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Dragons´ Lair

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Ghal Maraz

Circolo degli Antichi

Tutti i contenuti pubblicati da Ghal Maraz

  1. Il nonno sembrava molto preoccupato per qualcosa: non lo avevo mai visto così. Osservava Scarlett con grande preoccupazione e temo che lo spaventasse, anche se non saprei bene spiegare il perché. Certo, non è un'aquila comune, con quel suo piumaggio incredibile e con la sua intelligenza feroce, ma il nonno pareva vedere in lei qualcosa d'altro, come se gli ricordasse qualcosa o qualcuno. Non ha voluto darmi spiegazioni e si è comportato in maniera del tutto diversa dal solito, evitando di fornirmi un vero motivo. L'estrema urgenza nei suoi modi mi ha impedito di provare a indagare e, del resto, lui stesso mi aveva insegnato a non obiettare. Che era quanto avveniva quando accennavo ai miei genitori: non è che sentissi la loro mancanza, io e il nonno siamo vissuti isolati e, senza tanti riferimenti esterni, lui mi bastava come famiglia. Però, mi dava l'impressione che attribuisse loro qualche imperdonabile colpa, soprattutto a mio padre, suo figlio. Ma non era la colpa di avermi abbandonato, questo è certo, perché ho capito che non sono spariti per colpa loro. È semplicemente accaduto qualcosa che li ha allontanati all'improvviso. E per sempre. Io credo che qualcuno abbia fatto loro del male, magari una vecchia conoscenza, di cui il nonno ha preferito non parlarmi mai, magari per superstizione. Quell'uomo non mai mostrato paura per gli avvenimenti terreni, però è sempre stato molto scaramantico verso il soprannaturale. E infatti ho proprio l'impressione che lui abbia visto del soprannaturale, in Scarlett. Da cui, tuttavia, non ha provato, stranamente, a separarmi! E per fortuna, devo dire. Perché, fin da quando ľho incontrata, mi ha fatto sentire diverso. Quasi... più completo. Più intero, se ha senso. È un rapace, nobile e terribile, ma la nostra comunicazione è inspiegabile. Io capisco lei, lei capisce me. E mi sta portando verso una migliore consapevolezza di me stesso, sebbene mi abbia costretto a interagire con ľinsensato mondo "civilizzato". La Foresta è a circa 150 km a sud-est di Sarrico, i suoi confini quasi lambiscono le coste del Grande Mare, anche se io sono cresciuto nella parte più interna, verso le montagne. Due mesi fa, mentre vagavo lungo la costa del golfo tra Ecetra e Sarrico, ho incontrato questo strano tizio, Seylas. Sebbene non avesse grande esperienza del mondo, viaggiava da solo; ci siamo incrociati al tavolo comune di una taverna, mentre mi godevo uno dei miei rari pasti al caldo, con qualche moneta che avevo rimediato. Non avevamo nulla in comune, apparentemente, però la sua aria aveva qualcosa di familiare, che mi risultava, allo stesso tempo, indecifrabile. Ci siamo scambiati, a dire il vero, poche chiacchiere, che hanno evidenziato quanto fossimo diversi, ma è stato comunque un incontro che mi ha lasciato una strana sensazione, come se avessi appena ricordato qualcosa di dimenticato. Inoltre, lui non mostrava soggezione verso Scarlett, ma solo curiosità e interesse: un evento più unico che raro. Una rissa improvvisa e l'intervento delle guardie ci hanno separati e non lo ho più rivisto, eppure ancora ho l'impressione che avremmo potuto condividere della strada assieme. E io tendo a fidarmi del mio istinto.
