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Terza persona o prima persona?


Terza persona o prima persona?  

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  1. 1. Terza persona o prima persona?

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Dal punto di vista di uno scrittore, sia la narrazione in terza persona che quella in prima possono avere i loro vantaggi e svantaggi, ma mi chiedevo se una delle due sia preferita rispetto all'altra dai lettori.

Nel sondaggio non metto l'opzione "indifferente" proprio perché vorrei sapere quale delle due preferiate, seppur di pochissimo all'altra.

Se davvero le tenete in pari, semplicemente non votate. :P

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Credo che in certi generi letterari la narrazione in prima persona sia più rassicurante, privando di pathos la fine del libro; intendo dire, nel 99 % dei casi in cui il libro è scritto in prima persona il narratore non muore...:lol:

Per quanto riguarda il sondaggio sono incerto, la narrazione in prima persona tende a illustrare ciò che il narratore vede, vive, sà, togliendo tutto ciò che avviene a sua insaputa; La narrazione in terza persona è più completa di informazioni, dandoci anche il punto di vista di tutti i personaggi.

Per il momento sospendo il voto, quindi x.

Ciao. Enry. :bye:

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Prima che anche eventuali pensieri successivi s'incanalino sulla stessa strada, devo mettere sul piatto che:

1) Nella prima persona non è detto che il narratore non muoia (stando sempre sui generi nei quali è più probabile che un protagonista muoia), magari alla fine si scopre che è effettivamente morto e sta raccontando la sua vita ad un altro spirito, o cose del genere (per dire).

2) L'avere il punto di vista di tutti i presenti non è necessariamente un bene. Può tranquillamente essere più piacevole leggere le supposizioni che un narratore in prima persona fa sui pensieri di chi ha di fronte, indovinando o sbagliando. Come può pure non esserlo, naturalmente.

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Voto anch'io la terza persona, per i motivi citati sopra. Mi piace leggere attraverso vari punti di vista, e non è detto che una terza persona non possa esprimere i sentimenti del protagonista, anche se non trasmette le stesse sensazioni della prima.

Tuttavia, anche se lo scarto è minimo, la terza persona è più completa :-D

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Dipende sempre e comunque dal libro. Ho letto libri pregevolissimi in prima persona, altrettanti meravigliosi in terza persona. Per esempio, i romanzi di Poirot, che sono raccontati di solito in prima perosna dal capitano Hastings. L'importante non è leggere in prima o in terza, ma che il libro sia un buon libro.

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Appunto a un Romanzo di Poirot mi sono in parte rifatto, scritto in prima persona, in cui il narratore è il colpevole degli omicidi, e la superba abilità della Christie ce lo tiene nascosto fino alla fine...

O al film "Viale del Tramonto" che credo venga da un libro, in cui il narratore galleggia a faccia in giù nella piscina...

Questi sono gli unici casi che ricordo, ecco perchè ho scritto al 99 %...;-)

Ciao. Enry. :bye:

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Io voto la terza persona sia come scrittore che come lettore. La prima persona è un modo di scrivere settario, che costringe il lettore a pensare quel che pensa il narratore, a vedere quel che vede il narratore e a èrovare quel che prova il narratore. Se a me non piace il protagonista di un libro scritto in prima persona, il mio disprezzo facilmente si estenderà al libro stesso.

Esempio pratico: recentemente mi sono trovato a leggere "che fine ha fatto mr. Y", una narrazione in prima persona di una protagonista femminile, che ha dei problemi di nevrosi ed è stata una lettura snervante, un po' perchè non condivido, nella vita, le sensazioni di una donna, e un po' anche perchè il suo modo di pensare e agire rifletteva un malessere interiore che mi ha fatto chiudere il libro quando non ero neanche a metà (non mi era mai capitato).

Quindi la narrazione in prima persona è un tipo di stile molto richioso.

La narrazione in terza persona, invece, è molto più comoda per il lettore, ma anche per lo scrittore, che può mettere vari personaggi (ai quali i lettori possono affezionarsi) vari punti di vista, utilizzare i flashback e i flashforward.

