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Capitolo 3 - Nel bosco degli elfi

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Giorno 3 - mattina presto

Il mattino si apre in un silenzio disteso. Il sole inizia a sorgere oltre la linea dei rilievi, scalda l'aria e spazza via le ultime ombre della notte. Il boato della sera prima, sembra non aver avuto conseguenze evidenti e siete riusciti a riposare senza ulteriori sorprese.

Mentre vi rimettete in marcia sistemando i carichi che fino a ieri vi trasportava il buon mulo, la giornata sembra scorrere senza scossoni. Eppure, man mano che vi avvicinate alla meta, una strana e persistente sensazione comincia a farsi strada lungo la schiena del nano: un brivido freddo, un'inquietudine improvvisa e senza un motivo apparente che continua a punzecchiare i suoi sensi lungo tutto il cammino.

Dopo un paio d'ore di marcia, la pianura sfuma e vi trovate finalmente di fronte al confine della foresta. A segnare l'ingresso ci sono due enormi querce che si ergono come un portale naturale, oltre le quali la luce del sole cede il passo a un'ombra fitta e a una temperatura visibilmente più rigida.

Sul tronco della quercia di sinistra, all'altezza degli occhi, il legno è stato inciso di recente per mostrare un simbolo: un cerchio attraversato da tre linee verticali parallele, riempito con una sostanza densa di colore rosso scuro.

Appena oltrei due alberi, il terreno si rivela essere una spessa coltre di fango fresco e foglie umide, estremamente morbido. Il verso di uccelli e piccoli animali — costante fino a pochi metri fa — cessa del tutto, lasciando spazio solo al fruscio del vento tra i rami alti.

A un paio di metri dal vostro cammino, mezze sommerse dal fango e disposte a triangolo attorno a un arbusto spoglio, giacciono tre pietre piatte, ciascuna recante una scanalatura a forma di spirale.

Il bosco si estende davanti a voi. Come intendete procedere?

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  • shadyfighter07
    shadyfighter07

    ELYNDRA - DRUIDA Quando appoggio la mano sulle pietre un alone verdastro si accende sul dorso, chiudo gli occhi e mi concentro. Rimango ferma per qualche secondo, il corpo vibra mentre respiro profond

  • shadyfighter07
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    ELYNDRA - DRUIDA Ascolto con attenzione le parole di Arthur. Mi stupisce che sappia decifrare quelle rune. Nonostante la situazione un sorriso solare illumina il mio viso. "Arthur ha ragione! Seguiamo

  • Thurin Nano Guerriero Grugnisco alla fine della lettura delle iscrizioni, siamo però venuti qui per questo. Il bene del mio popolo viene prima di tutto, queste terre hanno bisogno di pace ora. Annuisc

ELYNDRA - DRUIDA

La perdita del mulo, oltre ad aver gonfiato il mio cuore di immensa tristezza, ha anche causato disagi.
Viaggio più pesante e la marcia è più difficoltosa, dimostrato dal fatto che sono molto taciturna per risparmiare fiato.
Di tanto in tanto guardo Arthur per vedere se ha bisogno di aiuto, i miei piedi sono abituati a camminare su terreni impervi ma lui no.
Sembra così abituato a frequentare biblioteche o luoghi chiusi, chissà se ha difficoltà.
Appena vedo l'ingresso della foresta l'umore migliora decisamente, chiudo gli occhi e respiro a pieni polmoni, il profumo di foglie riempie le mie narici con il suo dolce aroma.
Il vento fruscia tra i miei capelli facendoli ondeggiare come se stessero danzando.
Ma c'è qualcosa che non mi convince...
Il silenzio improvviso.

Guardo gli altri.


"Stiamo attenti ora! Probabilmente presto metteremo piede nelle terre degli elfi. Non facciamo mosse azzardate anche se ci dovessero sorprendere. Ricordatevi che siamo qui per cercare alleati, non nuovi nemici."

Il mio sguardo si posa principalmente sul nano.

Mi volto per proseguire la marcia quando noto le tre pietre disposte a triangolo, non mi sembra una disposizione casuale.
Chinandomi le osservo più da vicino.

