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Capitolo III: Pesca Grossa
"OOOOOOOH!" esclama il coro di guardie stupite che ti osservano letteralmente dal basso verso l'alto con ammirazione e reverenza di un branco di ragazzine di fronte a Justin Bieber. La Loggia ti accoglie facendoti trovare l'atrio e le scale semideserte. E' ora di cena, saranno tutti al secondo piano. Tutti eccetto il consiglio ristretto, che raramente si allontana dagli studi dell'ottavo livello.
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Ad Ve Or - Topic di Servizio
UN CONSIGLIO (forse banale) PER I MIEI PIONIERI PREFERITI: Ora che siete diventati dei tipi tosti, alcune missioni "standard", del tipo: trovami informazioni, recupera l'oggetto, salva la principessa, potete essere voi a impartirle direttamente a piccoli gruppi di PNG che sono sotto il vostro comando. Un po' come se per una volta siete voi a dare le quest e non il contrario. La riuscita la calcolo con 1D20+robe contro la CD della missione, dove le robe rappresentano il livello dei PNG, il numero e la caratteristica principale che serve alla missione.
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Capitolo III: Scuotiterra
Tiberius non batte ciglio. "Siete voi il Pioniere, risolvere i problemi è un vostro compito. Il mercante in questione si chiama Thogrim ed è un nano di Ughna. Possiede un oggetto particolare, un modellino della Scirocco Prima, costruito da Morris Burglar in persona. Mi serve il prima possibile." Detto questo ti supera, allungandosi giù per le scale. "Io, come tutti gli altri mercenari della Settima, alloggio alla Cattedrale di Capo Ventura. Mi troverete lì."
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Capitolo III: Sì, chef!
La giornata passa tranquilla, e alla sera puoi dirigerti in biblioteca presso la Loggia. Luogo un po' inquietante a quest'ora della notte, ma in fondo è qui che hai letto alcune storie nei periodi in cui tu e tuo padre facevate porto. Ti destreggi alla ricerca di cronache e vecchi giornali, e qualcosa trovi. Un vecchio giornale risalente a un bel po' di tempo fa. La tua teoria si rivela giusta: altri stralci di nomi che hai visto scritti in rosso altro non sono che criminali, traditori della Loggia. Ma su Kilagas non trovi praticamente nulla, tantomeno su Len, che secondo i registri è entrato nella Loggia meno di un anno fa. I suoi collegamenti con eventuali altri Figli della Sventura diventati Pionieri sono fuori luogo: lui e Kaleb entrarono insieme nella Loggia e furono i primi della loro congrega a farlo. Per Calypso, la storia è diversa: strega del mare, capitano della Fiamma Verde, fu uccisa da Kaleb poco dopo il suo ingresso in circostanze poco chiare. Fu quella la volta in cui il pelato rubò la Jocasta per andare alla caccia di questa traditrice per ordine di Floim. Vicenda chiusa e archiviata, visto che in calce alla dichiarazione trovata c'è la firma di Kerberos. La tua ricerca tuttavia non è stata vana: tutto indica che, nonostante i modi loschi, Len è davvero pulito.
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Capitolo III: Pesca Grossa
"Sì capitano! Grazie capitano!" echeggia tra i tuoi uomini. Ti mancherà a bordo della Jocasta. Mangiate in abbondanza durante il viaggio, ingozzandovi di carne di squalo che, tra l'altro, è parecchio buona. Giungete nel porto di Capo Ventura ad ora di cena, i pochi i soldati che vi accolgono al molo inizialmente si spaventano nel vedere quell'enorme coso sul ponte della Cercascogli. E' talmente grande che pare che la nave sia destinata ad affondare da un momento all'altro. Un'impressione di chi non sa, ovviamente, come è fatta una nave. Per smaltire una cosa così grossa, ti servirà qualcuno che ne capisce. Il torrione della Loggia ha ancora molte finestre illuminate.
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Capitolo III: Sì, chef!
