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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati

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La tua decisione mette fine allo stallo sulla pista, accettando il rischio del borgo umano pur di non condannare i muli e voi stessi a una notte di gelo all'addiaccio tra le rocce dell'altopiano... Lyra Thorne asseconda il tuo cenno con un sì di sollievo, allentando la presa sulle redini mentre ascolta le tue domande sulla città di Loudwater e sulla destinazione del ferro che trasportate... la mezzelfa scuote la testa, accennando un sorriso stanco tra i capelli scompigliati dal vento...

Sì, Silyndor... volevo raggiungere Loudwater prima che il Trono di Ferro mi bloccasse a Secomber... risponde la ragazza, abbassando la voce mentre i carri riprendono a muoversi lentamente lungo la mulattiera, lì c'è un grande mercato sul fiume e ci sono fabbri liberi che comprerebbero questo ferro senza fare troppe domande... se riuscissimo ad arrivarci e a vendere tutto, potremmo finalmente sbarazzarci di questi carri pesanti, comprare due cavalli e muoverci molto più in fretta... ma per adesso siamo a piedi e con poche monete in tasca, dobbiamo pensare a fare un passo alla volta...

Mentre i muli iniziano la discesa lungo i tornanti fangosi, ti sposti verso il retro della colonna per camminare a ridosso delle ruote del secondo mezzo, affiancando il vecchio Daran per chiedergli indicazioni... il boscaiolo si stringe nel mantello logoro, grattandosi la barba ispida prima di darti le poche informazioni che possiede su Zelbross...

Zelbross non è una città, Silyndor... è solo un mucchio di stalle e capanne di pietra arrampicate sul fango... sussurra il vecchio taglalegna, camminando a fatica per via della stanchezza, ci vivranno sì e no cento anime, quasi tutti pastori di pecore che odiano le guardie del Lord e non fanno domande a chi viaggia... quelli della gilda commerciale non hanno uomini fissi laggiù, non butterebbero mai monete per prescindere quattro case... ma c'è un problema... a Zelbross c'è una sola locanda, il Cervo Calcinato, gestita da un mezzorco di nome Kren... se c'è qualcuno che sa quali sentieri sono liberi o se qualche cacciatore di taglie sta girando da queste parti, è lui... ma Kren non apre la bocca gratis... vuole vedere l'argento, o del buon tabacco...

La conversazione si spegne a poco a poco mentre le ruote dei carri affondano nel fango viscido della via principale di Zelbross, sotto lo sguardo diffidente dei pochi pastori avvolti in pellicce di montone... per evitare di esporre la mercanzia sulla strada principale, aggirate subito la struttura sgangherata della locanda di Kren, svoltando con i carri nel cortile sul retro... ma non appena Lyra accosta i muli vicino al grande portone di legno della stalla coperta, scoprite che gli alloggi per le bestie sono sbarrati da una pesante catena di ferro, e la figura massiccia di uno sconosciuto vi sbarra la strada nel crepuscolo...

È un mezzorco tarchiato e muscoloso, intento a scaricare due pesanti ceste di torba bagnata vicino alla porta sul retro...

La sua pelle verdastra è segnata da vecchie cicatrici da taglio risalenti a un passato violento, e una zanna sporgente gli deforma il labbro inferiore... posa le ceste nel fango con una lentezza deliberata, incrociando le braccia sul petto mentre scansionano con le sue piccole pupille iniettate di sangue i vostri abiti bagnati, la stanchezza dei muli e l'asta della glaive che tieni parzialmente celata sotto i lembi del mantello grigio... emette un grugnito rauco, sputando a terra prima di fare un passo verso il carro principale di Lyra... la sua astuzia ha già calcolato il peso insolito del legno e la fretta dei vostri movimenti...

Siete fuori strada per la carovaniera principale, viandanti... e i miei muli non amano dividere il fieno con gli estranei... raschia l'ibrido, la voce pesante che fende il freddo del tardo pomeriggio mentre Lyra si stringe nello scialle sul sedile... batte una mano nodosa sulla grossa chiave di ferro che gli pende dalla cintura di cuoio, indicando il portone sbarrato, io sono Kren, e questa stalla è roba mia, così come tutto il fango che calpestate qui attorno. Al Cervo Calcinato una posta per le bestie costa cinque pezzi di rame a notte... ma vedo come tenete coperti quei teli... se cercate un posto riparato dove infilare queste ruote e scambiare due parole senza che i cacciatori di valle vengano a ficcare il naso nel vostro carico... beh, il prezzo della mia chiave e del mio silenzio si fa molto più alto... parlate, cosa cercate a Zelbross?

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Silyndor

Osservo il mezz'orco che cerca in malo modo di fare il Boss del nulla. Non mi spaventa ma cercare di attaccare briga non mi interessa

Quale è il prezzo per chi non vuole rogne con quei corrotti del trono di ferro? Dico senza mezzi termini analizzando l'espressione del mezz'orco. Se deve fare la spia che lo faccia subito. Ma credo che anche lui , piccolo signore di questo letamaio, consideri gli uomini del Trono come dei rompiscatole .

Non chiediamo molto, solo un po' di discrezione e un riparo che ci consenta di riposare dopo ingiuste angherie. Credo che tu capisca cosa intendo. Non ti voglio mentire, ma non voglio neanche essere derubato di ciò che delle oneste persone ritengo abbiano diritto. Non voglio portare guai.

Resto in attesa di una risposta...mentre sento sulla nuca lo sguardo di Lyra, tesa, non so se ho detto ciò che si aspettava, ma di sicuro finora ho fatto molte cose che che non si aspettavano aprendogli la speranza di una vita migliore.

X @Dardan post riempito

Modificato da Monkey77

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Le tue parole tagliano il freddo del crepuscolo con la fermezza del marmo, facendo oscillare la tensione nel cortile bagnato... Kren incassa l'insulto sul suo letamaio senza muovere un singolo muscolo della mascella verde, limitandosi a stringere le labbra attorno alla zanna sporgente... le sue piccole pupille iniettate di sangue scansionano la tua figura con una freddezza calcolata, catturando l'assoluta mancanza di timore nei tuoi occhi crepuscolari e il riflesso azzurrino che ancora latita sul ferro della tua glaive... non c'è lo scatto d'ira di un bruto; il mezzorco ha vissuto abbastanza inverni sulla frontiera da sapere che l'orgoglio non riempie la pancia, e che un guerriero capace di pronunciare il nome del Trono di Ferro con quel disprezzo glaciale è un cliente molto più remunerativo di un pastore di pecore...

Alle tue spalle, senti lo scialle di Lyra Thorne scricchiolare sul legno del sedile... la mezzelfa trattiene il fiato, la nuca tesa per lo sbigottimento davanti alla tua totale, spietata assenza di filtri... non sa se hai detto ciò che si aspettava, ma la dignità con cui rivendichi il diritto di quelle merci e la protezione della carovana accende nei suoi occhi cangianti una scintilla di speranza che nessuna guardia di Secomber le aveva mai concesso...

Kren emette un grugnito rauco, una specie di risata soffocata che gli scuote il petto massiccio, prima di sputare un rigurgito amaro nel fango calcareo...

I corrotti del Trono... raschia il locandiere, la voce pesante che perde gran parte della sua ostilità commerciale per farsi bassa, confidenziale, hai fegato, elfo... o sei solo molto stupido... qui a Zelbross quegli sgherri sono considerati dei parassiti che rovinano i pochi scambi rimasti liberi... ma il loro argento pesa esattamente come il tuo...

Il mezzorco afferra la grossa chiave di ferro che gli pende dalla cintura, facendola ruotare tra le dita nodose prima di infilare il dente di metallo nella serratura della catena che sbarra la stalla... lo schiocco della serratura arrugginita fende il silenzio del cortile come una promessa mantenuta... Kren spinge con la spalla le assi di pino marcite, aprendo il varco buio e asciutto della stalla, dove l'odore di paglia fresca e resina offre finalmente un rifugio sicuro per le ruote e i muli...

