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Lilac Hollow – Stagione 1: I Figli della Prima Notte

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Ana Rivero

Nel panico

Per un attimo penso di stare per svenire. Il silenzio dall’altra parte del telefono mi entra in testa come un martello pneumatico. Stringo il cellulare così forte che mi fanno male le dita.

"Eliza?" Niente. "Rispondi, merda". Che non so più neanche se è imprecazione o insulto a Eliza. Non sento più niente del resto. Non vedo più il cortile, le finestre, le aule, Darius, nulla. Esiste solo quel suono ovattato e il cuore che mi martella nelle orecchie. Panico puro.

Chiudo la chiamata di scatto. Le mani mi tremano mentre sblocco di nuovo il telefono. Non penso. Non ragiono. Faccio l’unica cosa possibile.

Chiamo Max. In fondo, è l'unica altra persona con cui parlo. "Dai, dai, dai…" mormoro tra i denti mentre parte la chiamata.

Potrei anche scappare nel bosco, ma dove? Vado a caso? Sento l'odore delle foglie per trovare Eliza?

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Darius

Con Ana

La testa che quasi mi scoppia non è esattamente una sensazione nuova, ma mi meraviglio di come possa essere sempre dolorosa come la prima volta che mi succede

Ormai ho perso le speranze che Lilith possa rispondermi, e per il momento non ho ancora nessuna voglia o intenzione di portare qualcuno da lei; potrei pensarci se si trattasse di Scarlet, giusto per vedere se darebbe fuoco a tutto, ma visto che quella vicino a me è Ana, non me la sento di iniziare a fare il wedding planner con lei

Senza troppo tatto, vista la sequenza di cose che mi sono piovute addosso, afferro un braccio della ragazza e provo a riportarla verso la scuola Ci sono degli spacciatori nel bosco, mi hanno quasi ammazzato; e Lilith ti cerca, sta mettendo molto in chiaro che vuole io ti porti da lei aggiungo, picchiettandomi un dito sulla tempia

Sei assolutamente sicura Eliza sia andata nella foresta?

  • 2 settimane dopo...
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@Theraimbownerd

Orion Kykero - nello spazio onirico del rituale

La figura davanti a te irradia un potere immenso. Terribile e magnifico allo stesso tempo. Non lo vedi davvero, ma lo senti premere contro la pelle, riempire l’aria nei polmoni.
Per un istante ti sfiora un pensiero impossibile: potrebbe essere persino più grande della Bona Dea. Non hai la certezza per capirlo davvero. Ma la portata… quella sì, la riconosci.

Il suo sguardo ti cade addosso come pietra. Curioso. Valutatore. Ti sta pesando. Avanza verso di te. O forse no. Il suo corpo sembra fatto di energia scura, densa come pece liquida, che scivola nell’aria senza toccare il suolo. La tensione ti stringe lo stomaco. Non sai chi sia. Non sai cosa voglia. Puoi solo sperare che non sia qui per distruggerti.

Qualcosa ti afferra dall’interno. Una forza gentile ma ineluttabile. Il tuo mento si solleva. Il tuo sguardo si fissa sul suo. I suoi occhi sono vuoti. Neri. Profondi come una notte senza stelle. Ti studia ancora per un momento, come se stesse cercando il modo giusto per parlare a qualcuno come te. A un essere umano. A qualcosa di infinitamente più piccolo di ciò che lei è.

Poi la voce arriva. Non dalle sue labbra. Dalla tua testa. Dall’aria. Da ovunque.

«Io sono Lilith. L’Alba che sorgerà sul nuovo mondo.» Un battito. «E a differenza di mia sorella Lolth, io vedo la tua unicità, Orion Kykero.»

Solleva appena una mano. Il palmo rivolto verso l’alto. La stessa forza di prima ti avvolge. Non hai modo di opporvi resistenza.

Il tuo corpo si raddrizza. Ti ritrovi in piedi davanti a lei. «Tu sarai il mio Sacerdote.» La parola vibra dentro il petto. «Colui che mi libererà dalla mia prigionia.» Una pausa. «E in cambio… riceverai grandi onori.»

@Ghal Maraz

Nathan Clark - in mensa con Kathlyn

Kathlyn ti ascolta senza interromperti. Ogni tanto prende un boccone dal piatto, mastica lentamente, ma il suo sguardo resta su di te. Attento. Curioso. Quando finisci, sbuffa appena e scuote la testa.

«Che zo**ola. E poi dicono di me.» Non serve chiedere. Sai benissimo che si riferisce a Scarlett. Kathlyn appoggia la forchetta sul vassoio e si sporge un poco verso di te.

