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Capitolo III: Scuotiterra
Il giorno seguente inizi a frequentare quei posti, ma la tua ricerca disperata porta a un nulla di fatto. Non esiste niente del genere nelle biblioteche. Il medaglione è con te.
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Capitolo III: Scuotiterra
Tiberius tira un lungo sospiro per calmarsi. "Perdonami. Secoli di battaglie e sacrifici, credevo di aver trovato una soluzione. Eppure la guerra non finisce mai. Sandrine, tu sei un Pioniere giovane e intraprendente, con una ridente e prospera vita di fronte a te. Ma ci sono cose più grandi di te, poteri che non dovrebbero stare nelle mani dei mortali. Il mio consiglio è di disfarti di quell'oggetto, buttarlo nel mare e dimenticarlo. Dopodiché cercare l'altro, che si trova in Loggia, e disfarti anche di quello in maniera che nessuno possa più trovarlo. Ma riconosco che esiste anche un'altra verità: che quando uno conosce, non può tornare indietro. La conoscenza è un dolore che non si allevia condividendola. Il potere, anche quello benevolo, è sempre pericoloso se dato in mano ad un mortale. E' migliaia di anni che accade, e che porta a rovina, a fame, ad atti atroci...e a sventura." L'elfo si avvicina a te, pacato. Lo zefiro soffia da ponente e ti porta l'odore dei biscotti di Naesala e le luci del tramonto di Chateux-Blanc. Ti senti a casa. "Devi credermi, alcune cose è meglio che rimangano segrete, per il bene di tutti. Come dicevi, non è un caso che tu mi abbia trovato così facilmente. Nemmeno io, che sogno da secoli, riesco a muovermi così facilmente nell'Oblio. Qualcuno ti osserva e ti ha portato da me perché tu iniziassi un cammino che inizia da questa parola. Non cedere alla curiosità, fa' la scelta giusta. Abbandona tutto ciò e...svegliati!" _________________________ Apri gli occhi. Ti sei appisolata sul tavolo dopo una giornata di missive diplomatiche e lettere. Di fronte a te, la lettere di Kilash che chiedono i dettagli sulla nave: le osservi, ma manca qualcosa. Nessun accenno a Tiberius. Guardi l'orario dalla tua clessidra, e comprendi. Sono passati solo una ventina di minuti da quando le tue palpebre ti hanno abbandonato. Ti sovviene qualcosa alla memoria, del sogno che hai appena fatto: il tempio di Cyndor, dio del Tempo. Le sue rovine sono state rimosse da lì almeno vent'anni fa, quando la città di Capo Ventura decise di espandere il porto, venne prelevata tutta la pietra disponibile da vari templi abbandonati nel territorio orientale. Quel posto non esiste più da un sacco di tempo.
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Capitolo III: Sì, chef!
Miranda ride quando la presenti in quel modo, e i bambini si divertono altrettanto con lei. Le chiedono cose, la maggior parte delle quali poco appropriate, tipo "sei la ragazza di Randal?" ma lei riesce a tener loro testa con siffatta maestria. Dopo una decina di minuti, un ragazzo più grande degli altri, che avrà si e no dodici anni, ti si avvicina. "Allora Randal? Problemi?"
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Capitolo III: Scuotiterra
Tiberius si alza da terra lentamente, prendendo telecineticamente il medaglione dalle sue mani. "Questo è linguaggio Primordiale." mormora, riferendosi ai simboli. "E' una Parola del Potere, quella della Creazione." Gira e rigira l'oggetto tra le dita, e i suoi occhi che diventano di un azzurro luminoso per qualche secondo, poi la sua espressione diventa curiosa. "E' un frammento di un oggetto più grande, e piuttosto potente, forse un Artefatto." Mentre pronuncia queste parole la sua espressione cambia all'improvviso. Profondo disappunto. "...ce n'è un'altra, vicino a te. E' in Loggia, un altro oggetto simile a questo." ti guarda, alla ricerca di qualcosa, ma non trova ciò che voleva, nella tua espressione. Tu, d'altronde, hai solo ricevuto quel medaglione da Naesala. Tiberius ti lancia il medaglione e cammina furioso avanti e indietro. "No, no-no, ho capito cos'è questo oggetto! Ci sta manipolando, ha fatto la prima mossa! Ma stavolta non può battermi!" Qualcosa cambia nell'ambiente circostante: l'ira pacata di Tiberius, rivolta a qualcosa/qualcuno di invisibile nei paraggi viene accompagnata da un inquietante folata di vento; il cielo limpido inizia a ingrigirsi, la penombra cala su tutto ciò che vi circonda. Ti volti, e Ventura non c'è più. L'elfo ti guarda, serissimo. "Quei medaglioni non devono avvicinarsi! Le Parole non possono essere rimesse insieme!"
