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Il sondaggio suicida di Wizards of the Coast
Eppure è esattamente ciò che hanno fatto... E questo è solo un esempio della lungimiranza di questa dirigenza. Se bastasse fare un giro sui social per capire l'umore dei clienti, non si sarebbero viste altre stagioni di quella schifezza che risponde al nome de Gli anelli del potere, o la trasformazione in pagliacciata di The witcher, o ancora la deriva triste, patetica e raffazzonata delle serie di Star Wars. Certi dirigenti sono ciechi ai fallimenti, anche se ci sbattono il muso (la cartina tornasole sono come sempre i bilanci: perdite disastrose) insistono sulla strada intrapresa perché "loro sanno quello che i clienti vogliono davvero". Poi, all'ennesima vagonata di milioni persa, arriva un amministratore che li stoppa, e si cambia il dirigente artefice di questi "capolavori". Se hanno proposto il sondaggio, per chi l'ha proposto, non era scontato. Come ho detto nei post precedenti, si sono tirati la zappa sui piedi, e ne sono consapevoli. Ecco perché stanno cercando di cambiare rotta (almeno sembra che stiano facendo questo).
- Melf's Guide to Greyhawk in arrivo da Luke Gygax e WotC
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Ravenloft torna nel 2026: Wes Schneider guiderà The Horrors Within
Praticamente stanno facendo ricomprare ai babbasoni quello che avevano già comprato. XD E anche qui torna d'uopo il meme di Malibu Stacy.
- Melf's Guide to Greyhawk in arrivo da Luke Gygax e WotC
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Ravenloft torna nel 2026: Wes Schneider guiderà The Horrors Within
Wizards of the Coast riporta Dungeons & Dragons a Ravenloft con Ravenloft: The Horrors Within, nuovo sourcebook in arrivo il 16 giugno 2026. Ravenloft: The Horrors Within è stato annunciato come il primo manuale di Dungeons & Dragons del 2026, e ora emergono anche nuovi dettagli sul team creativo coinvolto nel progetto. Dopo la presentazione iniziale avvenuta durante il GAMA Expo, nel corso di un recente panel al Gary Con è stato infatti confermato che Wes Schneider sarà il product lead del volume. Annunciato da Wizards of the Coast il 3 marzo 2026, Ravenloft: The Horrors Within sarà un nuovo sourcebook dedicato all’ambientazione di Ravenloft. Il manuale introdurrà sottoclassi, razze, background e talenti Dark Gift a tema horror per i giocatori, oltre a dettagli su vari Signori Oscuri e sui loro Domini del Terrore. Saranno presenti anche "dozzine" di abitanti delle nebbie terrificanti, inclusi potenziali alleati come Rudolph Van Richten. Il manuale esplorerà inoltre molteplici sottogeneri dell’orrore, tra cui gotico, dark fantasy, cosmico e occulto. Una prima anteprima del manuale ha rivelato quattro nuove razze giocabili: dhampir, hexblood, lupin e reborn. Il dhampir era già stato pubblicato in precedenza come opzione soltanto digitale nel DLC di D&D Beyond Asterion's Book of Hungers. Questo sembra suggerire che varie opzioni per i giocatori pubblicate come DLC possano ancora avere un futuro anche in edizioni cartacee. È stato inoltre mostrato un nuovo background, Investigator. Tra le rivelazioni più sorprendenti figura anche Cthulhu come Signore Oscuro, con 385 HP e una CD dei tiri salvezza degli incantesimi pari a 25, un dettaglio che lascia intuire una fascia di GS intorno al 25. Sono state mostrate anche la copertina illustrata da Anna Podedworna e la cover alternativa realizzata da Pam Wishbow. Ravenloft: The Horrors Within era uno dei tre prodotti di Dungeons & Dragons annunciati in quella occasione. Nel frattempo, durante un panel recente alla Gary Con dedicato al passato e al futuro di Dungeons & Dragons, con la partecipazione di gran parte dell’attuale leadership del gioco e di Luke Gygax, il direttore del game design Justice Ramin Arman ha confermato che Wes Schneider sarà il product lead del manuale. Schneider aveva già ricoperto lo stesso ruolo per Van Richten's Guide to Ravenloft, l’ultimo manuale dedicato all’ambientazione, un volume che ha diviso molto i fan. Van Richten's Guide to Ravenloft aveva aggiornato in modo significativo la lore di Ravenloft, riorganizzando vari Domini del Terrore per porre maggiore enfasi su differenti generi dell’orrore. Non è ancora chiaro se il nuovo manuale invertirà in parte quella direzione oppure se svilupperà ulteriormente quel lavoro, ma è già stato segnalato un elemento degno di nota: Ravenloft: The Horrors Within includerà infatti i blocchi statistiche dei vari Signori Oscuri, un’aggiunta che mancava curiosamente in Van Richten's Guide to Ravenloft. L’uscita di Ravenloft: The Horrors Within è prevista per il 16 giugno 2026. Fonti Wes Schneider Is the Product Lead for Ravenloft: The Horrors Within | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews Ravenloft: The Horrors Within Announced, Release Date Scheduled for June 2026 | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews Visualizza articolo completo
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Ravenloft torna nel 2026: Wes Schneider guiderà The Horrors Within
