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Jack Ryan

Circolo degli Antichi
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  1. Credo che i nomi siano "significativi" (intendo nomi direttamente collegati all'importanza del posto) solo quando sono nuovi. A distanza di secoli il significato originale del nome spesso va perso, a meno che il motivo dell'importanza non sia perdurato. Quindi i nomi "significativi" saranno comunque pochi. Di più saranno i nomi significativi "composti", quelli formati da vere e proprie frasette, del tipo (esempio scemo) "Vallata del Cotone" per una valle famosa per i suoi sterminati campi di cotone. Infine spesso l'importanza di un nome non deriva dal suo significato in sé, ma gli viene conferita dal luogo a cui si riferisce, divenuto saldamente importante nell'immaginario comune per la sua storia. Ad esempio se Roma anziché essere quello che è fosse un paesucolo di condomini sorto l'altro giorno come Milano2, il nome "Roma" di per sé non significherebbe nulla.
  2. Dipende: in primis seguo abbastanza i principi che tu stesso hai enunciato: alla stessa popolazione cerco di dare nomi omogenei per sonorità. Al tempo stesso se una certa civiltà che inserisco dovesse essere ispirata ad una civiltà realmente esistita spesso inserisco nomi dello stesso tipo (rigorosamente diversi da quelli reali, però). Quasi sempre ammetto, nel caso di elfi e nani, di farmi influenzare dalle lingue concepite da Tolkien, che ha influito pesantemente sul mio immaginario. Poi, soprattutto per gli umani, dipende molto dall'evoluzione storica dell'ambientazione che ho in mente. Ad esempio: gli umani hanno conosciuto un'epoca come quella che noi oggi definiamo "classica"? Allora i loro toponimi potrebbero essere latineggianti. Oppure per loro la "lingua della cultura" (come è stato per secoli il latino in Europa dopo i romani) è l'elfico? Allora avranno dei nomi più "ordinari" di quelli degli elfi veri e propri, ma comunque di stampo elfico (i toponimi solitamente, se non sono recenti, si rifanno a lingue "colte" della popolazione che li ha ideati, magari distorti con il tempo. Esempio banale del mondo reale: Mediolanum->Milano). Oppure umani e nani sono stati a contatto pacifico per secoli? Allora i termini umani avranno assorbito suoni naneschi. Presupponendo che il popolo "flessibile" sia quello degli umani e non i nani. Nazioni umane da lungo tempo separate potrebbero a loro volta aver sviluppato dialetti o vere e proprie lingue differenti in seguito alla loro storia, e così via. Conta comunque che, nonostante i vari sconvolgimenti, i nomi solitamente hanno origini antiche. Le varie catastrofi fanno dimenticare il motivo alla base di un nome, ma non il nome in sé, che spesso rimane.
  3. Direi che le Marche d'Argento sono un territorio molto vasto e di frontiera: per analogia, immaginati l'Alaska e il Klondike della corsa all'oro: monti (il confine Nord delle Marche è il Dorso del Mondo, ma ci sono molte altre catene), grandi foreste di conifere, fiumi selvaggi. Contengono tuttavia alcuni insediamenti di una certa dimensione, come Silverymoon (e qui il riassunto che ti hanno postato spiega a dovere). Sono però insediamenti piuttosto distanti tra loro e, a parte per l'appunto Silverymoon, sono comunque relativamente piccoli. A ridosso del Dorso del mondo ci sono Mithral Hall e Cittadella Adbar: la prima è un vecchio regno nanico rioccupato solo da qualche decennio (e quindi molto più piccolo di un tempo), la seconda è più che altro una grande fortezza (sempre di nani degli scudi, di clan differenti pero da Mithral Hall). Poco più a sud sulle montagne Rauvin (una catena parallela al Dorso del Mondo)c'è cittadella Felbarr, a sua volta una fortezza di nani (più piccola delle altre due). Tutti e tre gli insediamenti molto anticamente facevano parte del Delzoun, un enorme regno nanico scomparso da secoli e che ha lasciato molte rovine e vie dimenticate, soprattutto nel sottosuolo, però. Nel Bosco della Luna, tra Mithral Hall e Felbarr, abitano diversi clan di elfi, pur senza un vero e proprio regno organizzato. Verso Est le Marche confinano con l'Anauroch, il deserto sorto al posto dello scomparso Netheril, ai cui margini vi sono perciò ancora molte rovine Nehteresi. Nella parte centrale delle Marche ci sono Sylverymoon, verso Ovest, e Sundabar (una città fortificata di umani molto legati a nani, però) verso Est. Everlund a sud (ai margini della grande foresta) e Nesmè a est (verso la costa della spada) sono entrambi insediamenti sorti su rotte commerciali, e sono i paesi più collegati al resto del Faerun. Su tutte le Marche incombe la perenne minaccia delle orde di Orchi, che periodicamente calano dalle montagne. Attualmente sono comandati da re Obould, che sta riuscendo a riunire tutti i clan insieme, allo scopo di calare sulle Marche e fondare una nazione orchesca. In particolare vorrebbe riconquistare Cittadella Felbarr, da lui occupata per molti anni, prima della recente riconquista da parte dei nani. Le Marche sono anche popolate dalle tribù umane Uthgard. Si tratta di nomadi umani più o meno civilizzati, a seconda delle tribù. Sono un po' una via di mezzo tra i vichinghi e gli indiani d'America. Ogni tribù ha un animale totem che la contraddistingue. Uno dei luoghi per loro più sacri è il pozzo di Beorunna, situato a Nord a ridosso delle montagne, presso il quale staziona la più stanziale delle tribù (quella del Leone Nero mi pare). Spero siano informazioni utili.