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Uccidere al di fuori di un combattimento
...e il colpo di grazia?
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Capitolo III: Scuotiterra
Tiberius apre gli occhi e, in tutto il suo orgoglio, si lascia sfuggire una mezza risata senza aprir bocca. "Qui è un posto relativo contessa. E concordo che nulla sia casuale in questo incontro. Ditemi quindi, avete una domanda per me, lo sento."
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Cintura d'Onice
Dall'album: Capo Ventura
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Capo Ventura
Aggiunta immagine a un album di una gallery di proprietà di Bellerofonte in Immagini in Advenit Ventum OrientisImmagini da Capo Ventura
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Cintura d'Onice
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Guardiola_Sotterranei_Loggia.jpg
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Studio di Iver
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Cattedrale di Capo Ventura
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Est Continente
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Taverna del Cigno
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Sala Grande della Loggia
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Laboratorio di Naesala
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Sala da Pranzo della Loggia
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Ufficio di Kilash
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Ufficio di Kerberos
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Ingresso del Torrione della Loggia
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Forgia di Floim
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Statuto della Loggia
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Mappa di Capo Ventura
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Guardiola_Sotterranei_Loggia.jpg
Dall'album: Capo Ventura
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Capitolo III: Sì, chef!
Le voci, i chiacchiericci e gli schiamazzi da dentro la porta si bloccano quando bussi, ma la porta si apre quasi subito. Il clangore di risate ricomincia, stavolta più affascinato, quando ti vedono entrare. Miranda desta un po' di stupore all'inizio, ma i fanciullini la prendono subito in simpatia. "Randal, Randal, cosa ci hai portato?" chiedono all'unisono. Sì, sono felici di vederti, ma lo sarebbero di più se gli avessi portato qualcosa...
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Capitolo III: Scuotiterra
Il viaggio procede sommariamente bene. Lasciate Capo Ventura alle vostre spalle e vi immettete sulla strada sterrata che si snoda attraverso i poderi e le numerose case di campagna appartenenti ai cittadini che non possono permettersi di vivere dentro le mura cittadine. Più continuate a salire, meno case trovate lungo il sentiero, finché alberi e vegetazione inghiottiscono il paesaggio. L'odore di mare lo sentite a tratti, quando la strada devia un po' verso la costa orientale, ma la resina e il forte odore di pino larice vi inonda e rinfresca; durante la notte vi accampate all'ombra di enormi alberi, e Asvig si alterna a Ventura per i turni di guardia. Le strade sono relativamente sicure, proseguendo verso nord sono pochi i passanti che incrociate. Il quarto giorno di viaggio, subito prima di pranzo, il faro di Punta Alice appare tra gli alberi alla vostra destra. La strada si divide: quella più battuta porta al faro, dove vi fermate a riposare e mangiare; dopodiché proseguite verso sinistra, diretti sulla strada settentrionale. Non vi allontanate troppo dal promontorio, però. Giusto qualche ora dopo il suono di un affluente diretto al mare vi indica che siete vicini: ed ecco, che tra gli alberi ed il cinguettio di centinaia di uccelli, un complesso di pietre iscritte di simboli sconosciuti vi indica la destinazione. Dormiente, appisolato in un sonno quieto e profondo su una di queste statue, vedete l'elfo Tiberius immerso nell'ambiente naturale. Farfalle gli svolazzano intorno, talvolta si poggiano sulle sue elfiche orecchie. Vestito di stoffa verde e amaranto, coperto di pelli di lupo, con sé porta poco o niente; un fagotto ed un bastone da passeggio, nulla più, appoggiati poco lontano da lì. Asvig rimane a sorvegliare la carrozza ai lati della strada principale, mentre Ventura ti segue tre passi dietro di te. Vi avvicinate caute all'elfo, ma appena mettete piede nel circolo di rocce, questi, immobile come se fosse una statua, ti chiama. "Contessa, non mi aspettavo che si avventurasse fin qui per venirmi a cercare. Deve desiderare molto la mia presenza." L'elfo continua a rimanere immobile, con gli occhi chiusi, anche quando parla.
