Tutti i contenuti pubblicati da Dardan
-
Servizio - Il Tesoro della Regina dei Draghi
io se ce anche se esula dall'armeria prenderei un Healer's kit . per il resto non mi serve altro .
-
TdS
@Albedo @Bomba @Cuppo @Landar @shadyfighter07 Scusate ma non capisco bene cosa vogliate fare .
-
Prima missione - Per una giusta causa
Mentre Raskva tende il braccio indicando il punto esatto in cui l'acqua ha sussultato, James si concentra sulla vibrazione cromatica che solo i suoi occhi possono percepire... @ James dopo qualche secondo l’increspatura che avete notato si trasforma improvvisamente in una visione da incubo. Dall'acqua nera emerge lentamente una creatura che sfida ogni simmetria naturale , un rettile anfibio lungo circa quattro metri, la cui pelle grigio-bluastra sembra bere la luce azzurra che permea la caverna. Il mostro solleva le sue due teste fuori dal pelo dell'acqua, rivelando occhi composti che brillano di una luce gialla malsana; con un movimento fluido e innaturale, l'essere striscia fuori dalla laguna, arrampicandosi sulle assi marcescenti del relitto. La cosa più inquietante, tuttavia, è il suo modo di spostarsi...la creatura sembra esistere in più momenti contemporaneamente. Mentre prende posizione sopra i resti della barca, la sua immagine trema e si sdoppia, lasciando dietro di sé scie temporali, come echi visivi del passato immediato, che svaniscono nel nulla dopo pochi istanti. Nonostante la sua mole imponente, non produce alcun rumore nell'acqua o sul legno... @ Tutti
-
Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Sento ancora il calore del braccio di Kaerith che mi ha sostenuta mentre il mondo oscillava sotto i colpi della stanchezza. Quel suo gesto, così terreno eppure così nobile, mi ha ricordato che non sono solo una servitrice della Luna, ma parte di un legame forgiato nel sangue e nella polvere. Ho visto la sua mano, abituata alla distruzione, farsi carezza sul volto di Alice; ho visto la forza della sua stirpe farsi scudo per i deboli. Quel titolo di Caporale che Chand ha pronunciato nel cortile è ormai solo un’eco che sbiadisce tra le strade di Baldur's Gate; oggi il mio unico giuramento è verso la Signora d'Argento. poi arrivati dal governatore le parole di Chand vibrano nell'aria carica di fumo, spogliate della rigidità del comando e intrise di una vulnerabilità che solo la vicinanza alla morte può generare. Sento il suo sguardo cercare il mio e capisco che non sta cercando la soldatessa che ero, ma la luce che ora rifletto. La Signora d'Argento tesse trame invisibili tra noi, e il cambiamento che lui scorge nei miei occhi non è che il riflesso del Suo argenteo splendore che inizia a rischiarare le ombre del mio passato... Non hai bisogno di chiederlo, Chand. La mia fede non è un velo per nascondersi, ma una fiamma che arde più luminosa dove il terrore è più fitto. Non camminerai solo nell'ombra, né permetterò che il santuario di Chauntea diventi un sepolcro. Selûne osserva, e noi siamo le Sue mani in questa notte senza fine. Volgo lo sguardo verso il Governatore, vedendo nelle sue ferite il sacrificio di chi non si arrende. Governatore, la vostra supplica è stata udita dal cielo prima ancora che dalle nostre orecchie. Accettiamo il fardello. Che la vostra armeria ci fornisca l'acciaio, ma sappiate che è la nostra volontà la lama che non si spezzerà. Mostrateci il cammino verso il tempio...