  2. Valerion è un vero figlio della foresta. Da che ne abbia memoria, ha sempre vissuto nel verde e il verde lo ha protetto. Avendo perso i genitori in tenera età, Valerion è stato cresciuto dal nonno, Aydan il cacciatore, che lo ha istruito sulla via del bosco. Aydan, seppur abbia cresciuto il ragazzo quasi come se fosse un figlio, si è sempre rifiutato di parlare dei veri genitori di Valerion, che, a sua volta, non ricorda nulla di loro, tranne il colore ambra degli occhi della madre e le grandi mani callose del padre. Alla età di tredici anni, Valerion si smarrì nella zona più profonda della Foresta di Oillande, che pur pensava di conoscere come le sue tasche. Dopo aver vagato per ore tra gli alberi, sentì il richiamo di un rapace: era, per essere precisi, un'aquila dalle piume argento. Affascinato, Valerion tentò di avvicinarsi al nobile volatile, che però si scansò, con aria di scherno, all'ultimo. Non potendo resistere alla sfida, il ragazzo prese allora a inseguire il rapace, che continuava a sfuggirgli; il loro divenne quasi una sfida, un gioco che, in breve, all'insaputa del giovane, lo condusse al sicuro, su un sentiero conosciuto. L'aquila, tuttavia, continuò a volteggiare sopra Valerion, finché egli non giunse a casa. Aydan non fece in tempo a sentirsi sollevato, che notò l'uccello: improvvisamente cupo in volto, spiegò, senza motivazioni, che era giunto il momento per lui di partire e cercare la sua strada nel mondo oltre la foresta. A malincuore il ragazzo decise di assecondare l'improvvisa decisione del nonno e, raccolte le sue poche cose, prese a vagare per il mondo, sempre seguendo la rotta tracciata dalla sua compagna alata. Da allora, Scarlett guida i passi incerti di Valerion, spingendolo anche a entrare dentro e a mischiarsi col mondo civilizzato. Un mondo che il ragazzo, anche se ormai cresciuto, non si stanca mai di definire "goffo, sciocco e incapace".
  3. Leonardo Pieri "Non pensarci troppo", mi alzo in piedi e guardo fuori. "È molto più spaventoso, se ci pensi".
  4. Ed eccomi, finalmente. Qui in spoiler l'ipotesi di scheda: Dopo scrivo i dettagli di background e caratteriali!
  5. Leonardi Pieri "Voi siete convinti che io vi stia minacciando. E' qui che vi confondete: io vi dico solo le cose come stanno. Se voi uscite da quella porta, io non vi rivedrò mai più. Saranno altre persone a seguirvi e non saranno certo accomodanti come me. Se io avessi fatto il mio dovere in pieno, avrei dovuto, in teoria, raccontare cosa vi ho visto fare e adesso sareste assieme a don Nicola. Tenete presente che lui dirà quello che è successo, perciò, anche se magari non gli crederanno del tutto, i controlli su di voi si infittiranno immediatamente", spiego. "E non pensate nemmeno che io vi stia insultando; ma fa parte del mio lavoro valutare, anche in fretta, i miei interlocutori. E, al momento, questi sono: uno stimato professore, un reietto senza famiglia, una scappata di casa e un ragazzo sfaccendato. Cosa sarete in futuro non dipende da me, ma se vi avessi considerati delle minacce potenziali vi avrei già denunciati o vi avrei piantato una pallottola nel cranio. Vi assicuro che non mi avete per niente visto arrabbiato. O, meglio, lo ero stamattina, certo non qui e non ora".
  6. Lexander Artoris Stringo i pugni preoccupati, mentre osservo Brak scendere, senza mostrare alcuna esitazione, seguito dal nuovo arrivato, che si dimostra subito amichevole. La strega, poi, impiega i suoi poteri per affrontare la discesa senza difficoltà. Tocca quindi a me e non posso certo esibire strane qualità. Aspetto una fiammata e poi scendo a mia volta.
  7. Korshek "Bene. La cosa incredibile è che ti sei fidato di loro, perché te lo hanno assicurato. Allora io ti assicuro che non capisci niente, per cui mi devi credere", dico, cercando di contenere la rabbia. "Continuate voi, vi prego. Ho bisogno di smetterla di sentire cose del genere!", aggiungo, per poi uscire dalla stanza, a sbollire l'arrabbiatura.
  8. Quindi, per brevità, le Mosse le chiamiamo noi, non tu, @MrDeath?
  9. Mìa "Dieci corone? Potete scordarvelo", disse Mía, con sdegno, sentendosi terribilmente insultata per via della fede a cui aveva dedicato la sua vita. Senza muoversi, guardò gli uomini con una fiamma negli occhi: l'Impero del nord stava veramente decadendo, se una delle sue maggiori città poneva blocchi e tasse per uomini di fede e Nani.
