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Attività dei Forum

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  1. Ultima ora
  2. Per quanto riguarda il nostro ambiente, spero che aumenti il numero dei Game Master che possono proporre PF2 / SF2 e che poi con le fiere si stimoli la curiosità dei giocatori.
  3. Questo posso capirlo per alcuni, ma tutti? E' come dire che non ti interessa viaggiare perchè stai bene nel tuo paese. Posso capire che per diversi, magari molti, sia cosi. Ma tutti tutti? Era la nostra idea, purtroppo c'è il muro iniziale "ah, non posso giocare a D&D? beh allora non vengo". Spero che con il tempo, una volta che si siano stretti i legami, ci sia la capacità di andare oltre
  4. Il problema è che molti non considerano nemmeno le alternative quando iniziano oppure sono costretti dall'assenza di giocatori per il sistema che desidererebbero. O peggio, non hanno nemmeno idea che potrebbero esistere alternative che potrebbero piacere di più. Questo può solo essere risolto dalle associazioni che dovrebbero cercare di capire quale proposta sarebbe la migliore prima di sedersi al tavolo (dopo spesso è già troppo tardi). Ma ovviamente spesso i Narratori non hanno questo interesse, loro vogliono giocare a quello che conoscono, trovare giocatori per se. I volontari non sono pagati per questo.
  5. Non stiamo obbligando nessuno, tant'è che tutti stanno giocando in tre gruppi di D&D, ma se permetti questo immobilismo da un lato mi stupisce e dall'altro mi rattrista Ecco un'altro punto che ho già toccato in un'altra mia discussione; proprio la settimana scorsa un'altro master si lamentava del fatto che i giocatori non riescono a distinguere tra ambientazione e regole considerandoli un tutt'uno inscindibile. Personalmente gioco (ehm, forse è più corretto dire giocavo) anche a wargames a volte molto difficili come ASL e lì posso capire che sapere il regolamento sia una parte importante del gioco, ma nel gdr non dovrebbe essere cosi (almeno a mio parere, ed è il motivo per cui non amo affatto la 3.5)
  6. Oggi
  7. la prossima cosa che faccio è l'auto-riempimento di privilegi di classe per livello e anche di razza, a questo punto... Capisco... devo esserel'unico che è arrivato ad odiare il pdf editabile.
  8. Si infatti la mia idea era agganciare la comparsa dei privilegi con il cambio di livello, in modo appunto che non compaiano tutti insieme. L'homebrew non è così macchinoso anche se dovessero fare un privilegio alla volta, alla fine parliamo di sottoclassi e razze, non hanno tanti privilegi, in più chi li creerebbe semplicemente li copincollerebbe da un altro file. No, l'SRD non include l'artefice, né molte sottoclassi e razze che hai inserito, è tutto materiale coperto da copyright. Puoi leggerlo qui. Grazie, non avevo notato che fosse editabile, né i vari sfondi, che adoro. Però il layout, anche modificandolo, rimane comunque diverso da quello della classica scheda ufficiale a cui molti ormai sono abituati da anni.
