speranza che qualcosa di buono, prima o poi, capiterà anche a lui. Ricorda che il protagonista della storia è stato abusato, ferito, tradito, deviato, raggirato, ingannato fin dai suoi primissimi momenti di vita, vita che ha quasi sempre vissuto nel peggiore dei modi.

Berserk, se ti fossi realmente immedesimato nella storia, avresti capito che è un manga estremamente triste e pesante. Dopo che Gats è stato privato anche di Casca durante il tradimento di Griffith/Femto, Puck resta l'unico elemento positivo a cui quel relitto d'uomo che è diventato può aggrapparsi.

Oltre a questo, bollare tutta la produzione manga giapponese come qualcosa di brutto a priori, oltretutto dopo aver detto di aver letto o visto veramente poco di questa, mi sembra quantomeno azzardato.

Poi la differenza non è tanto sul "far ridere" secondo me, quanto sulla profondità di contenuti trattati

A questo punto mi viene da chiedere cosa sia, per te, un contenuto "profondo".

Io ho letto manga e fumetti che trattano di amore, odio, passione, del degrado della società, amicizia, della speranza per un domani migliore, della voglia di migliorare il mondo che si ha intorno, del giusto sentimento di rivolta e disgusto verso ciò che è ingiusto...

Io sono un lettore accanito sia di "libri" che di fumetti/manga e tutto questo discorso mi sembra fondato principalmente su dei pregiudizi che all'effettivo non sono verificati.

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A livello di semiotica fumetto e libro sono completamente diversi, e questo è evidente anche alla prima vista: il fumetto ha immagini, il libro no.

A proposito delle origini si può notare che le immagini correlate da dialoghi sono molto antiche come idea (forse qualcosa di egizio, e dovrei ricontrollare ma mi pare anche qualcosa di sumerico); né dobbiamo dimenticarci delle celebri pitture su una celebre chiesa di Roma, che inaugurano il "fumetto italiano" con una bella parolaccia. Senza dimenticare i romanzi illustrati.

Comunque, al di là dell'alterità dei due media, direi che il discorso superiore/inferiore ha poco senso: se oggi esistono più libri di qualità rispetto ai fumetti di qualità è per pure ragioni cronologiche, i libri hanno una tradizione plurimillenaria alle spalle mentre il fumetto propriamente detto non ha neppure qualche secolo di vita, e per buona parte di questo periodo è stato solo un'opera di intrattenimento di bassa lega. Non che oggi, beninteso, si faccia molto di meglio, eh: gran parte delle serie di fumetti più blasonati sono qualitativamente pari ai romanzi d'appendice, e per un Dumas o un Salgari o un Lovecraft (e non è che anche questi ultimi scrivessero solo capolavori, eh!) che emerge ci sono tanti autori di anonime vaccate. Di certo, fra un libro di Fabio Volo e Watchmen o Gea vince il fumetto, ma se il paragone è fra qualsiasi romanzo di qualità elevata e una storia Marvel o DC (o Bonelli, o una serie manga) casuale sono i libri tradizionali a vincere a man bassa. Ora come ora, poi, è troppo presto per stabilire quali fumetti resteranno come "classici", ma di certo non mi stupirei se potessi vedere un futuro lontano in cui anche alcuni fumetti verranno riconosciuti quali opere letterarie, così come è accaduto ai film.

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Poi la differenza non è tanto sul "far ridere" secondo me, quanto sulla profondità di contenuti trattati. Sinceramente il fumetto più "serio" che abbia mai letto è stato Maus, ma che per sua stessa conformazione sinceramente mi è parso piuttosto irriverente ed inappropriato, bambinesco, ecco il termine. L'immagine di ebrei-topi e nazi-gatti mi ha sortito sinceramente un effetto molto, ma molto sgradevole, pur avendo chiaro in mente l'obiettivo divulgativo del fumetto.

Il fumetto di per se è proprio una forma "d'arte" che non reputo in grado di rappresentare certe cose, prima fra tutte la serietà di alcuni cose, tipo quelle trattate in Maus, proprio perché per sua natura è nato con un preciso motivo di intrattenimento differente dal libro, mi risulta intrinsecamente "inferiore", per certi scopi.

In quel che tu vedevi ridicolo l'autore voleva far vedere il grottesco. Un fumetto che tratta di un tema come la Shoah con disegni realistici sarebbe stato certamente poco immersivo. Riducendo i protagonisti a personaggi delle fiabe, esso ci richiama istinti primordiali, ci fa vedere le cosa in una luce scarna e terribilmente reale. Questo è ciò che intendeva l'autore. Dire che Maus è bambinesco vuol dire semplicemente essersi fermati a una o due vignette, senza tra l'altro osservarle bene.

