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Passaggio verso nord

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Mastro Thargor ascolta le vostre considerazioni in silenzio, lasciando che le parole di Tiburzia ed Arkyn rimangano sospese nell'aria calda della taverna come il fumo della sua pipa. Lo sguardo fisso della strega e la sua riflessione sulle cose che non dovrebbero essere risvegliate fanno stringere le labbra al vecchio nano, che annuisce lentamente, riconoscendo in lei la consapevolezza di chi rispetta i segreti del sottosuolo. La sfrontata sicurezza di Arkyn, che si dichiara entusiasta di sfidare il vuoto e i suoi sussurri, gli strappa un grugnito profondo che scuote la barba grigia.

Quando Godluin prende la parola, elogiando la professionalità della proposta in perfetto nanico prima di rivolgersi alla compagnia, il vecchio nano capisce che l'accordo è ormai a portata di mano. Ignora il timido tentativo di Lorelai di farsi avanti, la quale si ritira subito dietro la schiena del guerriero straniero sotto l'ombra dello sguardo fulminante di Lord Eryndor, e si concentra sui tre uomini e sulla strega pronti a firmare.

La pericolosità è l'unica ragione per cui l'oro è così pesante, ragazzo, risponde Thargor rivolgendosi a Godluin, mentre allunga un braccio massiccio sotto il bancone di pietra per recuperare qualcosa. Se fosse un lavoro da carpentieri, le gallerie sarebbero già sigillate e voi sareste ancora là fuori a bagnarvi i piedi nel fango del distretto.

Con un tonfo sordo che fa sussultare i piatti vicini, il vecchio nano posa sul legno due pesanti sacchetti di cuoio grezzo, legati stretti con corde di canapa e sigillati con la cera plumbea della Corporazione degli Scavi. Il tintinnio metallico all'interno non lascia spazio a dubbi: è la metà dell'anticipo pattuita, l'oro sonante che sancisce l'inizio del contratto.

Qui ci sono settecentocinquanta pezzi d'oro, la prima parte della paga base per tutti e cinque, scandisce Thargor, battendo il palmo nodoso sopra i sacchetti. Prendeteli, comprate le torce e le razioni che vi servono e farete riposare la Shadar-kai. Domani all'alba, una delle nostre guide vi aspetterà all'imboccatura del Pozzo Sette, ai piedi delle Colline Frastagliate...

Il vecchio nano si interrompe bruscamente. La bassa porta rinforzata in bronzo del Cuneo di Ferro sbatte violentemente contro la parete di pietra, lasciando entrare una folata di vento gelido e nebbia dal Distretto dei Cortili.

Sulla soglia si stagliano le sagome di quattro individui bagnati di pioggia. Al centro spicca un imponente guerriero umano coperto da una piastra pesante macchiata di ruggine e fango, affiancato da due nani dall'aria feroce, con le barbe tagliate corte all'uso dei minatori e pesanti asce da guerra assicurate alle cinture di cuoio borchiato.

Ma è l'ultima figura a raggelare l'aria. seminascosta dalle loro spalle vi è una cacciatrice elfa del nord, una reietta che palesemente non appartiene alla civiltà delle città. Ha i tratti fieri e selvaggi dei clan nativi, ma la sua stessa carne racconta il motivo del suo esilio: il lato sinistro del suo volto e il lungo orecchio appuntito sono segnati da una spaventosa, profonda bruciatura da acido che le ha deformato i lineamenti e reso l'occhio di un bianco vitreo e cieco , i capelli sono arruffati e intrecciati con tendini di cervo, indossa pellicce logore che emanano l'odore aspro dei boschi d'ombra e impugna un arco corto di osso ricurvo, fissandovi con la silenziosa letalità di un predatore.

L'umano a capo del gruppo si fa strada tra i tavoli con passo pesante, ignorando gli sguardi infastiditi degli avventori, e pianta i guanti d'arme d'acciaio sul bordo del bancone, proprio a pochi centimetri dai sacchetti di cuoio destinati a voi.

Siamo arrivati in tempo, Thargor, esclama l'uomo con una voce tonante e priva di rispetto, spingendo indietro il cappuccio bagnato per rivelare un volto squadrato e arrogante. La Gilda dei Cavatori ci ha detto che il Livello Quattro è ancora bloccato , la mia squadra è pronta a scendere nel buio e a fare pulizia. Tieni pure quell'oro sul tavolo, lo prendiamo noi.

