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Per quale motivo aspetto con entusiasmo la nuova edizione di D&D


Ji ji
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Ho cominciato negli anni '80 con la scatola rossa e gioco ancora ogni tanto con la terza edizione. In mezzo, tanto entusiasmo e tante riflessioni e discussioni su cosa fosse il gioco di ruolo e su come fare per creare l'esperienza di gioco che desideravo/desideravamo.

Ogni tanto leggo gli articoli di Mike Mearls e, ad oggi, non ho ancora letto nulla che mi crei il minimo entusiasmo per D&D Next.

Partivo già prevenuto su questa quinta edizione, che consideravo - alla stregua della quarta - come una manovra commerciale per promuovere nuove vendite di manuali. Ogni articolo rinforza il mio pregiudizio, portandolo ad essere un vero giudizio circostanziato. Non lo dico con intento polemico, bensì come dato di fatto: non ho ancora trovato una singola ragione per ipotizzare di spendere un singolo euro per questo nuovo prodotto.

Così mi sono chiesto quali siano le aspettative della comunità dei giocatori di ruolo e dei giocatori di D&D su questo D&D Next. Un modo totalmente nuovo di giocare a D&D? Un modo nuovo di vivere avventure fantastiche? Un sistema che sia simile ai precedenti ma corregga i problemi che sentivate - complessità, disequilibrio, mancanza di atmosfera, ecc? Un modo per resettare tutto e per ricominciare da zero con il gioco delle build?

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Io credo (anzi, spero) che la nuova edizione offra qualcosa di molto più bilanciato e durevole. Voglio che sia qualcosa in stile Pathfinder, ma con le meccaniche notevolmente migliorate e snellite.

Poi chiaro, pronto a giurarci che i difetti ci saranno come ci saranno quelli che sputerano su ogni virgola del manuale.

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Invece devo dire che al di fuori di tutto quello che è scritto, stanno lavorando molto alla 5 ed ma soprattutto per chi ha giocato dalla mitica scatola rossa spero ci sia un ritorno alla semplicità. La 3.5 o pathfinder, premetto che masterizzo entrambi, sono comunque pieni di regole. Ora sembra tutto un ritorno alla semplicità anche perché, ora tanti comprano i boardgame, che ovviamente non possono sostituire un rpg ma sono più semplici e la nuova generazione li preferisce visto che ora si gioca online ecc. Per ora mi sembra che D&D next sia il D&D semplificato con aggiunta di nuove regole, es background, che non sono state totalmente definite. Forse tutti questi test aiuteranno. Ma sarà difficile fare uscire un gioco bilanciato, veloce, completo alla prima e soprattutto, appena usciranno le traduzioni in italiano.

Non gioco alla 4 ed, ma è stata una piacevole sorpresa trovare l'edizione essential, con manuali in formato a5 comodi da trasportare e spero che questa idea resti nel D&D next. Graficamente mi sembra migliorata nella 4 per i manuali e la riedizione di tutte le vecchie avventure nel playtest fanno solo pensare alla ricerca dell'azienda di riportare OD&D tra di noi. Dove tutto è iniziato nei lontani anni 70-80. Mi sono dilungato, cmq da tempo per avvicinare giocatori e giocatrici neofiti, ho modificato il vecchio D&D per la sua semplicità. Ho fatto anche delle prove con giocatori di D&D 3.5 e pathfinder e ci sono stati riscontri positivi quindi, la 5 ed potrebbe funzionare....preghiamo perché vedere morire D&D sarebbe triste davvero. Amen

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Io purtroppo mi trovo nella stessa condizione di Ji ji: finora non vedo un solo motivo per spendere anche un solo euro su questo Next, con in più l'aggravante che ancora una volta dopo la 4e non abbiamo una nuova edizione di D&D, bensì la prima edizione di qualcos'altro...

