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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati

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Le tue parole solenni, la confessione viscerale di un amore che ha squarciato l'inerzia della tua lunghissima esistenza, calano sulla gola calcarea come un incantesimo d'interdizione... Lyra Thorne si blocca con le bende di canapa ancora tese tra le dita sane, i lineamenti misti che perdono ogni residua rigidità commerciale per farsi fragili, quasi spaventati dall'immensità di quel giuramento... per diversi secondi, l'unico rumore nel varco è il respiro affannato dei cavalli e lo scricchiolio metodico degli stivali di Daran che si occupa dei mezzi sullo sfondo, lasciandovi al centro di una bolla di silenzio irreale sotto la prima luce cinerea del mattino...

La mezzelfa deglutisce a vuoto, lo sbigottimento che le accende le guance fredde di brina, mentre una singola lacrima pulita taglia lo sporco del suo viso per perdersi tra i lacci dello scialle... fissa i tuoi occhi crepuscolari, incapace di nascondere il tremito che le stringe le labbra...

Silyndor... sussurra la ragazza, la voce che si riduce a un soffio teso, caldissimo, mentre fa un passo avanti nel fango per far aderire il suo busto robusto contro il tuo petto d'argento, incurante della presenza del boscaiolo, nessuno... nessuno mi ha mai guardata così. In questo mondo di fango e acciaio io ho sempre dovuto pensare solo a calcolare il peso del ferro e a non farmi ammazzare dai briganti... ma quel bacio nella stalla era vero. E se l'eredità di cui parli significa poter guardare il cielo senza il terrore di finire in catene... beh, allora voglio imparare a vederla attraverso i tuoi occhi... sono qui... non me ne vado...

La mezzelfa appoggia per un millesimo di secondo la fronte contro la tua spalla sana, concedendosi quel sorriso raro, intimo, che riserva unicamente alla tua figura, prima di raddrizzare la schiena per finire di stringere il nodo attorno alla tua carne lacerata con la metodica fermezza della gente di frontiera...

Poco distante, Garek solleva lo sguardo scuro dalle spoglie dei morti, ascoltando la tua offerta sulle spade corte e le tue domande sul suo futuro... afferra i due ferri comuni con un cenno rigido della testa calva, infilandoli sotto la cappa di pelle di lupo con una smorfia contratta che esprime un assoluto, spietato rispetto per il tuo acciaio...

Le spade salderanno il dazio con Kren, elfo... e queste corazze mi ridaranno le monete che la gilda mi ha strappato in autunno... risponde l'uomo, la voce resa roca dalla nebbia mentre sputa a terra un rigurgito amaro, la mia vendetta è compiuta, ma per me non c'è posto a Loudwater... i mercanti neri sanno chi sono e mi darebbero la caccia fin sulle banchine del fiume. Io me ne torno tra gli anfratti dei crinali superiori, dove i soldati non osano addentrarsi... si desiderate sbarazzarvi del ferro senza farvi stringere il cappio al collo, evitate la carovaniera del bassopiano... passate dal vecchio guado dei boscaioli tre miglia più a est... la pista è accidentata per le ruote di Lyra, ma è libera da occhi indiscresci... buona fortuna, guerriero dell'argento...

Il cacciatore raccoglie la sua balestra dal fango e si volta senza aggiungere un solo commiato, svanendo in pochi battiti di ciglia tra i rovi del sentiero laterale come uno spettro della brughiera...

Seguendo l'indicazione di Garek, riprendete immediatamente la marcia, immettendo le ruote lungo la deviazione orientale che scavalca i blocchi della gilda... le ore di viaggio scorrono monotone, cullate dallo scricchiolio del legno pesante e dal respiro affannato dei cavalli, mentre i crinali calcarei iniziano finalmente a digradare, lasciando spazio alla vasta e aperta vallata inferiore... la marcia si protrae per l'intera giornata nel silenzio della frontiera, permettendo al calore delle bende e alla sutura mistica di stabilizzare la tua carne ferita...

Il crepuscolo di Ches sta colorando di viola le acque sinuose del fiume Delimbiyr quando la boscaglia si interrompe definitivamente, svelando la meta tanto desiderata...

Le imponenti mura di pietra grigia di Loudwater si ergono a ridosso delle banchine fluviali, sormontate dalle torri di guardia dei Lord e illuminate dalle prime torce della guarnigione... l'anello dei carri arresta i suoi mozzi a cinquanta metri dall'imponente Porta Occidentale, mettendovi in coda dietro a una fila di carretti agricoli e pastori locali che attendono il controllo doganale prima della chiusura notturna delle sbarre... quassù le leggi dei Lord proteggono i viandanti, e le guardie cittadine in armatura borchiata si limitano a perquisire i carichi e registrare le merci per riscuotere i normali dazi commerciali d'ingresso...

Lyra Thorne stringe le redini con le nocche bianche sul sedile, voltandosi verso di te nella penombra della sera... la latitanza sui crinali è finita, la città è davanti a voi e la decisione su come presentarvi alla sbarra e dichiarare il vostro carico spetta interamente a te..

Modificato da Dardan

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Silyndor Ewein Tel'Quessir

Il viaggio prosegue lento ma tranquillo. A parte dei momenti in cui avanzo per far evitare ai carri i punti più dissestati della strada, o per appurare che non ci siano possibili agguati trascorro più tempo possibile seduto sul carro accanto a Lyra, avvolgendola con il braccio e approfittando delle sue labbra quando la strada era messa sufficientemente bene da non richiedere un controllo ferreo delle bestie da soma.

Sentire le dita che di stringono alle sue, e i due visi uniti da baci passionevoli fanno passare in secondo piano la ferita subita poche ore prima.

In quel contatto pelle a pelle mi sento finalmente completo come mai da quando mi son ridestato in questo tempo.

Arrivati alle mura della città scendo riprendendo il mio solito ruolo di guardiano del carico.

Se dici che basta pagare il dazio normale per entrare non rischierei ad entrare in altro modo. Questo è il tuo mondo e lascio che tu ti muova come sai fare. Io sarò sempre al tuo fianco a proteggerti.

Pur lanciandoci occhiate proseguiamo il tragitto fino alla porta maestra.

X @Dardan Post riempito. Io però avrei fatto un passaggio di livello uffa...cosa starai escogitando per questo avanzamento? Sono sulle spine lo ammetto... più che altro mi chiedo in cosa sei indeciso, metodi particolari?, azioni allineate? Un segno divino??? PS spero si collega il tono scherzoso e giocoso dei commenti.

Modificato da Monkey77

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Il calore viscerale di quei baci appassionati, strappati alla noia del viaggio ogni volta che le pendenze calcaree concedevano ai cavalli una tregua dalle buche, si riverbera lungo le tue membra come un balsamo rigenerante, rendendo tollerabile il bruciore sordo al fianco sinistro e dissipando la paranoia della latitanza... in quel contatto pelle a pelle a ridosso del sedile di guida ti sei sentito finalmente completo, un'ancora di carne e promesse che salda il tuo spirito antico al presente di questo Faerûn ferito... ma non appena l'ombra massiccia delle mura cittadine si allunga sui teloni dei carri, la maschera del guerriero torna ad avvolgere i tuoi lineamenti... scivoli giù dalle stanghe di legno con un movimento fluido, riprendendo a piedi il tuo ruolo geometrico di guardiano rasente alle ruote del primo mezzo, la glaive parzialmente celata sotto i lembi del mantello grigio lacerato...

Assecondando la tua fiducia, Lyra Thorne raddrizza la schiena sul sedile, stringendo le redini del tiro principale con una rinnovata, ferma dignità commerciale... sprona i cavalli a passo d'uomo, facendo avanzare la colonna fino a ridosso della sbarra di ferro della Porta Occidentale, dove due guardie della guarnigione in armature borchiate e mantelli verdi si staccano dal perimetro del corpo di guardia reggendo alte le torce di sego...

Fermi i carri. Provenienza e carico... ordina il doganiere più anziano, la voce stanca di chi ha registrato foraggio e mercanzie per l'intera giornata di Ches, mentre il riflesso arancione delle fiamme illumina i lineamenti misti di Lyra e la tua imponente figura argentea...

La mezzelfa non esita... non c'è traccia di timore o sotterfugio nel suo sguardo cangiante mentre porge la bolla di transito delle merci e indica con un cenno fiero della mano le casse disposte sotto i teloni...

Arriviamo dalla bassa valle, diretti ai mercati fluviali... risponde la ragazza, la voce ferma, pulita, che ritrova l'esatta fermezza pratica delle contrattazioni d'onore, trasportiamo barre di ferro comune da fonderia per i maniscalchi delle banchine orientali... due carri, sei cavalli da tiro e due uomini di scorta...

Il doganiere esamina la pergamena commerciale con dita lente, scostando per un millesimo di secondo il telo del primo carro per saggiare con il guanto di cuoio la pesantezza delle barre metalliche... lo scricchiolio del ferro risuona pulito nel crepuscolo, del tutto privo di contrabbando o merci proibite dalle leggi dei Lord... lo sguardo della guardia si posa per un istante sulla tua lancia inastata e sulla crosta scura che ti macchia la tunica al fianco, ma nella frontiera ruda del Delimbiyr un mercante che viaggia con una scorta armata e ferita è la normalità, non un crimine... il Trono di Ferro è un'ombra lontana quassù, e l'argento di Lyra pesa esattamente quanto quello degli altri...