Sinceramente non sono affatto d'accordo: dipende troppo dalle tematiche. Ho letto di recente un libro di raccolta di racconti di fantascienza di "grandi" autori (per me, tutti sconosciuti dato che la letteratura Sci-fi non è il mio pane quotidiano), e ho invece notato che laddove vi era la descrizione, più o meno abbozzata, di qualcosa, il libro scadeva inevitabilmente nel ridicolo.

In Guerra Eterna ad esempio, l'autore ha messo insieme Bombe Nova, viaggi extra-tempo e poi... gli ordini vengono consegnati in busta sigillata.

Ora quel passaggio mi ha dato veramente fastidio, è stato un brusco rendersi conto che il libro era stato scritto negli anni '50, e così altri racconti, che puntualmente mostravano una scarsissima abilità di immaginazione e lungimiranza (e sono scrittori sci-fi "grandi", dicono).

Dai, non si può dar la colpa a un uomo degli anni '50 per non aver immaginato una cosa di cui non c'erano, o quasi, indizi.

Poi la differenza non è tanto sul "far ridere" secondo me, quanto sulla profondità di contenuti trattati

Numero 31 di One Piece: un medico rischia la sua vita per fermare dei selvaggi che credono che bisogni fare sacrifici di sangue a un dio serpente per curare una malattia che rischia di spazzarli via tutti. "Quello che noi chiamiamo Dio, tu lo chiami biscia. Dimmi, uomo... puoi davvero curare il mio popolo?"

E in One Piece c'è spazio per questo, per umorismo becero, azione e una trama semplice più altre sottotrame intricatissime, non lo definirei poco profondo.

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Poi la differenza non è tanto sul "far ridere" secondo me, quanto sulla profondità di contenuti trattati. Sinceramente il fumetto più "serio" che abbia mai letto è stato Maus, ma che per sua stessa conformazione sinceramente mi è parso piuttosto irriverente ed inappropriato, bambinesco, ecco il termine. L'immagine di ebrei-topi e nazi-gatti mi ha sortito sinceramente un effetto molto, ma molto sgradevole, pur avendo chiaro in mente l'obiettivo divulgativo del fumetto.

Il fumetto di per se è proprio una forma "d'arte" che non reputo in grado di rappresentare certe cose, prima fra tutte la serietà di alcuni cose, tipo quelle trattate in Maus, proprio perché per sua natura è nato con un preciso motivo di intrattenimento differente dal libro, mi risulta intrinsecamente "inferiore", per certi scopi.

Ergo anche i film e le rappresentazioni teatrali sono inferiori, dato che si basano pesantemente sulle immagini?

EDIT:

Sinceramente non sono affatto d'accordo: dipende troppo dalle tematiche.

Certo, un saggio deve spiegare. Ma se parliamo di narrativa è piuttosto noto che mostrare è meglio di raccontare.

Ho letto di recente un libro di raccolta di racconti di fantascienza di "grandi" autori (per me, tutti sconosciuti dato che la letteratura Sci-fi non è il mio pane quotidiano), e ho invece notato che laddove vi era la descrizione, più o meno abbozzata, di qualcosa, il libro scadeva inevitabilmente nel ridicolo.

In Guerra Eterna ad esempio, l'autore ha messo insieme Bombe Nova, viaggi extra-tempo e poi... gli ordini vengono consegnati in busta sigillata.

Ora quel passaggio mi ha dato veramente fastidio, è stato un brusco rendersi conto che il libro era stato scritto negli anni '50, e così altri racconti, che puntualmente mostravano una scarsissima abilità di immaginazione e lungimiranza (e sono scrittori sci-fi "grandi", dicono).

Mentre in altri racconti, (Centro Galattico e soprattutto il meraviglioso Una storia di fantasmi di Thisledown) anche più semplici volendo, affrontavano la cosa con molta più astrattezza, appunto riconoscendo la propria impossibilità di descrivere qualcosa di fantascientifico. In questi racconti non c'era mai un richiamo ad una tecnologia, una descrizione ecc, ma sempre una sfumatura, una metafora, un lasciare intuire.

Per me, meraviglioso. E non c'è paragone tra il piacere che ho avuto a leggere gli uni e gli altri.

Sarà. Innanzi tutto c'è modo e modo di mostrare. Ci sono futuri e futuri, ci sono idee diverse. Poi, per carità, se ti piace "intuire" come fa una catapulta a centrare un drago al volo, buon per te. Evidentemente abbiamo idee diverse. Il problema non è il lasciare intuire un mistero, il problema è essere o meno specifici. Poi per carità, possiamo buttare nel cesso tutti i manuali di scrittura che si vuole.

