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La luna crescente

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Shamàsh

Scampiamo il pericolo anche grazie alle doti, non conosciute, di Fiore. Abilissima nello scassinare meccanismi e simile oltre che in tutto il resto. Più passano i giorni più i compagni con i quali mi trovo a viaggiare mi sorprendono. In positivo chiaramente. Arriveranno anche le 'ombre', ma non è questo il tempo di pensarci. Già è fin troppo oscuro il luogo dove ci troviamo.

La marcia prosegue per giorni. Difficile. Asfissiante. Monotona. Fino a quando non raggiungiamo l'obiettivo, annunciato dal nuovo orizzonte, più alto e roccioso.

Il trovatore è lesto a raccontarci come potrebbe proseguire il viaggio. Fiore è pronta a presentarci una proposta. La guardo mentre parla, la mia espressione palesa la mia idea. Non concorde con quella della tabaxi.
"Troppe incognite. Troppi rischi. Troppo tempo dedicato a un piano che lascia vari interrogativi." porto la mano al mento "Dovresti risposare se ci accampiamo. Il difficile deve ancora venire e dovremo essere freschi e riposati per quanto possibile." poi indico la gola "Se anche riuscissimo a fare come da te suggerito... quante creature potrebbero essere in agguato in quel posto?" la domanda è rivolta a Kaelen soprattutto.
"Saremo costretti a combatterle in una posizione di totale svantaggio."
L'indice passa sul crinale "Lì avremo visuale. Sapremo se qualcuno ci viene incontro. Dovremo stare attenti a dove mettiamo i piedi, forse basterà non camminare troppo sul bordo e... sollevare spesso lo sguardo."

Modificato da Landar

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Fiore della Giungla

Sono sorpreso che Shamash non concordi, ma provo comunque a difendere la mia idea. Gli agguati possiamo combatterli o evitarli, farei io da scout nella gola e hai visto quanto sono brava in quello... D' altra parte i fulmini che tempestano quell' altura è un pericolo che non possiamo evitare. E non ho le risorse magiche per proteggere tutti dalle scariche elettriche. 3 persone, massimo, e dovrei usare buona parte dei miei poteri. Il crollo per me non è un problema, ma non tutti i nostri compagni sanno volare. Un piede in fallo potrebbe essere rovinoso. Replico al paladino.

Shamàsh

"Capisco." dico annuendo verso Fiore "Non è la mancanza di fiducia in te. Sia chiaro." concludo guardando l'orizzonte "Ma forse un'ora è davvero poco." e a questo solo Kaelen potrà risponderci.

Devras

Se ci riposiamo dico ai miei compagni posso preparare delle magie che ci proteggano meglio

Fiore Della Giungla

2 ore. Io posso volare il resto della strada eventualmente, e Devras trasformarsi in un uccello. Dico a Shamash, in una gentile correzione.

Zarath, barbaro tiefling

Il viaggio in queste terre inospitali è sempre più duro,noto diverse somiglianze con gli inferi, per certi versi. Arrivati al bivio, ascolto la descrizione della nostra guida e la la discussione dei miei compagni. Osservo le due scelte. Mi sembra di capire che nessuna delle due vie sia senza pericoli. La parte a sinistra ci protegge dai fulmini, ma ci corrode da sotto. La parte destra ha l'aria pulita, ma ci becchiamo fulmini e qualsiasi cosa ci possa scoprire. Aggrotto la fronte, continuo a guardare le due direzioni. Se ci riposassimo, quali protezioni riusciresti a darci? Chiedo a Devras. Se potessimo occultarci, forse la via di destra sarebbe più agevole?

  • Autore

Kaelen rimane accovacciato contro la roccia, ripulendosi una scia di fuliggine dallo zigomo con il dorso del guanto. Ascolta le precisazioni metodiche di Fiore Della Giungla sulle sue doti da artefice e sulla capacità di infondere l'incanto del ragno negli oggetti, poi osserva Selyra che evoca l'ipotesi del trasporto aereo e Zarath che valuta le affinità tra questa landa e i gironi infernali. Lo sguardo del cacciatore, rigido e penetrante, si sposta infine sul baluardo d'acciaio di Shamàsh e sulle promesse di supporto naturale avanzate da Devras.

