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[Alonewolf87] Uccisori di Giganti - Gruppo 2 - Parte 2
Tariam @sala comune
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Capitolo Ventotto – Il tramonto della terra dei ciliegi
Trull Tanner @ Bjorn Il nano, conoscendo le abilità e le abitudini di Bjorn in vista di una battaglia, si presentò da lui con una richiesta. “Vorrei che acquistassi per me una gemma dall'Emporio dei Sogni, ho qui una cambiale da 5000 monete. Puoi farti consigliare da Clint, se credi, ma mi va bene qualsiasi genere di gemma per il potenziamento di un'arma, in particolare di una lancia. Un potenziamento di qualsiasi genere, tranne che con poteri di fiamme e fuoco. Mi faresti un grande favore ed un grande piacere.” @ Vedra Trull si presentò dalla nana con una gemma in mano. Non era avvolta né imbellettata, come fosse un oggetto qualsiasi, d'uso comune. Si fece consegnare la lancia da Vedra, e mentre sistemava la gemma spiegò il suo gesto. “Ancora non ti conoscevo, ma avevo già promesso a tuo padre che avrei fatto quel che potevo per difenderti, durante la nostra missione ad Huruk-Rast. Quel tipo di giuramento però non si esaurisce col tempo... ora che stiamo per affrontare nemici ancora più pericolosi, tutto quel che posso fare, poiché non posso tenerti lontana dalla battaglia, è fare sì che i tuoi colpi siano più dolorosi, fare sì che i tuoi avversari abbiamo meno possibilità di sopravvivere per contrattaccare. Per tanto, consentimi di tenere fede alla mia promessa a Beregar, e porta questa gemma sulla tua arma, durante la battaglia.”
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Capitolo Ventotto – Il tramonto della terra dei ciliegi
Trull "Generale" Tanner Il nano fu lieto di raccogliere le risposte positive della principessa consorte, del re Augustus Mac-Tir e del duca di Acquastrino. Aveva gia' collaborato anche con Meyer, sapeva bene quanto fosse valente come comandante dei suoi veterani. Ad ognuno dei nobili che lo appoggiarono rispose con un cenno di assenso cortese ed elegante, significativo, deferente senzza essere umile: il suo classico inchino, per eseguire il quale piegava la testa ma manteneva ritta la schiena. Ascolto' i progetti per il futuro del Katai approvando in pieno quanto esposto dal re Augustus. Quindi fu la volta di ascoltare il Principe Von-Gebsatel... ma ancora una volta fu la voce della Ivarstill a farsi sentire, prevaricando il proprio marito. L'umore di Trull peggioro' vistosamente, tanto che incrocio' le braccia sul petto per impedirsi di cedere alla tentazione di usare le mani per rispondere alle provocazioni della donna. Lui non sarebbe mai mancato a quella battaglia, proprio perche' aveva due figli: quale futuro avrebbe lasciato loro non dipendeva da altro che da quanto sarebbe avvenuto di li' a poco. Braccia conserte, si trattenne anche dal rispondere all'infelice battuta della donna che tanto era piaciuta al Drago. Non era forse il caso di puntualizzare che non di solo spada muore il nemico, ma anche di falchion, di martello, di catena, di soffio infuocato o gelido o cronotemporale, e di incanti, migliaia di incanti pronunciati a fior di labbra dai migliori incantatori, suoi compagni indispensabili per il buon esito di ogni missione. E quante vittorie avrebbero potuto avere, senza che una goccia di sangue fosse versata, lasciando parlare solo Oceiros e mettendo a cuccia Thorlum? Almeno di una era certo, ma una zucca come quella non avrebbe capito la lezione nemmeno ad infilarla nella sua testa con una spada. Sguardo torvo, sopracciglia increspate, l'amarezza che gli veniva su dal cuore o forse dallo stomaco. Poi una voce attiro' il suo sguardo, una che non si aspettava, e gli occhi si incrociarono. Su un viso un'espressione di speranza, sull'altro di timida risolutezza, che tuttavia gonfiava la propria onda trovando nello sguardo del