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Fezza

Circolo degli Antichi
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  1. DM Senti il puzzo del carbone bagnato che ti riempie i polmoni, un sapore di ruggine e fango che non ti lascia mai. Sei un’ombra tra le ombre, accovacciata dietro una pila di assi marce che trasudano umidità. Il tuo sguardo è fisso sulla porta del Saluto di Mezzanotte. Li hai seguiti quella notte, passo dopo passo, respirando la loro stessa scia di morte finché non sono spariti dentro quel covo di peccatori. Hai aspettato che l'alba livida di Lago Diamante schiarisse il fumo delle fonderie, immobile come una preda che attende il momento del balzo. Poi, finalmente, la porta cigola. Escono. Il nano e la donna. Sotto la luce grigia del mattino sembrano diversi, meno spettrali ma più letali. Non vedi asce o archi spianati, non sono stupidi, le guardie di Cubbin hanno la forca pronta, ma vedi come si muovono e verso dove. Inizi a muoverti. Sei un fantasma nel caos della Vena. Ti confondi tra i minatori che tossiscono fango, mantenendo sempre quella distanza di sicurezza che hai imparato cacciando tra i crinali. Li talloni mentre risalgono la via principale, le loro sagome che fendono la folla di disperati come una lama nel grasso e si stanno dirigendo verso un'abitazione per te inaspettata.. quella di Balabar Smenk. [Che fai?]
  2. Akseli Appala Annuisco quando parlano Shane e Mal'ek e rimango senza dire nulla fin quando non incrocio lo sguardo della sacerdotessa, indicandole di portare le bimbe in un'altra stanza di modo da evitare di traumatizzarle ulteriormente. "Vorrei sentire la vostra opinione sull'accaduto, e sul proseguo di questa nostra scorta alle sacerdotesse" incomincio, indicando il nostro gruppo. "Visto quanto sappiamo direi che è meglio non continuare oltre e cercare prima di capire cosa stia succedendo: la sicurezza è la prima cosa, e dovremmo capire come possano riprendersi queste bambine dallo shock di quello che è successo alla loro famiglia. Ipotizzo che la minaccia goblin sia un corollario di ciò che non abbiamo ancora contezza" "I punti oscuri sono svariati ma ben delineati: chi era quella figura? Non un goblin, di certo, ma qual è il suo ruolo in tutto ciò non lo sappiamo. Sicuramente aveva un'aura intimorente e oscura; perchè hanno trucidato quasi una famiglia intera.. di gente perbene che non aveva ricchezze? Il padre l'abbiamo trovato legato ad una sedia e sicuramente è stato interrogato duramente, quindi cercavano qualcosa e presumevano che lui sapesse dove si trovasse; perchè in un numero così grande, e perchè c'era anche quella figura oscura? I goblin non hanno come modus operandi dei blitz di gruppi di massimo cinque, dieci? I worg non me li so spiegare davvero." "Queste tre questioni mi premono più di altre: la figura, cosa cercassero e il numero dei goblin" Concludo la mia analisi sull'accaduto appoggiando le terga su di una sedia, soffiando dentro le mani chiuse a pugno, per riprendermi dal gelo che ancor ami intorpidisce "Su questo dovremmo ragionare quanto prima, e poi decidere i prossimi passi. Concordo inoltre sui turni"
  3. DM Korm chiude il registro con un colpo secco. Il rumore rimbomba nel magazzino vuoto. Si volta verso Snorri, e per la prima volta la sua espressione non è solo di freddo calcolo, ma di un lieve, quasi impercettibile, interesse. "Ingresso nella Loggia? Hai fegato, Mastro Nano. La maggior parte dei debitori trema al solo sentire il nostro nome, tu invece chiedi un posto a tavola." Fa un cenno ai suoi due sgherri, che si rilassano appena, abbassando i randelli. Ti si avvicina, parlando a voce bassa, mentre la lanterna proietta ombre lunghe e distorte tra le casse. "La Loggia non è un circolo per bevitori di birra. È un meccanismo di precisione. Ma hai dimostrato due cose stanotte: sai muoverti quando conta e sai quando tenere la bocca chiusa. Queste sono doti rare a Lago Diamante, un posto pieno di gente che urla troppo o muore troppo presto." Estrae dalla tasca una piccola moneta di ferro, apparentemente anonima, ma con un bordo zigrinato in modo particolare, quasi impercettibile al tatto. Te la lancia "Tieni questa. Non è oro, ma vale di più se saprai usarla. Se mai dovessi riuscire a lasciare questo buco di miniera e arrivare a Greyhawk, vai nel quartiere dei bordi del fiume, alla taverna 'Il Luccio d'Argento'. Mostra questa moneta al locandiere e chiedi di un certo 'Mastro Vetraio'. Forse allora vedremo se la tua buona volontà vale quanto la tua ascia." Poi, il tono torna professionale e tagliente. "Ma per ora, Snorri, sei ancora mio. Il debito è sceso a 650 monete d'oro. Torna all'Albergaccio e tieni gli occhi aperti. Le cose a Lago Diamante stanno per farsi... instabili. Se senti o vedi qualcosa che potrebbe interessare la Loggia — movimenti di truppe, cambiamenti ai vertici delle miniere, o stranieri che sanno troppo — fammelo sapere tramite Jalek. Ogni informazione utile è oro che si sottrae al tuo debito." Senza aggiungere altro, Korm e i suoi uomini si volatilizzano nelle ombre del magazzino, lasciandoti solo con il puzzo di salmastro e una moneta di ferro che scotta nel palmo della mano. [Che fai ora?]
