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01. La rovina di Daggerdale

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Tivrin

Tranquillizzato dall'esito del colloquio e dalla concessione offerta a Rollo, lo gnomo mise in spalla i propri averi, prese un altro tozzo di pane fra i denti e un altro paio in mano, e si portò vicino alla guardia che aveva sbarrato la strada al nano.
Si mise in attesa, masticando lentamente.

Modificato da PietroD

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  • Pentolino
    Pentolino

    Rollo “No grazie, con la fortuna che ho l unguento mi cura la ferita ma mi secca i gioielli…il prete andra’ benissimo” Rispose

  • #59 15 Tarsakh 1356 - Mattino [primavera, sereno ventoso] Il carretto, tirato da una coppia di cavalli da soma, proseguiva lento lungo il sentiero attraverso una valle remota ricoperta da foreste oscu

  • Thorne Camminavo arretrato rispetto a Tanith ma al fianco del carro e con passo costante, abituato com'ero alle strade di campagna. Le maglie dell'armatura tintinnavano leggermente sotto il mantello v

Immagini pubblicate

Leshur elfo mago

L'elfo rimase come al solito stranito da come si passava velocemente da una situazione tranquilla a una potenzialmente pericolosa, per poi diventare nuovamente tranquilla. All'apparenza.

Non capiva come si riuscisse a far precipitare le cose tanto facilmente, le razze poco longeve non sapevano cosa fare col poco tempo che avevano a disposizione.

Si alzò.

"Bene... Allora ci farete strada. E per caso è possibile sapere qualcosa sui motivi di questa convocazione? Sapere cosa aspettarci?"

Thorne

Feci un piccolo passo avanti, mantenendo un tono cortese ma fermo, e guardai direttamente Makkart.

"Vi ringraziamo per la concessione, Araldo Makkart. È molto generoso da parte vostra permettere al nostro compagno di farsi curare prima"

  • Autore

#59

16 Tarsakh 1356 - Mattina [primavera, sereno ventoso]

"Il contestabile non deve giustificare le sue richieste" disse secco l'orco.

Quindi la compagnia lasciò la locanda, con l'araldo in testa e i due armigeri in coda. Il gruppo guadò il torrente e raggiunse le porte cittadine: al di là si infilò a destra fra le case fino a giungere in uno slargo.

Lì doveva esservi stato il tempio, ma ora rimanevano solo rovine carbonizzate. Affianco una grossa tenda era stata issata.

"Chi deve essere curato venga con me. Gli altri possono aspettare qui con i miei uomini" disse Makkart per poi dirigersi verso l'interno della tenda.

@all

Mappa

https://1drv.ms/f/c/bddbc741a4735254/IgDu37UhqSU-TprD53WCoA85AUodOH9Qo2muCVYVaSKVT8Y?e=ly59rn

Leshur elfo mago

Il mago sollevò un sopracciglio, ma non si scompose.

Gli orchi e progenie non erano famosi per i loro modi o il loro intelletto.

Attese tranquillo...

Tivrin

Lo gnomo seguì l'araldo, tenendosi al centro del gruppetto di compagni. La cittadina era un piccolo centro, simile a tanti altri, sebbene avesse più sfortuna per gli strani eventi e per le bande che vi imperversavano.

E il tempio pareva essere stato particolarmente sfortunato.

«Chissà cosa è successo a questo posto...».

Rollo

L orco stava perdendo la pazienza, il gruppo non era certo nella posizione di poter rifiutare "l'invito" del contestabile e quella ritrosia presto sarebbe stata presa per ostilita'

"Va bene ve bene, non ce' bisogno di scaldarsi tanto, io ho bisogno di cure, mostratemi la strada"

  • Autore

#59

16 Tarsakh 1356 - Mattina [primavera, sereno ventoso]

Tivrin osservò i resti tentando di capire cosa fosse accaduto: era chiaramente il risultato di un incendio ma doveva essere successo da molto tempo. Vi era qualche inizio di ricostruzione ma tutto pareva interrotto. Dei soldati parevano stazionare nei pressi come a controllare la situazione.