piu' basso fra i due quella approvazione che forse desiderava. L'espressione di Trull si apri' in un sorriso di sincera gioia, sebbene continuasse a tenere le braccia conserte... questa volta per impedirsi di andare di slancio ad abbracciare il Principe, seguendo un residuo impulso da mezzelfo! Alla chiosa, di magistrale e quasi nanico sarcasmo, Trull sarebbe esploso in un applauso, ma vedendosi nuovamente osservato dal principe, estrasse da sotto l'ascella la mano destra e tenendola ancora posata sul gomito sinistro, la chiuse a pugno sollevando per qualche istante solo il pollice. Con le labbra, senza pronunciare suono, sillabo' per gli occhi del nobile. I compagni di battaglia, gli amici, i guerrieri, cominciarono a confermare la loro adesione, nonostante l'offerta del Principe. Trull si reco' da ognuno di loro stringendo loro, senza distinzione di razza o di genere o di casta, virilmente l'avambraccio. Sarebbero stati sullo stesso campo ancora una volta, mescolando al suolo il proprio sangue e quello dei nemici... sperabilmente in un rapporto sufficientemente sbilanciato a proprio favore da sopravvivere e vincere. Al termine della riunione, Trull si reco' dal comitato dei nani di Huruk-Rast, chiedendo delle novita' in citta'. Le costruzioni, le fortificazioni, la collaborazione, la gestione dei senza casta, l'ampliamento dell'orfanotrofio e le adozioni, l'attivazione della convenzione con l'Accademia Von-Gebsatel. Non chiese nulla di personale... non dei genitori, niente dei figli. Offri' una cena nella casa vinta giocando a Shogi, durante la quale tento' di essere un anfitrione degno delle sue origini, Delila e Tregoer Tanner dei Forgiacciaio, sebbene non sarebbe mai potuto esser loro pari quando a tavole imbandite. Offri' loro anche di rimanere e provvedere a dei giacigli fino alla partenza, disponendo della casa a loro piacimento, come fosse un'ambasciata della Citta' sotto la Montagna dall'altra parte del mare. Trull si mostro' gentile con tutti gli ospiti, senza eccedere nell'interesse verso Vedra. Rimandava il corteggiamento al dopo l'ultiima battaglia... sperando che prima o poi fosse davvero l'ultima.
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Capitolo 3 - Night’s Dark Terror (parte 2)
Vassilji “Ho una lanterna, e l'olio per alimentarla... sebbene molto abbia dovuto usarlo diversamente.” Era stato l'unico modo che fosse riuscito a trovare per separare e poi abbattere gli esseri che gli impedivano la fuga, dentro la tana dei Cavalcalupi. “La affido a chi mi segue, che illumini bene i miei passi. Non vorrei esserne impacciato, o peggio spegnerla o romperla, se dovessi trovarmi ad evitare una trappola.” Predispose l'arnese, poi si rimise in testa per condurre il gruppo con passo leggero, silente, ed estremamente prudente.
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[Capitolo 1] Le zanne e la luna
Ceredic “Dannazione. Vado a controllare l'altra porta, quella senza protezione magica. Spero di sua aperta. Voi state qua. Se qualcuno dovesse sorprendermi e attaccarmi, lo prenderete alle spalle.” Aspetto che Andrej mi faccia spazio, per tuffarmi nel calore asfissiante della stanza vicina. Passerò rasente il muro, e correndo, per restare in quel calore meno tempo e più lontano possibile.
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Capitolo 3 - Coin's End
PietroD ha risposto a AndreaP a un discussione La Storia della Moneta in Racconti di Kalamar - Cronache ReanarianeGromnir "Mi trovi d'accordo. Forziamo la marcia ancora per le ore che rimangono al tramonto. Grazie a Damon, non avremo necessita' di fermarci in anticipo per cercare un riparo adeguato." Il guerriero non aveva mai considerato all'utilita' 'logistica' di avere un mago nella propria squadra, ed ogni volta che potevano addormentarsi senza montare di guardia benediceva il caso che aveva portato quell'arcanista fra loro.