  4. DM Ti muovi nell'ombra verso il tuo obiettivo e non hai alcun problema nel farlo data l'innata capacità nanica di vedere bene al buio. L’Ufficio delle Dogane è una costruzione tozza e severa, che sorge proprio nell'ombra della guarnigione dello Sceriffo Cubbin. Le finestre della guarnigione brillano di una luce arancione e sinistra; puoi perfino sentire il suono attutito di risate sgraziate e il clangore di metallo. Cubbin e i suoi uomini sono lì, a pochi metri. Ogni passo sulla neve croccante sembra un’esplosione nel silenzio del vicolo dei conciatori. Il vicolo puzza di aceto e pelli acide. Individui la porta laterale menzionata da Korm. È una struttura di quercia rinforzata, ma l'umidità e la trascuratezza hanno fatto gonfiare il legno. Appoggi l'orecchio alla superficie: dal lato opposto giunge un respiro pesante, ritmico, inframmezzato da un fischio nasale. Petyr è esattamente dove dovrebbe essere. Inserisci la lama di un coltello e fai leva con la spalla nel punto esatto dove il chiavistello dovrebbe mordere. Il legno stride, un suono che sembra gridare "intruso" nel buio, ma con una spinta secca e controllata, la porta cede. L'interno è saturo dell'odore di inchiostro, carta vecchia e il sentore dolciastro di vino scadente. Scivoli dentro. Alla tua destra, in una piccola stanza adibita a corpo di guardia, vedi il vecchio Petyr. È accasciato su una sedia di paglia davanti a un braciere ormai ridotto a brace morente, una bottiglia vuota stretta tra le dita nodose. La sua testa ciondola pericolosamente a ogni respiro. Devi attraversare il corridoio di legno. Ogni asse sembra voler tradire la tua stazza. Scricchiolio. Petyr mugugna qualcosa nel sonno, si gratta il petto, ma non si sveglia. La tensione è un filo teso pronto a spezzarsi. Entri nella sala centrale. È un ufficio spazioso, dominato da scaffalature cariche di faldoni e mappe delle miniere. Al centro della stanza, illuminato da un raggio di luna che filtra da un’alta feritoia, si erge il leggio. Il Codice dei Transiti è lì. La copertina in cuoio rosso sembra quasi nera nell'oscurità, e il sigillo dorato della Città Libera di Greyhawk riflette debolmente la luce. Allunghi la mano. Il tomo è pesante, rilegato con borchie d'ottone che graffiano il legno del leggio quando lo sollevi. Proprio mentre lo stringi sotto il mantello, un rumore metallico proviene dall'esterno. Passi pesanti sulla strada principale. Una pattuglia? O forse una delle guardie di Cubbin che esce per un giro di ricognizione? Resti immobile, il cuore che martella contro le costole come un piccone sulla roccia. I passi si allontanano, perdendosi nel vento. Falso allarme Scivoli fuori dalla porta laterale, richiudendola con cura maniacale. Ti infili nei vicoli bui, evitando le strade illuminate dalle lanterne pubbliche, scendendo di corsa verso i moli. Il Magazzino 9 è un guscio vuoto che geme sotto i colpi del vento del lago. Entri nel buio pesto, sentendo solo il rumore dell'acqua che sciacqua contro i pilastri marci. "Ce ne hai messo di tempo, Mastro Nano," la voce di Korm emerge dall'oscurità come una lama. L'uomo è appoggiato a una cassa, avvolto nel suo soprabito immacolato. Accanto a lui, due figure massicce e silenziose lo scortano. "Spero per te che il cuoio sia rosso e il sigillo intatto. Fammi vedere il libro." Estrai il tomo pesante. Korm accende una piccola lanterna schermata, la cui luce bluastra illumina brevemente le pagine piene di nomi, date e carichi di minerale. Un sorriso gelido compare sul volto dell'uomo della Loggia. "Ben fatto. Cinquanta monete d'oro scalate dal debito capitale. Consideralo un acconto sulla tua libertà.. o l'inizio di una lunga collaborazione. Ti cercherò io quando ne avremo bisogno, e ricorda che la Loggia del Verre è un’organizzazione che opera su un livello molto più sofisticato e pericoloso rispetto alle gang locali" [Hai consegnato il libro, ma hai anche capito di essere diventato un ingranaggio in un meccanismo molto più grande di una semplice rissa da taverna. Vuoi tornare torni all'Albergaccio per riposare, o fare una domanda a Korm prima che l'uomo sparisca di nuovo nella nebbia dei moli?]