Il prezzo per chi non vuole rogne è un pezzo d'argento a carro per la notte... e il tuo totale, assoluto silenzio se qualcuno dovesse fare domande nella sala comune... sussurra l'ibrido, piantandosi sul limitare della porta sul retro per lasciar passare la testa del primo mulo guidato da Lyra, portate dentro le bestie prima che la nebbia si mangi la via... una volta sbarrate le assi, venite dentro... c'è del brodo d'ariete sul focolare e vi dirò cosa hanno visto i cacciatori di frontiera lungo la carovaniera che scende verso Loudwater nelle ultime due notti... muovetevi...

Daran scivola giù dal retro con la scure in mano, muovendosi con la metodica fretta della gente di foresta per imbrigliare le bestie all'interno , mentre Lyra ti rivolge un'occhiata carica di un sollievo profondo, viscerale, prima di far sparire i teloni del carico nell'oscurità protetta della rimessa

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Osservo la reazione del mezz'orco, evidentemente c'è più cervello e buon senso che bestia nell'individuo che ho davanti. Il che lo rende potenzialmente più pericoloso. Non è da sottovalutare.

Spero che l'avidità non superi il suo buonsenso, altrimenti questo posto passerà dei brutti momenti.

Il mio argento pesa come qualunque altro...ma esistono altri metalli , più pesanti che sanno essere piuttosto convincenti a far si che il nostro argento non venga considerato troppo leggero.

Dico riferendomi al ferro dal mio falcione, se non dovesse essere rispettato l'accordo pattuito pagando l'exta.

Lyra... consegna tu quanto richiesto...

Poi dopo che Kren se ne è andato ispeziono la stalla controllando che sia tutto a posto.

Non gli conviene provare a fregarci.. sarebbe l'ultima cosa che farebbe.

Dico più per rassicurare me che i miei compagni più avvezzi a questo genere di cose.

Se fanno domande che diciamo? Diciamo il meno possibile e non facciamoci notare. Ma la versione deve essere la stessa.

Riposiamo, cerchiamo di capire come sono le strade e poi partiamo.

Finalmente potremo riposare comodi ... e speriamo anche tranquilli.

@Dardan a te. PS l'insulto sul letamaio in realtà non era pronunciato ma va bene come l'hai interpretato🤣.

Modificato da Monkey77

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Il sordo scatto della serratura arrugginita mette fine alla contrattazione nel fango, lasciando che le tue ultime, velate minacce sul peso dei metalli più pesanti si disperdano nel vento freddo del crepuscolo... Kren si limita a emettere un grugnito rauco da dietro la zanna sporgente, un cenno rigido della testa che riconosce la letale promessa del tuo falcione prima di agguantare i due pezzi d'argento che Lyra Thorne gli porge con dita rapide e precise... la mezzelfa scuote la testa, incrociando il tuo sguardo con un cenno silenzioso mentre il locandiere mezzorco si allontana nel fango a passi pesanti, scomparendo dietro la porta di legno della taverna con le sue ceste di torba e lasciandovi soli nell'oscurità protetta della rimessa...

Non appena i battenti di pino si chiudono isolandovi dal cortile esterno, ti muovi nel semibuio per ispezionare ogni singolo angolo della struttura di pietra calcarea... i tuoi occhi crepuscolari perlustrano le pareti umide, le vecchie mangiatoie e le travi del soffitto, assicurandosi che non vi siano varchi nascosti o occhi indiscreti pronti a fregarvi... tutto è a posto: la stalla è solida, buia e l'odore penetrante del fieno vecchio mimetizza l'odore selvaggio che i muli si portano ancora addosso dal Bosco Nebbioso... al tuo fianco, Lyra e l'anziano Daran sbarrano i catenacci interni con la metodica fretta della gente di frontiera, coprendo i teloni del ferro pesante con strati di fieno per far sembrare i carri semplici trasporti di foraggio rurale...

Il tuo severo avvertimento sulla versione da tenere in caso di domande fende il silenzio della rimessa come un ordine marziale... Lyra si stringe lo scialle di lana sul petto, le suas doti commerciali che riemergono sotto il pallido riflesso della brughiera...

Se qualcuno chiede, siamo mercanti di fieno della bassa valle rimasti bloccati dalla frana sui crinali alti... sussurra la mezzelfa, la voce ferma che cerca la tua figura nell'oscurità della stalla, Daran è il nostro conducente e tu sei la nostra scorta... non faremo nomi e non accetteremo birra da nessuno... paghiamo il brodo, ascoltiamo Kren e poi torniamo qui a dormire sui pagliaricci a ridosso del carico...

Il vecchio boscaiolo annuisce in silenzio, pulendosi le dita sporche di grasso sui pantaloni logori prima di posizionarsi vicino all'asta della tua lancia... vi compattate a ridosso della soglia interna, lasciando che la fatica biologica di questo lungo pomeriggio di Ches si adagi sui vostri muscoli stanchi... avete affrontato i ragni, spezzato l'idolo della segheria e camminato per ore sotto il sole calante dell'altopiano; il bisogno di un riparo asciutto e di un focolare caldo è l'unica cosa che conta prima che la notte si mangi del tutto i crinali superiori...

Spingi delicatamente la porta sul retro della taverna ed entri nella sala comune, lasciando che il debole calore di un focolare di torba centrale vi investa la pelle insieme al fumo denso e all'odore acre di grasso di montone...

La bettola è un anfratto buio, illuminato solo da poche candele di sego che proiettano ombre deformi sulle pareti di pietra scura... seduti attorno al fuoco ci sono solo quattro pastori del posto, che interrompono il loro brusio sommesso per fissare i tuoi tratti elfi con la consueta, fredda diffidenza delle comunità isolate, prima di tornare a curvarsi sui loro boccali di terracotta... seguendo il cenno del mento di Kren, vi accomodate rapidamente al tavolo di legno grezzo situato nell'angolo più buio e riparato della sala, lontano dalle finestre e dalle fiamme centrale... ti posizioni sulla sedia che offre la visuale completa sulla porta, stringendo la glaive tra le gambe sotto i teloni del mantello...

Pochi istanti dopo, i passi pesanti di Kren fanno scricchiolare le assi unte... il mezzorco si avvicina al vostro angolo isolato reggendo un vassoio di legno scheggiato, posando sul tavolo tre ciotole di terracotta bollenti da cui sale il vapore denso e odoroso del brodo d'ariete... l'odore della carne grassa e delle rape aggredisce piacevolmente i vostri sensi stanchi, mentre il locandiere appoggia le mani nodose sul legno, curvando il busto massiccio verso di te... le sue piccole pupille iniettate di sangue scansionano la penombra della sala per assicurarsi che i pastori siano fuori tiro, prima di abbassare la voce fino a ridurla a un sussurro paranoico e roco, pronto a rivelare il prezzo del suo dazio informativo...

Mangiate mentre è caldo, viandanti... e aprite bene le orecchie... raschia il mezzorco da dietro la zanna sporgente, lo sguardo fisso sulla tua figura fiera, oggi pomeriggio, due cacciatori di frontiera scesi dai crinali superiori si sono fermati qui prima di voi... hanno giurato che una pattuglia volante della gilda si è appostata lungo la vecchia pista carovaniera che scende verso Loudwater... quattro uomini a cavallo con le armature di cuoio scuro e i simboli del Trono di Ferro ben nascosti sotto i mantelli... stanno bloccando la gola calcarea più avanti, perquisendo ogni singolo carro che tenta il passaggio per riscuotere i dazi sul ferro e sequestrare le merci dei mercanti indipendenti...

Lyra Thorne afferra il cucchiaio di legno ma si blocca a mezz'aria, le sue nocche che tornano bianche nella penombra mentre i suoi occhi cangianti si fissano dritti sul tuo volto...

