Tutti i contenuti pubblicati da Ghal Maraz
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Capitolo V: Barusha
Sandrine Alamaire "La mia stanza - sempre che stanza non sia un termine troppo riduttivo - è magnifica, seppure parzialmente triste, allo stesso tempo...", intervengo poi. "Parrebbe davvero essere appartenuta ad una vedova, un'Elfa che l'ha dedicata al ricordo del marito. È un luogo meraviglioso, ma sfumato di malinconia. Lo trovo assolutamente perfetto. Ah, e... ho scoperto una cosa. L'alfabeto elfico che usano mi è conosciuto. Forse c'è già stato in passato un contatto tra i continenti!!!", concludo, emozionata.
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[Topic di Servizio] La tenda dello sciamano
Io, comunque, non sono sicuro di voler sapere la CA del capo, se con un 19 manco un attacco di contatto in mischia... 😅
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[Topic di Servizio] La tenda dello sciamano
Scusa, Dmitrj, ma Andrej dovrebbe andare sotto al suo turno, quando termina Steely Resolve, no? Parte da 13 ad inizio turno, con SR scarico (lo avevo lasciato a 18 nella scheda, con SR pieno, ma sarebbe questa, la situazione), e prende 16 danni, cinque dei quali vanno in SR. Ne passano 11 e lui resta, momentaneamente, a 2.
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Avventure nelle Terre Selvagge - TdS
Ma per me va benissimo come house rule, però magari anche in base a quale rifugio. Per esempio, non ha senso per luoghi come Valle o le Sale del Re degli Elfi, ossia i luoghi guidati da possibili Patroni. Lì, secondo me, è meglio giocarsela proprio. Nel caso specifico, però, se Beli e Lifstan tornano a Valle, salta tutto: la Compagnia deve stare unita e questa è una regola che non cambierei, considerando quanto sono importanti i rifugi nelle Terre Selvagge.
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Capitolo V: Barusha
Sandrine Alamaire Stanza della Vedova
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Capitolo 2 - Dark Despair (Parte 2)
Knochen Johann utilizzò i tempi morti del lungo viaggio per farsi insegnare da Karelia qualche "trucco del mestiere", come lei aveva promesso di fare. Al momento dello sbarco, poi, mise mano al borsello, in cui aveva già preparato le monete di differenza rispetto ai soldi comuni da impiegare per il viaggio, e pagò il capitano, integrando le due cifre. Infine, ricambiò l'augurio dell'uomo e guardò Will, in attesa di una sua indicazione su dove recarsi.
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Capitolo Undici - Fuga dal gelido paradiso
Clint Connor Clint fulminò con lo sguardo Llandowar, poi gli si rivolse in un tagliente elfico Rimase a sentire con attenzione il discorso confuso della spia, per poi rispondergli: "E non credi che sia ora di raccontarci il perché, Havard? Perché la Regina del Gelo starebbe cercando Bjorn? Non è più tempo di segreti, qualunque sia la loro origine. Cosa ha fatto tuo figlio per interessare tanto la nostra nemica? Qual è il vostro rapporto - se un rapporto esiste, beninteso -? Quando ne hai parlato, mi hai quasi dato l'impressione di averla conosciuta, prima che si tramutasse in ciò che è ora... Parla chiaramente e permettimi di mettere in guardia il nostro compagno. Ha diritto di sapere almeno questo quanto prima, perché c'è il rischio che nessuno di noi faccia ritorno o lo riveda...". Guardò quindi Tonum, come inebetito, solo per scrollare le spalle, incredulo: "Fai ciò che ritieni giusto, Tonum. Sappi solo che, se questa missione dovesse ulteriormente fallire, non saranno solo i Fiordi a capitolare. Ed, allora, la tua rinnovata fede varrà ben a poco". Si trasse infine in disparte, non prima di aver lasciato in mano ad Ariabel un biglietto: Ariabel
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Capitolo V: Barusha
Sandrine Alamaire Stanza della Vedova
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Capitolo V: Barusha
Sandrine Alamaire Non mi sfugge il fatto che veniamo completamente divisi, ma mi lascio guidare, permettendo ai miei piedi di fungere da interpreti per le indicazioni della chiave. Un glorioso nuovo mondo.
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Capitolo V: Barusha
Sandrine Alamaire "Mistero... e grazia. Non potrei scegliere altro!", spiego, sorridente, mentre chino il capo con riconoscenza e prendo la chiave decorata col volto velato.
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Capitolo V: Barusha
Sandrine Alamaire Mi guardo attorno, stranamente sorpresa. Non mi aspettavo di attirare così tanta attenzione. Un canto della buona notte per i bambini di un popolo che riposa poche ore a notte, i cui scarsi sogni vanno cullati con amore. Sorrido e faccio un inchino. Elfi. Un'isola di Elfi. "Grazie...", sussurro.
