Jump to content

Benvenuto in Dragons´ Lair

La più grande e attiva community italiana sui Giochi di Ruolo.
Accedi o registrati per avere accesso a tutte le funzionalità del sito.
Sarai così in grado di discutere con gli altri utenti della community.

16 Nuovi Talenti

Articolo di Taymoor Rehman, Jeremy Crawford, Ben Petrisor, Dan Dillon e Ari Levitch - 13 Luglio 2020
L'Arcani Rivelati di oggi presenta una selezione di nuovi Talenti per Dungeons & Dragons. Ogni Talento offre un modo per diventare migliori in qualcosa o per ottenere una capacità del tutto nuova. Potete trovare questi talenti nel PDF disponibile più in basso.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
arcani rivelati: 16 nuovi talenti
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/feats
Read more...

Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

Read more...

I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
Read more...
By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

Se questo articolo ti è piaciuto, segui il prof. Marrelli su facebook e su ludomedia.
Read more...
By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

Se questo articolo ti è piaciuto, segui il prof. Marrelli su facebook e su ludomedia.  
Read more...
Sign in to follow this  
Mantorok

mp3 a caro prezzo!

Recommended Posts

Per descriverla in breve.

Molti utenti stanno ricevendo una lettera raccomandata dallo studio legale"Studio legale Mahlknecht & Rottensteiner" che, per un file condiviso, chiede 330,00€ per chiudere bonariamente la questione, altrimenti procederà con azioni legali.

Lo studio legale tutela la Peppermit Jams Record Gmbh che ha sede in Germania e ha i diritti di Mousse T, Warren G, Carl Keaton Jr, Colin Rich, Emma Lanford, James Kakande, Roachford e So Phat.

Tramite un software di una società svizzera hanno fatto degli scan su programmi p2p quali Emule e altri, hanno individuato un tot di utenti (3700 circa) e hanno inviato questa lettera ad ognuno di loro:

http://img521.imageshack.us/my.php?image=scansione002lz3.jpg

http://img244.imageshack.us/my.php?image=scansione003ou0.jpg

http://img255.imageshack.us/my.php?image=scansione004am2.jpg

Alcuni link in cui ne parlano:

http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1468301

http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1475620

http://www.p2pforum.it/forum/showthread.php?t=185269

http://www.p2pforum.it/forum/showthread.php?t=178897&page=5

http://www.4news.it/view_article.asp?site=2Tech&art_id=358

Fortunatamente io non ascolto gli artisti elencati

Una delle cose assurde è anche il tempo per decidere cosa fare, da quando ricevi la raccomandata hai tipo 12/15 giorni per pagare, assurdo.

La cosa è seria, se va in porto e se il garante della privacy o schiere di avvocati della federconsumatori non agiscono si creerà un precedente molto pericoloso, significa che qualsiasi casa discografica poi si sentirà autorizzata a fare uno scan su qualsiasi programma p2p e poi mandare richieste di risarcimento a casa.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Che brutta cosa...

Ma e' legale fare lo scanning sul software P2P? :confused:

Share this post


Link to post
Share on other sites

Che brutta cosa...

Ma e' legale fare lo scanning sul software P2P? :confused:

Certo che no! e la legge sulla privacy dove la mettiamo?

ci sono molti articoli che vanno contro quanto accaduto, però come su molte altre leggi, c'è un po' di confusione e loro sono stati furbi facendosi dare gli indirizzi IP direttamente dal tribunale di Roma!

Share this post


Link to post
Share on other sites

BENVENUTI NELL'IPRED2!

Lo studio legale tutela la Peppermit Jams Record Gmbh che ha sede in Germania e ha i diritti di Mousse T, Warren G, Carl Keaton Jr, Colin Rich, Emma Lanford, James Kakande, Roachford e So Phat.