@

Scusa 😅

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Il mezz'orco sembra essere di parola..e gli scagnozzi del Trono di Ferro non si smentiscono. La cosa positiva è che non sembrano cercare noi, ma semplicemente fare i loro soliti atti di banditismo.

Osservo Lyra che rivolge a me un occhiata implorante di una soluzione a quello che per lei è sempre stato un incubo incontrastabile.

Non so se ci sono altre vie che portano alla città di Loudwater, Daran solo tu puoi rispondere a questa domanda, ma se posso dire la mia...sono un po'stufo di vedere questi scagnozzi fare il bello e il cattivo tempo impunemente.

Se questa pattuglia sparisse, sarebbe un problema problema?

Il mondo mortale altro non è che uno specchio ovattato dello scontro tra le forze primieve che sconvolgono i piani esterni. Quest' umani organizzati in una banda di predoni organizzati appoggiati dal potere corrotto che domina queste contee non sono dominati da istinti migliori della natura tirannica e depravata che compone i baate'zu degli inferi. L'unica vera differenza che forse non migliora la loro posizione ai miei occhi è che i mortali hanno una scelta. Se essere buoni e caritatevoli o vigliacchi prepotenti...una scelta che ogni giorno può essere confermata o mutata. Non mi aspetterò mai che i diavoli agisca disinteressatamente per il bene del prossimo...la sua natura è schierata indelebilmente tanto quanto la mia. Ma per i mortali c'è sempre la scelta di comportarsi in maniera differente.

E chi lavora per il trono ha fatto la sua.

Noi vogliamo andare in città per vendere il materiale, non vedo altra soluzione se non quella di passare per la strada controllata da quei delinquenti. E mentre loro non ci stanno aspettando noi sappiamo che ci sono. Se siete d'accordo manderei la tabella di viaggio invariata.

Osservo le reazioni dei compagni, aspettando il loro cenno di assenso o una proposta alternativa.

Il mio sguardo si sofferma soprattutto su Lyra, desideroso di sapere cosa pensi e desideri. La notte la trascorreremo con i carri e un po' la cosa mi spiace perché avrei desiderato una stanza con cui condividere del tempo con lei... Però è ovvio che la sua mentalità di carovaniera la porti ad essere apprensiva per il carico da cui è sempre dipesa la sua sopravvivenza.

Il mio sguardo va anche oltre i loro visi, per essere certo che nessuno dei presenti sia troppo vicino da origliare i discorsi...il piano di basa sulla sorpresa be se la cosa dovesse arrivare alle orecchie degli scagnozzi sarebbe un problema potenzialmente letale.

@Dardan post riempito.

Modificato da Monkey77

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Le tue parole calano sul tavolo di legno grezzo con la freddezza tagliente di una lama celestiale, raggelando per un istante persino il respiro paranoico del locandiere mezzorco... Kren si blocca con il mestolo di ferro ancora sollevato sopra il calderone, fissa le tue pupille elfe con uno sguardo in cui la diffidenza rurale si mescola a un improvviso, spietato rispetto... non è abituato a sentire un viandante stanco parlare di far sparire una pattuglia del Trono di Ferro come se si trattasse di ripulire un nido di ratti nel fango, ma la tua domanda diretta sulla sparizione dei predoni spegne ogni sua obiezione commerciale...

Appoggia le mani nodose sul legno unto del tavolo, curva il busto massiccio verso la tua figura e abbassa la voce fino a ridurla a un sussurro roco, viscido di fumo e di complicità...

Se sparisse, elfo?... raschia il mezzorco da dietro la zanna sporgente, le sue piccole pupille iniettate di sangue che scansionano la penombra per accertarsi che i pastori attorno al fuoco siano troppo distanti per udire, se quei quattro delinquenti non tornassero alla base, il Trono impiegherà almeno tre giorni prima di mandare un'altra ronda a controllare perché la gola è silenziosa... quassù a Zelbross nessuno farebbe domande e nessuno piangerebbe la loro carne... ma quattro uomini armati sono un osso duro per una lancia sola e un boscaiolo vecchio. Vi sventreranno prima ancora di darvi il tempo di muovere le ruote nella gola... però... c'è qualcuno che vi può dare una mano a pareggiare i conti...

Kren ruota leggermente il volto di profilo, indica con un cenno del mento un angolo ancora più buio della sala comune, parzialmente nascosto da una colonna di pietra calcinata...

Lì, seduto da solo davanti a un boccale di terracotta vuoto, c'è un cacciatore di frontiera coperto da un mantello di pelle di lupo logoro, intento ad affilare un lungo coltello da caccia con una pietra focaia, in totale silenzio...

Quello è Garek... sussurra l'ibrido, la voce ridotta a un soffio pesante, l'autunno scorso quegli scagnozzi della gilda gli hanno sequestrato il carico di pellicce e gli hanno azzoppato il fratello per un mancato dazio sulla carovaniera. Conosce la gola calcarea meglio delle sue dita, sa dove piazzare i lacci per farli inciampare nel buio e odia il Trono più di quanto tu odi i diavoli... ha un debito di sangue con loro e un debito di gioco con me. Se gli prometti che terrà le loro armature o le loro armi come bottino, vi aiuterà di certo...

Al tuo fianco, l'anziano Daran posa il cucchiaio nella ciotola, scambiando un'occhiata tesa, carica di profonda diffidenza, con te e con Lyra Thorne... il vecchio taglalegna fissa lo sconosciuto nell'ombra con le sopracciglia aggrottate, stringendo nervosamente i pugni sotto il tavolo...e anche gli occhi cangianti di Lyra si fissano sul tuo volto, lacerati tra il terrore di un agguato dei mercenari e la paranoia di stringere un patto con una carogna della brughiera... la borsa dell'argento è quasi vuota, ma l'autorità della tua figura e la promessa del bottino dei morti potrebbero comprare l'acciaio di cui avete disperatamente bisogno per superare la gola prima del mattino...

Kren si raddrizza, torna verso il bancone con il calderone e vi lascia al peso di questa nuova, decisiva carta da giocare tra le ombre della taverna... la zuppa fuma sul tavolo, il cacciatore affila il ferro nell'angolo buio e la decisione su come arruolare questa guida sconosciuta o come pianificare l'agguato spetta interamente alle tue parole...

Silyndor

Mi volto verso i miei compagni osservandone i volti dubbiosi.

Lyra..Daran esprimetevi le vostre perplessità. Prima di muovermi voglio sapere cosa ne pensate.

Per quanto voglia far terminare certe angherie volio sapere la loro opinione.

@Dardan a te.

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La tua richiesta, sussurrata a bassa voce tra i fumi del brodo d'ariete, apre uno spazio di totale fiducia, spingendo i tuoi compagni a calare le proprie difese e a parlare a cuore aperto... l'anziano Daran si sporge leggermente sul legno unto, tenendo le dita nodose intrecciate vicino al boccale per non far rumore, mentre i suoi occhi rugosi lanciano un'occhiata obliqua verso la colonna di pietra calcinata dove il cacciatore continua ad affilare il ferro...

Silyndor... io non nego che questo Garek possa odiare la gilda quanto noi... raschia il vecchio taglalegna, la voce ridotta a un soffio ruvido che gratta contro il freddo della sala, ma un conto è parlarne davanti a una zuppa, un conto è trovarsi le balestre puntate contro...non sappiamo nulla di lui e se quello si spaventa e scappa al primo dardo, o se decide di venderci per salvarsi la pelle, ci ritroveremmo in trappola prima ancora di muovere le ruote. Se dobbiamo rischiare la vita quassù, preferisco farlo sapendo chi mi copre le spalle. Solo noi tre... e nessun altro...