-
La luna crescente
Il silenzio nell'Ultimo Riposo diventa assoluto, rotto solo dal sibilo ritmico delle caldaie. Il monaco non apre bocca, ma poggia le dita nodose sulle estremità del cilindro di ossidiana. Improvvisamente, le rune incise sulla pietra iniziano a vibrare, emettendo un ronzio a bassa frequenza che fa tremare i boccali sul bancone. L’ossidiana sembra liquefarsi visivamente, diventando un gorgo di oscurità che risucchia la luce scarlatta della Grande Luna filtrante dalle finestre. Non è una voce umana quella che ne scaturisce, ma un fenomeno acusmatico: il suono sembra originarsi direttamente all'interno dei vostri crani, come se il metallo stesse grattando le pareti della vostra mente. Le parole emergono da un coro di mille sussurri distorti, sovrapposti in una cacofonia che si ricompone in un senso logico terribile: Quando il Cielo si farà Carne e la Terra si farà Spirito, tre nodi terranno avvinto il vivo al morto. Il primo nodo è il Sangue del Re tradito, che non bagna la terra ma la avvelena. Il secondo nodo è il Respiro del Drago di Ghiaccio, che non gela la carne ma il tempo stesso. Il terzo nodo è l’Occhio che non dorme, che guarda il Vuoto e lo chiama Fratello. Recidete la sutura, o il Faerûn diventerà l’ombra del suo stesso cadavere. Il rullo si arresta bruscamente, tornando freddo e inerte, lasciando un retrogusto metallico in bocca a chiunque abbia ascoltato. Il monaco inclina la testa, le narici che fremono come se stesse annusando l'essenza stessa delle vostre anime, e finalmente la sua voce reale, rauca e spezzata, si unisce al silenzio: Voi puzzate di destino. Portate addosso il calore di un sole che non esiste più, ma le vostre ombre sono già più lunghe di quanto dovrebbero essere. Tu che cerchi l’acqua pulita, cerchi l’impossibile: il sangue del Re tradito è ciò che scorre ora nei pozzi di Ouroboros. Se volete che il tempo torni a scorrere, dovete diventare le forbici del Fato. Prendetelo. È la bussola per i ciechi e la condanna per i vedenti. Valeria sa dove trovare il primo punto di sutura, anche se ha troppa paura per ammetterlo. Il monaco fa un passo indietro, restando immobile come una statua di cenere vicino alla porta, mentre Valeria, pallida come un marmo sepolcrale, evita il vostro sguardo e inizia a pulire ossessivamente lo stesso punto del bancone con uno straccio. @ Shamash @ Tutti
-
Il Tempo dei Perduti
Fratello Thann si ferma di colpo. Una boccetta di olio lenitivo gli trema leggermente tra le dita nodose mentre solleva lo sguardo su di voi, visibilmente confuso. Passa gli occhi stanchi dal volto di Akseli a quello degli altri, poi i suoi occhi cadono sul fagotto che custodisce il medaglione, e le sue pupille si stringono per il fastidio, come se la luce in quel punto della stanza fosse diventata troppo acida. Lente di... cosa? Sudario di Cenere? ripete, masticando le parole come se fossero sassi. Scuote la testa lentamente, e un piccolo sorriso imbarazzato gli increspa le rughe intorno alla bocca. Figlioli, io sono solo un umile guaritore. Ho passato la vita a ricucire carni e a invocare la benedizione di Oghma per scacciare le febbri, non a studiare i misteri arcani o le reliquie dimenticate. Si asciuga le mani su un panno pulito, ma il suo sguardo torna continuamente a fissare il punto in cui l'aria sembra vibrare attorno a voi. In tanti anni di servizio qui ad Highmoon, non ho mai letto questi nomi nei registri del Tempio, né li ho sentiti nominare nelle preghiere. Suonano come nomi... cupi. Nomi che non appartengono alla luce del sapere che cerchiamo di custodire qui. Si sporge un po' di più, e per la prima volta notate che non è solo stanco, è nervoso. Ma vi dico una cosa: non serve aver letto un libro per capire che ciò che portate con voi è... sbagliato. Sento il freddo che emana quell'oggetto perfino attraverso le bende. Mi fa prudere le dita e mi confonde i pensieri, come se cercasse di intrufolarsi nelle mie preghiere di guarigione. Fa un passo indietro, quasi involontariamente, incrociando le braccia sul petto come per farsi scudo. Lente, Sudario... non so cosa siano, e a dire il vero, la sensazione che ho in questo momento mi suggerisce che sarebbe meglio non saperlo affatto. Se sono oggetti legati a quello che avete lì... indica con un cenno del mento il fagotto...allora pregate che siano andati perduti per sempre. La conoscenza è un dono, ma ciò che sento in questa stanza non è conoscenza. È un sussurro che vuole solo consumare il silenzio. Si guarda intorno, a disagio, poi riprende i suoi strumenti con gesti più rapidi e meno sicuri di prima. Stanotte dormirò con una candela accesa, e vi consiglio di fare lo stesso. @ Tutti
-
Prima missione - Per una giusta causa
Mentre i tre fasci di luce azzurra tagliano l'oscurità della caverna, il silenzio torna a farsi denso. A una decina di metri dal camminamento di pietra nera, parzialmente sommersi dalle acque immobili della laguna, notate i resti di un'antica barca. Lo scafo è ridotto a poche ordinate di legno nerastro e marcescente che spuntano dalla superficie come le costole di un cadavere dimenticato dal tempo; il legno, ormai privo di colore e levigato dai secoli di umidità, giace incagliato tra i detriti minerali sul fondo della caverna. @ James @ Raskva @ Tutti
-
Servizio - Il Tesoro della Regina dei Draghi
Avanzamento di livello fatto .
