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Landar

Circolo degli Antichi
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  1. Iñigo Si accomodò a tavola. Al solito lasciò arma e cappello poggiati al muro o su qualche cosa a poca distanza dalla sedia e come sempre mostrava una certa educazione. "Equipaggio curioso, ma d'altronde è lo stesso motivo per il quale è così valido." non commentò le parole spese dal nano su Garko, piuttosto furono quelle di Denser ad attirare la sua attenzione "Un passato difficile." rispose quasi per prendere le difese di Enjun e giustificare il suo comportamento "Spero non sia un problema per lui andare ad Al'Anfa." non chiarì il suo concetto lasciando capire, con una certa eleganza, che una città schiavista o meglio LA città degli schiavisti potesse rappresentare un problema per uno come lui, rievocando ricordi di una gioventù piuttosto disagiata.
  2. Gudrod "E nell'attesa un'altra birra. Quantomeno per me e il moro qui accanto." guardò Jacob come a domandargli se c'era qualche novità. Dovevano decidere in fretta come muovere i primi passi qui prima di separarsi.
  3. ok finisco di sistemare allora
  4. argh! ma io avevo risposto... poi sono stato fuori come precisato in firma ma ero certo di aver risposto prima. probabile sia rimasta appesa, da smartphone non me ne accorgo mai. Rimedio subito e chiedo scusa ma se il pg di @Pippomaster92 è vicino possibile non abbia udito l'esplosione? in ogni caso prima di pomeriggio riscrivo la risposta
  5. Sedor Sorrido a mio modo alla mezzorca, pensando infine di aver saggiamente deciso di investire tutto il guadagnato. Porgo anche la spada corta, decidendo di scambiarla con il mio scudo leggero. Con lo sguardo ringrazio anche Kira, capace di aver tirato avanti un'ottima trattativa. Attendo qualche istante che Grok controlli la merce comprata per lei cercando di capire se anche il rum sia di suo gradimento. Le urla e schiamazzi dal ponte non mi distraggono, d'altronde non è la prima volta che accade. DM
  6. Ambaron Osservò gli oggetti a terra e poggiati sulla parete "E' evidente siano lì da poco. Forse questo allagamento è il motivo per il quale avevano chiuso il passaggio." si guardò attorno, anche odorando cercando di capire da dove provenisse la maggiore umidità e il puzzo di muffa. Alla richiesta della ragazza si concentrò sulla pozzanghera cercando qualche cosa di lungo o anche da lanciare all'interno della pozzanghera col quale smuovere le acque.
  7. Gaël Roland de Glanborielle Fortunatamente non impiegarono più del dovuto a trovare la dimora della Lady, tuttavia non ebbero tempo di cercare anche un alloggio per la notte. Quello dei Reiva era un edificio importante, ben incastonato nel contorno del quartiere. La sorpresa fu enorme però subito dopo che Catrazza aprì loro. L'interno era magnificente, Roland preferiva ambienti più spartani e sobri ma non v'era dubbio che tutta quella ricchezza era elegantemente distribuita. Aveva lasciato a Baliano il compito di tenere i pasticci e le torte. Non per trattarlo come un servo ma sarebbe stato poco garbato presentare se stesso e gli altri con le mani piene. Tuttavia la cosa più stupefacente doveva ancora palesarsi, quando accadde ci fu un attimo di silenzio da parte di tutti. Silenzio rotto solamente dalla sfacciataggine di Jean Pierre che, probabilmente non resisteva dall'usare la sua lingua anche per spezzare il proprio imbarazzo. Lady Reiva era meravigliosa, probabile la sua bellezza fosse pari a quella di Angelica o forse anche inferiore ma... l'atteggiamento, l'eleganza, la femminilità, la