Lyra Thorne ascolta le parole del boscaiolo tenendo le labbra serrate, le sue nocche che sfiorano il tessuto bagnato della tua manica... la sua mentalità di carovaniera, abituata a calcolare il rischio di ogni singola moneta e di ogni varco stradale, la porta a oscillare tra il terrore e una spietata necessità pratica... si volta verso di te, e i suoi occhi cangianti riflettono il chiarore fioco delle candele di sego...

Daran ha ragione a diffidare, Silyndor... nella gilda commerciale l'argento compra chiunque, e la disperazione può rendere gli uomini molto pericolosi... mormora la mezzelfa, abbassando la testa per non attirare gli sguardi dei pastori adiacenti al focolare, ma io conosco la gola calcarea per averci fatto passare le merci l'estate scorsa... è un imbuto di roccia stretto, buio... se andiamo da soli e la pattuglia si accorge del cigolio delle nostre ruote prima dell'impatto, ci bersaglieranno o bloccheranno la via e saremo spacciati... se questo Garek conosce davvero i punti ciechi il suo aiuto potrebbe essere l'unica cosa che ci separa da Loudwater... io dico di metterlo alla prova... avvicinalo, parlagli dal buio, ma non rivelargli cosa trasportiamo nei carri finché non saremo all'imboccatura del varco... vedi se i suoi occhi tremano quando gli prometti il ferro dei morti...

Le perplessità dei tuoi compagni sono sul tavolo, lucide e paranoiche come la terra ruda che calpestate...

Modificato da Dardan

Silyndor

Ascolto le parole delle persone che il destino ha scelto di mettere sotto la mia protezione.

Nonostante non mi senta vincolato dalla loro volontà, ne da quella di nessun altro oltre la coscienza del mio buon cuore, era giusto dargli la possibilità di esprimere i loro pareri per non cadere in una forma di despotismo che il mio ruolo e la mia forza potrebbero indurmi a prendere.

Annuisco alle loro parole.

Ora statemi a sentire...vado da questo Garek e cerco di capire che tipo sia e se è disposto ad aiutare.

Domani Mattina io e lui vi precederemo muovendoci più veloci dei carri, ci occuperemo dei banditi e quando voi arriverete il passaggio sarà già Libero senza che i carri invii corriate rischi. Se sono in quattro e Garek conquista la mia fiducia dimostrandosi un alleato valido non ci saranno problemi...ho già un piano. Ora vado a fare conoscenza.

In parte non vorrei staccarmi da loro, da Lyra in particolare, la sua presenza nel difendermi dai nemici che non riesco a tenere a bada si e rivelata preziosa, magari fermiamo i carri prima e poi ci avviciniamo in tre lasciando Daran a custodirli. Comunque la presenza della mezzelfa e una garanzia per me.Mi allontano dal gruppo senza fare rumore e mi avvicino a Garek restando nella penombra.

Garek giusto? Mi hanno detto che hai un conto aperto con quei ladroni del trono di ferro. E mi hanno anche detto che ce ne è un gruppetto che crede di fare quello che vuole derubando i mercanti che transitano per il a gola calcarea che conduce in città.

Voglio fare capire loro che non tutti si calano le brache davanti alle loro minacce...? Dicono che sei un uomo abile e conosci la zona. In cambio potrai prendere le loro armature e scudi...io terrò il resto... ci stai?

@Dardan a te

Modificato da Monkey77

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Lo stridore metodico dell'acciaio sulla pietra focaia si interrompe nell'esatto millesimo di secondo in cui la tua ombra eladrin si adagia sul legno del tavolo isolato, tagliando la fioca luce di sego che illumina l'angolo della colonna... Garek non sussulta... non solleva nemmeno lo sguardo dal lungo coltello da caccia, stringendo le dita nodose attorno al manico d'osso consumato mentre la sua lama rimane immobile a mezz'aria, fredda e spettrale... il mantello di pelle di lupo logoro emana un odore pungente di fumo di torba, grasso e brughiera bagnata, specchio di una vita clandestina passata a nascondersi tra gli anfratti calcarei del confine...

Alle tue spalle, a ridosso del fuoco centrale, senti il muto e paranoico silenzio che ha avvolto Lyra e l'anziano Daran... la mezzelfa e il vecchio boscaiolo ti fissano dalla penombra del loro tavolo con il fiato corto e le nocche bianche, stringendosi nei loro panni logori e affidando l'intera incolumità del carico di ferro e delle loro stesse vite all'assertività della tua trattativa...

Quando le tue parole sulla gola calcarea, sull'odio per il Trono di Ferro e sulla spartizione del bottino dei morti si disperdono nell'aria della locanda, il cacciatore muove finalmente i suoi occhi nel semibuio... sono pupille umane, scure, indurite da una disperazione paranoica che ha già fatto la sua scelta... solleva lentamente il volto, svelando una barba ispida coperta di polvere calcinata e una cicatrice profonda che gli corre lungo la tempia sinistra, testimonianza spietata del giorno in cui la gilda gli ha strappato le pellicce e spezzato la famiglia...

Pianta il coltello direttamente sul legno unto del tavolo con uno schiocco secco, profondo, prima di curvare il busto verso la tua figura d'argento per ridurre la voce a un soffio rauco...

Kren ha la lingua troppo lunga per essere un mezzorco vivo... raschia il contrabbandiere della brughiera, fissa la determinazione nei tuoi occhi e l'asta della glaive celata sotto il mantello grigio, ma ha ragione su una cosa: io venderei la mia stessa anima a un diavolo pur di vedere quegli sgherri affogare nel loro stesso sangue... quei quattro delinquenti si nascondono dietro i massi della gola, e credono che quassù passino solo pastori pronti a farsi scannare...

Garek allunga una mano nodosa verso l'impugnatura del coltello piantato, le sue dita che si flettono con una fermezza glaciale che cancella i dubbi di Daran sulla sua stabilità...

Ci sto, elfo... ma scordati di muovere i carri prima che il lavoro sia finito... se i cavalli si innervosiscono e iniziano a nitrire nel buio, o se il cigolio dei mozzi rimbomba tra le rocce prima del tempo, ci bloccheranno la via e saremo carne da macello... sussurra il cacciatore, gli occhi fissi sul riflesso azzurrino che intuisce sulla tua lama, ci muoveremo a piedi un'ora prima dell'alba, mentre la foschia sui crinali è ancora abbastanza densa da nascondere i nostri stivali... io vi guiderò lungo una vecchia pista da taglio abbandonata che sovrasta l'imboccatura del varco... ci posizioneremo sui cornicioni di pietra calcareo proprio sopra le loro teste, e mentre io farò muovere i sassi per distrarre le loro mire nel buio, tu calerai dall'alto con quel ferro per spezzare il loro dazio... se la tua lancia è veloce come la tua lingua, entro domani pomeriggio avrò le loro corazze borchiate... e tu avrai la tua strada pulita per Loudwater...

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Annuisco serio, i nostri sguardi si incrociano, nessuna simpatia ne tantomeno amicizia.

Solo io e te allora. I carri partiranno un ora dopo l'alba. Sono lenti e arriveranno dopo che il lavoro sarà terminato.

Torno al mio tavolo e mi siedo al mio posto tenendo d'occhio Garek e la sala in generale.

Partiremo un ora prima dell'alba. Io e Garek da soli. Voi partite dopo ci vedremo lì dopo che la via sarà stata messa in sicurezza.

Finisco la zuppa di Ariete oramai tiepida. L'odore forte della carne si è attenuato...ma miei pensieri vanno ai rischi del giorno dopo e soprattutto al pensiero che gli altri saranno senza la mia protezione domani...la qual'cosa non mi piace affatto.

Lyra...Daran domani state attenti in mia assenza. Ora prepariamoci per la notte.

Ogni desiderio di svago e piacere di prima è ora sopito, sommerso dalla preoccupazione per il giorno dopo. Non sono le guardie che vado ad affrontare a preoccuparmi, ma i rischi che Lyra potrebbe correre che non vedo e a cui non potrei porre rimedio.