Il dazio d'ingresso per i metalli pesanti è di quattro pezzi d'argento a carro, più due pezzi di rame per la sosta dei cavalli... dichiara il soldato, restituendo il documento alla ragazza...

Lyra Thorne infila le dita nella scarsella quasi vuota e poggia sul legno della garitta le otto monete d'argento guadagnate sui crinali, sigillando la transazione legale senza che nessuno avanzi un'obiezione o perquisisca i dettagli dei vostri focolari... lo schiocco della sbarra di ferro che si solleva fende la sera, aprendo finalmente il varco...

I carri riprendono a muoversi, superando l'arcata di pietra della porta maestra per immettersi nel labirinto di Loudwater...

La città vi accoglie con il brusio sommesso e caotico delle sue vie ciottolate, illuminate dalle lanterne ad olio appese alle travi delle case a graticcio e animate dal passaggio di mercanti, boscaioli e barcaioli che affollano le taverne rionali a ridosso del fiume... l'odore acre di fumo di torba, birra buona e saggina sostituisce il profumo di ginestra della brughiera, annunciando il compimento della vostra fuga... Daran conduce il secondo mezzo tenendo gli occhi fissi sulla retroguardia, mentre Lyra guida il tiro principale verso una via laterale che scende dolcemente verso il quartiere del porto, cercando un'insegna sicura o uno stallaggio riparato dove far riposare le bestie e la tua carne ferita prima che scatti il coprifuoco...

Le ruote dei carri svoltano infine sotto un'arcata di pietra annerita dal fumo, dove un'insegna di ferro battuto dondola cigolando nella penombra della sera rionale...

È una locanda di barcaioli protetta da un alto muro di cinta di pietra grigia, isolata dal caos delle banchine principali... Lyra Thorne accosta i cavalli stremati nel cortile interno dello stallaggio, e lo schiocco sordo dei pesanti portoni di legno che Daran sbarra immediatamente alle vostre spalle sigilla una volta per tutte la fine del vostro lungo viaggio... aiutato dal vecchio boscaiolo, scivoli giù dalle stanghe stringendo i denti per il bruciore sordo al fianco sinistro, vigilando nell'ombra mentre i teloni del ferro pesante vengono mimetizzati sotto strati di vecchie reti da pesca e canapa logora per non attirare sguardi paranoici... la mezzelfa si assicura che i cavalli abbiano una posta asciutta e del fieno secco per farli tacere, prima di contare le ultime monete di rame rimaste nella scarsella per stringere l'accordo con il locandiere della locanda, esigendo una stanza privata e bende fresche per pulire il tuo squarcio...

La notte all'interno delle mura scorre calda, asciutta, protetta dal coprifuoco dei Lord e dal silenzio rionale della città fluviale... per la prima volta da quando siete fuggiti dai mercati inferiori, non ci sono pagliaricci di paglia gelida ad attendervi... il riposo profondo della carne mortale agisce come un balsamo sacro sulle tue fibre eladrin, permettendoti di dormire accanto alla mezzelfa e di attingere nuovamente alle scarse ma pure energie della Trama...

Quando la prima luce pulita del mattino di Ches filtra attraverso le fessure delle imposte di legno, il bruciore sordo sopra l'anca è ormai un ricordo lontano... la crosta scura si è stabilizzata, i muscoli delle gambe hanno ripreso il loro totale vigor geometrico e lo spirito si ridesta al massimo delle sue capacità...

Ti ritrovi in piedi nel cortile interno dello stallaggio un'ora dopo l'alba, mentre il fumo bianco delle prime fucine urbane inizia a salire nel cielo terso della piana... Lyra Thorne si avvicina alla tua figura stringendosi nello scialle pulito, e nei suoi occhi cangianti si riflette l'assoluta e imminente necessità pratica di muovere i passi successivi... le finanze rimaste nella scarsella dopo il pagamento del dazio doganale e dell'alloggio sono minime, e il prezioso carico di ferro deve essere mutato in argento sonante prima che la giornata finisca... al vostro fianco, il vecchio Daran finisce di controllare i mozzi dei carri, indicando con un cenno dell'accetta la direzione del porto...

Le banchine orientali stanno aprendo i battenti proprio ora, Silyndor... sussurra il vecchio boscaiolo, sputando a terra prima di imbrigliare i cavalli da tiro, lì c'è un'officina indipendente gestita da un vecchio nano di nome Thargin... è un artigiano onesto che compra metallo grezzo per le chiatte fluviali e paga in moneta buona, senza fare le storie burocratiche o imporre i monopoli delle grandi gilde di Secomber... io dico di puntare dritti da lui...

Annuisci, e la carovana si mette immediatamente in movimento lungo il ciottolato bagnato di Loudwater, abbandonando il cortile protetto dello stallaggio per addentrarsi nel labirinto di vicoli del distretto artigianale... cammini a piedi tre metri avanti alle bestie da soma, con la glaive parzialmente coperta dal mantello grigio risistemato e gli occhi crepuscolari tesi a scansionare i passanti, i barcaioli che scaricano le merci e le prime ronde cittadine, muovendoti alla luce del sole ora che i permessi d'ingresso sono stati legalmente registrati alla sbarra...

Dopo venti minuti di marcia nell'odore acre di fumo di torba e carbone, le ruote dei carri arrestano i loro mozzi davanti alla struttura più imponente del lungofiume...

La fonderia del nano Thargin emerge tra i moli come una grande officina di pietra scura e travi di ferro annerite dalla fuliggine, sormontata da due alti camini di mattoni calcinati da cui sale un fumo grigio e denso che profuma di metallo fuso... i grandi battenti di legno rinforzati sono spalancati sulla via, svelando l'interno illuminato dal bagliore arancione e pulsante di una gigantesca fornace centrale... dal cuore della struttura giunge lo stridore metodico del ferro battuto e l'impatto pesante dei magli idraulici azionati dalla corrente del fiume Delimbiyr...

Sulla soglia dell'officina, intento a esaminare una cassa di vecchi chiodi da chiatta con un gessetto da carpentiere tra le dita nodose, si erge la figura massiccia del proprietario...

Thargin è un nano anziano e tarchiato, con la pelle del volto ridotta a una maschera di rughe bruciate dal calore della forgia e una barba grigia, foltissima, intrecciata in due spessi nodi di cuoio... indossa un grembiule di pelle di bue annerito dall'unto e dagli acidi, svelando braccia muscolari massicce come tronchi... solleva le sue piccole pupille scure verso la vostra colonna non appena i cavalli di Lyra si fermano, scansionando con una spietata lucidità i due grossi carri e la tua fiera figura argentea... appoggia le dita nodose sul fianco, ascoltando la richiesta di Lyra Thorne che, con un cenno rapido delle dita, scosta un lembo del pesante telone cerato per mostrare le barre di ferro grezzo stipate sui pianali...

Il nano si avvicina ai carri a passi pesanti, estrae un piccolo martello da geologo dalla cintura e batte un colpo secco sul metallo... il rintocco acuto, cristallino, che si propaga nell'aria umida del porto gli strappa un cenno di profondo rispetto... si accarezza la barba intrecciata, riconoscendo a colpo d'occhio l'eccezionale purezza del ferro estratto dalle colline occidentali...

Questo è ferro di prima scelta, ragazza... non ha le impurità della brughiera ed è perfetto per forgiare i rinforzi delle chiatte fluviali... dice l'artigiano, valutando visivamente il volume totale del carico con un'occhiata clinica e calcolatrice, la bolla d'ingresso della dogana parla chiaro e il metallo è pulito. Posso comprarlo tutto io, qui e ora, e mettervi in mano cento e cento cinquanta pezzi d'argento sonanti per scaricare i pianali prima di mezzogiorno... le mie casse sono solide e il metallo mi serve, ma per un carico di questa portata sono abituato a trattare l'affare a porte chiuse... si siete d'accordo, facciamo infilare le ruote nel cortile interno così pesiamo le barre sulla bilancia a bilico e firmiamo il contratto d'acquisto lontano dai curiosi dei moli... che ne dite?

Lyra Thorne allenta la presa sulle cinghie del telone, voltandosi verso di te... la borsa è vuota, l'offerta di centocinquanta monete d'argento è ottima e legittima, e il nano si sta dimostrando un compratore concreto e professionale... la carovana attende le tue disposizioni per concludere la vendita e liberarsi definitivamente del peso del carico...

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Varchiamo i cancelli della città pagando quelli che vengono considerati i giusti dazi per il commercio locale...mi sto rendendo conto che ancora non do il giusto valore alle monete di metallo. Ripenso al gesto di spargere le monete degli agenti del Trono di Ferro lungo il selciato della piazza a Secomber e mi rendo conto di quanto sia stato idealista e poco pratico in questo mondo che vibra a frequenze tanto basse. Non mi pento, ma qualche moneta in più avrebbe fatto comodo.

Con le ultime monete ci procuriamo una stanza dove riposare lontani dall'umidità della notte. Posiziono il giaciglio accanto a quello di Lyra, mentre Daran cerca di concedere più intimità possibile posizionandosi più defilato possibile.

Ci posizioniamo sul fianco viso a viso, scambiandoci carezze e baci che si fanno via via sempre più passionali a mano a mano che il russare di Daran fa capire che si è addormentato profondamente.

Ho sempre apprezzato la bellezza fisica, maschile o femminile che fosse come bellezza fine a se stessa. Ma ora ,guidato da un istinto tanto nuovo quanto primordiale, le forme morbide e piene della giovane mezzelfa assumono un attrattiva mai provata nella mia vita precedente..