sicurezza, gli abiti e tutto il resto le donavano un fascino impareggiabile. Si prodigò in un inchino morbido e garbato che però celava l'impostazione marziale della sua educazione, d'altronde Carcassonne era abitata da robusti e prodi guerrieri, Cavalieri educati ad esserlo sin dalla nascita e non solo, poiché anche ai plebei, contadini o pastori che fossero, era concesso un addestramento militare. Era anche un Ducato dove spesso si manifestava la Fata Incantatrice, profetessa portavoce della Dama. Di lei si diceva ogni cosa, che la sua bellezza fosse divina ad esempio. Pensieri, imbarazzo, portarono via alcuni attimi. Alla fine però Roland rialzò la testa, notando lo guardo di Reiva su di lui sorrise per non mostrarsi timido poiché lo era "Gaël Roland de Glanborielle, onorato dell'invito alla Vostra meravigliosa dimora e enchanté" l'ultima parola in Bretonniano fu pronunciata con evidente sincerità "Lui è mio fratello Aigulf Chrodegang de Glanborielle." lasciò al gemello il tempo di parlare quindi poi proseguì in ordine, indicando i presenti "Jean Pierre Claude de Tallerand." evitò anche lui i titoli nobiliari poiché spesso confusi e poco verificabili "Angelica, ormai da molti lustri fedele e leale alla nostra famiglia e ultimo ma non ultimo il forte e coraggioso Baliano, che mi accompagna nell'Erranza da alcuni anni." proprio a quest'ultimo fece cenno di porgere torte e pasticci a Catrazza, così che fossero in breve condotti nelle cucine per essere serviti a fine pasto "Un umile dono."
  8. Iñigo I compagni e i marinai notarono il giovane avere spesso cura dei baffi e della barba. Quasi maniacale. Anche gli abiti erano sempre in ordine. Osservò l'abile manovra dei marinai, quanto quelli riuscissero a lavorare come un sol uomo e coordinarsi alla perfezione. Ottima scelta. Anche il guerriero baffuto sembrava felice, ma non la stessa contentezza del nano e dell'elfo, avvicinandoli si rivolse a loro "Non siamo nemmeno a metà viaggio. Ci attendono ancora molte leghe, correnti insondabili e chissà... mostri marini." esagerò come al suo solito ma in parte era vero. La frase mozzicata di Leontus gli strappò un sorriso "Cosa ti aspettavi? Che a bordo di una nave simile non ci fossero tagliagole?" A parte le poche chiacchiere e constatazioni presto Iñigo si rese disponibile per la cena. Probabilmente da lì in poi il viaggio sarebbe stato più duro, ma anche sorprendente ed era un bene.
  9. Volpe Nera Flashback Le urla fecero svegliare di soprassalto il Kai, che in fretta e furia indossò abiti o il mantello per ripararsi dal freddo esterno. Arma in pugno salì sul ponte cercando di raggiungere il luogo da dove provenivano le urla.
  10. Magnus La terra vomitò di nuovo una creatura simile a quella da poco abbattuta. Interruppe il loro pasto, il loro meritato riposo. Una maledizione per loro, ora iniziava a comprendere quale fosse l'orrore di quel luogo. Osservò il corpo di Lessing immaginandolo imprigionato all'interno di questi monoliti fino al termine dei suoi giorni, terribile. Solo questo bastò a muovere l'animo di Magnus "Forse non può entrare, ma avete visto cosa ha fatto l'altro cavaliere? Ha lanciato la sua testa, che è esplosa. Potrebbe farlo anche lui quindi stare al riparo." poi guardò Grugno ed Hans "Vogliamo rimanere imprigionati in questo luogo per sempre? Come il professore? Dovremo affrontarlo prima o poi, abbattere anche questo." tornò a guardare il cavaliere nero "Non è coas... ma gli eretici hanno contaminato questa foresta, le radici dei loro peccati sono profonde." non c'era più paura o terrore ormai, solo odio.