AZIONE

Prova Arcana: 20

Prova Intuizione: 12

Modificato da shadyfighter07

Arthur Hornraven

La morte del mulo rattrista anche me che non ho mai avuto molta empatia con gli animali. Era comunque una creatura docile, e mi piaceva guardare Elyndra accarezzarlo, non senza una punta di invidia ovvio. Ma oramai ho capito che il suo amore per il mondo naturale sovrasta qualunque legame umano e lei è stupenda così.

Le ultime ore di marcia trascorrono veloci, ed io mi sento meglio, nuovamente in forze e con gli incantesimi pronti ad essere lanciati.

La mia civetta, è appollaiata alla mia spalla e sebbene non sia davvero un rapace notturno ma una creatura magica richiamata dal mio rituale, si immedesima bene nella parte, aggiungendo altro peso alle mie povere spalle.

Finalmente arriviamo alla foresta, ora la situazione si fa davvero delicata.

Mi avvicino, quaderno per gli appunti alla mano per vedere se qualcuno di questi simboli è parte dell' alfabeto elfico che ben conosco o se riconducibile a qualche altro alfabeto da me conosciuto.

@Rafghost2 @Landar è iniziato un nuovo capitolo, lo comunico nel caso, come me ,vi fosse sfuggito

Modificato da Monkey77

ELYNDRA - DRUIDA

Quando appoggio la mano sulle pietre un alone verdastro si accende sul dorso, chiudo gli occhi e mi concentro.
Rimango ferma per qualche secondo, il corpo vibra mentre respiro profondamente.

Mi rialzo, il viso un po' scosso, mi sposto i capelli dietro l'orecchio.

"C'è della magia in queste pietre, come se servissero ad incanalare qualcosa, tuttavia non è una trappola, sono troppo visibili per esserlo. Sembra quasi una sorta di avvertimento, come se si stesse varcando un confine."

Un tono preoccupato mi incrina la voce.

"A maggior ragione stiamo attenti. Probabilmente quando entreremo saremo osservati."

Eryn - Paladina

Il risveglio dopo la notte non proprio pacifica ci mette di fronte alla logistica del trasporto di tutta quella bella roba pesante che prima trasportava l'animale e che ora è destinata alle nostre groppe. Facciamo una veloce cernita lasciando ciò che ci appesantirebbe troppo e che potrebbe risultare meno necessario mentre il sole inizia a fare capolino oltre le cime degli alberi:

"Almeno si prospetta una bella giornata." mi dico cercando il lato positivo della situazione. "Ormai manca poco alla foresta, coraggio riprendiamo la marcia." cerco di motivare un po' il gruppo anche se il carico aggiuntivo non facilita il compito.

Quando finalmente raggiungiamo il limitare della foresta, l'atmosfera che ci troviamo davanti è tutto tranne che armoniosa. Dalla foresta emana una strana inquietudine, non saprei dire se dipenda dalla foresta stessa o magari da qualcosa che hanno fatto gli elfi o ancora dal fatto che stiamo per entrare in un luogo che è divenuto il rifugio di un popolo già di suo misterioso e che non vuole avere nulla a che fare con gli altri. Fatto sta che se non fosse per la salvezza dell'intera Tuern la normale reazione sarebbe un bel dietrofront.

Mi affianco alla coppietta innamorata, anche se ancora non sanno di esserlo, forse e mi chino ginocchio a terra ad analizzare il terreno su cui dovremmo procedere: "Mhm... è molto strano. Il terreno cambia improvvisamente come anche la presenza di fauna e la temperatura. Arthur, Ely riuscite a percepire qualcosa di magico? Di sicuro non è naturale ciò che succede qui."
Provo a tastare il terreno con la mano per assicurarmi che non si tratti solo di una semplice illusione, anche se davvero ben congegnata.

x tutti

Scusate ma non avevo visto che era stato aperto il nuovo capitolo, l'ho dedotto dalle conversazioni e dai lanci (EPICI!) su discord, poi ho notato che non avevo attivato la campana sulla gilda ma solo sui thread specifici...
Cmq sono contento che abbiamo ripreso, buon divertimento a tutti.

Thurin Nano Guerriero

Il risveglio non è sereno. La perdita del mulo appesantisce tutti i nostri cuori... e anche le nostre spalle. Distribuiamo l'equipaggiamento, sono carico ma non appesantito.