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Capitolo III: Sì, chef!
Miranda sbircia dalla tua lettera e commenta: "Se siete una trentina a bordo, credo che vi basteranno per circa...mmh...due settimane. Forse due settimane e mezzo. Ma avete una rete da pesca, no?" ti dice, indicando la prima voce sotto l'elenco "oggetti". "Lascerò stare la polena, io ci avrei messo qualcosa che fa più paura, ma va beh. Il nome mi piace. Jocasta sa troppo di nave pirata fantasma, e poi magari metti che Nero avanzi pretese? No, meglio di no. Certo, se hai un nome migliore proponilo e magari si passa ai voti." Dopodiché si slaccia il grembiule e si lega i capelli. "Andiamo, che stiamo aspettando?"
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Capitolo III: Scuotiterra
L'ex-capitano ti ringrazia con un cenno del capo e inizia a controllare le briglie dei cavalli in attesa che la ragazza si faccia vedere. Passano dieci minuti prima che Ventura, in tutta la sua candida innocenza, raggiunga di corsa la carrozza scusandosi infinitamente del ritardo. "Non trovavo il pettine!" si era giustificata, e tu ci credi davvero: sei capitata solo due volte nella stanza che le è stata assegnata in Loggia, e giureresti di aver visto fienili più ordinati. Quella ragazza non sa proprio cos'è l'ordine! La carrozza parte, direzione nord. Asvig vi avvisa che ci vorranno almeno quattro giorni per raggiungere il santuario. Fortuna che avete portato con voi tutto il necessario.
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Capitolo III: Scuotiterra
"E' tutto a bordo, mia signora. E no, non ho ancora avuto il piacere." L'uomo scende dalla carrozza per porgerti il suo braccio come appoggio per farti salire su.
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Capitolo III: Scuotiterra
Anche stavolta, con doverosa attesa, l'ultima risposta di Kilash arriva consegnata da un messaggero. _______ ...Asvig si sarebbe fatto trovare il giorno successivo alle redini di una carrozza a cui era stato assegnato un cavallo pezzato particolarmente docile. Il mezzo era stato inoltre già rifornito di tutto ciò che poteva servire durante il viaggio verso nord. Sotto le mura esterne di Capo Ventura, le guardie osservano con reverenza te e con diffidenza l'omone biondo; stavolta Asvig ha indossato la sua armatura ed è stato dotato di uno scudo rotondo e un'ascia ben visibile legata alla cintura.
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Capitolo III: Sì, chef!
Miranda annuisce, prima che cambi discorso. "Len? So che frequenta molto la taverna del Cigno, anche se ogni tanto viene qui a dare una mano. Baffogrigio mi ha raccontato che lo vede spesso passare di fronte alla Cattedrale, diretto all'uscita ovest della città; sta fuori un'oretta o due e poi torna, ma non so proprio cosa vada a fare." La mezzelfa schiocca le dita. "Stavo quasi per dimenticare! Ieri sera è passato un messaggero e ha lasciato una missiva per te!" la toglie fuori da uno dei cassetti dove in genere tenete le ordinazioni, poi te la passa. In allegato, un elenco delle cose più disparate che Kilash vi consiglia di portare, e la lista di coloro che saliranno a bordo con mansioni specifiche.
