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Dragon Heist - Reprise

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Avete fatto tutti vite diverse, decisioni diverse, strade diverse. Eppure, nonostante le vostre differenze, siete tutti giunti fino agli Arpisti.

Non si tratta di una fazione che affigge manifesti per le strade o allestisce banchetti di reclutamento nelle piazze. Preferiscono osservare, raccogliere informazioni e, soprattutto, scegliere con attenzione le persone a cui rivolgersi. Per questo motivo siete stati contattati tutti in maniera diversa.

Chi ha ricevuto una lettera apparentemente anonima, chi è stato avvicinato in una locanda...  qualcun ha semplicemente trovato una piccola spilla d’argento a forma di arpa tra i propri effetti personali.
Il messaggio però, è ugualenoer tutti:
"Al tramonto. Fontana della Sirena. Venite soli."

Quando raggiungete la fontana, trovate ad attendervi una donna avvolta in un comune mantello da viaggio. Capelli castani, abiti anonimi e un volto che dimentichereste facilmente in mezzo alla folla. Probabilmente proprio l’effetto che desidera ottenere.

La donna aspetta che siate arrivati tutti, confrontando più volte i vostri volti con qualcosa che sembra conoscere già molto bene.

"Non fate domande. Non ancora."

Non è esattamente il genere di frase che ispira fiducia, ma la sconosciuta non vi lascia molto tempo per discuterne. Si incammina tra le strade della città senza controllare se la stiate seguendovo meno, come se fosse certa che nessuno di voi abbia attraversato mezza Waterdeep soltanto per ammirare una fontana.
Il percorso è volutamente tortuoso. Attraversate strade affollate, cambiate quartiere più volte e passate persino attraverso il retrobottega di un venditore di stoffe, che non sembra minimamente sorpreso nel vedere un gruppo di sconosciuti sfilare tra i suoi rotoli di velluto. Evidentemente, sintratta di un percorso usato più volte dagli Arpisti.

Alla fine raggiungete una casa elegante, ma abbastanza discreta da non attirare troppo l’attenzione. La donna bussa alla porta seguendo una precisa sequenza e, quando questa si apre, vi accompagna in un salotto riscaldato da un camino acceso.

Ad attendervi trovate un uomo dai capelli rossi, vestito con abiti costosi ma privi dell’ostentazione tipica di molti nobili della città.

Lo riconoscete praticamente subito: Renaer Neverember.

Figlio dell’ex lord svelato di Waterdeep, nobile, avventuriero e, a quanto pare, membro degli Arpisti. Negli ultimi anni il suo nome è stato legato a una vicenda che buona parte della città preferirebbe dimenticare: il ritrovamento del tesoro sottratto a Waterdeep da suo padre e gli eventi che seguirono.

Renaer si alza per accogliervi, osservandovi uno alla volta.

"Grazie per essere venuti. Gli Arpisti hanno bisogno di persone capaci di muoversi liberamente in città, raccogliere informazioni e intervenire quando necessario. Persone che non siano già conosciute da tutti i nostri nemici."

La donna che vi ha condotti fin lì chiude la porta alle vostre spalle e rimane accanto ad essa, mentre Renaer indica le poltrone e le sedie disposte nella stanza.
Sul tavolo sono già pronti del vino, una teiera e qualcosa da mangiare.

"Prima di raccontarvi perché siete qui, sarebbe opportuno che sapeste almeno con chi dovrete lavorare."

Renaer torna a sedersi e vi lascia la parola.
Per il momento, sembra che nessuno abbia intenzione di aggiungere altro.

Tutti

@Ghal Maraz @Daimadoshi85 @Octopus83 @Ian Morgenvelt

Vi lascio un giro di post per presentarvi agli altri: aspetto, equipaggiamento visibile, atteggiamento e ciò che desiderate raccontare del vostro personaggio.

Potete anche indicare brevemente in che modo siete entrati in contatto con gli Arpisti e per quale motivo avete accettato la convocazione.

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  • Octopus83
    Octopus83

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Xaden Riorson

Il tragitto dalla Fontana della Sirena venne registrato nella mente con fredda precisione. Ogni deviazione, ogni cambio di quartiere, il volto placido del venditore di stoffe. Durante la camminata, Xaden si era limitato a seguire la donna restando ai margini del gruppo, muovendosi come un'ombra staccatasi dai muri di Waterdeep, un'abitudine ormai radicata molto più a fondo della semplice prudenza.