Per quanto mi riguarda, se volessi un ritorno al passato, prenderei in mano le mie vecchie scatole colorate o la Rules Cyclopedia o i manuali di AD&D 2nd Edition e giocherei con quelli... Invece preferisco le versioni più aggiornate e più coerenti col passato, come 3.5 e Pathfinder, perchè nonostante i difetti si tratta comunque di migliorie dello stesso gioco...

Sono tra quelli che quando compra una cosa vuole quella cosa e non qualcos'altro col nome di quella cosa stampato sopra: se volessi spendere soldi per una Ferrari, non mi piacerebbe ritrovarmi con una multipla pitturata di rosso con un cavallino rampante adesivo appiccicato da una parte...

Magari alla fine Next sarà un bel nuovo giochino, ma da quello che ho visto e letto finora non mi pare proprio che sia un'evoluzione di D&D, se non per certi nomi e dettagli... E resta ancora da vedere la politica editoriale che seguiranno alla Wizards: ripetere l'orgia di manuali diluiti della 4e sarebbe un suicidio...

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I miei due cents...

Da quello che ho potuto leggere nel playtest si sono posti l'obiettivo di rendere i bonus di attacco, CA e amenicoli vari meno "intrusivi" e il gioco più verace: questa è la cosa principale che mi piace.

Mi spiego meglio, portandovi l'esempio del mio gruppo di gioco: sono ormai parecchi anni che porto avanti una campagna (D&D 3.5) e i miei giocatori sono di 21°-22° livello. Mi ritrovo a dover preparare ogni incontro con un dispendio di energie sempre maggiore poiché i mostri dei manuali non-epici non sono sfidanti e quelli del manuale dei livelli epici sono troppo forti (ovvero o ne prendono di sana pianta o non vengono nemmeno sfiorati dai PG). Il fatto tra l'altro che, per assurdo, se il paladino del gruppo si buttasse in battaglia, lui contro un intero reggimento di cavalieri, non subirebbe nemmeno un graffio mi lascia senza parole (dovrebbe avere CA 41 se non ricordo male): in D&D next mi sembra di aver capito che CA e tiri per colpire ricadranno in un range molto ristretto e in ogni caso personaggi di alto livello potranno sempre e comunque ricevere dei danni anche da png con livelli bassi. Stesso discorso per le caratteristiche (FO DE CO INT SA CA): un tetto massimo di 20 e addio ai vari manuali +5, a pietre volanti, guanti, cinture, desideri etc. etc. che fanno ad arrivare a caratteristiche che possono anche raggiungere 28...

Ne è testimonianza nel bestiario dell'ultima versione Asmodeus: ha una CA relativamente risibile (i.e. 17) e in teoria potrebbe essere ferito anche da una folla di contadini (se armati di forconi d'argento :evil:).

Inoltre mi piace molto anche il mood che si respira riguardo agli oggetti magici, sebbene trovi ancora nebulosa la catalogazione rare,very rare etc: oggetti magici meno diffusi e comunque non in vendita (chissà i poveri Mercane cosa ne penseranno...). A ciò bisogna dire che essendo CA e bonus attacco ridotti si potranno creare incontri sfidanti per pg di alto livello senza dover "pompare" di oggetti magici i nemici con il relativo problema che, una volta sconfitti, gli stessi oggetti vadano a rinfoltire i possedimenti dei PG.

Ritorno alla semplicità? Forse, ma per me che son rimasto alla 3.5 ritengo sia un bene: senza avere qualcosa di automatico per calcolare talenti (e relativo albero per alcuni), punteggi di abilità (skill), mix di classi, classi di prestigio et similia, etc. etc. la 3.5 dopo un certo livello di classe diventava troppo macchinosa (almeno per il DM). La preparazione di una mia seduta attualmente è dedicata circa per l'80% a creare PNG/mostri/incontri e 20% alla storia (se mi rimane il tempo). Sfrutto di solito le pause estive per disegnare mappe, espandere concetti e scrivere/riscrivere la storia, ma di certo non è così che avevo cominciato.

