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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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Guidiamo assieme la DL verso il futuro

Come vi accennavamo nell'annuncio di settimana scorsa, lo Staff D'L ha ora aperto per voi un sondaggio tramite cui ci potrete fornire informazioni ed indicazioni per meglio impostare il futuro corso degli articoli del nostro amato forum. Il sondaggio resterà aperto per 2 settimane, fino al 06 Luglio.
Oltre a fornirci alcuni indicazioni generali su voi come utenti e sui giochi che più amate e giocate, vi chiederemo anche di darci delle indicazioni sul grado di interesse che potreste avere verso alcune generiche categorie di articoli, dagli approfondimenti su determinati aspetti del gioco (il che può intendere sia un'analisi di come certi aspetti sono presenti nei giochi attuali, sia una visione della loro evoluzione negli anni) ai consigli di varia natura su come gestire i vostri gruppi, le situazioni di gioco o la creazione di materiale per le sessioni.
Vogliamo potervi offrire informazioni e articoli sugli argomenti di maggiore interesse per la community e faremo affidamento sulle informazioni che ci fornirete tramite questo sondaggio per meglio dirigere il futuro corso della nostra community.
LINK AL SONDAGGIO
Grazie ancora per il supporto che ci dimostrate sempre e buon gioco a tutti!
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Heroes' Feast - Il manuale ufficiale di ricette per gli eroi di D&D

Lo stesso giorno in cui annunciava ufficialmente la nuova avventura di D&D legata alla Storyline del 2020, la Wizards of the Coast ha deciso di rivelare l'uscita di un altro libro di D&D ancora più particolare, pensato questa volta per soddisfare gli stomaci degli Avventurieri piuttosto che i loro cuori e le loro menti. Heroes' Feast, infatti, è un vero e proprio manuale di ricette creato traendo ispirazione dal mondo magico di D&D, il cui scopo è quello di consentire agli appassionati di Dungeons & Dragons di tutto il mondo di prepararsi piatti, bevande e snack degni di un banchetto degli eroi...o di un rapido pasto consumato durante il viaggio o davanti al fuoco scoppiettante del proprio accampamento.
Le 80 ricette contenute in Heroes' Feast sono state realizzate da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine d'America. Il libro, attualmente previsto solo in lingua inglese (non è noto se ne verrà fatta una traduzione), uscirà il 27 Ottobre 2020 al costo di 35 dollari.
Qui di seguito potete trovare la descrizione ufficiale di Heroes' Feast, oltre ad alcune anteprime (cliccate sulle immagini per ingrandirle):
Heroes' Feast
80 ricette ispirate al magico mondo di D&D - perfette per una quest solitaria o per un banchetto condiviso con i propri compagni d'avventura.
Dagli esperti di D&D dietro a Dungeons & Dragons Art & Arcana arriva un libro di ricette che invita gli amanti del fantasy a conoscere le loro culture immaginarie preferite attraverso la loro cucina e i loro stili di vita unici. Grazie a questo libro, potrete preparare piatti delicati abbastanza da consentirvi di mangiare come elfi e come i loro cugini drow, oppure forti abbastanza da banchettare come un clan nanico o come una chiassosa orda orchesca. Tutti gli ottanta piatti - realizzati da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine del paese - sono deliziosi, facili da preparare e composti da ingredienti sani e facilmente rintracciabili nel nostro mondo.
Heroes' Feast contiene ricette per spuntini come Bytopian Shepherd's Bread (Pane del Pastore Bitopiano), Iron Rations (Razioni di Ferro), savory Hand Pies (Tortine Tascabili salate) e Hogs in Bedrolls (Maiale Arrotolato; probabilmente involtini di maiale, NdTraduttore), così come portate principali vegetariane, a base di carne o a base di pesce quali Amphail Braised Beef (Brasato di Manzo di Amphail), Hommlet Golden Brown Roasted Turkey (Tacchino Arrosto di Hommlet), Drow Mushroom Steaks (Bistecche ai Funghi Drow) e Moonshae Seafood Risotto (Risotto ai Frutti di Mare di Moonshae). Sono anche presenti dessert e cocktail come Heartlands Roseapple & Blackberry Pie (Torta di Mela Rosa e di More delle Heartlands), Yawning Portal Biscuit (Biscotti del Portale Sbadigliante) e Chultan Zombie (Zombie di Chult) - e tutto ciò che si trova in mezzo, in grado di soddisfare il desiderio (il termine originale "craving" ha anche significato di "voglia", "appetito", NdTraduttore) di qualsiasi avventura.
DETTAGLI DEL PRODOTTO:
Prezzo: 35 dollari
Data di uscita: 27 Ottobre 2020
Lingua: Inglese
Formato: Copertina Rigida
Link alla pagina ufficiale del prodotto: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast


Fonte: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast
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Branderscar

Colpevoli. Siete dei fuorilegge, il peggio del peggio. Troppo pericolosi per vivere in mezzo alla brava gente di Talingarde, siete stati condotti in catene davanti ad un magistrato che vi ha condannati. Siete stati spediti nella prigione più temuta e severa di tutto il regno: Brandescar. E tutti i criminali che vengono inviati a Branderscar, individui depravati ed irrecuperabili, fanno un viaggio di sola andata.

Ognuno di voi ha ricevuto lo stesso ed identico trattamento: spogliati e privati di ogni avere, legati brutalmente e un ferro rovente che ha marchiato la carne del vostro braccio destro con un simbolo runico. Tale runa significa “perduto”, una cicatrice indelebile che dichiara a qualsiasi abitante del regno che voi avete ripudiato e tradito l’eterno amore di Mitra e dei suoi vassalli mortali.

Condannati, fra tre giorni verrete a conoscenza della vostra sentenza. La migliore delle aspettative che vi aspetta è lavorare nelle miniere di sale di Varyston fino al resto dei vostri miserevoli giorni di vita. O più semplicemente incontrerete il boia con l’ascia o con il fuoco – la decapitazione o il rogo. La “gentile” amministrazione inquisitoria vi ha già estorto la vostra confessione con la loro forza di persuasione prima di venire gettati in una cella comune, le mani bloccate al muro da un paio di maniglie e i vostri piedi legati da una lunga catena. Indossate nient’altro che una lercia tunica poiché le vostre proprietà sono state distrutte o andate perdute, tutti riceverete lo stesso trattamento senza distinzioni né eccezioni.

Soli, disperati e perduti… e fra tre giorni Brandescar eserciterà la sua giustizia sulle vostre persone.

Spoiler:  
Siete in una cella buia, fetida e lercia. Indossate solamente una veste che a malapena vi copre il petto. Non dà nessuna protezione o calore. Qualunque oggetto o creatura che avevate vi è stata sequestrata o soppressa.

La cella è larga e lunga 15 m: ai lati e dietro delle mura di pietra, davanti una porta con le sbarre. Ognuno si trova separato da un PG di 3 m. È legata alle mani, davanti, da un paio di manette, mentre il piede è legato una catena attaccata al muro. La catena vi permette di muovervi massimo 1,5 m dal muro.

Siete liberi di imprecare, piangere, minacciare o che. Il primo post, in spoiler, mettete una descrizione del vostro PG. Ah, voi non vi conoscete, ma il destino ha voluto che voi quattro siete nella stessa cella...

La cosa più terribile, per voi, è che tutti voi siete stati marchiati a fuoco all'altezza del braccio destro, un simbolo runico inciso sulla vostra carne che vi identifica come dei "perduti", cioè coloro che hanno perso la grazia e la compassione verso il dio Mitra... in pratica siete diventati degli "outsider" fra la popolazione di Talingarde, che conosce questo marchio e il suo significato e vi indirezza subito paura, disprezzo ed odio, il più delle volte verrete attaccati a vista.

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Spoiler:  

Alandra è una giovane umana, non più di vent'anni, non troppo alta, magra e piuttosto minuta; non bella ma con dei lineamenti interessanti, che le danno un certo fascino. I suoi lucenti capelli neri come la notte che le arrivano a metà schiena, sono ora tutti arruffati e spettinati. Gli occhi sono ugualmente scuri con un taglio sottile, quasi orientale.