Vedi cosa succede ad ascoltare musica di *****... :lol: :lol: :lol:

Primo dubbio: cosa sanno che io registro i miei peti e chiamo il file col nome di una traccia qualsiasi (visto che fanno riferimento ad un nomefile). Magari riescono anche a capire quale è quello vero e quale no? Senza scaricarlo? Ma se lo scaricano, non commettono anche loro lo stesso crimine? Direbbe qualcuno: detengono i diritti, possono scaricarlo. Ma se io chiamo una canzone di Madonna con il nome di Mousse T e loro la scaricano per controllarla, allora non detengono i diritti e fanno lo stesso illecito? Oppure non la scaricano e non sapranno mai se il contenuto è quello che dice il nome?

Secondo dubbio: tutto da dimostrare che la privacy non è stata violata, e che il sistema utilizzato è esente da errore (soprattutto visto che lo dice il Tribunale di Roma, e quindi - oltre a non costituire un precedente rilevante - potrebbero esserci anche dei problemi di giurisdizione).

Terzo dubbio: dal punto di vista legale, non dovrebbe essere legale chiedere 330 euro di transazione (visto che si tratta di questo, non di una multa) per qualcosa che ha il valore commerciale di 1 euro (a canzone).

Quarto dubbio: le associazioni di consumatori da tempo ricordano che non esiste correlazione diretta e a prova di bomba (come per il DNA) tra indirizzo IP e identità della persona.

Quinto dubbio: il Codice in materia di protezione dei dati personali vieta "l’uso di comunicazione elettronica per accedere a informazioni archiviate nell’apparecchio terminale di un utente internet, per archiviare informazioni o per monitorare le operazioni dell’utente. [...] consentito dal Codice solo per il tempo strettamente necessario alla trasmissione della comunicazione o a fornire uno specifico servizio richiesto dall’utente. Ciò solo nei riguardi dell’utente che abbia espresso il consenso precedentemente, attraverso un’informativa dove siano indicati in modo chiaro e preciso le finalità e la durata del trattamento.". Come la mettiamo col fatto che fanno uno scan senza dire niente?

Per ora i primi dubbi che mi sono venuti in mente... magari qualche avvocato ne può tirar fuori altri.

Riporto un po' di commenti di personaggi più autorevoli di me (avvocati interpellati da associazioni di consumatori):

1) la Peppermint afferma di impegnarsi a non sporgere denuncia penale e di non agire in sede civile qualora venga sottoscritta la proposta transattiva. In Italia però, l'azione penale è esercitata dal pubblico ministero, per cui anche accettando la proposta, si potrebbe essere imputati in un procedimento penale.

2) Oltretutto, la responsabilità penale è personale, per cui bisogna identificare chi effettivamente ha violato la legge sul diritto d'autore (la l. 633/41), che può chiaramente essere una persona diversa dall'intestatario della linea telefonica.

3) Il nostro ordinamento tuttavia è molto evoluto in tema di privacy, e l'IP è un dato personale.

4) Quale prova è possibile da parte loro? La società svizzera non è certo la Polizia Giudiziaria e le risultanze della sua attività possono essere contestate in giudizio. E l'onere della prova ricade su di loro.

5) Come la mettiamo col wireless? Chi può dimostrare che non è stato qualcun'altro a fregarmi la banda? Altrimenti si arriverebbe all'assurdo che se un ladro mi ruba la macchina e ammazza un pedone e scappa, io sono responsabile del suo operato (visto che si parla sempre delle responsabilità penali).

6) Bisognerebbe poi trovare il "corpo del reato", posto che i log della Logistep AG non hanno certo la "forza" di un atto notarile o di una dichiarazione di un pubblico ufficiale. (possono scriverci che vogliono, in pratica)

Per il momento il Garante è intervenuto dicendo che vuole vederci chiaro... ma a me pare, come diceva qualcuno, 'na grande st******a!

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

scusate la mi ignoranza in giurisprudenza...ma scaricare per uso espressamente privato è LEGALE o no?