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Sbaglio o avevo premesso che era un discorso personale? :)

Comunque abbiate pazienza per l'inferiore, non voleva essere offensivo.

Comunque sono parecchio d'accordo con Fenapi sul ritenere il fumetto una cosa "giovane" che quindi parte con un notevole svantaggio, è un fattore puramente cronologico e di quantità di opere prodotte, quando pensiamo ai libri solitamente pensiamo ai migliori tra quelli prodotti in un lasso di tempo enorme.

Comunque mi spiace, a me un fumetto non sorte la stessa "suggestione" di un libro, lo trovo uno strumento differente e pertanto inappropriato a certi temi. Maus per esempio mi è sembrato pessimo, che ci posso fare? Ho dei gusti. Aveva il che del grottesco, è vero, ma per quello che ho letto il grottesco si fermava alla rappresentazione, non al messaggio. Ripeto: capivo l'intento, ma secondo me lo realizzava maluccio usando un metodo sbagliato. Per altri magari è un capolavoro, c'est la vie.

Per quanto riguarda Pak di Berserk... bhe lo scopo del folletto non mi interessa sinceramente, io da lettore valuto solo il contributo del folletto al fumetto e mi spiace che ci sia come personaggio, avrei molto preferito senza. Magari ha uno scopo successivo a cui non sono arrivato, ok, ma le "facce buffe" tipiche del manga che certe volte si permette mi rovinano tutto, in quel caso è proprio uno stile che non mi soddisfa per niente. Non è che comprenderne la funzione me lo fa apprezzare esteticamente. Purtroppo il fumetto è schiavo della dicotomia testo-disegno e quindi è doppiamente difficile da realizzare IMHO. Uno dei due aspetti può rovinare l'altro.

Pregiudizi non verificati? estremamente possibile, io sono un lettore di libri e quasi nulla di fumetti perchè i fumetti non mi piacciono, spiegavo appunto i perchè.

OT:

Sui film e teatro: apparte che siamo OT, ma no. Son parecchio differenti da un fumetto. Non criticavo l'arte figurativa in generale (altrimenti cosa penserei dei quadri, sculture, architetture?) bensì lo stile del fumetto (connubio disegno-lettera) che personalmente non mi piace e non lo trovo stimolante né adatto ad esprimere certi contenuti, si veda l'effetto che mi ha fatto Maus ed i vari "Storia di Roma/Bibbia/Umanità a fumetti" che avuto occasione di sfogliare in vita mia.

Per il tema Mostrare VS Raccontare...

bhe non puoi definire cos'è "meglio" senza definire cosa vuol dire "meglio" (obiettivo) e il modo misurabile che usi per ottenerlo (metodo). Se è meglio per vendere libri ci sta, se è meglio per allungare il racconto ci sta, se è meglio per riuscire a dare idea di cosa si sta dicendo al 50%+1 dei lettori ci sta... ma non è "meglio" astrattamente. Sarà anche piuttosto noto (io sono un lettore non uno scrittore) ma i miei gusti non lo sanno quando valutano uno scritto.

(PS: mamma mia che ginepraio :D)

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Comunque mi spiace, a me un fumetto non sorte la stessa "suggestione" di un libro, lo trovo uno strumento differente e pertanto inappropriato a certi temi. Maus per esempio mi è sembrato pessimo, che ci posso fare? Ho dei gusti. Aveva il che del grottesco, è vero, ma per quello che ho letto il grottesco si fermava alla rappresentazione, non al messaggio. Ripeto: capivo l'intento, ma secondo me lo realizzava maluccio usando un metodo sbagliato. Per altri magari è un capolavoro, c'est la vie.

Guarda, Maus non è piaciuto nemmeno a me, ma questo non lo rende un'opera scadente.

Semplicemente non è riuscito a colpirmi personalmente, ma questo non vuol dire che non abbia una realizzazione tecnica valida o che il medium sia inappropriato.

Anzi, più qualcosa è grande, meglio è che ne parlino anche i mezzi "inappropriati": non si sa mai che non arrivi a qualche persona in più.

Per il tema Mostrare VS Raccontare...

bhe non puoi definire cos'è "meglio" senza definire cosa vuol dire "meglio" (obiettivo) e il modo misurabile che usi per ottenerlo (metodo). Se è meglio per vendere libri ci sta, se è meglio per allungare il racconto ci sta, se è meglio per riuscire a dare idea di cosa si sta dicendo al 50%+1 dei lettori ci sta... ma non è "meglio" astrattamente. Sarà anche piuttosto noto (io sono un lettore non uno scrittore) ma i miei gusti non lo sanno quando valutano uno scritto.