La marcia quindi prosegue e infine giungiamo al limitare della nostra meta. La sensazione di inquietudine è immediata. E si fa sempre più pungente passo dopo passo. Brividi lungo la schiena, l'umidità della boscaglia che mi imperla la fronte... o forse il nervosismo.
Brontolo più e più volte "Questo posto non mi piace." annuisco all'invito di non fare mosse avventate, non ci penso minimamente "E pensare che sono stato io a voler venire qui." dico maledicendomi. 'Due umane, un mezzelfo e un NANO. Quale accoglienza potranno mai avere qui se non una freccia in pieno petto?'

Allerto tutti i miei sensi proseguendo guardingo. Fissando spesso le fronde degli alberi nella speranza di veder per primo un baluginio di una freccia, o un movimento innaturale.

  • Autore

Eryn tasta con attenzione il terreno e la superficie delle pietre, confermando che ciò che hanno davanti è del tutto consistente e reale, saldamente piantato nel fango e non un'illusione.

Dall'osservazione dei tratti, Arthur riconosce che le scanalature incise sulle pietre sono a tutti gli effetti rune magiche utilizzate per focalizzare e lanciare incantesimi, anche se per comprendere esattamente la natura o la scuola della magia coinvolta avrebbe bisogno di ricorrere a un incantesimo specifico.

Nel frattempo, Thurin alza lo sguardo per perlustrare i tronchi e nota una colatura di sostanza rossa sulla quercia a sinistra del cerchio di pietre, del tutto simile al pigmento trovato all'ingresso del bosco. Seguendo con gli occhi quella traccia fino a una fronda che copre parzialmente il tronco, la sposta con la mano e scopre una serie di scritte incise nella corteccia, a lui del tutto incomprensibili!

Arthur Hornraven

Capisco che le rune sono magiche, ma non posseggo tra quelli disponibili l'incanto per decifrarne l'arcano potere.

Thurin è più fortunato e trova iscrizioni ricoperte dalla vegetazione in una lingua a lui sconosciuta. Mi affretto ad andarle ad esaminare.

Sono in elfico e per fortuna lo conosco molto bene avendo avuto un istruttore del Popolo proveniente dal bosco di Neverwinter.

Ragazze, Mastro Thurin... Facciamo attenzione.

L'iscrizione dice: «Se lo sguardo ha tratto il tuo passo fin qui e riconosci la forma di queste parole, sappi che il popolo primo ti osserva.

Se giungi con intento di pace, deponi il ferro ai piedi della quercia, fai tre passi a ritroso e presentati. Attendi, verrai ascoltato.»

Siamo qui per trovare alleati quindi seguiamo le indicazioni.

Appoggiamo le armi ai piedi della quercia, tutte le armi specifico in tono perentorio,

E poi dirò la motivazione della nostra visita, se nessuno ha idee migliori credo che sia sufficiente dire tutto, la sincerità e trasparenza sono le migliori chiavi per aprire un dialogo amichevole con il popolo elfico.

Osservo la reazione dei compagni, depongo per primo le mie armi e posizionandomi tre passi indietro attendo che tutti depongano le armi ai piedi della quercia , prima di iniziare a parlare in elfico

ELYNDRA - DRUIDA

Ascolto con attenzione le parole di Arthur.
Mi stupisce che sappia decifrare quelle rune.
Nonostante la situazione un sorriso solare illumina il mio viso.

"Arthur ha ragione! Seguiamo le indicazioni. Neanche a me piace l'idea di camminare disarmata per luoghi sconosciuti. Ma siamo qui per cercare la pace."

Depongo il bastone ferrato, l'arco e la faretra con le frecce ai piedi del grande albero come indicato.
Faccio tre passi indietro.

"Non abbiamo nulla da nascondere. Quindi credo anche io che sia il caso di dire la verità."

Guardo gli altri e rimango in attesa.

Eryn - Paladina

Ascolto con attenzione le parole di Arthur e mi fermo a riflettere un momento.

"Lasciare le armi in un posto del genere è davvero un azzardo ma... d'altronde, se gli elfi ci volessero morti, anche impugnandole non cambierebbe poi molto. E va bene!"

"D'accordo, meglio che vedano bene le nostre intenzioni pacifiche, magari ci farà risparmiare un po' di tempo."