Thargor socchiude gli occhi, guardando prima l'umano e poi spostando lo sguardo su Lord Eryndor e Arkyn, attendendo di vedere come la vostra compagnia intenda rivendicare il patto appena sancito dal metallo, mentre l'elfa reietta stringe la presa sull'arco, puntando l'unico occhio sano e carico di ostilità dritto su Lorelai.

@ Tutti

A voi.

@Albedo @Bomba @Cuppo @Landar @shadyfighter07

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    Lorelai 🤢🤮🤢

  • Godluin Valthorne Come temevo, le cose fuori dalla torre sono precipitate. Speriamo ci si possa mettere una pezza perchè sinceramente eviterei volentieri uno scontro "inutile". Calma, calma! Mi affia

TIBURZIA - STREGA

"Bene!" Esclamo, e un sorriso sottile mi increspa le labbra mentre Thargor, di fatto, ci affida l'incarico. È l'oro a parlare, e lui lo sa.

Non mi faccio vedere avida, però. Non lo sono. Ciò che mi preme è cosa si cela sotto quelle montagne. La conoscenza, spesso, rende più assetati dell'aridità.

La porta si apre di scatto. Figure nuove sulla soglia. Basta un'occhiata per capirlo: sono qui per soffiarci il lavoro.

Li squadro. Hanno l'aria minacciosa, certo. Ma le peggiori minacce che ho affrontato non respiravano affatto, quindi rimango impassibile. Accenno appena un inchino, più per gioco che per rispetto.

"Mi spiace deludervi, messere. Siete voi ad essere arrivati tardi." Dico, indicando l'oro con un gesto lento. Poi cerco lo sguardo di Thargor, per leggerne i pensieri, e mi sposto appena davanti al tavolo. Non tanto a difesa dell'oro ma a difesa dell'incarico.

Arkyn K'Aarna

La lettura del grugnito di Thorgar al mio commento mi risulta difficile. Non comprendo sia di approvazione o il contrario. La mia è solo curiosità, sete di conoscenza... lui probabilmente l'ha vista come arroganza.

Sono quei pensieri che mi distraggono dal trambusto creato dagli avventurieri. Non faccio caso alla porta che si spalanca, né all'energumeno che ci si affianca posando le mani sul bancone. Sono solo le parole di Tiburzia a smuovermi.
"Che succede?" mi volto squadrando i quattro, soffermandosi solo qualche istante sull'elfa, diversa da tutti quelli che ho visto "Oh salve!" Mi scappa un sorriso, non di scherno, quasi di sorpresa "È forse una gara questa quindi?" chiedo a Thargor ignorando gli altri.

Lorelai

Resto in disparte, ma tengo lo sguardo sull'elfa appena giunta.

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Il silenzio che segue le parole dell'umano è pesante, interrotto solo dal fischio del vento che entra dalla porta spalancata del Cuneo di Ferro. Thargor non si muove. Le sue mani nodose rimangono piantate sui sacchetti di cuoio, mentre i suoi occhi piccoli e scuri passano dall'arrogante guerriero in armatura piastrata alla vostra compagnia. I nani ai tavoli vicini hanno smesso di bere; l'aria nella taverna si è fatta improvvisamente rarefatta.

Tiburzia rompe l'indugio con un'eleganza tagliente, muovendosi con un passo lento che la porta a frapporsi tra i nuovi arrivati e il bancone. Il suo inchino canzonatorio e il gesto verso le monete sono una dichiarazione di proprietà che non ammette repliche. Accanto a lei, Arkyn si ridesta dai suoi pensieri con una spensieratezza che spiazza i presenti. Il suo sguardo esotico scruta i quattro intrusi, indugiando sull'orecchio sfregiato e sul volto asimmetrico dell'elfa reietta, per poi rivolgersi direttamente al vecchio nano con un sorriso quasi genuino, ignorando del tutto la postura minacciosa del guerriero umano.