Esempio pratico: ho recentemente letto "mondo senza fine" di Ken follet, e il personaggio principale non mi è piaciuto per niente, ma il contorno di personaggi secondari dalla forte caratterizzazione ha reso comunque la lettura piacevole, dandomi la possibilità di affezionarmi alle"comparse", anche se come lettura non è sicuramente una delle migliori del grande Follet.

Insomma, scrivere in terza persona è come avere un morbido materasso dove cadere nei momenti di scarso equilibrio della trama, cosa che non è concessa agli scrittori in prima persona.

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Prima che anche eventuali pensieri successivi s'incanalino sulla stessa strada, devo mettere sul piatto che:

1) Nella prima persona non è detto che il narratore non muoia (stando sempre sui generi nei quali è più probabile che un protagonista muoia), magari alla fine si scopre che è effettivamente morto e sta raccontando la sua vita ad un altro spirito, o cose del genere (per dire).

2) L'avere il punto di vista di tutti i presenti non è necessariamente un bene. Può tranquillamente essere più piacevole leggere le supposizioni che un narratore in prima persona fa sui pensieri di chi ha di fronte, indovinando o sbagliando. Come può pure non esserlo, naturalmente.

Ma visto che non tutti gli scrittori sono un Ghoete con tale talento spesso e volentieri la terza persona copre delle imperfezioni letterarie che renderebbero letteralmetne illeggibile qualsiasi cosa non sia un capolavoro.

:)

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Ma visto che non tutti gli scrittori sono un Ghoete con tale talento spesso e volentieri la terza persona copre delle imperfezioni letterarie che renderebbero letteralmetne illeggibile qualsiasi cosa non sia un capolavoro.

:)

Chi scrive dovrebbe essere anche capace di rendere il libro leggibile... come minimo.

Quote:

Io voto la terza persona sia come scrittore che come lettore. La prima persona è un modo di scrivere settario, che costringe il lettore a pensare quel che pensa il narratore, a vedere quel che vede il narratore e a èrovare quel che prova il narratore. Se a me non piace il protagonista di un libro scritto in prima persona, il mio disprezzo facilmente si estenderà al libro stesso.

Esattamente quello che penso

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Non sono un amante del "lettore onnisciente". Mi piacciono molto i libri narrati dal punto di vista di qualcuno. Ovviamente la prima persona è obbligata in questo, ma non mancano gli esempi in III: i capitoli delle Cronache di Martin, ad esempio, o la saga di Harry Potter.

Ogni genere, e ogni storia, ha una sua focalizzazione che la valorizza al massimo. Nei gialli il narratore in prima persona aiuta a tenere nascosti alcuni dettagli: l'alternativa è la focalizzazione zero (terza persona esterna, lettore all'oscuro dei pensieri di tutti i personaggi), che però trovo piuttosto difficile da usare bene.

Comunque la divisione è più ampia di quella I o III persona: la cosa che più conta è il numero di personaggi dei cui pensieri veniamo messi a conoscenza.

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Speravo qualcuno dicesse anche qualcosa a favore della prima persona (non perché io la preferisca, ma per avere punti di vista a 360 gradi, a me i due stili sono del tutto indifferenti, se slegati a quello che poi è il libro a cui sono applicati o meno), ma vedo che di base c'è pressoché un'unica corrente. :D

Quindi provo a rispondere a qualche cosa che non trovo troppo esatta. O meglio ancora, dato che a me piacciono entrambe le vie d'arte, mi spiace un po' che certi aspetti di una delle due non vengano riconosciuti (da come mi è sembrato).

La prima persona è un modo di scrivere settario, che costringe il lettore a pensare quel che pensa il narratore, a vedere quel che vede il narratore e a èrovare quel che prova il narratore.

Non concordo.

Qual'è la differenza dal "Pensai che Oronzo stesse mentendo, e sembrava che Genoveffo invece gli credesse" al "Gervasio pensava che Oronzo stesse mentendo, Genoveffo invece gli credeva"? Ti danno entrambi la stessa informazione, e soprattutto tu puoi farti un'idea a parte in entrambi i casi. Quando leggi la prima persona è come se ascoltassi una storia vissuta dal narratore e non puramente osservata, ma questo non significa che tu debba immedesimarti nel narratore ed avere le stesse opinioni e sensazioni. Anzi, spesso e volentieri puoi essere in totale disaccordo o aver capito una cosa che a lui pare esser sfuggita, ad esempio (esattamente come nella terza).