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Capitolo 2 - Dragons of Flame (Parte 1)
Flint "Certo che lo siamo. Se non hai armi a distanza prenditi quella di un qualche compagno. A loro non serve piu', a te tornera' utile contro la viverna." Si mosse verso Tanis, facendo cenno di essere pronto e voltandosi. "Smettiamola di cincischiare e partiamo!" esorto' tutti gli altri, con un occhio particolarmente severo verso il piccolo Tass.
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[Capitolo 1] Le zanne e la luna
Ceredic Le parole di Kyrian mi fanno capire che starebbe bene anche fra il clero, e probabilmente nessuno si accorgerebbe che e' un barbaro. "Guarda che ho detto di avere una cattiva opinione dei chierici, non degli Dei. Che il cielo mi fulmini ora se non e' vero.". Certo di scamparla, ma pronto anche a farmi di lato in caso di folgori improvvise, attendo che anche la terza leva venga abbassata.
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[Alonewolf87] Uccisori di Giganti - Gruppo 2 - Parte 2
Tariam
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Capitolo 2 - Dragons of Flame (Parte 1)
Flint Lotta cruenta e rapida. Non la più onorevole delle battaglie, ma di certo la più efficente. Il nano ne era comunque loro. Quanto al superstite, trovava sospetta la spiegazione, per quanto possibile. Andava tenuto d'occhio, se fosse rimasto insieme a loro. “La rapidità è critica, in questa missione. Riesci a muoverti rapido, nonostante le ferite? Altrimenti resterai indietro, e sarai comunque solo.” L'invito a decidere per il recarsi in città dagli elfi invece che unirsi a loro era poco meno che palese.
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[Drenor] Prologo – Nelle loro mani
La femmina sente di certo il mio consenso crescere nella sua mano, ma non basterà, perché quel genere di risposta non riuscirei a negargliela. Potrei invece dirle di no, sebbene a costo della mia breve fragile vita. In realtà non ho scelta, perché io voglio vivere. Ho sempre voluto vivere. “Ogni suo desiderio è un mio desiderio, mia signora. I segreti di quella donna saranno per i vostri occhi, mia signora.” Non chiedo i dettagli, non ora.
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Capitolo 3 - Coin's End
PietroD ha risposto a AndreaP a un discussione La Storia della Moneta in Racconti di Kalamar - Cronache ReanarianeGromnir "Se era malata, allora prestate attenzione. Potrebbe ancora passarvi la sua malattia." ormai la situazione sembrava chiara. Una patologia difficile, un viaggio della speranza affrontato nonostante i pericoli, ed un esito tragico ma che, forse, almeno per lei era stato misericordioso. "Bruciamo il carro con il cadavere all'interno. Una pira sara' comunque un degno funerale, sebbene una colonna di fumo potrebbe attirare qui altri visitatori indesiderati." propose Gromnir pragmaticamente. L'idea romantica di seppellire insieme i due amanti non poteva trovare spazio se non nell'empireo delle idee.
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Capitolo 1 - Londra 1923: Ballando nella Nebbia della Sera
Ludwig "Un classico." commento' il tedesco in modo atono, una semplice constatazione che alludeva ai circhi di personaggi variamente appariscenti collezionati da proprietari senza scrupoli in ogni parte del mondo. Freaks circus li chiamavano gli americani. Interessante coacervo di personalita' che vi si radunavano, interessanti da osservare... specialmente gli spettatori inorriditi ma compiacenti. "E' forse il Morgan parte della presentazione di oggi? Mi farebbe piacere dargli un'occhiata dalla distanza, prima dell'incontro ufficiale a quattr'occhi ed in modo che non mi veda. Se articolasse ancora parte della propria follia potrei cesellare meglio le mie parole."