Quando Shamàsh si rivolge direttamente a lui per quantificare la lunghezza del canyon e i potenziali pericoli celati nei fumi, il tracciatore sputa a terra un grumo di polvere grigia e raddrizza la schiena, incrociando le braccia sul petto.

Un'ora è un respiro troppo corto per quel canyon, gatta, dice Kaelen, lo sguardo fisso su Fiore prima di scorrere lungo la colonna. A piedi ci vorrebbero più di mezza giornata e due ore con le pareti verticali vi lascerebbero a meno di metà strada, sospesi sulla pietra proprio mentre l'incanto svanisce. Se l'aria sul fondo è ferma, la corruzione risale , e per rispondere al paladino... no, non ci sono predatori organizzati lì dentro , niente che vi dia la caccia in branco ma le cose che colano dalle pareti o che strisciano nella poltiglia acida non hanno bisogno di occhi per sentire il calore della vostra carne.

L'uomo si volta poi verso destra, dove il sentiero si inerpica bruscamente verso la cresta della montagna, battuta dalle sferzate del vento da est.

La via alta è pulita, Zarath...continua il cacciatore, stringendo la presa sul pomolo della lama mezza seghettata. ma l'occultamento vi servirà a poco contro il cielo. Lassù non ci sono vedette del porto a sbarrarci la strada, gli abitanti non vi attaccheranno a priori solo perché camminate sui crinali. Il problema è che la roccia è carica di ferro e attira le scariche come un magnete. I fulmini non cercano bersagli, colpiscono e basta. Se il druido ha magie per deviare i fulmini o per rinforzare la vostra pelle contro il calore, allora il crinale diventa un'opzione. Altrimenti, una singola saetta spezzerà la pietra sotto i vostri stivali e vi manderà di sotto a pezzi.

Kaelen fa un passo indietro, infilandosi nel primo anfratto protetto tra i contrafforti rocciosi, dove le pareti offrono una parziale copertura sia dalle folate di cenere sia dalla luce diretta della Luna Rossa.

Prendetevi il vostro tempo per decidere e per far preparare a Devras e Fiore i loro incanti, conclude l'uomo, sedendosi sulla pietra indurita e tirando fuori la boccetta dei sali per calmarne la tosse... Suggerisco di allestire il campo qui per le prossime ore. Riposate le membra e recuperate le forze , ma tenete le voci basse , il vento porta i suoni lontano e questa terra ha le orecchie lunghe anche quando sembra deserta.

Il silenzio della landa torna a premere attorno al perimetro del piccolo anfratto, lasciando che il gruppo valuti le opzioni disponibili e le risorse magiche rimaste prima che il viaggio debba necessariamente riprendere.

@ Tutti

A voi.

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Devras

Se l'aria agisce come un veleno dico posso dare protezione a tutti mi volto verso la nostra guida, aspettando una risposta

Zarath

Faccio spallucce forse meglio la via di sinistra allora, sempre meglio che un fulmine in testa.

Fiore Della Giungla

Mmm...quindi il tempo di percorrenza è di circa 4 ore...questo cambia le cose in effetti. Ma ho un' altra idea. C'è un' altro incanto che potrebbe tornare utile. Di solito lo uso per esplorare le rovine sommerse, crea una bolla d'aria pulita attorno alla testa che dura una giornata intera. Dovrebbe essere utile anche contro vapori velenosi. E anche io ho modi di proteggere contro il veleno, così come Devras. Insieme dovremmo riuscire a coprire le necessità di tutti.

SELYRA - Bardo Drow

"Percorrere il crinale sarebbe possibile se qualcuno potesse individuare i terreni meno ferrosi. Qualcuno di voi è in grado di farlo?"

Guardo gli altri in attesa di una risposta.

"In caso contrario, non vedo alternative al canyon! Io non posso proteggervi dai veleni, ma qualora qualcuno ne patisse le conseguenze potrei curarlo. E chi non può proteggersi da solo, posso ispirarlo affinché riesca a evitare di essere avvelenato!"

Sembra quasi palese che l'opinione comune sia quella di scegliere il sentiero più in basso.