-
Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Sento le parole di Chand risuonare nel cortile e, per un istante, il titolo di Caporale mi riporta lontano, tra le strade di Baldur's Gate e il metallo dei Pugni Fiammanti. Ma quella vita è un’eco che sbiadisce; oggi il mio unico giuramento è verso la Signora d'Argento. Mi stacco dalla parete, lasciando che la pietra fredda mi restituisca un briciolo di lucidità, e rispondo al Tenente con voce pacata...Arrivo, Chand... Rivolgo un ultimo sguardo rassicurante a Linan e un cenno carico di interrogativi silenziosi verso la Alice, poi inizio a camminare per raggiungere il gruppo. Mentre mi muovo tra la folla di feriti e soldati, pulisco alla meglio il mio simbolo sacro dal fango e dal sangue; non sono più un soldato di ventura, ma una chierica che porta luce nel cuore di questa notte tormentata. Affianco Kaerith , Chand, e Gib , pronta a dirigermi verso il Governatore Nighthill. Mi sistemo la tunica bagnata , cercando di recuperare un contegno che nasconda l'estrema spossatezza che mi preme sulle spalle. Sento il peso della responsabilità: abbiamo portato queste persone al sicuro, ma la vera prova deve ancora iniziare.
-
Topic di Servizio
@Albedo @Fezza @Monkey77 @Theraimbownerd Almeno uno di voi deve postare perchè io vada avanti .
-
Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Il tonfo sordo delle sbarre di quercia che si incastrano nei supporti di ferro è il suono più dolce che abbia sentito da ore. Siamo dentro. Siamo al sicuro, almeno per ora. Sento le ginocchia cedere sotto il peso della stanchezza mentre osservo il Sergente rialzarsi. La scia di sangue sul muro alle sue spalle è un macabro promemoria di quanto sia andato vicino alla fine, ma la mia preghiera lo ha raggiunto in tempo. Lo guardo scacciare i giovani chierici accorsi con le borse mediche; il suo ruggito rauco, che ordina di dare priorità ai suoi uomini, è il segno inequivocabile che il vigore è tornato in lui. Mi concede un cenno secco, un riconoscimento silenzioso tra soldati di campi diversi, prima di sparire tra il caos dei comandi. Sotto di me, sento il corpo di Linan scosso dai brividi, ma non sono più quelli della morte. Quando i suoi occhi incontrano i miei, vi leggo uno stupore così puro da farmi quasi dimenticare il bruciore alle braccia. Mi abbraccia con una forza che mi mozza il fiato, sussurrando ringraziamenti che si perdono nel rumore della fortezza. Le accarezzo i capelli, sporchi di polvere e pioggia, sentendo il cuore battere regolare sotto la camiciola rammendata dalla magia. Mi guardo intorno, cercando di riprendere fiato. La mia attenzione viene catturata da Alice. La vedo seduta, mentre Kaerith con mano ferma e brutale spezza la freccia nella sua gamba. Mi preparo mentalmente a un'altra invocazione, cercando nel profondo del mio spirito un'ultima scintilla di potere per lei, ma poi mi fermo, immobile. Un tenue bagliore, argenteo e delicato come la luce della luna che filtra tra le nubi, emana dalla sua ferita. In pochi istanti, la carne si richiude da sola. Sorrido debolmente, stringendo il mio simbolo sacro tra le dita ancora sporche. Sì, Alice...sussurro tra me e me, con il cuore che batte un po' più forte nel petto...pare proprio che la Signora abbia scelto te come sua messaggera ancora una volta. Mi rialzo a fatica, appoggiandomi alla pietra fredda della fortezza per non barcollare. Il cortile è un caos di lamenti e ordini gridati, ma quel piccolo miracolo silenzioso ha riacceso in me una scintilla che la stanchezza non può spegnere...