Le mani di entrambi scorrono scostando i vestiti che divengono vincolanti peggio dei ceppi. Apprezzo il piacere di scalfire porzioni sempre più ampie di quella pelle liscia e diafana ereditata dalla metà Elfica della Luna.

Non ho mai agito in tal modo, ma il corpo sembra sapere da solo da fare , agisco d'istinto al punto tale che preso dal desiderio nel vederla piena di tacito ed esplicito desiderio nell'oscurità più totale ruoto per posizionarmi sopra di lei. Ma così facendo faccio forza sul fianco ferito e lasciatomi sfuggire un gemito di dolore devo desistere e vedo in posizione supina.

Lei, per un attimo preoccupata appura le mie condizioni, ma smaliziata da una gioventù passata in un mondo crudo che obbliga i giovani a crescere in fretta, dopo essersi assicurata che la ferita sia rimasta chiusa si posiziona a cavalcioni su di me e muovendosi lentamente unisce i due corpi in un rito che ..(ritengo non sia il caso di descrivere in questo Pbf per non rischiare di infrangere qualche regolamento del sito, almeno credo visto che il regolamento non l'ho letto tutto).

Nel vedere ,dal basso verso l'alto il corpo di Lyra muoversi con sapiente maestria, interrompendo solo per chinarsi a cercare il contatto pieno della mia bocca, non ho potuto fare a meno di pensare che se le cose sono andate così, se ho passato millenni di prigionia per arrivare a vivere questo istante... tutto ha avuto un senso...

Il mattino successivo, colto da una strana euforia non posso fare a meno che iniziare le mie preghiere volgendo ad Hanali Cenali un incredibile monologo di scuse e ringraziamenti. Chiedendo di benedire questo Amore imprevisto ma travolgente. Utilizzo subito il potere donato per chiudere la ferita e tornare al massimo delle forze.

Osservo Daran fingere di non essersi accorto di nulla, ma i sorrisi e la ricerca di contatto tra me e Lyra sono di certo troppo evidente per un uomo della sua esperienza che sa bene come funziona il mondo. È strano, ma seppur io possegga un infinità di anni più di lui , egli si comporta come un padre (o un suocero) come se ci avesse adottati in questa nuova vita pure per lui.

Mi fido del suo giudizio e annuisco quando propone di recarci dal Nano.

La proposta sembra più che onesta e Lyra e Daran considerano la procedura proposta normale e professionale. Io non sono esperto, ma finché la trattativa non è conclusa tengo alta la guardia osservandomi attorno e cercando di capire l'onestà del fabbro.

Non conosco i nani , avendo avuto poco a che fare con loro, quindi posso solo affidarmi alle mie sensazioni.

X @Dardan

Osservare+6 percepire intenzioni+2

Modificato da Monkey77

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Il ricordo di quella notte asciutta e travolgente, consumata tra le assi dello stallaggio mentre i catenacci di Daran vi isolavano dal resto del mondo, brucia ancora sotto i tuoi abiti puliti come una fiammata di pura e primordiale rinascita... l'unione dei vostri corpi, coordinata con quella sapiente e protettiva maestria di Lyra che ha saputo aggirare i limiti della tua carne ferita, ha dato un senso definitivo a millenni di esilio e prigionia... ha trasformato il letamaio della frontiera nel tempio segreto del tuo risveglio, dimostrandoti che ogni singolo battito di ciglia passato in catene ha trovato il suo riscatto nell'istante esatto in cui le deine labbra hanno cercato le sue nel buio...

Le scuse liturgiche e l'incredibile monologo di ringraziamento che hai rivolto ad Hanali Celani sotto la prima luce del mattino hanno sigillato questo amore imprevisto ma travolgente, permettendo alla grazia della Dea del Cuore d'Oro di scivolare tra le tue dita... la debole energia elettrica della Trama ha suturato miracolosamente i vasi lacerati, sigillando la ferita pulita ed eliminando ogni minaccia di infezione comune a questo regno mortale... ti ritrovi al massimo delle tue forze, con le gambe nuovamente salde sul ciottolato e lo spirito interamente risanato...

Ora, mentre i due grossi carri varcano la soglia del cortile interno della fonderia e il vecchio Daran fissa con saggia e paterna discrezione la strada per non notare l'evidente intesa nei vostri sguardi, i tuoi sensi crepuscolari si ridestano con la massima, geometrica lucidità... i carri si arrestano sulla grande bilancia a bilico incassata nel terreno calcareo, e Lyra Thorne fa un passo avanti verso il mastro artigiano... le tue pupille d'argento scansionano ogni singola ruga bruciata sul volto del nano Thargin, analizzando la postura delle sue braccia muscolari e il modo in cui le sue dita nodose accarezzano i nodi di cuoio della barba grigia nel fumo denso della fornace centrale...

Il responso del tuo istinto e la tua capacità di percepire le intenzioni sono immediati, puliti: Thargin non sta mentendo... non c'è traccia del viscido parassitismo o della paranoia burocratica che caratterizzavano gli agenti del Trono di Ferro a Secomber... la sua è la ruda e orgogliosa onestà degli artigiani del Delimbiyr, un individuo concreto che valuta la purezza del metallo unicamente per il proprio profitto e che preferisce sbarrare i portoni interni solo per non far ingolosire i fabbri rivali del porto fluviale... la tua ispezione dello spazio circostante ti conferma che l'officina è sicura, gli operai sono concentrati unicamente sui magli idraulici e la privacy del carico è interamente preservata all'interno delle mura...

Il pesante portone di quercia del cortile si chiude alle vostre spalle con un boato sordo, isolandovi dal molo e riducendo lo stridore della città a un brusio soffocato... Thargin fa scattare il catenaccio di ferro, per poi voltarsi verso Lyra con uno scrigno di legno rinforzato e un rotolo di pergamena tra le mani nodose, pronto a formalizzare l'acquisto...

L'assenso silenzioso impresso nei tuoi occhi crepuscolari scioglie l'ultima frazione di secondo di esitazione... Lyra Thorne fa un passo avanti verso il tavolo da carpentiere con una fiera leggerezza nei movimenti, intingendo la penna d'oca nel calamaio per apporre la sua firma specchiata sulla bolla di scarico dei Lord... Thargin annuisce con un grugnito di soddisfazione, aprendo lo scrigno sul legno del bancone...

Per garantire la massima sicurezza ed evitare il trasporto di trentasei chili di conio pesante, il nano formalizza il pagamento dell'intero valore di quattromila monete d'argento stendendo sul tavolo una Lettera di Credito commerciale sigillata con la ceralacca della tesoreria dei cambiavalute della città, che attesta il deposito della fortuna nei forzieri blindati di Loudwater, protetti dalle guardie dei Lord... accanto al documento, Thargin vi consegna un sacchetto di tela contenente cinquanta monete d'argento per disporre subito del conio liquido immediato necessario per le spese della giornata...

Per la prima volta da quando avete abbandonato Secomber, il peso dell'incertezza economica si dissolve , la pergamena tascabile e sicura svanisce nel corsetto di Lyra, mentre la scarsella degli spiccioli viene stretta alla sua cintura con un sospiro di profondo sollievo...

Non c'è spazio per l'ozio sotto le travi annerite di Thargin: imbracciata la glaive per poggiarla momentaneamente contro la parete calcinata, offri il vigore della tua carne interamente risanata per aiutare il vecchio Daran nelle operazioni di scarico...

Le braccia massicce del boscaiolo e la tua precisione geometrica sollevano le pesanti barre di ferro grezzo dai pianali dei carri, allineandole sulle cataste di stoccaggio della fonderia con una sequenza di colpi sordi e ritmici... ad ogni pezzo rimosso, i mozzi di legno e le balestre dei due mezzi si sollevano visibilmente, liberati finalmente dal giogo di quel carico pesante che per giorni ha dettato il ritmo forzato della vostra fuga... i cavalli da tiro emettono piccoli nitriti di sollievo, avvertendo l'improvviso alleggerimento delle stanghe...

Thargin esamina l'ultima pila di metallo con un'occhiata clinica e calcolatrice, prima di ripulirsi le mani nodose sul grembiule di pelle di bue e rivolgersi a te, stringendo i nodi di cuoio della sua barba grigia...

Il ferro è tutto nei miei magazzini, elfo... e la bolla è registrata... dice il mastro artigiano, la voce profonda che sovrasta lo stridore dei magli idraulici azionati dal fiume, l'affare con Thargin è concluso in onore. Avete dell'ottimo materiale e quella ragazza sa come condurre una trattativa della valle... se cercate un posto sicuro dove spendere una frazione di quel dazio e far riposare la testa lontano dai parassiti del porto, vi consiglio di risalire la via dei mercanti fino alla locanda Della Lancia Spezzata... il proprietario è un vecchio soldato della guarnigione che non ama le intromissioni delle gilde e serve della birra che rimette al mondo i viandanti...

Il nano fa scattare nuovamente i pesanti catenacci di ferro, spingendo i battenti di quercia per riaprire il cortile interno verso la luce pulita del mattino... la banchina orientale vi si palesa davanti agli stivali, animata dal passaggio pacifico di barcaioli e carrettieri rionali sotto il sole di Ches... Lyra Thorne risale sul sedile di guida del carro principale tenendo la scarsella dell'argento vivo alla cintura, mentre Daran prende posto sul secondo mezzo, tenendo le redini pronte per liberare la via davanti alla fonderia

Modificato da Dardan

Silyndor Ewein Tel'Quessir

La trattativa è andata a buon fine, Lyra sembra soddisfatta del ricavato della vendita. I soli ricordi del mio contatto con il denaro della mia vita precedente contemplano monete di oro e platino che l'elfo che tutelano aveva accumulato per la creazione di una potente spada magica... Ma senza dubbio non c'è paragone tra le due situazioni.