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Capitolo V: Barusha
Sandrine Alamaire "Per tutto ciò che c'è di Sacro al mondo, lady Tamara, questo luogo è un incanto...", commento, estasiata da una bellezza mai contemplata prima. Cammino in punta di piedi, assaporando i passi come una ballerina, il mio sguardo uno saettare curioso verso ogni dove. Il mio cuore batte forte, finalmente colmo di ottimismo e serenità, dopo settimane di orrore, sofferenza, paura ed incertezza. Girando la testa intorno, io canto, la Figlia dello Zefiro e del Tulipano nella pienezza di sé stessa, di nuovo bambina. Sulla punta delle labbra, l'unico ricordo di mia madre, la sola cosa che mi ha insegnato, la dolce ninna nanna di una antica genìa di elfi. Elfi oltre l'oceano, ormai. DM
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Capitolo Undici - Fuga dal gelido paradiso
Clint Connor "Tu l'hai deluso nel momento stesso in cui non sei nato elfo, Tonum... non mi dire che non te ne sei accorto. Gli faceva schifo anche solo l'idea che la sua superiora fosse una Umana. Beh, ora, forse, sarà contento", commentò, tetro, Clint. "Chandra, raduna i Falchi. Dobbiamo capire dove andare. Qual è la strada migliore. Come comportarci se incontriamo delle pattuglie e, soprattutto, delle carovane. Dobbiamo capire come sopravvivere e, possibilmente, come ottenere qualcosa in questa maledetta guerra dove è così importante fare in fretta, anche a discapito del provare a fare meglio. O anche, soltanto, bene".
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Capitolo 4 - The Black Sepulchre
Victor "L'Imperatore protegge", salmodiò, quasi automaticamente, ľArbitrator. "Solomon, dammi una mano coi tuoi occhi da cyber-corvo a cercare di capire dove porta. Se possibile". AdG
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[TdG] WFRP Slave to Darkness (Chapter II) - Death Takes a Holiday
Wilhelm "Sei un maleducato, nano. L'ho fatta prima io, la domanda. E la so perfino usare, la spada", commentò Wilhelm, tra il minaccioso ed il sarcastico.
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<post>Hu|Man <r/e/>volution [Topic di Servizio]
Hard-Boiled Lo stereotipo dello stereotipo è un ex-poliziotto diventato investigatore privato che fuma narcoinalatori a tutto spiano, ingolla bicchieri su bicchieri di pessimo sintoalcol, fa fatica a pagare l'affitto e chiama "sbirri" i suoi colleghi di un tempo, con cui litiga un giorno sì ed uno no, tra un favore fatto ed uno ricevuto. Ma Mathias se ne frega, degli stereotipi: il suo corpo rigetta tutte le droghe, quindi non beve e non fuma... perché, così, che gusto c'è? Mathias a malapena si può permettere un appartamento, anonimo, pagato tutti i mesi in contanti e riceve i clienti dove capita. I soldi svaniscono come neve al sole, quando il tuo corpo è un esperimento fuorilegge che ti esclude dalla società. Mathias non ha ex-colleghi da chiamare sbirri, perché si è dovuto allontanare molto, dal suo vecchio distretto. E nessuno sa dove sia, ora. Ma se la vita non è un romanzo di quello scrittore di cui leggeva i libri in biblioteca, tuttavia Mathias non si fa mancare qualche tocco di noir, in fondo. Impermeabili nella notte, lampioni malfunzionanti, risse, pestaggi, minacce, vetri rotti e bicchieri spaccati in testa, spari al buio e cadute dalle scale. E belle donne. Nomi falsi, occhiali autopolarizzati, capelli a tesa larga di Vero Cotone, tailleur griffati, una traccia di Essenza Naturale. Vedove in pericolo, figlie di papà combinaguai, VR-entreneuse di alto bordo, oloattrici sniffomani, mogli tradite. Soldi subito, che profumano di Proibito ed Impossibile, a pagare una soluzione ed il silenzio. Quella sera, toccó a Luise. Nessun cognome, come se il nome, poi, fosse vero. La pedinavano, raccontò. Uomini del suo ex marito, Karl Tischmann. Sì, proprio lui. Karl Tischmann, il Becchino. Mafia nippo-tedesca, una costola europea della Tryakuza. E la pedinavano per davvero, la povera Luise. Luise, che probabilmente aveva soffiato della grana al marito, prima di scappare. Ma sono dettagli. Mathias ci rimediò i quattrini per tre mesi di affitto, una raffica di proiettili blindati in titanio a bruciapelo, quattro cadaveri da nascondere ed una notte di fuoco. Ah, sì. E due giorni al commissariato, a spiegare che no, non aveva una identità digitale e sì, il suo nome era proprio quello. Lo aveva scelto apposto. Quando si era ricostruito una identità, con gli ultimi soldi dei suoi genitori morti.
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[Capitolo 1] Le zanne e la luna
Andrej Tars Quasi impreco per il dolore, ma cerco di trattenermi e mi lancio un picchiata contro ľincantatore nemico, stringendo l'arma saldamente per provare ad infilzarlo. DM
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Capitolo V: Barusha
Sandrine Alamaire "È tutto così... meraviglioso, lady Tamara!", esordisco, ammirata. "Lalibela mi ricorda Malmerois, la capitale di Vaudemont, il regno della mia famiglia, ma almeno dieci volte più bella. E questa reggia... e come se fosse il mio adorato Chateaux-Blanc, reso perfetto ed eterno...", dico, mentre una lacrima di commozione mi scivola sulle guance.
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Capitolo Undici - Fuga dal gelido paradiso
Clint Connor "Allora usciamo e riorganizziamoci. Ma penso che dovremo comunque fare qualcosa, dopo. Non possiamo lasciare che altri prigionieri vengano massacrati così impunemente...", riprese Clint. "Se ci sono altri convogli in arrivo, dobbiamo pensare a salvare almeno loro".
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