  4. Senza alternative per infinocchiare il marilith, anche io, interpretando il paladino, mi sacrificherei per il gruppo, facendo anche in modo di favorirlo, nel frattempo (distraendo/tenendo in qualche modo impegnati i demoni). Al posto della chierica invece non saprei, non riesco bene ad inquadrarla.
  5. Auguri, anche se con un po' di ritardo, Dusdan!
  6. Adesso non vorrei dire una stupidata, ma sul manuale dei livelli epici (che purtroppo non posso consultare ora) non c'era, per l'appunto, un mostro che era un pianeta di per sé? Io prenderei le mosse da quello.
  7. Le probabilità sono decisamente troppo benevole, direi.
  8. Credo piuttosto che l'abbiamo fatto per riallacciare i Faerun alla 4^ edizione che ha una magia piuttosto diversa dalle edizioni precedenti. Infatti se ben mi ricordo la storia dei FR 4E fa un salto di 100 anni in avanti per giustificare il mutamento. Mi è abbastanza dispiaciuta come cosa. PS: ricorda che i FR sono, originariamente, una creazione di Ed Greenwood, non di Gary Gygax
  9. Una manna dal cielo... santa subito! Grazie davvero
  10. Immagino sia una cosa estremamente variabile in funzione del livello magico, burocratico e tecnologico della regione in cui i pg si trovano. Esempio: Cormyr. Trattasi di uno stato di stampo medievaleggiente piuttosto urbanizzato e popolato: i nobili avrebbero i loro servitori: se un nobile avesse una missiva da inviare direbbe ad un suo scudiero, o a un suo fido collaboratore se si trattasse di qualcosa molto importante, di prendere la missiva, saltare su un cavallo e recapitare. Questo naturalmente senza magia a portata di mano. L'apparato statale potrebbe essere organizzato sul modello romano: locande con stazioni di cambio dei cavalli, dotate anche di piccola guarnigione, a distanze abbastanza regolari lungo le strade principali del regno. Nonostante la magia, sarebbe impensabile che tutte le scartoffie statali passino per incantesimo (anche perché non rimarrebbe traccia scritta e tangibile: verba volant, scripta manet). La popolazione comune in grado di scrivere e leggere sarà comunque scarsa, visto il tipo di ambientazione, ma ci saranno degli scrivani. Per tutte queste persone, pagarsi i servizi di un mago dovrebbe essere fuori discussione (costo eccessivo!). Ci sarebbero però collegamenti periodici con un servizio postale (non più frequenti di settimanali, però) almeno tra le località più importanti. Per il resto ci si affiderebbe a chi viaggia su rotte regolari per lavoro: mercanti che fanno la spola. Esempio 2: Marche d'Argento. Trattandosi di terra di frontiera, posto che la gente che conta avrebbe comunque accesso diretto o indiretto alla magia e/o ai necessari servitori/corrieri, un regolare servizio postale per la gente comune non esisterebbe per niente. O trovano qualcuno come un mercante o un viaggiatore che gli fa un favore e porta la lettera, oppure nisba. Il volume di missive circolanti, comunque, sarebbe molto minore, se non altro perché anche gli scrivani sarebbero merce rara, al di fuori delle città principali. etc. etc. etc.