Ravenloft: The Horrors Within è stato annunciato come il primo manuale di Dungeons & Dragons del 2026, e ora emergono anche nuovi dettagli sul team creativo coinvolto nel progetto. Dopo la presentazione iniziale avvenuta durante il GAMA Expo, nel corso di un recente panel al Gary Con è stato infatti confermato che Wes Schneider sarà il product lead del volume. Annunciato da Wizards of the Coast il 3 marzo 2026, Ravenloft: The Horrors Within sarà un nuovo sourcebook dedicato all’ambientazione di Ravenloft. Il manuale introdurrà sottoclassi, razze, background e talenti Dark Gift a tema horror per i giocatori, oltre a dettagli su vari Signori Oscuri e sui loro Domini del Terrore. Saranno presenti anche "dozzine" di abitanti delle nebbie terrificanti, inclusi potenziali alleati come Rudolph Van Richten. Il manuale esplorerà inoltre molteplici sottogeneri dell’orrore, tra cui gotico, dark fantasy, cosmico e occulto. Una prima anteprima del manuale ha rivelato quattro nuove razze giocabili: dhampir, hexblood, lupin e reborn. Il dhampir era già stato pubblicato in precedenza come opzione soltanto digitale nel DLC di D&D Beyond Asterion's Book of Hungers. Questo sembra suggerire che varie opzioni per i giocatori pubblicate come DLC possano ancora avere un futuro anche in edizioni cartacee. È stato inoltre mostrato un nuovo background, Investigator. Tra le rivelazioni più sorprendenti figura anche Cthulhu come Signore Oscuro, con 385 HP e una CD dei tiri salvezza degli incantesimi pari a 25, un dettaglio che lascia intuire una fascia di GS intorno al 25. Sono state mostrate anche la copertina illustrata da Anna Podedworna e la cover alternativa realizzata da Pam Wishbow. Ravenloft: The Horrors Within era uno dei tre prodotti di Dungeons & Dragons annunciati in quella occasione. Nel frattempo, durante un panel recente alla Gary Con dedicato al passato e al futuro di Dungeons & Dragons, con la partecipazione di gran parte dell’attuale leadership del gioco e di Luke Gygax, il direttore del game design Justice Ramin Arman ha confermato che Wes Schneider sarà il product lead del manuale. Schneider aveva già ricoperto lo stesso ruolo per Van Richten's Guide to Ravenloft, l’ultimo manuale dedicato all’ambientazione, un volume che ha diviso molto i fan. Van Richten's Guide to Ravenloft aveva aggiornato in modo significativo la lore di Ravenloft, riorganizzando vari Domini del Terrore per porre maggiore enfasi su differenti generi dell’orrore. Non è ancora chiaro se il nuovo manuale invertirà in parte quella direzione oppure se svilupperà ulteriormente quel lavoro, ma è già stato segnalato un elemento degno di nota: Ravenloft: The Horrors Within includerà infatti i blocchi statistiche dei vari Signori Oscuri, un’aggiunta che mancava curiosamente in Van Richten's Guide to Ravenloft. L’uscita di Ravenloft: The Horrors Within è prevista per il 16 giugno 2026. Fonti Wes Schneider Is the Product Lead for Ravenloft: The Horrors Within | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews Ravenloft: The Horrors Within Announced, Release Date Scheduled for June 2026 | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews
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Il sondaggio suicida di Wizards of the Coast
Survey su D&D Beyond
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Melf's Guide to Greyhawk: svelata la copertina di Jeff Easley alla Gary Con
In generale l'arte della pittura ad olio a me piace ... di quest'opera di Jeff Easley, al di là del colorito della pelle dell'elfo, in particolare mi colpisce l'ambientazione con questa atmosfera un pò cupa. Sarebbe interessante sapere a cosa si riferisce esattamente... Comunque l'elfo è sicuramente Melf con le sue frecce acide nella faretra dietro alle spalle, e ha un mantello quantomeno 'interessante'. Non è sicuramente una delle migliori opere di Easley (almeno a mio gusto), però è anche vero che la stiamo vedendo attraverso una fotografia. Stampata sicuramente farà tutto un altro effetto
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Melf's Guide to Greyhawk: svelata la copertina di Jeff Easley alla Gary Con
per un essere umano... gli elfi so' tutti uguali... 😛
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Melf's Guide to Greyhawk in arrivo da Luke Gygax e WotC
immagino che ti riferisci a quello di Davide Bacco.... l'ho preso in pdf e mi sembra ben fatto. 🙂 Quello cartaceo non l'ho preso perchè tutto sommato i miei manuali ancora reggono bene... e tolta qualche partita con le piccole non lo utilizzo più per giocare... anche se ancora lo consulto per idee e spunti di gioco 😉
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Melf's Guide to Greyhawk in arrivo da Luke Gygax e WotC
Se ti interessa c'è un progetto amatoriale dove trovi in un unico manuale tutti i manuali del giocatore dal base all'immortal (in italiano) corretto e reimpaginato, idem per i manuali del master e quello dei mostri. Tre manuali di eccellente qualità, disponibili gratuitamente in pdf e con una spesa relativamente modesta, rilegati in brossura.