@Dardan a te.

Modificato da Monkey77

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Le tue parole calano sul tavolo con la freddezza di una sentenza di frontiera, spegendo ogni residua illusione di svago o piacere prima che la notte si mangi definitivamente il borgo di Zelbross... Lyra Thorne incassa l'ordine di marcia tenendo gli occhi cangianti fissi sulla sua ciotola ormai vuota, mentre le sue dita nodose stringono lo scialle sul petto con una rassegnazione paranoica... non c'è obiezione nei suoi lineamenti misti, solo la muta e straziante accettazione che domani, per la prima volta da quando siete fuggiti dai mercati inferiori, la carovana e il suo prezioso carico di ferro rimarranno senza la barriera d'argento della tua lancia... al suo fianco, il vecchio Daran finisce l'ultimo sorso di brodo tiepido con un grugnito sordo, ripulendosi la barba ispida con il dorso della mano callosa prima di incrociare il tuo sguardo con la severa fermezza dei boscaioli...

Saremo pronti, Silyndor... sussurra il vecchio boscaiolo, la voce ridotta a un soffio ruvido per non far vibrare l'aria della taverna, imbriglierò i cavalli nel buio pesto senza far battere le catene... e terrò la scure a portata di dita sul sedile finché non vedrò il riflesso del tuo acciaio all'imboccatura della gola calcarea... vedi di tornare intero, elfo...

Vi alzate dal tavolo di legno grezzo in totale silenzio, lasciando che Kren raccolga le stoviglie di terracotta senza azzardare un'ultima parola o chiedere altre monete... i quattro pastori attorno al focolare centrale non sollevano nemmeno le teste calve, ormai sprofondati nel torpore della torba e della birra acida di saggina... vi dirigete verso la porta sul retro della locanda ed uscite nel cortile fangoso, infilandovi immediatamente nell'oscurità protetta e gelida della rimessa dove sono custoditi i carri...

Daran sbarra i pesanti catenacci interni di legno con un colpo secco, isolandovi del tutto dal resto del borgo... la notte sui crinali superiori scorre lenta, opprimente, scandita unicamente dal soffio costante del vento che fischia tra le fessure della pietra calcarea e dal respiro pesante e metodico dei cavalli a ridosso del carico... ti sistemi sui pagliaricci di paglia fresca accanto alle ruote principali del primo carro, costringendo i muscoli di questo corpo mortale di primo livello a un riposo vigile, geometrico... i tuoi pensieri corrono furiosi lungo i rischi che Lyra potrebbe correre domani lontano dai tuoi occhi, trasformando la preoccupazione per la sua incolumità nell'argine definitivo contro il sonno profondo... ma la carne esige il dazio della fatica, e le ore scivolano via nel buio profondo della stalla, permettendoti di riposare e al tuo spirito di attingere nuovamente alle scarse energie della Trama...

Le ore del riposo terminano quando l'oscurità della rimessa inizia a farsi cinerea, annunciando l'alba imminente... vi ridestate nel silenzio gelido della stalla, avvertendo il freddo pungente che vi stringe le articolazioni delle dita...

Un'ombra si sgancia dal fondo della rimessa, muovendosi senza emettere un solo rumore metallico: è Garek, che ha passato le ultime ore rannicchiato vicino al portone principale... il cacciatore ha la cappa di pelle di lupo calata sulla testa e la balestra parzialmente couberta da un panno di tela scura... non c'è simpatia o amicizia nel suo sguardo scuro, solo il freddo assenso di chi ha fretta di saldare un debito di sangue... Lyra Thorne si solleva dai pagliaricci nello stesso millesimo di secondo, i suoi occhi cangianti che cercano la tua figura nell'oscurità della stalla prima di allungare una mano tremante per afferrare la manica del tuo mantello grigio... ti costringe a voltarti, stringendo il tessuto ruvido con le nocche bianche mentre abbassa la voce in un sussurro rotto dall'apprensione...

Silyndor... ti prego... mormora la mezzelfa, la sua consueta corazza da mercatante che capitola interamente davanti al timore viscerale di perderti, non guardare solo la via davanti a te. Torna da me. Daran terrà i cavalli fermi fino al tuo segnale, lo giuro... ma non lasciarmi da sola su questa carovaniera...

Le offri un'ultima, solenne occhiata d'intesa nel semibuio, prima che Daran socchiuda quanto basta l'uscita sul retro per farti scivolare fuori, risbarrando immediatamente il portone alle vostre spalle per proteggere i carri e la ragazza...

Il borgo di Zelbross è una distesa di ombre spoglie e mute sotto la prima luce cinerea del mattino... vi lasciate alle spalle i tetti di pietra grigia e risalite la mulattiera calcareo a passi rapidi, felpati, infilandovi nel tunnel di vegetazione brulla che costeggia i crinali superiori... la nebbia mattutina è talmente fitta quassù da azzerare la visuale oltre i sei metri, avvolgendo i vostri stivali bagnati di brina in una coltre grigia che soffoca persino il rumore dei vostri passi... cammini a piedi tenendo la glaive pronta sotto il mantello, lo sguardo fisso sulla schiena del cacciatore che si muove davanti a te come uno spettro...

Dopo due miles di navigazione silenziosa, dove l'aria pulita profuma di terra smossa, Garek devia bruscamente verso destra... si infila in una vecchia pista da taglio abbandonata, un cunicolo naturale di roccia calcareo che sale in forte pendenza, arrampicandosi sui contrafforti rocciosi che sovrastano la carreggiata principale...

Garek si accascia carponi, strisciando sul ciglio di un imponente cornicione di pietra che si affaccia direttamente sul vuoto... ti schiacci al suo fianco, e ciò che si palesa sotto di voi nella nebbia dell'alba vi blocca il fiato...

Siete appostati esattamente sei metri sopra la Gola Calcarea... le pareti verticali di roccia grigia scendono a picco, riducendo la pista sottostante a una strettoia di meno di quattro metri... e proprio lì in basso, parzialmente mimetizzata dal fumo debole di un braciere da campo, si distingue la pattuglia del Trono di Ferro... i quattro mercenari della gilda sono a piedi, avvolti nei loro pesanti mantelli scuri con le armature di cuoio borchiate che riflettono il chiarore arancione delle braci... due di loro tengono le balestre cariche appoggiate ai massi crollati, presidiando il punto cieco del sentiero, mentre gli altri due si stanno scaldando le mani sopra il fuoco, del tutto ignari che la tua lancia li sta minacciando dall'alto...

Silyndor

Mi preparo a seguire il cacciatore fuori dalla rimessa dei carri. Annuisco alle parole di Daran, espressione di una sincera forma di affetto nata in questi pochi ma intensi giorni trascorsi assieme.

Ma a travolgermi come un fiume durante la piena sono le suppliche di Lyra... ovvio che ho intenzione di tornare. Ma nel sentire nelle sue parole lo stesso ardente desiderio e profonda paura di perderla...infuoca ogni cellula di questo corpo. Avvicino il suo corpo a me avvolgendo la sua schiena, troppo robusta per risultarmi familiare, abituato al contatto con altri Eladrin o elfi,dalla fisionomia più esile, ma comunque unico nel suo genere in quella strada mescolanza di tratti mai visti prima che oramai associo ad una sola parola...Lyra.

Il mio viso accorcia la distanza, poggiando le labbra frementi di desiderio sulle sue, come a voler imprimere nella carne il simbolo della promessa del mio ritorno. Assaporo per un istante il calore, il sapore,e l'umore che quelle labbra contengono prima di dovermi staccare, e forse più sbigottito di lei faccio un passo indietro voltandomi verso l'uscita.

