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By aza

Maestri d’Arme – Jari il Cacciatore di Mostri

Dopo l'uscita della serie TV di The Witcher, dedicata a Geralt di Rivia, il noto Strigo cacciatore di mostri, grande utente di alchimia sulla quale abbiamo già fatto questo precedente articolo.
Per l’occasione, abbiamo deciso di intervistare Jari Lanzoni, (qui il suo sito), schermidore e appassionato di fantasy nonché di… lotta ai mostri!
Ciao Jari, dicci chi sei e quali sono le tue esperienze in ambito di scherma e fantasy

Direi uno strano amalgama di tante cose: direi principalmente un padre e un marito, poi un lettore, uno scrittore e un appassionato di combattimento storico. Al momento lavoro nel settore del turismo dopo aver cambiato una dozzina di mansioni e posti di lavoro, dal becchino al grafico, una necessaria flessibilità assai tipica di questo periodo che però mi ha permesso di mettere da parte una serie di competenze trasversali.
Mi sono interessato alla scherma storica una ventina di anni fa, entrando in contatto con alcuni gruppi e assistendo ad un paio di seminari; nel 2002 ho conosciuto il metodo della Sala d’Arme Achille Marozzo, caratterizzato da un approccio rigoroso alle fonti e una forte purezza nella ricerca delle nostre tradizioni Marziali. In particolare, la Sala d’Arme Achille Marozzo si è sempre distinta per la scelta di pubblicare i risultati dei propri studi e contribuire alla diffusione della Scherma Storica.
Dopo un paio d’anni di corso sono passato da allievo ad Aiuto-Istruttore dei corsi basi seguendo poi tutte le fasi per diventare docente. Al di là della mia esperienza come Istruttore ho avuto modo di pubblicare due manuali inerenti la scherma storica: “La Lancia, La Spada, la Daga” dedicato alla scherma medievale e “Il Combattimento Storico da Strada” dove approfondisco le più strane situazioni avvenute in duello e in battaglia.
Direi che la mia esperienza con il fantasy nasce sia dalla grandissima passione per la lettura che per i giochi di ruolo, commistionando le due cose per divertimento personale. Ho pubblicato alcuni romanzi, tra lo storico e il fantasy, nel mio ultimo lavoro “La Scherma del Cacciatore di Mostri” (quì il link) ho voluto immaginare il ritrovamento di un trattato di scherma rinascimentale, a lungo occultato, dedicato non al duello contro altri schermidori ma contro gli Innaturi, esseri scaturiti da favole e leggende. L’Autore doveva necessariamente essere allievo di un Trattatista che conoscevo bene per poterne ricalcare le tecniche di combattimento: ecco quindi il bolognese Johanni della Viverna, divenuto Maestro d’Arme sotto la guidae del celebre Giovanni Dalle Agocchie.
Parliamo di mostri: ogni creatura richiede le sue armi e le sue tecniche. Facci degli esempi…
Avendo indicato il rigore per le fonti storiche come un attributo qualitativo, credo sia lecito non inventare nulla ma, appunto, citare qualcuno più autorevole di me.
Il primo esempio che mi viene in mente è tratto da “Guerrino detto il Meschino” un eroe popolare del Basso Medioevo, nato dalla penna di Andrea da Barberino nel 1473. Si tratta di un guerriero che si è fatto da sé, ignora di possedere nobili natali e ha deciso di farsi strada nella vita apprendendo l’arte della spada. Tra le innumerevoli avventure (di cui consiglio la lettura) si trova anche lui a dover affrontare un Innaturo. E’ descritto come un “gran verme” ma in seguito si apprende che doveva avere due o quattro zampe artigliate.

Prossimo al combattimento, Guerrino fa qualcosa di assolutamente naturale per chi è ormai un veterano del combattimento: valuta una Strategia. Il pensiero di ogni Schermidore deve essere Fluido. Non carica con il cavallo e la lancia in resta, azione potente ma inutile contro un avversario estremamente rapido e dal corpo serpentino. Guai se schivasse la lancia e, in un batter d’occhio, fosse padrone dello scontro. Spada e scudo sono e restano i compagni ottimali per difendere e offendere con perizia, specie un essere di manifesta forza. Si tratta di una coppia d’arme che denota anche prudenza, Guerrino ancora non conosce appieno tutte le risorse del nemico.
Di nuovo un cambio di strategia, necessario vista l’abilità del nemico. Al Guerrino è bastato pochissimo per valutare le capacità dell’Innaturo rispetto alla scelta delle armi. Lasciata spada e scudo rotella, armi troppo lente e facilmente afferrabili, afferra il pugnale che ogni cavaliere porta con sé (forse la celebre misericordiae) e, giunto a stretto contatto, colpisce dove le scaglie si sono allargate per il movimento del corpo, affondando l’arma corta in un punto vitale dell’avversario.