  11. Sono d'accordo sul fatto che a quel livello l'incontro diretto col dio (che sia vero/sotto false sembianze/in sogno) sia un po' esagerato. Tuttavia potrebbero essere adeguate delle spinte "impersonali". Ci sono un po' di alternative secondo me. Sarebbe credo anche necessario valutare se, pur non mostrandosi in prima persona, Torm, a livello teorico, sia davvero o meno interessato al fatto che il pg conservi la sua fede (ragionando in via ipotetica: se un celestiale qualsiasi avesse visto la storia del chierico, e la esponesse al dio, questi che ne penserebbe?). 1) Sogno allegorico: Torm dopo il periodo dei disordini è visto dal popolo come il nemico giurato di Bane (lo ha ucciso, sacrificandosi, ed in seguito è stato risuscitato da Ao per il coraggio e l'eroismo mostrato). Il personaggio potrebbe sognare un guanto d'arme argentato (il simbolo di Torm) che impugnando una spada infrange un suo analogo nero (il simbolo di Bane). In un secondo momento, sempre nel sogno, il personaggio si accorgerebbe che il braccio chiuso nel guanto d'arme non sarebbe altro che il suo stesso braccio. Al suo risveglio, il personaggio, a maggior ragione se cresciuto con la convinzione di avere un destino importante, dovrebbe tendere ad interpretare il sogno come un segno del suo dio ad indicargli di essere uno strumento di Torm con una funzione importante nella lotta contro la Mano Nera. 2) Segno tangibile: all'alba, quando il pg si sveglia per le preghiere mattutine (i chierici di Torm lo pregano per l'appunto all'alba), trova, chiuso nel suo guanto d'arme stretto a pugno, un oggetto sconosciuto. Apparentemente sembra in tutto e per tutto una scaglia di un drago d'oro (come è la cavalcatura di Torm). Il personaggio dovrebbe interpretare questo segno analogamente al sogno, senza però ricollegare necessariamente la cosa a Bane. 3) L'alternativa più complessa sarebbe semplicemente far trovare il personaggio in condizione di salvare degli innocenti. Magari la cosa risulterebbe impossibile senza l'utilizzo dei suoi incantesimi. Al momento dei saluti, uno dei salvati, magari un anziano dall'aria saggia, mostra di essere un fedele di Torm, magari ringraziando il personaggio lodando il dio e donandogli un suo simbolo sacro, dicendogli qualcosa del tipo che un chierico intrepido come lui è certamente un angelo inviato da Torm etc. etc. In questo caso, dovrebbe constatare con i suoi occhi che può ancora servire la causa del dio più che a modo.
  12. Ciao! Ti rispondo qui perché hai la cartella dei pm piena fino all'orlo! Avevo visto e letto sulla concezione del tempo. Purtroppo sono in un periodo un po' a corto di tempo libero, e la mia risposta che vorrei mandarti non è brevissima. Appena racimolo un po' di... tempo (giusto per stare in tema! :D) ti rispondo a dovere. Grazie mille in ogni caso! :bye:

  13. In effetti se ci sono questioni simili in sospeso, confesso che il bandire ulteriori concorsi non sarebbe il massimo, almeno a mio parere. Tuttavia un concorso nuova avventura non mi dispiacerebbe affatto, una volta chiuse le cose lasciate a metà.
  14. Sono curioso: nella concezione da te utilizzata, se ho capito bene, servono almeno 10 secondi per introdurre un cambiamento rilevante in una linea temporale, e quindi in ogni ora si possono annidare fino a 360 possibili punti di variazione consecutivi. Ma perché 360 linee? Ad ogni punto di variazione la scelta potrebbe essere multipla, (non solo A o B, ma anche C, D e quant'altro), e questo aumenterebbe le linee possibili (rimanendo sempre nell'abito delle linee originatesi nello spazio di un'ora dalla stessa situazione iniziale). Peraltro se la scelta fosse sempre del tipo "A o B" in un'ora si potrebbero percorrere 2^360 percorsi diversi. Oppure è possibile che delle linee temporali comincino in istanti sfasati (ad esempio, la linea B differisce dalla A a partire dal 10° secondo, mentre la linea C ne differisce dal secondo numero 7). Quindi, anche con il vincolo che ci vogliano almeno 10 secondi per creare una deviazione, il numero di linee che possono divergere in un'ora non sarebbe comunque infinito?
  15. Il locandiere è in combutta con gruppo di mercenari che stazionano nei pressi della locanda: questi offrono a prezzi elevatissimi protezione alle carovane. "Casualmente" le carovane protette da loro evitano assalti, o li respingono con facilità. Oppure: qualcuno, in possesso di qualcosa che il locandiere (lui personalmente, o forse su commissione di qualcuno) desidera disperatamente vuole fare uscire quel qualcosa dalla città in segreto: gli attacchi alle carovane sono in realtà in caccia di questo qualcosa. Il qualcosa in questione potrebbe essere un contratto, una dama data in sposa a qualcuno di importante come parte di un accordo tra potentati vicini, un oggetto raro e prezioso pegno di un grosso accordo commerciale, un testimone in grado di evitare che scoppi una guerra etc. etc.