I bambini esultano con "BLEEEEAAAAH" quando parli di lettere d'amore, e Miranda annuisce poco convinta con la testa quando chiedi il suo supporto: il suo sguardo ti chiede "sono discorsi da fare a dei bambini, questi?!" ma tu sei talmente preso che non ti accorgi d'altro. Guybrush annuisce e ti porta via da lì, non prima che Miranda abbia salutato uno ad uno i bambini. Esce da quella casupola più che entusiasta, e inizia a chiederti di ognuno di loro. Attraversate le porte della città con le guardie che salutano entrambi, e ci vuole poco perché arriviate al cimitero dedicato a Rao, dio della Serenità. Numerose tombe sono altro che tumuli scavati nel terreno, ma in fondo notate veri e propri mausolei, tre messi uno accanto all'altro. Uno marziale, quello dei Kennon. Uno dalle forme fluide e ricco di dipinti, quello dei Syvis. Ed uno grande ed imponente, fatto interamente di marmo e con grandi stendardi, quello dei von Trier. Una sezione apposita invece è dedicata ai Pionieri: il cimitero della Loggia si trova al di là di questi mausole, dove, per tradizione, non ci sono i corpi dei defunti; si tratta di mura di pietra di granito nero, perfettamente rettangolari, dove vengono incisi i nomi dei caduti. Saranno larghe più o meno dieci metri l'una, e poste a distanza di due metri l'una dall'altra, ordinate in due colonne perfettamente simmetriche. La grandezza delle iscrizioni e l'inchiostro con cui sono stati incisi i nomi e le brevi descrizioni indicano l'importanza dei Pionieri. Per esempio, nella seconda fila a destra c'è un metro buono iscritto con inchiostro dorato che risalta sul nero dedicato interamente a "Isaac Klinic, il miglior capomastro che la Loggia abbia mai avuto.", oppure, più indietro, leggermente più piccolo ma inciso ugualmente in oro, un certo "Re Bruinem di Minos. Eroicamente scomparso per ridare dignità al suo popolo". Una lastra in particolare ti incuriosisce: in fondo, è molto più piccola degli altri ed è invece completamente bianca. "Tiberia Fuinur. Ti seppellisco insieme all'amore che provo." "Decisamente triste, anche se romantico." commenta Miranda. Il ragazzino vi fa cenno di seguirlo fino a una lastra poco più indietro, dove in piccolo, scritto in inchiostro rosso, c'è un nome. "Kaleb Kron" insieme a lui, altri nomi scritti in rosso riempiono il nero di quella lastra come ferite profonde nella pietra. "Calypso." "Fiona Everim." e in alto, il primo nome a sinistra, ti fa venire i brividi. "Kilagas Fuinur. Morto che cammina." Pare che qualcuno l'abbia scritto di propria mano, tant'è che il suo nome è scritto sì in rosso, ma con una calligrafia molto peggiore degli altri.
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Capitolo III: Scuotiterra
"Da che ho memoria, nessuno dei miei antenati ha mai incrociato questa famiglia." in effetti l'elfo storce il naso, non aspettandosi affatto una domanda così...personale. Il suo tono cambia leggermente, diventando più pacato e austero, quando si inizia a parlare di denaro. "Quei soldi non mi servono per diletto, contessa. C'è una questione di natura personale che sto cercando di risolvere, e mi servono fondi per adempierla. Un rituale che richiede oggetti...particolari. Uno in particolare mi sta creando non pochi problemi, ed il mercante da cui l'ho trovato vuole quella somma precisa. Senza, non posso partire. Al solito, la vostra curiosità in materia non troverà giardini fioriti da risposte e spiegazioni, ma arido deserto di vacuità. Perciò non chiedete, se sapete che non avrete risposta. Come ho già detto, è personale. Tuttavia partire con voi è una necessità altrettanto impellente. Sarò disposto a fornirvi una briciola della mia conoscenza, che vi basterà ad aprire le porte di quel percorso, per quanto io ne sia profondamente contrariato. Lo scambio, ve lo assicuro resta oltremodo vantaggioso per voi." Una vecchia canzone diceva che c'erano alcuni tipi di spiriti malvagi che incarnavano i più grandi peccati dell'uomo: ira, tormento, paura, desiderio...ma quello più pericoloso in assoluto, quello più incredibilmente potente e devastante, era lo spirito dell'orgoglio. Tiberius pareva esserne la perfetta incarnazione.
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Capitolo III: Scuotiterra
Tiberius ci pensa, e dopo qualche secondoa sua espressione cambia, come se avesse trovato un'idea plausibile per un compromesso. "Va bene. Ma vi dirò solo ciò che reputo necessario. E se vi rivelerete pericolosa, vi eliminerò personalmente. Questa è una questione che non riguarda solo la vostra vita. ...in cambio, portatemi con voi."