  10. Sì, ci sono, scusate la sparizione. Gli alti e bassi di DL di quest'ultimo periodo mi hanno messo in difficoltà. Ora studio meglio i personaggi già pensati e propongo un PG.
  11. Leonardo Pieri "Avete tutti il diritto di alzarvi e andare via. Ma la vostra vita non sarà mai più completamente vostra, che decidiate di collaborare o meno. I diritti non esistono, Chiara, quando sei ritenuta un pericolo soprannaturale", chiarisco il concetto. "Potete decidere di rendervi utile in maniera semi-ufficale, accettando che io vi accompagni e vi tenga anche sotto controllo, oppure potete cercare di tornare alle vostre vite precedenti, qualunque valore esse avessero, con il dubbio costante che il vostro nuovo vicino sia un agente sotto copertura o che il barista sotto casa sua un cultista folle. In questo caso, avreste, in media, esistenze più tranquille, certo, ma vi assicuro che non potrete mai sentirvi al sicuro: una volta spalancate, queste porte non si richiudono. Per me è successo così, e io ero solo un ricercatore universitario senza poteri magici, studi specifici sulľocculto o strani congegni perduti: sono capitato nel mezzo di qualcosa che non avrei dovuto incontrare e sono stato reputato utile. Alla fine, non è che avessi grande scelta; poiché le tecniche di lavaggio del cervello tendono ancora alla lobotomia, si trattava di essere arruolato, essere arrestato o essere ammazzato. Nel vostro caso, poiché ho coperto la realtà del vostro coinvolgimento nelle cosiddette "pratiche di confine", avete più scelta. Ed è per questo che siamo qui a parlarne".
  12. Leonardo Pieri "Questo lo sanno. Perché pensi, altrimenti, che avrei fatto chiamare De Luca? A cosa pensi che servisse quella telefonata che ho fatto? I poliziotti non hanno capito nulla e continueranno a non saperlo. Tutto qui. Molto semplice. Tu e Palma siete finiti in mezzo a storie più grosse di voi, ma lui si è dato all'alcol, tu alla macchia", spiego a Lorenzo. "Molte di queste vicende finiscono in fumo... o in qualche omicidio inspiegabile. Altre volte finiscono come in quella chiesa. E altre volte ancora... finiscono come a Krakatoa, Tunguska o Three Mile Island: disastri solo apparentemente naturali o dovuti all'errore umano". Bevo un sorso d'acqua, allontanando la calura. "Io sono quello che non vi ha fatti finire in galera, tanto per cominciare", rispondo poi a Chiara: "Pensi davvero che avrebbero creduto a voi, invece che al prete locale e alla sua perpetua? L'unica persona credibile, agli occhi della legge, tra voi, è il professore. Tu, ragazza, perdonami, ma sembri una tossica delirante e non si sa da dove spunti. Bernardi è un paria, ritenuto da molti un uxoricida, che vive in un furgone puzzolente. Lorenzo, beh... è un ragazzotto che non ha mai combinato nulla nella vita e che sembra più interessato a bere, che ad altro. E, a proposito, sarà meglio che tu ti dia davvero una calmata: ti sei già sbronzato abbastanza ieri sera, prima che Guerra stesse male".
  13. Leonardo Pieri "Il mio lavoro consiste nel sopprimere le cose legate alľocculto. Proprio come voi. È più chiaro, adesso?", spiego, in maniera più diretta. "E, se vuoi saperlo, Bernardi, ho evitato di dire ai miei superiori che avete sventolato un artefatto arcano, dopo aver recitato formule mistiche. Altrimenti, vi avrebbero arrestati tutti subito. Io sono la vostra unica condizionale, attualmente, perché De Luca ti ha puntato gli occhi addosso. E questo vale, di conseguenza, per anche voi altri tre. E no, non provate a fare casino, o finite sepolti in una fossa comune: non si passa dai tribunali, per queste questioni. Siete automaticamente considerati una minaccia, quando si pensa che sappiate troppo o siate troppo coinvolti". Mangio un altro boccone: "Per la cronaca, Guerra non ne sapeva niente e io ero davvero in vacanza...".
  14. Talien Myrrin "Sono d'accordo con te. I Deeprak mi sono sembrati anche molto più propensi a intervenire senza tante storie", faccio eco a Gottri.