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Capitolo Ventotto – Il tramonto della terra dei ciliegi
Trull Tanner Il ciambellano che aveva parlato davanti a tutti torno' istantaneamente il nano imbranato che era un tempo, appena senti' di nuovo quel colpo sul petto, e gli effetti devastanti che ebbe sul proprio corpo. Eppure... quello 'era' un tempo, passato. Afferro' il polso di Vedra, senza stringere troppo ma con sicurezza, trattenendo per un secondo il suo pugno contro la propria armatura. "Non hai ancora visto tutti gli anelli della mia catena, Vedra. Un giorno mi piacera' mostrarteli. Quando tutto questo sara' un ricordo.". Abbasso' gli occhi, nascondendo l'imbarazzo che vi si sarebbe letto, cui era troppo aduso perche' riuscisse a cancellarlo dal proprio carattere, e con esso nascose tutto il resto. Per sua fortuna, Clint inizio' un'esortazione solenne, degna del campo di battaglia che li attendeva, e allora fu su di lui, sull'amico della prima ora che appunto' il proprio sguardo. Dove erano arrivati, loro due? Dove sarebbero arrivati, ancora? Una battaglia che valeva le loro vite, e molto di piu'. Responsabilita' troppo grandi persino per un re. Trull fece semplicemente un passo avanti. "Eccomi, amico e fratello. Rispondo alla tua chiamata, Clint Draconis, ma per una volta non e' la nostra amicizia a spingermi. Un'ultima battaglia deve essere fatta, e deve essere vinta. Gli shogi e gli scacchi lo insegnano, sacrifici, alleanze e strategie conducono la partita ad un unico punto, ed e' li' che ora siamo. Alla mossa decisiva, la scacchiera e' quasi pronta, il vantaggio nei pezzi acquisito. Serve un ultimo affondo, e questa volta non possiamo sbagliare. Niente pudori, niente sotterfugi. Sono qui e sono pronto ad assumermi l'onore e l'onere del comando, certo di poter contare sui miei compagni come valenti ufficiali: Bjorn, Clint. Certo che Lady Marie Antoinette Ivarstill e il Capitano Decanti mi lasceranno disporre di Thorlum come attendente di campo, al di la' delle reciproche diffidenze. Altrettanto certo che il valente Flurio accettera' di unirsi a noi nella catena del comando senza che debba chiederlo una seconda volta. Noi tutti risponderemo Presente, il giorno della battaglia, perche' coloro nel cui cuore albergava il dubbio sono gia' sulla via di casa. Perche' in verita' noi tutti rispondiamo ad una sola chiamata: quella dei popoli dell'Ovest e dell'Est, uniti!!! Per concludere questa guerra."
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[Drenor] Prologo – Nelle loro mani
Sono gia' pronto a chiedere perdono alla mia signora, per aver corso troppo tentando di indovinare i suoi desideri, che la voce mi muore in gola. Ha pronunciato il mio nome. Adesso non sono piu' un suo giocattolo, l'anonimo maschio tratto dal mazzo per esaudire un capriccio, un desiderio o un bisogno. Sa il mio nome, cercava me e nessun altro... sono la sua preda! Sono fregato. Posso solo trattenere il terrore, e mostrarmi condiscendente. Solo rendendomi quel che cerca, solo confermandomi colui che puo' fare quel che vuole da me posso sperare che non mi usi come fodero caldo dei suoi pugnali. Dipingo un sorriso di compiacimento sul mio volto, mentre la voce si prostra ai suoi piedi come il mio corpo legato non puo' fare. "La ascolto, us'jalil.”
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Capitolo 3 - Night’s Dark Terror (parte 2)
Vassilji L'uomo allungo' una mano verso la porta, ma esito' un istante a spingere. Un ultimo scrupolo. "Questa porta e' strana... ma non mi sembra vi siano trappole. Entriamo qui o tentiamo di verificare l'aspetto 'magico' degli altri due tumuli?"
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[Capitolo 1] Le zanne e la luna
Ceredic "Molto astuto, Andrej. Se cio' che suggerisci e' vero, il clero imbroglia i propri fedeli qualunque ne sia la razza, indipendentemente dalla volonta' attribuita ai propri Dei." Gia' ammiravo Andrej, per valore. Adesso devo riconoscergli una discreta sagacia. "Tirale tutte e tre, Rallo. E pronti a muoversi alla terza!"