Poso lo zaino con i giavellotti vicino all'equipaggiamento lasciato dai miei compagni, mi sfilo lo scudo e lo appoggio, insieme al pugnale, al bagaglio. Infine sfodero la lama della spada, la tengo un momento davanti a me facendo scorrere lo sguardo sul suo filo e ammirando i riflessi del sole sul suo acciaio temprato, poi la giro e la pianto a terra indugiando qualche istante sulla decorazione dell'elsa a forma di testa di drago. Rialzo lo sguardo, dritto davanti a me e, con rinnovata determinazione, mi allontano indietro di tre passi affiancandomi ad Elyndra.

"Coraggio mastro Thurin, manchi solo tu. Poi, se l'iscrizione dice il vero, ci basterà presentarci eeee... vedremo che succederà." invito il nano ad unirsi a noi sperando che non sia troppo avverso a questa idea, che sarebbe anche comprensibile, un nano guerriero e fabbro, per giunta, che si deve presentare disarmato di fronte a degli elfi...

"Non si è davvero mai sentito!" gli rivolgo un sorriso rassicurante e attendo con gli altri che si unisca a noi.

Thurin Nano Guerriero

Grugnisco alla fine della lettura delle iscrizioni, siamo però venuti qui per questo. Il bene del mio popolo viene prima di tutto, queste terre hanno bisogno di pace ora.

Annuisco. Faccio qualche passo avanti, depongo le mie armi ai piedi della quercia. Sfilo lo scudo. Ora sembro aver più difficoltà. Emetto un lungo sospiro e lascio anche quello.
"Io sono Thurin Fortebraccio, figlio di Telchar Fortebraccio." dico in nanico, poi proseguo in comune "Guido questa compagnia e veniamo da Grimstone, in pace." solo a quel punto indico con la mano Arthur facendo segno di andare a avanti e magari parlare nella loro lingua per essere più chiari. So che non dirà cose stupide.

Arthur Hornraven

Il gesto di Thurin che mi invita a proseguire vale più di mille parole.

Mi posiziono alla distanza richiesta con lo sguardo di tutti che mi pizzica sulla nuca. Dentro di me sento un misto di emozioni contrastanti. Dall'ansia da prestazione, al senso di rivalsa, contento di avere finalmente l'occasione di dimostrare le mie qualità.

Faccio un respiro profondo e mi guardo indietro verso i miei compagni in attesa delle mie parole, i miei occhi incrociano quelli di Elyndra, carichi di radiosa aspettativa e fiducia. Occhi che mi ricordano i miei obiettivi e desideri.

Iniziamo...

Mae govannen! Im Arthur Hornraven Gi melin!

Silyndor Ewein del bosco della Luna è stato il mio maestro , mi ha insegnato a conoscere e rispettare la tradizione del popolo fiero.

Veniamo da voi con il cuore puro e la testa aperta, in cerca di aiuto e consiglio da parte del popolo dei nani e degli uomini.

Prima che i miei occhi vedessero questa terra, ma quando i vostri già miravano il mondo da lungo tempo ci fu una terribile tragedia. Ci fu chi vi incolpò, ma noi crediamo nella vostra innocenza.

Ora la terra trema, e non è un tremore naturale, siamo convinti che un grave pericolo ci minacci.

Chiediamo di conferire con il vostro popolo per scoprire quale pericolo striscia sotto di noi e capire come agire nel migliore dei modi, per il bene di tutti i.

Vi ringrazio per aver ascoltato le mie parole

Termino il mio discorso in elfico chinando il capo in segno di rispetto. Resto un attimo li rigido, sforzandomi di capire se ho sbagliato qualcosa o se avessi altro da dire. Quando mi rendo conto di essermi irrigidito rialzo la testa scrutando le fronde alla ricerca di un cenno di risposta alle mie parole.

ELYNDRA - DRUIDA

Quando mia sorella si avvicina e incita Thurin le stringo la mano.
Quel che più temevo era una reazione avventata del nano.
Ma dimostra di avere più sale in zucca di quanto si potesse immaginare e depone le sue armi.
Non solo quel gesto mi sorprende tuttavia, ma anche lo spronare Arthur a parlare. Forse finalmente gli sta dando fiducia.