Alandra non può credere di essere finita in questo posto, incatenata, marchiata a fuoco come criminale, in attesa di chissà quale castigo. La ragazza si muove cercando di far tornare la circolazione alle sue povere membra intorpidite, ma le catene che la inchiodano al muro non le danno sollievo alcuno. Cerca di evitare che muovendomi la corta veste stracciata che le hanno dato quando l'hanno chiusa in questo buco mostri quel poco del suo corpo che ancora non è stato esposto....Evidentemente per gli ospiti di questa prigione non è nemmeno concessa la dignità di avere le proprie parti intime coperte.

Si guardo intorno, osservando i suoi compagni di cella, facce poco rassicuranti di sicuro.... decide che per il momento è meglio rimanere in silenzio, evitando la conversazione e cercando di non farsi notare troppo dagli altri.

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Korver

Spoiler:  
Korver e' alto e magro, anche se il suo corpo e' tonico e agile, seppur poco muscoloso. La sua pelle e' pallida, quasi bianca, i suoi occhi neri sono infossati e profondi. Lunghe ciglia scure fanno bella mostra di se.Dimostra circa 30 anni, anche se i suoi occhi sembrano contenere una saggezza di qualcuno piu' vecchio. E' molto bello, anche se di una bellezza fredda e poco passionale. I lunghi capelli neri gli scendono sciolti sulle spalle.

Korver si guarda intorno ancora sofferente per le "cure" che i maledetti inquisitori gli hanno riservato. Ancora non riesce a credere che il suo passato sia venuto a cercarlo, dopo tanto tempo.Sputa per terra e sta zitto...non ha voglia di parlare con gente sconosciuta...e comunque tra poco saranno tutti carne per corvi... SI chiese chi lo avesse tradito. Purtroppo non avrebbe potuto vendicarsi. Almeno non in questa vita ...sperava che Urgathoa lo salvasse dalla morte eterna e lo elevasse al rango di non morto...abbasso' il capo e inizio' a muovere le labbra in una silenziosa preghiera...

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Spoiler:  
Poco si intravvede del suo volto, anche a causa dell'oscurità. I capelli sono neri e anche gli occhi sono scuri. Fisicamente è asciutto, e ora certamente non potrebbe essere altrimenti considerando la prigionia. I muscoli da quel che si può notare grazie alla vesti lacere, sembrano scolpiti tanto sono definiti, allungati e ben proporzionati palesando allo stesso tempo una forza non comune. Anche l'eta al momento è indefinibile. Si potrebbe dire 23-24 anni come 30.

Archaon era accovacciato a terra con la schiena al muro e le braccia completamente molli e unite da quelle maledette manette, cadevano prive di qualsiasi vitalità tra le gambe leggermente divaricate. La testa era chinata ed i lunghi capelli neri, talmente impregnati di fango, sporcizia e sangue da sembrare un grumo aggrovigliato di radici morte, coprivano quasi interamente il volto arrivando fino a terra. Tuttavia, in quella che sembrava la figura di un uomo ormai spogliato non solo dei propri averi ma anche della propria volontà ed esuberanza, tra gli spiragli dei lerci e lunghi capelli neri, spiccavano sinistramente luminosi gli occhi. Quale fosse la scintilla che faceva brillare quelle lucide iridi nere, oltre alla poca luce che riuscivano a raccogliere dall'ambiente, non era di facile interpretazione.

Per un attimo usò la catena delle manette per grattarsi l'ustione del marchio. Forse Ira, sì forse bruciavano di Ira.

Lentamente il suo sguardo si posò sull'uomo pallido che aveva sputato a terra. No forse era Accidia... Accidia perché lui aveva accettato il proprio destino e anche Archaon avrebbe dovuto farlo.

O chissà, Invidia. Perché gli altri, probabilmente, non sarebbero morti sul rogo come lui.

Oppure Superbia. Lui si sarebbe salvato, in qualche modo se la sarebbe cavata.