  9. Grazie Grimorio, un resoconto davvero esaustivo. l'app nasce per sostituire il pdf che per molti dei miei dispositivi risulta pesante e ha sempre un po' di problemi di salvataggio. Inoltre su dispositivi mobili funziona abbastanza bene, la uso tranquillamente anche da telefono, e le schede che fai rimangono salvate sull'account, così da poter usare la stessa scheda sia da pc che da telefono e a volte potrebbe risultare comodo. assolutamente cambiare nome, metterci 5e necessario. assolutamente, è nelle cose da fare farne una versione full Ita e una full eng la questione homebrew è gia presente. sto pensando ad un modo per renderla meno macchinosa ma non è semplice... a me piacerebbe riuscire a fare un copia-incolla unico. ma sicuramente, se andrò a lavorare su un auto-compilazione successiva (come chiedi tu, che si potrebbe fare tranquillamente) a me piace che nelle caratteristiche di classe ci siano solo quelle che arrivano al lvl a cui sono... non mi piace avere sulla scheda quello che non posso usare. così la questione è che per farla bene chiunque dovrebbe (o deve perchè l'aggiunta delle classi è gia presente) copiarsi una caratteristica alla volta, il che è un po' macchinoso. ci lavorerò comunque. Per la questione del SRD dovrei aver messo tutte cose che non sono protette dal copyright. L'artificere, come le altre classi e razze non presenti nel SRD dovrebbero comunque essere senza copyright. mi sbaglio? per la gestione degli spazi, non so se hai notato, è editabile... l'ordine dei blocchi e a descrizione del giocatore. in alto a destra c'è una matitina che ti fa entrare nella modalità modifica layout dove puoi nascondere o spostare tutti i blocchi Grazie mille per l'aiuto prezioso, Grimorio. spero di poter contare su di te nelle prossime versioni Giovanni
  10. Se si sono trovati bene con D&D perché dovrebbero imparare qualcosa di nuovo? Alcuni partivano già con l'idea di provare D&D, altri sono andati a traino e si sono trovati bene, non avevano motivi di cambiare. Se ti diverti a giocare a D&D perché dovresti cambiare appena hai iniziato? Devono almeno avere il tempo di farsi venire a noia D&D e la curiosià di capire come mai prima gli funzionava bene e ora non più. Harnmaster e Pendragon chiaramente sono giochi che rispondono a voglie particolari e diverse da D&D standard e difficilemente replicabili con D&D, ma se non senti quella voglia particolare perché lasciare D&D?
  11. Magari non è proprio così netta, ma giustamente lo puoi dire! 😂😂😂😂😂😂😂😂😂 Io ho alcuni amici che fanno ciò perché vanno alle fiere molto spesso, ritrovando così nel loop e giustamente a volte vorrebbero giocare ad altro, ma riescono a provarli a fatica perché prima li devono imparare, spiegarlo e trovare anche il tempo e la compagnia per giocarci. Alle fiere è bello andare, provi il gioco, ti sembra carino e lo compri dicendo: "massì poi ci gioco". Tanti comprano i GDR e poi li tengono sugli scaffali, sul tavolo del salotto o sulla mensola del bagno e raramente sul tavolo da gioco. Talvolta, invece, ho provato giochi meno diffusi, quando il master era abbastanza padrone del regolamento e mi sono divertito tanto. Sia perché nel gioco l'avventura era particolare, sia perché il master, che ci credeva tanto, aveva una conoscenza e una passione che trasmetteva ai giocatori, difficilmente ottenibile da chi vuole provare questo, quello e quell'altro nel breve.
  12. È davvero un'ottimo modo di gestire i pg su dispositivi elettronici. L'unico problema e che non fa molto di più di una normale scheda pdf autocompilabile, come quella che abbiamo sul sito. Capisco l'uso dell'email per creare un profilo ma il fatto è che basta una cartella con tutte le schede in pdf dei vari personaggi per fare la stessa cosa senza il bisogno di dare la propria email Se vuoi davvero renderla qualcosa di professionale e superiore a una scheda autocompilabile in pdf ho una domanda e un po' di consigli La domanda: l'ho provata su PC, come si comporta invece su dispositivi mobili e touchscreen come tablet e telefoni? I consigli Ora che ci sono due versioni della 5a i giocatori potrebbero rimanere confusi su quale sistema usa: se 5E (2014) o 5.5 (2024). Dato che usa la 5E ti consiglio di intitolarlo Scheda D&D 5E. La scheda è mezza in italiano e mezza in inglese, sarebbe meglio avere tutto in italiano. Usa solo il materiale nel SRD, così da poterla trasformare in un'app scaricabile sui App Store e Google Play, potenziando la sezione Homebrew, in modo che gli utenti possano inserire le razze e le sottoclassi fuori dal SRD: sulla carta realizzando homebrew, ma nella realtà copiando quelle degli altri manuali di D&D senza però esporre te a possibili problemi legali, prima fra tutti una diffida che ti costringe a chiudere il sito e l'app. Nella scheda è scritto SRD 5.1 ma l'Artefice non è inserito nel SRD, stessa cosa per molte delle sottoclassi e delle razze selezionabili. Sarebbe fantastico se la scheda potesse essere ancora più autocompilabile. Ad esempio una volta inserita classe, sottoclasse, razza e background sarebbe davvero comodo se tutti i privilegi (con relative regole, non solo i nomi) apparissero già scritti sulla scheda. Questo è più un parere personale, penso che la gente ormai sia abituata al layout della scheda ufficiale della 5e, questo layout così diverso potrebbe spaesare perché, almeno all'inizio, non è ben chiaro dove si trovano le varie informazioni. Il mio timore è che molta gente ne abbandoni l'uso per questo motivo.
