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Il ritorno di Atrokos - parte 2

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Decidete di lasciare i bracciali ai due chierici. Quindi vi accovacciate a riposare.

Burnon è l'unico a non sentire l'effetto del totem, che però non per questo sia più rilassato. Ad ogni istante il servi di Sevenna potrebbe tentare qualcosa come il suo compare.

Talien e Taylor sentono costantemente un ronzio nelle orecchie. Fievole all'inizio, ma costante e fastidioso. E l'energia magica a cui spesso si affidano, la sentono come scorrere verso il totem, mano a mano prosciugandoli.

La notte passa nell'incertezza e nel timore. Nonostante tutto vi ritrovate a chiudere gli occhi dalla stanchezza.

Taylor

Ti risvegli in un paesaggio insolito. Una vasta foresta dalle dimensioni spropositate. Gli alberi sono enormi, ogni fiocco d'erba ti raggiunge il ginocchio, funghi colossali ti sovrastano.

Nessuno dei tuoi compagni è con te. Né con te senti la presenza della tua magia.

Vaghi un po' incerto questo paesaggio, difficile dire come sei arrivato qui. Cominci a pensare di essere in un sogno.

Poi una presenza si palesa, prima una risata, poi un'altra. Poi compaiono dei volti tra le ombre.

Ma guarda chi si rivede! Ride la megera di fronte a te, una delle tre che avete affrontato, sconfitto e infine convinto ad aiutarvi nei terreni ghiacciati.

Tutto solo nel reame delle fate? Ahahaha!

Sei venuto ad incontrare la nostra madre?

Come richiamata dalla voce, una presenza appare dinnanzi a te. Una donna con un volto alquanto particolare. Metà del viso quello di una megera anziana, piena di rughe e dai lunghi capelli incolti. L'altra metà una giovane ragazzina con uno sguardo vispo e l'unico occhio verde lucente. Il suo naso è un misto tra un naso grande e ricurvo ed uno piccolo da infante. Non capisci bene dove un volto finisce e l'altro comincia, quasi come se ogni istante cambiasse la linea di demarcazione.

Finalmente ci incontriamo, warlock. Le mie figlie hanno parlato tanto di te... e del tuo patrono.

Io sono Attes. Voi umani chiamate quelli come me Arcifate... so della tua lotta disperata contro Atrokos, posso aiutarti. Ad un prezzo.

Ti sarai chiesto perché sei in grado di usare il tuo potere contro Atrokos, l'ho fatto anche io. Così ho mandata delle fate a trovare il tuo contratto. Molto interessante devo dire, il patto che hai fatto. Da vero diavolo Atrokos ha giocato con le postille. Ma una cosa rimane, il patto è indissolubile fino alla morte. La tua anima gli appartiene sì, ma non può toglierti il potere. Certo non ha importanza, perché non potrai mai usarlo contro di lui. Inoltre finché sei lontano non lo sentirai, ma quando lui ti troverà scoprirai che può usarti contro i tuoi amici...

La parte giovane sorride, quella anziana sembra triste. Nel compenso creano una strana figura indecifrabile.

Tu e i tuoi compagni siete al bilico, state per dare un duro colpo ai piani di quel diavolo. E io credo di volervi aiutare. Sai cosa voglio da te, warlock. In quanto arcifata posso darti grande potere. Ti proteggerò da Atrokos, non potrà più usare i suoi cavilli contro di te. In cambio voglio solo una cosa molto semplice. Quando tutto sarà finito verrai da me nel reame delle fate e giacerai con me.

A te la scelta mortale, pensaci su... tornerò a chiedere la tua risposta la prossima notte.

Le megere ridono, assieme alla arcifata. Tra le loro mani il contratto che Atrokos ti ha fatto firmare, poi svanisce in una nube di fumo, così come svaniscono le streghe. Poi ti risvegli.

Burnon

Quando chiudi gli occhi, ti risvegli tra le fredde montagne del nord. Non sai bene come sei arrivato qui. I tuoi compagni non sono da nessuna parte.

Nonostante il tuo lungo tempo all'aperto in climi spiacevoli, il freddo di queste montagne ti colpisce come mille pugnali che ti pungolano.

Vaghi senza sosta per ora, fino a trovare l'ingresso di una caverna dove ti infili nella speranza di un po' di riposo dalla tempesta che gela fuori.

Qui avanzi nell'oscurità, trovando che i muri di questa caverna sono scolpiti, scolpiti con raffigurazioni di nani in preghiera, nani in assetto da battaglia.

Continui ad esplorare finché non arrivi di fronte ad un vaso del tutto particolare. Un vaso come non ne hai mai visti. Infatti sembra decorato con decine, no forse centinaia di volti.

Più ti avvicini, più ti rendi conto che i volti non sono dipinti sul vaso, sono fluidi, si agitano e si disperano. Uno tra tutti lo riconosci, il volto di tuo madre. L'hai visto poco fa creato dall'illusione di quel diavolo malvagio.