Shamàsh

Sembro pensarci a lungo. Infine annuisco verso Zarath e Fiore grattandomi il mento.
"Vada per il canyon. Ho anche io rimedi per i veleni sperando questi non siano istantaneamente letali." osservo il crinale "Mentre alcuni di noi sono coperti di acciaio e tutti usano armi."

  • Autore

Il dibattito tattico si chiude con unanime consenso. Sotto la parziale copertura dell'anfratto, le ore del riposo vengono spese in una metodica e silenziosa preparazione chimica e magica. Fiore Della Giungla lavora con precisione sui congegni del gruppo, infondendo l'incanto protettivo per generare globi di aria incontaminata attorno ai volti dei compagni. All'unisono, Devras attinge al legame con le forze elementali, manipolando il respiro della terra per innalzare una barriera invisibile che purifichi i miasmi prima che tocchino la carne del gruppo. Anche Shamàsh distende le dita sulla propria lama, confermando la presenza di benedizioni pronte a purificare le tossine in caso di emergenza, mentre Selyra accorda le corde del liuto in un sussurro, pronta a sostenere la tempra fisica dei compagni con le sue melodie.

La testa della colonna imbocca la pista di sinistra senza voltarsi indietro. Il sentiero scende bruscamente, incuneandosi sotto la linea della pianura. Immediatamente, le pareti di ardesia e ossidiana si innalzano ai vostri fianchi, stringendosi fino a ridurre il cielo a una feritoia scarlatta dominata dall'occhio vitreo della Luna Rossa. Come previsto, l'aria qui dentro è immobile, densa e fredda come un sudario. Una nebbia violacea e pesante, densa di scorie microscopiche, ristagna dal fondo del canyon fino all'altezza del petto, muovendosi pigramente a ogni vostro passo.

Fin dai primi minuti di cammino, notate che enormi condutture di ottone ossidato continuano a correre lungo la gola, bullonate direttamente alla parete rocciosa di destra. Inizialmente corrono a pochi centimetri dal suolo, mezze sepolte dalla cenere, ma man mano che il canyon scende in profondità, i condotti rimangono paralleli alla roccia, sollevandosi progressivamente rispetto al livello del sentiero fino a viaggiare stabili a circa quattro metri sopra le vostre teste. Sono tubi massicci ma chiaramente logorati dal tempo, coperti da una brina grigiastra e corrosiva che accelera il disfacimento di tutto ciò che tocca.

Grazie alla combinazione della barriera magica di Devras e delle bolle protettive di Fiore, l'impatto iniziale con il miasma viene neutralizzato. Sentite il vapore acido sfrigolarvi attorno, ma i vostri polmoni continuano a ricevere aria pulita.

Tuttavia, dopo oltre due ore di marcia forzata , la corruzione del luogo inizia ad aggredire i materiali. Sotto i vostri stivali, la pista mineraria è diventata ormai una poltiglia grigiastra, calda e gommosa. A ogni passo, il terreno cede con un rumore viscido, rilasciando bolle di gas che scoppiano sulla superficie. La suola degli stivali inizia a emettere un debole fumo bianco...

All'improvviso, Kaelen si blocca, piantando la schiena contro una sporgenza di ardesia pulita. Solleva una mano per intimarvi l'arresto immediato.

Poche decine di metri davanti a voi, la pista gommosa si interrompe bruscamente. Il fondo del canyon sprofonda in una vasta conca sotterranea in cui i vapori corrosivi si sono condensati, formando un vero e proprio lago di melma bollente e ribollente che sbarra completamente la strada da una parete all'altra per una quindicina di metri. Grandi bolle di gas nero salgono in superficie, spruzzando gocce acide tutt'intorno. Camminare lì dentro liquefarebbe all'istante stivali e carne.

L'unica via di scampo è proprio quella linea di condutture d'ottone che vi ha accompagnato finora. In questo punto esatto della gola, le tubature corrono sospese lungo la parete destra, esattamente quattro metri sopra il lago di melma bollente. I condotti offrono una passerella metallica per superare il fossato mortale, ma le incrostazioni di brina grigia hanno reso la superficie metallica scivolosa, fragile e incredibilmente stretta per reggere il peso di uomini in armatura.

Kaelen indica la via sospesa con un cenno teso del mento...

@ Tutti

A voi .