«Però ha senso, sai? Non hai mai notato come si guardano quei due? Scarlett e Tanaka.» Il tono sembra quasi retorico. Come se fosse una cosa evidente. Ma dal modo in cui la stai fissando capisce subito che per te non lo è affatto. Sbuffa piano.

«Certo che voi maschi non notate mai niente…» Si sistema una ciocca di capelli dietro l’orecchio e continua.

«Sono sempre lì a rimbeccarsi. A punzecchiarsi. A fare a gara su chi è più forte.» Fa una piccola pausa, poi sorride con malizia. «Ma si vede lontano un miglio che vorrebbero solo strapparsi i vestiti e saltarsi addosso.»

Lo dice con una naturalezza disarmante. Come se fosse l’ovvietà più totale. Per lei, probabilmente, lo è davvero. Poi il suo sguardo torna serio. «Resta il fatto che se ti ha venduto così… è una gran stron$a.»
Inclina appena la testa. «Che pensi di fare adesso?»

Mentre aspetta la tua risposta, i suoi occhi scivolano oltre la tua spalla. Tu ti giri istintivamente, temendo di trovarti dietro mezzo disastro. Le altre pallavoliste. Qualche nuovo problema. Invece no. Solo il tavolo dei tuoi compagni di classe.

Per un attimo incroci lo sguardo di Alice. Sta guardando proprio qui. Verso voi due. Appena si accorge che l’hai vista, abbassa subito gli occhi.

«E con lei?» chiede Kathlyn. Ti volti di nuovo verso di lei. «Siete riusciti a chiarirvi stamattina?» Nel suo tono non c’è gelosia. Né sarcasmo. Solo curiosità sincera. Stamattina, mentre parlavi con Alice, una parte di te era convinta che Kathlyn potesse prendersela. Che potesse essere infastidita nel vederti lì con lei. Ma ora non sembra affatto così. Anzi. Sembra davvero interessata a capire come stai.

È strano come le persone riescano a sorprenderti. Di Kathlyn hai sempre sentito dire le stesse cose: frivola, superficiale, sempre in cerca di divertimento. E invece, seduta qui davanti a te, ti sembra molto più lucida e matura della maggior parte della gente in questa scuola.

@TheBaddus

Scarlett Bloombight - nel negozio con Harper ed Emily

Harper non risponde subito alla tua stoccata. Ma la vedi. Quel minuscolo irrigidirsi delle spalle. Il modo in cui la mascella si tende mentre chiedi delle felpe oversize. Il messaggio è arrivato. Distoglie lo sguardo per un attimo, come se all’improvviso gli scaffali fossero diventati molto interessanti.

«Sì…» mormora. «Ne ho viste un paio laggiù.» Indica distrattamente un angolo del negozio senza guardarti davvero. Non è rabbia. Non apertamente. È qualcosa di più sottile. Risentimento, senso di inadeguatezza. È il modo in cui evita i tuoi occhi a fartelo capire.

Quando dici che devi fare la spesa e poi studiare, Harper incrocia le braccia. Il gesto è quasi impercettibile, ma resta lì. Difensivo. Poi fai per allontanarti. Il sorriso che regali loro è impeccabile. E quando inviti Emily per la sera, il tempo sembra rallentare appena. Emily alza lo sguardo verso di te. Nei suoi occhi passa qualcosa di luminoso, quasi una scintilla spontanea. L’idea sembra piacerle. Poi però esita. Lo vedi chiaramente. Il suo sguardo scivola su di te per un istante di troppo. Come se stesse cercando di capire qualcosa. Di pesare qualcosa.

Tutti sanno chi sei e anche Emily. I tuoi "giri loschi". I tuoi lavoretti in cambio di soldi e informazioni. Le amicizie… complicate.
E il modo in cui hai appena lanciato una frecciatina ad Harper che voleva essere molto più discreto ma che, in realtà, è stato chiaro come il sole.

Emily si morde appena il labbro. «Io…» Harper lascia uscire un piccolo sbuffo dal naso, quasi impercettibile. Non dice nulla, ma il modo in cui tiene le braccia strette al petto rende tutto più teso. Emily abbassa lo sguardo per un secondo, poi lo rialza. Verso di te. C’è curiosità lì dentro. Una specie di attrazione difficile da nascondere. Ma anche cautela. «Non lo so… Forse ho già da fare in famiglia...» Il suo sorriso è più incerto adesso, sai che sta solo prendendo tempo. «Magari… possiamo sentirci più tardi e ti faccio sapere, ok?» Una risposta morbida. Che non è un sì. Ma non è nemmeno un no. Harper resta in silenzio, lo sguardo duro e ferito.