  13. Per me ci sono due tipologie di giocatori di ruolo: quelli che rimangono fedeli a un singolo gioco principale (magari passando da un'edizione all'altra, magari no) e che continuano a implementarlo con campagne su campagne, magari aggiungendo strati di Storia e storie al mondo; e poi ci sono quelli che vogliono provare mille giochi in un loop infinito di compra - prova - scaffala - ripeti. E chiaro che online i secondi vengono spinti più dei primi, sono i clienti ideali delle case editrici; ma i primi accumulano una conoscenza delle regole superiore del gioco e una stratificazione narrativa dell'ambientazione che i secondi possono solo sognarsi.
  14. Ieri
  15. Salve a tutti, Era da un po’ che cercavo un metodo decente per gestire le mie schede personaggi da dispositivi. Volevo qualcosa di non totalmente dipendente e ristretta dalle regole del gioco (come D&D companion) ma con piccoli automatismi godevoli e la possibilità di modificare le info sulla scheda “come mi pare”. Cercando qualcosa di basico, leggero, semplice e inoltre senza pubblicità non a pagamento e non trovandola, ho deciso di mettermici io. Ne è uscita questa app. È – a tutti gli effetti – su misura per me, e infatti ne sono molto contento e la uso, ma vorrei sapere cosa ne pensate voi. Ci tengo a precisare che non è un annuncio pubblicitario o promozionale. Cerco solo nuove idee da inserirci o cose da cambiare ecc. e – di fatto – metterla a disposizione di chi la volesse usare. Non è e non sarà a pagamento, non ha e non avrà pubblicità, non ci guadagno niente se non il vostro, eventuale, responso. Dovrebbe essere piuttosto intuitiva. Di fatto si tratta di una “trasposizione” della scheda cartacea, un modo digitale di fare la stessa cosa che con la scheda foglio. Se voleste provarla consiglio di installarla in PWA. Dovrebbe funzionare bene sia su smartphone che tablet che su desktop. Le schede fatte rimangono salvate nel vostro account. Questo è il link https://chashednd.lovable.app Se piace potrei fare, non troppo difficilmente, versioni in inglese (o totalmente in italiano), oppure di aggiornamenti passati o futuri del gioco. Ha diverse chicche 🙂 Buoni Giochi Giovanni
  16. Ciao @Fandango16 sono lo sviluppatore di D&D Book! Purtroppo non é un app per telefono, ma una applicazione web che dovrebbe essere eseguita su di un server, e poi puoi accedervi da telefono. Purtroppo é qualcosa di un po' tecnico, ma se hai bisogno di ulteriori chiarimenti fammi sapere!
