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Ambientazioni e calendario

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Molte ambientazioni offrono un proprio calendario: invece dei soliti gennaio e febbraio troviamo Abar e Qweer. Voi li usate?

Da un lato credo sia più immersivo usare i mesi dell'ambientazione; dall'altro credo sia più immediato usare il nostro calendario. Perché, se è vero che l'arrivo di "Fasiltum, la stagione della neve" può essere evocativo, dire che è giunto gennaio e nevica è più semplice.

Ovviamente non mi riferisco a particolarità climatiche o alle feste, che fanno parte dell'ambientazione e quindi non le modificherei mai.

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  • Per le campagne brevi non ci perdo tempo. Per quelle lunghe, concordo con i pro e i contro che hai indicato: da un lato l'immediatezza, dall'altro l'"immersione" se vogliamo chiamarla così (*). A volt

  • https://il-mondo-di-eos.fandom.com/it/wiki/Cronistoria Ho questo e uso i mesi degli Annali Teanici in gioco, con un calendario stampato sul tavolo. Molto immersivo!

  • Io do ai mesi delle mie ambientazioni il nome della costellazione dello zodiaco locale, ma ho delle tabelle di conversione per quando i giocatori mi chiedono in quale stagione dell'anno siamo.

Ma assolutamente no! 🙃

Uso financo i nomi dei giorni della settimana dell'ambientazione! Non solo dei mesi! E seppure all'inizio c'è stata qualche difficoltà ad associare i nomi con i mesi e i giorni, ora sono proprio i giocatori a chiamarli e a sapere in che stagione ci si trova.

Questa, con un pò di impegno e pazienza all'inizio, la considero immersione 😉

di solito mi dan problemi , ed inoltre ,

son spesso più ostacolo che danno ai fini di trama .

Per le campagne brevi non ci perdo tempo. Per quelle lunghe, concordo con i pro e i contro che hai indicato: da un lato l'immediatezza, dall'altro l'"immersione" se vogliamo chiamarla così (*). A volte ho lasciato perdere. Ma nella mega-campagna open table che sto giocando da anni uso un calendario specifico dell'ambientazione, e il risultato mi è sembrato molto positivo.

(*) Il termine "immersione" non mi piace molto perché lo trovo ambiguo. Non mi interessa creare sensazioni nei giocatori, tipo "oooh com'è curato, com'è fico, sembra vero". Ma certi dettagli dell'ambientazione, come il calendario oppure i nomi, possono essere un modo molto efficace di veicolare informazioni ai giocatori e fargliele "entrare in testa" in un attimo: questo è l'aspetto che trovo utile. Perché quella cultura ha un calendario fatto così? Cosa ci dice questo? (Il calendario del mio open table, ad esempio, credo trasmetta la centralità del culto delle cinque divinità, e i loro rapporti reciproci).

Io do ai mesi delle mie ambientazioni il nome della costellazione dello zodiaco locale, ma ho delle tabelle di conversione per quando i giocatori mi chiedono in quale stagione dell'anno siamo.

Modificato da Edmund

5 ore fa, Bille Boo ha scritto:

(*) Il termine "immersione" non mi piace molto perché lo trovo ambiguo. Non mi interessa creare sensazioni nei giocatori, tipo "oooh com'è curato, com'è fico, sembra vero". Ma certi dettagli dell'ambientazione, come il calendario oppure i nomi, possono essere un modo molto efficace di veicolare informazioni ai giocatori e fargliele "entrare in testa" in un attimo: questo è l'aspetto che trovo utile. Perché quella cultura ha un calendario fatto così? Cosa ci dice questo? (Il calendario del mio open table, ad esempio, credo trasmetta la centralità del culto delle cinque divinità, e i loro rapporti reciproci).

Esatto! Ho ideato diversi calendari perché ciascuno appartiene a una cultura, e quella cultura lo ha fatto così per un motivo. Poi al tavolo usiamo quello più sensato per l'avventura, al 99% sempre gli Annali Teanici.

  • Autore
6 ore fa, Bille Boo ha scritto:

Il termine "immersione" non mi piace molto perché lo trovo ambiguo. Non mi interessa creare sensazioni nei giocatori, tipo "oooh com'è curato, com'è fico, sembra vero". Ma certi dettagli dell'ambientazione, come il calendario oppure i nomi, possono essere un modo molto efficace di veicolare informazioni ai giocatori e fargliele "entrare in testa" in un attimo: questo è l'aspetto che trovo utile. Perché quella cultura ha un calendario fatto così? Cosa ci dice questo? (Il calendario del mio open table, ad esempio, credo trasmetta la centralità del culto delle cinque divinità, e i loro rapporti reciproci

57 minuti fa, Pippomaster92 ha scritto:

Esatto! Ho ideato diversi calendari perché ciascuno appartiene a una cultura, e quella cultura lo ha fatto così per un motivo. Poi al tavolo usiamo quello più sensato per l'avventura, al 99% sempre gli Annali Teanici

Non saprei proprio. I nomi dell'ambientazione che ho in mente (Tèkumel) mi sembrano assolutamente parole a caso. Per quanto mi riguarda potrebbero essere semplicemente le traduzioni nella lingua locale dei nostri mesi. Probabilmente esisteranno anche dei manuali o siti che approfondiscono la cosa, ma nel manuale base no, e per scelta voglio limitarmi a quello

Beh nel senso, i nomi dei mesi hanno senso per noi, ma quanto ci soffermiamo sul significato? Alla fine tutte le parole sono inventate!