Io ho sentito che si può fare,me lo confermate?

Comunque anche se non è vero c'è sempre la questione della privacy.

E poi se io non pago e loro vengono a casa mia e io ho cancellato tutto non hanno prove che io ho quelle canzoni...

Se riescono a far si che tutti possano fare così più o meno tutto il mondo è nei guai...:rolleyes:

Share this post


Link to post
Share on other sites

Soprattutto un tecnico computer mi ha detto ultimamente che le Case discografiche pagano delle ditte di software perché realizzino una sorta di Echelon della ricerca degli mp3. Questi programmi registrano la richiesta di un file mp3 anche se questo poi effettivamente non viene registrato... e da qui arriva la denuncia per violazione del copyright. Il confine tra pirateria e privacy si sta facendo sempre più sottile...

Share this post


Link to post
Share on other sites

scusate la mi ignoranza in giurisprudenza...ma scaricare per uso espressamente privato è LEGALE o no?
La legge è cambiata più volte a riguardo, e anche io non ci capisco più niente.

L'ultima versione qual'è?

E poi se io non pago e loro vengono a casa mia e io ho cancellato tutto non hanno prove che io ho quelle canzoni...
A parte che sicuramente non basta un "canc --> invio --> svuota cestino --> svuota" per salvarsi. ;-)

E comunque loro per le denunce guardano cosa hai scaricato, non gli interessa trovarlo nel pc il file. Si rifanno (non so se legalmente o no) ai tabulati della tua linea.

Share this post


Link to post
Share on other sites

scusate la mi ignoranza in giurisprudenza...ma scaricare per uso espressamente privato è LEGALE o no?

Io ho sentito che si può fare,me lo confermate?

Comunque anche se non è vero c'è sempre la questione della privacy.

E poi se io non pago e loro vengono a casa mia e io ho cancellato tutto non hanno prove che io ho quelle canzoni...

Se riescono a far si che tutti possano fare così più o meno tutto il mondo è nei guai...:rolleyes:

No. Scaricare musica (di qualsiasi formato esso sia) era ed è illegale a tutt'oggi.

la sentenza della cassazione di qualche mese venne interpretata a bischero, come spesso succede

leggete qui

http://www.minotti.net/scopo-di-lucro/soft...-reato.htm#more

Share this post


Link to post
Share on other sites

?

A parte che sicuramente non basta un "canc --> invio --> svuota cestino --> svuota" per salvarsi. ;-)

E comunque loro per le denunce guardano cosa hai scaricato, non gli interessa trovarlo nel pc il file. Si rifanno (non so se legalmente o no) ai tabulati della tua linea.

Azz...cmq tutto questo mi sembra ingiusto,uno spionaggio che rasenta la persecuzione,mi sembra alquanto esagerato fare così.

Ovvio che devono difendere i loro interessi però insomma,hanno perso il senso della misura...almeno così la penso io.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Indipendentemente dal fatto che il post di Shar è ineccepibile e meraviglioso e non serve aggiungere altro, purtuttavia vorrei far notare che l'atto di "non sporgiamo denuncia se ci dai 330€" si qualifica come concussione e tentata estorsione, atti penalmente perseguibili e ben più gravi della violazione del diritto d'autore, dal momento che è prevista anche la reclusione per gli ultimi e non per la violazione di copyright.

In ogni caso, chi avesse ricevuto una lettera del genere, altro non dovrebbe fare se non presentarsi alla Polizia Postale e sporgere denuncia per calunnie, diffamazione, e i due reati da me sopraccitati.

Infatti, se l'accusa contro di me fosse comprovata, i due reati di calunnia e diffamazione decadrebbero, ma resterebbero in piedi i reati più gravi a danno dello studio legale stesso (che, secondo me, non esiste).