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Strategie di combattimento 2
Il calcolo del Command Rating avviene sommando il livello da guerriero o maresciallo di un personaggio e la metà dei livelli in classi diverse. A questo si può aggiungere un +4 se si dispone del talento Autorità, la metà dei gradi che un personaggio ha in Professione (Comandante militare) e il modificatore di Intelligenza. Gli ufficiali possono offrire un bonus pari alla metà dei livelli da guerriero/maresciallo e un quarto in altre classi, fino a un massimo totale pari al modificatore in livelli del comandante. Trull dovrebbe avere: 10 [guerriero] +3 [altre classi] +1 [INT] +9 [comandante]= 23 Chiederà ai guerrieri del gruppo ed anche a chi ha Autorità, Thorlum incluso, di fargli da ufficiale.
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Capitolo Ventotto – Il tramonto della terra dei ciliegi
Trull Tanner L'ex-ex-nano non aveva idea di quanto il suo corpo 'non-suo' l'avesse condizionato fino a quel momento. Salutando i nuovi arrivati, nel proprio ruolo di ciambellano di Firedrakes e di nano de solis et de visu di Huruk-Rast, se ne rese conto, poiché per la prima volta si sentiva davvero loro pari. Non solo dei membri del Consiglio della Città sotto la Montagna, ma anche della nobiltà di Glantria tutta, re Augustus incluso. Con un'unica, notevole eccezione. Si presentò davanti al principe Derbel, sorridente, a capo chino, senza inclinare il busto, com'era sempre stato suo costume prima di crescere suo malgrado di statura. “Questo corpo ha già giurato, mio principe. Non la costringerò a sentire ancora quelle stesse parole uscire da sotto gli stessi baffi. Né la costringerò ad impugnare ancora la spada fuori dal campo di battaglia. Sono lieto di rivederla, e sempre onorato di servirla ancora.” Se conosceva il principe, un abbraccio non sarebbe mancato, e lui avrebbe ricambiato, attento a non incrinare costole all'umano. Presto fu già il momento della riunione fra i leader di quella coalizione, appena Golban riuscì ad essere dei loro. Trull si era fatto trovare preparato, portando con sé uno scriba e svariati rotoli di pergamena con le mappe aggiornate di tutto il continente orientale. Sarebbero servite durante quella che immaginava sarebbe stata una riunione tattica programmatica, dove dettare modo, tempi, regole di ingaggio e di ritirata, coordinamenti. Fu sorpreso di constatare altro, prima ancora che riuscisse a parlare c'era già la Ivarstill che delirava d'onnipotenza, e Thorlum che eseguiva un ordine mai ricevuto da nessuno, di arrestare il valente Bjorn. Gettò le mappe allo scriba, che capitombolò quasi comicamente alle sue spalle, mentre Trull guadagnava il centro dell'emiciclo, per parlare al consesso tutto. “Vostre altezze, eminenti Signori, e gentili signore, vi invito alla calma.” “Thorlum, Winn'ler, mettetevi in un angolo, in castigo come bambini, poiché tali vi state atteggiando. Possibilmente, Thorlum, mettiti vicino al Capitano Decanti e cerca di farle da Guardia del Corpo, poiché tale sei, e non Guardia carceraria né boia. Rassegnati.” “Ora, andrò dritto al punto. Confermo che Bjorn è il figlio della Regina del Gelo. Pensavo che ad Huruk-Rast fossero giunte molte storie sulle nostre avventure, ma gli scaldi ne avevano evidentemente troppe da narrare, tanto che in pochi sanno che io stesso ho abitato i panni di un elfo e di un mezzelfo, per diverso tempo. Ciò non ha reso me un nano peggiore, così come non ha reso Bjorn un uomo diverso