Incontro lo sguardo del ragazzo quando si volta e un sorriso radioso illumina il mio volto.
Pronuncia parole incomprensibili alle mie orecchie, ma sono fiduciosa che siano quelle giuste.
Gli appoggio la mano sulla spalla e con dolcezza sussurro.

"Sei stato bravissimo."

Il cuore mi batte veloce per l'attesa e la speranza che gli elfi abbiano accolto le nostre buone intenzioni.

  • Autore

Dall'ombra delle fronde non giunge alcun rumore di passi, ma la figura dell'elfo si materializza a terra a pochi metri da voi, come se fosse scivolata fuori dalla corteccia stessa della quercia.

Indossa una veste da viaggio dai toni verde scuro e bruno, priva di armature pesanti ma intessuta con cura estrema. Il suo volto è affilato, segnato da un'immobilità solenne e da occhi scuri che non tradiscono alcuna emozione. Sebbene attorno a voi il silenzio della foresta rimanga innaturale e sospeso, l'elfo si presenta da solo, mantenendo le mani ben visibili e un portamento impeccabile.

Prova di percezione cd 21

Se volete fate la prova sul discord, io la faccio per Arthur, ma vi daro riscontro privatamente.

Ascolta il discorso di Arthur senza interrompere, la testa leggermente inclinata. Solo alla menzione di Silyndor Ewein i suoi occhi hanno un impercettibile battito di ciglia. Quando Arthur conclude, l'elfo compie un lieve inchino formale, distendendo le dita sul petto nel saluto tradizionale.

"Mae govannen, Arthur Hornraven. Il nome di Silyndor porta ancora il peso del rispetto tra queste fronde, ed è una moneta rara da spendere in tempi oscuri come questi."

La sua voce è calma, quasi melodiosa, ma fredda come l'acqua di sorgente. Fa un passo lento verso di voi, fermandosi a debita distanza.

"Il vostro rispetto della nostra legge vi ha risparmiato una pioggia di ferro, e le tue parole dimostrano un'educazione che pochi della tua specie possiedono. Dici di credere nella nostra innocenza e parli di terremoti e pericoli striscianti... Ma il mondo oltre questo confine è diventato cieco e sordo, e il mio popolo ha imparato a sue spese quale prezzo si paga a fidarsi degli stranieri. Un prezzo scritto col sangue."

Per un istante, uno sguardo d'ombra passa nei suoi occhi, poi la sua postura torna rigida, inossidabile.

"Accetto di condurvi al cospetto di chi governa questa selva, ma ho delle precise indicazioni che non posso disattendere."

Fa un cenno con la mano verso il terreno davanti a sé.

"Deporrete ogni arma, ogni pugnale, fionda o componente arcana a terra. Vi legheremo i polsi e verrete scortati a occhi coperti e sotto stretta sorveglianza. Se uno solo di voi farà un movimento insensato o proverà a sciogliere i nodi, la caccia ricomincerà all'istante e non ci saranno ulteriori conversazioni."

L'elfo vi osserva uno a uno, indugiando per un secondo di troppo sul nano e sulle armi del gruppo, prima di concludere con un tono amaro, quasi di avvertimento:

"Se accettate queste condizioni, vi porterò al cospetto del nostro Sovrano. Ma vi avverto, giovane Hornraven... servirà qualcosa di più che una preghiera o un bel discorso per ottenere ascolto da chi ci guida. Il suo cuore si è indurito e la sua pazienza è finita da tempo."

Arthur Hornraven

Dopo un attimo di silenzio dopo il mio discorso, dove ho temuto di aver parlato al vento ed alle fronde degli alberi, compare un messaggero degli elfi ad accogliere la nostra richiesta, con le loro condizioni.

Mi volto verso i miei compagni, cercando i loro sguardi.

Dobbiamo fidarci...non abbiamo altra scelta.

Inizio dando l'esempio appoggio nel mucchio delle armi la borsa per i componenti degli incantesimi, il globo che uso come focus...e per ultimo il diamante che ho comperato a caro prezzo.

Lo rigiro un attimo tra le dita ripensando all' anello di famiglia che ho venduto, tagliando simbolicamente il collegamento con il mio passato per un futuro incerto in cerca di gloria, potere ma soprattutto autorealizzazione.