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Melf's Guide to Greyhawk: svelata la copertina di Jeff Easley alla Gary Con
Si si, lo so. E' che lo stile di Easley per i drow non cambia molto, e la tinta della carnagione davvero varia molto da una copertina all'altra. :-D
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Pensare per scene: portare lo show, don’t tell nel gioco di ruolo
Ma infatti stiamo tutti dicendo la stessa cosa, e più o meno ci stiamo anche capendo. 😝 Come dici, ci sono mille modi per renderla interessante al di là di ciò che il locandiere sa o non sa. L'importante è che non siano fini a se stessi. Altrimenti tanto vale passare oltre. E la citazione di @d20.club direi è centratissima.
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Melf's Guide to Greyhawk: svelata la copertina di Jeff Easley alla Gary Con
In realtà Melf è un elfo grigio... sono i drow che sono stati schiariti... diciamo comunque che drizz appare più o meno scuro a seconda dell'illustrazione.
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Il sondaggio suicida di Wizards of the Coast
Non devo difendere io l'operato di WotC, non essendo oggi neanche un loro cliente mi limito solo ad osservare certe dinamiche e a commentarle qui con voi, e al netto del fatto che negli anni ci sono stati grossi errori e che di geni e fenomeni in giro ne vedo veramente pochi un pò dappertutto, mi risulta molto difficile credere che non sapessero cosa stavano facendo con questo sondaggio. Puoi commettere errori nelle scelte strategiche, di analisi e di valutazione, ma di certo non su operazioni di tipo quasi quotidiano come i sondaggi. Non avevano bisogno di fare un sondaggio per sapere che ci sono tanti potenziali clienti che non sono più affezionati all'azienda e al marchio; basta farsi un giretto in rete per capirlo, non serve un sondaggio. Peraltro, faccio notare, che questo sondaggio è stato fatto su X, dove il suo attuale proprietario aveva, non molto tempo fa, criticato apertamente la WotC/Hasbro per la gestione di D&D e aveva per giunta minacciato di comprarsela... e X è un ambiente piuttosto polarizzato : tantissimi utenti aderiscono alla visione di Musk, e in tantissimi hanno abbandonato quel social proprio perchè in disaccordo con la sua visione... l'esito di questo sondaggio specifico su X era più che scontato. Sarebbe interessante se questo stesso sondaggio è stato fatto anche su qualche altra piattaforma social o meno, e che tipo di risultati ha portato. Consentirebbe di avere un quadro maggiormente definito per capire...
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Melf's Guide to Greyhawk: svelata la copertina di Jeff Easley alla Gary Con
A me l'elfo sembra tanto Drizz't. Se vado a prendere le copertine dei libri di Drizz't targati Armenia, non c'è molta differenza con questo elfo scuro.
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Preparazione Intelligente – Parte 3: Progettare Lo Status Quo
Interessante come sempre, grazie per la traduzione
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Preparazione Intelligente – Parte 3: Progettare Lo Status Quo
L'articolo mi ha fatto tornare in mente un'idea che avevo qualche tempo fa, e sulla quale pensavo di scrivere a mia volta un articoletto... un sandbox con solo quattro esagoni, ma che si regge da solo a tempo indefinito. Ma è solo una fantasia, non ci ho mai messo davvero la testa.
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Le Damigelle Campestri di Loxmere
Le Damigelle Campestri di LoxmereIl tema di marzo del Vecchio Carnevale Blogghereccio è I Giardini; ci ospita Dada Dan Akiko. Mi viene da chiedergli se ha mai letto DanDaDan. Sono in colpevolissimo ritardo, e alla fine ho ripiegato su un’idea malformata e un po’ improvvisata. Tutto dovuto ad un’immagine condivisa su Ruling the Game e poi ridisegnata da Luca Negri, che al solito in due tratti ha creato qualcosa di pazzesco. Mi sono buttato con un pezzetto di ambientazione e una classe… sì, una classe per Troika!, come avete fatto a indovinare? Ma ho anche riscritto la stessa classe per B/X e Cairn 2, quindi non è esattamente la stessa cosa che ho fatto per mille altri articoli, giusto? Giusto? Il Giardino Certe Sfere, non molte, fungono da crocevia per una serie di cammini e percorsi. Sono dei mondi-incrocio popolati (temporaneamente) solo da