da colui che si è speso con gli altri per vincere quella battaglia. Una battaglia durissima, tale da costarmi la mia prima morte, congelato dall'alito della megera. Bjorn fu tra coloro che si spese per riportarmi in vita. Perciò, maggiorenti della mia città natale, potete stare certi che quell'uomo sia migliore di molto rispetto ai propri natali. Io gli affiderei i miei stessi figli.” “Pochi conoscono bene Bjorn come il Comandante in persona, e sono lieto di constatare che richieda quantomeno una dilazione nell'ordine d'arresto. Per quanto io sia il primo a reputare l'origine invalido in questo Stato, secondo la giusta dottrina del nobile d'animo e di nascita Sir Clint Draconis.” “Tuttavia, intendo denunciare ben tre persone in questa sala che meriterebbero la stessa sorte di Bjorn, avendo anteposto i propri sentimenti alla missione. Il primo è quel nano di fosso e senza casta che si spaccia per una guardia del corpo ed anela ad un'unica cosa: la vendetta. Più volte ci ha quasi condannati tutti alla sconfitta, per non tacere dei 1300 morti che gravano sulla sua coscienza, e gli altrettanti orfani che mai si è sognato di risarcire. Egli è qui, lecitamente, inviato dalla seconda persona che ha agito come Bjorn. Lei sa che abbiamo perso una pedina essenziale per l'intero gruppo, a causa dei suoi capricci vendicativi. Abbiamo acquisito un'armata di coscritti, in compenso; tagliagole di prima cotta cui dovremo badare, nella migliore delle ipotesi.” “La terza persona che ha agito così, invece... ebbene sono io. Mi faccio una colpa ogni giorno, ma oggi è giunto il momento di rimediare. La mia colpa è stata quella di voler salvaguardare un nascente legame familiare, nella speranza che l'amore reciproco mitigasse e rinsavisse da un lato, rafforzasse dall'altro. Un mero, sentimentale, errore di valutazione. Perciò ora vi dico che quel che intendeva dire il mio Principe Von Gebsatell... intendo ascoltarlo esclusivamente dalla sua propria, virile, nobile voce. E non tollererò ulteriori interruzioni, che saranno considerate vilipendio al Principe e trattate come tali.” Si voltò verso Derbel, e chinò il capo. “Perdonatemi Principe. Vi ascoltavo ma non vi sentivo. Ora sta a voi.”
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[Drenor] Prologo – Nelle loro mani
Drenor Devono avermi fatto assumere qualcosa, in genere ricordo come mi sono infilato in certe... situazioni. Questa per fortuna non è una delle più scomode, sebbene non possa dire che non è pericolosa. Non è neanche una novità, e difatti da tempo cerco di farmi 'obbedire' almeno dalle corde, senza fortuna. Potrei liberarmi in un istante, altrimenti. Invece, posso solo rispondere. Rispondi alla domanda che mi è stata fatta. Ma anche a quella che mi pare sottintesa. Spero di reggere, perché non ricordo nemmeno quanto dovrei essere stanco. “F'sarn mimun. F'sarn kr'athin, us'jalil.”
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Capitolo 3 - Night’s Dark Terror (parte 2)
Vassilji "Mer..." sfuggì all'uomo, che si trattenne giusto in tempo per non mancare di rispetto al luogo. Ed anche per non suggerire al luogo stesso di cambiare il proprio aspetto in ben altra sostanza. "Fermatevi. Anche se non è più una porta di legno, é pur sempre una porta. E quelle sono affar mio." Raccolto il coraggio ed il sangue freddo a quattro mani, Vass ripose la spada ma trattenne in mano un pugnale, quindi si mise ad esplorare stipiti, porta e pavimento, in particolare i luoghi in cui poggerà i piedi.