  5. DM Dopo aver lasciato la strada principale e il fango sollevato dalla carrozza, tu e tuo padre vi addentrate nel fitto del bosco. Il peso della cerva sulla barella di fortuna è notevole, ma la paura di un ripensamento delle guardie vi spinge a muovervi veloci, nonostante il nevischio. State tagliando per un vecchio sentiero di cacciatori, una via sopraelevata che domina un tratto isolato della strada secondaria per Greyhawk. Vi fermate un istante per riprendere fiato quando, nel silenzio della vallata, un bagliore innaturale squarcia l'oscurità. Dal vostro punto di osservazione, vedi tre figure sulla strada sottostante. Riconosci subito la sagoma imponente di Gorrak a cavallo. Dietro di lui, un nano e una donna. Improvvisamente, la donna solleva una mano: un dardo di energia magica sibila nel nevischio, colpendo Gorrak alla schiena con una precisione spaventosa. L'uomo viene sbalzato di sella, crollando a terra come un sacco di pietre. Filippe ti afferra per una spalla, spingendoti a terra. "S-Seraphine, resta giù..." mormora con il fiato corto. Nonostante l'ordine di tuo padre, non riesci a distogliere lo sguardo. Ti avvicini strisciando al bordo del crinale per vedere meglio. Vedi il nano scattare verso il corpo di Gorrak. C'è un movimento rapido, il bagliore dell'acciaio: il colpo di grazia. Poi, vedi il nano afferrare il cadavere per i talloni. Lo trascina con uno sforzo brutale fuori dalla carreggiata, proprio verso la boscaglia ai piedi del vostro crinale. Senti il rumore dei rami spezzati e il respiro pesante dell'esecutore mentre scava nella terra gelata e ammassa pietre e frasche per coprire il corpo. La donna resta ferma sulla strada, un'ombra gelida che sorveglia l'oscurità. Una volta finito, i due si scambiano un cenno e ripartono verso la città, scomparendo nel grigio della notte. Rimanete immobili per diversi minuti, finché il silenzio non torna assoluto. Filippe è bianco come un cencio. "Hanno ucciso il braccio destro di Smenk, Seraphine. Se qualcuno sa che eravamo qui... se Smenk lo scopre..." Non finisce la frase. Vi rimettete in cammino per un giro ancora più largo, facendo attenzione a non calpestare la neve dove potrebbe rivelare il vostro passaggio. [che fai?]
  6. DM Dopo aver occultato il corpo di Gorrak sotto terra, tra il gelo e le frasche, il rientro a Lago Diamante è un esercizio di invisibilità. Il fango sugli stivali e sui mantelli è la prova muta di un lavoro sporco portato a termine con freddezza. Quando varcate la soglia del Saluto di Mezzanotte, il calore stantio della locanda vi investe insieme all'odore di alcol scadente e profumo a buon mercato. La matrona vi squadra dal ballatoio, ma non fa domande; il tintinnio della borsa dell'oro che Edwarf batte sul bancone è l'unica risposta che le serve per ora. Vi ritirate nelle vostre stanze (o stanza singola, ditemi voi) ma il sonno è leggero, interrotto dal rumore costante della città che non dorme mai davvero. Attraverso le pareti sottili di legno riuscite a percepire quslcosa, oltre ai soliti mugolii di piacere. Le prostitute del bordello, che di solito ridono o si lamentano dei clienti, stanotte parlano a bassa voce, con un tono febbrile. Dai loro sussurri emergono i dettagli di ciò che è accaduto in piazza mentre voi eravate occupati con Gorrak: "Hai sentito di Cubbin? Dicono che abbia fatto un macello. Quei due stranieri, il prete e il suo amico... li hanno abbattuti come cani rabbiosi davanti a tutti." "Dicono che cercassero Gorrak Ora la piazza è tutta macchiata di rosso e Cubbin è in allerta." Queste voci confermano che la città è una polveriera. Smenk ha eliminato una minaccia ma non sa ancora di aver perso il suo braccio destro. Il Giorno Successivo la luce del mattino entra dalle imposte, carica di pulviscolo e fumo. Lago Diamante si sveglia con la tosse secca dei minatori che scendono nei pozzi, ma per voi la giornata ha un obiettivo diverso: la casa di Balabar Smenk. Uscite con accortezza, tirando su i cappucci dei mantelli. Notate che la gente cammina a testa bassa, evitando la piazza centrale dove il sangue è in parte ancora presente sotto forma di aloni scuri tra le pietre e la neve schiacciata che è diventata poltiglia marrone. Ha nevicato leggermente durante la notte ma non è bastato a coprire tutto. Avete l'oro di Gorrak. Avete la consapevolezza che lui è "partito per Greyhawk" secondo i registri dell'Abile Carrettiere. Il piano di sostituirvi a lui, concordato con Lazare, è pronto per essere testato.