Guardo l'elfo che osserva i miei movimenti prima di buttare la pietra preziosa nel mucchio. Poi dopo essermi accettato di non avere più armi mi dirigo verso l'ingresso del bosco mostrando le mani accettando di essere legato e incappucciato.

Sono pronto! Dico dopo aver deglutito mostrando i polsi.

Dentro di me il cuore batte a mille mentre cerco di tenere un espressione più seria e dignitosa possibile. Spero che gli altri non facciano sciocchezze, e di non essermi sbagliato... altrimenti...siamo morti.

ELYNDRA - DRUIDA

L'attesa è snervante.
Abbiamo fatto quello che andava fatto ma niente si palesa.
Tengo gli occhi bassi, riflettendo mentre mi guardo i piedi e l'erba che si muove accarezzata dal vento.
Sto quasi per dire che forse sarebbe il caso di andarcene quando vedo un elfo apparire dal nulla proprio davanti all'albero che stavo accarezzando poco fa.
Ho un sussulto e faccio un passo indietro, quasi spaventata per quell'apparizione improvvisa.

Inizia a parlare ma non sembra aver colto nel modo da noi sperato la nostra richiesta di aiuto. Sospiro e gli occhi mi cadono su Thurin.
Ben diversi sono i nani.
Mi farei seguire da uno di essi guardando sempre avanti, ma se ci fosse un elfo dietro di me non farei altro che guardarmi alle spalle.

Tuttavia c'è uno spiraglio, potremmo parlare con il loro sovrano ma dovremmo giocarci bene le nostre carte.

"Il confine è solo una linea che marca un territorio, ma la terra è di tutti e quando un territorio viene spazzato da un male affamato il prossimo obiettivo potrebbe essere quello che si trova oltre il confine." rispondo.
Non c'è aria di sfida nel tono della mia voce ma una pura e sincera consapevolezza che tutti siamo figli della terra.

Alzo le mani e giro su me stessa per mostrare che ho già deposto le mie armi e incrocio i polsi per farmeli legare.

Guardo Arthur, gli occhi velati di tristezza per tanta ostilità verso chi sta chiedendo aiuto ma ha ragione.

"Vero! Non abbiamo scelta..."


Thurin Nano Guerriero

Orecchie a punta scivola fuori dalle ombre. Borbotto tra me e me non con disprezzo ma con disapprovazione. Incrocio le braccia deciso ad ascoltare il ragazzo e la risposta.
Cerco di capire quel che posso capire. Poi arrivano le parole dell'elfo e in qualche modo il messaggio arriva forte e chiaro. Solo allora sciolgo le robuste braccia alzando rivolgendo i palmi delle mani verso l'alto "Cosa pensi ci siamo messi in testa? E nemmeno ti sei presentato. Forse sei un individuo del tutto... irrilevante. Non sprecarti a farlo ora." il tono è di chi si sta rivolgendo a uno stupido "A che vi serve legarci le mani?" erano condizioni talmente idiote da lasciarmi del tutto incredulo e stupefatto "A questo punto non c'è altro da fare. Di certo però non mi fido affatto. Se creperemo, lo avremo fatto da idioti." concludo guardando Arthur.

Le armi le avevo già deposte tutte. Ma non faccio nemmeno un passo verso l'elfo. Se intende legarmi le mani, deve farsi avanti lui.

Eryn - Paladina

Ascolto in silenzio le parole dell'elfo comparso davanti a noi, osservo il suo dialogo con Arthur mentre scruto nella boscaglia alla ricerca dei suoi compagni. Mi sembra di aver notato qualcosa ma gli elfi sono famosi per riuscire a nascondersi nei boschi e questi lo fanno da un bel po'.

Quando vengono dettate le condizioni per essere portati al cospetto del loro leader passo in rassegna gli altri, poi, con un'alzata di spalle e un sorriso sul viso, allungo le braccia in avanti per farmele legare.

"Consolati Mastro Thurin, con o senza armi a questo punto fa poca differenza. Se avessero voluto ucciderci saremmo già a far compagnia al muschio."

Scusate l'attesa...