Se a me non piace il protagonista di un libro scritto in prima persona, il mio disprezzo facilmente si estenderà al libro stesso.

Anche in terza.

Giusto per fare un esempio del tutto personale con un libro che qui probabilmente è abbastanza noto, quando io lessi La Spada di Shannara lo finii per pura forza di volontà... il protagonista per me era davvero totalmente ed esageratamente insulso, e qualunque parte del libro che lo coinvolgesse (buona parte) era soporifera per me. Eppure era in terza persona e c'erano pure tre personaggi secondari che mi piacevano (se non ricordo male i nomi, Hagel, Balinor e Menion, per pura cronaca), ma tutto ciò non me l'ha reso più godibile.

Anche in prima persona possono esserci personaggi secondari dei quali vuoi sempre leggere di più, qualunque cosa ne pensi il protagonista, ma soprattutto nella prima c'è l'ignoranza, da parte del lettore, di tutti gli accadimenti sconosciuti anche dal narratore, e da come ne hanno parlato più persone pare che sia un punto a sfavore. A me invece sembra una bella cosa; non migliore rispetto all'onniveggenza della terza, né peggiore. Un'alternativa, semplicemente, che può essere più o meno desiderabile a seconda del caso.

Ma visto che non tutti gli scrittori sono un Ghoete con tale talento spesso e volentieri la terza persona copre delle imperfezioni letterarie che renderebbero letteralmetne illeggibile qualsiasi cosa non sia un capolavoro.

:)

Anche qui, io non vedo la prima come una scelta da talentuosi, mi pare che siano entrambe sullo stesso identico piano. Quello che posso constatare è che, essendo il 95% dei libri in terza persona, è ovviamente più facile che all'interno di quel piccolo 5% della prima non ci sia un gran numero di libri che possa tenere il confronto (se di confronto dovessimo parlare). E al tempo stesso le imperfezioni letterarie abbondano anche negli scritti in terza, ma non penso che questo demerito sarebbe stato maggiore se uno stesso libro fosse stato in prima piuttosto che terza. Anche perché mi chiedo quanti, al principio della scrittura, si domandino se scegliere la narrazione in terza o in prima e quanti altri, invece, vadano diretti alla terza in modo praticamente naturale perché è la più "normale" e comune.

L'importante non è leggere in prima o in terza, ma che il libro sia un buon libro.

Ovvio. Questa è l'assunzione alla base della lettura di qualunque libro. :D

Comunque la divisione è più ampia di quella I o III persona

Naturalmente. Ma la suddivisione basilare è tra quelle due.

: la cosa che più conta è il numero di personaggi dei cui pensieri veniamo messi a conoscenza.

Come dicevo sopra, non sono d'accordo (o almeno non sono d'accordo se intendi che più pensieri = meglio), perché può talvolta (direi anche spesso) essere più gustoso non avere informazioni sui pensieri degli altri, per quel che concerne la mia esperienza, e valutare poi in base alle azioni che essi intraprenderanno.

Ripeto che non sono un primapersonofilo, ma... be', l'ho già scritto sopra. :P

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Anche qui, io non vedo la prima come una scelta da talentuosi, mi pare che siano entrambe sullo stesso identico piano. Quello che posso constatare è che, essendo il 95% dei libri in terza persona, è ovviamente più facile che all'interno di quel piccolo 5% della prima non ci sia un gran numero di libri che possa tenere il confronto (se di confronto dovessimo parlare). E al tempo stesso le imperfezioni letterarie abbondano anche negli scritti in terza, ma non penso che questo demerito sarebbe stato maggiore se uno stesso libro fosse stato in prima piuttosto che terza. Anche perché mi chiedo quanti, al principio della scrittura, si domandino se scegliere la narrazione in terza o in prima e quanti altri, invece, vadano diretti alla terza in modo praticamente naturale perché è la più "normale" e comune.