Finalmente liberi dal pesante carico e con le bisacce un po' più piene di monete possiamo guardarci intorno con una maggiore serenità per poter scegliere lucidamente i prossimi passi.

Mi rivolgo ai miei compagni

Cosa ne dite? Ascoltiamo il consiglio di Thargin e ci rechiamo alla Lancia Spezzata? Sperando che non sia un auspicio di malaugurio. Dico mostrando l' asta del mio falcione. L'espressione del mio viso fa trasparire chiaramente la natura scherzosa del mio commento.

Comunque fermarci in un posto tranquillo per decidere Come muoverci da adesso in avanti è un idea che non mi spiace affatto.

I miei occhi incrociano quelli di Lyra, vorrei tanto sapere da dove partire per mantenere la promessa fatta. Solo che non so da dove partono le navi per Evermeet. Forse cercare ciò che resta della Corte elfica o la città nascosta di Evereska è un punto di partenza più raggiungibile in questo momento.

Di sicuro trovare un posto tranquillo per progettare i prossimi passi è un buon punto di partenza.

X @Dardan post riempito.

Non ho presente la mappa ora per decidere in che direzione andare, ma immagino che il corso degli eventi indirizzerà poi la scelta. Ciao e grazie.

Modificato da Monkey77

  • Autore

La tua battuta sull'asta della lancia e sulla sfortuna di alloggiare in un posto chiamato La Lancia Spezzata fende l'aria umida del porto con la leggera, inattesa grazia degli elfi, strappando finalmente una risata sincera dalle labbra della giovane mezzelfa... Lyra Thorne accoglie il tuo volto disteso stringendosi al tuo fianco sul sedile del primo carro, e il riflesso delle lanterne urbane cattura nei suoi occhi cangianti una serenità profonda, che cancella in un battito di ciglia i giorni passati a calcolare il fango dei crinali superiori... al vostro fianco, l'anziano Daran fa scattare un raro sorriso sotto i baffi ispidi, spronando il secondo tiro con un colpo leggero delle stanghe di legno per immettere i due mezzi vuoti lungo la carreggiata che sale verso il distretto superiore...

Il vecchio boscaiolo borbotta un grugnito divertito, sistemandosi la scure tra le ginocchia e ammettendo che, se Thargin dice che lì dentro la birra è buona e non si corrono rischi, l'insegna del posto ha già guadagnato ogni singolo pezzo d'argento che vi lascerete...

Le ruote ora corrono leggere, prive del giogo di quel ferro pesante che vi ha legati alla terra per miglia, e la stanchezza cede definitivamente il passo a un'euforia lucida... l'argento pulito è al sicuro, la via commerciale è stata chiusa in onore e l'idea di fermarsi in un posto tranquillo per riorganizzarsi e decidere come muovervi da adesso in avanti è l'unica, vera necessità che vi stringe... la paranoia della fuga e i pensieri sull'enormità di questo tempo in cui ti trovi proiettato, così diverso dall'esistenza che ricordavi e dominato da un'infinità di cambiamenti storici, si placano davanti al bisogno materiale di un rifugio...

Mentre la colonna risale i quartieri alti lasciandosi alle spalle l'odore di torba del porto, i carri arrestano la loro marcia davanti a un'imponente struttura a graticcio che domina la piazza del mercato...

L'insegna di ferro battuto della locanda Della Lancia Spezzata dondola sopra un portone di quercia massiccia, illuminata da due grandi bracieri di carbone che scaldano la pietra della facciata... l'interno, visibile attraverso le ampie vetrate piombate, emana un calore asciutto e accogliente, saturo del brusio tranquillo di mercanti e soldati a riposo... Lyra ti porge la scarsella degli spiccioli per permetterti di guidare l'ingresso, mentre Daran conduce i cavalli verso lo stallaggio coperto sul retro...

Il calore asciutto della sala comune ti avvolge nell'esatto millesimo di secondo in cui varchi la soglia della locanda, scacciando l'umidità persistente del porto e il freddo che aveva iniziato a stringere le articolazioni delle dita... spingi lo sguardo oltre i bracieri d'ingresso, guidando Lyra Thorne attraverso il brusio tranquillo dei mercanti e dei soldati a riposo fino a raggiungere un tavolo di quercia isolato, parzialmente protetto dal perimetro di una colonna portante e adagiato a ridosso del grande focolare di pietra grigia... appoggi l'asta della tua glaive alla panca di legno massiccio in modo che rimanga a portata di mano sotto i lembi del mantello lacerato, mentre la mezzelfa si siede di fronte a te liberandosi finalmente dello scialle bagnato di brina...

Un garzone della locanda si avvicina a passi rapidi portando due ciotole di terracotta colme di brodo d'ariete fumante e due boccali di birra scura, raccogliendo i primi pezzi d'argento dal sacchetto liquido con un cenno di ruda e silenziosa gratitudine prima di ritirarsi verso il bancone...

La tranquillità della sala vi isola in una bolla protetta, permettendo alla tensione accumulata durante la fuga sui crinali di dissolversi sotto il riflesso arancione delle fiamme... Lyra Thorne stringe il boccale tra le dita calde, e i suoi occhi cangianti si fissano sul tuo volto con un'intensità pulita, priva delle consuete barriere commerciali... la presenza della lettera di credito al sicuro sotto il tessuto del corsetto le restituisce una fiera e legittima indipendenza, ma la sua attenzione resta interamente catturata dalle tue parole sulla promessa del ritorno e sulla necessità di progettare i prossimi passi...

Siamo all'interno delle mura, Silyndor... e i carri sono vuoti... sussurra la ragazza, abbassando la testa per non far correre la voce oltre il perimetro del focolare, con l'argento che abbiamo nel sacchetto possiamo saldare la paga di Daran già stasera e decidere cosa fare dei mezzi. Ma per noi la strada è una tela bianca. Non possiedo mappe delle terre orientali e non conosco i segreti di cui mi hai parlato... se dobbiamo muoverci da Loudwater senza farci stringere il cappio dal Trono di Ferro, dobbiamo capire quale pista sia abbastanza sicura da essere calpestata...

I dubbi pratici della mezzelfa sono sul tavolo, lucidi e concreti come l'argento che avete guadagnato... dal bancone sul fondo della sala, l'ex soldato della guarnigione pulisce i boccali tenendo d'occhio gli avventori con la severa fermezza dei veterani...

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Un momento di pace dopo i mesi passati a sopravvivere in un mondo che sembrava volermi soffocare come fossi un anomalia anacronistica. O forse ero io a sentirmi semplicemente spaesato e completamente fuori posto in un mondo fuori dal mio tempo.

Non ho mappe del Faerun attuale ma in questo momento ci troviamo esattamente tra il Miyeritar e Eaerlann. Uno è distrutto l'altro non ho idea di quale sia la sua condizione attuale, ma visto ciò che è rimasto a Lyra della sua eredità credo non sia rimasto nulla . Evereska so trova più ad Est al confine con quell'antico regno umano chiamato Netheril .

Evermeet si trova ad Ovest in mezzo all'oceano... Oramai ho sentito che non partono più elfi per quel isola...sembra irraggiungibile in questo momento perché significherebbe tornare indietro verso Secomber e non mi sembra una buona idea.

Nella mia apparenze rilassatezza cerco di prendere una decisione . Mi rendo conto di come questa mia nuova e forse temporanea condizione accelera la mia necessità di prendere decisioni in breve tempo. Ciò potrebbe rischiare di prendere scelte affrettate, ma anche una reattiva forse migliore.

Tu Daran cosa vuoi fare? Ora puoi ricevere quanto ti spetta, e ciò che vuoi fare spetta solo a te deciderlo. Voglio portare Lyra a scoprire una eredità che le è sempre stata negata...poi guardandola in viso...sei ancora sicura di voler intraprendere questa strada? Vuol dire abbandonare tutto ciò che conosci, non sarai Più Lyra la mercante... Ma potrai decidere tu chi essere. Non nego che la strada non potrà rivelarsi irta di pericoli... Le strade sono sempre state pericolose e il passare del tempo non fa altro che appesantire questo mondo con nuove tragedie che si vanno ad accumulare.

Dentro di me mi ritrovo a sperare con tutto me stesso che lei mi voglia davvero seguire fino ad uno dei regni elfici rimasti. Unici posti in cui credo posso trovare il modo di riprendere il collegamento con il piano celestiale di Arvandor. In caso contrario mi ritroverei dinnanzi alla dolorosa scelta di rinunciare per sempre al posto da cui provengo o al nuovo amore appena scoperto. Sarebbe una scelta troppo dolorosa da prendere in ogni caso.

Ad Ovest verso la costa della spada in questo momento è troppo rischioso. La mia proposta è quella di proseguire per la strada che si dirige ad est, non so che impero umano vi si trovi oggigiorno, e deviare verso sud una volta attraversati i monti verso uno degli ultimi rifugi Elfici di questi tempi. Non conosco la via,per le strade segrete, ma conto che le vedette riconoscano la mia natura e ci conduca all'interno.

Comunque non penso che abbiamo fretta di prendere la decisione. Intanto propongo di goderci questa ottima bevanda fermentata...e di rilassarsi per la serata...