  7. Thorne Ascoltai le parole del fattore con attenzione. "Mah.." Dissi, alzando le spalle e guardando oltre la fattoria, verso la cittadina, mettendomi la mano destra a coprirmi gli occhi dal sole alto che che rischiarava la giornata. "..più che questa strana malattia del sonno a me preoccupano questi uomini che recano fastidio alle brave genti delle Valli. Vi va bene se facciamo un salto da questo Dulwar appena finiamo di accompagnare il carretto in città? Sono curioso di saperne di più"
  8. DM Le guardie interrompono le risate. L'uomo nel fango si blocca, con la mano sull'elsa della spada, sorpreso dall'apparizione di una ragazza che cammina con calma regale nel mezzo del loro percorso. Tuo padre è rimasto immobile dietro il cespuglio, il respiro sospeso, pregando ogni divinità di Greyhawk affinché non ti taglino la testa seduta stante. Ti chini davanti alla porta della carrozza. L'odore del cuoio bagnato e del metallo arrugginito della scorta è forte, ma quello che senti provenire dall'interno del veicolo è diverso: profumo di tabacco costoso e incenso. Le tue parole escono a fatica, ma chiare nel silenzio rotto solo dai nitriti dei cavalli. Per un istante interminabile, non succede nulla. La guardia infangata sta per ringhiare un insulto, ma un colpo secco di nocche proviene dall'interno della carrozza. La tendina di velluto si scosta di nuovo. Non vedi il volto, solo una mano guantata di seta nera che si appoggia al bordo del finestrino. Una voce grassa, strascicata e intrisa di un'arroganza benevola ma pericolosa, risponde: "Un'offerta... inaspettata. E una mira... eccezionale per una ragazzina che fatica a tenere le parole in bocca." Senti un brivido. Pensi che sia la voce di Balabar. Non sai se ti abbia riconosciuta o se stia solo giocando con te come un gatto con un topo. "Tieni la tua preda, cacciatrice. Non ho bisogno di elemosine da chi vive nel fango. Ma dì a tuo padre che se la prossima freccia passerà così vicina a uno dei miei uomini... non sarà un cervo quello che dovrò far trascinare via dalla strada." La mano si ritira. La tendina cade e la scorta riparte al galoppo, sollevando spruzzi di neve sporca che ti colpiscono il viso. La guardia che era caduta ti lancia un'occhiata di puro odio mentre rimonta in sella, ma non osa disobbedire all'ordine del padrone. Filippe esce dal nascondiglio correndo, ti afferra per le braccia e ti scuote, il volto una maschera di terrore e sollievo. "Sei impazzita? Ti sei offerta a lui? Poteva farti caricare su quella carrozza e non ti avrei mai più rivista!" Non sa quanto sia tragicamente ironica la sua frase. Ti guarda, cercando di capire se quella balbuzie nasconda una sfida o una follia ereditaria. "Prendiamo questo cervo e andiamocene. Ora. Prima che ci ripensi." [Stanno andando fuori città, diretti, credi, verso Greyhawk. Che fai?]