  16. Congratulèscion per gli esami, grandissimo! :mrgreen:

  17. Vorrai dire La fine dell'Eternità. Timeline è lo stesso del film, è un libro di Michael Crichton.
  18. Ma il fatto (saggio!) di usare due linee temporali distinte ti salva abbastanza dalla maggior parte dei paradossi veri e propri: i paradossi temporali propriamente detti sono solo cose tipo diventare il nonno di sé stessi (cit.) scomparire perché si impedisce l'incontro dei propri genitori (cit.) etc. etc. Le difficoltà sono in realtà ridotte a valutare le ripercussioni delle azioni dei PG (compiute nella linea alternativa 10 anni nel passato) sul tempo presente della linea alternativa. Ma se la loro capacità di spostamento è solo da "linea primaria - presente" a "linea alternativa - 10 nel passato" non ce n'è bisogno. Rimarrebbe comunque la questione del non violare la legge imposta dai cronomanti: considera però che se i PG sono a conoscenza della legge dei viaggi nel tempo, e la accettano, in teoria loro stessi dovrebbero stare abbastanza attenti per conto loro. Inoltre puoi anche adottare la seguente concezione del tempo, secondo me abbastanza plausibile: la Storia è determinata da pressioni sociali ed eventi naturali a scala molto molto più grande del singolo. Solo in casi molto molto particolari tali forze si concentrano nelle mani di singoli. Ad esempio: anche senza Giulio Cesare, in un modo od in un altro la Repubblica avrebbe subito comunque la trasformazione in Impero, più o meno nella stessa epoca, perché "i tempi erano maturi". Questo conferisce al corso degli eventi una sorta di stabilità: ritornando all'esempio del fiume, un sasso devia la corrente solo per qualche metro, una frana può deviare tutto il corso del fiume. Per porre rimedio ad una macro deviazione, i cronomanti sarebbero allora disposti a tollerare dei microdisturbi causati dai PG (riassorbibili in qualche decennio o secolo), consapevoli del fatto che, a meno di coincidenze molto improbabili, questi non si troveranno nella possibilità di causare a loro volta deviazioni su larga scala. Inutile dire che, trattandosi di una campagna di D&D queste coincidenze altamente improbabili si verificheranno, in barba ai cronomanti, in modo da mettere il destino delle linee temporali nelle mani dei pg. In ogni caso, nonostante l'improbabilità, i cronomanti prenderebbero comunque qualche precauzione: il ritorno ogni 10 giorni potrebbe essere un check per valutare le azioni dei PG, in modo da sospendere le operazioni se questi esagerassero; allerterebbero inoltre il residente in quell'epoca/linea facendo in modo che questi controlli i personaggi a loro insaputa, in maniera da bloccarli se le loro azioni dovessero provocare la nascita di ulteriori zone fuori fase. Per quanto riguarda il libro del destino, la sua infallibilità deve essere necessariamente posta in discussione, considerando proprio il fatto iniziale di macroanomalia che costituisce il motore della vicenda.
  19. Il tempio del male elementale non era D&D 3.0 a turni? Ma forse sono io che mi ricordo male.
  20. Se parli del manuale 3/3.5 di D&D la dimensione dei draghi in base all'età (piccolo, medio, grande, enorme etc.) è riportata nella descrizione alla voce "Avanzamento".
  21. Devo dire che anche io trovo questa serie niente male: trame, regia, sceneggiatura e atmosfera girano bene; unica cosa che non mi è piaciuta, certi attori (in genere non tanto tra i protagonisti, ma tra i vari personaggi che si alternano di volta in volta), che ho visto recitare in modo davvero un po' mediocre. Brutto, perché quando capita l'effetto è straniante. In ogni caso è davvero un peccato che l'abbiano sospeso: era davvero una bella novità tra le tante orrende produzioni italiche.
  22. Io attendo una recensione soprattutto sulla sua efficacia come alternativa alle dispense universitarie stampate: usabilità nello studio, visione di immagini, grafici, tabelle e formule matematiche, necessità, opportunità e/o efficacia di conversione di un pdf A4 impaginato con latex. E' un tipo di utilizzo a cui anche io sono piuttosto interessato.
  23. Di taglia un po' più grande ci dovrebbe essere in giro anche il QUE reader di plastic logic: dovrebbe essere da 10.5''. Però è anche anche costosetto (per via dei vari gadget di serie, partiva da 650$) e non son sicuro della reperibilità in Europa.
  24. Ah, l'amabile funzione "cerca"! Questo potrebbe darti una mano: http://www.dragonslair.it/forum/threads/35200-Suggerimenti-Underdark-Assaltare-un-Casato-Drow?highlight=casato+drow
  25. Non avrei mai osato proporre modifiche troppo incasinate da apportare. Eccezziunale veramente!
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