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Topic di Gioco: Edge of Thorns

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Aaron Young

Ottimo. Grazie Sera. Rispondo con fredda cortesia, prima di avviarmi di sopra insieme a Elisa. Concordo. Ci ha detto molto, ma non tutto. Una chiacchierata in un contesto più tranquillo non può che aiutarci. Le dico, mentre aguzzo la vista alla ricerca di Belinda.

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Manuel Vega

Penso che Aaron e Taiga abbiano ragione: le persone rapite hanno la priorità e forse Simon non ci ha ancora detto tutto "Aaron, hai in mente qualcosa che possa aiutare Simon a sciogliere la lingua?"

Lyam

Quando vuole, qualsiasi informazione che possa velocizzare il soccorso ai rapiti ci sarà utile

Dico, seguendo Elisa

sigg_immigrant_song_3515ed25_ce19_400c_8Taiga Anzau, Figlia del Glicine - Corte dell'Estate

"Simon collaborerà" affermo con convinzione cominciando a seguire Elisa.

Non ha molta scelta, mi pare, per quanto temo ancora che ci stiamo ficcando in una dannata trappola.

Se fossi un Nobile o un Cacciatore, cosa ci sarebbe di meglio che usare qualche essere umano come esca per catturare quattro Perduti fuggiaschi?

  • Autore

Corte dei changeling

Il gruppo segue Elisa al piano superiore. La scala conduce a un lungo corridoio che, poco più avanti, gira verso sinistra. Tre porte si aprono su ciascun lato, tutte abbastanza anonime.

Mentre passate davanti alla seconda porta sulla destra, questa si apre e ne esce Belinda Korr, che conoscete come un'altra cortigiana d'Estate.

La donna-serpente ha l'aspetto di una donna sulla quarantina, dai tratti mediterranei, con lunghi capelli castani e ricci. È una bella donna, dalle forme morbide, ma il suo volto fatato con pelle scagliosa, su cui sono incisi rune e geroglifici, rendono difficile dimenticare che sotto la Maschera c'è qualcosa di decisamente meno umano. Quando vede Elisa e Aaron fa quasi un saltello.

"Aaron!" In un attimo è addosso a lui e gli scompiglia i capelli con l'affetto invadente di una zia che non vede il nipote da troppo tempo.

"Guarda come sei cresciuto!" Come se non lo vedesse spesso. Poi lascia andare Aaron e si rivolge a Elisa.

"Il nuovo arrivato si sta ancora abituando. Ci vorrà un po'." Sbuffa e mette le mani suoi fianchi. Dalla stanza alle sue spalle arriva proprio in quel momento un lamento soffocato. Elisa lancia una rapida occhiata alla porta, visibilmente contrariata.

"Un altro così problematico non ci voleva proprio."

Belinda le posa una mano sul braccio, cercando di tranquillizzarla. "Ha avuto una Prigionia molto traumatica. Dagli tempo. Dalle. Non l'ho ancora capito"

Passando davanti alla stanza, potete intravedere l'interno. È un ambiente accogliente, arredato con cura, chiaramente pensato per qualcuno che abbia bisogno di un posto sicuro in cui riprendersi. È qui che i nuovi Perduti che non conoscono ancora nessuno vengono ospitati per un po', prima di essere reinseriti nella società.

Sul fondo della stanza, sopra un letto singolo, c'è una figura rannicchiata su se stessa. È impossibile stabilirne il genere. La sua pelle è traslucida, completamente priva di peli, così come il cranio calvo. Attraverso il torace si vede brillare una luce interna, deformata dalla posizione contorta che ha assunto.

Belinda torna a guardare voi. "E voi dove state andando?"

Elisa risponde senza fermarsi. "Dal Lealista."

Il sorriso di Belinda scompare immediatamente. "Ah." Per qualche secondo non dice altro. Poi si mette in cammino insieme a voi. "Vengo anch'io. Non ho ancora avuto modo di insultarlo come si deve."

Elisa sospira, ma non prova a dissuaderla. Arrivati alla fine del corridoio, girate l'angolo. Qui il passaggio continua per qualche metro e termina davanti a una porta come tutte le altre, anche se danneggiata in più punti. Elisa tira fuori un mazzo di chiavi e ne sceglie una. La serratura scatta.

Dietro la porta non c'è una normale stanza della Corte. È una piccola prigione: quattro celle occupano l'ambiente, ciascuna chiusa da pesanti sbarre di ferro e separata dalle altre da muri rinforzati, anch'essi attraversati da strutture metalliche. Alle pareti ci sono normali finestre, probabilmente per non dare dell'occhio all'esterno, ma anche queste sono protette da sbarre. Il resto della stanza ha quasi l'aspetto di un piccolo ufficio: una scrivania, qualche sedia, scaffali e poco altro. Se non fosse per le quattro celle, sembrerebbe davvero quasi un ufficio.