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Capitolo III: Scuotiterra
"Io non ho alcun problema con voi, e se credete che stia giocando siete più fuori strada di quanto immaginassi. Questa volta non c'è nessun incontro predestinato, dovevo solo chiedere a Naesala alcune delle sue erbe. Spero abbiate fatto come vi ho detto e vi siate liberata di quel medaglione." ti risponde con estrema calma.
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Capitolo III: Scuotiterra
"Lady...mi piace!" ti dice Ventura, mentre già esci dalla sua stanza. Kilash è come al solito chiuso nel suo ufficio, e per la foga, nemmeno bussi entrando. Hai un solo pensiero in testa. Fai per salire le scale fino all'ottavo piano - sempre estenuanti! - e superati gli ultimi scalini, lo trovi. No, non il secondogenito dei Fuinur. Ma l'elfo che stavi cercando. "Contessa." mormora, quasi a denti stretti. Prima che tu possa dire qualsiasi altra cosa, Tiberius continua: "Puoi star tranquilla, non è un sogno, stavolta."
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Capitolo III: Scuotiterra
La Loggia ha una biblioteca bella fornita - ringraziamo Naesala per questo - e tutti i circoli di Boccob nell'est continente sono troppo piccoli per competere con Capo Ventura. L'idea che ti viene in mente è una sola: Saramar, la città della Magia Oscura, terra natìa di Kaleb. Ma ci vogliono mesi di viaggio per arrivarci, e si dice che non sia un luogo particolarmente ospitale con gli stranieri. In cuor tuo, le voci che girano sulla città parlano di necromanti e e magia del sangue, e onestamente non te la senti poi di andarci a cuor leggero. Poco dopo stai bussando alla porta di Ventura. Nemmeno lei ha mai sentito parlare di questa roba, ma quando gli racconti un poco della storia, ti ferma e ti fa ragionare: "Scusa, ma il tipo che hai sognato è il vecchio Primo Incantatore, giusto? E lui la parola l'ha letta. Quindi lui conosce il Primordiale. Perché non lo convinci a insegnartelo? Magari è contro questo genere di cose...ma non c'è niente niente che la contessa di Zefiro possa offrirgli in cambio di questo briciolo di conoscenza...?" Già. Gli amici!
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Capitolo III: Sì, chef!
Guybrush ci pensa un po', e la lampadina gli si accende dopo pochissimo. "Oh, forse ho capito cosa intendi! Il piccoletto col cappello con la piuma, giusto? Sì...va spesso fuori città, al cimitero. Porta dei fiori ad una tomba, una delle ultime messe in piedi. Non ti so dire di chi è, non so ancora leggere."
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Capitolo III: Scuotiterra
Il giorno seguente inizi a frequentare quei posti, ma la tua ricerca disperata porta a un nulla di fatto. Non esiste niente del genere nelle biblioteche. Il medaglione è con te.
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Capitolo III: Scuotiterra
Tiberius tira un lungo sospiro per calmarsi. "Perdonami. Secoli di battaglie e sacrifici, credevo di aver trovato una soluzione. Eppure la guerra non finisce mai. Sandrine, tu sei un Pioniere giovane e intraprendente, con una ridente e prospera vita di fronte a te. Ma ci sono cose più grandi di te, poteri che non dovrebbero stare nelle mani dei mortali. Il mio consiglio è di disfarti di quell'oggetto, buttarlo nel mare e dimenticarlo. Dopodiché cercare l'altro, che si trova in Loggia, e disfarti anche di quello in maniera che nessuno possa più trovarlo. Ma riconosco che esiste anche un'altra verità: che quando uno conosce, non può tornare indietro. La conoscenza è un dolore che non si allevia condividendola. Il potere, anche quello benevolo, è sempre pericoloso se dato in mano ad un mortale. E' migliaia di anni che accade, e che porta a rovina, a fame, ad atti atroci...e a sventura." L'elfo si avvicina a te, pacato. Lo zefiro soffia da ponente e ti porta l'odore dei biscotti di Naesala e le luci del tramonto di Chateux-Blanc. Ti senti a casa. "Devi credermi, alcune cose è meglio che rimangano segrete, per il bene di tutti. Come dicevi, non è un caso che tu mi abbia trovato così facilmente. Nemmeno io, che sogno da secoli, riesco a muovermi così facilmente nell'Oblio. Qualcuno ti osserva e ti ha portato da me perché tu iniziassi un cammino che inizia da questa parola. Non cedere alla curiosità, fa' la scelta giusta. Abbandona tutto ciò e...svegliati!" _________________________ Apri gli occhi. Ti sei appisolata sul tavolo dopo una giornata di missive diplomatiche e lettere. Di fronte a te, la lettere di Kilash che chiedono i dettagli sulla nave: le osservi, ma manca qualcosa. Nessun accenno a Tiberius. Guardi l'orario dalla tua clessidra, e comprendi. Sono passati solo una ventina di minuti da quando le tue palpebre ti hanno abbandonato. Ti sovviene qualcosa alla memoria, del sogno che hai appena fatto: il tempio di Cyndor, dio del Tempo. Le sue rovine sono state rimosse da lì almeno vent'anni fa, quando la città di Capo Ventura decise di espandere il porto, venne prelevata tutta la pietra disponibile da vari templi abbandonati nel territorio orientale. Quel posto non esiste più da un sacco di tempo.