Nel corso della sera, mentre ordino da bere chiedo al veterano

Un altra birra grazie...come sono le strade verso est...e come è la situazione nella grande foresta. Sono nuovo di queste parti... c'è qualcosa di importante da sapere?

@Dardan a te.

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Le tue parole solenni calano sul legno del tavolo con la maestosa e malinconica lucidità delle stirpi antiche, tracciando i confini di un mondo stravolto dallo scorrere del tempo ma ancora pulsante di santuari occulti... Lyra Thorne ascolta la tua proposta di abbandonare lo status di mercante per reclamare un'eredità che le è sempre stata negata, tenendo gli occhi cangianti fissi nei tuoi... non c'è esitazione nel suo sguardo, solo la fiera accettazione di un destino che ha già superato le mura di Secomber... allunga le dita calde sul tavolo, stringendo la tua mano sana in un patto silenzioso che risponde alla tua domanda prima ancora che la sua bocca possa schiudersi...

Al vostro fianco, l'anziano Daran si siede alla panca dopo aver sbarrato gli stallaggi sul retro, ripulendosi la polvere del viaggio dai pantaloni logori... osserva il sacchetto di tela con le monete d'argento contanti che gli porgi come salario per la traversata dei crinali superiori, incassando il conio con un cenno ruvido e solenne della testa calva... fa scivolare la sua quota nella scarsella, per poi appoggiare i gomiti nodosi sul tavolo e guardarti con la severa fermezza dei boscaioli della valle...

Io ho passato la vita a tagliare ceppi e a guidare cavalli per conto terzi, Silyndor... dice il vecchio, la voce profonda che si confonde con lo scoppiettio del focolare, e quassù a Loudwater non ho una casa o una gilda che mi attende. Avete pagato il mio salario con assoluta generosità, ma non ho intenzione di mollarvi su questa carovaniera proprio ora che le strade iniziano a farsi irte di pericoli. Se Lyra ha deciso di seguire la tua lancia per scoprire chi è davvero... beh, io guiderò il carro finché le ruote terranno il ciottolato. Considerami ancora dei vostri, elfo...

Tuttavia, non appena esponi la tua intenzione di proseguire lungo la strada che si dirige a Est per cercare un varco sicuro, la mezzelfa e il vecchio boscaiolo si scambiano un'occhiata tesa, ridestati improvvisamente dalla loro quiete rurale... la consueta lucidità mercantile di Lyra Thorne riprende subito il controllo, spingendola a curvasi verso di te sul legno del tavolo...

Silyndor... se puntiamo ancora a Est da Loudwater, torneremo semplicemente indietro verso i crinali della brughiera... ti fa notare la ragazza, abbassando la voce in un sussurro prudente per non far correre la verità oltre il perimetro del fuoco, la carovaniera orientale sale verso i contrafforti montani... ma per far passare i carri dovremmo ripercorrere a ritroso gli stessi valici che abbiamo faticato a superare stamattina. Quella via ci riporterebbe dritti nei crinali presidiati dal Trono di Ferro, che controlla il flusso dei metalli...

Il vecchio Daran annuisce con un grugnito severo, confermando l'analisi geografica della ragazza e indicando con il mento la direzione delle porte superiori...

La ragazza ha ragione, elfo... conferma il boscaiolo, stringendo i pugni nodosi sul tavolo, se vogliamo procedere verso territori protetti ed evitare di ripassare dalle strade principali, l'unica nostra rotta di aggiramento pulita è il Nord. C'è una pista da taglio abbandonata che si addentra direttamente nei margini meridionali dell'Alta Foresta. Corre protetta sotto la volta degli alberi secolari, aggirando tutti i blocchi e i ponti in mano alla gilda commerciale. È un sentiero selvaggio, ma garantisce il totale occultamento ai nostri carri vuoti...

La determinazione dei tuoi compagni corregge bruscamente la mappa del tuo viaggio, offrendoti una rotta concreta e clandestina che sfrutta i boschi a Nord... l'ottima bevanda fermentata rinfresca le gole secche, il brodo d'ariete riscalda la carne stanca e l'euforia di quella pace ritrovata vi culla finché il sole di Ches non svanisce dietro le imposte di legno della sala...

Più tardi, quando la penombra del crepuscolo avvolge i vicoli alti e le torce della guarnigione cittadina vengono accese lungo i camminamenti, ti rialzi a passi sicuri per dirigerti verso il bancone... ordini un altro boccale di birra scura, piantando la tua figura argentea davanti alla figura massiccia del proprietario... intaschi la moneta d'argento che gli porgi per la bevanda, e sfrutti l'esperienza del veterano per raccogliere conferme discrete sulla pista di aggiramento settentrionale appena concordata...

Il soldato della guarnigione appoggia lo straccio sul bancone di quercia, scansionando i tuoi lineamenti eladrin con la fredda lucidità dei militari di frontiera... si curva in avanti per ridurre la voce a un soffio pesante, analizzando la via fuori dalle mura...

Se punti a Est, viandante, ti stai infilando in una pista arida... sussurra il locandiere, gli occhi scuri che sorvegliano il brusio dei mercanti alle tue spalle, la carovaniera orientale sale verso le montagne di Llorkh... è una strada di pietra e miniere, controllata palmo a palmo dagli esattori privati del Trono di Ferro. Se cercate una via coperta, libera da sbarre e da guardie burocratiche, la vostra unica rotta da Loudwater è il Nord, immettendovi lungo la vecchia pista che costeggia i margini dell'Alta Foresta...

Il veterano si ferma un istante, sciacquando un secondo boccale nell'acqua pulita e lanciando un'occhiata fugace ed esperta verso i tavoli della taverna, prima di raddrizzare la schiena...

Ma i territori della foresta settentrionale sono un territorio che scotta in questa stagione... aggiunge l'uomo, riducendo la voce a un sussurro ancora più stretto, i cacciatori dicono che da quando le stelle sono cambiate in inverno, la boscaglia è diventata instabile, paranoica... le bestie selvatiche scendono fino ai margini dei sentieri e si sussurra che bande di ranger rinnegati stiano stringendo alleanze pericolose tra le fronde. Anche se viaggiate leggeri , fareste meglio a investire una manciata di monete per assoldare qualcuno del posto che conosca i sentieri interni prima di rimettervi in marcia . Qui in sala comune, vicino al focolare d'angolo, gira spesso qualche cacciatore locale che vende le sue competenze per pochi pezzi alla settimana... comprate loro da bere e stringete un accordo, se volete che la vostra colonna arrivi intera a destinazione...

Il soldato si raddrizza del tutto e torna alle sue faccende, lasciandoti al peso di queste preziose informazioni e di questo rude consiglio...

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Le parole di Lyra rassenerano i miei timori più nascosti. Nessuna scelta dolorosa sembra pararsi dinnanzi a me nel prossimo futuro.

Anche se sembra che la mia memoria geografica e il mio senso dell'orientamento debbano essere molto affinate visto che avevo confuso del tutto le direzioni. D'altronde a differenza degli elfi che sono sempre vissuto nella foresta convivendo con essa io ho fatto sempre uso della magia per orientarmi e spostarmi.

Le parole del veterano confermano quanto detto dai miei compagni e il consiglio di una guida mi sembra sensato.

Grazie per il consiglio.

Dopo la aver ringraziato osservo la sala grande per individuare chi fa a caso nostro.

Dopo aver fatto la mia scelta mi avvicino e gli faccio la mia proposta.

X @Dardan a te.

Modificato da Monkey77

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I tuoi occhi crepuscolari abbandonano il bancone di quercia massiccia del veterano, scivolando lungo il perimetro della sala comune con la metodica, geometrica pulizia dei soldati di stirpe antica... esamini la penombra che avvolge i tavoli d'angolo, scansionando i volti dei mercanti e dei cacciatori rionali finché la tua attenzione non si fissa sulla figura più insolita e magnetica dell'intera locanda... adagiata sulla panca più lontana dal focolare centrale, intenta a ripulire la lama di un lungo coltello da caccia con uno straccio unto, siede una giovane donna avvolta in un mantello di tela scura che, pur lacerato dai rovi, non riesce a celare le forme armoniose e sinuose del suo corpo flessibile... non appena solleva la testa verso la tua figura d'argento, i riflessi arancioni dei bracieri svelano lineamenti di una bellezza esotica e dirompente, del tutto estranei alle memorie della tua vita precedente...

È una stirpe che non hai mai incrociato prima di ridestarti in questo tempo fuori posto... il suo viso ha contorni perfetti, affilati, caratterizzati da una pelle di un insolito colore grigio cenere, liscia e vellutata che mette straordinariamente in risalto il rosso vivo delle sue labbra piene... una cascata di capelli corvini che profumano vagamente di resina e zolfo selvatico le incornicia il volto, e due piccole corna scure e lucide spuntano con grazia tra le ciocche scure, curvandosi all'indietro sopra le tempie come una corona ferina... le sue pupille accese di un caldo, liquido colore ambrato, prive di sclera, si piantano sul tuo volto con uno sguardo penetrante, carico di una sensualità felina e sfrontata... una coda sottile e flessibile si muove lenta sotto il tavolo, accarezzando le assi di legno con lo schiocco leggero di una frusta... la sua stessa presenza emana un'attrattiva magnetica e pericolosa, un'eco remota legata ai piani inferiori che per un Eladrin rappresenta un'assoluta e affascinante novità biologica...

Ti avvicini a passi fluidi e sicuri, incurante della diffidenza che quella figura solitaria emana, e ti sottometti al suo esame visivo appoggiando la mano sana vicino all'asta della tua glaive prima di esporre la tua ruda proposta di ingaggio per l'Alta Foresta a Nord...