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Capitolo Ventotto – Il tramonto della terra dei ciliegi
Trull Tanner @SassoMuschioso
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Capitolo Ventotto – Il tramonto della terra dei ciliegi
Trull 'redi-nano' Tanner Non era tornato dalla morte, questa volta, ma le dimostrazioni d'amicizia da parte dei propri compagni d'avventura non furono da meno delle precedenti. Anzi, i loro volti apparivano addirittura più lieti, quasi rinfrancati dal vedere che la rocciosa sostanza di cui era fatto il nano dentro, era tornata ad esternarsi mostrando al mondo un corpo di nano anche fuori. Lui in primis, non riusciva a staccare le mani dalla barba, passandovi e ripassandovi dentro le dita quasi inconsciamente, come se avesse bisogno di una energica pettinata pur non disponendo di una spazzola. Ogni tanto se la tirava, sentendo con piacere quel lieve dolore alla pelle che stava ad indicare che erano tutti peli suoi, niente di posticcio. Era tornato a vedere Vedra alla stessa altezza. Un peccato, poiché dall'alto poteva sbirciare con più facilità e quasi con involontario imbarazzo il generoso assortimento che essa esponeva al centro del petto; d'altra parte, era invece un bene perché finalmente poteva guardarla negli occhi, che erano cupi e profondi esattamente come li ricordava dal giorno che l'aveva conosciuta. Era tornato a vedere dal basso in alto personaggi come Bjorn e Clint, e così doveva essere: loro due erano nati e vissuti lontano dalla nobiltà, eppure erano perfettamente incastonati là dove il destino li stava mettendo, sugli scranni più alti a dirigere gli uomini. Zhuge purtroppo non poteva essere lì con loro, ma Trull si era fatto un appunto mentale di tentare l'impresa di riconoscere la Fenice, dovunque fosse andata a rinascere dalle sue ceneri. Tom Po restava l'unico con più pelo di lui, adesso, se non si contava la tricotica trasformazione di Winn'ler, ed il nano accolse il complimento del monaco come fosse una medaglia. "Ho davvero bisogno di un paio di nastri, ora." rivelò mentre tentava di ridare forma di treccia alle due cascate bianche che scendevano ai lati del cranio. Voleva essere presentabile, mentre andava a parlare con i veterani, non avendo dimenticato il loro invito. Intendeva portare loro un messaggio di speranza, chiedere quanto ancora fossero disposti a dare per il loro Paese, ottenere che la loro esperienza non andasse sprecata, in un modo o nell'altro. Prima di andare da loro, tuttavia, divulgò due propri intendimenti. Il primo, quello di devolvere l'intera parte di bottino che aveva ottenuto dalla incursione in miniera a tre iniziative benefiche, in favore rispettivamente dell'orfanotrofio di Huruk-Rast, delle famiglie di nani Tagliarocce e a quelle degli uomini del Nord che erano stati schiavi in quelle miniere, sotto il gioco degli Orientali e degli Schiacciagoblin. Il secondo intendimento, quello di festeggiare il ritorno di Trull Testadariete Tanner nella propria Testa, Petto, Coscie e Braccia, offrendo una bevuta a tutta la squadra tornata dalla miniera. Avrebbe brindato alla Fenice caduta ed al risorgere del Bene dalle ceneri del Male. A Vedra, facendosi coraggio, rivolse un invito personalizzato: "Vi vorrei al mio desco, come ospite, stasera.". Sapeva di avere molte meno chance con lei nei panni attuali che in quelli precedenti, per quanto lei stessa aveva affermato in passato, ma ormai non aveva più le remore, i patemi, e l'ansia di prestazione di un tempo. Ora era un padre, ed un ciambellano, e non più un semplice vecchio nano senza prole e per giunta dipendente di Beregar come molto tempo indietro. Che la serata portasse quel che avrebbe portato, Trull sarebbe stato lieto in ogni caso. Non fosse altro perché a rallegrarlo aveva negli occhi l'immagine di Delila che lo rivedeva nell'aspetto con cui l'aveva partorito... metaforicamente parlando, per lo meno.
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[Alonewolf87] Uccisori di Giganti - Gruppo 2 - Parte 2
Tariam Lave
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[Capitolo 1] Le zanne e la luna
Ceredic Il gesto di Izbar su Rallo non passa inosservato. Li vedo sparire, e taccio. Se volevano farci fuori, non sara' questo il momento, dato che possono aspettare che ci uccidano o almeno ci fiacchino i Turani e gli orchi. Per ora, e solo per ora, abbiamo un problema in meno. Pero'... mi avvicino ad Andrej per sussurrargli qualcosa. Appena Andrej mi risponde, mi sposto rapido, puntando verso la porta che i miei compagni stanno per riaprire.