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Capitolo III: Scuotiterra
Dopo pranzo arriva prontamente la sua risposta.
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Capitolo III: Sì, chef!
"Randal! Ti ho appena dato un bacio e tu già pensi ai bambini?" ti prende in giro, stuzzicandoti con un dito pungente sulla pancia. "Comunque lo so." Lo...sa? "Ti ho seguito. Spariscono piatti in più di minestra, il pane a fine pranzo, le lenticchie che finiscono subito. Credi che non me ne sia accorta? All'inizio pensavo che arrotondassi, ma ho visto dove vai e...ci penserò io quando sarai partito. Puoi stare tranquillo." Le sue mani, delicate ma usurate dal lavoro, ti accarezzano le spalle.
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Capitolo III: Sì, chef!
Miranda ride di gusto. "Metà e metà, eh?. Mi sono sempre sentita elfa, come tu ti sei sempre sentito cuoco. Comunque non credo di voler più avere a che fare con la magia e quel genere di cose; ce n'è molta di più in un piatto di calamari che nel laboratorio di Naesala." -ecco, ci mancava solo che iniziasse a parlare come il baffone. "Mi dispiace per tua mamma. Deve essere una donna davvero in gamba." e poi continua "E non ti preoccupare, io e Sandrine siamo amiche proprio perché siamo così diverse. Sai, su una cosa siete molto simili; cercate sempre di mettere a proprio agio le persone, di aiutarle, quando possibile. Lo apprezzo, davvero."
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Capitolo III: Pesca Grossa
Jevlan sorride soddisfatto, e ti passa una lettera di cambio che odora di salsedine. Ottocento monete d'oro, da riscuotere direttamente alla Loggia. I tuoi uomini gli danno una mano a staccare la testa, impiegandoci un po' di più quando arrivano alla parte della cartilagine. Il sangue inonda il ponte, fino ad arrivarvi alle caviglie. Jimbo avrà parecchio lavoro da fare. "Mi sa che faremo indigestione, capitano." commenta Tondley. Quando l'affare è stato concluso e tutti siete pronti per ripartire, Jevlan si volta verso di te un'ultima volta prima di tornare sott'acqua. "Ehi, Aghendor. Se non riuscite a conservarlo tutto, invece di buttarlo, datelo alla gente del porto. Magari non riusciranno a mangiarlo tutto, ma quella belva sfama quattro volte i poveri di Capo Ventura."
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Capitolo III: Pesca Grossa
Collana di dente di squalo. Mi piace. E già immagino le innumerevoli volte che la gente chiederà a Besnik: "come ti sei fatto quelle cicatrici?" e lui, torreggiante dall'alto della sua virile esperienza in combattimento, risponderà qualcosa di stoicamente epico rigirandosi la collana tra le dita. "Fortunale, questa è la domanda che mi hanno fatto gli ultimi sei pescherecci che sono venuti a vendermi pesce nell'ultima settimana. Non so proprio che dirti, qui a Nuova Minos saremo in trecento o poco più. Non abbiamo manodopera per trattare roba così...grossa! Facciamo così. Io ti dò le monete, prendo la testa e il resto te lo riporti a Capo Ventura." Tondley dietro di te è pensieroso, ma non ha aperto bocca. Non sembra avere idee migliori.
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Capitolo III: Scuotiterra
La partenza è relativamente prossima. Mancano quattro mesi circa alla partenza, e sovente ti arrivano missive di Kilash con i rapporti sulla Eurus. Visto che Fortunale è sempre in viaggio e Randal si occupa prevalentemente della cucina, il quartiermastro della Loggia manda a te le sue adorate letterine per comunicarti le urgenze dei compiti e i mancati adempimenti.
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Capitolo III: Pesca Grossa
Ottocento monete sono lo standard per la testa, e viaggiare con una carcassa di pesce, per quanto piacevole, non dovrebbe comportarti ulteriori problemi anche senza la testa. "Non lo comprerebbe nessuno a Nuova Minos. Abbiamo abitudini alimentari...diverse." lo sguardo di Jevlan esita sulla carcassa mentre ti parla. A Capo Ventura c'è maggior richiesta di cibo, ma con uno squalo del genere riempiresti tutto il mercato in un giorno. Onestamente, nemmeno tu riesci a capire se e come potresti vendere tutta quella roba. Ti servirebbe una mano da qualcuno che ne capisce di più di te, di commercio.