Diciamo così: non si può sapere se sia oggettivamente meglio, ma quando il 100% (non il 50%+1) delle scuole di scrittura, dei manuali, degli scrittori e della critica ti consigliano qualcosa, puoi essere abbastanza certo che sia la cosa che più si avvicina al "meglio" obiettivo, anche se magari ci sarà una persona al mondo che pensa il contrario, rendendo la definizione non assoluta.

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Guarda, Maus non è piaciuto nemmeno a me, ma questo non lo rende un'opera scadente.

Semplicemente non è riuscito a colpirmi personalmente, ma questo non vuol dire che non abbia una realizzazione tecnica valida o che il medium sia inappropriato.

Anzi, più qualcosa è grande, meglio è che ne parlino anche i mezzi "inappropriati": non si sa mai che non arrivi a qualche persona in più.

Si era ovviamente un parere personale... per quanto possa apprezzare "l'efficienza" dello strumento purtroppo devo (in me medesimo) riconoscerne la non altrettanta "efficacia", per cui non lo posso considerare "un buon prodotto per me", ecco.

Per l'assolutezza della terminologia: appunto. Mai usare la parola "meglio" senza definirla. Sono abbastanza sicuro che non sia solo una persona ad avere un'idea contraria e non è raro che la critica ed i giudizi cambino col cambiare del tempo ;)

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diventato intollerabile e scemo al pari di ogni altro manga giapponese.

Leggi "Monster" o "Pluto", di Naoki Urusawa, e ricrediti, o uomo di poca fede! :cool:

Ammetto che nemmeno a me piacciono eccessivamente i manga troppo demenziali, ma una buona risata ogni tanto ci vuole.

Il libro secondo me ha il vantaggio indiscutibile che ti permette di visualizzare autonomamente un personaggio, una scena, una musica, quindi ogni lettore se lo immaginerà nel modo a lui più congeniale, cosa che il fumetto invece non fa, perchè ti spiattella l'immagine e quella è.

Come vedere un film dopo averne letto il libro: io sono stato deluso il 90% delle volte (unica eccezione: il Signore degli Anelli, dove i pro ed i contro si bilanciavano), perchè quando immagino con la mia mente lascio che sia la mia immaginazione ad interpretare i dettagli non precisati, e questa è la potenza narrativa del libro, che il fumetto non ha.

In linea di massima ti dò ragione, ma alle volte le descrizioni dei libri sono un pò confuse, per cui non capisci bene come si svolge una certa azione (cosa particolarmente grave durante scene d'azione come le battaglie) o come sono disposti certi elementi "scenografici" (è il motivo per cui amo le mappe nei libri con molti viaggi, in modo da farmi capire meglio i percorsi).

E, tanto per dirne una, di "Jurassic Park" ho preferito il film al libro.

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A mio parere ci siamo addentrati troppo nello specifico, mancando il quadro generale: il paragone tra fumetto e libro. Ovviamente la qualità di questo spinge all'osservare l'argomento più in dettaglio, ma prima analizzerei dall'inizio. Il libro è un testo dalle mille sottotrame capace di far sforzare l'intelletto umano e usare la sua fantasia per immaginarsi le varie scene che accadono. Il fumetto invece, a mio parere, è un libro visivo. Pone la fantasia del libro sulla carta invece che nella testa. A livello di lettura, entrambi donano qualcosa, ma il secondo è più abbordabile e per la maggior parte della gente meno noioso. Se parliamo di generi trattati, troppo spesso ci si riferisce ad un fumetto come la parte scema della letteratura ma non perchè lo si pensi davvero, ma perchè la maggior parte dei fumetti che potremmo chiamare con abuso di termine "commerciali" sono più presenti di quelli più originali, previe eccezzioni. Da questo vorrei rimandare al vero ruolo del fumetto: esso è a mio parere un aiuto grafico che nulla toglie al succo di un libro, anzi aggiunge una parte grafica che aiuta e allegerisce la lettura. Ovviamente il libro da parte sua ha suscitato sempre quel fascino dell'immaginazione delle parole, ma nessuno dei due è inferiore all'altro.

Posso adesso passare a casi più particolari: di sicuro la saga di Watchmen è una delle migliori che abbia mai letto e questo è già un esempio del "commerciale" originale e quindi sono d'accordo con The Stroy. Invece per Mauz devo dire che mi ha appassionato come storia. Non mi è piaciuto tantissimo, ma nel mezzo ti prende.

Quindi la mia conclusione finale è che non c'è nulla di meglio che leggere entrambi :D

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