-
Gli eroi senza tempo
Eleanor Studridge @ Sulla spiaggia (un luogo comodo dove seppellire un cadavere o due) @ DM
-
Topic di Servizio
Bene , la puoi postare nelle sezione apposita , grazie .
-
Gli eroi senza tempo
Eleanor Studridge Sulla spiaggia @ DM
-
[TdG] Battesimo di Fuoco
Nihnel Dhak Nihnel rimase immobile per un istante, la benda color osso che sembrava quasi brillare nella penombra della grotta. Mentre Selene le parlava, la voce della compagna giungeva alle sue orecchie come un suono attutito dall'acqua; per Nihnel, la vera vista era altrove. Il Sussurro non mentiva mai. Ignorò le parole di Selene sulla fuga e si concentrò sulla porta di legno grezzo a destra, quella verso cui il vecchio goblin aveva strisciato con le sue ultime forze. Sollevò leggermente il mento, come se stesse annusando l'aria, ma erano le sue fibre interiori a tendersi verso l'ignoto. .Il silenzio di quella stanza non è pace, Selene...mormorò Nihnel, la voce calma e monocorde dei monaci dell'Essenza Invisibile...C'è un movimento dietro quel legno. Passi pesanti, cadenzati... ma è un’esistenza vuota. Non sento il calore del sangue, né il ritmo del cuore. È un’eco senza vita. Poi, la sua espressione mutò. Un brivido leggero le percorse le spalle nude, facendola voltare leggermente verso le profondità delle altre gallerie. Le dita della mano destra sfiorarono l'elsa della sua arma, pronte a scattare in quella danza che non necessitava di luce. ... E sotto di noi... la terra non è ferma. ... continuò, quasi in un soffio, avvertendo il brulicare lontano che faceva vibrare la pietra sotto le sue piante dei piedi. ... Qualcosa di immensamente più vasto si muove nelle radici di questo luogo. Non siamo soli...
-
Prima missione - Per una giusta causa
Il sussurro di Raskva muore all'istante, ma questa volta non è il silenzio a inghiottirlo, bensì un cupo rombo sotterraneo che sembra nascere dalle radici stesse della scogliera. James, con la visione magica ancora attiva, vede il sale dorato nei solchi dell'altare accendersi di una luce livida: i glifi a spirale iniziano a ruotare su se stessi con un suono stridente di pietra che morde la pietra. Vi rendete conto troppo tardi che questa cella non è una stanza, ma un meccanismo. Senza un solo scossone, la gravità sembra farsi più pesante mentre l'intero blocco di granito inizia a scivolare verso il basso. Attraverso le sottili intercapedini delle pareti, vedete la roccia della scogliera sfilare verso l'alto con velocità vertiginosa: state scendendo nel cuore della terra. Il silenzio assordante che prima vi opprimeva viene sostituito dal boato dell'acqua che preme contro la roccia esterna, un ruggito oceanico che vibra nel pavimento sotto i vostri stivali. Dopo una discesa che sembra durare un’eternità, la stanza si arresta con un rintocco metallico che vi scuote fin nelle ossa. L'aria cambia istantaneamente: non è più l'aria stantia della magione, ma