…e se una normale lama non bastasse? Cosa propone il manuale di “magico”?
Quando ho iniziato la stesura del manuale ho ripensato all’esperienza de “Il Combattimento Storico da Strada” e di tutte le strane soluzioni che propone (lanci di cappe, di sostanze, accecamenti, false cadute etc etc…), ho anche riflettuto sul fatto che uno schermidore non si sarebbe affidato solo alla lama. L’idea di inserire la magia però non mi convinceva, forse per la vecchia dicotomia Guerriero-Mago di Dungeons & Dragons che mi porto dietro da trent’anni esatti.
Come sempre mi sono affidato alle fonti storiche, cercando qualsiasi soluzione Alchemica che però derivasse da un vero trattato storico e che un lettore curioso potesse consultare. Ecco quindi “Opera” di Alchimia di Giovanbattista Birelli, il “Magiae naturalis sive de miraculis rerum naturalium” di Giovanni Battista della Porta, ho attinto a piene mani dai “De’ capricci medicinali” di Leonardo fioravanti e altri testi ancora.
Sarebbe stato più facile inventare di sana pianta una serie di soluzioni fantasiose, più spettacolaristiche e meno “rustiche”, ma credo sia anche affascinante “lavorare” imponendosi regole e “paletti” da non superare.
Curiosamente, o forse no, è stata la Ricerca Storica che ha portato in evidenza il Fantastico e il Magico. Allo stesso modo, quasi tutti i mostri del libro provengono da testi storici o da trattati, primo fra tutti il “Compendio dell’arte essorcistica” di Girolamo Menghi. Questo assieme di risorse aumenta le abilità del Cacciatore di Mostri, li conferisce una serie di soluzioni per limitare le forze nemiche, ma anche per celare la propria identità e stordire eventuali testimoni al pari di un “Man in Black” rinascimentale.
Occorre fare un esempio di come si applichino certe sostanze.
Mi viene in mente il caso delle Streghe che presidiano pozzi o piccoli stagni. Si tratta dello spauracchio che le madri utilizzavano tempo fa per spaventare i bambini: se si fossero avvicinati troppo al pozzo il mostro li avrebbe presi e portati via. Uno stratagemma pedagogico rurale per chi deve lavorare duramente la terra tenendosi vicino i bambini, che di certo all’epoca non avevano un asilo o altre strutture in cui stare.
La Marabecca siciliana, come la Jenny Dentiverdi inglese, la Bourda emiliano-romagnola o la Janara di Benevento, attende in prossimità di una cisterna. In questo caso il buon Johanni della Viverna avrebbe pronta una buona ronca dall’asta lunga, ottima per colpire a buona distanza, ma si sarebbe ben guardato da scendere nell’elemento di elezione dell’Innaturo. Ecco quindi una buona “mistura che arda sott’acqua” dal trattato di Alchimia Giovanni Battista della Porta, quando questa sorta di fuoco greco avrà incendiato parte dello specchio d’acqua la Strega dovrà salire in superficie per fuggire le fiamme, senza sapere che la via di scampo le è stata accuratamente preparata. A questo punto ci si affiderà all’abilità dello Schermidore con la ronca per ripulire la zona dal minaccioso Innaturo…
Certo, tutto questo darsi da fare può attirare l’attenzione di testimoni, ma sempre il Birelli offre una soluzione con un composto “A far che le persone facilmente escano di sentimento, che paiano pazzi”, e così anche se raccontano ciò che hanno visto alla Loggia della Mercanzia, in Piazza Maggiore o agli uomini del Bargello nessuno gli crederà.
La serie di The Witcher sta per uscire: dai filmati del gioco e le scene di combattimento della serie già uscite, cosa possiamo dire dello stile di combattimento dello Strigo, riferito agli stili storici e ai mostri che egli affronta?
Devo premettere che di The Witcher io so pochissimo. Ricordo di aver installato il gioco, visto l’animazione iniziale con l’amico che me lo regalò e aver giocato tipo 5-10 minuti notando positivamente che permetteva di cambiare la guardia del personaggio. Di lì a poco nacque mia figlia e addio Strigi, Streghe e altro, dovevo gettarmi nella battaglia delle notti insonni, affrontare orde di rigurgiti e debellare pannolini. Non ho ancora letto i romanzi e quando me lo segnalarono dopo l’uscita del libro mi scoprii estremamente ignorante.
Rispetto ai bellissimi filmati che ho visto online, lo stile scelto per Geralt di Rivia consiste in colpi ampi, grandi “caricamenti” con l’arma alzata fin sopra la testa e lame che proseguono il movimento fino a terra. Il corpo ruota completamente esponendo la schiena all’avversario, spesso vortica per eseguire una sequenza di colpi continui, in alcuni casi per aumentare la potenza d’impatto Geralt esegue attacchi dopo un balzo per aggiungere spinta e peso del colpo alla forza cinetica del taglio. Il tutto contro mostri grandi e grossi, e quindi bersagli ben definiti su cui sferrare Colpi Finiti, ossia a piena potenza e senza possibilità di cambiare il percorso dell’arma. Quando deve affrontare gli uomini non mancano calci, pugni e spallate per alternare le azioni della spada, oltre a del sano combattimento corpo a corpo e un buon utilizzo del pugnale con colpi di punta alla gola o sotto l’ascella, quindi in un punto non protetto.