  9. DM "Saggio, Snorri. Molto saggio. Le serrature non saranno un problema: la porta laterale dell'Ufficio Doganale, quella che affaccia sul vicolo dei conciatori, è solitamente difettosa. Diciamo che qualcuno ha dimenticato di oliarla e il chiavistello non scatta come dovrebbe stasera. Ti basterà una spallata decisa o un grimaldello improvvisato." Si sporge in avanti, abbassando ulteriormente la voce mentre il fumo della tua pipa fluttua tra di voi. "L'Ufficio si trova nell'edificio di pietra grigia dietro quello dello Sceriffo. Sguarnito significa che l'unico piantone, un vecchio di nome Petyr che preferisce la bottiglia alla guardia, sarà probabilmente a dormire o a scaldarsi i piedi al braciere del corpo di guardia principale. Il libro è un tomo pesante, rilegato in cuoio rosso, sul leggio della stanza centrale. Non puoi sbagliarti: ha il sigillo della Città Libera sulla copertina." "Il lavoro 'sporco' è quello che preferisco, se serve a pulire i conti. Se trovi Petyr sveglio... beh, fallo addormentare. Non ammazzarlo, non ci serve un'indagine per omicidio doganale proprio ora. Stendilo e prendi il libro. Hai un'ora. Ti aspetterò al Magazzino 9, giù al molo vecchio. Non farmi aspettare al freddo, Snorri. Non sono un tipo paziente"
  10. DM Trattieni il respiro. Il mondo intorno a te scompare: non senti più il gelo, non senti l’odore acre delle fonderie, c’è solo la tensione della corda contro il polpastrello e il ritmo del battito cardiaco della preda. Scocchi. La freccia sibila nell'aria gelida, una striscia di morte grigia che taglia il nevischio. Passa a un soffio dal muso del cavallo della guardia — senti quasi il calore dell’animale — e si conficca con un suono secco e sordo nel collo della cerva. Il povero animale crolla all'istante, ma l'effetto desiderato è immediato: il cavallo, spaventato dal sibilo improvviso e dal corpo che gli cade quasi tra le zampe, si impenna con un nitrito di puro terrore. L'uomo, che stava ancora ridendo della sua stessa battuta, perde l'equilibrio. Con un grido strozzato e un fragore di metallo, scivola dalla sella sporca di fango e finisce dritto in una pozza di acqua gelida e letame proprio mentre la carrozza gli passa accanto. "Figlia di putt.." urla l'uomo dal fango, cercando goffamente di rialzarsi mentre i suoi compagni scoppiano a ridere, non per solidarietà, ma per lo spettacolo ridicolo.Filippe sbianca. Ti afferra per una spalla, spingendoti a terra dietro il cespuglio. "Cosa hai fatto, Seraphine... per gli dei!!" [Che fai?]
  11. DM La porta dell'Albergaccio cigola, lasciando entrare una folata di nevischio. Entra un uomo che pare non c'entrare nulla con quel deposito di disperati: indossa un soprabito di lana cotta scura, pulito, e porta un cappello a tesa larga calato sugli occhi. L'uomo ignora i minatori che tossiscono e si dirige dritto verso il bancone. Non corre, non si guarda intorno con paura. Sembra circondato da un'aura di sicurezza. Pare che Jalek lo conosca perché gli fa un cenno appena gli si avvicina. L'uomo appoggia una moneta (non capisci se rame, argento o oro) sul bancone e si sporge verso il taverniere, chiedendogli qualcosa. Jalek poi fa un cenno con la testa verso lo sgabello dove stai fumando tu. Il nuovo entrato sj sposta poi verso un tavolo nnell'angolo più isolato, si toglie i guanti di pelle e ti fa un gesto secco con due dita verso, al quale segue un gesto da parte di Jalek di andare al suo tavo. È un invito che suona come un ordine. Quando ti avvicini ti fa cenno di sederti su uno sgabello all'altro lato del tavolo ed estrae dalla tasca interna un foglio di pergamena spessa, piegato in tre. Sopra c'è un sigillo di cera nera con l'impronta di un'incudine spezzata: il marchio dei Fonditori di Ferro dei Lortmil. [Lo riconosci come marchio vero, non un falso] "Mastro Snorri," esordisce con una voce calma e leggermente nasale. "Le Barbe Bruciate saranno anche lontane, ma il debito viaggia più veloce dei carri. I Fonditori hanno venduto la tua insolvenza alla Loggia del Verre per coprire un carico di spezie andato perduto. Settecento monete d'oro, interessi inclusi. Una cifra che un nano che fa il buttafuori in questo cesso non vedrà in tre vite." [Non conosci questa Loggia del Verre, almeno non ancora, ma ricordi che quando hai lasciato la montagna avevi ancora un debito di gioco che non hai pagato] Appoggia le mani giunte sul tavolo. "Io non sono qui per spezzarti le gambe. Sarebbe uno spreco di muscoli. Io sono qui perché stasera ho bisogno di un paio di mani forti che non facciano domande. Lo Sceriffo Cubbin è occupato a ripulire il sangue in piazza dopo quel... pasticcio con gli stranieri. L'Ufficio delle Dogane è sguarnito." "C'è un registro, il Codice dei Transiti A44, che deve sparire per qualche ora. Devo apporre dei timbri e 'correggere' alcune date su dei carichi di ferro che non sono mai stati dichiarati. Tu entri, prendi il registro dal leggio centrale e me lo porti al magazzino 9. Se lo fai, ti tolgo cinquanta monete dal debito capitale e ti garantisco la protezione della Loggia"