Nelle retroguardie, Lorelai non dice una parola. La nausea che le attorcigliava lo stomaco sembra congelata dal freddo della porta aperta. I suoi occhi scuri rimangono incollati sulla cacciatrice elfa del nord, studiando la tensione dell'arco d'osso e la stabilità delle sue gambe coperte di pelliccia, pronta a scattare se quell'unico occhio sano e vitreo dovesse tradire l'intenzione di incocciare una freccia.

L'imponente guerriero dei Cavatori stringe i denti, i muscoli della mascella tesi per l'irritazione nel vedersi schernito da una strega del sud e da uno straniero che treats la situazione come un gioco. Le sue mani d'acciaio si contraggono sui bordi del bancone, a un soffio dalle dita di Thargor. I due nani alle sue spalle fanno un passo avanti, battendo i manici delle asce sul pavimento con un rumore sordo.

Mastro Thargor, tuttavia, sputa un'ultima boccata di fumo dalla pipa, e lo sguardo che riserva all'umano è privo di qualsiasi calore. Non ritira i sacchetti, ma la sua mano si solleva lentamente, indicando la cera plumbea impressa sul cuoio.

Quassù non facciamo gare, Vance, risponde il vecchio nano con una voce profonda che zittisce il mormorio della sala. La Corporazione non rimangia la parola per quattro piastre arrugginite. L'oro ha già un padrone e il Livello Quattro ha già una squadra. Se la Gilda dei Cavatori ha delle lame da buttare, dì loro di mandarle al Distretto dei Cortili a difendere i carri del ferro.

L'umano di nome Vance lancia un'occhiata furibonda a Lord Eryndor e a Godluin, che non hanno ancora abbassato la guardia, poi torna a fissare Tiburzia ed Arkyn con gli occhi ridotti a due fessure piene di odio.

La Corporazione rimpiangerà questa scelta prima di domani, Thargor, ringhia Vance, allontanando le mani dal bancone con un gesto violento. E voi del sud... spero che sappiate combattere nel buio quanto sapete usare la lingua. Perché se vi incrociamo nelle gallerie delle Colline Frastagliate, non ci saranno nani o contratti a proteggervi.

L'elfa reietta sputa a terra vicino agli stivali di Arkyn, un gesto di puro disprezzo , prima di girarsi insieme al resto del gruppo. I quattro imboccano l'uscita a grandi passi e spariscono nella nebbia gelida di Crunrith, sbattendo la porta di bronzo dietro di sé. Il baccano della taverna riprende solo a metà, mentre Thargor toglie finalmente le mani dai due sacchetti, lasciandoli sul legno del bancone a vostra disposizione.

@ Tutti

A voi .

@Albedo @Bomba @Cuppo @Landar @shadyfighter07

Lorelai

Osservo vo la scena. Sinceramente mi diverto sempre quando qualcuno minaccia di morte altri.

Comunque io al buio ci vedo bene... E di occhi ne ho due...

TIBURZIA - STREGA

Rimango immobile, tengo la posizione.

Un'ombra vacilla davanti a me. Non quella delle torce, no. La mia. Ondeggia appena, mossa da un vento che qui dentro non c'è. Sembra in attesa. Trepida. Pronta ad agire. Un'illusione, forse. Ma presente.

"Lieto, messere, che la ragione abbia preso il sopravvento!" rispondo con distaccata gentilezza, senza staccare gli occhi da Vance. "Sappiamo muoverci bene nell'oscurità, e spero invero che in quelle gallerie non siate voi ad essere colti impreparati da ciò che potrebbe nascondersi nelle tenebre. Spade e cotte di maglia potrebbero rivelarsi solo giocattoli a fronte di qualcosa di più pericoloso."

Le ultime parole sono poco più di un sussurro sibilante.

Quando escono dalla taverna e la normale attività riprende a metà, guardo gli altri. La mia faccia è un po' preoccupata. Non temo la missione, ma quegli esseri incauti che potrebbero finire seppelliti laggiù.

Godluin Valthorne

Osservo il gruppo con la stessa espressione che riserverei ad un escremento sulla suola del mio stivale.

Non sottovaluto la minaccia, ma di certo non mi abbasso a rispondere alle parole di Vance.

Bene. Dico infine al nano una volta che se ne sono andati. Felice di aver chiuso l'accordo tra persone civili.

Poi al gruppo. Vogliamo vedere cosa ci serve acquistare prima di partire?