Nella cella all'estrema destra c'è Simon. Il Lealista è rannicchiato a terra e sta mangiando qualcosa con evidente concentrazione. Non alza nemmeno la testa quando entrate.

sigg_immigrant_song_3515ed25_ce19_400c_8Taiga Anzau - Kadesh, Siria, 1274 anni prima della nascita del Cristo

Sulle verdi rive del fiume Oronte attendo che mi cavi gli occhi, mi tagli la gola, mi strappi i muscoli, spezzi le ossa.

Ferite che non sarebbero guarite all'alba.

Non avrei più camminato, avrei strisciato. Muta. Nel buio, nel dolore. Viva, in un corpo marcescente. Peggio che morta.

Devo essere Spezzata. Ho perso troppe volte. Non sono più un giocattolo divertente.

Ghis, stupido c0glione, ti avevo detto che eri solo una scopata!

Kadesh, Siria, 1274 anni prima della nascita del Cristo

Non mi farò più salvare da nessuno. Nessuno!


Newcastle, Massachusetts, non me ne frega un c@zzo dell'anno

Provo un moto di stizza alle parole di Belinda.

Non tutti siamo abbastanza coraggiosi e forti da liberarci da soli dalle nostre catene.

Trascino una delle sedie davanti alla cella di Simon e mi ci siedo sopra. Mi piego in avanti, mani intrecciate, gomiti sulle ginocchia.

"Dobbiamo parlare", dico.

Modificato da Mezzanotte

Manuel Vega

Al contrario di Taiga che si accomoda su di una sedia, io resto in piedi e mi piazzo un po' più indietro rispetto a lei. Simon sembra fortemente concentrato sul suo pasto, cosa gli passa per la testa? Cosa distingue noi da lui? È soltanto quell'unico momento in cui si decide da che parte stare a determinare il nostro destino?

Taiga parla e le sue parole mi strappano via da quel flusso di pensieri, riportandomi con i piedi per terra.

Modificato da Ipergigio

Taiga Anzau, Figlia del Glicine - Corte dell'Estate

Chiedo al lealista del rifugio in cui tiene i rapiti, dove li ha nascosti, come trovarlo ed entrarci. Gli chiedo tutto quello che sa del suo Custode e del Cacciatore di cui ci ha accennato precedentemente.

Aaron Young

Ciao Belinda. Le dico con un sorriso, accettando di buon grado che mi scompigli i capelli. Belinda è ormai diventata come una di famiglia per me, una delle poche persone di cui mi fido completamente.

Salgo con lei, e quando vedo Simon non provo pietà, solo disgusto. Mi metto dietro Taiga, aggiungendo alle sue richieste Hai un' opportunità adesso. Il ferro che ti circonda è buono a tenere fuori i cacciatori come a tenere te rinchiuso. Sei più al sicuro adesso di quanto tu non lo sia mai stato. Non sprecarla.

  • Autore

Corte dei changeling

Simon solleva finalmente lo sguardo. Gli occhi sono scavati e arrossati. Non sembra aver dormito per tutta la notte. Quando si avvicina alle sbarre notate anche altro: sulle mani ha diverse ferite lineari, sottili e parallele, come se qualcosa gli avesse lasciato addosso il segno delle proprie sbarre.

Con una mano continua a tenersi la spalla destra, quella che il re d'estate gli ha lussato il giorno prima. Si avvicina al ferro senza arrivare a toccarlo. Il suo sguardo passa da Taiga ad Aaron e agli altri.

"Forse era meglio morire." La frase esce quasi come un sussurro. Poi, dopo qualche secondo, comincia a parlare con voce roca.

"Il mio rifugio è a Wicker Village, quasi al confine con Lockham. Johnson Pasture Street 7." Indica appena la direzione immaginaria con il mento. "L'accesso è da lì. Dal mio negozio di animali. C'è una porta sul retro che porta quasi direttamente al mio rifugio nella Siepe."

Abbassa gli occhi. "Sono lì. A dormire. Quello che vorrei fare io."

Si gratta il naso quando gli chiedete del Cacciatore. "Prende forme di animali quando viene a parlarmi. Non sempre lo stesso. Per il resto... so più o meno quello che sapete voi."

Poi arriva la domanda sulla sua Custode, e Simon si irrigidisce. Per un attimo sembra sul punto di rispondere, ma la voce gli muore in gola. Guarda istintivamente verso la porta della prigione, poi le finestre sbarrate, poi di nuovo voi. .

"Lei..." Si interrompe. Deglutisce. La mano sana stringe il tessuto della maglia all'altezza del petto. "Non..."