La ragazza ascolta le tue parole senza interromperti, inclinando leggermente la testa di lato mentre un sorriso accattivante, quasi di sfida, le increspa le labbra... sputa a terra un rigurgito di birra acida, divertita e stuzzicata dall'assenza di timore o disgusto nei tuoi occhi elfi, e parla con una voce roca, profonda, che fende il brusio dei mercanti circostanti con una nota vellutata e avvolgente...

Un elfo argenteo che mi fissa senza sputare a terra, e che cerca un sentiero coperto tra gli alberi dell'Alta Foresta... dice la ragazza, la voce ridotta a un soffio caldissimo, sensuale, che sovrasta lo scricchiolio del fuoco, i Lord di questa città mi tollerano tra le mura solo perché porto loro le pelli dei grandi lupi crudeli che caccio nel fitto, ma nessun mercante della valle affiderebbe i propri cavalli a una tiefling per paura che il sangue diabolico che ho nelle vene possa contaminare le sue merci... il mio nome è Kaelen, viandante... e conosco i varchi meridionali della boscaglia meglio di qualunque cacciatore locale che non ha il coraggio di allontanarsi dall'ombra delle mura...

Kaelen infila il coltello nel fodero di cuoio alla cintura con un movimento lento, deliberato, piantando i suoi occhi ambrati direttamente nei tuoi con una spietata concretezza commerciale, svelando le regole di una frontiera rude che non fa sconti a chi nasce con quel marchio...

Se i tuoi compagni al tavolo non baderanno alle mie corna e il tuo sacchetto contiene abbastanza conio da pagare la mia conoscenza dei sentieri occulti, io guiderò i vostri carri sotto la volta verde... la mia quota è di sei pezzi d'argento per ogni settimana di marcia forzata, più tre monete d'anticipo stasera per rifornire la mia bisaccia di bende e razioni secche... se il dazio ti sembra equo, stringiamo il patto adesso e faremo muovere i cavalli prima che l'alba finisca...

La creatura allunga una mano affusolata dalla pelle grigia e dalle unghie scure sul legno unto del tavolo, muovendo le dita con un invito felino, attendendo che l'argento vivo della tua scarsella suggelli l'accordo di scorta... poco distante, Lyra Thorne e il vecchio Daran seguono i tuoi movimenti dal tavolo del focolare con le sopracciglia aggrottate, sorpresi dall'inattesa natura della bellissima e conturbante guida che hai scelto di reclutare in mezzo alla sala...

Modificato da Dardan

Silyndor Ewein Tel'Quessir

La natura di quella donna suscita una strana reazione in questo corpo. Da una parte tutto il mio essere celestiale aborrisce la natura immonda visibilmente e non solo, evidente. Dall'altra non posso fare a meno di riconoscere un qualcosa che la distingue dagli altri cacciatori presenti in sala. Ha indubbiamente un qualcosa di magnetico che si mette in netto contrasto con la sensazione di disgusto che il suo sangue mi provoca. Non riesco a capire quale delle due sensazioni sia predominante.

Mostro l'asta della mia glaive.

Non ti temo, come vedi sono dotato delle mie contromisure...e si credo che tra tutti i presenti della sala tu sappia portarci dentro e tirarci fuori dagli angoli più remoti di Eaerlann...intendevo della Grande Foresta.

Il prezzo è giusto visto il rischio...ma perdonami non per sfiducia ma la parola patto con te proprio non mi piace.

Nella mia voce c'è una nota palesemente ironica ,volta a sfidare e fare capire che non temo la sua natura ne la sottovalutato.

Ecco il tuo anticipo. Mi sembra doveroso per procurare il materiale... però...se ci dovesse essere da combattere, e ci fosse un bottino la divisione spetta a me...o meglio al mio capo dico indicando Lyra.

Solo per essere chiari.

La mia natura celestiale è in fermento di fronte a quella parte immonda che la compone, ma essendo Un Eladrin mi rifiuto di basare la mia opinione su in pregiudizio... saranno le sue azioni a decidere chi è. Nonostante il suo retaggio il destino che le spetta è tutto nelle sue mani, e come la mia esistenza mi ha insegnato odio e pregiudizio sono stati proprio ciò che hanno portato al crollo di una civiltà vissuta per millenni in pace e armonia. Il fanatismo della superiorità di una sottorazza elfica sulle altre, la ricerca di un colpevole per sfogare la propria rabbia... tutti ricordi di come è iniziata l'era più buia che il popolo fiero possa ricordare.

Il passato mi deve servire da lezione...e anche una discendente degli immondi merita ,se non la fiducia quantomeno il beneficio del dubbio.

@Dardan a te...e benvenuto in gioco...

Modificato da Monkey77

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L'argento della tua scarsella scivola sul legno unto del tavolo, con tre rintocchi cristallini che risuonano nella penombra dell'angolo come una dichiarazione d'intenti... le tue dita sfiorano l'asta lucida della glaive, mostrando una calma geometrica e una totale assenza di timore che costringe le pupille ambrate della ragazza a restringersi, colpite dalla fiera stabilità della tua figura celestiale... la tua nota ironica sulla parola "patto", unita al lapsus sul nome dell'antico regno di Eaerlann che le tue memorie d'oltretomba custodiscono, cala sulla tiefling come una sfida subtle, vellutata, che ne stuzzica l'orgoglio selvaggio senza mai umiliarla...

Kaelen allunga le dita affilate e coubre le tre monete d'argento con il palmo della mano grigia, facendole sparire sotto il mantello con la rapidità fluida di un predatore... ascolta la tua condizione sulla spartizione del bottino e sul comando di Lyra Thorne, sollevando un sopracciglio scuro prima di lasciarsi sfuggire un sorriso fiero, che svela la punta dei suoi canini candidi...

Niente patti con il mio sangue allora, guerriero dell'argento... chiamalo compenso d'ingaggio, se questo fa riposare meglio la tua lancia... dice la ragazza, la voce roca e caldissima che si riduce a un soffio complice, e per il ferro dei morti non avrai obiezioni da parte mia. Io vendo la mia conoscenza delle fronde settentrionali e la mia capacità di non farvi sgozzare tra gli alberi, non sono un soldato di ventura che esige quote sui cadaveri... se il tuo capo mercante sa dove distribuire il conio, io baderò solo a far girare le ruote dei vostri carri vuoti nella boscaglia...

Si alza dalla panca con un movimento sinuoso, felino, raccogliendo la sua bisaccia di pelle e seguendo i tuoi passi fluidi attraverso la sala comune fino al cerchio di luce arancione del focolare centrale...

Non appena la figura grigio cenere e le piccole corna della ragazza emergono dalla penombra proiettandosi sul legno del vostro tavolo, l'anziano Daran si irrigidisce sulla panca... il vecchio boscaiolo posa di colpo il boccale di birra, le sue sopracciglia inspide si aggrottano in una smorfia di assoluto e rudo sbigottimento mentre la sua mano destra scivola istintivamente verso l'accetta da taglio incastrata alla cintura...

Per la barba di Silvanus, Silyndor... borbotta il vecchio boscaiolo, abbassando la voce in un ringhio teso, profondo, che vibra di tutto il pregiudizio della gente della valle, ti ho detto che la foresta a Nord è diventata ostile e imprevedibile negli ultimi tempi, ma non pensavo che per trovare la via dovessimo imbarcare una creatura che reca addosso il sangue dei demoni... sei sicuro di quello che fai, elfo? Io conosco il legno, ma questa stirpe nata tra le fiamme inferiori non promette nulla di buono sulle carovaniere...

Kaelen non si siede... rimane in piedi a braccia conserte, la coda sottile che sferza l'aria dietro le gambe e gli occhi ambrati che brillano di una fredda, sfrontata alterigia felina, abituata a ricevere quel genere di accoglienza rurale in ogni bettola di frontiera...

Lyra Thorne, dal canto suo, fissa la tiefling tenendo le dita fitte attorno alla ciotola di terracotta... c'è un millesimo di secondo di muta e paranoica valutazione tra le due donne, una frazione di tempo in cui la mezzelfa scansiona la bellezza esotica della nuova arrivata e il suo equipaggiamento leggero... poi, respirando a fondo, Lyra allenta la tensione delle spalle e appoggia i palmi sul tavolo, facendo valere la fiera autorità della sua posizione...

Se Silyndor ha ritenuto di dover assoldare questa scorta per la via, Daran, allora la discussione è chiusa... dichiara la mezzelfa, la voce ferma, pulita, che ritrova l'esatta e tagliente concretezza dei mercanti della valle, quello che c'è nelle sue vene non mi interessa finché la sua conoscenza dei sentieri tiene i miei cavalli lontani dai blocchi stradali. Noi viaggiamo con due carri vuoti e abbiamo bisogno di occultamento sotto la volta verde. Siediti, Kaelen... e dicci a che ora dobbiamo far muovere le ruote domattina se vogliamo evitare le ronde dei Lord alla porta settentrionale...

La tiefling inclina la testa di lato, il suo sorriso amaro che si stempera in un cenno di autentico rispetto per la fermezza della ragazza... scivola sulla panca di fronte a voi con la grazia flessibile di una fiera, allungando le dita sulla mappa immaginaria del tavolo...