Io me lo chiedo sempre quando scrivo. Comunque, ti sei mai soffermato a pensare il perchè la maggior parte dei libri sono in terza persona? Io sono d'accordo con Cyrano: scrivere in prima persona è molto più difficile. Perchè non è solo questione di informazioni, è questione anche di saper fornire le informazioni di contorno, quelle che non vedi. Il tuo esempio è vero, dai la stessa informazione, ma non puoi sempre farlo. Come spieghi, in prima persona i macchinii del tuo antagonista senza fargli fare il discorsone totale globale? E' molto difficile non cadere nel clichè della "spiegaizone del cattivo" quando sei in prima persona. Per questo la ritengo una scelta più impegnata. Di sicuro si trovano imperfezioni in entrambi gli stili, su questo sono d'accordo, ma l'approcico in prima persona è molto più difficile, secondo me. Proprio perchè non hai la libertà di spaziare in lungo e in largo per lo scenario, ma sei legato a dove è il narratore.

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Io me lo chiedo sempre quando scrivo. Comunque, ti sei mai soffermato a pensare il perchè la maggior parte dei libri sono in terza persona? Io sono d'accordo con Cyrano: scrivere in prima persona è molto più difficile. Perchè non è solo questione di informazioni, è questione anche di saper fornire le informazioni di contorno, quelle che non vedi. Il tuo esempio è vero, dai la stessa informazione, ma non puoi sempre farlo. Come spieghi, in prima persona i macchinii del tuo antagonista senza fargli fare il discorsone totale globale? E' molto difficile non cadere nel clichè della "spiegaizone del cattivo" quando sei in prima persona. Per questo la ritengo una scelta più impegnata. Di sicuro si trovano imperfezioni in entrambi gli stili, su questo sono d'accordo, ma l'approcico in prima persona è molto più difficile, secondo me. Proprio perchè non hai la libertà di spaziare in lungo e in largo per lo scenario, ma sei legato a dove è il narratore.

Ma è anche molto difficile non dare TROPPE informazioni. Ho notato che un capitolo in cui sei messo a conoscenza di tutti i pensieri di tutti i personaggi può risultare... caotico, quantomeno.

Non sono del tutto d'accordo che scrivere in prima sia più difficile: è vero però che è più facile scongiurare il rischio didare troppe informazioni che quello di non poterne dare per limiti di punto di vista.

Come dicevo sopra, non sono d'accordo (o almeno non sono d'accordo se intendi che più pensieri = meglio), perché può talvolta (direi anche spesso) essere più gustoso non avere informazioni sui pensieri degli altri, per quel che concerne la mia esperienza, e valutare poi in base alle azioni che essi intraprenderanno.

Se hai letto per intero il mio intervento, avrai visto che anche io preferisco avere meno informazioni. Ho scritto "l'importante" nel sesno di "ciò che davvero differenzia" senza connotazione positiva o negativa.

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Ho letto con interesse la discussione.

Di mio, non ho preferenze a riguardo. Credo che la scelta sia puramente stilistica e funzionale all'effetto che si vuole ottenere nel lettore.

Devo però dire che ora mi stuzzica molto l'idea di rivedere un romanzo che ho in lavorazione da tempo in prima persona. La peculiarità è che i protagonisti sono due.

Credo proprio che farò un tentativo. ^_^

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Beh sicuramente la prima persona rappresenta un problema, come del resto la possibilità di dare troppo poche informazioni spesso e volentieri crea un ostacolo non idifferente. Alcuni autori (non ultimo il grande Tolkien per fare un esempio illustre) hanno bisogno per il loro stile di una ricchezza di particolari e di una contemporaneità dei fatti (narratore obiquo) che la prima persona non riesce a fornire.

Se esaminiamo anche i casi famosi di prima persona noteremo che spesso e volentieri ci sono dei "trucchi" per usare tale forma. Waston scrive parlando di Sherlock Holmes ed i suoi racconti sono "revisionati" da lui stesso prima di pubblicarli; Werter scrive delle lettere che verranno pubblicate postume; I diari di Zeno sono pubblicati a posteriori a sua insaputa...

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Ma io penso che alcuni altri autori che mi hanno colpito ultimamente hanno dimostrato che gli autori che citi tu hanna semplicemente copiato da altri autori ancora.

Capita la battuta? ;)

Dicci i nomi ed i testi così al limite li leggiamo e ti diamo un giudizio. ^^

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