  11. Kull di Kul Kurgan Il kurgan avanzò poco dietro l'imperiale fermandosi però poi subito dopo l'uscio "L'imperiale è fortunato. Meglio così." non riuscì a completare la frase che vide gli altri due compagni girarsi di scatto, istintivamente lo fece anche lui sollevando arma e scudo. Se qualche cosa si era mosso significa che quel luogo non era abitato solo da trappole. C'era qualche cosa che sanguinava, e lui lo avrebbe fatto sanguinare copiosamente. Il desiderio dello scontro crebbe e quando vide Bathorax chiudere la porta lo guardò male "Cosa c'è? Ci vuoi chiudere in trappola?"
  12. Judith tutti "Thrungg! E' circondato: getti l'arma, si arrenda. Non lo ripeteremo ancora."
  13. Geralt di Mirabar "Ora!" grido oltrepassando la maschera illusoria e gettandomi come una furia contro i drow alla destra della loro Alianorah. Se solo non fossero abbagliati la vista di me urlante e sfregiato, dei due mezzorchi e dello splendido paladino li avrebbe forse terrorizzati. Avranno solo tempo e modo di assaggiare l'acciaio invece. La mia arma saetta in un fendente laterale, poi mi blocco piantando i piedi e con una mezza torsione del busto la richiamo per colpire i loro fianchi. DM tutti
  14. devo acquistare merci varie tipo corda, tenda, razioni ed è completamente finita.
  15. fatto anche io, l'ho inviata
  16. Geralt di Mirabar Stringo Sentinella, la presa salda ma non così forte da impedirmi di maneggiarla con la mia solita abilità. L'Alinorah di Candlekeep mi sorprende, lei certo è quella che più sa delle Dame tra loro quindi potrebbe intavolare una sorta di trattativa ma, c'è un ma grande quanto il regno sotto il quale stiamo camminando. L'altra cosa che so dei drow è che odiano gli elfi, che motivo avrebbero di ascoltarla? Basterà loro prenderla come schiava e costringerla. Decido però di non uscire, sembra non abbiano ben compreso dove siamo e l'effetto sorpresa potrà ancora rivelarsi valido. Mi giro verso Cad e il gruppo, facendo cenno di 'poi' con l'indice e poi indico me, Cadfael, la mezzorca, il nano e il grosso mezzorco. Come a far capire che noi saremmo usciti mentre gli altri avrebbero continuato ad usare la copertura. Alle brutte, se non proprio idioti, avrebbero potuto pensare che l'unico rimasto dietro con le Alianorah potesse essere il mago che aveva generato l'inganno. Invece c'erano letali dardi e micidiali incanti divini ancora.
  17. Sedor Nemmeno la recita imbastita da Kira riesce rialzare il mio sguardo, che dopo un fugace sorriso verso Sandara si è subito abbassato, timido come al solito. Ci metto qualche secondo a rialzarlo, trovando la forza di guardare la chierica e infine salutarla con un più maturo e gentile cenno. Al quartiermastro dedico invece un ben più maschio saluto con la mano alzata, l'altra è infatti intenta a tenere un bel bariletto sotto braccio. Ai miei piedi c'è una sacca chiusa da un laccio. Certo questo metodo mi fa ribollire il sangue, rischiare lividi e ferite per guadagnare qualche soldo da barattare per le nostre cose, perse dopo essere stati ingannati... ma siamo pirati, o meglio mozzi. Ci sta. "Materiale utile alla nave da barattare per le nostre cose, ed essere così ancor più utili alla Wormwood e perché no, più preparati a guardarci le spalle... tutti." non sembro escludere nessuno da quel discorso "Come ha fatto poco fa la gentile Kira con Kriggit e Ambrogio anche se in quel caso sono bastate le parole." batto con la mano sul bariletto "E condividere questo parlandone... quel che rimane Grok è tutto tuo." ne era conseguenza che meno avrebbero perso tempo a trattare e parlare, venendo quindi incontro alle nostre esigenze, e più lei avrebbe avuto da bere nei giorni e notti a seguire. DM