è densa, carica di una salsedine antica e di un freddo che sa di abissi mai toccati dal sole. L’occhio con le tre pupille sull'altare ora brilla di un azzurro intenso e proietta tre fasci di luce contro la parete di fondo. Sotto quell'illuminazione innaturale, il granito liscio si divide in tre sezioni che scivolano via silenziosamente, rivelando ciò che si trova nelle viscere della scogliera. Davanti a voi si apre una caverna ciclopica, dove il mare entra lateralmente formando una laguna sotterranea dall'acqua nera come l'inchiostro. Al centro di questo spazio, sorgono resti di un'architettura che non ha nulla di umano: pilastri inclinati, coperti di incrostazioni marine che brillano di una debole bioluminescenza, circondano un secondo altare, molto più grande, che emerge dalle acque come il dorso di una creatura addormentata. @ Grotta e rovine @ Tutti
-
[TdG] Shattered Star - Parte 2
Aurora Gentileschi Alla vista delle due sbuffo assumendo un espressione un pò delusa... poi con un rapido movimento di mano senza dire una parola passo al bacchetta ad Esmera... dopo mormoro alcune parole arcane ed una frusta composta da una miriade di minuscoli ragnetti mi appare in mano... @ DM
-
Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Il ferro del portone ha appena finito di vibrare che già il cortile puzza di morte. Il mio sguardo saetta tra i feriti: Alice stringe la gamba, ma il Sergente Panzorith è quello che sta scivolando via più velocemente, una scia di sangue che segna il suo definitivo commiato contro la pietra fredda. Non posso permettere che il comandante della difesa cada proprio ora. Sollevo il braccio verso di lui, puntando il simbolo sacro mentre la mia voce sovrasta il caos dei soldati che corrono sulle mura: Sotto la scia delle stelle, si chiuda la ferita! La scintilla d'argento della mia parola attraversa l'aria come una stella cadente, colpendolo in pieno petto. Vedo il Sergente sobbalzare, i suoi occhi velati ritrovare un barlume di lucidità mentre il potere di Selûne agisce come un balsamo invisibile sulle sue ferite interne. @ DM Ma non ho un istante da perdere. Mi volto e mi avvento su Linan, che sta letteralmente annegando nel proprio sangue. Le crollo accanto, ignorando il fango e l'acqua che ancora mi inzuppano. Le premo le mani sul torace, proprio dove la freccia ha squarciato la tunica e la carne. Per la luce di Selûne, torni la vita dalle tenebre! @ DM Incanalando il mio potere sulle sue ferite, sento un calore bianco e purissimo sprigionarsi dai miei palmi. È un'energia densa, vitale, che si spinge in profondità nel suo petto per rammendare il polmone e fermare l'emorragia. Il rantolo di Linan si interrompe bruscamente e lei spalanca gli occhi, riprendendo a respirare con un sussulto violento, mentre il colore torna lentamente sul suo viso spettrale. Sono esausta, le mie riserve divine iniziano a vacillare sotto il peso di questa notte...