  12. DM Il freddo nelle colline non è mai pulito. È un gelo umido che porta con sé l'odore acre del fumo delle fonderie e il sentore metallico delle miniere. Sei appostata tra le rocce grigie a pochi chilometri a est di Lago Diamante. Il peso dell'arco lungo sulle tue spalle è una presenza rassicurante, l'unica cosa che sembra darti un senso di controllo in un mondo che ti vorrebbe sottomessa. Accanto a te, tuo padre Filippe soffia sulle mani screpolate, gli occhi cerchiati di stanchezza che scrutano la nebbia. "La vedi, Seraphine?" sussurra l'uomo, indicando una sagoma scura che si muove tra i rovi gelati. "Una cerva. Piccola, ma la sua pelle vale oro per tua madre. Se la prendiamo, questo mese non dovremo chiedere prestiti a nessuno degli esattori di Smenk." Il nome di Smenk cade tra voi come un sasso in un pozzo nero. Tuo padre lo pronuncia con il timore di un uomo onesto che vuole solo sopravvivere; tu lo senti vibrare nelle ossa come un veleno. Guardi le tue mani: sono simili a quelle di Cristine, tua madre, segnate dal lavoro duro e dal tannino delle pelli, ma nelle tue vene scorre il sangue dell'uomo che ha distrutto la sua dignità. Quel segreto è una lama che tieni nascosta, affilata ogni giorno dal disprezzo. Mentre tendi la corda dell'arco, pronta a scoccare, senti un rumore di zoccoli. Non è la cerva. Dalla strada secondaria che porta alle miniere di Pietradorata, vedi passare una piccola scorta. Sono sgherri in giubba scura, le facce grasse di chi mangia bene mentre la città muore di fame. Al centro del gruppo, una carrozza chiusa con le insegne della famiglia Smenk. Uno dei soldati si ferma, sputa verso il bosco dove siete nascosti e ride: "Ehi, cacciatori! Se prendete qualcosa di buono, portatelo al Cane Rabbioso. Il padrone festeggia stasera, e ha sempre spazio per carne fresca... di ogni tipo." Filippe abbassa lo sguardo, restando immobile nell'ombra per evitare guai. Ma tu senti il calore salire al volto. La cerva è ancora lì, ma la carrozza è un bersaglio molto più invitante. @Killua
  13. DM La notte è gelida e l'aria nell'Albergaccio è densa di fumo di torba scadente, puzzo di sudore e tosse secca. Sei seduto su uno sgabello traballante vicino all'ingresso. Il tuo compito è semplice: Jalek ti paga (poco) per assicurarsi che i disperati non si scannino per un pezzo di pane e che nessuno entri senza pagare i rami di rame dovuti. Stasera l'atmosfera è tesa. Le voci della strage in piazza sono arrivate fin qui. I minatori sussurrano che "gli uomini dello Sceriffo sono a caccia". Jalek ti si avvicina, pulendosi le mani sporche su un grembiule bisunto. "Snorri, tieni gli occhi aperti. Se Cubbin o i suoi sgherri vengono a cercare rogne qui perché qualche 'straniero' si è nascosto tra la paglia, falli aspettare alla porta. Non voglio che questo posto diventi un mattatoio proprio stasera." @Pentolino
  14. Thorne "Mmmmm, magia della Febbre dei Sogni, non l'avevo mai sentita.. eppur sono stato informato di alcune malattie magiche e simili" "Fattore" dissi rivolgendomi al padrone di casa "chi è che in città può farci informazioni a riguardo?"
  15. Akseli "Come dice lui" aggiungo bofonchiando, coperto fino al naso dal bavero della giacca. "Non siamo portatori di buone nuove, ma vi spiegheremo tutto una volta che saremo dentro, al caldo, soprattutto per le infanti" Aggiungo, smontando da cavallo, al quale sono stato aggrappato con tutta la poca forza che ho in corpo. E' stata una fortuna non cascare o morire disarcionato. Non sono per niente in grado di cavalcare. Se ci facesse entrare gli spiegherei cosa ci è successo e il pericolo che tutti stanno correndo
  16. DM "Non li riconosci, abbiamo un accordo di pagamento in accumulo alla Città Libera dopo il.. servizio, e sanno chi sono io ma non so chi sono loro. Arrivano alla caverna, scaricano, prendono i soldi degli altri e se ne vanno. Poi gli altri si portano quei poveracci a fare.. boh, riti forse, e se ne vanno pure quelli. Io aspetto che se ne vanno da distante e poi raccolgo la parte che spetta a noi dai miei uomini" 'Si mettono in contatto solo con me alla bisogna, tipo se serve si fermano e mi chiamano. Io arrivo e vediamo il peoblema, ma sono tutti incappucciati" Si riveste ed esce. Aspettandovi. Poi vi dirigete tutti assieme all'Abile Carrettiere. Lì lo riconoscono e gli danno la cavalcatura già pronta. Rimanete sempre assieme e non fa gesti strani. Siete fuori e si inizia a dirigere verso la strada che porta a Greyhawk