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Modificato da Dardan

Fiore della Giungla

Per fortuna il mio incanto sembra reggere...almeno all' inizio. Dopo averlo infuso nel mio pugnale l' ho passato a tutti il gruppo, permettendo a ognuno di noi di camminare nel miasma tossico continuando a respirare.

Purtroppo questo posto riserva sempre del spiacevoli sorprese, e a un certo punto arriviamo in una zona di vapore così tossico e condensato che ci vuole ben più di una bolla d'aria per tenerci al sicuro. Inizio ad alzarmi in volo, i miei stivali hanno ore di autonomia, più che abbastanza per evitare questa conca letale, ma guardo dubbiosa i miei compagni. Dubito di riuscire a sollevarne qualcuno in volo. Forse Selyra. Forse. Probabilmente no.

Shàmash, Devras, anche voi sapete volare giusto? Forse insieme potremmo aiutare gli altri. Dico a bassa voce si miei compagni.

Devras

Osservo l'abisso per poi voltarmi verso gli altri In realtà non serve commento con una scrollata di spalle posso trasformare uno di voi in qualche animale volante, tipo un aquila gigante. Se tu e Shamash sapete volare è semplice, posso trasformare Selyra o Zarath, aspettare che voi abbiate attraversato e poi seguirvi in volo

Fiore Della Giungla

Un' aquila gigante è una buona idea in effetti. Sono abbastanza grandi da portare un uomo in volo se ben ricordo. Potrebbe essere un buon modo per portare tutti dall' altro lato prima che sorgano problemi. Replico con approvazione al mio amico forgiato.

Zarath

Scrollo le spalle, non potendo fare niente di utile. Mi affido a voi.

SELYRA - Bardo Drow

Prima di entrare in quella gola fetida mi sono legata davanti alla bocca un lembo di stoffa, probabilmente inutile contro la pericolosità dei miasmi che esalavano dal terreno, ma era un gesto che mi faceva sentire più al sicuro.
Fortunatamente le magie di Fiore della Giungla e di Shamas funzionano: riusciamo a camminare e, soprattutto, a non cadere vittima dei fumi. La marcia, però, si fa sempre più difficile, in particolare nell'ultimo tratto, dove il terreno diventa una poltiglia appiccicosa.
Ma il male, ancora una volta, dimostra che non c'è mai limite al peggio. Ci troviamo davanti a un lago ribollente di veleno, e l'unico passaggio sembra essere costituito da tubature metalliche che corrono lungo la parete rocciosa.
Sto per esprimere tutto il mio sconforto, quando i miei compagni, ancora una volta, sembrano avere una soluzione.
I miei occhi brillano alla proposta di Devras.


"Un'aquila gigante, hai detto?"

Mi sono sempre chiesta cosa significhi osservare il mondo dall'alto attraverso gli occhi di una creatura così maestosa, un predatore capace di scorgere i più piccoli dettagli da altezze smisurate.
Guardo il druido con occhi sognanti.


"Non ho mai volato prima. Pensi che sarei in grado di farlo, in forma d'aquila?"

Devras

é per quello che ti trasformerei... commento senza capire bene l'entusiasmo della barda Così puoi anche trasportare Zarath.

Quando siete pronti ditemelo

Shamàsh

La traversata non è priva di pericoli. Tutt'altro. La natura qui è letale. O qualsiasi cosa abbia reso questo ambiente così corrotto. È con la compiacenza della Luna, non quella rossa sopra le nostre teste, e soprattutto l'abilità dei miei compagni, che procediamo per un lungo tratto senza subire la mefitica prepotenza del posto.

Tutto bene, fino a quando il cuoio sotto i nostri stivali inizia a sfrigolare. Il calore innaturale delle sostanze sul terreno iniziano a farsi sentire. E Kaelen ci ferma. Osservo il lago di miasmi e morte ribollire di pura malvagità. Quindi i condotti indicati dalla nostra guida.

Di fronte all'ostacolo le idee prendono subito forma. Osservo Kaelen, ne soppeso la stazza "Dovrei poter trasportare tutti voi tranne Zarath e Devras. Potrei anche muovermi in autonomia senza la necessità di volare se l'incanto di Devras è sufficiente."

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