  17. Premesso che “è scritto con l’intelligenza artificiale” non è un argomento, l'articolo è una traduzione, come specificato nell'introduzione. Se l'originale inglese fosse generato da un'IA, cosa di cui non c'è evidenza, non cambierebbe comunque nulla: un argomento è valido o sbagliato indipendentemente da chi lo ha formulato. Secondo me stai contestando l’articolo finendo però per confermarne la tesi centrale. Tu dici: la 5.5 non è fallita perché è cambiata troppo, ma perché non è cambiata abbastanza. Il problema è che questa opposizione funziona solo se riduciamo “ethos” a “nostalgia per le regole vecchie”. Ma non è quello il punto dell’articolo. L’ethos non significa “non toccate nulla, lasciateci i THAC0 e le tabelle per aprire le porte”. Significa che un’edizione può anche cambiare moltissimo, purché al tavolo continui a produrre un’esperienza riconoscibile come D&D. La 5e infatti ha cambiato tanto rispetto alla 3.5, verissimo. Ma non ha rotto il patto emotivo e ludico con D&D. Ha semplificato, ha snellito, ha abbassato la soglia d’ingresso, però ha mantenuto una forma molto riconoscibile: classi, livelli, incantesimi, slot, razze fantasy, archetipi chiari, progressione da avventuriero relativamente fragile a eroe, mostri iconici, tono fantasy classico. Non era “3.5 semplificata”, ma non era nemmeno “un altro gioco con sopra il logo D&D”. È esattamente per questo che ha funzionato. La 4e, al contrario, era piena di buone idee di game design. Bilanciata, leggibile, tattica, persino elegante in molti aspetti. Eppure una parte enorme del pubblico l’ha respinta perché non sembrava D&D. Questo dovrebbe suggerire che la questione non è “cambiare sì” o “cambiare no”. La questione è: che cosa stai cambiando, in che direzione, e che esperienza produci al tavolo? E qui la tua critica alla 5.5 diventa curiosamente identica a quella dell’articolo, solo con un cappello diverso. Dici che fare il master in quinta è miserabile. Perfetto: questo è un problema di ethos, non solo di regolistica. Se D&D scarica sempre più lavoro sul DM, se gli incontri vanno ricostruiti, se la gestione delle risorse non funziona, se il gioco promette tre pilastri ma ne sostiene davvero uno e mezzo nei giorni buoni, allora il gioco non sta solo avendo “problemi tecnici”. Sta fallendo nel produrre il tipo di esperienza che dice di voler produrre. Dici che la 5.5 appiattisce le specie. Anche qui, grazie per l’assist. L’articolo sostiene proprio questo: non che separare specie e cultura sia impossibile o sbagliato in assoluto, ma che farlo senza sostituire ciò che togli con qualcosa di altrettanto forte produce vuoto. Eberron funziona perché ha identità culturali, tensioni storiche, nazioni, religioni, istituzioni, conflitti. Non dice semplicemente “gli orchi sono una skin, divertitevi”. Fa il lavoro. La 5.5 spesso no. Toglie attrito, ma non aggiunge nulla. Dici che l’arte è bella ma manca di direzione unitaria. Anche qui, stai riformulando la critica dell’articolo con parole più gentili. “Non ha edge” e “non ha direzione visiva coerente” non sono due problemi opposti. Sono due modi diversi di dire che il manuale non comunica un’identità forte. Puoi avere illustrazioni tecnicamente bellissime e comunque un art direction debole. Un portfolio non è un manuale. Una galleria di immagini belle non è necessariamente un immaginario. Dici che la 5.5 è una patch note e non una nuova edizione. Verissimo. Ma anche qui: non è una confutazione, è parte del problema. Wizards ha cercato di venderla come revisione compatibile, non come rottura netta. Quindi si è messa da sola in una posizione impossibile: cambiare abbastanza da giustificare nuovi manuali, ma non abbastanza da spaventare chi aveva investito dieci anni nella 5e. Risultato: abbastanza diversa da irritare, non abbastanza diversa da risolvere. Una specie di intervento chirurgico fatto con la filosofia del cerotto. La tua tesi, in pratica, è: “la 5.5 fallisce perché non ha una direzione forte, non risolve i problemi strutturali, appiattisce le specie, sovraccarica il DM, ha un’identità visiva incoerente e cerca di piacere a tutti”. Che è esattamente una diagnosi di perdita di ethos. Solo che tu la chiami game design, come se game design ed ethos fossero compartimenti stagni. Non lo sono. L’ethos di un gioco emerge anche dalle sue regole. Se le regole rendono irrilevante l’esplorazione, l’ethos cambia. Se la gestione delle risorse non conta più, l’ethos cambia. Se i personaggi partono già pieni di capacità e reti di sicurezza, l’ethos cambia. Se il DM deve compensare continuamente a mano ciò che il sistema non sostiene, l’ethos cambia. Poi possiamo discutere se l’articolo esageri, se idealizzi troppo le vecchie edizioni, se usi toni da “vecchio al bar che guarda male i tiefling color pastello”. Ci sta. Ma il punto centrale regge: la 5.5 dà spesso l’impressione di non sapere che esperienza vuole produrre, se non “la 5e, ma aggiornata, ma compatibile, ma nuova, ma non troppo, ma moderna, ma familiare, ma per tutti, ma senza scontentare nessuno”. E quando una direzione creativa prova a non scontentare nessuno, di solito finisce per scontentare persone molto diverse per motivi sorprendentemente compatibili. Quindi no, il problema non è semplicemente che la 5.5 sia cambiata troppo o troppo poco. Il problema è peggiore: ha cambiato cose delicate senza abbastanza coraggio, senza abbastanza sostanza e senza abbastanza identità. Che è, appunto, ciò che l’articolo chiamava perdita dell’ethos di D&D.