viaggiatori in cerca di una scorciatoia, ma non per questo sono privi di pericoli. Alcuni di questi luoghi attirano predatori dimensionali, oppure presentano condizioni estreme, o ancora sono labirinti ineludibili. Il Giardino rientra in quest’ultima categoria. Teoricamente è raggiungibile da ogni labirinto di siepi del multiverso, ma solo seguendo uno specifico percorso unico per ciascun accesso. Nella pratica quindi è un luogo difficile da raggiungere, e dal quale uscire può essere letteralmente impossibile. Perché il Giardino è davvero molto grande, ed è interamente coperto da siepi, aiuole, boschetti, laghetti, prati all’inglese… perennemente fermi in una piacevole mattina primaverile. Molti viaggiatori hanno provato ad attraversarlo per poi smarrire interamente la via e restarvi intrappolati. Eppure le sue vie non sono mai del tutto sgombre. Dai per capirci è praticamente una backroom fatta di siepi e aiuole. Questo perché non tutti coloro che capitano nel Giardino vi finiscono volontariamente, ma anche perché si dice che qui crescano piante molto preziose e rarissime e l’avidità è più comune delle erbacce nei campi. Comunque il Giardino non è un luogo desolato. Vi abitano diverse creature quali cervi, uccellini, leprotti, topolini, talpe, miriadi di specie di farfalle e api e libellule e grilli, occasionalmente volpi e tassi e gatti. Nei suoi stagni nuotano trote e carpe e gracidano le rane. Oh e poi ci sono tigri, leopardi, lupi, orsi, uccelli del terrore, cinghiali, serpenti giganti e velenosi e tante altre creature prive di nome. Per non parlare di coloro che, persi nel Giardino, impazziscono e diventano ferali. C’è chi dice, addirittura, che nel Giardino ci siano persino comunità e villaggi, ma è cosa difficile da dimostrare! In mezzo all’articolo Livello: Oro Damigella Campestre di Loxmere Sua Maestà Myrtice II, Regina di Loxmere e Protettrice delle Commonlands, istituì nel 1677 il Corpo delle Damigelle Campestri perché proteggessero il regno dagli influssi del Giardino. Da poco più di un secolo il Corpo si occupa più che altro di spedizioni nel Giardino stesso, volte a recuperarne le preziose risorse. E a volte i passaggi vengono anche utilizzati per consegnare ordini e messaggi con rapidità, o per assassinare i nemici della Corona. Tradizionalmente tutte le Damigelle sono orfane cresciute appositamente allo scopo, bene addestrate ma anche sacrificabili; dopo vent’anni a servizio ottengono una pensione notevole e un piccolo titolo nobiliare. In genere riescono a sposarsi nella buona società e vengono rispettate e onorate… ma invero sono davvero poche le Damigelle a sopravvivere agli incarichi. Una Damigella non è solo una cacciatrice, ma anche una dama di compagnia e una valletta, nonché una donna di cultura e scienza. Vengono istruite nell’uso degli archi perché nel Giardino le armi da fuoco funzionano in modo impreciso e incostante, e sono tiratrici eccezionali. Per dimostrare di essere degne dell’istruzione che riceveranno devono abbattere un animale del Giardino e scolpire una campanella con un osso della preda. Questo oggetto è personale e le accompagnerà per tutta la vita avvertendole dei pericoli e degli agguati. Damigella Campestre di Loxmere – Troika!Averi Arco Coltello Abito leggero loxmeriano (conta come Armatura Leggera) Campanello d’Avorio delle Damigelle (suona quando all’ultimo istante prima di un agguato, udibile solo da chi lo tiene legato alla cintura) Abilità Avanzate Combattere con Arco – 3 Combattere con Coltello – 2 Etichetta – 2 Seguire Tracce – 2 Damigella Campestre di Loxmere – B/X* Nella fighissima versione di Luca Negri Requisito primario: Destrezza Restrizioni: solo personaggi femminili DV: d8 Armi e armature: armature leggere, archi, daghe e spade corte. Linguaggi: Allineamento, Comune, Loxmeriano. Bonus di Attacco: come un Guerriero Tiri Salvezza: come un Guerriero Abilità Speciali – Bonus di +2 al tiro per colpire con l’arco lungo – Bonus di +2 all’Armatura nei prati e nei giardini – Abilità innata: Individuare Imboscata (2 su 6), vincolata al tuo Campanello d’Avorio. – Abilità appresa: seguire tracce, preparare trappole, trovare rifugio (1 su 6, migliora di +1 ogni 3 livelli). Solo in prati, giardini e piccoli boschetti. – Abilità appresa: bon ton, buone maniere ed etichetta (1 su 6, migliora di +1 ogni 3 livelli). Fortezza Al