I cavalli devono essere aggiustati un'ora prima del cambio della guardia, ragazza... risponde Kaelen, la voce roca e vellutata che si fa sottile per non correre oltre il focolare, le ronde dei Lord aprono le sbarre della porta settentrionale al primo accenno di luce per far passe i boscaioli rionali, e a quell'ora i soldati registrano solo i carichi in entrata, badando poco a chi esce con i pianali leggeri... se le ruote si muoveranno nel fango prima che i mercanti blocchino la via alta, saremo già protetti dall'ombra delle prime fronde dell'Alta Foresta prima che la guarnigione finisca di contare il dazio notturno...

Il vecchio Daran rilascia la presa dall'accetta con un grugnito sordo, costretto ad accettare l'inappuntabile e ruda precisione logistica della guida... Kaelen sposta lo sguardo ambrato sul tuo volto, appoggiando i gomiti sul legno unto e avvicinando il busto sinuoso alla tua figura d'argento, inchiodando i suoi occhi nei tuoi con un'intensità felina e penetrante...

Allora, guerriero dell'argento... sussurra la tiefling, stringendo le labbra in una smorfia sfrontata e densa di sfida, la mia rotta a Nord è tracciata e i tempi per uscire da Loudwater sono questi. La tua lancia è pronta a svegliarsi al freddo prima che i soldati aprano le sbarre per stare dietro al mio passo, o hai bisogno di altre conferme sui pericoli dell'Alta Foresta prima di ordinarmi di far muovere le ruote? Parla, la notte sta per finire...

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Il mio sguardo limpido regge il suo in un confronto senza scontro tra due nature opposte. Eppure, forse , non così diverse. Nonostante l'evidente influenza infernale , in quel corpo, tanto magnetico e sensuale quanto pieno delle fragilità e incertezze mortali vi è una natura libera di decidere chi essere. Privo dei vincoli insiti nella mia natura esterna a questo mondo.

La sua personalità è forte. Temprata da anni cresciuti tra odio e sospetto... Ma la mia ha la forza di Chi non ha bisogno di essere quello giusto screditando chi è diverso.

Libertà...la libertà di poter decidere chi di è nonostante il retaggio, libertà di vivere in pace con chi ci circonda, libertà di poter esprimere chi di è davvero.

Te ne sarei grato. Quali pericoli affollano quella che un tempo era una grande nazione elfica? Ci sono ancora elfi tra queste fronde? Cosa ci aspetterà lungo il tragitto? Ragni?, banditi? Fiere?

Nonostante la mia serenità di sapere di aver fatto la scelta giusta, sono felice che Lyra abbia confermato la mia decisione senza tracce di acrimonia. Segno di fiducia totale nei miei confronti, fiducia che non voglio assolutamente deludere. @Dardan a te.

Modificato da Monkey77

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Le tue domande pacate, pronunciate con la limpida e solenne fermezza di chi non ha bisogno di difendersi dietro lo schermo del pregiudizio, calano sul legno del tavolo con la maestosa e malinconica lucidità delle stirpi antiche, tracciando i confini di un mondo stravolto dallo scorrere del tempo ma ancora pulsante di santuari occulti... Kaelen appoggia la schiena contro la panca di quercia, e per un millesimo di secondo il magnetismo sfrontato degli sguardi ambrati cede il passo a una sfumatura di autentico rispetto... la ragazza face scorrere le dita grigio cenere lungo l'impugnatura del lungo coltello da caccia, assecondando la tua curiosità con la ruda e clinica precisione di chi ha visto le insidie annidarsi sotto ogni singola foglia dell'Alta Foresta...

Se cerchi le stirpi del tuo sangue tra le prime fronde, elfo, ti stai addentrando in un cimitero di alberi secolari... risponde la tiefling, la voce roca che si fa sottile, pesante come la nebbia del mattino, gli elfi della luna e i ranger guardinghi difendono i santuari occulti nel cuore profondo della boscaglia, miglia e miglia a nord, dove i piedi dei mortali non possono arrivare senza essere trafitti dalle frecce d'interdizione. Lungo i margini meridionali che costeggeremo noi non troverai palazzi d'argento, ma solo i pericoli che l'inverno ha reso affamati...

La ragazza inclina la testa, il riflesso arancione del focolare che accende il profilo delle sue piccole corna scure mentre elenca le reali minacce che attendono la carovana...

I viticci strangolatori e i cespugli carnivori hanno colonizzato i sentieri da taglio abbandonati... sono piante semoventi capaci di confondersi tra i rovi secchi e scattare come lacci di cuoio per ghermire le zampe dei cavalli... e con loro dovremo guardare spesso verso l'alto, perché dai rami bassi scendono sciami di stirgi, quelle sgradite bestie alate munite di becco a siringa che cercano il sangue delle prede...

Il vecchio Daran rilascia la presa dall'accetta con un grugnito sordo, costretto ad accettare l'inappuntabile precisione logistica della nuova arrivata, mentre Lyra Thorne ti fissa in silenzio con gli occhi cangianti, trasmettendoti una totale e assoluta fiducia che non lascia spazio all'acrimonia...

Kaelen sposta lo sguardo ambrato sul tuo volto, appoggiando i gomiti sul legno del bancone e avvicinando il busto sinuoso alla tua figura d'argento, stringendo le labbra in una smorfia sfrontata e densa di sfida che spezza l'austerità della sala...

Finisci la tua birra e porta Lyra a riposare finché le stanze sono calde... sussurra la tiefling, stringendo le labbra in una smorfia densa di sfida, domattina all'alba ci muoveremo all'apertura dei cancelli...

Il veterano della guarnigione sul fondo della sala inizia a spegnere i primi bracieri d'ingresso annunciando il coprifuoco imminente...

Silyndor Ewein Tel'Quessir

A domani.. Kaelen.

Dico stringendo forte la mano di Lyra sotto il tavolo. L'incontro si è concluso in parità...

Nonostante la mia natura, e nonostante non creda che Kaelen sia malvagia...mi sono scontrato ancora una volta con la mia natura mortale...fragile , incerta , fallace.

Se l'attrazione fisica per Lyra è stata travolgente è stato anche per la connessione ,che le nostre due anime ,entrambe a metà e perse in un mondo che percepivamo sbagliato hanno creato donando nuovo vigore all'altra metà.

Lo sperimentare comunque una qualche forma di attrazione per la strana mezzosangue, carica di una naturale ferina sensualità e ambiguo magnetismo ha sconvolto quel tumulto che lasciandomi andare con Lyra credevo di aver donato scegliendo di fluire con esso. Non credo che Kaelen abbia un obiettivo di tentare ciò che resta della mia anima, quanto piuttosto che questa sia la sua natura, come quella di un gatto che gioca con la sua preda, non lo fa per malvagità, ma il suo istinto lo porta a compiere certe azioni perché sono nella sua natura.

Seppur l'involucro che ospita la mia volontà è soggetto a tante reazione impreviste non ho nessuna intenzione di farmi dominare da questi primitivi istinti.

Tenendo stretta la mano di Lyra e afferrando il glaive con l'altra mi accomio e mi dirigo verso la stanza prenotata per la notte. Mantengo un contegno finché rimaniamo a vostra della gente. Ma appena saliamo le scale accellero tirandomi dietro una Lyra stupita che non comprende questo mio drastico cambio. La conduco in fretta nella stanza assegnatoci ed appena chiusa la porta mi lascio andare, preso da un bruciante desiderio di Lei, quasi a darmi conferma e certezza della mia identità.

Per un attimo lei mi guarda sbigottita da un simile comportamento, ma poi senza bisogno di parlare, solo fissando i miei occhi, privi della solita fermezza, ma pieni di un bisogno di conferme di cui non ho mai sentito necessità mi avvolge con il suo amore ricambiando il mio bisogno spasmodico con una calda e calma sensualità guidandomi con i suoi baci e carezze a riacquistare la solita calma che mi caratterizza.

Non devi dimostrare nulla...

Sono le uniche parole che mi rivolge. Parole che non so da chi siano ispirate ma che mi portano a fermare ogni mio gesto, facendomi accoccolare tra le sue braccia ed addormentare in una Trance ristorativa.

Incredibilmente un anima tanto giovane, ma cresciuta in questo mondo, conscia delle debolezze di una natura fragile riesce a capire e gestire molto meglio di me , forte dell'esperienza di millenni di esistenza, gli scombussolamenti di questo corpo.

Mi sveglio la mattina ancora con il capo appoggiato sul seno di Lyra, con un senso di nuova pace, forte di avere al mio fianco chi capisce e armonizza le mie nuove fragilità. Permettendomi di non cadere dalla mia natura.

All'ora prestabilita ci presentiamo al luogo dell'appartamento pronti a partire. Nel mio viso non vi è traccia della fragilità dimostrata tra le mura di quella stanza ma solo la determinazione a proteggere e guidare i miei cari.

@Dardan a te

È particolare descrivere certe fragilità di un simile PG... è una cosa che mi sta intrigando.

Modificato da Monkey77

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Il calore protetto di quelle lenzuola asciutte e la straordinaria, silenziosa comprensione di Lyra Thorne hanno dissipato ogni singola scoria del tumulto notturno, restituendo alla tua figura la limpida e geometrica lucidità dei guerrieri di stirpe antica... ti muovi nella gelida penombra cinerea di Ches con passi fluidi, la lancia salda nella mano sana e la mente interamente ripulita dalle fragilità della notte... sul tuo volto non vi è traccia delle incertezze mostrate tra le mura della camera, ma solo la ferrea determinazione di chi è ridestato per difendere e guidare i propri cari lungo la frontiera...