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opinioni campagna (quasi)senza magia pathfinder
Ti rispondo molto sinceramente: la magia c'è o non c'è. Se ce n'è poca e tra i PG c'è un incantatore in un mondo di non-incantatori, ti stai buttando la zappa sui piedi da solo, e ti spiego perché. Missione standard, "trovate questo oggetto/persona/mostro e portatemelo/uccidetemelo". La parte più rompi prima del fight è trovare l'oggetto, giusto? Ecco, esiste un incantesimo (più di uno, in realtà) che permette di farlo. L'unica cosa che impedisce ai maghi di lanciare "Localizza oggetto" sul Bastone dei Magi e farli diventare subito semidei al livello 1 è che probabilmente chi lo nasconde avrà lanciato magie di anti-individuazione e scrutamento. Altro problema: i PG con la magia sono venti/trenta spanne sopra non solo agli altri PG, ma anche ai PNG. Questo perché si presume che, dopo 30 anni di magia estinta, il tipico trucco Luci Danzanti+Suono Fantasma "Sono Pelor, dammi tutti i soldi e le prostitute che hai" abbia riuscita 100%. Un tipo che spara palle di fuoco provoca il TERRORE anche nei guerrieri più forti (pensala nel mondo reale: se Bruce Lee si trova davanti uno che spara globi di acido, secondo te non se la fa sotto fuggendo nella ionosfera?) Ergo, meglio una campagna di soli combattenti, anzi, è anche carina secondo me. Spero che tu non abbia dimenticato un dettaglio fondamentale: perché mai dovrebbero interessarsi a far tornare la magia nel mondo, se una volta riusciti nella loro missione, loro, essendo classi marziali, comunque non avrebbero alcun beneficio?
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Capitolo III: Sì, chef!
Miranda ti guarda mentre brandisci il suo regalo e con il suo sguardo divertito da "che scemo che sei", e ti sorride annuendo. "Siamo entrambi più bravi coi fatti che con le parole, la contessa lo sa." Poi si appoggia al lato della cucina, pensierosa. "Cosa voglio?" si domanda, guardando in alto. "Non lo so. Quello che vogliono tutti, credo. Un sacco di cose, nessuna in particolare. Non ci ho mai pensato così." non tutti hanno un solo obbiettivo fisso nella vita, come la tua cucina, il mare per Besnik o lo spettacolo per Sandrine. Alcuni, forse più mediocri, forse più cauti, preferiscono vivere un passo per volta. "A Southport, da piccola, volevo fare la sacerdotessa nel tempio della Prima Fiamma come mio padre. Ti ho detto una volta che non facevano entrare le donne, ma non è del tutto vero. La Gran Sacerdotessa era sempre una donna, ma...umana. Era una cosa che si ereditava per discendenza, capisci? Così per un periodo avevo deciso che da grande avrei fatto l'umana. Quando ho capito che non era possibile, me ne sono andata e ho pensato solo a sopravvivere e trovare un posto sicuro. Ora che l'ho trovato mi sento...bene. Forse il mio viaggio è già finito. Trent'anni saranno poco per un'elfa, ma alla fine il mio sogno si è involontariamente avverato ed io ho vissuto, nella pratica, una vita da vera umana, inclusi i lati negativi. Nessun enclave elfico, nessuna magia nascosta, solo lavori spaccaschiena e fame prima di andare a dormire. Direi che è stata abbastanza avventura per me..." La mezzelfa ti guarda dritto negli occhi. "...ma non per te. Non ci credo che stai partendo con la Settima solo per tuo padre. Solo una cosa: stai attento a Nero. Avrà pure solo qualche anno più di te, ma non lo sottovalutare per questo - Procan mi fulmini, inizio a parlare come Sandrine..."