  18. Sulla pagina dell'evento sono state aggiunte le informazioni riguardanti l'iniziativa di beneficenza collegata alle nostre ttività al Play di Bologna 2026.
  19. fino

    Come nostra consuetudine per gli eventi più seguiti, lanciamo una campagna di beneficenza collegata ad una ricca lotteria. In occasione del PLAY 2026, abbiamo deciso di devolvere l'intera raccolta delle donazioni a AIL Associazione italiana leucemie linfomi e mieloma. In collaborazione con Giochi Uniti metteremo in palio tre fantastici manuali freschi di traduzione, 28 buoni Paizo del valore dei 20$ cad. nonché numerosi boon per i vostri personaggi Society. Partecipate numerosi! Fate del bene! Non smettete mai di giocare! Regolamento dell'iniziativa di beneficenza: https://drive.google.com/file/d/1xZNUd6cqke5VwWaSocFCVdvvLQ4DlZ_U/view?usp=sharing Pagina per le donazioni: https://tiltify.com/@roctopus/orgplayita-gu-per-ail-bologna-play-2026?origin=dashboard Per dubbi o domande usate il post dell'evento sul server del Gioco in presenza: https://discord.com/channels/1205413241505718283/1503794178855800892 (ricordate di attivare le notifiche).
  20. Secondo me, se volete fidelizzare le persone, dovreste con serenità e senza costrizione creare un bel clima scegliendo assieme i giochi e come suddividere i gruppi. Se li conoscete poco, e volete che la loro presenza sia longeva, da un lato bisogna accontentarli. Non vedo perché insistere a farli giocare a giochi di nicchia, soprattutto se fossero agli inizi.
  21. Non abbiamo chiesto di giocare a D&D, abbiamo chiesto di giocare AD UN GIOCO DI RUOLO, ma per molti gdr = D&D. Capisco che, almeno all'inizio, non conoscano altro ma poi pare proprio che non vogliano conoscere altro
  22. @Aranar , io penso che possa essere normale la reazione degli altri. Sicuramente il consiglio migliore mi sembra quello di @Steven Art 74 , ma anche gli altri sono stati scettici rispetto al tuo racconto. Anche perché è divertente provare diversi giochi, ma meglio focalizzarsi su pochi e approfondire con campagne e arrivare ad un buon gioco, prima di provare un po' tutto e magari male. Anche perché la gente ha tempo limitato e magari vuole fare bene 1-2 cose e non di più, sempre in favore della qualità piuttosto che la quantità.