Se l'obiettivo è finalmente dedicare un 60% del tempo agli incontri e un 40% alla storia ben venga D&D next!

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Quoto in pieno Daviar, l'unica cosa che non apprezzo la WOTC è la scelta di merchandising. Il manuale del next non è acquistabile se non alla fiera fisicamente, quindi fregati tutti i patiti di D&D d'oltreoceano poi rieditare AD&D vabbè, la 3.5 bello ma poi mi ristampi 2 manuali 3.5 rari e la scatola della 1ed di D&D del 70. da collezionista sono scandalizzato....si dovrebbero vergognare...

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Quoto in pieno Daviar, l'unica cosa che non apprezzo la WOTC è la scelta di merchandising. Il manuale del next non è acquistabile se non alla fiera fisicamente, quindi fregati tutti i patiti di D&D d'oltreoceano poi rieditare AD&D vabbè, la 3.5 bello ma poi mi ristampi 2 manuali 3.5 rari e la scatola della 1ed di D&D del 70. da collezionista sono scandalizzato....si dovrebbero vergognare...

? Guarda che quello di cui parli tu non è IL manuale, è semplicemente una serie di Vventure con il regolamento del playtest. Nulla di così straordinario :/

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Da quello che scrivo anche qua su dl non è un mistero che non sono un appassionato di giochi tradizionali.

E d&d next pare essere un gioco tradizionale senza particolari innovazioni. O quantomeno un gioco che non le implementa a modo.

Se d&d next offrisse qualcosa di interessante sarei dispostissimo ad acquistarlo.

Maal momento non trovo buone ragioni per farlo. L'impressione che mi da Mearls quando scrive è quella di un immenso pastone. Che prende anche dai giochi "che croprono tutte le procedure" ma mette quegli elementi fuori contesto (che prenda anche da lì è possibile e sensato, visto che mearls è un appassionato anche di quel genere di giochi).

Questa cosa mi è stata confermata anche da un mio conoscente, con i miei stessi interessi gdristici, e che ha fatto il playtest fin dall'inizio. Di solito non dice castronerie, quindi mi fido.

Ultimamente oltretutto sono usciti tanti di quei giochi che fanno meglio (per i miei gusti) quello che faceva d&d, che veramente anche il più appassionato di d&d che però ami i giochi indie, non può continuare a giocarlo :) .

Vuoi avventure "avventurose"! C'è il fate core (che sto giocando proprio adesso)

Vuoi un taglio ancora più d&desco per le tue avventure? C'è dungeon world.

Vuoi queste cose ma sei legato alle meccaniche del d20? C'è 13th age (anche se ancora devo capire quanto hanno scritto bene la parte in cui spiegano come creare le avventure, ma il gioco ha tutti gli elementi per funzionare).

Vuoi esplorare dungeon come in od&d ma con un supporto per il master come da miglior tradizione dei giochi usciti da the forge? C'è torchbearer.

Sei uno straappassionato della parte tattica di d&d (pur continuando a voler giocare un gdr)? C'è la 4' edizione.

E probabilmente mi sto dimenticando qualcos'altro.

Quindi no. Non aspetto affatto d&d next. E da quello che scrivono e che hanno messo fuori nel playtest probabilmente sarà pure fatto maluccio.

Poi magari tireranno fuori qualcosa che mi stupirà. Oppure col marketing, il gioco venderà lo stesso. In fondo anche contenesse, quelli che per me sono, i difetti della 3.5 ma fosse un po' ripulito magari con un buon marketing lo venderanno lo stesso.

Inviato dal mio MK16i con Tapatalk 2

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  • 2 weeks later...

:)

Visto che il thread è comunque un buono spunto per il confronto, mi butto nella mischia. ;)

Pur essendo soddisfattissimo delle campagne che tutt'ora ho in 3.5 / Pathfinder / 4th edition, attendo con impazienza!