Tutto questo corrisponde alle necessità di spettacolarizzazione del prodotto ludico, in cui lo spettatore deve poter godere dell’intera dinamica dell’arma, essere copartecipe del movimento e della potenza dei colpi. Rispetto a queste logiche consiglio “the Game” di Baricco, che descrive in maniera perfetta il rapporto che si sviluppa tra lo strumento ludico e il corpo del giocatore.
La Scherma Storica, ovviamente, è qualcosa di completamente diverso: non si espone mai la schiena all’avversario, non si tentano “scivolamenti” o spallate, niente pugni e calci perché occorre sempre gestire la distanza rispetto all’avversario. I colpi devono essere misurati: i caricamenti inutili sono da escludere, nel momento in cui si va a sollevare le braccia per aumentare la potenza d’impatto un avversario può colpire proprio gli arti, inoltre colpi troppo telefonati fanno esporre a contro-tecniche brevi e rapide, spesso proprio alla mano di chi sferra il taglio che di per sé ha il vantaggio della potenza ma lo svantaggio della lentezza. Ogni tanto Geralt ha infatti il buonsenso di infilare una punta rapida nella gola o nel petto degli avversari. C’è anche da dire che le finte, che richiedono falsi colpi e non Colpi Finiti, sono alla base della scherma e potrebbero non essere ben comprese dallo spettatore all’interno di un combattimento concitato
In un vero combattimento si predilige l’economia di energie, i mezzi colpi, gli arretramenti e gli scarti laterali, le finte etc etc… non è così lineare come in The Witcher, in Berserk, nella serie Gundam Iron Blooded Orphans o nei vari film di Star Wars. E tuttavia lo stile di questo tipo di prodotti, così come è stato per l’ottima scherma rievocativa dei re-enactors, non è da disprezzare in quanto contribuisce fortemente alla narrazione, alla trasposizione dello spettatore all’interno della dinamica di combattimento. Si “racconta” del personaggio anche attraverso il suo corpo e il suo modo di combattere, se ne avverte la tensione, si accusano i colpi che subisce e si gode della raggiunta vittoria.
Aggiungo un dettaglio, e forse una profezia.
Sono certo che prima o poi salteranno fuori corsi di “Scherma Witcher” o “Scherma Strigoi” (o con altri nomi onde evitare problemi di copyright) come è accaduto per la Scherma Jedi che si sta affermando come disciplina in ogni parte del mondo. Premetto che un qualsiasi schermidore storico, con almeno un paio d’anni di esperienza di combattimento, non avrebbe problemi a vincere un confronto con questo tipo di appassionati, ma non è assolutamente questo il punto.
Credo che qualsiasi Storia (perché è quella la leva fondamentale!) faccia uscire di casa un ragazzo o una ragazza, staccandolo da una console o dallo smartphone, in modo che stia con altri ragazzi, gli permetta di fare movimento fisico e intraprendere un percorso anche minimamente marziale, non possa che essere una cosa positiva. Fosse pure volteggiare in salto con la spada dello Strigo (ma perché la tiene sulla schiena?) o ruzzolare con una spada laser. E magari andarsi a bere una birra insieme dopo gli allenamenti! Chiaramente, un vero percorso di scherma storica sarebbe consigliabile, anche per suscitare maggior passione per lo studio, la storia e la cultura. Tuttavia non va assolutamente sottovalutato il valore umano e sociale che un qualsiasi corso di Scherma per Cacciatori di Mostri può avere.
Sorge però un interrogativo: chi sarebbe il ”Maestro” di questi corsi? Chi diventerebbe il riferimento sportivo, ma anche morale, di questi ragazzi forse troppo manipolabili? Magari un furbetto che vuole fare del denaro, meglio se con la barba imbiancata, i modi dell’uomo vissuto e il carisma del mentore misterioso. Non ci sarebbe nulla di strano visto il proliferare di Maestri improvvisati e Guru della Scherma Storica di oltre vent’anni fa, quando questa disciplina e la rievocazione storica muovevano assieme i primi passi, con tutte le conseguenti e disastrose ricadute. E questo è forse l’unico elemento preoccupante dei futuri corsi da Strigo o AmmazzaDraghi. Per diventare Istruttori di scherma storica o moderna ci sono dei percorsi, è richiesto rigore, anche morale, la capacità di trasmettere correttezza e non furbizia, controllo e non violenza.
L’attributo necessario, forse, andrebbe ricercato nell’ossatura di figure eroiche come Geralt. Se la Storia genera una disciplina, allora la direttiva morale del Personaggio può far comprendere il tipo di Maestro da cercare.
Grazie ancora per l’intervista. Trovate qui il sito di Jari con le sue opere. E voi lettori, se vi è piaciuto l’articolo date un’occhiata anche a quelli qui sotto
❚ 5 falsi miti sulla spada medievale
❚ Affondo vs fendente – La fisica in 7 punti – Battle Science III
❚ 5 errori sulle armature in Dungeons & Dragons
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2019/12/18/jari-lanzoni-cacciatore-mostri-witcher/