  • Autore

Il secco stridore della porta di bronzo che si chiude mette fine alla sfacciata intrusione dei Cavatori, lasciando che l’aria calda della taverna riprenda a fluire, sebbene il baccano dei nani ai tavoli torni a farsi sentire solo a metà. Sul bancone di pietra, i due pesanti sacchetti di cuoio rimangono fermi sotto la luce fredda delle lanterne azzurre, mentre mastro Thargor incrocia le braccia, ripulendo la sua pipa con calma serafica.

Nelle retroguardie, Lorelai osserva le sagome sparire nella nebbia notturna con un sorriso gelido che le increspa le labbra. La minaccia di morte di Vance ha scacciato ogni residuo di stordimento alcolico, lasciando spazio al cinismo del suo addestramento: quassù nel nord tutti parlano di oscurità, ma lei nel buio ci vede benissimo, e a differenza della cacciatrice elfa reietta, di occhi sani ne ha ancora due.

Tiburzia mantiene la posizione davanti al bancone, immobile e distaccata. Sotto i suoi stivali, l’ombra della strega compie un movimento innaturale, ondeggiando appena come se fosse scossa da un vento invisibile, trepida e pronta a scattare. Senza staccare gli occhi dalla direzione presa da Vance, Tiburzia sibila un ultimo, sommesso avvertimento destinato a perdersi nella nebbia esterna, ricordando ai rivali che le loro spade e le loro cotte di maglia potrebbero rivelarsi semplici giocattoli di fronte a ciò che si annida nel vuoto profondo delle Colline Frastagliate. Quando si volta verso i compagni, però, il suo volto tradisce una sottile preoccupazione, non per i pericoli della miniera, ma per la stupidità di quegli incauti mercenari che rischiano di finire seppelliti vivi sotto terra.

Godluin rompe definitivamente la tensione della trattativa. Con lo sguardo ancora fisso sulla porta, come se stesse ripulendo la suola dello stivale da un escremento, il giovane mezzelfo ignora l'arroganza dei Cavatori e si rivolge a Thargor in tono civile, dicendosi felice di aver concluso l'accordo con persone di parola. Poi, voltandosi verso il resto della compagnia, richiama tutti al pragmatismo del momento, domandando cosa sia necessario acquistare prima di rimettersi in marcia.

Mastro Thargor raccoglie i suoi fogli dal tavolo e vi lancia un ultimo sguardo calcolatore, spingendo i due sacchetti contenenti i settecentocinquanta pezzi d'oro pesante della Corporazione direttamente verso le vostre mani.

I Cavatori abbaiano forte perché sanno che le loro miniere si stanno esaurendo, forestieri, dice il vecchio nano, e la sua voce profonda suona come una sentenza. Ma Vance non è un idiota. Se ha detto che scenderà in quel buco, troverà il modo di farlo, con o senza il mio permesso , prendete il vostro oro e comprate quello che vi serve al mercato del Distretto dei Cortili prima che i banchi chiudano. Ci si vede al Pozzo Sette all'alba. Non fatevi attendere.

L’oro pesa nei vostri zaini, un suono metallico e sordo che vi accompagna mentre vi reimmergete nell’aria gelida e nella nebbia perenne di Crunrith. Vi fate strada lungo la griglia instabile di assi di legno marcescenti, muovendovi tra le gigantesche rimesse del Distretto dei Cortili. Poco più in là, illuminate dal fuoco vivo di grandi bracieri di ferro, si sviluppano le baracche del mercato notturno, protette da pesanti teloni incerati.

I mercanti del nord, avvolti in pellicce bagnate, vi squadrano con occhi cinici dietro le loro merci esposte sui banchi di legno grezzo , della banda di Vance, per ora, non vi è traccia.

Sui banconi trovate ammassato tutto ciò che serve a chi deve sopravvivere sottoterra o lungo le piste forestali. Ci sono ampolle d'olio, lanterne schermate e matasse di torce impeciate per fendere il buio dei pozzi. Accanto all'illuminazione spiccano attrezzi da scalata e da scasso, come corde di canapa intrecciata, rampini, chiodi da roccia, picconi leggeri e palanchini di ferro. Non mancano sacchi di tela rinforzata per il trasporto di carichi pesanti, gessetti colorati per marcare le pareti e sfere di metallo per testare le pendenze dei tunnel. Per la sussistenza, i mercanti espongono borracce rinforzate, fiasche di liquore forte da scavo e le tipiche razioni secche del nord, fatte di carne salata, formaggio caprino e gallette dure come la pietra.