livello 9 può aprire un Istituto per Signorine Talentuose, attirando damigelle campestri, ladre e guerriere. Progressione: come un Guerriero, Punti Esperienza per il lv2: 2200. Nomi dei Livelli Allieva Damigella Cadetta Guardia Campestre Prefetta di Sezione Istruttrice Sorvegliante d’Istituto Caporeparto Ispettrice Direttrice d’Istituto Damigella Campestre di Loxmere – Cairn 2Nomi: Minta, Rosemary, Violet, Lillie, Gladys, Flora, Lavender, Hyacinth, Myrtle, Ivy. Equipaggiamento iniziale: 3d6 ghinee d’oro Razioni (3 utilizzo) Arco Lungo (d6, ingombrante) Campanella d’Argento (suona all’ultimo istante prima di un agguato) Abito leggero postiano (1 Armatura) In quale disciplina primeggiavi all’Istituto? Arti Domestiche Applicate – Puoi approntare un comodo rifugio in pochi minuti, in grado di far recuperare Fatica anche in un luogo ostile (non protegge da eventuali pericoli). Botanica e Tossicologia – Hai imparato diversi modi di preparare delle antitossine (2 usi), e ne porti sempre una piccola scorta. Etichetta e Socialità – Le tue maniere (e una lettera di raccomandazione) ti aprono molte porte, specie quelle delle famiglie altolocate. Introduzione all’Occultismo – Parti con un libro degli incantesimi ricevuto come dono dalla tua docente favorita. Orientamento e Cartografia – Quando ti aggiri nel Giardino, o in altri luoghi simili, le probabilità di perdersi sono solo 2 su 6. Scherma Avanzata – Ottieni una sottile spada d’argento decorata con lo stemma del tuo Istituto. Hai anche una vistosa cicatrice sul volto. Cosa hai trovato nel Giardino? Anello della Maina – Una volta al giorno, quando vieni bersagliata da una magia o un effetto che colpisce la mente o i sensi, il Teschio si anima e la subisce al tuo posto. Non distingue tra effetti positivi e negativi. Campanello d’Oro – A chi apparteneva, e perché è d’oro? Una volta al giorno può essere suonato, informando il proprietario della distanza e posizione di tutti i Campanelli d’Avorio entro venti miglia. Diario del Viaggiatore – Contiene informazioni spesso indecifrabili su come viaggiare attraverso il Giardino. Una volta al giorno permette di ripetere il tiro di esplorazione se ci si è persi. Freccia Fatata – Addormenta per cento anni chiunque venga trafitto dalla sua punta. Subisce la ferita solo al risveglio. 1 utilizzo. Mela Blu – Un morso alla mela guarisce da qualsiasi maledizione, ma tinge le labbra permanentemente di blu oltremare. 3 utilizzi. Pelliccia di Lupotigre – Drappeggiata sulle spalle fornisce +1 Armatura. Ogni volta che uccide una creatura chi la indossa deve superare VOL per resistere all’impulso di divorarne la carcassa. *Non sono sicurissimo che il punteggio in punti esperienza per B/X sia perfetto, ho letto un paio di guide sulla creazione di classi e ho trovato cifre discordanti. Mi sono tenuto sul classico e non è troppo distante da un Guerriero. Link all'articolo originale: Le Damigelle Campestri di Loxmere | Il Blog Bellicoso
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Melf's Guide to Greyhawk: svelata la copertina di Jeff Easley alla Gary Con
Allora qualcosa non mi torna. L'articolo dice che si tratta della copertina per il manuale creato in collaborazione con L. Gygax, "Melf's Guide to Greyhawk", ossia quello annunciato nell'altro articolo. Mi sono perso qualcosa?
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Pensare per scene: portare lo show, don’t tell nel gioco di ruolo
Molto chiaro. Anch'io tendo alla prima; spesso, facendo il master, rasento il limite della brutalità nella trasparenza che non c'è niente da giocare, soprattutto quando ho la netta impressione che i giocatori stiano pungolando il mondo per ricevere informazioni dal master, se capite cosa voglio dire. Quanto alla seconda alternativa, sono fortemente allergico all'idea che sia compito del master renderla utile/interessante, ossia che sia un dovere reagire agli input dei giocatori assecondandoli sempre; per fare un esempio concreto, non mi piace la famigerata mossa trap expert del ladro di Dungeon World. Chiaramente rimane la possibilità di usare la scena per introdurre altri elementi, che, come da te evidenziato con estrema chiarezza, è una cosa ben diversa da un obbligo. -toni
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Il sondaggio suicida di Wizards of the Coast
Si possono usare i numeri negativi?