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5 Criminali da Catturare

Articolo di J.R. Zambrano del 21 Maggio
I criminali sono codardi e superstiziosi, ma possono essere degli ottimi ostacoli, avversari, e persino possibili alleati per avventure di tutti gli allineamenti. Che nascondano un cuore d'oro commettendo crimini per ragioni altruistiche, o usino le loro attività criminose per un guadagno personale (a discapito della società), qui troviamo cinque criminali che saranno una buona aggiunta a qualsiasi partita.
Il Ladro di Gioielli

Crenth Teablossom è un halfling che apprezza le cose più raffinate nella vita. Crenth è un professionista consumato, un ladro di gioielli orgoglioso della sua abilità di sedurre le sue potenziali vittime e farle flirtare col pericolo e il furto, di solito il suo furto dei loro gioielli. Crenth non fa discriminazioni per quel che riguarda i suoi bersagli: sesso, età, persino la specie non sembrano contare per lui, solo che la vittima sia ricca e in possesso di gemme uniche. Di solito le sue storie romantiche finiscono in disastro, ma Crenth è ossessionato dalla sfida di riuscire in un'impresa, e potrebbe aiutare gli eroi che a loro volta vogliano aiutarlo nella sua ricerca della prossima gemma leggendaria.
O potrebbe comparire per complicare la situazione attirando attenzioni indesiderate o rubando il gioiello di un PNG da cui i giocatori hanno bisogno di qualcosa. Questo darà loro un compito semplice da completare, riportare il gioiello rubato per avere ciò di cui necessitano.
Il Capo della Banda

Jenny la Sorridente è una Dragonide cresciuta nei quartieri poveri di una grande città portuale. Da giovane era una lottatrice famosa negli incontri clandestini sulle banchine, e successivamente ha usato i suoi muscoli e la sua considerevole astuzia per prendere il controllo delle Manticore, una banda con le mani in pasta ovunque: dalle estorsioni al contrabbando fino alle minacce occasionali. Jenny sa che la sua è una banda di duri e spesso questo procura loro lavori extra come scagnozzi, ma, per quel che riguarda il porto, non c'è nessuno più tosto o che ne sappia più di Jenny la Sorridente.
Potrà dimostrare di essere un contatto utile, o potrebbe anche mettersi sulle tracce degli avventurieri che stanno causando problemi nel suo porto. Gli avventurieri potrebbero doversi scontrare con alcuni dei suoi uomini prima che Jenny arrivi e gli dimostri come ha guadagnato il suo soprannome.
L'Esattore delle Tasse

Orvald Tiberius Veng è un umano che lavora per il Magistrato locale ed ha il compito, teoricamente, di raccogliere le tasse da coloro che devono dare la loro giusta quota ai governanti della città. Ma Veng non si comporta equamente con tutti e tende a riscuotere i soldi solo da coloro che non possono permettersi di dargli una mazzetta per chiudere un occhio. Ciò significa che raccoglie le tasse solo dei poveri e degli indifesi, e quando non possono pagare ci sono sempre le segrete del Magistrato locale ad aspettarli. Naturalmente Veng ha in pugno il Magistrato e finché l'argento continua a scorrere nessuno di importante si farà avanti per fare qualcosa riguardo le attività di Veng.
Il Borsaiolo

Surlo Roth non ha mai avuto un colpo di fortuna in vita sua. Quando distribuirono i destini, quello di Surlo andò perso nella posta a languire in qualche ufficio per le lettere dimenticate e alla fine fu rispedito al destinatario. Surlo è una ladra esperta, possiede le mani più leste che abbiate mai visto, ma non riesce a controllarsi. Quando si annoia le sue mani cominciano a prudere, e quando ciò accade non si sa mai da chi proverà a rubare. Una volta rubò l'amuleto dell'Alto Sacerdote di Pelor e fu maledetta a risplendere come il sole per i tre giorni successivi. Un'altra volta rubò il pugnale preferito del Maestro della Gilda dei ladri. C'è una ragione se non è mai durata più di una settimana, due al massimo, in una gilda.
Se ruberà dai PG, non si può sapere in quale guaio si caccerà. O magari ha rubato qualcosa ed ha bisogno del loro aiuto per rimetterla a posto prima che qualcuno se ne accorga.
L'Ombra

Arlin Drast è un kenku che vive secondo il principio: "se non ti vedono, non sei mai stato lì". Usa le sue considerevoli abilità di furtività e imitazione per infiltrarsi praticamente ovunque. Conosciuto tra i circoli della criminalità come la persona con cui parlare quando si vuole sapere qualcosa, Drast si è infiltrato anche nei luoghi considerati più sicuri e non c'è informazione che si salvi da lui. Può infiltrarsi ovunque, imitare chiunque, e ciò è quello che lo ha fatto finire nei guai questa volta.
È venuto a conoscenza di un complotto ai danni del duca, ed ora degli assassini lo vogliono morto. I PG possono aiutarlo, ma dovranno essere più furtivi dell'Ombra stessa.
Usate uno di questi PNG la prossima volta che avete bisogno di dare una sfumatura poliziesca ad una delle vostre partite. Buone Avventure!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/05/dd-five-criminals-in-need-of-catching.html
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Anteprima Mythic Odysseys of Theros #2 - Il Sommario e alcuni Mostri Mitici

Come molti di voi già sapranno, Mythic Odysseys of Theros sarà il prossimo supplemento ufficiale in arrivo per D&D 5e, la cui nuova data di uscita è il 21 Luglio 2020 dopo il recente rinvio causato dal coronavirus. Visto che, tuttavia, la versione digitale del manuale uscirà ugualmente il 2 Giugno 2020 su servizi quali D&D Beyond, Fantasy Grounds e Roll 20, la WotC ha deciso di rilasciare in questi giorni alcune anteprime: il Sommario e alcuni Mostri Mitici (ovvero mostri dotati di capacità particolari dette Azioni Mitiche).
Potete trovare maggiori informazioni sul contenuto di Mythic Odysseys of Theros nei seguenti nostri articoli:
❚ L'annuncio ufficiale di Mythic Odysseys of Theros
❚ 16 ulteriori dettagli su Theros
❚ Regole per i Mostri Mitici dal manuale di Theros
❚ Anteprima Mythic Odysseys of Theros #1 - Contenuti vari da Fantasy Grounds
Ecco qui di seguito, invece, le anteprime (per ingrandire le immagini, cliccate su di esse):




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Quella volta in cui i giochi salvarono il mondo

Articolo di Talien del 22 Maggio
Erodoto a suo tempo scrisse di come, durante un periodo di grandi difficoltà, una intera nazione sopravvisse grazie ai giochi. I giochi di ruolo da tavolo potrebbero svolgere una funzione analoga in questo periodo di pandemia.