Il mio viso muta in una maschera impenetrabile mentre annuisco al cacciatore per indicargli che sono pronto, ma dentro sono un tumulto di emozioni represse per le circostanze che devo affrontare.

Seguo con attenzione Garek, sforzandomi di non pensare a quel bacio rubato,senza però mai riuscire a tenere del tutto fuori dai miei pensieri e desideri quel singolo attimo , tanto insignificante che però fa traballare tutti gli equilibri di questa nuova esistenza.

Arriviamo sopra i mercenari ignari , siamo 6 metri sopra invoco la benedizione di Corellon per la mia lama e per la mia protezione, poi guardo Garek

Sono pronto! Fai danzare le pietre.

X @Dardan post riempito

Arma magica e protezione dal male su di me. Non ho ben capito cosa intendi con danzare le pietre , gliele butta addosso? Lascio a te questa parte. Poi se devo buttarmi su di loro conta come una carica? Devo fare una prova di acrobazia per attutire i danni? Dimmi tu come funziona, se posso scendere senza danni e staccare con sorpresa lo faccio.

Modificato da Monkey77

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L'eco di quel bacio rubato continua a bruciare sulle tue labbra frementi come un marchio di fuoco celestiale, infuocando ogni singola cellula della tua carne mortale e convertendo il tumulto delle emozioni represse nell'argine definitivo contro la paura... la maschera impenetrabile che ha avvolto i tuoi lineamenti si riflette sulla pietra bagnata del cornicione, cancellando l'ombra di Miyeritar per lasciare spazio unicamente alla spietata, geometrica lucidità del guerriero... sollevi la glaive nel silenzio dell'alba e pretendi la grazia dal Padre degli Elfi... la supplica liturgica viene accolta all'istante dalla Trama, e l'acciaio della tua lancia risponde vibrando nelle tue dita sane... un riflesso lucido, purissimo e azzurrino corre lungo il tagliente della lama, purificandola dalla brina del mattino e infondendola di un vigore innaturale che squarcia il velo della foschia...

Ora... sussurra Garek, i suoi occhi scuri che brillano di una ferocia paranoica al sentire il tuo comando...

Il cacciatore non commette l'errore di tradire la vostra posizione: con un movimento calcolato, scaglia un pesante masso calcareo oltre il cornicione opposto, facendolo franare con un boato sordo sul fondo della gola, ma a trenta metri di distanza da voi, verso l'uscita della carovaniera...

L'impatto improvviso spezza l'inerzia della pattuglia del Trono di Ferro con la spietata efficacia di una trappola... convinti che un carro o un viandante stia forzando il blocco a valle, i due mercenari al focolare balzano in piedi afferrando il ferro, mentre i due balestrieri voltano completamente le spalle al vostro costone, spianando le armi cariche verso la nebbia lontana da cui è giunto il rumore...

È il millesimo di secondo che attendevi... non c'è bisogno di un salto folle nel vuoto che ti spezzerebbe le gambe sulla roccia; sfrutti la pendenza della vecchia pista da taglio abbandonata per scivolare giù lungo il costone con la rapidità di uno spettro argenteo, piantando gli stivali nel fango calcareo della gola senza emettere un solo rumore metallico... ti ritrovi a tre metri esatti dalle loro schiene scoperte, nel punto cieco della loro visuale, protetto dal fumo denso del braciere e dalla foschia dell'alba...

Il ferro potenziato della tua glaive compie un arco orizzontale, perfetto, che taglia la nebbia mattutina prima ancora che i mercenari possano avvertire lo spostamento d'aria...

L'acciaio benedetto da Corellon intercetta la nuca e la spalla del primo balestriere della gilda, che si trova ancora ruotato verso il falso diversivo... l'impatto è sordo, spietato... la lama azzurrina spacca le vertebre e la corazza di cuoio borchiata con lo schiocco secco di un ceppo sotto la scure, sventrando i tessuti inferiori e recidendo all'istante ogni suo stridore... l'uomo crolla in avanti con la faccia immersa nella melma, morendo prima ancora di aver potuto premere il grilletto della sua arma... ti ritrovi al centro della gola di quattro metri con la lancia lorda di sangue nero, mentre l'efficacia dell'imboscata si completa dall'alto...

Dal ciglio della roccia, la balestra di Garek scatta con un sibilo secco e letale che lacera la nebbia del mattino... il dardo del cacciatore, mirato con assoluta e spietata precisione, trafigge dritto alla gola il secondo balestriere del Trono un attimo prima che possa voltarsi... il dardo penetra interamente la carne e l'uomo emette solo un gorgoglio soffocato, lasciando cadere l'arma nel fango prima di accasciarsi esanime accanto al compagno...

I due spadaccini rimasti vicini al focolare si voltano di scatto, i loro volti ridotti a maschere di puro terrore nel vedere i loro due tiratori scelti eliminati in un battito di ciglia senza aver potuto sparare un solo colpo...

Un agguato! Alle spalle!... urla il più vicino dei due, la voce strozzata dal freddo mentre tenta disperatamente di arretrare per estrarre la spada corta, le dita che gli tremano vistosamente sul fodero bagnato...

Al suo fianco, il secondo spadaccino emette un grugnito di puro panico; stringe i denti e riesce a sfilare di scatto il proprio ferro dal fianco, sollevando lo scudo di legno rinforzato per stringersi contro la parete di roccia calcinata, cercando disperatamente di coprirsi il fianco...

Silyndor

L'agguato ha avuto un effetto devastante sulla pattuglia del trono di ferro avvezza sono a prendersela con artigiani e commercianti impreparati ad affrontare le loro angherie.

Con una rotazione mi avvento sulla guardia con la lama luminosa del potere sacro mirando per uccidere.

Poi verso l'ultimo scagnozzo esclamò.

Vergogna, usate le armi della vostra dispotica organizzazione per aggredire chi non è capace di difendersi. Siete dei vigliacchi...ma questa volta vi è andata male! Non puoi mai sapere chi incontrerai ...

Sembra che la cosa si stia risolvendo in fretta senza imprevisti, se tutto va bene tra poco rivedrò Lyra.

Attacco la guardia con la spada , +6 1d10 +5 danni

Modificato da Monkey77

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Il ferro potenziato della tua lancia risponde alla rotazione del busto con la letale, geometrica pulizia di un soldato... ti avventi sul primo spadaccino prima ancora che le sue dita tremanti possano stringersi attorno all'impugnatura della lama corta... l'abominio della gilda, completamente sbilanciato all'indietro e paralizzato dal terrore nel vedere i corpi esanimi dei balestrieri, subisce l'intero arco del tuo fendente diagonale direttamente sul petto scoperto... l'acciaio azzurrino fende la foschia del mattino e spacca le costole borchiate con lo schiocco sordo di un ceppo sotto la scure, sventrando i tessuti inferiori e liberando una vampata di fetore dolciastro... il mercenario non emette nemmeno un grido: i suoi occhi si sgranano verso il riflesso lunare della tua arma un millesimo di secondo prima che il seu guscio mortale collassi a terra, scivolando nella melma calcarea...

Sfrutti l'inerzia del colpo per riposizionarti istantaneamente in guardia, piantando gli stivali nel fango e riversando il tuo disprezzo glaciale contro l'ultimo scagnozzo superstite... le tue parole di condanna, l'atto d'accusa che bolla la loro dispotica organizzazione come una banda di vigliacchi abituati a taglieggiare chi non può difendersi, rimbombano tra le pareti verticali della gola calcarea come una promessa di giustizia...

La tua mente, per un istante, si adagia sul pensiero consolatorio che la pratica si stia risolvendo in fretta e senza imprevisti, pregustando già il momento in cui potrai risalire sul carro accanto a Lyra Thorne... ma l'ultimo spadaccino del Trono, messo alle strette contro la parete di roccia con lo scudo sollevato, capisce che non avrà alcuna via di ritirata... la disperazione cancella ogni traccia di esitazione dal suo volto calvo, trasformando la sua paura in una furia suicida e parossistica...