E mentre ti osservano entrambe, in modi molto diversi, ti rendi conto che il colpo è arrivato esattamente dove volevi. Solo che adesso, tra voi tre, resta sospesa anche un’altra sensazione. Sempre più evidente. Che tu sia stata, semplicemente, una str0nza e che, probabilmente, ad Emily non piace questa parte di te.

off game

Rispondo qui alle cose che avevi chiesto off game nel tds.

  • harper non aveva nessun filo su di te. quindi ne guadagni uno tu.. Dovresti avere DUE FILI su di lei ora se non sbaglio.

  • ricevi la CONDIZIONE "Str0nza".. che ci sta sia per le voci (tutto sommato veritiere) che sta mettendo in giro anche nathan e per questa scena stessa. Si somma a quella già presente "Cattive compagnie)

  • PRENDI pure il +1 AL PROSSIMO: te lo tengo buono per la prossima volta che che avrai un'interazione con Harper che richieda un tiro o anche se farai qualcosa (che richieda sempre un tiro) per cercare di levarti questa condizione. Senza una scadenza precisa.

@SNESferatu

Ana Rivero - al telefono con Max

Il telefono squilla solo per pochi secondi. Max risponde quasi subito.

«Ana! Ma dove sei?» Non ti lascia nemmeno il tempo di parlare. «Ti stavo cercando! Stavo per chiamarti io! Abbiamo un problema. Un problema grosso.» Le parole escono veloci, una dietro l’altra, come se stesse correndo mentre parla.

«Nathan si è messo in testa di andare nel bosco questo pomeriggio. Così, a caso. E vuole portarsi dietro Noah!»

Fa una pausa brevissima, giusto per prendere fiato. «E se incontrassero… quella cosa?» La voce si abbassa un poco sull’ultima parola. «Ho provato a fargli cambiare idea. Gli ho detto di venire a sciallarsi con noi al parchetto… ma niente. Sembrava completamente irremovibile.» Dall’altra parte della linea cala finalmente un attimo di silenzio. Max ha finito il fiato. E per la prima volta ti lascia spazio per parlare.

@Voignar

Darius Whitesand - in cortile con Ana che è altrove con la testa :)

Cominci a parlare con Ana. Le racconti quello che ti è appena successo. Le fai domande. Provi a capire. Ma lei non è davvero lì con te. Il suo sguardo continua a scivolare altrove, come se stesse inseguendo pensieri che tu non riesci a vedere. Le parole sembrano rimbalzare contro una parete invisibile. Hai sempre pensato ad Ana come a una ragazza fredda. Controllata. Quella che guarda tutti dall’alto, senza lasciare mai trapelare nulla che possa sembrare davvero… umano.

Adesso però è diversa. La vedi preoccupata, sul serio. Tesa, distratta. C’è qualcosa nel modo in cui stringe il telefono, nel modo in cui continua a controllare lo schermo, che parla di confusione. Di qualcosa che le sta sfuggendo di mano.

Chiude una chiamata che, a giudicare dal silenzio, probabilmente non ha mai ricevuto risposta. Subito dopo compone un altro numero. Questa volta qualcuno risponde. Dallo smartphone arriva una voce maschile, bassa, indistinta. Non riesci a distinguere le parole, ma senti che qualcuno le sta parlando concitatamente.

Tu resti lì. In attesa che si ricordi della tua presenza. O che dalle sue eventuali risposte tu possa percepire qualche indizio su chi abbia chiamato con tanta urgenza e perchè.

Nel frattempo realizzi un’altra cosa. Siete nel mezzo del cortile della scuola. È pieno orario di lezione. E per quanto ti riguarda… non hai la minima idea di quale scusa potresti inventarti se un professore o un bidello decidesse di guardare fuori da una di quelle finestre.

Orion Kykero

Insieme alla Dea

Rimango ammutolito di fronte alle rivelazioni che questa entità espone con tanta naturalezza. Il vero nome della Bona Dea è uno dei più alti segreti del culto, persino mia madre ha dovuto aspettare anni di devoto servizio per ricevere l'onore di sentirlo.

E io l'ho ascoltato appena dopo aver deciso di abbandonare il suo culto. Sembra quasi una blasfemia.

Eppure la cosa non mi fa stare male. Dopo quello che la Bona Dea...anzi Lolth, ha provato a farmi, la piccola vendetta di conoscere i suoi segreti non fa altro che rincuorami. Ogni lealtà che avevo nei suoi confronti è andata distrutta come quell'orribile vestito che ha provato a mettermi addosso.

Le parole di Lilith invece mi danno forza. Le promesse degli dei non sono da prendere alla leggera. Sogni di potere e ricchezze si fanno strada nella mia mente. Il primo capofamiglia maschio dei Kykero. Un potere mio di diritto, senza incertezze, senza dubbi.

Cosa mi è richiesto di fare? Dico, tono fermo e deciso pronto a eseguire la volontà della dea.

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