  23. Premesso che odio dover commentare qualcosa di chiaramente scritto con l' intelligenza artificiale, visto che a quanto pare si tratta di opinioni diffuse sul forum vorrei dire la mia. Sono quasi completamente in disaccordo con tutto quello scritto nell' articolo, e soprattutto col punto centrale. La 5.5 non è fallita perché è cambiata troppo rispetto a D&D, è fallita perché non è cambiata abbastanza. La 5e ha avuto l' immenso successo che ha avuto proprio perché era completamente diversa rispetto alla 3.5. Alla wizard hanno preso le lezioni della 4e e hanno creato un sistema obiettivamente molto più snello e semplice da usare, molto più adatto ai nuovi giocatori. E questo lo dico da persona che preferisce di gran lunga giocare alla 3.5 rispetto alla 5.0, ma se dovessi introdurre un nuovo giocatore non avrei dubbi a scegliere la seconda. Il problema della 5.5 è proprio che è stata un'occasione mancata. È una patch note per la 5.0 più che la nuova edizione che tutti si aspettavano. Non migliora i problemi strutturali della 5.0, in particolare dal lato del master (Questa è l' unica parte dove sono d' accordo con l'autore, fare il master di quinta edizione è un' esperienza miserabile). Il gameplay loop in combattimento è estremamente ripetitivo e noioso, nonostante il combattimento sia l' unico pilastro di D&D effettivamente supportato decentemente dalle regole. La storia dei tre pilastri è una cretinata atomica. La gestione delle risorse, che dovrebbe essere una parte importante del gioco è completamente inesistente perché il tipo di gioco che si sviluppa al tavolo è completamente contrario a quello che gli sviluppatori avevano inteso. E qui si vede sia il problema di cultura che di regolistica. Le regole sono fatte male, quindi si chiede ai master di ignorarle e fare da sé, ma questo rende il master anche game designer in pratica. Al giocatore invece non è chiesto nulla. Non è una sorpresa se i dm poi vanno in burnout. Tutti questi problemi non hanno nulla a che fare con un cambiamento di ethos, sono problemi di game design. Problemi che la Hasbro non vuole risolvere perché non gli basta che D&D sia il sistema più famoso e quello che introduce gente al gioco di ruolo. Vuole che sia il gioco di tutti, sempre, adatto a ogni situazione e ogni tavolo. Questo non è possibile, chiaramente, quindi il risultato è una sequenza di regole confuse e vaghe che il master deve adattare al tavolo. La vaghezza si riflette anche negli aspetti che non sono puramente meccanici. L' autore si lamenta dell' arte nell' ultimo libro, ma qui manca completamente il punto. Ogni singolo disegno del manuale del 2024 è bellissimo, il problema è che non c'è uno stile unitario. Presi singolarmente sono fantastici, ma non avrei mai detto che appartengono tutti allo stesso manuale. Non è la mancanza di "Edge" il problema, quella almeno già sarebbe coerente col tono del libro. Idem per le razze/specie. Non sono particolarmente un fan di togliere le statistiche differenti, ma ha senso per il tipo di taglio che si vuole dare alla scelta. E quel taglio mi piace. Io voglio un mondo diversificato, dove specie e cultura sono cose nettamente distinte e separate per tutte le specie, non solo per umani e forse gli elfi. Eberron lo fa ed è la migliore ambientazione di D&D, di gran lunga. Ma questo richiede lavoro. Separare le specie meccanicamente, dando a ognuna di loro capacità uniche e non replicabili sarebbe stato bello. Descrivere le diverse culture interne a una specie sarebbe stato bello. Magari potevano fare esempi di combinazioni specie/background, anche solo poche frasi per mostrare come ogni combinazione venisse da una diversa e vibrante cultura. E invece no, hanno semplicemente appiattito tutto, togliendo quello che non andava ma senza fare il lavoro di sostituire con qualcosa di meglio. Che poi è il problema di tutta la 5.5. Non poteva replicare il successo della 5.0, per diversi fattori, ma poteva essere molto, molto meglio. Avrebbe potuto essere qualcosa almeno, se gli fosse stata data una direzione. Invece, nel tentativo di non scontentare nessuno, hanno scontentato tutti. Aggiungiamoci un marketing atroce, scelte commerciali estremamente discutibili (tipo tutto il casino con Sigil), e una release schedule lentissima, che davvero non mi spiego, e questo è il risultato inevitabile.
  24. Non sono molto tecnologico, ma sono curioso di provarla. Cosa devo fare per metterla su smartphone?
  25. Per me gioco stupendo. La storia ed i personaggi erano molto intriganti e come difficoltà (faccio un po' schifo come giocatore) in molti punti come appena detto dovevo mettere in pausa e studiare bene le successive mosse e alcuni scontri ho dovuto ripeterli anche una decina di volte. Abbastanza impegnativo, ma non troppo da non farmi divertire. Io per esempio non giocherei mai ad un soulslike.