Io credo che di fronte ad una citazione in giudizio per concussione decadrebbero le accuse ad ogni livello, e anzi ci scapperebbe un risarcimento per danni morali! :-D

Share this post


Link to post
Share on other sites

Prima di tutto... no Godric, non è legale. Semplicemente, non dovrebbe essere penale. Ma da qui a essere sicuri, con persone che non prenderebbero il primo modulo dell'ECDL a sedersi nei tribunali (per usare un eufemismo), ce ne vuole.

Indipendentemente dal fatto che il post di Shar è ineccepibile e meraviglioso

:guancia:

e non serve aggiungere altro, purtuttavia vorrei far notare che l'atto di "non sporgiamo denuncia se ci dai 330€" si qualifica come concussione e tentata estorsione, atti penalmente perseguibili e ben più gravi della violazione del diritto d'autore, dal momento che è prevista anche la reclusione per gli ultimi e non per la violazione di copyright.

Beh, una proposta di transazione non la definirei concussione o estorsione (e questa è si diffamazione!). Loro propongono, sta a te accettare o meno. Che poi l'uomo/donna medio/a pensi che si tratti di una multa, è un altro paio di maniche.

In ogni caso, chi avesse ricevuto una lettera del genere, altro non dovrebbe fare se non presentarsi alla Polizia Postale e sporgere denuncia per calunnie, diffamazione, e i due reati da me sopraccitati.

Diffamazione no, perchè non c'è la stampa di mezzo...

Comunque non andate a denunciare una cosa del genere: vi riderebbero in faccia (e perdereste una mattinata).

Infatti, se l'accusa contro di me fosse comprovata, i due reati di calunnia e diffamazione decadrebbero, ma resterebbero in piedi i reati più gravi a danno dello studio legale stesso (che, secondo me, non esiste).

Non capisco. Comunque lo studio esiste: il rappresentante è stato anche intervistato da Punto Informatico in un recente articolo.

Io credo che di fronte ad una citazione in giudizio per concussione decadrebbero le accuse ad ogni livello, e anzi ci scapperebbe un risarcimento per danni morali! :-D

Calma calma anche sui danni morali... non è che se uno ti rompe le scatole già te li deve! Non funziona proprio così...

Loro hanno proposto una transazione, e tu puoi accettare e farli contenti o meno. Se non accetti, sta comunque a loro citarti in giudizio sperando di riuscire ad aggirare tutti i problemi di cui si parlava prima.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Loro hanno proposto una transazione, e tu puoi accettare e farli contenti o meno. Se non accetti, sta comunque a loro citarti in giudizio sperando di riuscire ad aggirare tutti i problemi di cui si parlava prima.

Dalle parti mie "non ti denuncio se mi dai x" è concussione.

Non mettiamoci diffamazione se non vuoi, ma per me questo è!

E poi non dimenticare che io posso ragionevolmente citarli per violazione di proprietà privata informatica.

Poi non essendo un avvocato non avrò usato i termini più corretti, ma che esistano o meno, andrebbero lapidati in quanto truffatori bell'e buoni! :bash:

Share this post


Link to post
Share on other sites

Dalle parti mie "non ti denuncio se mi dai x" è concussione.

Non mettiamoci diffamazione se non vuoi, ma per me questo è!

Lo è per quanto riguarda il reato (tutto da dimostrare). Non lo è per quello che propongono loro sulla parte civile, cioè visto che detengono i diritti, la denuncia per violazione del diritto d'autore.

E poi non dimenticare che io posso ragionevolmente citarli per violazione di proprietà privata informatica.

Violazione di che cosa? ;-)

Poi non essendo un avvocato non avrò usato i termini più corretti, ma che esistano o meno, andrebbero lapidati in quanto truffatori bell'e buoni! :bash:

Ehm... parlare di truffa quando l'oggetto è lo scambio di mp3 mi pare un tantino eccessivo. Ora, non vorrei che si pensasse che è qualcosa di giustificato.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Violazione di che cosa? ;-)

[...]