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Preparazione Intelligente – Parte 3: Progettare Lo Status Quo
Questo terzo articolo della serie spiega come utilizzare lo Status Quo come metodo di preparazione di campagne sandbox. Articolo di Justin Alexander del 27 Marzo 2019 Abbiamo esaminato gli errori più comuni che si commettono utilizzando un approccio basato su trama/railroading. Ora guardiamo l'altro lato della medaglia e analizziamo le trappole della prepazione a basso valore in cui si può cadere nel tentativo di essere aperti e flessibili nella progettazione. Ecco un caso piuttosto comune: hai preparato un mucchio di elementi per la tua campagna sandbox e ora sei convinto di doverli mantenere tutti attivi e in movimento. Per esempio, quando ho gestito il mio sandbox di OD&D, avevo preparato un hexcrawl con 256 esagoni chiave. Immaginiamo di condurre quella campagna e, tra una sessione e l'altra, proviamo a passare in rassegna ogni singolo esagono dicendo, “Ok, cosa succede adesso in questo esagono? Ecco invece come si si è evoluta la situazione in quest'altro dall'ultima sessione.” Non solo sembra estenuante, ma in pratica è tutta preparazione sprecata. I giocatori non hanno visto la situazione precedente nella vasta maggioranza di questi esagoni e con ogni probabilità non vedranno neanche la nuova situazione che si sta creando. Di conseguenza, i giocatori non vedranno nessuna di queste attività. Si sta producendo una tonnellata di contenuti di cui i giocatori non hanno nessuna consapevolezza, nessuna esperienza diretta. Ho parlato con un gran numero di GM che sono intimiditi dall'idea di gestire una campagna sandbox a causa di questo particolare tipo di preparazione: il compito monumentale di mantenere un intero mondo immaginario “in movimento” risulta incredibilmente scoraggiante per loro. In realtà tutto questo non è necessario farlo, ovviamente. Questo tipo di preparazione a basso valore può essere evitato grazie alla progettazione dello status quo. La verità è che generalmente lo status quo è il modo in cui funziona il mondo reale: immaginate di andare in un ristorante. Se ci andaste oggi, cosa trovereste? Vedreste dei camerieri. Prenderebbero il vostro ordine. Vi porterebbero il cibo. Se ci andaste domani invece di oggi, cosa cambierebbe? Probabilmente non molto. Forse nulla. Se ci doveste andare il mese prossimo, sarebbe diverso? Probabilmente no. Magari i camerieri sarebbero diversi, oppure il proprietario potrebbe aver ritoccato leggermente il menu. Ma se non foste mai stati prima in quel locale, questi cambiamenti non influenzerebbero davvero la vostra esperienza. Ora, supponiamo che oggi siate andati in quel ristorante e abbiate sparato un razzo attraverso la finestra. Poi ci tornate il giorno dopo. Il ristorante sarebbe diverso? Si. Sostanzialmente è questo il segreto della preparazione dello status quo: si prepara una porzione del mondo di gioco in uno stato ben definito e poi non ci si preoccupa più di modificarlo ancora finchè le azioni dei giocatori non interagiscono con quello stato. Non appena i giocatori alterano o agitano quel determinato status quo, quella porzione del mondo di gioco diventa attiva. È una sorta di stato quantico invertito: finchè non si osserva una particella subatomica è impossibile determinare il suo stato attuale. Con la preparazione dello status quo, d'altro canto, si sa precisamente in che stato si trova qualcosa finchè non la si osserva. LO STATUS QUO ATTIVOÈ importante tenere presente che status quo non significa “statico”. Non significa nemmeno “noioso”. Per esempio, lo status quo di un covo di pirati non è “i pirati sono seduti a non far nulla”. Lo status quo di un covo di pirati è una flotta di navi pirata che salpa costantemente per saccheggiare i mari. Anzi, potrei affermare che la migliore progettazione dello status quo è molto più simile a una molla pronta a scattare: basta la minima interazione da parte dei PG per provocare un'esplosione di attività. EFFETTI NON LOCALILe azioni che mettono in “moto” un luogo (o un'organizzazione o un PNG) non devono necessariamente essere dirette. Per esempio, cosa succede se i PG scatenano una terribile epidemia che uccide i goblin? Di fatto non è necessario che entrino nel dungeon pieno di goblin dall'altra parte della mappa affinchè quei goblin vengano colpiti dall'epidemia per modificare lo status quo del dungeon. Questi effetti non locali per altro non richiedono scenari da cataclisma. Un singolo PNG sradicato da un'altra area può agire come un radicale libero, rimbalzando per il mondo della campagna e mettendo in moto un qualsiasi altro numero di elementi. Per esempio, se il Necromante fugge da un assalto dei PG potrebbe finire con l'uccidere il capo di una tribù di goblin e renderli tutti schiavi. RITORNO ALLO STATUS QUODetto questo, in assenza di interazioni continue da parte dei PG, gli elementi del mondo di gioco tenderanno generalmente a stabilizzarsi nuovamente in uno status quo. (Da notare che ho detto uno status quo; solitamente è improbabile che le cose tornino allo stesso status quo. I PG tendono ad essere piuttosto distruttivi.) Per esempio, i PG assaltano un complesso di terroristi, causano un sacco di danni e uccidono un paio di leader cultisti prima di esser costretti a ritirarsi. Nel corso della settimana successiva il culto chiama rinforzi da altre cellule per difendersi da ulteriori incursioni, mentre completa i preparativi per spostare le operazioni in una nuova sede. Se i PG non si scontrano nuovamente con i terroristi entro un paio di settimane