Quella volta che i giochi salvarono la Lidia
Nel libro introduttivo de Le Storie Erodoto scrisse
Re Ati essenzialmente usò dei giochi come metodo per far distrarre i suoi sudditi dalle difficoltà, di modo che le razioni potessero durare più a lungo e che la carestia risultasse più tollerabile. E fecero così per 18 anni! Jane McGonigal, autrice di Reality is Broken: Why Games Make Us Better and How They Can Change the World, ci spiega come questo si potrebbe applicare ai giochi moderni:
Gli effetti benefici dei giochi di ruolo sono ben noti ai giocatori; durante un periodo come questo, Dungeons & Dragons e gli altri GdR da tavolo sono particolarmente adatti a queste forme di escapismo positivo dalla pandemia.
Come prosperano le campagne di GdR
Dungeons & Dragons in origine prosperava nei campus universitari, dove si trovava un mistico mix di giocatori, limiti di spostamento e tempo libero. Man mano che D&D divenne sempre più popolare questi tre fattori iniziarono ad applicarsi anche ai licei e alle basi militari.
Giocatori: D&D solitamente richiede un gruppo di propri pari con cui giocare. Anche se era possibile giocare con i propri fratelli e sorelle o con altri membri della propria famiglia, una fonte costante di giocatori della propria età era la situazione ideale. Dovevano poter essere disponibili a giocare per lunghi periodi di tempo (quattro ore o più) e partecipare ripetutamente a sessioni costanti nel tempo. I campus delle università, i quartieri nei pressi delle scuole superiori e le basi militari fornivano una popolazione adeguata di giocatori.
Limiti di spostamento: un fattore importante per l'accesso ai giocatori era che non avessero altri posti dove andare. Gli studenti dei licei e delle università e, in misura minore, gli adulti delle basi militari sono spesso confinati nello stesso luogo per mesi o anche anni. Questo permette ai mondi delle campagne di svilupparsi, se lo si vuole.
Tempo libero: i giocatori che hanno altre opzioni di intrattenimento saranno attirati facilmente a fare altro. Negli anni '70 e '80 la televisione e i videogiochi erano sempre più dominanti, ma non quanto Internet lo è al giorno d'oggi. I giocatori meno interessati alle altre forme di socializzazione (come le feste) erano più inclini a cercare un gruppo di giocatori di ruolo come forma di socializzazione. E naturalmente avere un lavoro quotidiano estremamente irregimentato, limitante o addirittura non averne proprio uno aiutava in tal senso.
Man mano che gli anni sono passati questi fattori sono cambiati. I giocatori sono diventati più anziani, i limiti di spostamento sono diventati meno problematici, ma è diventato più difficile per gli adulti trovare dei nuovi giocatori. E naturalmente il tempo libero si è ridotto; non tanto per le responsabilità degli adulti, ma anche per via della presenza di ulteriori opzioni di intrattenimento che competono per il tempo e l'attenzione dei giocatori. Visti i limiti particolari della pandemia questi tre fattori sono tornati improvvisamente di voga.
"Bloccati" a casa con la propria immaginazione
Con così tanti giocatori e DM bloccati nelle proprie case i limiti di spostamento sono stati reimposti. Un gran numero di giocatori non possono andare da nessuna parte e con questi limiti ci sono meno opzioni di intrattenimento che competono per la loro attenzione. Hanno potenzialmente anche più tempo libero, visto che sono incrementati i licenziamenti e le licenze, gli spostamenti per lavoro sono ridotti e molti adulti altrimenti molto impegnati hanno scoperto che varie delle loro responsabilità si sono ridotte significativamente grazie al lavoro o all'insegnamento da remoto.
Grazie ad Internet il gioco online si è impennato:
E il gioco aiuta in un altro modo, fornendoci una via di fuga virtuale dal mondo fisico:
Fortunatamente questa pandemia non dovrebbe durare tanto quando la carestia che afflisse il popolo della Lidia. Ma nel frattempo stiamo seguendo un'antica ed onorata tradizione ben nota anche agli antichi Greci: quando si devono affrontare tempi difficili un po' di escapismo aiuta molto.
Link all'articolo originale: https://www.enworld.org/threads/when-gaming-saved-the-world.672289/
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Role Playing June

Il sito Comicon, in collaborazione con le più importati realtà del mondo del gioco di ruolo in Italia, ha organizzato per il mese di Giugno una grande iniziativa virtuale chiamata RPJ - Role Playing June, la quale vedrà i giocatori cimentarsi su Discord in one shot per moltissimi dei giochi di ruolo attualmente pubblicati in Italia. Sarà possibile sia partecipare come giocatori, che essere semplici spettatori.