Un'altra occhiata alle sbarre. "Non fatemi parlare di lei." Simon arretra di mezzo passo dal ferro, come se improvvisamente anche il solo pronunciare quel nome potesse attirare qualcosa fin dentro quella stanza. "Non qui."

Modificato da SNESferatu

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Taiga Anzau, Figlia del Glicine - Corte dei Changeling

Non nascondo un certo disappunto per le scarne informazioni fornite da Simon.

"Va bene, per me può andare", dichiaro.

Mi alzo dalla sedia e sto per andare verso la porta della stanza, ma mi arresto.

Ho notato i nuovi segni sul suo corpo e so come sono stati fatti. Cosa significano per chi li fa e chi li riceve.

Resto per lunghi istanti a fissare il prigioniero e una dolorosa consapevolezza si fa strada in me.

Siamo tutti vittime dei nobili, in un modo o nell'altro.

Gli parlo a disagio senza guardarlo negli occhi, con vergogna ed imbarazzo.

"Non tutte le prigioni hanno le sbarre, Simon", gli dico.

"E non tutte le sbarre sono una prigione."

"Per quanto ora ti possa sembrare assurdo, sei più libero qui dentro che lì fuori, credimi"

Poi mi allontano, ma vado dritta da Elisa, l'afferro per un braccio e la porto in disparte, dove gli altri non possono sentirci

per Elisa

"Porcaputtana Elisa, stiamo cercando di salvare delle persone!"

"Noi vi portiamo un prigioniero che si dimostra collaborativo e le cui informazioni sono indispensabili per la riuscita dell'operazione e voi lo torturate?!"

"Ci tenete così tanto a mandarci al macello?"

"Passi per la gabbia, ma perché c4zzo ci comportiamo come i nobili?"

"Quello lì è stato probabilmente seviziato per anni! Cosa pensate di ottenere comportandovi esattamente come il suo aguzzino?"

Gli lascio andare il braccio in malo modo.

"Vi facevo più furbi di così. Se Simon non ci ha mentito e io e gli altri riusciamo a tornare, mi aspetto clemenza e il percorso di riabilitazione anche per lui, hai capito?"

Certe cose speravo di essermele lasciate dietro.

Modificato da Mezzanotte

Lyam

Noto che al lealista servirà ancora molto tempo per abituarsi alla sua nuova realtà, ma non è un problema; certo, posso empatizzare con lui, per la questione del morboso attaccamento alla sua padrona, ma arrivare a rapire delle persone per soddisfare i desideri della sua signora, e sottostare così al proprio giogo, mi causa un istintivo ribrezzo

Simon forse non riuscirà mai a superare il timore per l'Averla, ma una vita nel costante terrore della sua padrona potrebbe essere un buon contrappasso per la sua folle lealtà

Aaron Young

Se ti può consolare, molti nella corte condividono questa tua opinione Simon. Dico all' uomo piccione quando menziona la possibilità della sua morte. Hai qualcuno che si occupa degli animali in tua assenza? Gli chiedo, in tono serio. Non è giusto che soffrano per le scelte scellerate della persona che se ne dovrebbe occupare. Per fortuna è un qualcosa che, eventualmente, possono risolvere anche le autorità mortali.

Manuel Vega

Mentre mi accingo a lasciare la stanza con i miei compagni, mi volto ad osservare il lealista ancora una volta: il pensiero che ognuno di noi avrebbe potuto finire come Simon continua a ronzarmi nella testa, ma per fortuna io ho con me padron Connor e la padroncina Isabel.

"Aaron ha ragione, se possiedi animali o piante, qualcuno potrebbe coccuparsene per conto tuo." Non approvo le azioni di Simon e tuttavia, non riesco a provare risentimento verso di lui.

Modificato da Ipergigio

  • Autore

Corte dei changeling

Taiga @Mezzanotte

Elisa Perry lascia che Taiga la trascini in disparte, ma non appena sente parlare delle ferite sulle mani di Simon, il suo volto cambia. È come se stesse facendo uno sforzo fisico per non esplodere. Nell'aria sembra quasi di sentire uno scoppiettio sottile e il ghiaccio che ricopre la sua pelle pare farsi più lucido, e le stalattiti dei suoi capelli più spente verso il basso.

"Taiga." La voce è bassa. "Ricordati una cosa. Qui dentro sei ancora una signora nessuno."

"Prima di accusare la seconda in comando della Corte dell'Estate, e con me la Corte tutta, magari pensaci due volte."