Dando uno sguardo più approfondito alle ceste e ai banchi laterali, notate anche merceologia più varia: bende di lino pulite, fialette di gesso liquido per sigillare le crepe, piccoli specchi di metallo lucido per spiare oltre gli angoli ciechi e fiale di acido da cavatore per corrodere le serrature arrugginite. Ci sono persino piccole gabbie di legno contenenti canarini della foresta , usati dai minatori per rilevare i miasmi tossici nel profondo , e pesanti calzari di feltro da infilare sopra gli stivali, ottimi per chi ha bisogno di muoversi nel silenzio più assoluto tra le gallerie di pietra.

L'aria notturna è sferzata dal vento e i bracieri scoppiettano, mentre i mercanti attendono in silenzio che mostriate l'oro per fare le vostre scelte.

@ Tutti

A voi .

@Albedo @Bomba @Cuppo @Landar @shadyfighter07

Lord Eryndor Valthorne

Sono rimasto silenzioso durante il resto della trattativa e durante la breve apparizione dei Cavatori, se non altro perchè la situazione non è precipitata. Alla fine otteniamo un succoso anticipo e un incarico con una ricompensa degna del suo nome, motivo per il quale non posso certo lamentarmi. Anzi mi trovo ben d'accordo con mio figlio per trovare subito il modo di investirli in maniera intelligente Godluin ha ragione commento Non credo sia saggio discendere nel sottosuolo senza adeguati strumenti. Anche se per noi vedere al buio non è un problema, ad esempio, per Tiburzia lo è eccome puntualizzo. Vi è modo di fare acquisti in città e inizio subito a guardare le varie merci. Le fialette di gesso, le gabbie con canarini, quelle di acido e gli scarponi mi interessano, motivo per il quale inizio a interpellare i vari mercanti circa i prezzi e il listino di ciò che hanno a disposizione.

TIBURZIA - STREGA

"Saggio consiglio, Lord Eryndor!" rispondo cortesemente, con un cenno del capo.

"I miei occhi non vedono nel buio. Posso evocare luce, certo, qualche trucchetto per rischiarare i nostri passi. Ma una fiamma accesa è un faro anche per ciò che striscia nell'oscurità. Ci renderà visibili tanto quanto ci permette di vedere. Delle torce, per quando non vorrò sprecare i miei poteri, sarebbero più prudenti."

Ma può una debole fiammella illuminare davvero l'oscurità?

Abbasso lo sguardo, la mia ombra si allunga di un palmo sul legno del Cuneo, anche se non mi sono mossa.

Quello che ci servirebbe davvero, laggiù, non è luce. È qualcosa che sappia fiutare il male prima che il male fiuti noi.

Lorelai

Sorrido a Tiburzia. Al caso ti terrò per mano! Comunque a suo tempo avevo sentito parlare di lanterne con uno schermo per ridurre la diffusione di luce... Forse potrebbe avere una sua utilità....

Arkyn K'Aarna

Prima dell'uscita dei Cavatori

Le minacce lasciano un'atmosfera elettrica nella caverna. Osservo l'elfa emettere il suo disprezzo, fissandola negli occhi senza abbassare lo sguardo a dove si posa lo sputo. La mia lama borbotta, la sento... come una voce profonda che sentenzia sarà l'elfa a finire ai miei piedi al prossimo incontro. Io non dico nulla. Sono serio ora e li guardo uscire.

Una volta fuori torno a rivolgermi gioviale al nano "Mastro Thorgar, grazie. È vero quel che si dice di voi Nani." c'è profondo rispetto nel mio sguardo a quell'affermazione. Torno a guardare l'uscita "Beh... quantomeno hanno avuto la compiacenza di comunicarci dove è che li incontreremo la prossima volta. Seppur mi guarderei le spalle da qui in avanti."