Invece di tentare la fuga o calare le brache davanti alla tua lancia, l'uomo emette un urlo straziante, gutturale, e scatta in avanti nel fango coprendo un metro e mezzo... con questa manovra disperata scivola agilmente oltre la traiettoria del tuo acciaio, annullando la portata della glaive ed entrando direttamente nel tuo spazio morto, a ridosso del tuo petto... spinge lo scudo di legno rinforzato con forza contro l'asta della lancia per bloccarti le dita sane, e fa partire due fendenti rapidi, feroci, con la spada corta...

Il primo colpo di striscio viene intercettato dal pesante tessuto del tuo mantello grigio, che si lacera sollevando una nuvola di filamenti bagnati... ma il secondo affondo, sferrato dal basso verso l'alto con una spietata coordinazione, riesce a infiltrarsi sotto la tua guardia...

Il ferro freddo della spada corta taglia la carne del tuo fianco sinistro, aprendo uno squarcio doloroso sopra l'anca... una fiammata di bruciore violento ti mozza il fiato, e il calore innaturale del tuo stesso sangue inizia a inzuppare la tunica inferiore, gocciolando nella melma... barcolli di mezzo passo all'indietro per il contraccolpo, sentendo le tempie pulsare furiosamente per il richiamo impetuoso dell'ossigeno mentre i muscoli delle gambe tremano per mantenere l'equilibrio sulla terra scivolosa...

Poco sopra di voi, dal ciglio del cornicione, il fumo denso del braciere avvolge la sagoma di Garek, che sta facendo scattare furiosamente i mozzi di ferro della sua balestra per ricaricare il dazio d'anticipo, teso a preparare il prossimo dardo mortale...e l'ultimo sgherro della gilda è a un palmo dal tuo viso, con la lama lorda del tuo sangue...

@ Danni

Subisci 6 ferite .

Modificato da Dardan

Silyndor Ewein Tel'quessir

Hurgh..! Un gemito gruttale fuoriesce dalla mia bocca mentre sento la lame entrare ed uscire dalla mia carne lacerando chissà quali organi interni vitali per questo corpo. Sento le forze mancarmi. Le gambe faticano a reggermi per lo shock del trauma subito.

Non ho vissuto eoni di esistenza per soccombere sotto la lama di un comune tagliagole...non oggi!

La rabbia per la banalità di una morte tanto effimera e il ricordo della promessa del ritorno,data in quel bacio tanto desiderato quanto temuto mi fanno esplodere una scarica di adrenalina che ridona forza alle membra svuotate.

Spingo via da me il tagliagole e arretrò di un passo fuori dalla portata della sua lama corta...ma a misura perfetta per la mia ed affondo il falcione diritto nel suo petto gridando a pieno polmoni.

Haaaarrghhhh!

In quel colpo non c'è nulla della leggiadra grazia elfica che ha sempre contraddistinto il mio modo di combattere, ma solo la feroce brutalità di un uomo( in senso di genere maschile) che vuole sopravvivere a tutti i costi, per se stesso per le persone che ama.

Un colpo brutale e devastante incurante di conservare le forze per un successivo attacco o di tenere la guardia...un colpo che vuole mettere fine allo scontro a tutti i costi

X @Dardan post riempito

Passo di 1,5m indietro (,non provoca ADO)Attacco con glaive +5 1d10+5

Modificato da Monkey77

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L'urlo che ti squarcia la gola fende la nebbia dell'alba con la pesantezza primordiale del ferro, spazzando via secoli di leggiadra grazia militare per lasciare spazio unicamente alla feroce, spietata brutalità di un uomo che rifiuta di morire nel fango... la scarica di adrenalina incendia le tue fibre eladrin, restituendo un vigore innaturale alle gambe che tremavano per lo shock del trauma subito e costringendo la carne mortale a piegarsi alla tua volontà celestiale... spingi via il tagliagole sfruttando l'asta della lancia e compi un fluido passo all'indietro di un metro e mezzo, strappando i tuoi stracci dalla linea della sua lama corta per riportare lo scontro sulla misura millimetrica del tuo acciaio [STEM-1]...

Non c'è spazio per la difesa o per calcolare le forze di un secondo affondo... l'intero peso del tuo corpo e la rabbia accumulata per la banalità di quella ferita si scaricano in un unico, disperato affondo frontale...

La lama azzurrina della glaive penetra dritta nel petto dell'ultimo spadaccino del Trono, squarciando la corazza di cuoio borchiata con la violenza di un fulmine che spacca la roccia... il ferro benedetto trapassa lo sterno e fuoriesce dal dorso del mercenario con uno schiocco umido, troncando all'istante il suo ghigno d'odio e il suo urlo di battaglia... l'uomo sgrana gli occhi iniettati di sangue verso il tuo volto, le sue dita che lasciano cadere la spada corta nel fango prima di artigliare debolmente il legno della tua asta, nel disperato tentativo di rimanere in piedi... poi, le sue ginocchia cedono... estrai l'acciaio con uno strappo violento, e il guscio esanime dell'ultimo predatore della gilda collassa in avanti, piombando sopra le braci del braciere da campo con un soffocato sfrigolio che solleva un'ultima nuvola di fumo grigio...

Il silenzio della gola calcarea torna a chiudersi sopra di voi come una cappa di piombo, rotto solo dal fischio del vento tra i cornicioni e dal tuo respiro affannato, rapido, che solleva piccoli cumuli di vapore nell'aria fredda...

La mano sana corre istintivamente al fianco sinistro, dove il taglio profondo continua a bruciare come fango bollente e il sangue caldo inzuppa la tunica... lo scontro è terminato, il blocco dei mercanti neri è stato interamente sterminato, ma la fatica biologica di questo corpo di primo livello inizia a riscuotere il suo dazio...

Dall'alto del cornicione di roccia calcarea, la sagoma spettrale di Garek si sporge oltre il ciglio... il cacciatore allenta la tensione sulla balestra ormai ricaricata, scansionando i quattro corpi immobili nel fango prima di ruotare lo sguardo scuro verso la tua figura sanguinante... la sua cicatrice sulla tempia si contrae in una smorfia di cupo e spietato rispetto davanti alla brutalità del tuo ultimo colpo...

Sei ancora vivo, elfo...ringhia l'uomo , la voce ruvida che scende lungo la parete verticale di sei metri...quello scagnozzo ti ha aperto il fianco, ma il loro dazio è pagato per sempre. Rimani fermo lì e stringi lo straccio sulla ferita... scendo a darti una mano e a ripulire la pista prima che i tuoi carri ci raggiungano...

Garek scompare dietro i rovi del costone superiore per guadagnare il sentiero da taglio laterale, lasciandoti solo tra i resti dell'accampamento... la via per Loudwater è libera, il ferro dei morti attende di essere depredato secondo i patti, e il pensiero del bacio impresso sulle labbra di Lyra Thorne resta l'unico faro lucido mentre attendi che i carri compiano l'ultimo miglio nella nebbia del mattino...

I minuti successivi scorrono pesanti nell'imbuto della gola calcarea, scanditi unicamente dallo scricchiolio metodico degli stivali di Garek che scende lungo il costone laterale per darti manforte... il cacciatore emerge dalla nebbia mattutina a passi rapidi, ma non si dirige verso i morti... non appena le sue pupille scure intercettano la tua figura appoggiata al masso, con la mano sana che preme inutilmente contro lo squarcio profondo del fianco sinistro e il sangue caldo eladrin che inizia a inzuppare la melma calcarica, l'ibrido lancia via la balestra nel fango e scatta verso di te...