Ehm... parlare di truffa quando l'oggetto è lo scambio di mp3 mi pare un tantino eccessivo. Ora, non vorrei che si pensasse che è qualcosa di giustificato.

Vabbè non riuscirò mai a spiegare le mie ragioni, troppo diametralmente opposte.

Sono vecchio, ci rinuncio ;-)

Ciao ciao

Share this post


Link to post
Share on other sites

Vabbè non riuscirò mai a spiegare le mie ragioni, troppo diametralmente opposte.

Sono vecchio, ci rinuncio ;-)

Ciao ciao

Ma va là, che ti si capisce benissimo! :rolleyes:

E' che mi pare solo un pochino esagerato... ;-)

Share this post


Link to post
Share on other sites

scusate la mi ignoranza in giurisprudenza...ma scaricare per uso espressamente privato è LEGALE o no?

Non lo è.

(aggiungo)

Per quanto riguarda le implicazioni sulla privacy etc. etc. etc.

Basta vedere cosa condivide un utente su EMule...senza bisogno di programmi strani

e anche se l'utente condividesse roba rinominata si risolve lo stesso, tanto per ogni file c'è l'hash...

(è l'hash che fa affidamento, non il nome)

Spiego: ogni file ha un codice unico, l'hash.

Faccio qualche esempio...

prima puntata di Dragonball... questo è l'hash: VJJIVOZA2OWWGI7FMYTIGDW74MZVO4QA

poi il file lo si può trovare con duemila nomi diversi, ma QUEL file ha quell'hash...