  26. Oggi uno dei nuovi utenti della Dragons' Lair ci presenta il suo progetto per un app di supporto ai GdR. D&D Book è una web app leggera, collaborativa e open source (GPLv3) pensata per trasformare le note di gioco in una cronaca narrativa strutturata: funziona come un “libro digitale” della campagna dove DM e giocatori possono leggere il lore, consultare profili dei personaggi e commentare le sessioni in tempo reale. Obiettivi principali: semplificare la gestione delle campagne eliminando sincronizzazioni complesse; offrire strumenti specifici per il gioco da tavolo (diario di campagna con post ordinabili e livelli di importanza, gallerie immagini, post nascosti per note DM); supportare diversi flussi di creazione personaggi (Optional, Free, Predefined); facilitare la collaborazione con commenti in tempo reale, notifiche e stato di lettura; permettere backup e migrazione tramite import/export ZIP; essere facilmente ospitabile in homelab (Docker) per mantenere controllo e privacy dei dati; rimanere gratuita e modificabile. Trovate ulteriori dettagli e i link all'app in questo topic.Esempi praticiDM: crea un post di sessione con titolo, testo e 5 immagini, assegna importanza 9 per segnalare un plot point e lo nasconde finché non è il momento di rivelarlo; dopo la sessione abilita i commenti e raccoglie feedback direttamente sotto il post. Giocatore: crea il profilo del personaggio (nome, razza, classe, ritratto), aggiorna il diario personale dopo una sessione e tagga eventi rilevanti per il gruppo; altri giocatori vedono l’aggiornamento in tempo reale e possono discutere strategie nei commenti. Gestione media: il gruppo crea una galleria immagini per gli NPC principali e le mappe; durante le sessioni il DM carica nuove illustrazioni che vengono immediatamente visibili a tutti. Backup/migrazione: l’admin esporta l’intera campagna in un file ZIP per archiviazione; in caso di cambio server importa lo ZIP e ripristina post, immagini, commenti e profili senza perdita (ancora in fase di sviluppo e testing). Differenze pratiche rispetto a ObsidianConfigurazione: Obsidian richiede gestione di vault, plugin e sincronizzazione; D&D Book è pronto all’uso via web e Docker, senza plugin esterni. Focalizzazione: Obsidian è un “secondo cervello” generale con link liberi e note non strutturate; D&D Book offre strutture specifiche (post di sessione, livelli di importanza, profili personaggi, gallerie) pensate per il flusso di gioco. Collaborazione in tempo reale: Obsidian Desktop è pensato per un singolo utente o richiede soluzioni esterne per il realtime; D&D Book supporta commenti e aggiornamenti immediati tra i partecipanti. Moderazione dei contenuti: D&D Book permette post nascosti e livelli di visibilità per note DM; in Obsidian sarebbe necessario creare convenzioni manuali o bloccare file. Hosting e privacy: entrambi possono essere self-hosted, ma D&D Book è fornito dockerizzato e ottimizzato per homelab con backup/import ZIP pensati per campagne. Ulteriori esempi d’usoOne-shot: creare un’istanza temporanea della campagna con pochi post e immagini per una sessione singola, poi esportarla e rimuoverla dall’host. Campagna multi-DM: ogni DM gestisce i propri post nascosti per segreti e poi pubblica solo quello che serve al gruppo, mantenendo la cronologia separata per ogni storyteller. Pre-built adventures: importare contenuti predefiniti (mappe, PNG, incontri) nel sistema usando il formato ZIP e adattarli rapidamente alla campagna (ancora in fase di sviluppo e testing). Visualizza articolo completo