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Capitolo III: Sì, chef!
Miranda ride quando la presenti in quel modo, e i bambini si divertono altrettanto con lei. Le chiedono cose, la maggior parte delle quali poco appropriate, tipo "sei la ragazza di Randal?" ma lei riesce a tener loro testa con siffatta maestria. Dopo una decina di minuti, un ragazzo più grande degli altri, che avrà si e no dodici anni, ti si avvicina. "Allora Randal? Problemi?"
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Capitolo III: Scuotiterra
Tiberius si alza da terra lentamente, prendendo telecineticamente il medaglione dalle sue mani. "Questo è linguaggio Primordiale." mormora, riferendosi ai simboli. "E' una Parola del Potere, quella della Creazione." Gira e rigira l'oggetto tra le dita, e i suoi occhi che diventano di un azzurro luminoso per qualche secondo, poi la sua espressione diventa curiosa. "E' un frammento di un oggetto più grande, e piuttosto potente, forse un Artefatto." Mentre pronuncia queste parole la sua espressione cambia all'improvviso. Profondo disappunto. "...ce n'è un'altra, vicino a te. E' in Loggia, un altro oggetto simile a questo." ti guarda, alla ricerca di qualcosa, ma non trova ciò che voleva, nella tua espressione. Tu, d'altronde, hai solo ricevuto quel medaglione da Naesala. Tiberius ti lancia il medaglione e cammina furioso avanti e indietro. "No, no-no, ho capito cos'è questo oggetto! Ci sta manipolando, ha fatto la prima mossa! Ma stavolta non può battermi!" Qualcosa cambia nell'ambiente circostante: l'ira pacata di Tiberius, rivolta a qualcosa/qualcuno di invisibile nei paraggi viene accompagnata da un inquietante folata di vento; il cielo limpido inizia a ingrigirsi, la penombra cala su tutto ciò che vi circonda. Ti volti, e Ventura non c'è più. L'elfo ti guarda, serissimo. "Quei medaglioni non devono avvicinarsi! Le Parole non possono essere rimesse insieme!"
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Uccidere al di fuori di un combattimento
...e il colpo di grazia?
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Capitolo III: Scuotiterra
Tiberius apre gli occhi e, in tutto il suo orgoglio, si lascia sfuggire una mezza risata senza aprir bocca. "Qui è un posto relativo contessa. E concordo che nulla sia casuale in questo incontro. Ditemi quindi, avete una domanda per me, lo sento."
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Cintura d'Onice
Dall'album: Capo Ventura
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Capo Ventura
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Cintura d'Onice
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Studio di Iver
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Cattedrale di Capo Ventura
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Est Continente
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Taverna del Cigno
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Sala Grande della Loggia
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Laboratorio di Naesala
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Sala da Pranzo della Loggia
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Ufficio di Kilash
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Ufficio di Kerberos
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Ingresso del Torrione della Loggia
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Forgia di Floim
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Statuto della Loggia
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Mappa di Capo Ventura
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Dall'album: Capo Ventura
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Capitolo III: Sì, chef!