Indica con un cenno la porta della prigione. "Quelle ferite se le è fatte da solo. Ha toccato le sbarre. Sono di ferro puro. È un povero mentecatto, che ha provato a fuggire nonostante sapesse che toccarle lo avrebbe reso così. Non ci passa nemmeno per la testa di torturarlo. Per quale motivo dovremmo? Potremmo mandarlo al macello in pochi secondi, se volessimo. Invece possiamo tenerlo qui e usarlo come esca per pescare pesci molto più grossi."

Per un istante sembra sul punto di aggiungere altro. Poi inspira lentamente e lascia che il ghiaccio smetta di sciogliersi. Belinda, poco distante, vi osserva con un rapido colpo d'occhio. Non dice nulla e non sembra avere intenzione di intervenire, per ora. La sua linguetta da serpente fa capolino.

Dall'altra parte della stanza, Simon ascolta le domande di Aaron e Manuel. Sembra sempre più stanco e tiene ancora la mano sulla spalla destra.

Alla domanda sugli animali, annuisce lentamente. "Sì..." Si passa una mano sul volto. "C'è qualcuno nel negozio. Una mia assistente."

Abbassa gli occhi. "A quest'ora sarà probabilmente al lavoro." Poi guarda Aaron con una certa urgenza, sembra un cane bastonato. Sembrerebbe, se non avesse gli occhi di un piccione. "Non fatele del male."

La voce gli si incrina appena. "Lei non c'entra niente. Non sa niente di noi."

Si avvicina alle sbarre senza stringerle, facendo attenzione a non toccarle con le mani. "Non sa niente di me."

Taiga Anzau, Figlia del Glicine - Corte dei Changeling

Per Elisa

Rimango interdetta per qualche istante, poi ammetto l'errore.

"Mi dispiace, Elisa, il mio solito sangue caldo. è che penso che il lealista si possa recuperare. Se mi sbaglio ce ne accorgeremo presto, immagino"

Prima o poi il mio temperamento mi metterà in seri casini, ne sono certa.

Lyam

Come si chiama questa persona? Domando al lealista, non senza nascondere un poco di noia per le poche informazioni che ci sta fornendo

Questa sua assistente potrebbe essere un prossimo bersaglio, per la più classica delle ripicche da parte dei fatati, ma al momento non credo sia necessario dare altri pensieri a Simon

Per il resto rimango in silenzio, non ho altro da dire

Aaron Young

Noi non facciamo del male agli innocenti Simon. Non siamo come loro. Dico con un certo disprezzo. Il sottotesto è abbastanza ovvio.

Ogni informazione che ci puoi dare rende lievemente più probabile una tua redenzione agli occhi delle corti, e devo dire che fino ad ora non hai detto molto. Sicuro che non ti venga altro in mente che possa aiutarci? Gli chiedo, sempre mantenendo la mia espressione dura. Non so se sia l' effetto del mio Manto, o semplice disgusto, ma non trovo nessun calore per lui nel mio cuore.

  • Autore

Corte dei changeling

Simon non risponde subito. Si lascia scivolare lentamente verso il fondo della cella, tornando ad accovacciarsi su se stesso. Nasconde il volto tra le braccia. Per qualche secondo sentite soltanto il suo respiro. Poi, con un filo di voce: "Emily..."

Non aggiunge altro. Dopo una breve pausa, quasi senza sollevare la testa, mormora: "Sono molto stanco..." Si sistema meglio contro la parete.

"Voglio provare a dormire."

Nel frattempo, Elisa parla abbastanza forte con Taiga, perché tutti possano sentirla. "Per ora passi!" Il tono è meno duro di prima. "Capisco il tuo buon cuore, Taiga. Però dovete avere anche fiducia in noi, così come noi dobbiamo averne in voi."

Belinda, accanto a lei, annuisce fermamente alle sue parole. "Per quanto sia difficile per noi changeling fidarci di qualcuno." E si accende una sigaretta.

Offgame @Mezzanotte

Hai recuperato 1 Volontà per aver attivato l'Ago "Dynamo". Hai anche rischiato di recuperare tutta la Volontà e attivare la maledizione delle Bestie perché hai agito senza pensare, ma le cose non sono andate male. Per ora hohohoo

Offgame @tutti

Non ricordo mai i vostri Aghi e Fili, quindi quando pensate che un'azione li rispetti, fatemelo notare, graaazie.

Manuel Vega

Tenere al sicuro questa ragazza di nome Emily potrebbe essere un buon modo per convincere il lealista Simon a cambiare fazione "Non è solo buon cuore..." Dico intromettendomi tra Taiga ed Elisa "...stiamo dimostrando al lealista che collaborando con noi potrà ottenerne dei vantaggi." Sono quasi certo che Simon potrebbe raccontarci molte più cose di quelle che dice, ma prima dobbiamo ottenere la sua fiducia.

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