Aiutooo. Salvaci! Le loro voci gridano in coro.

Cerca il cuore della montagna! Cerca il corno dorato!

Il vaso si apre e ti senti venire risucchiato dentro. Provi ad aggrapparti a qualcosa ma non trovi nulla. In pochi istanti ti trovi circondato dai volti del tuo popolo, anime intrappolate nelle grinfie di Atrokos.

Salvaci! Trovaci! Hai fallito! Sei inutile! Vergognati! Centinaia di urla ti riempiono i timpani fino a quasi farli scoppiare.

In lontananza senti delle fievoli risate. Nonostante tutte le voci attorno a te riesci a concentrati su questi mormorii che vagamente ti ricordano le megere che avete incontrato tempo fa nelle montagne ghiacciate, poi ti risvegli.

Talien

Sei di nuovo nella tua vecchia compagnia. I liberi sognatori sono più attivi che mai. Siete fermi ad un villaggio e vi state preparando ad uno spettacolo.

Ayersh dirige i lavori con il suo solito fare concitato. I bambini sono eccitati e corrono come matti mentre gli adulti li sgridano.

Ad un angolo vedi Shayndra, seduta in silenzio e con il volto tra le mani, ti sembra che stia piangendo?

Larissa compare da dietro le sue spalle, il suo sguardo severo ti fissa. Avevi tra le mani la chiave della vittoria e l'hai lasciata andare. Dice, mentre tira fuori un coltello dalla manica e, con una mossa brusca, squarcia la gola della ragazza.

Ora il campo è in fiamme, cadaveri ti circondano. Il corpo di un bambino cade ai tuoi piedi incenerito. Ma non riesci a distogliere lo sguardo dalle due donne che hai lasciato al tempio di Mystra.

In lontananza senti delle risate che vagamente ti ricordano le megere che avete incontrato tempo fa nelle montagne ghiacciate, poi ti risvegli.

tutti

Subite un livello di esaustione e non riposate.

Al risveglio trovate i chierici che fanno cerchio attorno ai due sacerdoti con bracciali.

Il Maestro dell'Alba prega ad alta voce con attorno la maggior parte degli altri. L'elfa Thalyma sembra in meditazione un po' in disparte. Apre gli occhi vedendovi svegli.

è il momento. Venite con me al mio tempio. Sarà più tranquillo e possiamo discutere in privato.

Decidete di lasciare i bracciali ai due chierici. Quindi vi accovacciate a riposare.

Burnon è l'unico a non sentire l'effetto del totem, che però non per questo sia più rilassato. Ad ogni istante il servi di Sevenna potrebbe tentare qualcosa come il suo compare.

Talien e Taylor sentono costantemente un ronzio nelle orecchie. Fievole all'inizio, ma costante e fastidioso. E l'energia magica a cui spesso si affidano, la sentono come scorrere verso il totem, mano a mano prosciugandoli.

La notte passa nell'incertezza e nel timore. Nonostante tutto vi ritrovate a chiudere gli occhi dalla stanchezza.

Taylor

Ti risvegli in un paesaggio insolito. Una vasta foresta dalle dimensioni spropositate. Gli alberi sono enormi, ogni fiocco d'erba ti raggiunge il ginocchio, funghi colossali ti sovrastano.

Nessuno dei tuoi compagni è con te. Né con te senti la presenza della tua magia.

Vaghi un po' incerto questo paesaggio, difficile dire come sei arrivato qui. Cominci a pensare di essere in un sogno.

Poi una presenza si palesa, prima una risata, poi un'altra. Poi compaiono dei volti tra le ombre.

Ma guarda chi si rivede! Ride la megera di fronte a te, una delle tre che avete affrontato, sconfitto e infine convinto ad aiutarvi nei terreni ghiacciati.

Tutto solo nel reame delle fate? Ahahaha!

Sei venuto ad incontrare la nostra madre?

Come richiamata dalla voce, una presenza appare dinnanzi a te. Una donna con un volto alquanto particolare. Metà del viso quello di una megera anziana, piena di rughe e dai lunghi capelli incolti. L'altra metà una giovane ragazzina con uno sguardo vispo e l'unico occhio verde lucente. Il suo naso è un misto tra un naso grande e ricurvo ed uno piccolo da infante. Non capisci bene dove un volto finisce e l'altro comincia, quasi come se ogni istante cambiasse la linea di demarcazione.

Finalmente ci incontriamo, warlock. Le mie figlie hanno parlato tanto di te... e del tuo patrono.

Io sono Attes. Voi umani chiamate quelli come me Arcifate... so della tua lotta disperata contro Atrokos, posso aiutarti. Ad un prezzo.