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Fuori

La necessità di rifornirci a dovere ora è più urgente che mai. Cibo e acqua sì, ma anche tutti gli utensili utili a stare sotto terra. Anche il gesso liquido per le crepe sembra una cosa decisamente utile, come lo sono i gessetti per marcare le posizioni. Anche qualsiasi cosa utile a pulire le ferite è importante. Ne parlo con i miei compagni, procedendo all'acquisto di tutti questi oggetti.
"Da noi le chiamano lanterne schermate. Cerchiamone una paio. E non temete l'oscurità, non fino a quando ci sarò io con voi."

  • Autore

Il fuoco vivo dei bracieri di ferro proietta bagliori arancioni sui vostri volti, mentre l'oro della Corporazione degli Scavi passa di mano in mano tra le baracche del mercato notturno. I mercanti di Crunrith, fiutando l’affare e la consistenza delle monete pesanti del sud, tirano fuori la merce più specialistica.

Sotto la supervisione di Lord Eryndor e grazie alla mediazione di Godluin, l’anticipo viene investito in modo intelligente: i calzari di feltro da scavo, le fiale di acido per le serrature e il gesso liquido finiscono nei vostri zaini. Il condottiero, pensando ai miasmi letali, esige anche la gabbia di legno con il canarino della foresta, il cui piumaggio giallo spicca contro il grigio del distretto. Nel frattempo, Arkyn e Tiburzia gestiscono la pianificazione per le gallerie, acquistando i gessetti colorati per marcare i bivi, le bende di lino e il liquore forte per disinfettare le ferite prima che il prossimo scontro abbia inizio. Le preoccupazioni della strega sulla luce che attira le creature nel buio trovano risposta nell'intuizione di Lorelai: Arkyn ne approfitta subito per acquistare un paio di lanterne schermate, promettendo che l'oscurità non sarà un problema finché ci sarà lui a guidarli.

Mentre i mercanti impacchettano le merci nei sacchi di tela e il peso delle monete rimanenti viene ridistribuito nei vostri borselli, i bracieri del mercato notturno iniziano a spegnersi sotto una pioggia ghiacciata e battente che trasforma il fango del Distretto dei Cortili in una distesa lucida e scura.

Le pochissime ore di riposo che vi concedete volano via in un baleno, interrotte solo dal picchiettare dell'acqua contro i tetti di piombo della città. Quando l'orizzonte a est accenna appena a schiarirsi in un freddo chiarore plumbeo, la vostra compagnia si lascia alle spalle le mura annerite di Crunrith, risalendo la pista di fango che si inerpica verso le Colline Frastagliate. La nebbia del mattino è così fitta da nascondere le cime dei picchi rocciosi, trasformando la boscaglia circostante in una distesa di sagome indistinte.

Dopo un'ora di cammino faticoso, l'imboccatura del Pozzo Sette compare davanti a voi. Non è una miniera comune, ma una monumentale cicatrice scavata direttamente nel fianco della montagna. Una massiccia struttura a torre, costruita con travi di pino nero della selva e rinforzi d'acciaio alti dieci metri, sorregge le gigantesche catene del montacarichi principale. Grandi ingranaggi scoperti, lubrificati con grasso animale nerastro, scendono verticali verso una botola di pietra quadrata che si perde nelle viscere della terra.

Seduta su una cassa di ferro vicino al meccanismo, avvolta in una spessa cappa di lana grezza che la protegge dall'umidità, vi attende la guida promessa da Thargor. È una nana di mezz'età, con il volto segnato da profonde rughe di espressione e le mani callose coperte da guanti da lavoro borchiati. Alza lo sguardo fumando una cicca di sigaro spenta, sposta gli occhi piccoli e severi su Lord Eryndor e sui lineamenti esotici di Arkyn, poi batte un palmo pesante su una cassetta di metallo posata al suo fianco.

Siete puntuali, forestieri, esclama la nana, e la sua voce è un raschio ruvido che taglia il silenzio del mattino. Thargor mi ha detto che siete quelli forti con la lingua e pronti a tutto. Io sono Helga, e questo è il montacarichi che vi porterà dritti nel Livello Quattro. Qui dentro ci sono le planimetrie stracciate dei vecchi carpentieri e le chiavi dei cancelli di sbarramento dei pozzi inferiori.

Si alza in piedi, afferrando una pesante leva di ferro collegata agli ingranaggi della torre. Il metallo stride mentre la botola di pietra si apre lentamente con un rumore sordo, esalando un'aria fredda, immobile e satura di un odore antico che sa di pietra bagnata e di polvere secolare.