dal primo assalto, allora il nuovo status quo includerà delle guardie cyborg (le altre cellule stavano sperimentando cose piuttosto bizzarre), un complesso terroristico abbandonato e un nuovo centro operativo allestito nel seminterrato di un parcheggio. PERICOLI DELLO STATUS QUOUno dei rischi della progettazione dello status quo è quello di scontrarsi inavvertitamente con un'ambientazione sandbox in cui non si tiene traccia attiva delle attività nel mondo di gioco e, come risultato, non c'è nulla che i PG possano osservare, il che si traduce nell'assenza di ganci di scenario. Questo è un problema che affronto in dettaglio in Juggling Scenario Hooks in the Sandbox, ma in sostanza la soluzione è semplice, “fate in modo di avere ganci di scenario e in gran quantità.” (Una volta che i PG sono in movimento,di solito il problema si risolve da solo.) Strutture robuste e predefinite per fornire ganci di scenario – come incontri casuali, tabelle di pettegolezzi, o azioni basilari della struttura dell'hexcrawl – sono un buon modo per farlo. Un altro ancora è guardare la propria ambientazione e ricordarsi che status quo non significa che non sta succedendo nulla: il covo dei pirati sta razziando le navi locali, i terroristi stanno facendo saltare in aria cose, i goblin stanno combattendo i licantropi nella foresta e qualche idiota sta sparando razzi contro i ristoranti della zona. Queste sono tutte fonti evidenti per illimitati ganci di scenario. Nella progettazione dello status quo, si può pensare al gancio di scenario letteralmente come a un gancio: qualcosa che strappa i PG dalla loro inerzia e li mette in movimento verso un obbiettivo, una volta che i PG si imbattono in quell'obbiettivo, le onde che creano si propagano rapidamente e lontano. A quel punto, la sfida non sarà più quella di mettere in moto la campagna, ma di riuscire a starle dietro. Link all'articolo originale https://thealexandrian.net/wordpress/42933/roleplaying-games/smart-prep-part-3-status-quo-design Link agli altri articoli di questa serie Una Preparazione Intelligente: Parte I Una Preparazione Intelligente: Parte II - I Principi della Preparazione Intelligente Visualizza articolo completo
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Preparazione Intelligente – Parte 3: Progettare Lo Status Quo
Articolo di Justin Alexander del 27 Marzo 2019 Abbiamo esaminato gli errori più comuni che si commettono utilizzando un approccio basato su trama/railroading. Ora guardiamo l'altro lato della medaglia e analizziamo le trappole della prepazione a basso valore in cui si può cadere nel tentativo di essere aperti e flessibili nella progettazione. Ecco un caso piuttosto comune: hai preparato un mucchio di elementi per la tua campagna sandbox e ora sei convinto di doverli mantenere tutti attivi e in movimento. Per esempio, quando ho gestito il mio sandbox di OD&D, avevo preparato un hexcrawl con 256 esagoni chiave. Immaginiamo di condurre quella campagna e, tra una sessione e l'altra, proviamo a passare in rassegna ogni singolo esagono dicendo, “Ok, cosa succede adesso in questo esagono? Ecco invece come si si è evoluta la situazione in quest'altro dall'ultima sessione.” Non solo sembra estenuante, ma in pratica è tutta preparazione sprecata. I giocatori non hanno visto la situazione precedente nella vasta maggioranza di questi esagoni e con ogni probabilità non vedranno neanche la nuova situazione che si sta creando. Di conseguenza, i giocatori non vedranno nessuna di queste attività. Si sta producendo una tonnellata di contenuti di cui i giocatori non hanno nessuna consapevolezza, nessuna esperienza diretta. Ho parlato con un gran numero di GM che sono intimiditi dall'idea di gestire una campagna sandbox a causa di questo particolare tipo di preparazione: il compito monumentale di mantenere un intero mondo immaginario “in movimento” risulta incredibilmente scoraggiante per loro. In realtà tutto questo non è necessario farlo, ovviamente. Questo tipo di preparazione a basso valore può essere evitato grazie alla progettazione dello status quo. La verità è che generalmente lo status quo è il modo in cui funziona il mondo reale: immaginate di andare in un ristorante. Se ci andaste oggi, cosa trovereste? Vedreste dei camerieri. Prenderebbero il vostro ordine. Vi porterebbero il cibo. Se ci andaste domani invece di oggi, cosa cambierebbe? Probabilmente non molto. Forse nulla. Se ci doveste andare il mese prossimo, sarebbe diverso? Probabilmente no. Magari i camerieri sarebbero diversi, oppure il proprietario potrebbe aver ritoccato leggermente il menu. Ma se non foste mai stati prima in quel locale, questi cambiamenti non influenzerebbero davvero la vostra esperienza. Ora, supponiamo che oggi siate andati in quel ristorante e abbiate sparato un razzo attraverso la finestra. Poi ci tornate il giorno dopo. Il ristorante sarebbe diverso? Si. Sostanzialmente è questo il segreto della preparazione dello status quo: si prepara una porzione del mondo di gioco in uno stato ben definito e poi non ci si preoccupa più di modificarlo ancora finchè le azioni dei giocatori non interagiscono con quello stato. Non appena i giocatori alterano o agitano quel determinato status quo, quella porzione del mondo di gioco diventa attiva. È una sorta di stato quantico invertito: finchè non si osserva una particella subatomica è impossibile determinare il suo stato attuale. Con la preparazione dello status quo, d'altro canto, si sa precisamente in che stato si trova qualcosa finchè non la si osserva. LO STATUS QUO ATTIVOÈ importante tenere