Entriamo più nel dettaglio leggendo direttamente l'annuncio per RPJ.
Tratto dalla pagina di Role Playing June
Per partecipare agli eventi giornalieri andate nella pagina dedicata a ROLE PLAYING JUNE e cliccate giorno per giorno sui link che trovate nel calendario degli eventi. Noi di Dragon's Lair non possiamo che consigliarvi di presenziare assiduamente in modo da poter dare un'occhiata a tantissimi gdr e al modo in cui vengono giocati.
Buone Avventure (in Remoto)!
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Gideon Rowhan

Mostro del mese (settembre)

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eccoci al quarto mostro della serie mostro del mese

fino ad ora abbiamo prodotto:

il ratto stirgeo

lo spirito delle ceneri

la matrice d'incubi

ero indeciso se avviare o no il progetto anche per questo mese,

poi però, dopo una chiaccherata con Dark Megres, ho pensato

che si potrebbe dare uno scopo più preciso a questa serie di discussioni.

Pensavo che sarebbe l'deale se, anzichè proporre un mostro definito, proponessimo un'idea,

com'era succeso per lo spirito delle ceneri,

in quella occasione DrRandazzo aveva chiesto un mostro "accessorio" che assistesse i non morti superiori,

specialmente i master potrebbero chiedere di sviluppare mostri che mancano, che avrebbero una certa validità nella narrazione.

Spero di essermi spiegato bene, in questo modo potremmo avere una discussione più mirata e potrebbero uscire creature veramente utili ...

Dark Megres aveva già in mente una proposta ma lascio a lui la spiegazione;-)

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Grazie mille per il passaggio di testimone ;-)

Allora... presa in considerazione la necessità di mostri "nuovi" e potenzialmente "utili al DM", l'idea che avevamo avuto era un mostro che riuscisse a indurre la trasformazione nei licantropi, emulando la luce lunare.

Il mostro è in una fase molto embrionale... pe esempio, ci era venuto in mente sia che potesse essere uno spazzino, che induceva i licantropi alla frenesia e poi si nutriva delle carcasse degli animali uccisi, o se al contrario potesse essere un animale addomesticabile utilizzato dagli avventurieri per stanare\controllare i licantropi selvatici.

Cosiderando queste linee guida e tenendole costantemetne presenti io dire che potremmo partire con le proposte. Il mostro ancora non ha un'anatomia, e penso che dovrebbe essere funzionale al suo ruolo.

Ricominciamo, ;-)

Dark Megres

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se permettete io vi mostro le idee che mi erano balzate in testa dopo la proposta di Megres

allegato 1

la prima idea che mi era venuta in testa, una creatura lunatica ispirata alla leggenda maya del coniglio che vive sulla luna...potrebbe essere usato dai cacciatori di licantropi anche per stanare i mostri infiltrati tra la gente.

allegato2

una creatura che può andare bene sia come spazzino che come caccia licantropi...

una sorta di gufo ragno, con 2 grandi occhi e vari altri più piccolini come i ragni, un becco che si apre orizzontalmente, potrebbe usare la luce dei suoi occhi per attirare falene ed insetti e nutrirsene, questa luce però ha anche l'effetto di eccitare la licantropia, quindi il mostriciattolo approfitterebbe anche dei resti delle vittine...

figura

pensavo che per lo spazzino ci si potrebbe ispirare alle remore che stanno attaccate agli squali, come figura utilizzo un vecchio disegno, ovviamente dovrebbe essere riadattato, una sorta di pipistrello luminoso che eccita la licantropia per procurarsi "carne macellata":-p

00mostro03.jpg

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la prima cosa che mi è balzata in testa è una specie di fatina(simile all'arconte lanterna per capirci)...il suo ciclo vitale e la sua etologia non hanno nessun nesso con i licantropi.Escono di notte e si cibano del nettare dei fiori.Una volta catturati vengono usati sia dai cacciatori di licantropi, sia dai dagli stessi licantropi per facilitarsi la trasformazione...lo immagino rinchiuso in una sorta di gabbietta coperta con un panno da scoprire all'occorrenza...

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Beh, dall'alto della mia ignoranza in campo fantasy e della mia inettitudine creativa appena ho letto il post degli eccelsi Gid e DM, ho pensato alle prime creature bio-luminescenti che mi sono venute in mente: le lucciole (e non quelle che si annidano nelle afose vie delle città) e i pesci abissali...

La lucciola la vedrei come una sorta di super-falena di una 50na di cm di lunghezza, necrofaga e perciò munita di un adeguato apparato assimilatorio, tipo una vespa o un vermone adeguatamente bestializzato, in definitiva una cosa non troppo dissimile dal pipistrellozzo di Gid, ma anziché sulla base di un vertebrato sulla base di un invertebrato...

per quanto riguarda i pesci abissali non saprei, di certo offrono una miriade di spunti, e tra l'altro, per la maggior parte, sono già abbastanza mostruosi da non avere nemmeno bisogno di eccessivi restyling da quel punto di vista...

Spero di esser stato di un qualche aiuto;-)

A presto,

Ak

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Nemmeno io sono molto pratico in ambito mostri, ma leggendo il topic mi è venuta un'idea: la creatura in questione potrebbe usare la luce come arma difensiva.

In pratica, quando si sente minacciata lancia un potente lampo (tipo flash) che abbaglia l'aggressore abbastanza a lungo da permetterle di scappare, poi come effetto sencondario eccita la licantropia...