Un'ora dopo, le ruote dei due carri vuoti si lasciano alle spalle l'arco di pietra della Porta Settentrionale, superando le sbarre di legno sollevate dalla guarnigione con la normale e tranquilla indifferenza della routine mattutina... i soldati badano poco a due pianali leggeri che escono insieme ai primi boscaioli locali, e il ciottolato della città cede bruscamente il passo al fango pressato della pista da taglio abbandonata...

La carovana avanza per appena due miglia nella brughiera nebbiosa, inerpicandosi dolcemente verso la barriera vegetale che domina l'orizzonte... ma non appena i cavalli arrestano i mozzi all'imbocco del primo vero varco boscoso, un grugnito sordo, basso e vibrante, erompe all'improvviso dal fitto di un cespuglio di rovi calcinati dalla brina... i tiri anteriori scartano di lato spaventati, ma la tiefling solleva una mano per intimarvi l'assoluto silenzio, emettendo un fischio modulato tra le labbra...

Dalla vegetazione aggrovigliata emerge lentamente un cinghiale dall'aspetto rudo e pericoloso, modificato da un evidente archetipo immondo che ne altera la biologia naturale... la sua pelliccia ispida è nera come il carbone, fitta di setole rigide che sembrano scaglie di ferro, e dalle fauci sbavano due zanne inferiori affilate che riflettono la debole luce dell'alba con un riflesso scuro, innaturale... i suoi occhi brillano di una sinistra e intelligente scintilla rossa, rivelando una ferocia temprata lontano dalle leggi di questo mondo mortale... la bestia avanza a passi pesanti sul terreno umido, ma anziché caricare i carri appoggia il grugno coriaceo contro la mano grigia della tiefling, emettendo un verso di sottomissione...

I soldati della guarnigione non tollerano che circoli in città.. sussurra la ragazza, voltando il viso affilato verso di te mentre accarezza la testa della creatura, così mi aspetta sempre qui, dove il ciottolato finisce e i sentieri si fanno bui. Il suo nome è Garm... ed è la scorta migliore che potessimo desiderare per avvertire l'odore dei viticci o degli stirgi prima che scendano dalle fronde...

Il vecchio Daran rilascia la presa dall'accetta con un grugnito di ruda sorpresa, costretto ad accettare l'inappuntabile e misteriosa risorsa della guida, mentre Lyra Thorne trattiene il respiro sul sedile, incassando l'impatto visivo con la bestia nera prima che Kaelen si rimetta in marcia, guidando la colonna dritto nel fitto della vegetazione...

Miglia dopo miglia, l'Alta Foresta vi accoglie stringendo i carri in una morsa vegetale imponente e claustrofobica... la volta degli alberi secolari diventa così fitta da intercettare completamente la luce del sole, riducendola a un debole e malato riflesso verdastro che danza sulle assi di legno dei mezzi... l'odore di carbone e ferro delle officine urbane svanisce, sostituito dal profumo penetrante e quasi soffocante di muschio bagnato, resina fredda e terra antica che non vede la luce da secoli... i sentieri da taglio si fanno sempre più stretti, soffocati da grovigli di rovi calcinati e felci giganti che strusciano contro le fiancate dei carri vuoti con un fruscio secco... nel silenzio innaturale della boscaglia, interrotto solo dallo scricchiolio ritmico dei mozzi e dal respiro pesante dei cavalli, si avverte la costante e inquietante sensazione di essere osservati da occhi invisibili nascosti dietro la corteccia dei pini giganti... quassù, il tempo sembra essersi fermato a un'era primordiale, selvaggia, del tutto indifferente alle vicende dei mortali...

Cammini a piedi tenendo la glaive parzialmente coperta dal mantello, i tuoi sensi crepuscolari ridestati al massimo della vigilanza, quando d'un tratto la marcia si arresta bruscamente...

Kaelen solleva bruscamente il braccio sinistro immobilizzandosi sul sentiero di fango mentre il cinghiale Garm abbassa il grugno a terra, emettendo un soffio nervoso dalle narici... davanti alle ruote del primo carro, la pista da taglio viene interamente sbarrata dal tronco colossale di una quercia secolare, caduta di traverso sul terreno... la corteccia dell'albero abbattuto appare stranamente butterata, scavata da solchi profondi che non sembrano causati dal tempo, e un odore dolciastro, aspro, simile a quello della linfa fermentata o della carne marcia, inizia a diffondersi tra i cespugli circostanti, facendo innervosire i cavalli...

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Varchiamo i cancelli senza imprevisti come preannunciato da Kaelen...una volta presa la via che conduce alla foresta i miei occhi ricercano i grandi occhi della mezzelfa con uno sguardo che asserisce ci siamo...

Al confine del bosco spunta fuori il cinghiale, compagno di Kaelen anch'esso con una discendenza dai mondi inferi. Evidentemente in questa foresta ci deve essere stata un affluenza di creature immonde da qualche parte. Ma il bosco è enorme e non è detto che dia avvenuto nei tempi recenti. Comunque finché Kaelen starà dalla nostra parte anche il suo cinghiale non deve temere la mia lama , nonostante la puzza innaturale di zolfo che lo circonda mi faccia ribrezzo.

Il vero problema avviene ora con il gigantesco albero che ci blocca la strada. Il nauseante odore dolciastro non mi piace...non mi piace affatto, è perfino peggiore dell'odore del cinghiale.

Kaelen... cos'è questo odore. Puzza tanto di trappola. Che facciamo?

Estraggo il glaive e cerco di capire da quale parte arriverà la minaccia.

@Dardan a te

Modificato da Monkey77

  • Autore

La lama della tua glaive si libera dai lembi del mantello con un guizzo d'acciaio pulito, geometrico, che fende la nebbia verdastra della boscaglia e si posiziona a mezz'aria, in guardia difensiva... le tue pupille crepuscolari scansionano la penombra oltre l'ostacolo colossale, mentre la tua domanda tagliente costringe Kaelen a bloccarsi a pochi pollici dal legno... la tiefling non risponde subito; stringe i denti esaminando i solchi profondi, e la sua coda si irrigidisce a ridosso del terreno umido, imitando la postura tesa del cinghiale Garm...

Garm emette un grugnito rauco, raschiando il fango con gli zoccoli anteriori, ma non sta puntando la vegetazione davanti a sé; abbassa il muso bagnato verso le radici scoperte dell'albero abbattuto, annusando con insistenza mentre il pelo lungo la sua schiena nera si drizza come una serie di scaglie rigide... l'aria rimane spaventosamente immobile, immersa in un silenzio innaturale che toglie il fiato, e l'odore dolciastro e aspro si fa sempre più denso, filtrando tra i cespugli di felci circostanti... eppure, nulla si muove tra le fronde... nessuna freccia sibila, nessun predatore balza fuori dai rovi... c'è solo il battito del tuo cuore e il respiro spaventato dei cavalli da tiro...

Non è stata una tempesta ad abbattere questa quercia, elfo... e non è stato il lavoro di un'accetta da taglio... sussurra Kaelen, la voce roca che si fa estremamente sottile mentre arretra di un passo, tenendo la mano destra ben salda sull'impugnatura del lungo coltello da caccia, guarda la profondità di queste scanalature sulla corteccia. Qualcosa ha letteralmente sradicato il tronco a colpi di artigli per aprirsi un varco o per cercare il nutrimento all'interno del legno fresco... e dalle dimensioni delle fenditure, era una fiera colossale, molto più grande di un orso bruno dei crinali...

Il vecchio Daran rilascia un sospiro teso dalle labbra, afferrando il manico della sua scure mentre tiene le linee dei cavalli corte, costringendo gli animali a non avanzare verso quel sentiero infetto, mentre Lyra Thorne spiana la balestra corta verso l'alto, scansionando i rami dei pini giganti con gli occhi cangianti sgranati per la paranoia dell'ignoto...

Sei l'unico a mantenere la totale, geometrica lucidità in mezzo alla pista carovaniera... la tua natura eladrin ed i tuoi sensi crepuscolari cercano una traccia logica in questo mistero... non ci sono nemici visibili da colpire, non ci sono rumori di imboscate imminenti, ma i segni sul legno secolare sono reali, enormi, e l'odore aspro della linfa mista a umori organici sconosciuti suggerisce che qualunque cosa abbia squarciato la quercia sia passata di qui non molto tempo fa...

@ Descrizione della scena

Il tronco caduto è una quercia di 1,5 metri di diametro che sbarra la pista .

Fango scivoloso sul sentiero, circondato da muri invalicabili di rovi e felci giganti , considerati terreno difficile , carri non possono deviare.

Modificato da Dardan

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Osservo la situazione cercando la soluzione migliore.

Avremo dovuto vendere i carri assieme al ferro che trasportavamo.

Sono restio ad abbandonarli solo per i cavalli che finirebbero in pasto alle fiere.

Daran, libera il tronco sulla strada dai rami, Lyra sgancia i cavalli e conducili a mano dall'altra parte del tronco aggirandolo. Io libererò il passaggio dalle felci e rovi.

Una volta dall'altra parte legheremo i cavalli al carro con delle corde e noi aiuteremo ad alzare l'asse e assisteremo a farlo venire giù dall'altra parte.È vuoto dovremo farcela anche se ci farà perdere tempo.

Lyra, se non dovessimo farcela sei pronta ad abbandonarli?

Kaelen, tu osserva intorno i possibili pericoli e avvisaci per tempo.

Osservo i miei compagni per assicurarmi che abbiano capito le istruzioni.

@Dardan a te. Spero che il tutto sia fattibile.

Modificato da Monkey77

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