Poi si volse verso la ragazza. Archaon si leccò le labbra, erano asciutte e ferite, sapevano ancora di sangue eppure credeva di non averne più una stilla in corpo... ma.. la ragazza, forse quegli occhi erano illuminati dalla Lussuria. Rimasero su di lei, senza pudore alcuno. Glaciali ma bruciavano, erano davvero inquietanti.

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Alandra decide di osservare meglio i prigionieri che condividevano la sua cella, non per qualche motivo specifico, ma in quanto non aveva nulla di meglio da fare. Nota in particolare l'uomo alto e magro dalla carnagione pallida e fa una smorfia quando lo vede sputare per terra. Poi il si sguardo si posa sull'altro, un uomo dal fisico muscoloso ben visibile sotto lo straccio sbrindellato che indossava.Alandra vede gli occhi dell'uomo posarsi su di lei e fissarla, uno sguardo glaciale ma che nascondeva qualcosa di più. Si sposta quanto le consentono le catene cercando di nascondere il più possibile del suo corpo all'uomo, a cui poi si rivolge cercando nonostante la situazione.

"Che cos'hai da guardare tanto? Ti piace lo spettacolo forse?"

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Ora che anche Alandra fissava il ragazzo poteva notare meglio cosa effettivamente guardassero i suoi occhi. Fermi, sicuri, senza un briciolo di paura seppur si potesse scorgere qualche segno di rassegnazione ma appena accennata. E guardavano solo gli occhi di lei. Fu la domanda provocatoria a far cambiare obiettivo. Scesero con calma, squadrando per intero la giovane.

Si prese qualche secondo, forse per riprendere le forze per poter parlare e trovare le giuste parole o più semplicemente per godersi ancora un po' lo spettacolo.

"Non disdegno ciò che è desiderabile. Sto solo cercando di capire su chi potrò contare quando proverò ad abbandonare questa topaia."

Tuttavia la sensazione che trasmetteva ad Alandra permaneva... Lussuria.

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Alandra fissa il muscoloso straniero negli occhi, indecisa su cosa pensare a riguardo dell'alta persona.

"A sentirti parlare sei molto sicuro di te. Se mai dovessimo riuscire a lasciare questo buco maledetto puoi certo contare sul mio aiuto. Ma dimmi un po' , come pensi di evadere dalla prigione più sicura di tutto il reame, sentiamo"

Dice in tono di sfida, cercando di nascondere l'imbarazzo causato dalla sua parziale nudità e di non farsi intimidire dalla freddezza dell'uomo. Dopotutto la ragazza è dotata di un eccezionale carisma, una sua dote innata che spesso le è stata molto utile.

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I suoi occhi non si staccarono da quelli della sua compagna di prigionia. In un modo o nell'altro, che sia per i propri scopi o per merito di quella sinistra dote di Archaon, anche se con velato sarcasmo la ragazza era là, pronta ad ascoltarlo.

"Archaon è il mio nome, questo basta. E tu dimmi... hai mai creduto nel tuo di nome? Hai mai sfacciatamente assecondato il tuo destino malleandolo a tua volontà?"

Un ghigno maligno mostrò una dentatura bianchissima e praticamente perfetta, impensabile e in deciso contrasto con lo stato attuale. Gli occhi di tutti ormai si erano completamente assuefatti alle tenebre e quel prolungato scambio di idee aveva dato modo ad Alandra di osservare meglio il giovane. Non più di venticinque anni, una bellezza fredda e fuoco negli occhi neri come la pece.

"Non morirò tra le fiamme."

Sapeva di non aver risposto, semplicemente al momento non c'era alcuna risposta da dare.

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Korver

Smettetela di blaterare! Presto sarete in un regno dove solo i credenti si esalteranno. Affidate le vostre anima agli dei, se ne avete, e smettetela di coltivare vane speranze. Rilassatevi e apritevi a me...io posso condurvi nel regno dei morti e guidare i vostri passi, se volete...e se non volete, smettetela di parlare come contadine al mercato. E di nuovo sputa per terra, schifato.

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"Il mio destino non cerco di assecondarlo, ma di cambiarlo."