presente che status quo non significa “statico”. Non significa nemmeno “noioso”. Per esempio, lo status quo di un covo di pirati non è “i pirati sono seduti a non far nulla”. Lo status quo di un covo di pirati è una flotta di navi pirata che salpa costantemente per saccheggiare i mari. Anzi, potrei affermare che la migliore progettazione dello status quo è molto più simile a una molla pronta a scattare: basta la minima interazione da parte dei PG per provocare un'esplosione di attività. EFFETTI NON LOCALILe azioni che mettono in “moto” un luogo (o un'organizzazione o un PNG) non devono necessariamente essere dirette. Per esempio, cosa succede se i PG scatenano una terribile epidemia che uccide i goblin? Di fatto non è necessario che entrino nel dungeon pieno di goblin dall'altra parte della mappa affinchè quei goblin vengano colpiti dall'epidemia per modificare lo status quo del dungeon. Questi effetti non locali per altro non richiedono scenari da cataclisma. Un singolo PNG sradicato da un'altra area può agire come un radicale libero, rimbalzando per il mondo della campagna e mettendo in moto un qualsiasi altro numero di elementi. Per esempio, se il Necromante fugge da un assalto dei PG potrebbe finire con l'uccidere il capo di una tribù di goblin e renderli tutti schiavi. RITORNO ALLO STATUS QUODetto questo, in assenza di interazioni continue da parte dei PG, gli elementi del mondo di gioco tenderanno generalmente a stabilizzarsi nuovamente in uno status quo. (Da notare che ho detto uno status quo; solitamente è improbabile che le cose tornino allo stesso status quo. I PG tendono ad essere piuttosto distruttivi.) Per esempio, i PG assaltano un complesso di terroristi, causano un sacco di danni e uccidono un paio di leader cultisti prima di esser costretti a ritirarsi. Nel corso della settimana successiva il culto chiama rinforzi da altre cellule per difendersi da ulteriori incursioni, mentre completa i preparativi per spostare le operazioni in una nuova sede. Se i PG non si scontrano nuovamente con i terroristi entro un paio di settimane dal primo assalto, allora il nuovo status quo includerà delle guardie cyborg (le altre cellule stavano sperimentando cose piuttosto bizzarre), un complesso terroristico abbandonato e un nuovo centro operativo allestito nel seminterrato di un parcheggio. PERICOLI DELLO STATUS QUOUno dei rischi della progettazione dello status quo è quello di scontrarsi inavvertitamente con un'ambientazione sandbox in cui non si tiene traccia attiva delle attività nel mondo di gioco e, come risultato, non c'è nulla che i PG possano osservare, il che si traduce nell'assenza di ganci di scenario. Questo è un problema che affronto in dettaglio in Juggling Scenario Hooks in the Sandbox, ma in sostanza la soluzione è semplice, “fate in modo di avere ganci di scenario e in gran quantità.” (Una volta che i PG sono in movimento,di solito il problema si risolve da solo.) Strutture robuste e predefinite per fornire ganci di scenario – come incontri casuali, tabelle di pettegolezzi, o azioni basilari della struttura dell'hexcrawl – sono un buon modo per farlo. Un altro ancora è guardare la propria ambientazione e ricordarsi che status quo non significa che non sta succedendo nulla: il covo dei pirati sta razziando le navi locali, i terroristi stanno facendo saltare in aria cose, i goblin stanno combattendo i licantropi nella foresta e qualche idiota sta sparando razzi contro i ristoranti della zona. Queste sono tutte fonti evidenti per illimitati ganci di scenario. Nella progettazione dello status quo, si può pensare al gancio di scenario letteralmente come a un gancio: qualcosa che strappa i PG dalla loro inerzia e li mette in movimento verso un obbiettivo, una volta che i PG si imbattono in quell'obbiettivo, le onde che creano si propagano rapidamente e lontano. A quel punto, la sfida non sarà più quella di mettere in moto la campagna, ma di riuscire a starle dietro. Link all'articolo originale https://thealexandrian.net/wordpress/42933/roleplaying-games/smart-prep-part-3-status-quo-design Link agli altri articoli di questa serie Una Preparazione Intelligente: Parte I Una Preparazione Intelligente: Parte II - I Principi della Preparazione Intelligente
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Pensare per scene: portare lo show, don’t tell nel gioco di ruolo
Secondo me, il fatto che il locandiere non sappia nulla non impedisce di giocare la scena lo stesso, senza farla scivolare via. Cioè, a mio avviso avete ragione entrambi: tu nel dire che l'incontro con il locandiere dovrebbe avere importanza (altrimenti tanto vale skipparlo), d20.club nel farti notare che questo dare importanza non è in conflitto con "il locandiere non sa nulla", e non è necessario sforzarsi di renderlo per forza pertinente (= dà info, ma sbagliate) o utile (= dà info su una side quest); il motivo per cui ha importanza può anche essere un altro, ce ne sono infiniti. Ovviamente, se invece è evidente che di importanza non ne ha, è chiaro a tutti che lì non c'è niente da giocare e possiamo riassumere tutto in una frase per poi andare avanti. È possibile che stiamo dicendo tutti la stessa cosa e non ci stiamo capendo, eh. Però, per chiarire, se siamo tutti d'accordo che è inutile dilungarsi in scene inutili o non interessanti, possiamo reagire con due approcci opposti: Qualora una scena fosse inutile o non interessante, la saltiamo. Qualora una scena fosse inutile o non interessante, è compito del master renderla utile e/o interessante. Io mi rivedo molto nel primo, e ben poco nel secondo.