Io trovo davvero difficile la pur ben fatta Calendarizzazione di Warhammer Fantasy Roleplay con la "Ottomana" (quindi i Mesi son frammentati in 3-4 Periodi di 8 Giorni) e la traduzione in Tedesco dei Mesi del Calendario Napoleonico, basato su Semina Medievale ed Agricoltura Rinascimentale, rozzamente strutturato in Stagioni; davvero non ci riesco a star dietro ne come Player ne come Gamemaster. . .!!

. . . . .

In Warhammer 40.000 è DECISAMENTE più facile, almeno per i Mondi Imperiali, poichè viene IMPOSTO molto spesso il Calendario Terrestre con i Mesi, Settimane e Giorni di 24 Ore (Fascia del Tibet, poichè il Trono Dorato dove siede l'Imperatore è esattamente dove un tempo sorgeva la Cima dell'Everest) anche se NON ha senso, su un Pianeta che magari ha 36 Ore di Luce Solare alternate a 36 Ore di Buio, e che ci mette 48 Mesi Terrestri a completare il Perielio della sua Stella, poichè l'Imperium è fanatico e reazionario in ogni piccola cosa (sebbene l'Adeptus Mechanicus di Marte e le Fabbriche-Manufactora degli Hiveworlds si interessino quasi solo dei Cicli di Lavorazione Industriale come Cronologia e Cronometria). . .

Ignoro come calcolino i Calendari le Razze Aliene Umanoidi più civilizzate come Tau od Aeldarii (i Dark-Eldars Drukharii sono Predoni Schiavisti che fanno Razzie Mordi-&-Fuggi, immagino una Tempistica Ottimizzata sia fondamentale; i Votanns sono principalmente una Civiltà Nomade di Minatori Spaziali, quindi probabilmente ogni Flotta calcola i Tempi in base a Cicli Lavorativi della Nave Ammiraglia. . .

Per gli Orki ovviamente le cose sono molto semplici, dirette, brutali; se chiedi che Ora, Giorno, Minuto, Anno è ad un Nob Lunakattifa col Cipollone Dorato od ad un Mekaniak con una Clessidra a Sgorbi che scompaiono la risposta sarà SEMPRE "Ora Ezzere Zempre Tempo Di Zpakkare. . .!!"

Concordo che, in teoria, l'idea è ottima per rendere bene l'idea dell'ambientazione "esotica" (mondo "alieno", sia esso fantasy o di fantascienza)... ma nella pratica è difficile da mettere realizzare e mantenere, con i giocatori (io sono fra questi) che ben presto se ne stancano o addirittura se ne dimenticano!

Per quanto mi riguarda, mi bastano indicazioni approssimative: stagioni (primavera/estate/autunno/inverno, con al massimo l'indicazione se siamo all'inizio, nel mezzo o verso la fine) e tempi di percorrenza dei viaggi.

In realtà ho notato che da quando ho incluso il calendario (ok, ormai sono 6 anni al tavolo) io stesso come DM mi sono accorto di averlo usato più spesso. Anche per creare elementi narrativi legati alle date, alle festività... banalmente, quest'ultima campagna ha avuto un arco ambientato durante una festività. Un anno dopo in game sono stati i giocatori a voler tornare nello stesso posto per lo stesso evento, ricordandosi che c'erano NPC utili e un luogo dove scambiare oggetti magici. Certo se lo sono ricordati soprattutto per via degli oggetti magici, ma anche in altri casi hanno avuto memoria dei mesi, o hanno progettato cose pensando in termini di mesi in game.

La cosa forse più difficile è stata prendere l'abitudine con l'esamana, il periodo di sei giorni che equivale alla nostra settimana.

io penso che molto dipende se nella campagna e nell'ambientazione in cui si svolge, il fattore temporale ha un suo effettivo impatto sul gioco.

Se è solo per fare 'scena', condivido l'inutilità e forse anche l'appesantimento nozionistico per DM e giocatori.

Se invece ha una rilevanza in ciò che accade più o meno periodicamente (eventi sociali e culturali, eventi atmosferici, eventi naturali e soprannaturali) allora il ricordarsi i nomi dei giorni e dei mesi diventa più semplice, con il tempo quasi automatico e soprattutto interessante.

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