Le voci, i chiacchiericci e gli schiamazzi da dentro la porta si bloccano quando bussi, ma la porta si apre quasi subito. Il clangore di risate ricomincia, stavolta più affascinato, quando ti vedono entrare. Miranda desta un po' di stupore all'inizio, ma i fanciullini la prendono subito in simpatia. "Randal, Randal, cosa ci hai portato?" chiedono all'unisono. Sì, sono felici di vederti, ma lo sarebbero di più se gli avessi portato qualcosa...
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Capitolo III: Scuotiterra
Il viaggio procede sommariamente bene. Lasciate Capo Ventura alle vostre spalle e vi immettete sulla strada sterrata che si snoda attraverso i poderi e le numerose case di campagna appartenenti ai cittadini che non possono permettersi di vivere dentro le mura cittadine. Più continuate a salire, meno case trovate lungo il sentiero, finché alberi e vegetazione inghiottiscono il paesaggio. L'odore di mare lo sentite a tratti, quando la strada devia un po' verso la costa orientale, ma la resina e il forte odore di pino larice vi inonda e rinfresca; durante la notte vi accampate all'ombra di enormi alberi, e Asvig si alterna a Ventura per i turni di guardia. Le strade sono relativamente sicure, proseguendo verso nord sono pochi i passanti che incrociate. Il quarto giorno di viaggio, subito prima di pranzo, il faro di Punta Alice appare tra gli alberi alla vostra destra. La strada si divide: quella più battuta porta al faro, dove vi fermate a riposare e mangiare; dopodiché proseguite verso sinistra, diretti sulla strada settentrionale. Non vi allontanate troppo dal promontorio, però. Giusto qualche ora dopo il suono di un affluente diretto al mare vi indica che siete vicini: ed ecco, che tra gli alberi ed il cinguettio di centinaia di uccelli, un complesso di pietre iscritte di simboli sconosciuti vi indica la destinazione. Dormiente, appisolato in un sonno quieto e profondo su una di queste statue, vedete l'elfo Tiberius immerso nell'ambiente naturale. Farfalle gli svolazzano intorno, talvolta si poggiano sulle sue elfiche orecchie. Vestito di stoffa verde e amaranto, coperto di pelli di lupo, con sé porta poco o niente; un fagotto ed un bastone da passeggio, nulla più, appoggiati poco lontano da lì. Asvig rimane a sorvegliare la carrozza ai lati della strada principale, mentre Ventura ti segue tre passi dietro di te. Vi avvicinate caute all'elfo, ma appena mettete piede nel circolo di rocce, questi, immobile come se fosse una statua, ti chiama. "Contessa, non mi aspettavo che si avventurasse fin qui per venirmi a cercare. Deve desiderare molto la mia presenza." L'elfo continua a rimanere immobile, con gli occhi chiusi, anche quando parla.
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Capitolo III: Sì, chef!
Miranda sbircia dalla tua lettera e commenta: "Se siete una trentina a bordo, credo che vi basteranno per circa...mmh...due settimane. Forse due settimane e mezzo. Ma avete una rete da pesca, no?" ti dice, indicando la prima voce sotto l'elenco "oggetti". "Lascerò stare la polena, io ci avrei messo qualcosa che fa più paura, ma va beh. Il nome mi piace. Jocasta sa troppo di nave pirata fantasma, e poi magari metti che Nero avanzi pretese? No, meglio di no. Certo, se hai un nome migliore proponilo e magari si passa ai voti." Dopodiché si slaccia il grembiule e si lega i capelli. "Andiamo, che stiamo aspettando?"
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Capitolo III: Scuotiterra
L'ex-capitano ti ringrazia con un cenno del capo e inizia a controllare le briglie dei cavalli in attesa che la ragazza si faccia vedere. Passano dieci minuti prima che Ventura, in tutta la sua candida innocenza, raggiunga di corsa la carrozza scusandosi infinitamente del ritardo. "Non trovavo il pettine!" si era giustificata, e tu ci credi davvero: sei capitata solo due volte nella stanza che le è stata assegnata in Loggia, e giureresti di aver visto fienili più ordinati. Quella ragazza non sa proprio cos'è l'ordine! La carrozza parte, direzione nord. Asvig vi avvisa che ci vorranno almeno quattro giorni per raggiungere il santuario. Fortuna che avete portato con voi tutto il necessario.