  18. Gaël Roland de Glanborielle "Sembrano deliziose." parve non cogliere la battuta e i doppi sensi dell'ometto, probabilmente era così o forse anche per la presenza di Angelica evitò di far notare che aveva capito e anche solo di alimentarli "Penso prenderò tutto." disse tirando fuori le monete dalla scarsella che poi nascose ben bene in un punto dove si faceva ben fatica anche solo a infilare le dita senza tirare in dentro lo stomaco. Subito dopo portò una delle torte al naso, per odorarle "Parfumé, aromatique." Ne porse una ad Aigulf e poi tornò a guardare Verdecardo. Era un gran signore Roland quindi aveva acquistato prima di annusare e chiedere dettagli, poiché non voleva minimamente mostrarsi sospettoso "Consentimi la domanda. Quale è il motivo che ha spinto tuo cugino a chiudere bottega?" Non voleva perdere troppo tempo là, quantomeno però assicurarsi che quello non avesse chiuso non perché vendeva roba scadente o con ingredienti ormai ammuffiti. all
  19. Gudrod Il nordico mangiava e beveva di gusto, nonostante non fosse un pasto da re né la birra nanica che pochi giorni fa avevano apprezzato. Tuttavia l'atteggiamento burbero del sacerdote lo divertiva così come l'entusiasmo del ragazzetto poi subito smorzato "Ti facevo più sveglio ragazzo. Non solo per il tuo dubbio ma perché potevi risparmiarti la domanda di fronte a quella testa pelata. Lo vedi quanto è grosso?" L'atteggiamento dei due nei confronti di Jacob non gli piacque molto, ma erano 'amici' suoi. Non si impicciò. Piuttosto guardando Mia "Quando vuoi."
  20. Soggetto 1 K Mi alzo lentamente. L'ultima cosa sentita è l'esplosione. Mi guardo le mani, mi tasto il corpo chiedendomi come faccia io ad essere ancora intero. Nonostante abbia perso i sensi è sorprendente come non abbia riportato gravi ferite e ustioni. 'Cosa ci hanno fatto e perché? Volevano farci diventare come questi soldati e qualcuno ha interrotto il processo di lobotomizzazione? O forse eravamo destinati a qualche cosa di più? Sono ancora immerso nei pensieri quando sobbalzo guardando in cielo, non sento più il rumore dell'elicottero e sono sorpreso. Lo sguardo passa in rassegna l'ambiente attorno a me e l'elicottero non è a terra "Dove sono finiti?" chiedo rivolto agli altri ma nello stesso tempo noto tensione. Come se qualcosa sia accaduta. La voce del vecchietto rimbomba nella mia testa e non comprendo il significato del suo sfogo, cosa che non mi preoccupa più di tanto. Parla sempre troppo. E' la desolazione attorno a noi a preoccuparmi, c'era della gente qui. Mi alzo lentamente iniziando ad avvicinarmi alle capanne "Come sta il pastore?"
  21. Volpe Nera Passò in rassegna gli sguardi di tutti i marinai, erano terrorizzati come immaginava. L'iniziato non era bravo con le parole ma ci provò lo stesso, d'altronde non gli costava nulla "Cosa c'è? Non venite dal Sommerlund? Non ne avete mai visto uno? Eppure i cieli della nostra terra sono neri a causa loro e del fumo della distruzione che hanno portato. Avete possibilità di vendicare la vostra terra. Che Kai guidi le vostre frecce!" si guardò attorno in cerca di un arco lungo, magari di un marinaio paralizzato o forse quello di Tobias lo era. In mancanza lo prese lo stesso. GM
  22. Sedor La gatta tira fuori tutto il suo fascino e i suoi artigli che sono anche la lingua. Tutto sembra tornare alla normalità a parte la cena che è terribile. Mi domando come abbiano potuto mangiare questa brodaglia fino all'arrivo di Kriggit. Attendo il momento giusto, dopo il rhum e le risa per raccogliermi con gli altri e andare a tentare il baratto dal quartiermastro. Magari anche la dolce chierica sulla quale, anche se raramente, mi cadono gli occhi. DM

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