  17. DM "Risolvere la situazione con Balabar? Io ce l'ho già un piano.. me ne vado fuori dalle palle, lascio questo buco di cùlo di cittadina e vado a riscuotere quello che ho accumulato alla Città Libera. Non andrò per niente da lui, a maggior ragione dato che ci siete voi tra i piedi. Non ho.. altri piani. Mi avete tagliato le gambe,, siete solo arrivati troppo presto. Sapevo che questa storia non sarebbe durata per sempre, ecco perchè mi sono nascosto bene. Non so come càzzo avete fatto a scoprire i miei traffici, nè perchè ce l'avete con me.. tanto ci sarà sempre uno che prenderà il mio posto e farà il mio lavoro, e ora con Balabar paranoico è meglio cambiare aria" "Voi fate quello che volete, vi ho lasciato i soldi, vi ho raccontato tutto quello che volevate sapere.. lasciatemi andare ora, non ne voglio più sapere di Lago Diamante. E se non mi credete, beh, venite con me al Carrettiere e vedrete che ho già la mia cavalcatura sempre pronta dai Carter. A loro non ho detto nulla ma sanno che devono sempre tenermela pronta"
  18. DM "HEY HEY! Vacci piano con quella cosa ragazzo, non voglio perdere nemmeno 1 centimetro del mio corpo. Ti sto dicendo tutto quelle che vuoi sapere, stai tranquillo" al puntare l'arma contro di lui si prende visibilmente male e si ritrae quanto più può nel letto, toccando con la schiena la parete "Di Kullen e gli affari sui cadaveri so solo che Balabar gli aveva ordinato di portarli al mago che aveva fatto venire da Greyhawk per capire se quello schifo che aveva ritrovato nella boccia di vetro gli poteva fruttare qualcosa. Non ci capisco un càzzo di magia io ma lui diceva che non poteva non avere un valore quello strano verme che c'era dentro. Diceva che in qualche modo doveva essere magico.. ma anche lui non ci capisce un càzzo di magia, così ha chiamato quello, Filge, per capirci qualcos.." poi si ferma, così.. de botto. Per un istante assottiglia le palpebre degli occhi e sembra riflettere più intensamente "..stai a vedere.. stai a vedere che l'avete accoppato voi quel mago! E' così? Ho ragione?" Ancora qualche esitazione prima di parlare di nuovo "Sentite.. io non so chi diamine siete, ma sembra che sapete più cose di me. Come posso sapere quello che Balabar ha in testa? Mi chiedi come si è ripreso Pietradorata.. ma io che.. cavolo.. ne.. so! Io prendo il pizzo, faccio estorsioni, qualche gamba rotta, cose così. Gli affari importanti Balabar se li è sempre gestiti da solo" [Vi sembra sincero]
  19. DM "Mi pagano per non fare domande, sono sempre tutti incappucciati quelli che portano gli uomini nella miniera. Il nostro rendez-vous è una caverna non troppo distante da Diamante, ma per precauzione ho mandato ogni volta uomini diversi, pagandoli il giusto.. il giusto.. ovviamente secondo me" ridacchia grassamente. Anche in un momento di tensione come questo "Sono trafficanti di uomini, che càzzo ne so cosa succede là sotto: riti di iniziazione? sacrifici? orge? Non me ne frega niente. Credete forse che se avessi fatto domande sarei ancora qui? Volete farle voi? Accomodatevi.. avrete vita breve" Fa per alzarsi, poi ci ripensa per un attimo, rimanendo seduto sul letto "Cosa volete quindi?" "Vi dico cosa voglio io: Voglio uscire da questa stanza vivo, ecco cosa voglio. E se siete furbi quanto sembrate, volete la stessa cosa." Si sporge leggermente in avanti, incurante della sua nudità, con un'espressione viscida: "Avete i miei appunti, avete capito il giro. Smenk è un uomo morto che cammina, non lo sa ancora ma la sua paranoia lo divorerà. Ragnolin e i suoi 'amici' incappucciati sono quelli che comandano davvero ora. Se mi ammazzate, la catena si spezza. Quelli di Greyhawk non riceveranno il loro carico, i soldi non arriveranno, e scatenerete un inferno che questa città non ha mai visto." "Fatevi bastare l'oro di Zalamandra che ho nella bisaccia. È un bel gruzzolo, più di quanto vedreste in una vita in miniera. Io sparisco. Dico a Smenk che sono stato aggredito da una banda di stranieri, gli stessi del prete. Voi avete i soldi, io ho la pelle, e potete usare quelle carte per ricattare chi vi pare... o per scappare da questo buco prima che i tizi incappucciati vengano a cercarvi."