Innanzi tutto, ho sempre detestato qualsiasi forma di edition war a priori: gioco (realmente) a tutte le edizioni, non sono solito ai pregiudizi e, piuttosto, prediligo un'analisi accurata degli aspetti "migliori/peggiori" di ogni edizione. Paragonarle tra loro è quasi ridicolo, visto che sono sistemi regolistici completamente a sé stanti con target differenti.

Se Next fosse soltanto una "riedizione" non mi attirerebbe così tanto: ben venga il tentativo di incorporare il vecchio flavour, ma non tollererei uno spietato "back to basics" solo per accontentare chi non ha amato la quarta (o addirittura la 3.5). Un pò come nella musica: ok la gratitudine alle origini, ma ci sarà pure qualche via di mezzo tra i Cannibal Corpse e Hendrix, no? :)

Quel che apprezzo di più è la tendenza di unificare il "meglio" di ogni edizione, col rischio di includere involontariamente anche il "peggio", ma per lo più è una questione di punti di vista.

Per semplificare la questione, segno quel che prenderei / non prenderei da ogni edizione per la versione finale di Next.

Come premessa (dovuta per evitare fraintendimenti), devo ammettere che nonostante la mia scuola sia del tutto di stampo narrativo, nel D&D la cosa primaria che mi interessa è avere un "mind-set" regolistico adeguato per affrontare una serie di esplorazioni colme di trappole, incontri mozzafiato e avventure del tutto sopra le righe (non a caso, al momento, la mia edizione preferita è la Quarta). :)

Se volessi giocare con altri contenuti, non giocherei a Pathfinder / D&D.

Nel dettaglio:

- Advanced: prenderei la possibilità gustosa di sentirsi "vulnerabili" e di affrontare le avventure con quello strano senso di angoscia, in cui fallire un lock-picking può portare a tragedie infinite. Eviterei come la morte decine di pagine di fuffa e migliaia di manuali di ambientazione. Per il resto, al di la dell'atmosfera e dell'affetto, al di la di piccoli dettagli, non vedo perché il D&D dovrebbe "involversi".

- 3.5 / Pathfinder: prenderei più o meno tutto di Pathfinder, eliminando le troppe sotto-regole (mi sembra la strada intrapresa da Next, con la forma mentis dei "pacchetti" di regolamento). Gradirei un sistema ricco di archetipi e varianti di Classi base. Se la Paizo avesse eliminato l'inaccettabile necessità di consultare il manuale ogni 4 secondi, Pathfinder sarebbe la mia edizione ideale.

- 4th: terrei la grande fluidità del regolamento, la quantità enorme di selezione di capacità e, sopratutto, il SACROSANTO approccio per cui creare PNG / mostri è semplice e intuitivo e, soprattutto, non segue le regole dei PG giocanti. Lascerei qualcosa di simile agli impulsi, una delle trovate più geniali dell'edizione.

Eviterei (per rispetto di chi vuole altro) la totale decodifica del gioco in termini di "eroi che svuotano fortezze". Piace nel contesto quarta, ma comprendo che a molti può non andare giù e di certo non si presta a partite "medievaleggianti".

Concludo con una riflessione: si affrontano le nuove edizioni troppo col fare "editoriale" (e lo dico io che ci lavoro dentro :) ). L'uscita di una nuova edizione di un gioco non costringe nessuno ad adeguarsi e non capisco francamente la ragione di tante esternazioni di rabbia (non tanto quì su DL, parlo in generale).

Loro fanno il proprio lavoro: produrre giochi e tentare di venderli. Che poi si richieda massima serietà è fuori discussione, ma da quì a detestare la wizard (o chi per lei) perché non rispecchia "i nostri crismi", ce ne passa...

Se Next non ci piacerà, giocheremo ad altro. Nessuno ci costringe ad adattarci per forza.

DB

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