Ti sarai chiesto perché sei in grado di usare il tuo potere contro Atrokos, l'ho fatto anche io. Così ho mandata delle fate a trovare il tuo contratto. Molto interessante devo dire, il patto che hai fatto. Da vero diavolo Atrokos ha giocato con le postille. Ma una cosa rimane, il patto è indissolubile fino alla morte. La tua anima gli appartiene sì, ma non può toglierti il potere. Certo non ha importanza, perché non potrai mai usarlo contro di lui. Inoltre finché sei lontano non lo sentirai, ma quando lui ti troverà scoprirai che può usarti contro i tuoi amici...

La parte giovane sorride, quella anziana sembra triste. Nel compenso creano una strana figura indecifrabile.

Tu e i tuoi compagni siete al bilico, state per dare un duro colpo ai piani di quel diavolo. E io credo di volervi aiutare. Sai cosa voglio da te, warlock. In quanto arcifata posso darti grande potere. Ti proteggerò da Atrokos, non potrà più usare i suoi cavilli contro di te. In cambio voglio solo una cosa molto semplice. Quando tutto sarà finito verrai da me nel reame delle fate e giacerai con me.

A te la scelta mortale, pensaci su... tornerò a chiedere la tua risposta la prossima notte.

Le megere ridono, assieme alla arcifata. Tra le loro mani il contratto che Atrokos ti ha fatto firmare, poi svanisce in una nube di fumo, così come svaniscono le streghe. Poi ti risvegli.

Burnon

Quando chiudi gli occhi, ti risvegli tra le fredde montagne del nord. Non sai bene come sei arrivato qui. I tuoi compagni non sono da nessuna parte.

Nonostante il tuo lungo tempo all'aperto in climi spiacevoli, il freddo di queste montagne ti colpisce come mille pugnali che ti pungolano.

Vaghi senza sosta per ora, fino a trovare l'ingresso di una caverna dove ti infili nella speranza di un po' di riposo dalla tempesta che gela fuori.

Qui avanzi nell'oscurità, trovando che i muri di questa caverna sono scolpiti, scolpiti con raffigurazioni di nani in preghiera, nani in assetto da battaglia.

Continui ad esplorare finché non arrivi di fronte ad un vaso del tutto particolare. Un vaso come non ne hai mai visti. Infatti sembra decorato con decine, no forse centinaia di volti.

Più ti avvicini, più ti rendi conto che i volti non sono dipinti sul vaso, sono fluidi, si agitano e si disperano. Uno tra tutti lo riconosci, il volto di tuo madre. L'hai visto poco fa creato dall'illusione di quel diavolo malvagio.

Aiutooo. Salvaci! Le loro voci gridano in coro.

Cerca il cuore della montagna! Cerca il corno dorato!

Il vaso si apre e ti senti venire risucchiato dentro. Provi ad aggrapparti a qualcosa ma non trovi nulla. In pochi istanti ti trovi circondato dai volti del tuo popolo, anime intrappolate nelle grinfie di Atrokos.

Salvaci! Trovaci! Hai fallito! Sei inutile! Vergognati! Centinaia di urla ti riempiono i timpani fino a quasi farli scoppiare.

In lontananza senti delle fievoli risate. Nonostante tutte le voci attorno a te riesci a concentrati su questi mormorii che vagamente ti ricordano le megere che avete incontrato tempo fa nelle montagne ghiacciate, poi ti risvegli.

Talien

Sei di nuovo nella tua vecchia compagnia. I liberi sognatori sono più attivi che mai. Siete fermi ad un villaggio e vi state preparando ad uno spettacolo.

Ayersh dirige i lavori con il suo solito fare concitato. I bambini sono eccitati e corrono come matti mentre gli adulti li sgridano.

Ad un angolo vedi Shayndra, seduta in silenzio e con il volto tra le mani, ti sembra che stia piangendo?

Larissa compare da dietro le sue spalle, il suo sguardo severo ti fissa. Avevi tra le mani la chiave della vittoria e l'hai lasciata andare. Dice, mentre tira fuori un coltello dalla manica e, con una mossa brusca, squarcia la gola della ragazza.

Ora il campo è in fiamme, cadaveri ti circondano. Il corpo di un bambino cade ai tuoi piedi incenerito. Ma non riesci a distogliere lo sguardo dalle due donne che hai lasciato al tempio di Mystra.

In lontananza senti delle risate che vagamente ti ricordano le megere che avete incontrato tempo fa nelle montagne ghiacciate, poi ti risvegli.

tutti

Subite un livello di esaustione e non riposate.

Al risveglio trovate i chierici che fanno cerchio attorno ai due sacerdoti con bracciali.

Il Maestro dell'Alba prega ad alta voce con attorno la maggior parte degli altri. L'elfa Thalyma sembra in meditazione un po' in disparte. Apre gli occhi vedendovi svegli.

è il momento. Venite con me al mio tempio. Sarà più tranquillo e possiamo discutere in privato.

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