  15. Lexander Artoris "Sicuro, amico mio? Magari è meglio tentare prima una semplice sortita esplorativa...", suggerisco a Braknak, ignorando l'ennesima battuta pungente di Mevrah. Ho sentito di peggio, nei miei viaggi.
  16. Leonardo Pieri "Non me ne frega un c@zzo se non ti piaccio. Non è il mio lavoro, risultare simpatico", addento un poco di cibo. "Fai così: vai là fuori, senza di me, e vedrai quanto duri. Ti hanno puntato gli occhi addosso e non pensare che te li leveranno tanto facilmente. Sei un sopravvissuto e forse pensi di essere un duro. O forse sei solo inc@zzato col mondo: è uguale. Adesso sei nei radar dei miei capi... e probabilmente anche della gente legata al prete. Quelli non vanno mai da soli, anche se magari non lo sanno. I miei segreti che non ti posso dire, beh... quelli invece non te li posso dire, perché conoscerli ti farebbe solo ammazzare, nel giro di ben poco tempo. Forse prima non mi sono spiegato per bene, mi sa: già vi ho raccontato molto più di quel che avrei dovuto. Sto rischiando il posto a dirvi queste cose: il posto... e il mio collo. E io sono considerato una specie di risorsa almeno un poco utile. A voi non devono niente, tranne capire se e quando farvi sparire".
  17. Leonardo Pieri "Innanzitutto, lui è un problema", spiego, indicando Bernardi: "Verrai tenuto d'occhio, d'ora in poi. Posso farlo io... o può farlo qualcun altro. Sta a te scegliere, Matteo. Ma io sono la tua - anzi, la vostra - opzione migliore. Sì, ci hanno fatti estrarre, ma non crediate senza conseguenze. Ho anche visto cosa potete fare e ho deciso di coprirvi, almeno in parte, ma mi sono assunto un rischio e ora vi metto davanti a un bivio", metto le carte sul tavolo: "O facciamo tutti finta di niente, permettendo che questa storia torni a saltar fuori all'improvviso in futuro, con peggiori conseguenze, oppure accettate che io vi tenga ufficialmente sotto osservazione e voi collaborate con me. Avrei potuto raccontarvela in maniera più discreta e indorata, ma non siete degli idioti e preferisco siate consapevoli della scelta", faccio presente. "Inoltre", concludo, "le alternative sarebbero una prigione o una bara, temo". Li guardo tutti ancora un attimo: "Non so perché, ma mi piacete e sono convinto abbiate il cuore al posto giusto. Vi siete trovati catapultati in una situazione di me*da e, per qualche motivo, avete deciso di agire, salvando delle vite e svelando un antico, orribile segreto. Ora dovete scegliere, ma tenete anche presente che, comunque, le vostre vite non saranno mai più solo vostre. E che certi miei segreti resteranno, per voi, sempre tali. Su questo non avete diritto di preferenza".
  18. Korshek "Sei proprio un povero idiot@, Letun", intervengo: "Visto che lei non era d'accordo con te, hai ben pensato di fregartene della sua stessa volontà e la hai rapita, facendole del male. Tu sei il primo ipocrita, qua in mezzo, e accusi gli altri, per non vedere che razza di rifiuto sei".
  19. Mìa Nonostante la confusione, Mìa decise di assecondare la guardia, ma sfruttando il tempo della fila per capire cosa volessero realmente da lei.
  20. Victor "Inutile farsi ammazzare!", Victor gridò ai compagni, invitandoli a ritirarsi. "Guardie, arretrate e formate un perimetro difensivo!", provò poi a ordinare, sostituendosi al prevosto ormai morto, mentre lui stesso restava presso l'uscita, con la pistola in mano.
  21. Forse però, così, rischiamo di indispettire i padroni di casa, che mi sono sembrati molto rigidi sulle regole. Potremmo magari contattare il clan che era maggiormente dalla nostra parte e provare a spingerli a fare qualcosa.
  22. Oilenos Guardo i miei compagni, incerto. Non sono mai stato uno per le sottigliezze. O per le decisioni complesse. E qui mi sembra proprio che ci siamo andati a cacciare in un bel problema. Dovremmo intervenire o aspettare ancora?

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