  20. DM "Bah.. alla malora quelli che pensi di Balabar! Se credi che ne caverai un ragno da quel buco che ha in testa ti sbagli. Quelle che hai in mano sono le parti che mancano dei miei appunti. Quello scemo di un prete li aveva rubati a casa mia, ma come vedo non è stato nemmeno in grado di fare un buon lavoro. Trovi il resto nell'interno del mio giacchetto, li ho recuperati quando Cubbin l'ha accoppato. Non fa domande quando si tratta di roba mia, da bravo can3 da guardia. Sono le cifre vere dei traffici che ho gestito per lui: solo che quelle che gli comunicavo erano inferiori e la cresta l'ho sempre tenuta e depositata da.. amici.. alla Città Libera. C'era anche la mia lettera di credito con falso nome. Anche se la dessi a Smenk non ti crederebbe, ormai i soldi sono andati e quegli amici di cui ti ho detto sanno che arrivano ogni mese i fondi per.. le loro attività. Se non mi vedranno arrivare con la solita roba mi verranno a cercare e si metterà molto male qui. Inoltre il traffico umano rende molto bene per.. qualsiasi cosa facciano nella miniera di Ragnolin, io mi occupavo solo di fornire carne fresca, cosa ne facciano non mi frega niente. Se però il traffico e i fondi si arrestano.. a Greyhawk non saranno contenti"
  21. DM Dapprima Gorrak sembra incàzzarsi ancora di più quando gli citi i soldi, e capite bene quanto lui sia attaccato alla mera ricchezza, poi però il suo sguardo muta in stupito e infine in impaurito, dopo gli mostri le carte e gli citi i due uomini che avete visto in piazza. "Che cosa ti aspetti che ti dica, che raccolgo i soldi per Balabar e poi me ne intasco una parte eh? Ti ha mandato lui o qualcun altro?" sembra palesarsi un mezzo sorriso sul suo volto, poi continua a parlarvi "Non ti puoi più fidare di quello che dice! Non più! E'.. è.. è diventato paranoico! Non l'hai notato? Da quando Vance è stato accoppato ci fa fare gli straordinari, ci interroga su ogni cosa, ogni spostamento, ogni puttàna che ci scòpiamo.." mentre lo dice indica Narcyssa con la testa "..e farà lo stesso con voi" "Quei due deficienti che erano in piazza erano solo dei poveri scemi che non sono riusciti a farsi i fatti propri: uno cercava di liberare le sorelle dai debiti e l'altro.. l'altro non lo so, forse sarà stato amico del primo, non ci ho parlato, ma il chierico diceva che era in combutta con quegli schifosi mangiapile della sua inutile Chiesa.. bah.. tutte càzzate. Ha avuto quel che si meritava. Non li hanno portati da nessuna parte, Cubbin e i suoi li hanno fatti sparire, forse ora sono già sul fondo del lago" "Quei pezzi di foglio che hai preso so perfettamente dove li hai recuperati e non serviranno a nulla se vuoi fare l'infame e farli vedere a Smenk, te l'ho già detto, è diventato paranoico! Ha paura! E non crede più a nessuno ormai, se non a me"
  22. DM "Cos?" un velo di rabbia mista a paura si palesa sul suo volto mentre vede entrare Edwarf "Che càzzo significa tutto questo?" pare non averti riconosciuto, forse nemmeno sa chi tu sia. Sicuramente non è al corrente di chi sia Narcyssa, altrimenti l'avrebbe notata minuti e minuti prima. Il suo sguardo va dritto a Narcyssa "Pùttana di mèrda, era tutta una farsa!" Poi sembra cercare la mazza che, però, è appoggiata davanti al letto. Troppo distante da raccogliere e usare contro di voi. "Che càzzo volete?" La voce è intrisa di rabbia ora, non pare avere capito cosa stia succedendo, ne siete certi
  23. DM * TOC-TOC Siete in procinto di cominciare ad appartarvi ma sentite bussare alla porta, subito Gorrak ti guarda, sbuffando "Digli di andarsene, digli che abbiamo da fare e non vogliamo nessuno" Con un gesto della mano ti fa segno di andare, e velocemente
  24. DM Venerdì 22 novembre 764 - Notte [Lago Diamante, piazza centrale] Edwarf "Potevi dirlo subito che cercavi Cat, tesoro" commento radiosa la ragazza (umana, mediamente carina), prendendo subito le due monete e mettendole in una saccoccia che tiene a tracolla. "E' stata prenotata per tutta la notte da qualcuno, non so dove sia al momento. Ho visto un'elfa con un uomo entrare si, sei con loro? Mi pare abbia preso la stanza in fondo a sinistra" "Senti, sei sicuro che non vuoi compagnia? Sei stato molto.. generoso. Ti posso fare felice anche subito"
  25. DM Narcyssa Edwarf

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