Si volta verso l'altro homo

"E per quanto riguarda te, non ho nessuna intenzione di affidare la mia anima a nessuno. Ho sempre fatto a meno degli dei in vita non credo di dovermi affidare a loro nella morte."

Poi si rivolge di nuovo verso Archaon.

"In ogni caso il mio nome è Alandra, per quello che può significare ora."

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Guest Aurelio90

Non riuscite a capire se fuori è giorno o notte, dato che non ci sono delle feritoie che danno all'esterno.. siete completamente al buioe solo voi tre.

O meglio, voi quattro.... sentite qualcuno grugnire, in un angolo della cella, e l'inconfondibile rumore di una vescica appena svuotatae un sospiro di sollievo. Beh, a quanto pare la cella era già occupata prima del vostro arrivo e non ve ne siete accorti...

@Arszlàn

Spoiler:  
Ti hanno bastonato per bene le guardie. Beh, ti poteva andare molto peggio quando la Lama di San Martius (un vascello pattugliatrice militare) vi ha sorpresi con l'infame carico a bordo della tua nave. Il capitano è stato abbastanza fortunato da essere passato a fil di spada, ma tu ed altri compagni non siete stati altrettanto fortunati: dopo aver dato battaglia vi hanno circondati e catturati.

Molti dei tuoi compagni, prima di te, sono finiti a Banderscar e ci rimarranno da morti.. tu sei uno degli ultimi pirati della nave schiavista. Sei arrivato un giorno prima degli altri PG, ma hai ricevuto lo stesso trattamento: picchiato, denudato e marchiato a fuoco, per poi finire in una cella. C'è una certa giustizia poetica in questa faccenda, dato che ti trovi nelal stessa condizione i cui gettavi i rapiti delle tue scorribande per poi rivenderle al Cheliax.

E ti sei appena svegliato per liberarti la vesciva quando nti di non essere più solo nelal cella.. e c'è anche una donna :)

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Spoiler:  
Arszlán (si legge Arslaan con l'accento sulla prima a) è alto e muscoloso, insomma imponente con un aspetto che incute timore, ancor più ora che porta i segni della battaglia che ha portato alla sua cattura e all'affondamento della nave di schiavisti su cui era imbarcato: un colpo d'ascia di striscio al volto ha spezzato il naso ed inciso una profonda cicatrice, che attraversa tutto il viso dalla tempia alla guancia, inoltre la pelle del corpo porta i segni di un'ustione dovuta all'incendio divampato a bordo durante l'attacco. Dopo giorni di incuria ha capelli lunghi ed una folta barba, che lo fa sembrare maturo, anche se è un giovane adulto.

Ormai in questa cella ho perso ogni ricordo di umanità, mi alzo, allontanandomi per quanto posso da dove ero a sedere e, senza nemmeno girarmi verso il muro, inizio a pisciare. Un rivolo inizia a scorrere, mentre sento i nuovi arrivati parlare.

"Benvenuti nella mia cella."

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Alandra osserva disgustata il terzo uomo che ha appena finito di espletare i suoi bisogni fisiologici in un angolo del muro.

Sembra che questa non sia più solo la TUA cella, ed essere condannati a marcire in prigione, o morirci, non vuol dire dobbiamo perdere del tutto la nostra dignità, sai?

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Arszlán squadra bene i coinquilini e pondera sulle parole ascoltate.

"Principessa Alandra, non so hai notato che non abbiamo una toilette e siamo incatenati, quindi la dignità la perderai presto anche tu, come presto anche la vita, giacchè anche se non si è condannati a morte non si sopravvive a lungo e non ho mai sentito di nessuno che sia riuscito a scappare. Almeno in quattro potremo ammazzare il tempo, propongo un torneo di morra tian ahahaah."

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"Vuoi cambiarlo... bene Alandra."

Archaon tagliò il discorso lanciando però un'ultima occhiata inquietante verso Alandra, non voleva iniziare una discussione filosofica... probabilmente non l'avrebbe mai iniziata in vita sua se non usando la sua lama.