Ti afferra per le spalle prima che le tue gambe svuotate dall'adrenalina possano cedere, sostenendo l'intero peso del tuo busto con la forza muscolare delle sue braccia ruvide... impreca sottovoce nella foschia del mattino, strappando con un colpo secco di coltello una striscia di tela pulita dal suo stesso mantello di pelle di lupo e stringendola con forza spietata, geometrica, direttamente sopra la tua ferita per arrestare il flusso dell'emorragia...

Stringi i denti, elfo... quell'ultimo bastardo ti ha infilato il ferro dritto sopra l'anca... raschia il cacciatore, la voce pesante che perde ogni traccia di diffidenza commerciale per farsi vicina, solidale, mentre ti aiuta ad adagiarti contro la roccia asciutta, respira corto e tieni premuto qui. Il dazio è pagato e la via è pulita... non permetterò che tu muoia su questo sentiero dopo aver fatto un lavoro simile...

Solo dopo essersi accertato che tu sia stabile e in grado di respirare, Garek si raddrizza e si pulisce le dita sporche del tuo sangue sui pantaloni... muovendosi tra i quattro corpi immobili nel fango, sfila le corazze di cuoio borchiato e raccoglie gli scudi di legno rinforzati, stringendo il bottino sotto la cappa con un cupo cenno di rispetto verso la portata della tua lancia... con la punta del coltello scuote le scarselle umide degli sgherri, recuperando undici pezzi d'argento comuni e una pergamena arrotolata con il sigillo in ceralacca nera del Trono di Ferro , un ordine di pattugliamento generico che ti posa sulle ginocchia bagnate, conferma che al momento la gilda non vi sta cercando...

Porti le dita ancora sane alle labbra ed emetti il fischio acuto, concordato nella penombra della taverna... il segnale d'intesa rompe l'umidità dell'alba e rimbomba lungo la parete verticale di dodici metri...

L'attesa dura per quasi un quarto d'ora, finché il rumore pesante degli zoccoli e lo scricchiolio metodico delle ruote sul ciottolato bagnato non annunciano il compimento dell'ultimo miglio...

I due grossi carri coperti dai teloni sbucano dal fitto della foschia mattutina, avanzando a passo forzato nell'imbuto della gola... l'anziano Daran guida il secondo mezzo tenendo la scure piantata tra le ginocchia, mentre Lyra Thorne, seduta in testa al primo carro, arresta bruscamente i cavalli non appena la sua vista intercetta i resti del braciere e i quattro scagnozzi distesi nella melma... la mezzelfa scivola giù dal sedile di guida prima ancora che le ruote abbiano smesso di girare, incurante del fango viscido... corre lungo la carreggiata di quattro metri con il fiato corto e le nocche bianche, raggiungendo la tua posizione a ridosso del masso...

I suoi occhi cangianti si spalancano nello sbigottimento nel vedere la benda improvvisata da Garek inzuppata di rosso... si inginocchia nel fango a ridosso delle tue gambe, e la sua consueta fermezza mercantile capitola interamente davanti al timore viscerale di averti perso... le sue mani tremanti si posano con urgenza sulla tua spalla, sostituendo lo straccio del cacciatore con bende pulite di canapa estratte dalla sua scarsella da viaggio...

Silyndor... guarda cosa ti hanno fatto... sussurra la ragazza, la voce roca per il freddo e per una commozione profonda che le fa tremare le labbra frementi mentre stringe il nodo attorno al fianco con dita rapide, esperte, ti avevo supplicato di tornare intero... Daran! Porta l'orcio dell'acqua pulita dal retro del carro, presto!...

Dietro di lei, il vecchio boscaiolo risale il sentiero a passi rapidi, stringendo l'accetta alla cintura e fissando i corpi con un cupo cenno d'assenso... poco distante, Garek si rimette la cappa sulla testa calva, indicando con il mento la prosecuzione della pista carovaniera che ora digrada liberamente verso la piana fluviale inferiore... la via per Loudwater è aperta, i cavalli sono al sicuro dal fango del varco, e la carovana attende le tue ultime disposizioni mentre Lyra Thorne finisce di medicare la tua carne lacerata...

Modificato da Dardan

Silyndor

Il corpo del soldato del trono di ferro si accascia a terra privo di vita scivolando via dall'asta del mio falcione.

Ansimando mi appoggio alla parete di pietra calcarea con le gambe che riprendono a tremare, alzo lo sguardo e vedo Garek con la balestra in mano, per un attimo ho il timore che voglia eliminare anche me per tenersi tutto il bottino e appropiarsi anche dei carri di Lyra. Poi fortunatamente abbassa l'arma e con la premurosita di un Orsa ne altrettanta ruvidezza mostra tutti i riguardi per la ferita tamponandola con un pezzo del suo mantello di pelle di lupo.

Mi siedo sul masso tenendo premuta la ferita e quando sento il rumore di carri in lontananza fischio il segnale concordato.

Finalmente il rumore dei carri indica che sono molto vicini, alzo lo sguardo e vedo Lyra saltare giù dal mezzo ancora in movimento per raggiungermi.

Faccio per alzarmi per andarle incontro quando lei è già da me e mi fa cenno di non muovermi.

Non è così grave cerco di tranquillizzare per ricevere di rimando una muta occhiataccia.

Mi lascio pulire la ferita con acqua pulita ed una volta che lo sporco è stato rimosso faccio cenno a Lyra di lasciare stare un attimo.

 Invoco l'aiuto di Hanali Cenali per tramutare uno dei trucchetti richiesti oggi in un piccola cura in grado di fermare il sangue che se non tamponato continua ad uscire. 

Una piccola scossa elettrica fuoriesce dalle mie dita suturando la ferita ed interrompendo la fuoriuscita di sangue. Ripeto l'operazione una seconda volta per creare una crosta più resistente. Ho preferito aspettare che la ferita fosse stata lavata prima di sigillare i vasi per evitare infezioni che so tanto comuni in questo regno mortale.

Mi alzo in piedi e mi fermo a fissare Lyra nei suoi grandi occhi.

Ti ho promesso che sarei tornato...ed eccomi qui. Non importa quanti tagli avrebbe potuto fare a questo involucro,  sarei sempre tornato da te... Ti ho raccontato della tua eredità Elfica e ti mostrerò che puoi aspirare a molto di più rispetto a quello che la vita ti ha fatto credere finora. 

Ma soprattutto ... Mi sono accorto di provare per te un qualcosa che mai avrei creduto possibile in tutta la mia lunghissima esistenza... 

Anche se ho l'aspetto di un vecchio e non hai idea di quanto la cosa mi pesi, sono...sono innamorato di te...e di quel tuo sorriso che solo quando sei con me ti concedi di esprimere, altrimenti troppo seria e impegnata a sopravvivere in questo mondo pieno di fango e acciaio.

Resto poi in silenzio incurante di Daran che si sta occupando dei carri e di Garek impegnato a trafugare i cadaveri, in trepidante attesa di una risposta a quella dichiarazione che una parte di me considera pura follia, ma è una parte talmente piccola e sussurrante da non riuscire a farsi udire dal marasma di emozioni che la vicinanza di questa donna riesce a generare.

(Dopo il suo commento)

Non preoccuparti per la ferita, domani pregherò affinché si guarisca e non rimarrà altro che un segno scuro come cicatrice

Oggi ho già consumato le preghiere giornaliere e mi rimane solo ciò che mi dona Labelas Enoreth che non posso tramutare in energia guaritrice.

Mi alzo in piedi, ora molto più sicuro e mi dirigo verso il cacciatore.

Credo di aver rovinato un po'troppo le armature se vuoi prendi pure un paio di spade per compensare il danno. 

Hai avuto la tua vendetta e il ferro per saldare i tuoi debiti, ora che farai?

Noi ora lasceremo questa gola calcarea per recarci in città a sbarazzarci della merce e poi vedremo il da farsi. Grazie per l'aiuto. Senza di te forse non me la sarei cavata con un semplice taglio sul fianco.

Post riempito

Modificato da Monkey77

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