-
La luna crescente
Valeria poggia il boccale con un colpo secco sul legno del bancone, un suono che sembra l'unico punto fermo in quella città di cenere. Vi scruta uno a uno, soffermandosi sulla luce scarlatta che ancora danza nelle vostre iridi, riflesso di quella Grande Luna che sembra non voler mai abbandonare chiunque calpesti il fango di Ouroboros. Abbozza un sorriso amaro, uno di quelli che solo chi è sopravvissuto a lungo in questo luogo può permettersi. Interessanti, eh?...ripete, la voce che gratta come carta vetrata sulla seta, rispondendo alle parole di Shamàsh e Fiore della Giungla...Vesper non trova mai nulla di interessante che non abbia il potenziale per esplodere o per cambiare il corso di un destino già segnato. Se ha indugiato su di voi, significa che avete attirato l'attenzione di qualcosa di molto più vecchio e affamato della semplice curiosità alchemica. Si volta poi verso Devras e Zarath, che già controllano i propri averi pronti a rimettersi in marcia. Ripartire per dove, guerriero? Fuori non c'è un'alba che vi aspetta. In questa terra il sole è un mito dimenticato e il tempo non scorre, ristagna come l'acqua nei polmoni di un moribondo. La Grande Luna Rossa non tramonterà mai; resterà lì, immobile allo zenit, a vomitare il suo veleno scarlatto finché le pietre non diventeranno polvere. Qui è sempre notte, ed è sempre questa notte. Infine, incrocia lo sguardo di Selyra , Valeria ridacchia, un suono secco. Un bagno caldo? Qui l'acqua pulita è più rara del perdono divino, e quella che abbiamo bolle grazie a scambiatori alchemici che fischiano come anime tormentate. Ma per voi farò un'eccezione... se non altro per non far puzzare tutta la sala di laboratorio . Ma non aspettarti che lavi via il colore del cielo dai tuoi pensieri. Si sporge in avanti, abbassando la voce sotto il fischio delle caldaie, proprio mentre state consumando il pasto al bancone. Il Vecchio vi ha detto che potevo aiutarvi? Tipico di lui. Mi occupo di chi non ha più un posto dove andare, ma se cercate una via d'uscita da questo piano che non passi per la tomba... beh, dovremo parlarne con calma, lontano da orecchie indiscrete. Sedetevi. Mangiate. Le ombre sono meno affamate quando hai la pancia piena e i sensi vigili. Proprio in quel momento, il pesante portone di quercia nera dell'Ultimo Riposo sussulta, colpito da una forza che non ha nulla di umano. Un rintocco metallico vibra nelle ossa di tutti i presenti e la porta si spalanca lentamente, lasciando entrare un refolo di aria satura di zolfo e polvere di ossidiana. Sulla soglia appare una figura che sembra fatta della stessa sostanza delle ombre esterne. È un monaco, le vesti logore intrise di cenere e sangue secco. Una benda di seta nera gli copre gli occhi, ma è il modo in cui le ferite da Cenere di Vuoto gli scavano la pelle a gelare il sangue: solchi grigiastri che sembrano pulsare di una luce spenta. L'uomo avanza con una grazia innaturale, ignorando Valeria che stringe un coltello sotto il bancone. Si ferma proprio dietro di voi, al bancone, la testa leggermente inclinata come se ascoltasse il battito dei vostri cuori. Dalle pieghe della tunica estrae un cilindro pesante, un Rullo di Ossidiana inciso con rune che sembrano assorbire la luce scarlatta della sala. Il mondo sta urlando perché è cucito a un cadavere, e solo recidendo i tre punti di sutura si può liberare la vita. ... la sua voce è un sussurro raschiante che pare provenire dal profondo di una tomba. Posa il rullo sul bancone, tra i vostri boccali. Il contatto del metallo sulla pietra produce un suono sordo, definitivo. Il monaco resta immobile, in attesa, come se le sue orecchie soprannaturali stessero già "ascoltando" la vostra reazione... @ Tutti
-
Il Tempo dei Perduti
Vi lasciate alle spalle il frantoio mentre la neve torna a cadere fitta, stendendo un velo bianco sulle macerie e sul puzzo di bava corrosiva. Il freddo pungente delle Valli vi morde il viso, ma il peso del medaglione che portate con voi sembra gelare l'aria stessa: emana una vibrazione sorda che si propaga dalle mani di Akseli fino alle ossa di ognuno di voi, un battito viscido che sembra voler scandire il ritmo del vostro respiro. Siete d'accordo sul non distruggerlo, ma la sua sola vicinanza vi infonde un’inquietudine profonda, come se l'oggetto stesse attivamente osservando i vostri pensieri mentre cercate di collegarlo alla Lente e al Sudario menzionati nel diario. Rientrate ad Highmoon verso le sette di sera, dopo una marcia faticosa tra i cumuli di neve. Le strade sono silenziose e il Tempio di Oghma vi accoglie con la quiete del dopo cena: i chierici hanno già lasciato il refettorio e le ombre si allungano tra le alte navate. A intercettarvi nel corridoio è Sorella Elara, intenta a spegnere le ultime lampade , vedendo i vostri volti provati e le carni martoriate, chiama subito Fratello Thann, un guaritore anziano che si stava ritirando nei suoi alloggi. Venite condotti in una saletta riscaldata, dove Thann inizia a mormorare preghiere di guarigione. Mentre il calore della magia divina chiude i vostri squarci e lenisce lo sfinimento, la presenza del medaglione nella stanza sembra distorcere la luce delle candele, rendendo l'atmosfera densa e irrespirabile... @ Tutti
-
Topic di Servizio
@Theraimbownerd La pozione ti cura 3 ferite .