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
Sign in to follow this  

  • Similar Content

    • By MencaNico
      Non sapendo bene a chi rivolgermi scrivo qui, se poi sapete consigliarmi un forum/gruppo facebook dedicato o più specifico sono tutt'orecchi. 
      Sto cercando una tavoletta grafica da usare per delle ragioni specifiche: 
      da integrare al portatile per studiare. La tavoletta mi servirebbe essenzialmente per schizzare le cose necessarie, accanto agli appunti scritti con la tastiera. Uso OneNote, su cui si puo' disegnare ma ovviamente il mouse è più che scomodo. Studio architettura ma non la userei per fare disegni particolarmente dettagliati. disegnare mappe da master. Uso OneNote anche per gestire le avventure e i miei gdr, quindi la tavoletta mi tornerebbe utile per potere avere tutto insieme, senza dover disegnare su carta. Quindi mappe alla Dyson Logos (se sapete chi è), schemi e schizzi. Quindi cerco qualcosa che: 
      sia economico; sia piccolo e maneggevole, da poter portare all'università; abbia un discreto livello di dettaglio e precisione: non devo disegnare fumetti o altro, basta che sia essenziale ma che funzioni bene; Sia compatibile con OneNote.  Grazie a tutti in anticipo :) 
    • By MattoMatteo
      Ok, per farla breve: il mio vecchio pc (10-12 anni) è morto!
      Si tratta quasi certamente di un problema hardware (hard-disk o scheda madre, ancora non sò) e, data la vecchiaia del computer, probabilmente ripararlo mi costerebbe più che comprarne uno nuovo... quindi, già che ci sono, ho cominciato a guardarmi intorno alla ricerca di un sostituto.
      Mi servirebbero pertanto dei consigli a riguardo:
      Processore: AMD, Pentium o Celeron?
      Memoria ram: 4 o 8 gb?
      Hard-disk: 500, 1.000 o 2.000 gb? A dischi o a stato solido?
      Scheda video: integrata o esterna? E nel secondo caso, quale?
      Tenete presente che il computer lo userei solo per: navigare su internet, leggere notizie e posta (entrambe on-line), guardare filmati (youtube e film in streaming), scrivere testi e fare calcoli (word ed excell), manipolare immagini (photoshop), ascoltare musica (vecchi mp3), leggere pdf. Come potete notare non è niente di serio e/o professionale (nemmeno nel caso di photoshop!); inoltre i documenti che mi preme salvare, sul mio vecchio hd, dovrebbero ammontare appena a 10-20 gb.
      Quì ci sono 3 computer che ho trovato, e che mi sembrano buoni: 299 euro, 349 euro, 379 euro. Quale vi sembra meglio?
      Altra cosa: tutti e 3 i computer hanno Win 10 Home pre-installato, quindi sono preoccupato che alcuni programmi (di cui ho i cd di installazione: Microsoft Word 2007, Microsoft Excell 2007, Adobe Photoshop 7.0) non funzionino... è possibile?
      Vi sarei grato se poteste rispondermi entro lunedì mattina, quando porterò il mio vecchio pc a riparare (o, quanto meno, a recuperare i miei vecchi documenti... sono l'unica cosa di cui mi importa veramente).
      Grazie mille in anticipo per la cortese attenzione.
    • By Tenente Eric Galli
      Da qualche tempo il monitor del portatile presenta delle fastidiosissime righe che compaiono su metà dello schermo ad intermittenza, quindi immagino per qualche contatto danneggiato. In più, pigiando appunto da dietro il monitor, queste righe aumentano di intensità fintanto che tengo premuto.
      Se come penso io (poi correggetemi se conoscete il problema) il danno è al monitor, quanto può costare ripararlo?
    • By MattoMatteo
      Sò che esistono già due discussioni a riguardo (1 e 2), ma sono entrambe molto vecchie e molto specifiche, quindi preferisco partire da zero.
      Mia madre naviga un pò su internet (film, notizie, cucina e artigianato creativo: decoupage, anelli, collane, bamboline di feltro, spille, eccetera); prima usava un mini-portatile (Asus eee-pc 900); quando quello ha cominciato ad avere seri problemi (circa 3 mesi fà), è passata ad un'altro portatile (Acer Aspire 3690); ora anche questo stà avendo problemi (entrambi erano miei, e piuttosto vecchi... il primo era del 2008, il secondo addirittura del 2005!), quindi dietro suggerimento dei miei zii (sua sorella e il marito) stava pensando di comprarsi un tablet.
      Le caratteristiche che ci interessano sono:
      schermo 7-10 pollici (si trovava meglio con portatile piccolo che con quello grosso). buona risoluzione (per vedere bene i film). semplice da usare (non è un'esperta, e come detto prima le interessano solo poche cose... non chatta, non ha un'account facebook, gioca solo col solitario... il sito più complesso che ha, tra i preferiti, è Pinterest!). economico (max 300 euro, meglio ancora sotto i 200). solo wi-fi (lo userebbe esclusivamente a casa). almeno un'ingresso usb (per collegare mouse e tastiera... anche se in realtà basterebbe il mouse). il gps (per usarlo come navigatore satellitare) sarebbe interessante, ma non indispensabile. Il problema è che finora non mi sono mai interessato molto dei tablet, quindi non me intendo molto... e ce ne sono davvero un'infinità!
      Se poteste darmi un consiglio ve ne sarei immensamente grato.
      P.S.: quale browser mi consigliereste di mettere, sul tablet?
    • By cwell
      Ciao a tutti,
      l'inverno scorso ho iniziato una campagna online,  usando roll20,  ma il mio vecchio laptop  (un hp pavilion con processore Intel i7 4gb ram, scheda video ATI radeon 9milaequalcosa) andava spesso in protezione per alta temperatura.
      Avendo fatto il suo tempo, stavo pensando di  cambiarlo, ma ho il terrore di prendere un laptop che possa avere lo stesso problema, quindi chiedo a voi: giocate su roll20 con un laptop, usando tutte le sue funzionalità  (mappe, segnalini,  schede, tiri di dado in 3d, e 5 videoconferenze aperte)? Se si, vi ha ai dato problemi ilpc? Se no, mi dite esattamente marca modello e caratteristiche principali ?  grazie!
×
×
  • Create New...

Important Information

We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.