Intanto Rollo con l'orco entrò nella tenda.

@Nella tenda

L'interno della tenda era stato organizzato come un tempio, con alcune panche ed un altare su cui era stata posta una statua della dività.

Un prete, un vecchio con una barba bianca incolta, da dietro l'altare venne loro incontro e, dopo aver guardato l'orco torvo, si rivolse direttamente a Rollo "sono padre Arnald: cosa posso fare per voi"

"Deve essere curato" rispose subito l'orco

Tivrin

Lo gnomo notò che i lavori erano fermi, probabilmente gli stessi chierici non erano stati in grado di salvaguardare quanto di loro più stretto interesse dagli eventi che stavano interessando tutta la cittadina.

Avrebbe forse potuto chiedere ai militari di guardia, ma non avrebbe avuto facilmente risposta. Preferì avvicinarsi alle guardie che li scortavano per fare la sua domanda, almeno quelli sapevano che il connestabile li aveva convocati.

«Scusate, quanto tempo fa è avvenuto, questo incendio?».

Rollo

nella tenda

Il guerriero entro' nella tenda che si dimostro' essere un tempio. Infastidito dalle maniere sgarbate dell orco prese la parola.

"Salve padre, un cane selvatico mi ha azzannato mentre ero in viaggio verso questo paese. Mi hanno detto che siete una persona caritatevole che non nega aiuto ai pellegrini che bussano alla vostra porta. Potete fare qualcosa per me"

Chiese cortesemente

Modificato da Pentolino

  • Autore

#59

16 Tarsakh 1356 - Mattina [primavera, sereno ventoso]

"L'incendio del tempio?" rispose la guardia "Il tempio è bruciato alcuni anni fa, e nell'incendio sono morti molti dei preti. Ogni estate la gerarchia dei preti prova a far partire i lavori per ricostruirlo, ma ogni volta sono successi incidenti e incendi"

@tenda

Il prete osservò le ferite di Rollo e gli sorrise: "Non ti preoccupare" disse "Nulla di grave, la benedizione di Lathander ti aiuterà"

Quindi iniziò a pronunciare una benedizione e toccò con la sua mano le ferite.

@all

Rollo recupera 8hp

Thorne

Rimasi fuori dalla tenda, con le braccia incrociate e lo sguardo fisso sull’ingresso. Vedere Rollo entrare da solo con quell’orco non mi piaceva per niente, anche se il nano sembrava aver accettato la situazione con la sua solita testardaggine. Quando la guardia rispose alla domanda di Tivrin sull’incendio, sentii un brivido lungo la schiena. Incendi ripetuti, preti morti, lavori di ricostruzione sempre interrotti, non sembrava una sfortuna, sembrava qualcosa di molto più brutto. Mi avvicinai di qualche passo alla tenda, ma senza entrare, e parlai a voce abbastanza alta da farmi sentire anche dentro: "Padre Arnald, che Lathander vi benedica. Il mio amico Rollo è un buon nano, leale e coraggioso. Vi ringrazio di cuore per l’aiuto che gli state dando."

Poi mi voltai verso le guardie e verso Makkart, mantenendo un tono rispettoso ma fermo: "Araldo Makkart, mentre aspettiamo posso chiedere cosa è realmente successo a questo tempio? Bruciato anni fa, con tanti preti morti, e da allora ogni tentativo di ricostruzione fallisce tra incendi e incidenti. Non sembra solo sfortuna, qualcuno ce l’ha con la fede di Lathander in questa città?"

Leshur elfo mago

Il mago stava attento ad ascoltare le risposte sugli strani eventi incendiari che riguardavano il tempio.

Poteva essere un problema di malavita locale e protezione non pagata, così come corruzione. O riguardare le indagini che si erano prefissati.

Tivrin

Lo gnomo fece una smorfia.

«È sempre un dolore quando muoiono degli innocenti. Il tempio prima o poi si ricostruirà, le vite perse non tornano... non quelle di poveri e innocenti, almeno».

Si allontanò dai resti incendiati, e si mise in attesa che il nano tornasse fra loro.