-
Servizio
A mio parere per come sto giocando il personaggio non devo ricevere punti esperienza ne avanzare di livello perché non sto aiutando in alcun modo lo svolgersi dell'avventura.
-
Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong l freddo dell’acqua che ancora cola dalla mia armatura passa in secondo piano quando il corno del barbacane squarcia l'aria. Mi porto rapidamente sui fianchi di Alice e Linan, cercando di riacquistare la dignità di una chierica di Selûne dopo il disastro nel fiume. Il bagliore improvviso che ci investe, come un raggio di sole fuori tempo massimo, ci espone ai difensori ma ci salva dalle loro frecce. Vedo le guardie sbracciarsi freneticamente verso ovest: non servono parole per capire che il tempo è scaduto. Rimanete unite! Non guardatevi indietro!...grido ad Alice e agli altri civili , cercando di sovrastare il fragore del torrente e il vociare che Gib ha sentito venire dal paese. Mentre usciamo allo scoperto, il muro di scudi e lance che si compatta davanti al portone mi trasmette un senso di urgenza brutale. Il sergente, una figura d'acciaio dietro le barricate, ci investe con un comando che non ammette esitazioni. Il suo urlo è un tuono. Vedo i miei compagni scattare e io faccio lo stesso, ignorando il peso dell'armatura e il fango che schizza sotto i miei stivali. Punto dritta verso quella linea difensiva, il martello stretto in pugno e lo sguardo fisso sulla salvezza delle mura, pronta a tutto...
-
TdG - Avventure in DnD 3
Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tielfing (nata da genitori elfi) stregona sangue di drago Almeno ora sappiamo chi ha ucciso il ragazzo...dico rivolta ai miei compagni poi mi rivolgo al prigioniero...prima brancolavamo nel buio senza dei veri indizi su che direzione prendere...ci avete fatto un favore... e non è che siete stati voi a far scomparire alcuni libri dalla biblioteca dell'accademia? se fosse di si io starei cercando dei libri sulle profezie apocalittiche e mi farebbe piacere poter consultare quelli spariti dalla biblioteca...
-
Uccisori di Giganti - Gruppo Unico
Mevrah , the Witch Sento il peso rassicurante della maschera di legno sul volto, quel ghigno demoniaco che ormai è più mio della mia stessa pelle. Attraverso le fessure strette degli occhi, il mondo assume una sfumatura più cupa, più vera; vedo Orrac e Lexander non come compagni, ma come pedine che si muovono in una farsa che sta per diventare tragedia. Inclino la testa di lato, e il demone intagliato sembra ridere silenziosamente della loro nobile preoccupazione. Porto una mano a sfiorare il bordo rugoso del legno, sentendo le vibrazioni del male che vi ho infuso. Singolarmente siamo più deboli , non ha senso dividersi...dico cercando di sembrare convincente... e poi io mi devo riposare almeno un paio di ore , devo recuperare gli incantesimi ed i poteri che ho usato oggi se voglio essere al massimo quando attaccheranno , ma se dovessero attaccare prima venitemi pure a svegliare farò quello che potrò... perciò se non avete nulla in contrario vado a cercarmi un posto dove riposare , credo in una locanda qui vicino , farò mandare qualcuno ad avvisarvi sul dove mi trovo ... a più tardi... Con un gesto fluido del mantello, mi volto, lasciando che il ghigno della maschera sia l'ultima cosa che vedono prima che io svanisca tra le ombre dei vicoli verso la porta nord. Il legno della maschera sembra quasi scaldarsi contro la mia pelle, eccitato dalla promessa di violenza che satura l'aria.