I pozzi sono sbarrati da tre giorni, continua Helga...ma un'ora fa, prima che arrivaste, le catene del montacarichi secondario dall'altra parte del costone hanno sussultato. Qualcuno è sceso giù senza chiedere il permesso della Corporazione. Se Vance e i suoi Cavatori vi hanno preceduto nel buio, o se i sussurri hanno trovato un altro modo per risalire, lo scoprirete solo quando sarete sul fondo. Allora? Siete pronti a scendere nel vuoto?

@ Tutti

Avete on voi tutto l'equipaggiamento che avete scelto .

A voi.

@Albedo @Bomba @Cuppo @Landar @shadyfighter07

Lorelai

Il freddo del mattino mi sveglia totalmente ridandomi la lucidità persa la sera prima.

Grazie. Accompagno quella parola con un gesto del capo.

Fatico a comprendere gli umani... Che senso ha rischiare la vita se la commessa e il pagamento è stato assegnato ad altri? Che senso ha crearsi ulteriori ostacoli in un luogo pericoloso già di suo?

Sospiro.

Temo che le mie lame dovranno affrontare anche quegli sprovveduti. Peggio per loro.

Master

Con wisper of the death scelgo una skill che non ho. Svanisce al suo uso. Fino al prossimo riposo Lorelai fra le skill ha Survival

TIBURZIA - STREGA

Controllo un'ultima volta le bende di lino e i gessetti colorati nello zaino, stretti accanto all'astuccio. Bene. Se ci perdiamo, lasceremo segni. Se ci feriamo, avremo di che ricucirci. Il resto l'hanno pensato gli altri, per una volta con raziocinio.

Mi avvicino ad Helga e mi presento con un cenno corto, cordiale.

La fronte però mi si aggrotta quando parla delle catene del secondario che hanno sussultato. Scaccio via una supposizione che mi gela più dell'aria che esce dal pozzo.

"Se i sussurri dell'ombra fossero davvero saliti in superficie, Helga, non avremmo trovato Crunrith così... accogliente."

Guardo i compagni, poi il quadrato nero del pozzo che si apre sotto di noi, da cui sale quell'odore di pietra bagnata e polvere secolare.

"Teniamoci pronti appena scendiamo. Potremmo trovare cadaveri freschi. O, nella migliore delle ipotesi, gente spocchiosa da affrontare."

Alla domanda di Lorelai scrollo appena le spalle. La mia ombra, dietro di me, si allunga verso il vuoto del pozzo, come se volesse scendere prima di noi.

"L'idiozia umana spesso è talmente vasta da rasentare l'infinito."

E mi avvicino al montacarichi, pronta a scendere.

Lord Eryndor Valthorne

Dopo esserci riforniti, l'uscita dalla città è una ventata di aria fresca (sia letteralmente che figurativamente) prima di raggiungere il Pozzo Sette e conferire con la nana, la quale ci informa dei movimenti avvenuti. Ciò solleva una certa perplessità da parte di Lorelai e Tiburzia, piuttosto comprensibile in verità Non tutti gli umani ragionano allo stesso modo, così come la stessa cosa vale per elfi, mezzelfi mi indico E nani. Probabilmente Vance conta di rubarci la ricompensa portando a termine per primo l'incarico. Per quanto potrebbe essere allettante l'idea di lasciarlo fare e poi prenderci il merito, trovo che sarebbe un gesto piuttosto egoista. E il fatto che egli e i suoi scherani possano rischiare di morire mi impone di evitarlo, se non altro per non averli sulla coscienza puntualizzo Non voglio pensare alla possibilità che i sussurri siano arrivati in superficie, voglio sperare che l'unico fastidio sarà dettato proprio da quello sciocco.

Godluin Valthorne

Finiti i preparativi ci ritroviamo davanti al montacarichi e alla nostra guida. Saluto Helga e osservo per un attimo il "mezzo" che ci condurrà nelle profondità domandandomi se reggerà il viaggio.

Scaccio poi il pensiero: mi pare l'ultimo dei problemi al momento.

Dubito anche io che siano i sussurri... Mi unisco alle perplessità. ...e temo proprio che quel gruppo di pagliacci sarà una bella spina nel fianco una volta scesi.

@DM

La mattina casto Mage Armor

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