  27. D&D Book è una web app leggera, collaborativa e open source (GPLv3) pensata per trasformare le note di gioco in una cronaca narrativa strutturata: funziona come un “libro digitale” della campagna dove DM e giocatori possono leggere il lore, consultare profili dei personaggi e commentare le sessioni in tempo reale. Obiettivi principali: semplificare la gestione delle campagne eliminando sincronizzazioni complesse; offrire strumenti specifici per il gioco da tavolo (diario di campagna con post ordinabili e livelli di importanza, gallerie immagini, post nascosti per note DM); supportare diversi flussi di creazione personaggi (Optional, Free, Predefined); facilitare la collaborazione con commenti in tempo reale, notifiche e stato di lettura; permettere backup e migrazione tramite import/export ZIP; essere facilmente ospitabile in homelab (Docker) per mantenere controllo e privacy dei dati; rimanere gratuita e modificabile. Trovate ulteriori dettagli e i link all'app in questo topic.Esempi praticiDM: crea un post di sessione con titolo, testo e 5 immagini, assegna importanza 9 per segnalare un plot point e lo nasconde finché non è il momento di rivelarlo; dopo la sessione abilita i commenti e raccoglie feedback direttamente sotto il post. Giocatore: crea il profilo del personaggio (nome, razza, classe, ritratto), aggiorna il diario personale dopo una sessione e tagga eventi rilevanti per il gruppo; altri giocatori vedono l’aggiornamento in tempo reale e possono discutere strategie nei commenti. Gestione media: il gruppo crea una galleria immagini per gli NPC principali e le mappe; durante le sessioni il DM carica nuove illustrazioni che vengono immediatamente visibili a tutti. Backup/migrazione: l’admin esporta l’intera campagna in un file ZIP per archiviazione; in caso di cambio server importa lo ZIP e ripristina post, immagini, commenti e profili senza perdita (ancora in fase di sviluppo e testing). Differenze pratiche rispetto a ObsidianConfigurazione: Obsidian richiede gestione di vault, plugin e sincronizzazione; D&D Book è pronto all’uso via web e Docker, senza plugin esterni. Focalizzazione: Obsidian è un “secondo cervello” generale con link liberi e note non strutturate; D&D Book offre strutture specifiche (post di sessione, livelli di importanza, profili personaggi, gallerie) pensate per il flusso di gioco. Collaborazione in tempo reale: Obsidian Desktop è pensato per un singolo utente o richiede soluzioni esterne per il realtime; D&D Book supporta commenti e aggiornamenti immediati tra i partecipanti. Moderazione dei contenuti: D&D Book permette post nascosti e livelli di visibilità per note DM; in Obsidian sarebbe necessario creare convenzioni manuali o bloccare file. Hosting e privacy: entrambi possono essere self-hosted, ma D&D Book è fornito dockerizzato e ottimizzato per homelab con backup/import ZIP pensati per campagne. Ulteriori esempi d’usoOne-shot: creare un’istanza temporanea della campagna con pochi post e immagini per una sessione singola, poi esportarla e rimuoverla dall’host. Campagna multi-DM: ogni DM gestisce i propri post nascosti per segreti e poi pubblica solo quello che serve al gruppo, mantenendo la cronologia separata per ogni storyteller. Pre-built adventures: importare contenuti predefiniti (mappe, PNG, incontri) nel sistema usando il formato ZIP e adattarli rapidamente alla campagna (ancora in fase di sviluppo e testing).
  28. Concordo pienamente con la "Impostazione Grafica Ucronica" del GDR; ad esempio, se i PG Risvegliati dovessero essere costretti a "Veleggiare Nel Mare Di Stelle Sideree" x spostarsi da una Prigione Asteroidale di un Titano Caduto ad un Planetoide Iperboreo e poi passare in una sorta di "Fioriti Campi Elisii", come veicolo di spostamento vedrei molto di piu' NE una cosa troppo Classica come la "Ancestrale Barca A Remi Di Caronte" e NEPPURE una qualche strana "Astronave Enterprise-Millennoumfalc Retrofuturistica", ma piuttosto Mezzi piu' bizzarri come il Galeone "Olandese Volante" con la sua Ciurma di Dannati, oppure il Sommergibile "Nautilus" del Capitano Nemo. . . Ed anche con dei chiari Elementi Dissonanti Cronologicamente (tipo un Moderno Radar AWACS della NATO montato vicino alla Ruota del Timone di Davy Jones, oppure la Propulsione del Nautilus e' dovuta a "Sali Alchemici Leonardeschi" invece che al Proto-Reattore Nucleare immaginato da Jules Verne). . .!!

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