Chiedo scusa per le tempistiche lunghe, avevo iniziato a scrivere ma per un impegno mi sono dovuto fermare e ho dimenticato di non aver concluso il post...😅

  • Autore

L'elfo ascolta la lamentela del nano con solenne pazienza. Per un istante la sua espressione si addolcisce impercettibilmente, riconoscendo la fondatezza dell'osservazione. Compie una lieve inclinazione del capo in segno di rispetto verso Thurin.

"Hai ragione, nano. Nella fretta di garantire la sicurezza di questo confine, ho trascurato le buone maniere. Me ne scuso. Il mio nome è Calenhad."

Fa un breve passo avanti, mantenendo un contegno calmo e misurato mentre mostra le bende e le sagole di canapa, senza alcun gesto d'ostilità.

"Quanto alle tue perplessità sulle corde e sulle bende... vi assicuro che la loro funzione è squisitamente pratica. Le leggi del nostro confine sono severe, dettate dai tempi che viviamo. Se vi chiedo di sottostare a questa procedura, è perché rappresenta l'unico modo per condurvi incolumi al cospetto della mia gente e permettervi di parlare."

Una volta assicurati i nodi ai polsi del nano, Calenhad si sposta con passo felpato verso Arthur. Il suo sguardo si fa leggermente più disteso mentre stringe i legami con cura per non ferirlo.

"Arthur... ti ringrazio per la fiducia che hai riposto in me e per il rispetto che porti alla nostra memoria. Non è una cosa che do per scontata, specialmente in questi giorni. Farò in modo che la tua parola non sia spesa invano."

Passa poi ad Eryn. Incrocia lo sguardo della paladina con una stretta inclinazione del capo, riconoscendo in lei il solido rigore di chi è abituato alla disciplina.

"Grazie per la compostezza e la fermezza che dimostri, Eryn. Sapere di avere a che fare con chi comprende il valore del dovere rende questo compito meno gravoso per tutti noi."

Infine, Calenhad si avvicina a Elyndra. Mentre si china per sistemare le sue sagole, abbassa la voce. I suoi occhi incrociano quelli della druida e, spezzando il registro solenne del comune, le si rivolge usando sillabe antiche e musicali, inaccessibili alle orecchie degli altri.

In druidico

"Elyndra... ho ascoltato le tue parole sulla sofferenza della terra e sento lo stesso identico peso nel petto. La ferita di queste radici non sfugge a chi sa ascoltare, e condivido ogni tua singola preoccupazione."

Fa una breve pausa, stringendo il nodo con un tocco delicato prima di proseguire con un velo di rammarico nella voce:

"Sappi che nei paraggi vi sono altri nostri fratelli e sorelle del cerchio che potrebbero comprendere e aiutare a sanare questo male. Io, purtroppo, sono vincolato al mio ruolo e alle regole rigide del mio popolo... non posso agire oltre quanto mi è concesso. Ma se c'è una speranza, risiede nella sensibilità di chi, come te, non ha smesso di ascoltare il battito del bosco."

Terminato il nodo, si rialza, tornando all'atteggiamento composto della guardia di confine e preparandosi a bendare il gruppo per avviare la scorta verso il cuore della selva.

ELYNDRA - DRUIDA

Rimango immobile, i polsi pronti per essere legati.
I miei occhi si incrociano per un attimo con quelli dell'elfo.
Non c'è astio nel mio sguardo.
L'odio è qualcosa che non conosco, le uniche cose che comprendo sono le leggi della natura e il desiderio irrefrenabile di seguire il cuore.

Tuttavia esistono cose inaspettate, semplici parole o sussurri che danno speranza.
Il mio corpo freme per un attimo.
Qualcosa di impercettibile dall'esterno, ma che mi fa sorridere.

Le mie labbra si muovono. Le parole che escono sono incomprensibili, potrebbe sembrare una preghiera.

Drudico

"Le tue parole sono di conforto fratello. Capisco il tuo ruolo e sono lieta di sapere che anche tu sai ascoltare e se ci sono altri in grado di farlo fa' in modo che io li possa incontrare."

Una benda si posa sui miei occhi.
Non vedo niente. Ma sento il respiro del bosco, pulsante, vivo intorno a me.
Mi avvicino ad Arthur e cerco la sua mano, se devo camminare al buio voglio farlo con lui.

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