  • Autore

#59

16 Tarsakh 1356 - Mattina [primavera, sereno ventoso]

@Fuori

La guardia rispose "Fu un incendio improvviso, ne se ne capì mai la causa. Di notte, ricordo ancora..."

L'orco osservò Thorne e con un sorriso aggiunse "E se in questi anni non si è riusciti a ricostruirlo, sarà la volontà degli Dei. E contro gli Dei non si deve andare"

  • Autore

#59

16 Tarsakh 1356 - Mattina [primavera, sereno ventoso]

Dopo che Rollo fu stato curato e ebbe lasciato una donazione, i compagni si riunirono all'esterno.

L'orco subito disse: "Forza, non perdiamo altro tempo. Seguitemi"

L'araldo condusse il gruppo in una zona recintata da una palizzata: l'ingresso era presidiato da guardie che, visto il loro accompagnatore, li lasciarono passare.

Al di là c'erano le baracche della guarnigione (9 sulla mappa) oltre le quali, superata una seconda recinzione, anch'essa presidiata.

Al di là vi era la base della collina sula quale sorgeva una torre in pietra

Quando ebbero raggiungo l'ingresso di questa l'orco li fermò: "Depositate le armi qui all'ingresso" disse

@all

Lasciate la donazione che ritenete giusta.

Rollo

Dopo aver ringraziato il chierico e lasciato una moneta come offerta, l orco non aveva intenzione di perdere altro tempo e li forzo’ a seguirlo.

La zona era fortemente presidiata, accessibile solo attraverso due file di palizzate presidiate dalla guarnigione.

Non avrebbe avuto senso protestare, l orco aveva messo bene in chiaro quanto quello fosse un invito a cui non si poteva rifiutare, lascio’ quindi la mornigstar ad uno dei miliziani.

Non portatela lontano…e’ un ricordo di famiglia.”

Borbotto’

Modificato da Pentolino

Tanith

Dopo che Rollo fu curato - e finalmente , mi dissi - ci incamminammo verso un campo presidiato. La mole di guardie e di presidi difensivo facevano pensare ad un paese sull'orlo della guerra.

Mi misi ad osservare attentamente i volti dei soldati, cercando di trovarvi emozioni quali paura, risentimento oppure cieco fanatismo.

Al secondo picchetto lasciai arco e frecce, mentre dimenticai il pugnale nello stivale.

Vengono da un albero sacro, abbiatene cura.

Dissi con solenne semplicità, sebbene la cosa non fosse vera. Il mio volto non mostrava né paura ma neanche benevolenza.

Thorne

Seguii l’orco insieme agli altri attraverso le palizzate e le guardie armate, sentendo sempre più pesante l’atmosfera di quel posto. La zona era praticamente una fortezza: palizzate, soldati ovunque, due recinzioni… sembrava più un accampamento militare che la residenza di un conestabile. Quando arrivammo davanti alla torre in pietra e Makkart ordinò di depositare le armi, mi fermai un istante. Non mi piaceva per niente separarmi dalla mazza, soprattutto in un luogo del genere.
Guardai Rollo che consegnava la sua con un borbottio, poi Tanith che lasciava arco e frecce. Feci un respiro profondo e mi tolsi la mazza dalla cintura, porgendola a una delle guardie con espressione seria ma composta.
"Questa mazza è un semplice strumento da viaggio" dissi con voce calma e un accennato sorriso. Lasciai anche lo scudo e la fionda, tenendo solo il simbolo di quarzo rosa ben visibile al collo. Poi mi voltai verso Makkart "Non abbiamo intenzioni ostili. Spero che questa precauzione non sia necessaria, ma capiamo le vostre regole"

Tivrin

All'invito dell'orco, lo gnomo estrasse il pugnale con tutto il fodero in cuoio e lo poggiò su un banco, seguito dalla faretra con le frecce e dall'arco. Sorrise alzando le braccia, come a mostrare che non nascondesse nulla sotto le ascelle, fece un giro su se stesso e si ricompose, pronto ad entrare.

Modificato da PietroD

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