Tale creatura dovrebbe essere piccola ed estremamente agile, non necessariamente aggressiva, ma incredibilmente difficile da catturare, per la fisiologia suggerirei qualcosa tipo il draco australiano, solo che, anziché aprire un collare di pelle variopinto, lancia un flash.

insomma una cosa così

http://www.britannica.com/eb/art-18201/Flying-lizard

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Non so mi ispirerebbe più l'idea di una sorta di segugio utilizzato dai cacciatori di licantropi. Visto che fino ad ora sono stati realizzati mostri anche abbastanza forti sarebbe bello creare una sorta di mostro addomesticato/addomesticabile. Voi che ne dite? Magari anche un mostro cavalcatura... tipo quelli che vengono utilizzati di volta in volta in varie campagne. A questo punto nel mio brain storming sarebbe bello prevedere un mostro cavalcatura utilizzato dai cacciatori di licantropi per stanare le loro prede e d indurle a rivelarsi....

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anche io avevo pensato al tipo "folletto", si sposa bene con il tema "Luna";-)

ma una fatina luminosa, almeno come figura, è un po' banale e strausata, almeno nell'immaginario collettivo,

come Akeiron avevo pensato ad una falena luminescente, che poi mi ha portato al gufo/ragno, l'ho abbandonata perchè mi sembrava stano una falena, solitamente attirata dalla luce, luminosa..una sorta di cane che si morde la coda:lol:..cmq come idea la falena necrofaga mi piace;-)

non ho capito il pesce? come farebbe ad incontrare i licantropi? mentre fanno il bagno?:-p

Dai post di Dado e C4stI69 mi pare di evincere che la "eccitazione licantropica" viene vista come effetto collaterale sfruttato da terzi, mi piace, come mi piace la proposta di Strike della cavalcatura segugio...quindi ho ripreso l'idea del conilgio lunatico e l'ho modificata un po', la cretura potrebbe essere usata da cucciolo solo come "rivelatore", poi come segugio quando può anche difendersi ed infine anche come cavalcatura( tipo capibara:-p)...

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anche io avevo pensato al tipo "folletto", si sposa bene con il tema "Luna";-)

ma una fatina luminosa, almeno come figura, è un po' banale e strausata, almeno nell'immaginario collettivo,

come Akeiron avevo pensato ad una falena luminescente, che poi mi ha portato al gufo/ragno, l'ho abbandonata perchè mi sembrava stano una falena, solitamente attirata dalla luce, luminosa..una sorta di cane che si morde la coda:lol:..cmq come idea la falena necrofaga mi piace;-)

non ho capito il pesce? come farebbe ad incontrare i licantropi? mentre fanno il bagno?:-p

Dai post di Dado e C4stI69 mi pare di evincere che la "eccitazione licantropica" viene vista come effetto collaterale sfruttato da terzi, mi piace, come mi piace la proposta di Strike della cavalcatura segugio...quindi ho ripreso l'idea del conilgio lunatico e l'ho modificata un po', la cretura potrebbe essere usata da cucciolo solo come "rivelatore", poi come segugio quando può anche difendersi ed infine anche come cavalcatura( tipo capibara:-p)...

Mamma mia... il coniglione killer! A me piace parecchio... ha un carattere esotico e particolare. Purtroppo preso dagli impegni mi eclisserò come sempre, ma questa volta seguendo la discussione. Se a nessuno da fastidio rilevo l'onere di sviluppare il mostro una volta pronto. ;-)

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non ho capito il pesce? come farebbe ad incontrare i licantropi? mentre fanno il bagno?

AHAHAH:lol:

Beh il pesce mi veniva in mente solo come forma base, per prendere spunto, non pensavo di riprenderlo pari pari:-p

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Concordo con megres che il coniglio-killer è valido:-D

Comunque stavo pensando sul gufo-ragno... se provoca la licantropia per poi mangiare le carcasse che si lasciano dietro, non c'è il rischio che faccia parte delle cacasse anche lui che per forza di cose di trova vicino al licantropo (che non ha un bel carattere) al momento della trasformazione?

Cioè, le leggi dell'evoluzione (anche se qui possiamo fregarcene) dicono che una specie sviluppa una data caratteristica se è effettivamente vantaggiosa e per qualsiasi essere, penso, sia pericoloso o quantomeno spiacevole trovarsi faccia a faccia con un licantropo, pertanto mi sembra più verosimile che, a meno che il mostro in questione non si cibi di licantropi (e quindi sia mooolto più grosso e cattivo), la nostra cratura causi la licantropia come effetto secondario, collaterale, imprevisto dalla natura, magari sfruttato da altri esseri (umani, elfi, nani e compagnia) per stanare i licantropi.

Detto ciò allego un disegnuccio della lucertola che avevo in mente

t_lucertolam_93e766f.jpg

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Per il dubbio sullo spazzino... se è una razza che è sopravvissuta penso proprio di no. Sicuramente avrà delle risorse che gli permettono di restarsene al sicuro., alrimenti non sopravviveva ^_^

Allora, per evitare di essere dispersivi cominciamo a focalizzare. Andiamo per plebiscito... vogliamo fare un mostro:

- spazzino, che induce la licantropia per poi nutrirsi delle carcasse lasciate dai licantropi

- segugio, che viene sfruttato anche dai cacciatori

- esserino primordiale (tipo folletto o falenone), che viene sfruttato dai cacciatori di licantropi non come compagno, ma più come strumento.

decidiamo e poi elaboriamo ;-)

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Ho avuto un'illuminazione: un misto vespa/lucciola di piccole dimensioni (massimo 3 cm) e molto rapida (così il licantropo non la prende) che si muove in sciami accompagnata da un bagliore lunare emesso dal suo addome, si ciba di carne morta, è molto aggressiva e velenosa.