Quando la pesante porta della casa si chiuse alle loro spalle, ignorò il calore del camino, le poltrone accoglienti e il vino sul tavolo. Si mosse lungo il perimetro del salotto, scegliendo un tratto di muro in penombra. Al suo passaggio, l'aria sembrò fisicamente perdere calore.

Chiunque si fosse voltato a osservarlo avrebbe notato una figura imponente, in cui il rigore umano si fondeva alla letale eleganza del retaggio drow. La pelle cinerea, lo sguardo dorato e la brutale cicatrice che gli deturpava il lato sinistro del volto parlavano di sopravvivenza brutale. Indossava cuoio annerito e un mantello scuro i cui orli si sfrangiavano nell'aria come fumo denso. Non portava armi visibili, eppure emanava una minaccia tangibile, accentuata da un dettaglio inquietante: la sua ombra sul muro tremava, muovendosi con una frazione di secondo di ritardo rispetto al corpo. Come un'entità famelica e indipendente, tenuta al guinzaglio.

Lasciò che il silenzio riempisse la stanza per qualche istante, il volto parzialmente celato dall'ombra. I suoi occhi passarono rapidamente sui volti degli altri invitati, valutandone la postura e le reazioni, soppesandoli come si soppesano le lame prima di sceglierne una.

Solo alla fine lo sguardo tornò su Renaer. Xaden Rioson la sua voce arrivò dall'angolo buio, profonda, calma e priva di fronzoli. E le poltrone comode tendono a rallentare i riflessi. Sto bene qui. Per quanto riguarda l'ingaggio... ascolto e spero sia interessante quanto bramo.

Non sapeva degli altri, ma lui non era lì per caso, o questa era la sua speranza. Questa convocazione era il culmine di settimane passate a fare pressione fra i suoi contatti per farsi assegnare ad una presunta indagine per la ricerca del più importante fuggitivo degli ultimi anni.

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Modificato da Octopus83

Myon Darnael

La vita mi ha insegnato un sacco di cose strane, ma mi ha anche insegnato a gustarmi le cose belle, quando arrivano in mezzo al nulla circostante.

Ho seguito, per quanto possibile, il percorso, ma non conosco abbastanza bene questa città per averlo davvero inteso. Apprezzo comunque il grosso sforzo di rendere la strada quanto più irriconoscibile possibile.

I miei compagni mi incuriosiscono, non avendo di loro alcuna contezza precedente. D'altronde, questo immagino che sia il prezzo derivante dal provenire da fuori per trovarsi a interagire con una organizzazione che fa della segretezza una delle sue armi principali.

Ma tornando alle cose belle...

"Mio Lord, io invece non rifiuto un invito del genere. Non si sa mai quando ne arriverà un altro!", spiego, scegliendo una poltrona, che sia comoda e, magari, che non lasci le mie spalle del tutto vulnerabile alla nostra anonima guida di poco fa.

"Dato che sono stato già, a quanto pare, scelto, non trovo motivo di celare il mio nome. Mi chiamo Myon Darnael e sono un devoto della divina Tymora. È stata, peraltro, la mia fede a condurmi qua oggi", aggiungo, accarezzando il pendaglio argenteo sagomato a forma di disco che mi pende, visibile, dal collo.

Mentre mi siedo, scosto del tutto il mantello elegantemente intrecciato che mi ha abbracciato finora, l'unico altro segno distintivo della mia persona.

Per il resto, ho sempre preferito vestiti pratici e dai colori anonimi, che riprendono il colorito abbronzato della mia pelle abituata al sole dei miei lunghi viaggi. Anche la mia corazza pettorale sembra quasi un residuo vissuto di mille imprese, nella sua vissuta semplicità. Un piccolo inganno per l'occhio, a dare l'impressione di un principiante da due soldi.

Certo, il mio non è un nome che rimbalza su molte bocche e mi sta bene così, sebbene quella odierna sia la mia grande possibilità. Finora, i miei legami con gli Arpisti sono stati solo occasionali, spinti e approvati dalla sacra volontà della mia patrona. E dalla buona sorte.

Che sono, in fondo, la stessa cosa.

'Bentrovati", sorrido, annusando il vino speziato con una certa trepidazione e curiosità.

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