Fu l'intervento dell'altro uomo a chiosare provocando però la fragorosa risata di Archaon "AHAHAH..." un violento colpo di tosse lo interruppe, durante la sua ultima battaglia qualcuno lo aveva colpito alle spalle, probabilmente fratturandogli la scapola ma sicuramente il polmone aveva subito un tremendo contraccolpo "Aprirti a te, camminare tra i morti ed emettere solo mugugni inconsapevoli? No grazie. Preferisco parlare con le contadine e poi sbattermele."

L'umore migliorò ancora, anche se poteva sembrare impossibile considerata la situazione, quando ricevemmo il benvenuto del quarto prigioniero e al suo successivo intervento.

"Oppure... se continuate a sputare e pisciare, presto potremo far fare un brindisi al solare Mitra."

Non si preoccupò minimamente di non farsi sentire dalle guardie, sicuramente presenti oltre la porta o lungo il corridoio, come se dichiarare il proprio disprezzo verso la divinità fosse una sua aperta provocazione.

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Guest Aurelio90

Il vostro sarcastico e disperato ciarlare viene interrotto udendo un urlo. «No, no, NO! Lasciatemi bastardi, non voglio morire!» Queste urla, un misto di imprecazioni, piagnistei e stridor di denti, si fanno via via più bassi fino a scomparire... evidentemente un detenuto di Brandescars che sta per rendere conto a Mitra delle sue azioni. E al boia.

Il rumore di passi che hanno soffocato queste urla, però, non si affievoliscono, anzi: a giudicare dai passi devono essere in molti... e stanno venendo verso di voi. Udite il rumore di un chiavistello e di chiavi, e la porta della vostra cella cigola malamente mentre alcuni uomini in arme fanno la loro entrata. E il primo uomo che entra vi è odiatamente familiare...

@Tutti:

Spoiler:  
http://img195.imageshack.us/img195/5439/sergeantblackerly.jpg

Sergente Blackerly, al vostro servizio. È l'uomo responsabile di Brandescars, un grasso maiale fetente che sembra essersi preso a cuore della vostra situazione.

Ad Arszlán, vedendo com'era conciato in viso, gli ha rifilato un manrovescio facendogli riaprire la ferita e sputando via un dente.

Ad Alandra, scrutandola con i suoi occhi porcini, con la scusa di perquisirla sotto le sue vesti, l'ha palpata sui suoi seni con forza e bramosia.

A Korver, allungando un piede, gli ha fatto uno sgambetto facendolo cadere a faccia in giù su una pozza di sangue, il cui proprietario era un povero disgraziato messo sotto ai ferri per farlo confessare.

Ed infine ad Archaon, con un malcelato disprezzo genuino, senza tanti complimenti ha fatto allontanare gli uomini e l'ha malmenato, per poi giustificarsi ai suoi soldati dicendo che l'eretico aveva opposto resistenza.

Ma a tutti voi, personalmente, vi ha marchiato a fuoco, e si è messo a ridere difronte alle vostre urla e smorfie di dolore. Ed ognuno di voi ha assicurato che renderà la breve permanenza nel carcere il più sgradevole possibile..

Blackerly, accompagnato da otto soldati della prigione, vi scruta uno ad uno. «Vi è piaciuto, eh, fare tanto i furbi, miei piccoli bastardi... fra tre giorni arriverà il magistrato e vi farà fare la fine che meritate, sporchi cani. E tu» indica Archaon con la sua mano grassoccia «vedrai, il boia ti ha preparato una bella sorpresa...

«Ah, eccoti qui!» dice, rivolgendosi ad Arszlàn. «Tu guarda questo figlio di un cane impestato... uomini slegatelo... non farti strane idee, carogna» aggiunge «tua moglie è venuta a farti visita... è, tipo, da tre anni che una donna arriva prima del boia...» Due uomini si avvicinano lentamente, mentre i rimanenti cacciano fuori le balestre puntandole verso voi quattro «Se tu, o gli altri, tentate di fare i furbi, vi sbrindelliamo e appendiamo le vostre gole sulle lance. Così qualche altro stronzetto capisce che con Blackerly non si scherza!»