Solo i più coraggiosi (o i più astuti) riescono a catturarne qualche esemplare, che, messo in apposite gabbie può essere usato come rivelatore di licantropi

Allego schizzo

t_vespam_b44c857.jpg

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Il mio voto va a spazzino-strumento... cioè spazzino utilizzabile come strumento, inquanto per natura "punta" e cerca di raggiungere il più vicino licantropo quando ha fame...

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A me piace molto l'idea dell'insetto luminescente... Me lo immagino svolazzare qua e la di notte come una lucciola, magari tra gli alberi... a un certo punto un ronzio... e centinaia e centinaia di questi insetti fanno rilucere il sottobosco... a un tratto una figura si contorce e urla agonizzante, proprio nel mezzo di questo sciame luccicante... prima ha qualcosa di umano, poi le forme si sconpongono, ricomponendosi in un profilo canino... si intravedono poi i denti affilati e gl'occhi rossi e iniettati di sangue...

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A me piace molto l'idea dell'insetto luminescente... Me lo immagino svolazzare qua e la di notte come una lucciola, magari tra gli alberi... a un certo punto un ronzio... e centinaia e centinaia di questi insetti fanno rilucere il sottobosco... a un tratto una figura si contorce e urla agonizzante, proprio nel mezzo di questo sciame luccicante... prima ha qualcosa di umano, poi le forme si sconpongono, ricomponendosi in un profilo canino... si intravedono poi i denti affilati e gl'occhi rossi e iniettati di sangue...

Idea bella mah... alla fin fine manca un passaggio logico: questi insetti si nutrono dei licantropi o delle prede di questi ultimi? Bisognerebbe svilupparla meglio come idea. Originale il fatto che si consideri uno sciame. Potrebbe costituire come sciame un'intelligenza particolare che si apposta guida, punta ed assale le vittime... oppure il disegno di Gideon mi ha veramente impressionato. Ma anche qui c'è un problema: i conigli killer dovrebbero quantomeno essere artigliati come minimo (dai che magari ci avviciniamo all'idea della "Maledizione del coniglio mannaro")....

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Personalmente non vedo molto verosimile l'idea del parassita necrofago perchè se deve convivere con i licantropi per sopravviviere senza dubbio anche il lican dovrà nutrirsi quindi non so quanto possa rimanere per il nostro amico.

Mi piace un sacco l'idea del segugio ma bisogna contestualizzare il rapporto tra l'animaletto e il lican.

La cosa più divertente è la luce che "eccita" la licantropia come effetto collaterale.

anche la cavalcatura ma forse ppiù come compagno o segugio.

:bye::bye:

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fantastico la discussione sta ingranando:-D

@strike, ho dato per scontate zanne ed artigli,

anche le lepri si sanno ben difendere se messe alle strette lacerando con denti e unghie;-)

Credo che si sia creata un po' di confusione tra licantropia e ferocia anmale,

se non sbaglio i licantropi hanno un certo controllo di se anche nella trasformazione, specialmente quelli naturali, mentre quelli contagiati perdono il controllo ad esempio se feriti in combattimento, non sò se basti la luna piena a portarli all'ira.;-)

Comunque non è un reale ostacolo, il mostro opportunista si sarebbe ovviamente adattato all'ira indotta dalla sua influenza sul licantropo, come diceva megres, sia per difendersi che per sfruttare al meglio il cibo ottenuto, il problema non è tanto questo quanto giustificare come si sia evoluto questo rapporto,

riflettendoci una specie che si è evoluta per individuare i licantropi allo scopo di sfruttarli come cacciatore, secondo me presuporrebbe una notevole intelligenza, inoltre queste creature dovrebbero vivere sempre vicino a dei licantropi, bisognerebbe far filare un po' di più questo aspetto della sua etologia e non limitarsi a dire che fa scatenare i licatropi per approfittare del macello che causano.

Al contrario il rapporto tra segugio ed il licantropo potrebbe essere casuale e più facile da spiegare, la reazione provocata dal primo sull'altro potrebbe essere stata notata e successivamente sfruttata, in questo caso dai cacciatori che addestrerebbero animali ad avere comportamenti che in natura non adotterebbero, come stanare ed attaccare una preda.

A me piace di più l'idea del segugio, o comunque della creatura "strumento", forse perchè la vedo più legata ai personaggi, al caciatore di licantropi, all'addestratore di mostri a tutto un intreccio di relazioni e storia;-)

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Leggendo il post di Gideon mi è venuta in mente una cosa: non necessariamente il mostro deve essere o mimare la luna piena per indurre la trasformazione nel licantropo. Potrebbe semplicemente essere una questione di "nemico naturale" per cui i licantropi hanno in questi conigliozzi un loro nemico naturale e si difendono da loro spogliandosi delle fattezze umane e trasformandosi. Il meccanismo sarebbe a loro volta sfruttato dai cacciatori per stanare i licantropi.

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