@tutti (meno Arszlàn)

Spoiler:  
A quanto pare l'inquilino di casa è benvoluto da qualcuno, lì fuori, nonostante il marchio e la condanna a morte. Nessuno di voi, purtroppo, ha la stessa fortuna, e vedete i due soldati che stanno per liberarlo dalla catena.. tanto tornerà qui in cella. Sempre che non si metta a fare "il furbo" con le guardie

@Arszlàn

Spoiler:  
I due soldati, cautamente, si avvicinano a te. Devono liberare la catena che porti alla caviglia e, posto che tu non agisci di brutto, ti libereranno il piede.

A dire il vero non te l'aspettavi. Avevi sentito storie su Brandescars, dove chi veniva rinchiuso lì veniva ripudiato da tutti: famiglia, amici, conoscenti e pure da cani e porci. Perché se vai a Brandescars sei un reietto, un "perduto" agli occhi di Mitra.

E c'è un'altra cosa... tu non sei sposato. Non hai moglie. Eppure una donna è venuta fin quaggiù per vederti.

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Il corpo di Alandra freme di rabbia nel vedere quel grasso porco del sergente Blackerly. Ricorda ancora come quello stupido ed ignorante animale abbia approfittato di lei palpandola con le sue sporche e grezze mani, e soprattutto come rideva mentre lei urlava di dolore mentre veniva marchiata a fuoco.

Osserva con una certa curiosità come il suo sgradevole compagno di cella viene liberato dalle catene, per ricevere la visita della moglie.

"Mpfh...hai persino trovato una moglie? Ci sono delle donne disperate in giro...."

Commenta, con tono sarcastico.

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All'entrata della combriccola di guardiucole accompagnate dal panzone Archaon alzò la testa fissando quest'ultimo e ascoltando quel che aveva da dire

"Sergente! Benritrovato! Volete per caso favorire ancora? E' un onore sapere che il boia ha qualche cosa di speciale solo per me, non vedo l'ora." quindi cambiò radicalmente il tono della sua voce che da sarcastico divenne freddo e profondo e fissandolo negli occhi si alzò in piedi dicendo "Anche io ho in mente qualche cosa di speciale per te, sergente. Porta pazienza." era pronto a ricevere la reazione del momento, fosse stato un colpo o uno schiaffo avrebbe tentato di evitarlo abbassando la testa per far impattare un eventuale pugno sulla parte dura del capo o in altri casi avrebbe evitato un ridicolo tentativo di parata.

Poi incuriosito osservò il susseguirsi delle vicende. Quando parlarono della moglie dell'uomo Archaon fissò quest'ultimo per cogliere qualsiasi indizio utile a iniziare a pianificare la sua fuga. Ma rise tra se e se. Al meglio avrebbe ottenuto una morte più celere di quella data dal fuoco.

@DM

Spoiler:  
Nonostante la situazione totalmente sfavorevole intendo istillare un po' di paura nel debole animo del panzone. Prova di Intimidire +8.

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Arszlán, stupito, si fa slegare la gamba per seguire le guardie. Magari è solo uno scherzo sadico dei secondini nei suoi confronti, ma sicuramente tutto pare molto strano.

Ascolta il commento sarcastico di Alandra, ma non le risponde, anzi è curioso di seguire le guardie per scoprire cosa gli riservi il caso adesso.

Posso farmi bello prima di rivedere mia moglie per un'ultima volta o andiamo subito?

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Korver

Korver osserva quella patetica scena svolgersi davanti ai suoi occhi. Non apre bocca, non ne sente il bisogno. Non lo sorprende che un detenuto abbia una moglie, non tutti sono assassini e stupratori. Quello che lo stupisce e' che i maledetti carcerieri permettano questo tipo di visite...questa cosa puzza. Ma visto che la cosa non lo riguarda se ne disinteressa completamente. Non gli piace il dolore e provocare quella grossa palla di lardo quando lui è' così indifeso, e' il modo migliore per ricevere una ripassata gratis. Mantenne la bocca chiusa e osservo' lo svolgersi della scena.

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